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Discussione: Joseph Ratzinger-Benedetto XVI: OPERA OMNIA

  1. #1
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    Joseph Ratzinger-Benedetto XVI: OPERA OMNIA

    Tre anni di vendite record per i libri di Benedetto XVI. In arrivo l'opera omnia
    Tra i titoli più venduti "Gesù di Nazareth" e le encicliche "Deus caritas est" e "Spe salvi"


    Il Papa dei best seller
    vale due milioni di euro


    di ORAZIO LA ROCCA


    Il papa-scrittore in una foto quando era ancora "solo" cardinale

    CITTÀ DEL VATICANO - Un catalogo di ben 132 titoli tra libri, monografie e commenti. E' l'"opera omnia" prodotta da Joseph Ratzinger a partire dal 1950, da giovane docente universitario, fino all'elezione papale del 2005. Una monumentale raccolta pubblicistica sui temi della fede che presto sarà ristampata dalla più grande casa editrice cattolica europea, la tedesca Helder, con l'attenta supervisione - nonché compartecipazione - della Libreria Editrice Vaticana (Lev), titolare dei diritti di tutti gli scritti di Benedetto XVI.

    "Il progetto prevede la stampa di 13 volumi. Il primo, che sarà pubblicato a fine anno, sarà dedicato alle tematiche teologiche e liturgiche trattate dal Papa prima dell'ascesa al soglio di Pietro", annuncia don Giuseppe Costa, salesiano, direttore della Libreria Editrice Vaticana che curerà la traduzione in lingua italiana. Gli altri libri usciranno entro il 2009. Tutta l'opera partirà, quindi, dalle prime pubblicazioni di Ratzinger - molte delle quali quasi introvabili come "Popolo e casa di Dio in S. Agostino" del 1954 e "La Teologia della storia di S. Bonaventura" del 1959 - fino alle meditazioni fatte dal futuro pontefice alla Via Crucis del 2005. Compresi i libri più famosi di Ratzinger, come l'"Introduzione al cristianesimo", il "Sale della terra" e il notissimo "Rapporto sulla fede" scritto con Vittorio Messori.

    "È una pubblicistica ricca e straordinaria a cui guarda con crescente interesse un variegato pubblico di lettori di ieri e di oggi, che ha in Ratzinger un sicuro punto di riferimento religioso e culturale", commenta don Costa, il quale però aggiunge che non è stato facile strappare il consenso del Papa per la pubblicazione. È verosimile immaginare che Ratzinger alla fine abbia dato il suo assenso forse spinto dal successo che stanno avendo i suoi vecchi e nuovi lavori editoriali.


    Basti pensare che il suo ultimo libro, "Gesù di Nazaret" finora ha venduto in tutto il mondo oltre 2.500.000 di copie. Vendite da primato anche per le sue encicliche, la "Deus caritas est" con oltre 1.600.000 copie vendute, e la "Spe salvi" finora arrivata intorno a 1.400.000 copie. Ma c'è un altro dato meritevole di indubbia considerazione: da quando Benedetto XVI è stato eletto, i diritti maturati dai suoi libri ammontano ad oltre 2 milioni di euro. "Sì, è verosimile", conferma don Costa, il quale, però, ama mettere in evidenza in modo particolare "il grande valore socio-culturale ed umanitario che è legato alla produzione letteraria del Santo Padre".

    Un innegabile fiume di denaro che - assicurano in Vaticano - per volontà del Papa sarà oculatamente gestito da una istituzione ad hoc per tutelare le opere letterarie del pontefice, la Fondazione Ratzinger, con sede in Vaticano e in Germania. Tratto caratterizzante di questo organismo - al quale aderiranno studiosi, ex colleghi universitari, ex allievi ed ecclesiastici filo ratzingeriani - l'attenzione alle opere di carità, gli aiuti ai poveri e la vicinanza ai giovani studenti bisognosi con borse di studio.

    (6 giugno 2008)

    fonte repubblica.it

    che bella notizia!!!!!
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  2. #2
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    Quando esce la compro di sicuro!

  3. #3
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    Benissimo!!!!!!....

  4. #4
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    Ho già fatto spazio nella mia libreria (e vi assicuro che non è facile)!

  5. #5
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    La Libreria Editrice Vaticana e i Musei Vaticani alla Fiera del Libro che si aprirà domani a Francoforte. A primavera, il primo volume, in italiano, dell'opera omnia di Benedetto XVI

    Nel mondo dell’editoria, e non solo, c’è grande attesa per l’apertura domani, a Francoforte, della 60.ma edizione della Fiera del Libro. Come nazione ospite è stata scelta la Turchia. Sarà presente anche la Santa Sede con uno stand della Libreria Editrice Vaticana e dei Musei Vaticani. Oltre ad essere un’importante vetrina internazionale, la Fiera del Libro di Francoforte è anche una straordinaria opportunità editoriale, come spiega al microfono di Amedeo Lomonaco, il direttore della Libreria Editrice Vaticana, don Giuseppe Costa:

    R. – E’ l’occasione per presentare le novità, per stabilire relazioni, per mettere i presupposti di futuri contratti o per concludere contratti già avviati.


    D. – Tra gli espositori, saranno presenti anche la Libreria Editrice Vaticana e i Musei Vaticani. Quali saranno le novità?


    R. – Ci sono tre grosse iniziative. Una avverrà il 16 ottobre, quando l’Editrice Vaticana, in collaborazione con il Pontificio Comitato di Scienze Storiche, presenterà agli editori tedeschi - alla presenza del cardinale Raffaele Farina, bibliotecario di Santa Romana Chiesa - l’intera collana di atti e documenti dedicata alla storiografia della Chiesa. Molto importante sarà anche la visita del cardinale Giovanni Lajolo, presidente della Pontificia commissione del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che il 17 ottobre visiterà lo stand. Il porporato presenterà il lavoro editoriale dei Musei Vaticani, pronunciando anche un discorso. Lo stesso giorno, i responsabili dell’Editrice Vaticana parteciperanno alla presentazione del primo volume dell’opera omnia di Joseph Ratzinger in tedesco. Nella stessa occasione, annunceremo come Libreria Editrice Vaticana la traduzione della stessa opera omnia in italiano; il primo volume uscirà nella prossima primavera. Andiamo a Francoforte come Libreria Editrice per incontrare parecchi editori, americani tedeschi, dell’Est, della Francia, della Spagna e dell’America Latina.


    D. – C’è poi un altro tipo di incontro molto interessante e stimolante, quello con il grande pubblico...


    R. – Certamente, negli ultimi due giorni la Fiera verrà aperta al grande pubblico, che accorre in massa.


    D. – Riscuote successo, in genere, lo stand vaticano?


    R. – Il successo dello stand vaticano è crescente, perchè è crescente l’interesse per quanto riguarda la Parola del Santo Padre. Gli editori interessati vengono a chiederci come poter pubblicare, se e quando pubblicare.


    D. – Per quanto riguarda l’edizione di quest’anno, c’è anche da sottolineare che la vetrina sarà dedicata soprattutto ad un Paese vicino, la Turchia...


    R. – La presentazione della Turchia come Paese ospite ha accentuato l’attenzione di tutti gli Stati, soprattutto europei, verso questo Paese ricco di cultura e di tradizione. Da parte nostra, si accentuerà soprattutto un’attenzione ai luoghi paolini legati alla Turchia.

    fonte: Radio Vaticana
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  6. #6
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    CONFERENZA STAMPA DEL 22 OTTOBRE 2008

    Si informano i giornalisti accreditati che mercoledì 22 ottobre 2008, alle ore 12.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si terrà una Conferenza Stampa di presentazione del 1° volume dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI in edizione tedesca, pubblicata da Herder Verlag.

    Interverranno:

    S.E. Mons. Gerhard Ludwig Müller, Vescovo di Regensburg (Germania);

    Rev.mo Don Giuseppe Costa, S.D.B., Direttore della Libreria Editrice Vaticana.

    (Sarà disponibile un servizio di traduzione simultanea italiano-tedesco).

    [01600-01.01]

    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
    Bonus pastor animam suam ponit pro ovibus
    (Io. 10,11)

  7. #7
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    Tornano in libreria...

    CULTURA E RELIGIONE
    Tornano in libreria le lezioni di escatologia in cui il futuro Papa reagisce a una lettura troppo «terrestre» del Regno di Dio e rivaluta perfino l’idea di inferno: che aiuta ad affermare la grandezza dell’uomo Il professor Ratzinger spiega l’aldilà

    DI ANDREA GALLI
    E se il messaggio del Vangelo fosse stato puramente «escatologico »? Se la sua forza d’urto fosse derivata cioè solamente dall’annuncio di un imminente quanto tangibile Regno di Dio? O se l’esser cristiani fosse stato in origine un attuare l’invocazione del Padre Nostro, «Venga il tuo Regno», da intendersi come attesa della fine del mondo?
    In tal caso la storia della Chiesa – con la codificazione di dogmi, con la creazione di strutture atte a sfidare i secoli, con una dottrina sulle «cose ultime» – non sarebbe forse un complesso processo di «de-escatologizzazione », il mascheramento di un’attesa tradita e la sua proiezione in un futuro alienante?
    Sono queste domande che hanno attraversato, come una tentazione esiziale, non poca teologia del XX secolo. In Italia era già Ernesto Buonaiuti a scrivere nelle sue Lettere a un prete modernista che «il Regno nella predicazione autentica di Cristo non è affatto il Paradiso Cattolico: ma un regno terrestre di beatitudine corporale e di gioia». Un suo epigono, Sergio Quinzio, fece poi dell’eschaton tradito il filo conduttore delle sue riflessioni, arrivando alle conclusioni più estreme e inquietanti: «Come non può nascere l’uomo nuovo se non è ucciso l’uomo vecchio… così non può nascere la Chiesa-comunione, la nuova Gerusalemme, il regno, se non è uccisa la Chiesa-istituzione. Essa è veramente l’ostacolo», scriveva la guardia di finanza fattasi esegeta nel suo
    Diario profetico.
    Ma soprattutto è stato il pungolo del marxismo, nella seconda metà del ’900, ad alimentare la ripresa di una lettura esclusivamente «escatologica » dell’annuncio evangelico, come messaggio di liberazione hic et nunc. Dall’analisi di questa sfida portata alla teologica cattolica prende l’avvio Escatologia, morte e vita eterna, il volume di Joseph Ratzinger apparso per la prima volta nel 1979 come contributo a una Piccola Dogmatica Cattolica – un progetto ideato e diretto da un ex collega di Monaco, lo storico della scolastica medievale Johan Baptist Auer – e che oggi viene riproposto da Cittadella Editrice (pp. 300, euro 23,90) con una nuova prefazione firmata dallo stesso Benedetto XVI (di cui pubblichiamo un estratto in questa pagina).
    In questo testo denso, che risente di un confronto serrato con il mondo accademico tedesco, Ratzinger rovescia, per così dire, la tesi per cui l’attesa di una parusìa imminente sarebbe propria della prima comunità cristiana. Con un’analisi del discorso escatologico di Mc 13 e dei corrispettivi passi negli altri sinottici, dimostra invece che la «tensione temporale» è stata acuita o allentata a seconda delle circostanze. Non è stata sicuramente lineare. E in alcuni casi l’idea di una fine del mondo prossima a venire potrebbe essere stata il risultato di un riavvicinamento al giudaismo – ricco allora di fermenti apocalittico-messianici – verificatosi nel prosieguo, non agli inizi dell’esperienza cristiana.
    Il profondo e precoce equilibrio rag- giunto dalla Chiesa per quanto riguarda il tema della parusìa sarebbe da scorgere, secondo Ratzinger, nell’orientamento ad oriente delle chiese e della preghiera proto-cristiana: «La fusione di due simbolismi nella figura del sole che sorge dall’oriente può dare anche, in qualche modo, un’idea di quanto si confondano la fede nella Resurrezione e la speranza nella parusìa, quanto strettamente esse siano unite nella figura del Signore, il quale, come Risorto, è già tornato, ma ritorna sempre nuovamente nell’Eucaristia, rimanendo in tal modo colui che viene, la speranza del mondo».
    Né regge, per il teologo bavarese, l’idea di Regno di Dio ridotta a riscatto e benedizione materiale. In Cristo stesso, scrive sempre Ratzinger, «nel suo operare pneumatico, che affranca l’uomo dal suo asservimento ai demoni, si realizza il regno di Dio e Dio stesso assume il Governo del mondo». È questa la vera liberazione. La quale non significa che l’annunzio del Regno debba essere «considerato come praticamente irrilevante e quindi trasformato tacitamente in una giustificazione della situazione esistente». Semplicemente, «il messaggio sul Regno di Dio ha importanza per la politica non in quanto è escatologia, ma in quanto è etica politica».
    Dopo aver dato una valutazione, alla luce di queste premesse, di autori come Barth, Bultmann, Moltmann e Metz, dopo essersi soffermato sull’immortalità dell’anima come dato autentico della rivelazione cristiana e non un semplice sedimento del platonismo, Ratzinger giunge poi al tema dei novissimi. «Inutile volerlo negare: il pensiero della dannazione eterna…. ricorre costantemente tanto nell’insegnamento di Gesù stesso… che degli Apostoli » è l’incipit sull’inferno. Una «terrificante realtà» che allo stesso tempo contiene, per quanto paradossale e difficile da comprendere, anche una «affermazione della grandezza dell’uomo: la sua vita è un caso di estrema serietà; non tutto in definititiva può essere presentato astutamente come un momento dei disegni di Dio». Ma soprattutto una realtà per evitare la quale l’uomo ha accanto a sé l’alleato più potente, Dio stesso. Egli chiama le sue creature a un paradiso che sarà anche la vera realizzazione delle istanze di liberazione di pienezza esistenziale. Un paradiso in cui « l’intero creato sarà un 'cantico', un gesto con cui l’essere si libera nel tutto e insieme un entrare del tutto nel proprio, un gaudio in cui tutte le domande avranno risposta».

    --------------------------------------------------------------------------------------

    Ma il cristiano non spera solo in un «mondo migliore»

    DI JOSEPH RATZINGER

    Dalla prima edizione del volume sono passati 30 anni e nel frattempo il cammino della teologia non si è fermato. Nel momento in cui il libro fu scritto, due profondi capovolgimenti stavano coinvolgendo gli sviluppi riflessivi riguardo al tema della speranza cristiana. La speranza veniva compresa come virtù attiva – come azione che cambia il mondo, azione dalla quale sarebbe scaturita una nuova umanità, un « mondo migliore » . La speranza divenne in tal modo politica, la sua realizzazione sembrava essere affidata all’uomo stesso. Il regno di Dio, attorno al quale tutto il cristianesimo ruota, sarebbe diventato il regno dell’uomo, il « mondo migliore » di domani: Dio non sta « in alto, ma davanti » . Se qui il pensiero teologico è sfociato in una corrente di riflessioni filosofiche e teologiche divenuta man mano sempre più forte, un secondo sviluppo si colloca interamente nell’ambito più proprio della teologia, anche se il contesto storico- culturale vi ha giocato a suo modo un ruolo altrettanto importante. La crisi della tradizione, che nella Chiesa cattolica assunse toni virulenti in corrispondenza del Vaticano II, portò all’esigenza di strutturare la fede partendo esclusivamente dalla Bibbia, prescindendo dalla tradizione. Si concluse allora che nella Bibbia non si trovava il concetto dell’immortalità dell’anima, ma solo la speranza nella risurrezione.
    L’«immortalità dell’anima» doveva essere congedata come platonismo, si era sovrapposta alla fede biblica della risurrezione. Grazie a una curiosa filosofia che stabiliva l’impossibilità della presenza del tempo al di là della morte, si spiegò che la risurrezione doveva avvenire nella morte stessa. Questa teoria ha conquistato velocemente anche il linguaggio della predicazione, tanto che in molti luoghi la celebrazione di preghiera per un defunto è stata chiamata « cerimonia della risurrezione». Non vorrei ancora una volta intercettare qui l’intera controversia, anche se desidero ribadire ancora una volta qual era e qual è tuttora per me la cosa più importante. Innanzitutto non è questione di concettualità o di « platonismo » ma di una concezione strettamente teo-logica della nostra vita oltre la morte – della nostra « vita eterna » , nel senso dell’insegnamento di Gesù. Noi viviamo dunque poiché siamo associati alla memoria del Signore. Nella memoria del Signore noi non siamo un’ombra, un semplice « ricordo » , stare nella memoria del Signore significa invece: vivere, vivere in pienezza, essere del tutto noi stessi.
    Ai Sadducei, i quali con una storia astrusa miravano a convincere come fosse assurda la fede nella risurrezione, Gesù dà risposta non con disamine antropologiche, di qualunque maniera esse siano, bensì con un rimando alla memoria di Dio: «A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore» (Mc l2,26s). Come tale questa concezione teologica è al contempo una concezione dialogica dell’uomo e della sua immortalità. Nella mia Escatologia mi ero confrontato con entrambe le correnti, senza dimenticare i temi importanti per un manuale, i temi di tutta la tradizione del credere, sperare e pregare, temi di cui la storia della Chiesa è ricca. Per quanto riguarda il primo tema, mi sembrava importante che l’escatologia non si lasciasse ridurre a nessun tipo di teologia politica. Ho ritenuto di potermi limitare all’essenziale dando un’indicazione del problema e ho cercato di evidenziare il significato permanente della speranza nell’azione propria di Dio entro la storia, azione che sola concede all’agire umano la propria unità interna e trasforma dall’interno ciò che è transitorio in ciò che non passa. Ma un confronto più preciso con la questione della risurrezione nella morte era indispensabile.



    fonte: Avvenire
    Ultima modifica di WIlPapa; 22-10-2008 alle 12:21
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  8. #8
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    CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL 1° VOLUME DELL’OPERA OMNIA DI JOSEPH RATZINGER - BENEDETTO XVI IN EDIZIONE TEDESCA , 22.10.2008

    Alle ore 12.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo la Conferenza Stampa di presentazione del 1° volume dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI in edizione tedesca, pubblicata da Herder Verlag.

    Intervengono: S.E. Mons. Gerhard Ludwig Müller, Vescovo di Regensburg (Germania); Rev.mo Mons. Giuseppe Antonio Scotti, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Libreria Editrice Vaticana; Rev.mo Don Giuseppe Costa, S.D.B., Direttore della Libreria Editrice Vaticana.

    Pubblichiamo di seguito l’intervento di S.E. Mons. Gerhard Ludwig Müller:

    TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

    I


    Papa Benedetto XVI è uno dei grandi teologi sul soglio di Pietro. Nella lunga teoria dei suoi predecessori, s'impone il paragone con quella figura di eminente erudito del diciottesimo secolo che fu papa Benedetto XIV (1740-1758). E la mente corre anche a papa Leone I Magno (440-461), il formulatore della cognizione decisiva per la confessione cristologica del concilio di Calcedonia (451).

    Papa Benedetto XVI, nel corso della sua lunga attività accademica come professore di Teologia Fondamentale e di Dogmatica, ha elaborato in autonomia un'opera teologica che lo pone senz'altro tra i più significativi studiosi del ventesimo e ventunesimo secolo. Da più di 50 anni al nome di Joseph Ratzinger si ricollega un'originale visione d'insieme della teologia sistematica.

    I suoi scritti uniscono le cognizioni scientifiche della teologia alla figura di una fede viva e vissuta. Come scienza che ha la sua genuina collocazione all'interno della Chiesa, la teologia può segnalarci la vocazione particolare dell'uomo in quanto creatura e immagine di Dio.

    Nella sua attività scientifica, Benedetto XVI ha sempre potuto attingere alla sua mirabile conoscenza della storia della teologia e dei dogmi, che egli trasmette in maniera illuminante mettendo in risalto la divina visione dell'uomo, su cui tutto si fonda. Essa diviene accessibile ai molti attraverso il repertorio lessicale e linguistico adottato da Joseph Ratzinger. Tematiche complesse non vengono assoggettate ad una complicata riflessione e quindi sottratte alla comprensione comune, bensì rese trasparenti nella loro intima linearità. Al centro di tutto è la volontà divina di parlare ad ogni uomo e la Sua parola che diventa la luce che illumina ogni uomo (Giov 1, 9).

    Nella sua carriera accademica il professore di teologia Joseph Ratzinger ha ricoperto incarichi presso le scuole superiori e le università di Frisinga, Bonn, Münster e Tubinga, approdando infine a Ratisbona, dove operò dal 1969 fino alla nomina ad arcivescovo di Monaco e Frisinga nel 1977. Alla città e alla diocesi di Ratisbona il cardinal Ratzinger rimase legato anche nel lungo periodo in cui fu prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (1982-2005). Regolarmente vi si recava a far visita al fratello Georg, per molti anni direttore del celebre coro dei Piccoli Cantori del Duomo di Ratisbona (1964-1994). Indimenticabili anche le sue omelie in Duomo in occasione delle più svariate festività liturgiche. I suoi genitori, Josef e Maria Ratzinger, e la sorella Maria sono sepolti nel cimitero di Regensburg-Ziegetsdorf. A proposito di Pentling, il suo domicilio alle porte della città episcopale di Ratisbona, disse una volta: Dopo tanti anni movimentati in diverse sedi e mansioni „eravamo nuovamente a casa".

    Durante la visita pastorale del 2006 nella nativa Baviera, con la sua Regensburger Vorlesung, la lectio magistralis che segnò un momento magico nella storia universitaria non solo tedesca, egli sottolineava ancora una volta l'intima connessione di fede e ragione. Tanto la ragione che la fede non sono considerabili, né sono in grado di raggiungere il rispettivo traguardo, indipendentemente l'una dall'altra. Correggendosi e purificandosi a vicenda, la ragione e la fede si salvaguardano da pericolose patologie. In tal senso, papa Benedetto XVI si riallaccia alla grande tradizione delle scienze teologiche, che nella struttura globale dell'università può fungere da elemento di connessione onnicomprensiva.

    Così Ratisbona è divenuta in certo qual senso il genius loci che si propone di raccogliere e tutelare l'opera omnia teologica di Joseph Ratzinger. La sede vescovile di Ratisbona, con le sue eminenti figure di vescovi eruditi quali S. Alberto Magno (1260-1262) e Johann Michael Sailer (1821-1832), sta per l'unità di magistero vescovile e accademico, a confermare la razionalità della fede e la fecondità pastorale della scienza. Una tradizione portata avanti dall'arcivescovo Michael Buchberger (1927-1961), sotto la cui direzione prese forma il Lexikon für Theologie und Kirche, un testo basilare impostosi a livello internazionale e giunto ormai alla terza edizione.

    Questa città vescovile si presta dunque in maniera particolare come sede dell'Istituto intitolato a papa Benedetto XVI.

    Nella mia qualità di vescovo di Ratisbona (dal 2002), sono stato incaricato personalmente dal Santo Padre della pubblicazione della sua Raccolta di scritti – Opera Omnia – in 16 volumi. Già da studente universitario mi ero dedicato ad una lettura approfondita dei trattati teologici di Joseph Ratzinger, restando particolarmente colpito e durevolmente impressionato dalla sua geniale Einführung in das Christentum (Introduzione al Cristianesimo), che nella burrascosa epoca delle rivolte studentesche e del generale disorientamento teologico offriva una chiave sicura per accostarsi al profondo mistero della rivelazione cristiana. Il lettore informato può facilmente constatarlo dando un'occhiata al mio libro Dogmatica cattolica. Per lo studio e la prassi, che a partire dal 1995 è apparso in diverse edizioni presso l'editore Herder.

    L'elaborazione del progetto editoriale complessivo è stata strettamente concordata con papa Benedetto XVI. Ogni singolo tomo è autorizzato personalmente dal Santo Padre, sia per quanto concerne il complesso tematico che la scelta dei testi. L'obiettivo è l'esaustività dell'opera. Di singoli testi minori viene indicato solo il luogo del ritrovamento. È lecito parlare dunque di una vitale testimonianza della teologia di Joseph Ratzinger/papa Benedetto XVI, dal momento che al centro dell'interesse non sta la semplice raccolta e catalogazione di testi, bensì lo svisceramento sistematico di un determinato complesso tematico della teologia mediante un ordinamento di nuova concezione, che faccia emergere i collegamenti e consenta una visione d'insieme.

    Per espresso desiderio del Santo Padre la Raccolta di scritti viene pubblicata con il nome dell'autore Joseph Ratzinger.

    Per realizzare questo progetto, ho fondato a Ratisbona l'Istituto Papa Benedetto XVI. È questa la sede che ospiterà un'esauriente documentazione della vita, del pensiero e dell'operato del teologo, vescovo e pontefice Joseph Ratzinger/Benedetto XVI. Con l'approntamento di tutto il materiale edito ed inedito, la rilevazione del contesto biografico e teologico e l'allestimento di una biblioteca specialistica, si sono create le condizioni ideali per un'analisi a vasto raggio dell'opera omnia.

    Vorrei rivolgere un sincero ringraziamento al Santo Padre, papa Benedetto XVI. La grande dimostrazione di fiducia da lui espressa affidandomi l'incarico di curare la pubblicazione delle sue opere, costituisce per me una gioia ed al contempo un impegno.

    II

    La presente edizione della Raccolta di scritti – Opera Omnia di Joseph Ratzinger vuol essere la "redazione ultimativa" dell'opera del teologo Joseph Ratzinger in lingua tedesca. L'obiettivo è una presentazione il più possibile completa dell'opera già pubblicata, integrata da testi finora inediti o non ancora apparsi in tedesco, secondo un ordinamento sistematico che instaura un legame tra gli aspetti cronologici e quelli tematici.

    Preesistenti monografie sono riprese senza variazioni nella Raccolta di scritti – Opera Omnia, dove tuttavia compaiono di volta in volta integrate da ulteriori testi tematicamente affini. Secondo una pratica già variamente adottata in precedenza dall'autore, ai testi di carattere spiccatamente scientifico se ne accompagnano altri appartenenti a generi letterari differenti, ad esempio compilazioni di voci enciclopediche, recensioni di libri, nonché omelie e meditazioni.

    I precedenti volumi di saggi, che in determinate tappe dell'operato del teologo, vescovo e prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, riuniscono contributi tematicamente connessi, vengono smembrati e i singoli scritti inglobati nella nuova sistematica.

    La Raccolta di scritti si apre – qui ci riferiamo alla numerazione dei tomi, non necessariamente all'effettiva cadenza di pubblicazione – con i due lavori di qualificazione scientifica di Joseph Ratzinger: la sua tesi di laurea sulla dottrina agostiniana della Chiesa, e quella di abilitazione all'insegnamento, sulla dottrina della Rivelazione di Bonaventura. Ad esse si aggiungono altri saggi e testi, rispettivamente intorno ad Agostino e a Bonaventura.

    Il tomo III prende spunto dalla conferenza inaugurale del Professor Ratzinger Il Dio della Fede e il Dio dei filosofi, tenuta a Bonn nel 1959, corredandola di tutti gli ulteriori testi del complesso tematico fides et ratio. Ad esempio vengono inserite qui anche tutte le sue riflessioni sui fondamenti storico-ideali dell'Europa.

    Il tomo IV parte dalla Introduzione al Cristianesimo (1968) e riunisce altri testi del complesso tematico professione di fede, battesimo, conversione, sequela di Christo e compimento dell'Esistenza Cristiana.

    I tomi dal V al XII si orientano nel senso più ampio al canone tematico della Teologia Sistematica.

    Il tomo V riunisce i testi riconducibili ai trattati dottrina della Creazione, Antropologia e dottrina della Grazia, presentando la Mariologia come salvifica concretizzazione della dottrina della Grazia.

    Il tomo VI, prendendo spunto dal Gesù di Nazareth (2007), raccoglie tutti gli studi di argomento Cristologico.

    Il tomo VII e il tomo VIII sono dedicati ad un ulteriore punto focale di ricerca di Joseph Ratzinger, l'Ecclesiologia; specificamente, il tomo VII è innanzitutto una raccolta globale di testi: quelli concepiti nella fase di preparazione del Concilio Vaticano Secondo, ma anche le relazioni degli eventi vissuti in diretta nonché i commentari redatti al termine dei lavori, e non da ultimo una serie di interventi relativi alla recezione dei testi conciliari.

    Il tomo VIII contiene i lavori ecclesiologici in senso stretto e, soprattutto, integra anche gli scritti di Joseph Ratzinger sull'Ecumene.

    Sul punto di intersezione di Teologia Fondamentale e Dogmatica si colloca il tomo IX, che raccoglie i lavori svolti da Joseph Ratzinger nell'intero arco della sua attività scientifica in materia di Gnoseologia Teologica ed Ermeneutica, in particolare includendo anche i suoi studi sull'intelligenza delle Scritture e sull'inquadramento specifico di Rivelazione, Tradizione, Scrittura e Magistero.

    Il tomo X si apre con l'Escatologia (1977), l'unico manuale dogmatico-teologico di Joseph Ratzinger pubblicato finora, corredandolo di tutti gli ulteriori studi e testi del complesso tematico speranza, morte, risurrezione, vita eterna.

    Con i tomi XI e XII l'autore focalizza espressamente ulteriori aspetti di interesse centrale per il suo pensiero. Con la Teologia della liturgia nel tomo XI, con cui il Santo Padre intende inaugurare la pubblicazione della sua Raccolta di scritti teologici, egli pone l'opera omnia sotto il segno di un coerente teocentrismo.

    Il tomo XII raduna i testi, peraltro pertinenti anche all'Ecclesiologia o alla dottrina dei Sacramenti, sul Servizio Spirituale, presentandoli sotto il titolo Annunciatori della parola e servitori della vostra gioia.

    Il tomo XIII raccoglie le numerose interviste di Joseph Ratzinger, sia quelle più brevi e di vecchia data, che le tre apparse in forma di libro, cominciando dalla conversazione con Vittorio Messori del 1984/85, cui fecero seguito i due libri di e con Peter Seewald (1996 e 2000).

    Il tomo XIV presenta una selezione il più esauriente possibile della vasta produzione omiletica di Joseph Ratzinger, ivi compresi sermoni e meditazioni poco noti e finora inediti.

    Il tomo XV riunisce, partendo dall'autobiografia di Joseph Ratzinger apparsa nel 1997/98 con il titolo La mia vita, ulteriori testi di carattere biografico ed interventi di tipo personale, ad esempio le numerose dichiarazioni relative al suo predecessore Papa Giovanni Paolo II, o al fratello Georg Ratzinger, nonché molti altri discorsi tenuti in occasione di giubilei, apprezzamenti etc.

    Il tomo XVI offrirà una bibliografia completa delle opere di Joseph Ratzinger in lingua tedesca, nonché un esauriente indice sistematico di tutti i volumi, che permetta di cogliere l'intima coerenza e coesione dell'opera nel suo insieme. I singoli tomi sono corredati a loro volta di indici dettagliati nonché di registri dei nomi e dei passi scritturali.

    [01638-01.01] [Testo originale: Tedesco]

    [B0667-XX.01]

    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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    (Io. 10,11)

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    La collana viene pubblicata in Germania dall'editore Herder
    L'opera omnia di Joseph Ratzinger



    Mercoledì 22, presso la Sala Stampa della Santa Sede, è stato presentato il primo volume dell'opera omnia di Joseph Ratzinger in lingua tedesca, pubblicata da Herder Verlag. Sono intervenuti il direttore della Libreria Editrice Vaticana, don Giuseppe Costa, e il vescovo di Ratisbona. Pubblichiamo uno stralcio dell'intervento del presule tedesco.


    di Gerhard Ludwig Müller
    Papa Benedetto XVI è uno dei grandi teologi saliti sul soglio di Pietro. Nella lunga teoria dei suoi predecessori, s'impone il paragone con la figura di quel grande erudito del Settecento che fu Papa Benedetto xiv (1740-1758). E la mente corre anche a Papa Leone i Magno (440-461), che fu decisivo per la formula cristologica del concilio di Calcedonia (451).
    Benedetto XVI, nel corso della sua lunga attività accademica come professore di teologia fondamentale e di dogmatica, ha elaborato in autonomia un'opera teologica che lo pone tra i più significativi studiosi contemporanei. Da più di mezzo secolo al nome di Joseph Ratzinger si ricollega un'originale visione d'insieme della teologia sistematica. I suoi scritti uniscono le conoscenze scientifiche della teologia alla figura di una fede viva e vissuta. Come scienza che ha la sua genuina collocazione all'interno della Chiesa, la teologia può segnalarci la vocazione particolare dell'uomo in quanto creatura e immagine di Dio.
    Nella sua attività scientifica, Benedetto XVI ha sempre potuto attingere alla sua conoscenza della storia della teologia e dei dogmi, che trasmette in maniera illuminante mettendo in risalto la divina visione dell'uomo, su cui tutto si fonda. Essa diviene accessibile ai molti attraverso il repertorio lessicale e linguistico adottato da Joseph Ratzinger. Tematiche complesse non vengono assoggettate a una complicata riflessione e quindi sottratte alla comprensione comune, bensì rese trasparenti nella loro intima linearità.
    Nella sua carriera accademica il professore di teologia Joseph Ratzinger ha ricoperto incarichi presso le scuole superiori e le università di Frisinga, Bonn, Münster e Tubinga, approdando infine a Ratisbona, dove operò dal 1969 fino alla nomina ad arcivescovo di Monaco e Frisinga nel 1977. Alla città e alla diocesi di Ratisbona il cardinale Ratzinger rimase legato anche nel lungo periodo in cui fu prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (1982-2005). Regolarmente vi si recava a far visita al fratello Georg, per molti anni direttore del celebre coro dei Piccoli cantori del Duomo di Ratisbona (1964-1994). Indimenticabili anche le sue omelie in occasione delle festività liturgiche.
    Durante la visita pastorale del 2006 nella nativa Baviera, con la sua Regensburger Vorlesung - la lectio magistralis di Ratisbona che segnò un momento magico nella storia universitaria non solo tedesca - egli sottolineava ancora una volta l'intima connessione di fede e ragione. Tanto la ragione che la fede non sono considerabili, né sono in grado di raggiungere il rispettivo traguardo, indipendentemente l'una dall'altra. Correggendosi e purificandosi a vicenda, la ragione e la fede si salvaguardano da pericolose patologie. In tal senso, Benedetto XVI si riallaccia alla grande tradizione delle scienze teologiche, che nella struttura globale dell'università può fungere da elemento di connessione onnicomprensiva.
    Così Ratisbona è divenuta in un certo senso il genius loci che si propone di raccogliere e tutelare l'opera omnia teologica di Joseph Ratzinger.
    La sede episcopale di Ratisbona - con le sue eminenti figure di vescovi eruditi quali sant'Alberto Magno (1260-1262) e Johann Michael Sailer (1821-1832) - garantisce quell'unità di magistero episcopale e accademico, che la razionalità della fede e la fecondità pastorale della scienza confermano. Una tradizione portata avanti dall'arcivescovo Michael Buchberger (1927-1961), sotto la cui direzione prese forma il "Lexikon für Theologie und Kirche", un'opera basilare impostasi a livello internazionale e giunta alla terza edizione.
    Questa città episcopale si presta dunque in maniera particolare come sede dell'Istituto intitolato a Benedetto XVI. Nella mia qualità di vescovo di Ratisbona (dal 2002), sono stato incaricato personalmente dal Santo Padre della pubblicazione delle Gesammelten Schriften, l'opera omnia, in sedici volumi.
    Già da studente universitario mi ero dedicato a una lettura approfondita dei trattati teologici di Joseph Ratzinger, restando particolarmente colpito e durevolmente impressionato dalla sua geniale Einführung in das Christentum ("Introduzione al Cristianesimo"), che nella burrascosa epoca delle rivolte studentesche e del generale disorientamento teologico offriva una chiave sicura per accostarsi al profondo mistero della rivelazione cristiana. Ciò si può facilmente constatare scorrendo il mio libro Katholische Dogmatik. Für Studium und Praxis ("Dogmatica cattolica. Per lo studio e la prassi della teologia"), che a partire dal 1995 è apparso in diverse edizioni presso l'editore Herder.
    L'elaborazione del progetto editoriale complessivo è stata strettamente concordata con Benedetto XVI. Ogni singolo tomo è autorizzato personalmente dal Santo Padre, sia per quanto concerne il complesso tematico, che per la scelta dei testi. L'obiettivo è l'esaustività dell'opera. (...) È lecito parlare dunque di una vitale testimonianza della teologia di Joseph Ratzinger, dal momento che al centro dell'interesse non sta la semplice raccolta e catalogazione di testi, bensì lo svisceramento sistematico di un determinato complesso tematico della teologia mediante un ordinamento di nuova concezione, che faccia emergere i collegamenti e consenta una visione d'insieme.
    Per espresso desiderio del Santo Padre le Gesammelten Schriften verranno pubblicate a nome dell'autore, Joseph Ratzinger.
    Per realizzare il progetto, ho fondato a Ratisbona l'Institut-Papst-Benedikt XVI.: è questa la sede che ospiterà un'esauriente documentazione della vita, del pensiero e dell'operato del teologo, del vescovo e del Pontefice. Con l'approntamento di tutto il materiale edito e inedito, la rilevazione del contesto biografico e teologico e l'allestimento di una biblioteca specialistica, si sono create le condizioni ideali per un'analisi a vasto raggio dell'opera omnia.

    (©L'Osservatore Romano - 23 ottobre 2008)

  10. #10
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    Avevo letto su Avvenire questo articolo ed è un libro riproposto da Cittadella Editrice
    pagg.300 euro 23,90.
    Veramente grande il nostro Santo Padre!

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