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Discussione: - Per vincere il male - Anselm Grun nega l' esistenza dei demoni.

  1. #1

    - Per vincere il male - Anselm Grun nega l' esistenza dei demoni.

    - Per vincere il male - Anselm Grun
    La lotta contro i demoni
    ed. san Paolo


    Questo è uno dei libri più famosi del monaco teologo Anselm Grun. Un libro assai discutibile che, nel corso degli anni, io ho trovato spesso in ambienti cattolici: convegni, riviste cattoliche ecc. ecc.

    Purtroppo si tratta di un libro che, a mio avviso, inganna fortemente il lettore, perchè insegna una dottrina contraria a ciò che insegna la Bibbia, il Magistero e la Tradizione della Chiesa.

    Dispiace molto, perchè gli insegnamenti dei padri della Chiesa riportati nel libro sono assai interessanti. Il problema è che l' autore fornisce una interpretazione totalmente personale ed errata.

    Infatti, in questo libro, Anselm Grun tratta con grande ambiguità la tematica riguardante i demoni, per concludere, alla fine del libro, che i demoni non esistono e che sarebbero solo delle figure mitologiche create nel corso dei secoli dai monaci.

    E' lecito chiedersi: E' questo quello che insegna la Bibbia? E' questo quello che insegna il Magistero della Chiesa, la Tradizione della Chiesa, i santi e i mistici?
    Come può un monaco teologo della Chiesa cattolica presentare una dottrina a proprio piacimento, contraria a ciò che insegna la Chiesa Cattolica?

    Cosa accadrebbe se ogni monaco teologo facesse la stessa cosa con ogni dottrina della Chiesa, togliendo o aggiungendo a proprio piacimento quello che gli passa per la testa, cosa ne rimarrebbe della Chiesa Cattolica?

    Inserisco alcuni passaggi del libro che ne riassumono il contenuto:




    Anselm Grun nelle prime pagine esordisce sostenendo che non si può affermare in modo definitivo se i demoni esistano o meno. Un errore abbastanza grave perchè la dottrina della Chiesa Cattolica è invece molto chiara al riguardo.


    - Per vincere il male - Anselm Grun
    pag. 14

    Quando nelle pagine seguenti si parlerà di demoni, non si affronterà la questione se esistano o meno. La discussione accesasi negli ultimi anni in relazione all' esorcismo gira per lo più in relazione alla domanda se i demoni esistano o meno. Tuttavia, quando la questione viene impostata in questo modo, si presuppone di sapere già in modo certo che cosa siano i demoni e, quindi, di poter affermare in modo definitivo se questi esseri esistano o meno.
    Invece cosa insegna la Chiesa Cattolica da 2000 anni?


    Catechismo Chiesa Cattolica: 388 - 389 - 390 - 391- 392 - 393- 394 - 395

    In questi articoli troviamo che la caduta degli angeli è verita di fede. I demoni non sono figure mitologiche ma creature di natura angelica perverse e pervertitrici. Sono dunque degli spiriti maligni.

    Catechismo Chiesa Cattolica 1673

    In quest' altro articolo la Chiesa insegna che l' esorcismo è un sacramentale della Chiesa che mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa.

    Catechismo Chiesa Cattolica 2850 - 2851 - 2852 - 2853 - 2854 - 2855

    In quest' altri articoli leggiamo che nella preghiera del Padre Nostro, quando diciamo "ma liberaci dal male", il male non è un'astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il « diavolo » è colui che « si getta di traverso » al disegno di Dio e alla sua « opera di salvezza » compiuta in Cristo. 2854 Chiedendo di essere liberati dal male, noi preghiamo nel contempo per essere liberati da tutti i mali, presenti, passati e futuri, di cui egli è l'artefice o l'istigatore.





    Grun sostiene che, nelle pagine di questo suo libro "Per vincere il male" , non verrà affrontata la questione del credere o non credere ai demoni, ma che ci si limiterà solo ad analizzare i fenomeni descritti dai monaci della Chiesa.

    Assolutamente falso. Infatti, come vedremo, Grun contraddice se stesso affermando, nella conclusione del libro, che i demoni non sono altro che figure mitologiche, proiezioni dei propri contenuti inconsci. Sarebbero solo una raffigurazione mitologica dei propri conflitti interiori.

    Dunque, nelle prime pagine afferma una cosa, cioè che la questione dell' esistenza dei demoni non verrà trattata, mentre poi conclude smentendo se stesso e contraddicendo ciò che insegna la Chiesa.
    E' lecito ingannare in questo modo i lettori cattolici?

    pag. 15

    Nelle pagine seguenti non verrà affrontata la questione del credere o meno all' esistenza dei demoni, ma piuttosto la questione dei fenomeni descritti dai monaci come demoni con cui noi, oggi come allora, ci dobbiamo confrontare.




    Secondo Grun, quello che hanno scritto i monaci/santi/mistici cattolici sarebbero solo dei tentativi per spiegare alcuni fenomeni da loro osservati. Allo stesso modo, anche le teorie proposte dagli studiosi di psicologia come Jung rappresentano dei tentativi di risposta a questi fenomeni.

    Entrambi questi tentativi, secondo lui, dovrebbero essere collocati uno vicino all' altro senza esprimere un giudizio al riguardo, cioè senza dire se è meglio questa o quell' altra interpretazione.

    Come possiamo notare, Grun continua con una certa ambiguità e il Magistero della Chiesa, per tali questioni non viene neppure interpellato. Il Magistero sembra non essere presente nel libro, come per dire: le dottrine ce le troviamo noi a seconda dei nostri criteri. Ma si tratta di Chiesa Cattolica o di Protestantesimo?



    pag. 20

    Se si analizzano un pò più in profondità le affermazioni pronunciate dai monaci riguardo ai demoni, le si riconosce come tentativi di spiegare alcuni fenomeni. Tali affermazioni, infatti, non sono definizioni e non aspirano neppure a sapere con certezza che cosa siano in effetti i demoni. I monaci descrivono realtà psichiche in una lingua mitologica. Mettere a confronto le affermazioni dei monaci con ciò che C.G. Jung scrive a proposito dei demoni non significa che i demoni non sono altro che fattori psichici. Jung cerca di avvicinarsi in modo empirico ai fenomeni descritti dai monaci nella loro demonologia. Entrambi i tentativi di avvicinarsi alla realtà dovrebbero essere semplicemente collocati l' uno accanto all' altro, senza esprimere un giudizio di valore riguardante il metodo che meglio spiega la realtà stessa.




    Adesso Grun incomincia ad approfondire la visione di Jung, e come vedremo nella conclusione, il teologo tedesco finirà per rifiutare l' insegnamento del Magistero della Chiesa per abbracciare proprio l' interpretazione di Jung.



    pag. 21

    Jung giunge a parlare dei demoni in relazione alla sua teoria dei complessi autonomi e delle proiezioni. La proiezione è il "trasferimento inconscio, cioè non percepito e attuato in modo non intenzionale, di un atto psichico soggettivo su un oggetto esterno".
    Trasferendo i nostri desideri e le nostre emozioni su un altro, non vediamo in lui la realtà, ma piuttosto ci lasciamo ingannare dalle nostre proiezioni e dominare da esse.


    Questa teoria di Jung, proposta e poi abbracciata da Grun, è errata e contraria a quello che insegna la Bibbia, il Magistero e la Tradizione della Chiesa.
    Infatti nella Bibbia, i demoni non sono affatto rappresentazioni mitologiche, non sono proiezioni di emozioni inconsce.

    E' vero che alcuni impulsi negativi della mente inconscia possono essere male interpretati come presenza di qualche entità negativa, e difatti ogni esorcista può testimoniare che sono molti i fedeli che si rivologno a loro ma che vengono poi indirizzati da psichiatri/psicologi perchè si tratta di problemi psicologi (inconsci o biologici) scambiati per problemi spirituali.

    Ma ogni esorcista può testimoniare dell' esistenza di reali demonopatici, cioè di persone con problemi dovuti ad una reale entità maligna.



    Adesso leggiamo la conclusione del libro:


    Conclusione

    pag. 87

    Sulla base della descrizione della lotta contro i demoni fatta da Evagrio Pontico, da Atanasio e Cassiano, sappiamo che i monaci antichi hanno avuto un' esperienza intensa di relazione con il male, con l' "ombra", con i contenuti dell' inconscio. Il loro linguaggio mitologico, che descrive i pericoli che derivano dal male come lotte con i demoni, è loro d' aiuto per affrontare ciò che Jung chiama la propria ombra o l' inconscio personale e collettivo. I monaci sono capaci di dare un nome ai pericoli che li minacciano attraverso contenuti inconsci, non rimuovono tali contenuti, ma li lasciano venire alla luce, si pongono di fronte a loro, li affrontano e così li privano della loro pericolosità.

    pag. 88

    Quando i monaci parlano della lotta con i demoni, quando danno un nome ai differenti attacchi, alle pulsioni ed emozioni e alle cause delle emozioni, allora danno una forma linguistica a quei contenuti che rimangono nascosti nell' inconscio di ogni uomo e che da lì agiscono sulla cosienza. Jung ritiene giusto e utile alla nostra salute psichica parlare anche al giorno d' oggi del confronto con l' inconscio servendosi di immagini mitologiche e concetti religiosi....


    A questo punto, con lo stesso criterio potremmo abbracciare anche la teoria di alcuni studiosi secondo cui lo Spirito Santo sarebbe solo una proiezione positiva del nostro inconscio. Praticamente, con lo stesso criterio, tutto il cristianesimo diventerebbe una mitologia, cioè un insieme di figure mitologiche utili per illustrare fenomeni psichici. Pazzesco.

    Nella conclusione del libro, Grun rifiuta il Magistero e la Tradizione della Chiesa, per abbracciare le teorie di Jung.
    Non solo. Grun smentisce anche se stesso, perchè nelle prime pagine del libro aveva detto che la questione sull' esistenza dei demoni non sarebbe stata affrontata.

    E' corretto tutto questo?

    Come sappiamo bene, un cattolico deve seguire solo ed esclusivamente Bibbia, Magistero e Tradizione della Chiesa.



    - Il Magistero della Chiesa smentisce Grun, infatti ho già riportato articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica.

    - La Tradizione della Chiesa smentisce Grun, infatti i padri del deserto, i padri della Chiesa, i santi, i mistici, i dottori della Chiesa, giganti come sant' Agostino, san Tommaso d' Aquino fino a san Pio da Pietrelcina o santa Faustina Kowalska ecc. ecc. quando parlano dei demoni intendono con chiarezza delle entità personali, angeli perversi e decaduti, insomma degli spiriti maligni reali.

    - Bibbia . Adesso vediamo come nella Bibbia troviamo fenomeni che non sono assolutamente proiezioni di emozioni dell' inconscio e che smentiscono le teorie di Grun.

    Infatti Magistero e Tradizione sono unite e concorde con la Parola di Dio.

  2. #2
    BIBBIA:


    Lc 10,17 I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore.
    In questo passo del vangelo, Gesù dice chiaramente di aver visto la caduta degli angeli, di cui Satana è il capo. La caduta degli angeli la troviamo spiegata anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Basterebbe questo passo del vangelo per smentire le teorie di Grun.
    Infatti l' inconscio personale o collettivo non precipita dal cielo come una folgore, dunque Gesù parla di reali spiriti maligni.

    Brevemente:


    - L' inconscio collettivo Rappresenta un contenitore psichico universale, vale a dire quella parte dell'inconscio umano che è comune a quello di tutti gli altri esseri umani. Esso contiene gli archetipi, cioè le forme o i simboli che si manifestano in tutti i popoli di tutte le culture. In poche parole sarebbe quella legge morale presente in ogni uomo di qualsiasi cultura.

    - L' inconscio personale sarebbe la mente inconscia presente in ogni uomo e rappresenta tutte quelle funzioni mentali che avvengono in maniera inconscia, cioè in modo inconsapevole senza che ce ne rendiamo conto. E' una specie di "memoria interna" dove vengono memorizzate tutte le esperienze della propria vita, positive e negative, con conseguente elaborazione inconscia. Ad esempio se una persona subisce un incidente da bambino, questa esperienza può essere memorizzata per poi condizionare, in maniera inconscia, le azioni future di quella persona. Stessa cosa avviene per le esperienze positive.



    Come possiamo notare, nessuno dei due inconsci (collettivo e personale) cade dal cielo come un folgore.

    In questo passo del vangelo, Gesù parla quindi di una entità personale che cade dal cielo come una folgore e che non ha nulla a che vedere con le proiezioni dell' inconscio. Basterebbe solo questo passo del vangelo per smentire certe teorie.



    In un altro passo invece:

    Lc 22,31 Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano
    L' inconscio collettivo e l' inconscio personale non cercano nessuno, perchè questi si trovano in ogni persona. Dunque in questo passo si tratta di una entità al di fuori dell' uomo e che vuole entrare in contatto con l' uomo.



    Molto eloquente quest' altro passo del vangelo:



    Mt 8,28 Giunto all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
    Se questi spiriti maligni fossero realmente delle proiezioni di emozioni negative inconsce, allora come facevano a conoscere Gesù?

    Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
    Infatti nell' inconscio di ogni individuo noi possiamo trovare solo ciò che è stato memorizzato diciamo "registrato" nel corso della vita, ma non può esserci ciò che non si conosce.

    Se noi incontriamo una persona conosciuta tanti anni prima, possiamo scavare nella nostra memoria inconscia e dire: "Chi è questa persona?....ok adesso ricordo... è tizio e caio"

    Ma se un poliziotto ferma uno sconociuto, se vuole identificarlo deve necessariamente chiedere documenti di identità, non può scavare nella sua memoria perchè non lo ha mai conosciuto.

    Dunque, come possiamo notare, in questi indemoniati di Mt 8,28 erano presenti delle entità, degli spiriti, che conoscevano la natura divina di Gesù.



    In Lc 8,29 leggiamo invece che gli spiriti maligni chiedono a Gesù di poter entrare in una mandria di porci. E' semplicemente assurdo pensare che Gesù parla a delle emozioni negative inconsce come si parla a degli individui. Se poi queste vicende vengono lette in chiave mitologica, allora tutto il vangelo diventa mitologia.

    Lc 8,29 Gesù aveva ordinato allo spirito impuro di uscire da quell'uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui; allora lo tenevano chiuso, legato con catene e con i ceppi ai piedi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. E lo scongiuravano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso. Vi era là una grande mandria di porci, al pascolo sul monte. I demòni lo scongiurarono che concedesse loro di entrare nei porci. Glielo permise. I demòni, usciti dall'uomo, entrarono nei porci e la mandria si precipitò, giù dalla rupe, nel lago e annegò.

    In Sap 2,24 leggiamo chiaramente che la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo. Se questo diavolo fosse, come sostiene Grun, una proiezione di tormenti inconsci dell' uomo, allora, di conseguenza, si dovrebbe sostenere che la morte è entrata nel mondo per colpa dell' inconscio.

    Io penso che qualsiasi psicolgo/psichiatra riderebbe davanti ad una assurdità del genere. L' inconscio degli uomini non ha nulla a che fare con la morte che è presente nel mondo.
    Come possiamo notare, la stessa scienza a cui tenta di appellarsi Grun, smentisce queste teorie. Quando una dottrina della Chiesa viene negata troviamo sempre delle conclusioni grottesche.

    Leggiamo:

    Sap 2,24 Ma per l'invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

    Invece in 1Pt 5,8 leggiamo che il diavolo, il nemico, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Mi sembra ovvio che, nè l' inconscio collettivo, nè l' inconscio personale, vanno in giro cercando chi divorare. Questi (inconscio colletivo e personale) sono già nell' uomo, con i loro condizionamenti negativi o positivi.
    Leggiamo:

    1Pt 5,8 Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare.
    In Gv 3,8 leggiamo che il diavolo da principio è peccatore. Dunque, secondo le teorie di Grun, bisognerebbe sostenere che le emozioni negative dell' inconscio di alcuni individui, fin dall' inizio sono peccatrici. Ma tutto questo non ha alcun senso dal punto di vista scientifico.

    E la Bibbia smentisce tutto questo, perchè in principio nell' uomo non c' era il peccato originale, non c' era morte e malattia, dunque non c' erano emozioni inconscie negative.

    Chi è peccatore fin dall' inizio? Non può essere l' emozione negativa dell' inconscio perchè all' inizio non c' era peccato originale con la morte e malattia.
    Dunque, tutto diventa ragionevole se il diavolo è una entità personale estranea all' uomo.


    1Gv 3,8 Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da principio il diavolo è peccatore.

    Per finire, in Ap 12,9 troviamo chiaramente che il diavolo fu precipitato sulla terra insieme agli angeli perversi. Sostenere che l' inconscio (collettivo o personale) è precipitato sulla terra è scientificamente assurdo. Le proiezioni negative dell' inconscio, non precipitano dal cielo perchè sono già presenti negli individui e quindi possono essere proiettati verso l' esterno.
    Ad esempio, un bambino cresciuto senza un padre, da grande potrebbe proiettare esternamente questo contenunto inconscio sotto forma di timidezza. E' solo un esempio per dire che si tratta di emozioni e contenuti che non piovono dall' alto ma che sono già presenti negli uomini.
    Dunque in Ap 12,9 si parla di reali spiriti maligni:


    Ap 12,9 E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli.

    Quello che ho illustrato sono alcuni esempi, ma quello che è importante è che non bisogna seguire la mia interpretazione biblica o quella di chissà quale monaco. Bisogna necessariamente seguire l' interpretazione biblica del Magistero della Chiesa, e come abbiamo visto, il Magistero dice chiaramente che i demoni sono dei reali spiriti maligni.

  3. #3
    Vorrei segnalare che Anselm Grun ha fatto anche altre affermazioni controverse in altri campi.

    Ad esempio in questa intervista leggiamo:

    Anselm Grün: «Dobbiamo evitare di vedere l’omossessualità come un peccato»

    Per quanto riguarda il tema dell’omosessualità padre Grün spiega, pensieroso, che «esistono ancora delle zone d’ombra». Alludendo al fatto che la fede cattolica, in certi casi, viene strumentalizzata per giustificare le politiche di discriminazione verso gli omosessuali, come in alcuni paesi dell’est europeo. «Dobbiamo evitare – spiega il benedettino – di vedere l’omosessualità come un peccato».

    tratto da:
    http://www.cafebabel.it/article/21382/anselm-grun-il-segreto-e-avere-un-cuore-aperto.html
    Io penso che non bisogna stupirsi più di tanto. Infatti, se strappiamo alcune pagine del Catechismo della Chiesa Cattolica......ma allora perchè non strappare anche le altre?
    Con questo criterio ognuno strappa quello che non gli piace.
    Vi sembra giusto una cosa del genere da parte di un monaco della Chiesa Cattolica?

    Anselm Grun lascia molto perplessi anche in libri come quelli sui Dieci Comandamenti.

    Ad esempio, quando tratta il sesto comandamento, lui lo chiama "Non commettere adulterio" , però tratta solo ed esclusivamente dell' adulterio.
    Possiamo anche ascoltare brevemente il video di Grun (dura qualche minuto) inerente il sesto comandamento a questo indirizzo:

    http://www.famigliacristiana.it/chiesa/dieci-comandamenti/video/sesto-comandamento-non-commettere-adulterio_140411143211.aspx

    Nel libro non mi sembra di aver trovato altri peccati oltre all' adulterio.
    Ma allora tutti gli altri peccati inerenti il sesto comandamento? Che fine hanno fatto?
    E' lecito per un celibe andare con una prostituta? E' lecito praticare l' omosessualità, la masturbazione, la fornicazione prima del matrimonio? E le aberrazioni sessuali che non voglio neppure nominare?

    Secondo Grun, il sesto comandamento è "Non commettere adulterio" e sembra essere solo questo, a differenza del Catechismo della Chiesa Cattolica dove troviamo molto altro. Ma ormai abbiamo visto che, per Grun, il Magistero e la Tradizione della Chiesa rappresentano solo un optional.

    Questi sono solo alcuni esempi per rendere un idea del pensiero di questo monaco cattolico.

    Mi ha molto stupito il modo in cui Famiglia Cristiana presenta questo scrittore, infatti, diversi libri di Grun sono stati allegati a questa rivista.

    Ad esempio, su un numero di Famiglia Cristiana di quest' anno troviamo, in prima pagina, la presentazione in "pompa magna" di Anselm Grun, una presentazione come una specie di profeta sceso sulla terra per insegnare la verità a coloro che ancora non hanno compreso cosa sia il cristianesimo.

    Adesso vorrei precisare che Grun insegna anche molte cose interessanti, ci mancherebbe, però ci si chiede se Famiglia Cristiana è al corrente delle dottrine anticattoliche insegnate da Grun.

    Soprattutto ci si chiede:

    Bisogna seguire la teologia protestante (ognuno è maestro di se stesso) oppure la teologia cattolica (solo la Chiesa è Madre e Maestra)?

    E' necessario rispondere a questa domanda se vogliamo sapere con onestà a quale confessione religiosa apparteniamo.

  4. #4
    Iscritto L'avatar di syrbaf
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    Non mi sorprende se un grande teologo possa incorrere in un errore altrettanto grande. Ma questo teologo purtroppo non è l'unico ad incappare in una convinzione così radicata: molti consacrati di ogni ordine e grado sottovalutano la questione dell'esistenza del demonio, riconducendolo a semplici problemi di natura psichiatrica o di suggestioni medievali.

    La più grande vittoria del demonio è convincere che non esiste, distogliere persino dal dettato delle sacre scritture e della dottrina della Chiesa, conformandosi a quanti hanno confermato le loro teorie sbagliate e tralasciando tutte le dottrine di grandi dottori (ad esempio Sant'Agostino) che invece confermano l'esistenza del demonio e degli angeli decaduti.

    Quindi, se non esistono i demoni, sono inutili pure gli esorcismi e gli esorcisti, sono preghiere vuote che non servono a nulla, per cui annulliamo questo sacramentale come inutile. Questo è l'obiettivo del demonio!!

    Preghiamo perchè lo Spirito Santo ci dia sacerdoti santi che si schierano in prima linea nella lotta al maligno!

  5. #5
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    Paolo VI ha parlato del fumo di Satana; Giovanni Paolo II del Mysterium iniquitatis (mistero dell'iniquità); Benedetto XVI ha detto che l'esistenza del demonio è intrinseca alla divina rivelazione (che cioè senza l'affermazione dell'esistenza di Satana alcuni insegnamenti di Dio non avrebbero senso).
    Credo non ci sia modo mogliore di rispondere a chi mette in dubbio l'esistenza del diavolo

  6. #6
    Utente Senior L'avatar di SchiacciaBestie
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    Questo suo libro andava edito da un'altra casa editrice , altro che san Paolo -_-
    Il dolore e la sofferenza avvicinano a Dio , non lo allontanano . Coraggio .

  7. #7
    kerygma
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    Da come venne presentato Grun da Famiglia Cristiana, dava l'idea di un "guru" new age più che di uno scrittore di spiritualità cattolica...devo dire che da quanto citato qui l'impressione che avevo avuto non è poi così errata. Mi pare che oggi non sia poi così difficile per chi scrive di spiritualità sconfinare in un "atematismo", finire nel vago e nell'indeterminato dando più peso a teorie psicologiche, pedagogiche e simili (importanti, per carità) che alla Sacra Scrittura, al MAgistero e all'esperienza dei santi e dei mistici...ma certo agli orecchi di qualcuno posson essere parole obsolete...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da kerygma Visualizza Messaggio
    Da come venne presentato Grun da Famiglia Cristiana, dava l'idea di un "guru" new age più che di uno scrittore di spiritualità cattolica...devo dire che da quanto citato qui l'impressione che avevo avuto non è poi così errata. Mi pare che oggi non sia poi così difficile per chi scrive di spiritualità sconfinare in un "atematismo", finire nel vago e nell'indeterminato dando più peso a teorie psicologiche, pedagogiche e simili (importanti, per carità) che alla Sacra Scrittura, al MAgistero e all'esperienza dei santi e dei mistici...ma certo agli orecchi di qualcuno posson essere parole obsolete...


    ciao a tutti, ci tengo a precisare che Jung non era psicologo ma Medico Psichiatra, che aderì alla Psicoanalisi. Dunque non era uno Psicologo, ma un Medico.

    A quell'epoca la Psicologia quasi non esisteva neanche, muoveva i primi passi e si occupava soprattutto di percezione visiva e tempi di reazione agli stimoli...



    La Psicologia infatti non si occupa di spiritualità & affini....questo è più caratteristico della Psicoanalisi, la quale sconfina spesso nella filosofia, appunto.



    Non credo che Jung volesse ridurre la spiritualità e l'anima a "teorie psicologiche", anzi Jung era credente ed aveva avuto lui stesso un'esperienza di pre-morte di cui parla in un suo scritto e crede nell'aldilà.

    Solo che, come tutte le teorie psicoanalitiche, anche quella di Jung è MOLTO complessa e chi non la conosce bene corre il rischio, anche senza rendersene conto, di banalizzarla e distorcerla

  9. #9
    kerygma
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da uranio Visualizza Messaggio
    ciao a tutti, ci tengo a precisare che Jung non era psicologo ma Medico Psichiatra, che aderì alla Psicoanalisi. Dunque non era uno Psicologo, ma un Medico.

    A quell'epoca la Psicologia quasi non esisteva neanche, muoveva i primi passi e si occupava soprattutto di percezione visiva e tempi di reazione agli stimoli...



    La Psicologia infatti non si occupa di spiritualità & affini....questo è più caratteristico della Psicoanalisi, la quale sconfina spesso nella filosofia, appunto.



    Non credo che Jung volesse ridurre la spiritualità e l'anima a "teorie psicologiche", anzi Jung era credente ed aveva avuto lui stesso un'esperienza di pre-morte di cui parla in un suo scritto e crede nell'aldilà.

    Solo che, come tutte le teorie psicoanalitiche, anche quella di Jung è MOLTO complessa e chi non la conosce bene corre il rischio, anche senza rendersene conto, di banalizzarla e distorcerla
    Grazie delle informazioni, veramente interessanti! . Quello che intendevo dire non è prendermela con Jung, che da quel poco che ho studiato al liceo era comunque uno studioso serio, ma con chi banalizzando come dici tu, utilizza queste teorie per campi che non gli competono. Purtroppo mi è capitato di sentire più di un sacerdote che riduce ogni fenomeno spirituale a turba psichica o a esperienze derivate da ricordo di qualche episodio di infanzia....e ciò non è per nulla buono

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da kerygma Visualizza Messaggio
    Grazie delle informazioni, veramente interessanti! . Quello che intendevo dire non è prendermela con Jung, che da quel poco che ho studiato al liceo era comunque uno studioso serio, ma con chi banalizzando come dici tu, utilizza queste teorie per campi che non gli competono. Purtroppo mi è capitato di sentire più di un sacerdote che riduce ogni fenomeno spirituale a turba psichica o a esperienze derivate da ricordo di qualche episodio di infanzia....e ciò non è per nulla buono

    ...mi sorprende che qeusti discorsi li faccia un sacerdote, perché i fenomeni spirituali sono spirituali per definizione. Se fossero il risultato di qualche processo psichico non sarebbero spirituali ci ha fede non dovrebbe confondere i 2 piani.

    Il discorso che "i problemi attuali derivano da ricordi dell'infanzia" è un retaggio di Freud che ormai è entrato nel senso comune ma non è sempre vero: secondo la sua teoria la psiche ha uno sviluppo fatto di "stadi" che si susseguono, ognuno cone le sue caratteristiche (in termini di pulsoni e modi di gratificarle), perciò non superare in modo soddisfacente uno di questi stadi porta all'impossibilità di accedere agli stadi successivi ("fissazione") e quindi problemi patologici nell'età adulta (nevrosi). Ad esempio l'omosessualità è spiegata da Freud come una fissazione allo stato del narcisismo primario, concetto che è stato ripreso di recente da Nicolosi in America

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