Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Alle soglie dell' Eternità - Testimonianze di persone uscite dal coma - mons. Aupetit

  1. #11
    CierRino L'avatar di Ariele
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    Grazie di questo bell'articolo... in un'epoca materialistica e disperante come la nostra parole così sono un toccasana, il balsamo giusto per le ferite del cuore

    P.S. anche se personalmente continuo a credere che in Paradiso ci si possa avvicinare solo dopo morti, a meno che non si venga "trasportati" dai Santi o dalla Vergine Maria in persona ...
    _____________ Niente è più importante di Dio! _____________

  2. #12
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    Interessante il messaggio di Ariele: vengono apprezzate le testimonianze, perchè sarebbero "antimaterialiste"; poi però - sulla base della successiva considerazione - non sembrano condivise (dunque sembra che siano ritenute false). L'apprezzamento tuttavia permane... per la serie: "tutto fa brodo". Un bel minestrone apologetico è quel che ci vuole! Del resto la confusione è già poca, perchè non rimescolare ancora un po' le acque?
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  3. #13
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Io penso che l' argomento andrebbe approfondito.
    Citazione Originariamente Scritto da Dossofilo Visualizza Messaggio
    Interessante il messaggio di Ariele: vengono apprezzate le testimonianze, perchè sarebbero "antimaterialiste"; poi però - sulla base della successiva considerazione - non sembrano condivise (dunque sembra che siano ritenute false). L'apprezzamento tuttavia permane... per la serie: "tutto fa brodo". Un bel minestrone apologetico è quel che ci vuole! Del resto la confusione è già poca, perchè non rimescolare ancora un po' le acque?
    Penso che la prospettiva di Evergreen sia la più corretta. Ed, invece, l'idea di sottovalutare l'argomento è sbagliata, secondo me.
    Entrambi ed in genere i cristiani si è più o meno tutti dell'idea che si tratta di esperienze pre-morte, e che si può essere solo o vivi o morti.
    Tuttavia, non si deve sottovalutare che si tratta di esperienze e nemmeno che vi sia un problema circa la definizione di morte.
    Queste esperienze, infatti, si collocano nella fase che va dalla cosiddetta morte clinica (in alcuni casi sono anche precedenti ad essa, ovviamente), fino alla morte biologica definitiva. Questa distinzione dei due momenti discende, purtroppo, dalle convenzioni che l'essere umano adotta per mettersi d'accordo su quando seppellire un soggetto, con il risultato che vi possono essere persone che non sono fisiologicamente morte, ma lo sono ai sensi della legge.
    Dunque, è contrario all'etica sottovalutare questo problema.
    Anzitutto, le persone che vivono queste esperienze sono comunque persone, necessitano di rispetto e vivono emozioni e sentimenti che spesso conducono addirittura ad una conversione. Se fosse anche tutto immaginario ciò che "allucinano", ciò nonostante per loro è vero e degno di rispetto, perchè non sempre i dati reali sono importanti in sè, ma lo sono pure per come vengono vissuti nella dimensione soggettiva.
    In questo senso, il discorso interessa *anche* la fede, non nel senso errato di dire che la fede si basa su queste cose, ma nel senso che può scaturire la fede anche da esperienze estreme, in generale.
    Il secondo drammatico aspetto, sottovalutato negli interventi che ho letto, è che con troppa facilità le legislazioni accordano il diritto di espiantare gli organi da un soggetto che, assumendosi la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo, non si può dire realmente morto, ma solo *convenzionalmente*.
    Col risultato che gli organi vengono estratti da persona fisiologicamente viva, ma morta in base a criteri convenzionali, fondati sull'osservazione prolungata e sui casi analoghi.
    In questo senso, quindi, non condivido l'assunto di Dossofilo, secondo cui la scienza e solo la scienza darà spiegazioni sul punto. Ciò è vero, ma a patto che l'etica e la comunità teologica si ponga il problema, e tenti di fornire una visione di insieme sull'essere umano, che contempli anche questi aspetti.
    Col riduttivismo, in campo filosofico, non si va da nessuna parte, secondo me.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  4. #14
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    Non ho negato - basta leggere - che si tratti di esperienze (cioè del presentificarsi di qualcosa) Il punto è che genere di esperienze sono: non si tratta di esperienze dell'aldilà, perchè non si è nell'aldià. Dunque stanno nell'alveo di questa vita, di una situazione di vita gravemente danneggiata, che gli scienziati studiano e che cercano de jure di spiegare in quanto appartengono al loro ambito. Non vedo poi come le mie considerazioni abbiano potuto mancare di rispetto a qualche persona o possano essere confuse con tesi scientiste.
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  5. #15
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Non ho negato - basta leggere - che si tratti di esperienze (cioè del presentificarsi di qualcosa) Il punto è che genere di esperienze sono: non si tratta di esperienze dell'aldilà, perchè non si è nell'aldià. Dunque stanno nell'alveo di questa vita, di una situazione di vita gravemente danneggiata, che gli scienziati studiano e che cercano de jure di spiegare in quanto appartengono al loro ambito. Non vedo poi come le mie considerazioni abbiano potuto mancare di rispetto a qualche persona o possano essere confuse con tesi scientiste.
    Hai però parlato esplicitamente di allucinazioni.
    Potrebbe certamente parlarsi di allucinazioni, ma anche l'esperienza dell'allucinazione porta con sè una carica emotiva e di vissuto non indifferente (pensiamo all'esperienza del matematico Nash).
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  6. #16
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    Amico, la fede non ha certo bisogno di queste esperienze, ma negare che Scienza e Religione ne siano entrambe interpellate...dài, non lo si può negare.
    Mulier ecce filius tuus

  7. #17
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    Io non sto negando che si siano date queste esperienze; il problema è la loro interpretazione....


    Infatti il lavoro di mons. Aupetit e di altri ministri della Chiesa è proprio quello di fornire la corretta interpretazione evitando speculazioni New Age.
    La lettura del libro di Aupetit potrebbe chiarire diverse questioni.


  8. #18
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    Uno degli elementi che appartengono alle esperienze di pre-morte è la fuoriuscita dal proprio corpo.

    In questa discussione è stato affermato che l’ anima non può stare fuori dal corpo, altrimenti il corpo non vive, ma questa affermazione contraddice Magistero della Chiesa, Bibbia e Tradizione.

    Per chiarire questo concetto potrebbe essere utile la lettura di qualche libro inerente la mistica cristiana, inoltre, interpretare le espressioni di santa Caterina come delle metafore è piuttosto assurdo dal momento che mons. Aupetit fornisce nel testo la corretta interpretazione che è quella della Chiesa.

    Dopo santa Caterina da Siena, adesso cito il Diario di Santa Faustina Kowalska, approvato dal Magistero della Chiesa, dove troviamo la santa polacca che scrive in modo esplicito di essere andata con la propria anima nell’ aldilà:



    Tratto dal DIARIO di santa Faustina Kowalska:


    L’angelo custode l’accompagna in purgatorio


    2 agosto 1925 - Poco tempo dopo mi ammalai. La cara madre superiora mi mandò, assieme ad altre due suore, a passare le vacanze a Skolimòw, un po’ fuori Varsavia. In quel tempo domandai al Signore Gesù: ”Per chi ancora devo pregare?”.

    Gesù mi rispose che la notte seguente m’avrebbe fatto conoscere per chi dovevo pregare. Vidi l’Angelo Custode, che mi ordinò di seguirlo. In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti.

    Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio. Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio. Le anime chiamano Maria “Stella del Mare”.

    Ella reca loro refrigerio. Avrei voluto parlare più a lungo con loro, ma il mio Angelo Custode mi fece cenno di uscire…Udii nel mio intimo una voce che disse: “La Mia Misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia”. Da allora sono in rapporti più stretti con le anime sofferenti del purgatorio. (Suor Faustina Kowalska, Diario, Libreria Editrice Vaticana, 2000, p. 11)




    Faustina sotto la guida di un angelo è trasportata all’inferno


    20 ottobre 1936 - Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’inferno. E’ un luogo di grandi tormenti. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall’ira di Dio; la quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie.

    Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile.

    Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall’altro. Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l’onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l’eternità.

    Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è.

    Ora non posso parlare di questo. Ho l’ordine da Dio di lasciarlo per iscritto. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno.

    Quando ritornai in me,non riuscivo a riprendermi per lo spavento, al pensiero che delle anime là soffrono così tremendamente, per questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, ed invoco incessantemente la Misericordia di Dio per loro. (Suor Faustina Kowalska, Diario, Libreria Editrice Vaticana 2000, pag. 276-277)




    Faustina in spirito va in paradiso

    27 novembre 1936 – Oggi in spirito sono stata in paradiso e ho visto l’inconcepibile bellezza e felicità che ci attende dopo la morte. Ho visto come tutte le creature rendono incessantemente onore e gloria a Dio.

    Ho visto quanto è grande la felicità in Dio, che si riversa su tutte le creature, rendendole felici. Poi ogni gloria ed onore che ha reso felici le creature ritorna alla sorgente ed esse entrano nella profondità di Dio, contemplano la vita interiore di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, che non riusciranno mai né a capire né a sviscerare.

    Questa sorgente di felicità è immutabile nella sua essenza, ma sempre nuova e scaturisce per la beatitudine di tutte le creature. Comprendo ora san Paolo che ha detto: “Occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrò nel cuore d’uomo ciò che Dio prepara per coloro che Lo amano”.

    E Dio mi fece conoscere la sola ed unica cosa che ai Suoi occhi ha un valore infinito e questa è l’amore di Dio, l’amore, l’amore ed ancora una volta l’amore. E nulla è paragonabile ad un solo atto di puro amor di Dio. Oh, quali ineffabili favori concede Dio ad un’anima che lo ama sinceramente! Oh, felici quelle anime che già qui su questa terra godono dei suoi particolari favori! Ed esse sono le anime piccole ed umili…

    La mia anima quando ha visto la potenza e la grandezza di Dio non è stata colpita dallo spavento né dal timore; no, no, assolutamente no! La mia anima è stata colmata di serenità e d’amore e più conosco la grandezza di Dio e più gioisco per come Egli è…O mio Dio, quanta pena mi fanno gli uomini che non credono nella vita eterna! (Suor Faustina Kowalska, Diario, Libreria Editrice Vaticana 2000, pag. 289)



    Faustina in spirito va davanti a Dio

    2 agosto 1934 – Venerdì, dopo la S. Comunione, venni trasportata in spirito davanti al trono di Dio. Davanti al trono di Dio vidi le Potenze celesti, che adorano Dio incessantemente. al di là del trono vidi uno splendore inaccessibile alle creature; vi entra soltanto il Verbo Incarnato, come Mediatore.

    Quando Gesù penetrò in quello splendore, sentii queste parole: “Scrivi subito quello che ascolti: sono il Signore nella Mia Essenza e non conosco imposizioni né bisogni. Se chiamo delle creature alla vita, questo è per l’abisso della Mia Misericordia”.

    In quello stesso momento mi vidi nella nostra cappella come prima, nel mio inginocchiatoio; la Santa Messa era terminata; queste parole le trovai già scritte. (Suor Faustina Kowalska, Diario, Libreria Editrice Vaticana, 2000, p. 44)




    Questi sono alcuni eloquenti esempi del DIARIO di Santa Faustina, un interessante libro che invito a leggere per intero. E’ possibile trovarlo anche su internet.

    Come già è stato riportato, queste esperienze le troviamo anche nella Bibbia, dove san Paolo include chiaramente la possibilità dell’ anima di poter essere momentaneamente fuori dal corpo:

    2 Cor 12,2 So che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa - se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio - fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest'uomo - se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio - fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare. Di lui io mi vanterò!


    La documentazione che ho fornito smentisce anche la teoria secondo la quale per un cattolico non è possibile accettare il concetto che si può visionare l’ aldilà rimanendo con il corpo in questo mondo.


    Adesso vorrei mostrare alcune esperienze di pre-morte descritte dai biografi di san Francesco d’ Assisi.


    La Leggenda maggiore (Legenda Maior), è una biografia di san Francesco d'Assisi approvata dalla Chiesa. Scritta in latino da Bonaventura da Bagnoregio su commissione dell'Ordine dei Frati Minori, fu approvata dal capitolo generale nel 1263, e in questa opera, nei capitolo finali, possiamo leggere i miracoli e gli interventi di san Francesco compiute dopo la sua morte.

    Nel capitolo “morti risuscitati” vi troviamo diverse esperienze di persone che hanno visto l’ intervento di san Francesco, tuttavia, oggi sappiamo bene che quello che un tempo era ritenuto come “morte” oggi non lo è più, dunque tanti casi raccontati in questo capitolo potrebbero essere anche identificati come pre-morte.

    La prima esperienza che vorrei portare all’ attenzione è quello di una donna la cui anima, dopo aver lasciato il proprio corpo, fece una esperienza nell’ aldilà, ma ritornò nel corpo, attraverso le preghiere di san Francesco, per ottenere la grazia della confessione.

    Tratto da:

    Legenda Maior di San Bonaventura da Bagnoregio.


    MORTI RISUSCITATI

    1. Nel borgo di Monte Marano, presso Benevento era morta una donna particolarmente devota di san Francesco. La sera vennero i chierici per le esequie e già si apprestavano a celebrare la veglia con la recita dei salmi quando improvvisamente, alla vista di tutti, la donna si alzò sul letto e chiamò uno dei sacerdoti presenti, che era il suo padrino, e gli disse:


    “Padre, voglio confessarmi: ascolta il mio peccato. Quando sono morta, io dovevo essere gettata in una orrenda prigione, perché non avevo confessato il peccato che sto per dirti. Ma per me ha pregato san Francesco, che durante la vita ho sempre servito con devozione e cosi mi è stato concesso di ritornare ora nel corpo, per confessare quel peccato e meritarmi la vita eterna. Dopo che lo avrò confessato, ecco, mi affretterò alla pace promessa”.

    Tremando si confessò al sacerdote tremante e, ricevuta l'assoluzione, si stese in pace sul suo letto e s'addormentò felicemente nel Signore.



    In quest’ altra esperienza raccontata da san Bonaventura, troviamo una vera e propria esperienza di pre-morte, perfettamente identica a quelle raccolte negli ospedali di oggi. Un ragazzo muore e vede l’ aldilà ma san Francesco lo prende e lo riporta nel corpo:



    Tratto da:

    Legenda Maior di San Bonaventura da Bagnoregio.


    MORTI RISUSCITATI


    3. Una volta i frati di Nocera (Umbra), che avevano bisogno del carro, lo chiesero in prestito per un po' di tempo ad un certo Pietro. Ma costui, pazzamente, rispose scagliando ingiurie, invece dell'aiuto richiesto, e lanciando una bestemmia contro san Francesco, invece dell'elemosina domandata in suo nome.

    Si pentì subito, l'uomo, della sua pazzia, perché Dio gli fece sentire nel cuore la paura della sua vendetta, che, del resto, sopravvenne prontamente. Infatti il suo figlio primogenito si ammalò improvvisamente e di lì a poco spirò.

    Si rivoltava per terra l'infelice padre e non cessava di invocare san Francesco, il santo di Dio, gridando fra le lacrime:

    “Sono io che ho peccato, io che ho parlato da malvagio: avresti dovuto punire direttamente me, nella mia persona. O Santo adesso che sono pentito, restituiscimi quello che hai tolto, quando bestemmiavo da empio! Io mi consacro a te, mi assoggetto per sempre al tuo servizio e sempre offrirò a Cristo un devoto sacrificio di lode per onore del tuo nome!”.

    Cosa meravigliosa: a queste parole il fanciullo risuscitò e, facendo smettere i pianti, raccontò che, appena era morto ed era uscito dal corpo, era stato condotto via da san Francesco, che poi lo aveva ricondotto in vita.




    Ricordo ancora che a quel tempo veniva utilizzato la terminologia “risuscitare” ma è impossibile stabilire cosa s’ intendesse dal momento che alcune situazioni biologiche non potevano essere monitorate come oggi.

    Con certezza ci troviamo davanti ad esperienze di pre-morte dove il soggetto abbandona il proprio corpo, vede l’ aldilà, e, attraverso l’ aiuto di un santo, ritorna nel proprio corpo. Come già è stato detto, se un tempo queste esperienze erano molto rare e poco documentate, le moderni tecniche di rianimazione hanno fatto registrare un numero altissimo di casi in tutto il mondo tanto da attirare l’ attenzione di molti gruppi scientifici.

    Anche questo capitolo della Legenda Maior, approvato dalla Chiesa, ci mostra in modo esplicito l’ esistenza di persone in pericolo di vita che si affacciano nell’ aldilà fuoriuscendo dal proprio corpo.

    Del resto, un altro esempio della Bibbia è il martirio di santo Stefano il quale vede l’ aldilà in prossimità della propria morte:



    At 7,55 Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.


    Questa è la Bibbia, il Magistero della Chiesa e la Tradizione.

    La lettura del testo chiarirebbe l’ intenzione di mons. Aupetit, che è quella di inquadrare il fenomeno in un contesto cristiano evitando interpretazioni errate.

    Ultima modifica di evergreen; 04-07-2013 alle 16:52

  9. #19
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    Sono ben contento del vostro afflato apologetico.
    Ma bisogna fare una apologetica intelligente, altrimenti è meglio lasciar perdere.
    E un apologetica intelligente non parte da episodi controversi e comunque nell'ambito scientifico come le esperienze di cui qui si parla.


    Ovviamente sono ben contento che questi episodi siano studiati da persone competenti (gli scienziati) e siano sottratti dalle speculazioni incompetenti (in stile New Age): quello che non segue da tutto ciò è il potere di rinfrancare la fede. Se non per via negativa - diciamo così - attraverso la negazione degli errori New Age.


    Affermare che un animella può andarsene in giro fuori da un corpo vivente contraddice il Magistero (Concilio di Vienne, anima forma del corpo), la Bibbia (che concepisce l'essere umano come unità) e la migliore tradizione teologica. Si tratta di una visione dualista che non è cristiana ed inoltre è incompatibile con le interpretazioni filosofiche più verosimili del dato scientifico.


    Il fatto poi che un evidente errore del genere sia argomentato sulla base di rivelazioni private è un errore metodologico: le rivelazioni private non entrano come premesse nei ragionamenti teologici perchè non sono di fede, dunque non provano nulla.


    Anzi! le rivelazioni private vanno interpretate sulla base della fede, e questa interpretazione permette di distinguere ciò che è metafora da ciò che metafora non è. Il linguaggio metaforico, come è noto, è abbondantemente usato dai mistici (con consapevolezza) per esprimere realtà altissime e come inesprimibili.


    E' tuttavia importante utilizzare sempre una corretta ermeneutica, che necessità di una sana teologica. La Bibbia presenta spesso - ad esempio - immagini antropomorfiche di Dio: una divinità che "siede", che ha "braccia", che ha "destra e sinistra". Dobbiamo forse pensare a Dio simpsonianamente come ad un omone grosso-grosso?


    Il linguaggio della Bibbia e quello dei mistici sono ricchi di metafore e difficili da capire. Proprio per questo c'è la Chiesa che ci aiuta con il suo Magistero e ci evita di sfarfallare.


    In conclusione:


    1. evitiamo visioni dualiste dell'uomo che - sebbene evidentemente anticristiane - si insinuano più o meno sibillinamente nei nostri pensieri.


    2. cerchiamo di ossigenare per vie più ariose la nostra apologetica.


    Sono consigli, se poi volete continuare a pensare che l'uomo è uno spettro nella macchina perché così avete interpretato una mistica fate voi. Se però andate in giro a dire che questo è il cristianesimo... sfigurate la fede, ed è peggio per tutti.
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  10. #20
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Non ho avuto modo di intervenire sulla specifica questione dell'esperienza "mistica". Dirò due parole ora, premettendo che condivido, come ho detto, l'impostazione *di metodo* circa lo studio del problema, espressa da Evergreen.
    Mentre non riesco a condividere la posizione riguardante, invece, il momento di separazione anima-corpo, aderendo piuttosto alle idee espresse da Dossofilo.
    Da migliaia di anni la mistica è proprio l'esperienza di un percorso, in origine addirittura filosofico e non necessariamente solo religioso, con cui ci si libera dal fardello delle distinzioni formali.
    La meta finale, dice Eckart, è proprio uscire dal proprio Io, nel senso di raggiungere quella sfera in cui l'anima è totalmente libera, persino da se stessa.
    Il significato di queste espressioni potenti sorte nella scuola domenicana è ricollegabile ai mistici di ogni tempo, da Giovanni della Croce a Teresa d'Avila.
    Se partiamo dall'idea che essi fruiscono di esperienze di grazia particolari, nelle quali è loro concesso di poter visitare Inferno, Paradiso e Purgatorio, di essere presente in più luoghi eccetera, non possiamo poi negare che si tratta sempre di situazioni volute da Dio. Non è necessario, a livello logico, concludere che il viaggio dell'anima è reale e concreto, anzi. Tommaso, in tutti i suoi anni di produzione teologica, ha sempre ribadito la intima compenetrazione di anima e corpo. Nella teoria della conoscenza, si spinge ad ipotizzare possibile una separazione dell'anima, ma stiamo parlando ovviamente della fase post mortem. E poi ne parla circa il problema delle sostanze separate e del fatto che esse siano conoscibili dall'anima. Ma se l'anima è forma del corpo, e quindi atto del corpo che dà vita all'uomo, ha ragione Dossofilo a dire che non esiste alcuna possibilità di qualificare l'esperienza mistica del "rapimento" al settimo cielo o simili come un viaggio reale e concreto già in vita.
    La questione è poi confermata dal fatto che le paralisi cui è soggetto involontariamente il mistico, assomigliano molto più ad esperienze *vicine* alla morte, ma solo a livello fenomenologico.
    Senza l'anima, l'uomo non esiste più. Si dà, ovviamente, il problema del Purgatorio, ma fin dai tempi di Origene si ammetteva che l'anima potesse comunque conservare un prototipo del corpo. Non una sostanza materiale, ovviamente, ma una sorta di "programma". In altro senso, non riesco proprio a darmi ragione del discorso di Evergreen.
    Il quale ha ragione sulla necessità di studiare certi fenomeni, come ho già detto, ma non può legittimamente concludere che Faustina viaggiasse con l'anima: si tratta nemmeno di viaggi metaforici, ma di vere grazie mistiche, cioè esperienze di tipo spirituale, riproduzioni che Dio concede di immagini del Paradiso e così via. Non è necessario postulare un viaggio extra-corporeo, come se il corpo fosse un contenitore dell'anima! In quanto l'anima è la forma del corpo... senza essa il corpo non è tale.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

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