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Discussione: Alle soglie dell' Eternità - Testimonianze di persone uscite dal coma - mons. Aupetit

  1. #21
    CierRino L'avatar di Ultimitempi
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    Il Cristianesimo non è solo misticismo. Come non è solo teologia. Come non è solo ragionevolezza o esegesi o liturgia o tradizione eccetera.
    Il Cristianesimo è una Buona Notizia, amici: La morte è stata vinta, non ha più l'ultima parola sulla vita dell'uomo! E chi siamo noi per sindacare sulle diverse forme che Dio sceglie per comunicarcela questa buona, meravigliosa notizia?
    Mulier ecce filius tuus

  2. #22
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    E chi siamo noi per sindacare sulle diverse forme che Dio sceglie per comunicarcela questa buona, meravigliosa notizia?
    Nessuno. Ammesso che si tratti veramente di forme scelte da Dio per comunicare la sua meravigliosa notizia. Ma questo assunto è altamente improbabile.
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  3. #23
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    Affermare che un animella può andarsene in giro fuori da un corpo vivente contraddice il Magistero (Concilio di Vienne, anima forma del corpo), la Bibbia (che concepisce l'essere umano come unità) e la migliore tradizione teologica. Si tratta di una visione dualista che non è cristiana ed inoltre è incompatibile con le interpretazioni filosofiche più verosimili del dato scientifico.


    Io penso che un vescovo come mons. Aupetit, per quanto riguarda la teologia, ne sa qualcosa in più di noi due messi insieme.

    Infatti non è un caso se è stato nominato prima docente universitario e, in seguito, vescovo da Benedetto XVI. Ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2013 dal cardinale André Vingt-Trois.


    Questa è la sua biografia


    http://fr.wikipedia.org/wiki/Michel_Aupetit


    Per essere autenticamente cattolici bisogna partire dal presupposto che sono i vescovi (Chiesa docente) ad avere il diritto di insegnare la dottrina cristiana al popolo e non il contrario.

    Dunque un cattolico dovrebbe avere la prudenza e l’ umiltà di commentare, e magari anche criticare, un testo di un vescovo cattolico con il dovuto rispetto e la dovuta moderazione, dopo aver letto il testo che si vuole criticare.

    Per quanto riguarda l’ anima, mons. Aupetit vi dedica diverse pagine illustrando la dottrina cristiana, citando Bibbia, catechismi e Magistero.




    tratto da:

    Alle soglie dell' Eternità - Testimonianze di persone uscite dal coma profondo -


    di mons. Michel Aupetit


    LE ESPERIENZE ALLE FRONTIERE DELLA MORTE E LA SPERANZA CRISTIANA

    - L’ anima umana è immortale?

    La Chiesa sostiene che dopo la morte continua ad esistere un elemento spirituale, tradizionalmente chiamato “anima”. In relazione con il Dio immortale che l’ ha creata, anche l’ anima è immortale” (Catechismo dei vescovi francesi – 658).

    Al momento della morte l’ anima sopravvive al corpo e, poichè è immortale, “esce” dal corpo senza vita e continua ad esistere in maniera autonoma benchè segnata definitivamente dall’ individualità corporale in cui è nata. E’ sempre l’ anima del signore o della signora “Tal dei Tali”.


    “Dotato di un’ anima immortale, l’ uomo può, al momento della morte, incontrare il suo creatore e Signore” (Catechismo dei Vescovi francesi - 658).
    L’ anima umana è destinata ad incontrare Dio: “Sappiamo che quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perchè lo vedremo così come Egli è”. (1 Gv 3,2).

    L’ uomo è stato creato dall’ amore di Dio. Dio lo ha dunque chiamato all’ amore. La vocazione ultima dell’ uomo è di amare così come Dio lo ama. La felicità, che l’ uomo cerca avidamente nella vita, trova il suo compimento in Dio. Bisogna, quindi, che l’ amore dell’ uomo corrisponda a quell’ immenso amore di Dio che gli ha donato la vita e che ha segnato la sua anima.




    Un anima che fuoriesce dal corpo per poi ritornarvi è sicuramente un evento extra-ordinario che possiamo trovare nell’ esperienza di mistici (santa Caterina, santa Faustina ecc. ecc.) oppure in testimonianze come quelle inerenti ai miracoli di san Francesco, dove persone in punto di morte hanno lasciato il proprio corpo per poi ritornarvi per intercessione e attraverso l’ aiuto del santo.

    Oppure nei vangeli come nel caso di vere e proprie resurrezioni come quella di Lazzaro dopo 4 giorni (precedente non indifferente perchè se può accadere anche una sola volta allora è possibile per l’ anima riprendere il proprio corpo, proprio come troviamo nei miracoli per intercessione di san Francesco) oppure l’ esperienza del cristiano di cui san Paolo si vantava (2 Cor 12,2).

    Se tutti costoro ritornano nel proprio corpo e non in un altro, e nemmeno vanno "a passeggio", è proprio per il fatto che l’ anima è segnata per sempre dall’ individualità corporale in cui è nata. Sono eventi extra-ordinari permessi da Dio, l’ uomo non possiede nessun potere al riguardo. Dunque il pericolo si riscontra solo nei tentativi dell’ uomo di voler creare artificialmente queste uscite (O.B.E. , viaggi astrali ecc. ecc.) ed in questo caso ci troviamo davanti a cose molto pericolose ed anticristiane.

    Possiamo fare il paragone con le apparizioni. Esperienze autentiche di apparizioni permesse da Dio, e approvate dai vescovi, possono essere accolte con gioia, invece quelle esperienze che l’ uomo tenta di produrre artificialmente sono azioni molto gravi e quindi da condannare.

    La Chiesa ha il diritto e il dovere di intervenire e, soprattutto, insegnare, verso tutto ciò che riguarda la fede e la morale. Le NDE (Near Death Experience) interessano indirettamente anche la fede, perchè la implicano in qualche modo, dunque i vescovi hanno il diritto e il dovere di esprimersi su questo argomento. Nel caso di mons. Aupetit, forse qualcuno non lo ha notato, abbiamo anche un uomo di scienza, dal momento che è anche un medico francese e docente di bioetica.
    Ultima modifica di evergreen; 05-07-2013 alle 11:13

  4. #24
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    1. Non ho commentato un testo che non conosco (di mons. Aupetit), quindi meno che mai l'ho criticato! Ho criticato le teorie che sono state esposte in questa discussione, dunque al massimo le sue teorie in quanto riportate. Insomma: quanto è emerso qui.


    2. Inoltre questo testo, per quanto autorevole, è espressione di studi personali e non è magistero episcopale. Dunque, se è il caso, e con la dovuta accortezza, non vedo problemi nel dissentire. Ovviamente dopo averlo letto attentamente.


    3. La visione cristiana dell'anima e del corpo impedisce di pensare che un'anima vada in giro e il corpo viva. Perché si tratta di una tesi dualista. E il cristianesimo non è dualista. Inoltre si tratta di una visione filosoficamente e scientificamente inconsistente. Sostenerla appesantisce la fede con un contenuto ad essa estraneo e la scredita inevitabilmente.


    4. Le affermazioni dei mistici - che comunque non fondano la fede - sono metafore, modi di alludere ad esperienze talmente alte da essere propriamente indicibili. Vanno dunque interpretate con attenzione.


    5. Lazzaro non era vivente "con il corpo", mentre l'anima se ne stava da una parte. Era morto. Poi è tornato vivo per un miracolo del Signore.
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  5. #25
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    3. La visione cristiana dell'anima e del corpo impedisce di pensare che un'anima vada in giro e il corpo viva. Perché si tratta di una tesi dualista. E il cristianesimo non è dualista. Inoltre si tratta di una visione filosoficamente e scientificamente inconsistente. Sostenerla appesantisce la fede con un contenuto ad essa estraneo e la scredita inevitabilmente.


    4. Le affermazioni dei mistici - che comunque non fondano la fede - sono metafore, modi di alludere ad esperienze talmente alte da essere propriamente indicibili. Vanno dunque interpretate con attenzione.



    Rispetto la tua opinione ma devo far notare che non è quella della Chiesa Cattolica. Infatti, bisognerebbe spiegare per quale motivo un cattolico dovrebbe ritenere attendibile la tua interpretazione teologica e rifiutare quella di un vescovo cattolico docente Universitario.


    L' anima può andare nell' oltretomba e il proprio corpo rimanere in vita?


    Teologicamente è possibile, dal momento che l' anima può estendersi al di fuori del proprio corpo, come nel caso delle bilocazioni.

    Ad esempio. Come faceva santa Faustina a lasciare il proprio corpo per visitare i moribondi?

    Ci troviamo nell’ ambito del paranormale, cioè una realtà non investigabile con i nostri criteri umani.

    In questa testimonianza che riporto, è proprio santa Faustina a scrivere di non sapere come avvenga il fenomeno attraverso il quale il proprio spirito lascia il corpo per andare a visitare gli agonizzanti.

    Leggiamo:


    Tratto dal Diario di Santa Faustina Kowalska:

    Oggi è venuto da me il Signore ed ha detto:

    «Figlia Mia, aiutaMi a salvare le anime. Andrai da un peccatore agonizzante e reciterai la coroncina e con ciò gli otterrai la fiducia nella Mia Misericordia, poiché è già nella disperazione».

    Improvvisamente mi trovai in una capanna sconosciuta, dove stava agonizzando fra dolori tremendi un uomo già avanti negli anni. Attorno al letto c'era una moltitudine di demoni e la famiglia in lacrime. Appena cominciai a pregare, gli spiriti delle tenebre si dispersero con sibili indirizzando minacce contro di me. Quell'anima si rasserenò e piena di fiducia si addormentò nel Signore.
    Nello stesso istante mi ritrovai nella mia stanza.
    Come ciò avvenga, non lo so.

    Inoltre è anche teologicamente corretto affermare che in casi straordinari il corpo può morire dal punto di vista clinico e l’ anima lasciare il proprio corpo per poi ritornarvi per grazia, riportando in vita anche il corpo. Questo lo troviamo anche nel testo di san Bonaventura dottore della Chiesa.




    Per quanto riguarda le esperienze dei mistici, il Diario di Santa Faustina Kowalska è approvato dalla Chiesa e santa Faustina testimonia di andare con la propria anima in paradiso, purgatorio e inferno.

    Affermare che si tratta di metafore significa solo intestardirsi a negare l’ evidenza, dal momento che è proprio santa Faustina ad affermare che si tratta di un fenomeno reale scrivendo di non sapere come avvenga che lei, con il proprio spirito, lascia il corpo e la propria stanza per andare a visitare non solo l’ oltretomba, ma anche moribondi di questo mondo.

    In una di queste esperienze, troviamo l’ incontro nel Paradiso di Santa Faustina con i santi gesuiti. Per incontrare nel Paradiso i santi, e parlare con essi, è necessario andarci con la propria anima:


    Tratto dal Diario di Santa Faustina Kowalska:

    Una volta che pregai molto i santi gesuiti, vidi improvvisamente il mio
    Angelo Custode, che mi condusse davanti al trono di Dio.
    Attraversai grandi schiere di santi, vidi molti volti noti, che avevo conosciuto dalle
    loro immagini, vidi molti gesuiti che mi domandarono:
    « Di che Congregazione è quest'anima? ». Quando risposi, mi domandarono:
    «Chi è il tuo direttore? ».
    Risposi che era Padre Andrasz... Quando volevano continuare a parlare, il mio Angelo Custode fece segno di tacere e passai davanti al trono stesso di Dio.
    Vidi un bagliore grande e inaccessibile, vidi il posto a me destinato nelle vicinanze di Dio,
    ma come sia non lo so, poiché era coperto da una nuvola, e il mio Angelo Custode
    mi disse:
    « Qui c'è il tuo trono, per la fedeltà nell'adempiere la volontà di Dio ».




    Penso che sia abbastanza evidente che non si tratta di metafore. Santa Faustina aveva questo particolare carisma di lasciare il proprio corpo e la propria stanza per visitare moribondi oppure l’ oltretomba, e di soffermarsi a colloquiare con le anime che incontrava nell’ aldilà.


    Invece nel testo di san Bonaventura leggiamo esperienze di pre-morte, con anime che lasciano il proprio corpo per poi ritornarvi tramite l’ aiuto e l’ intercessione di san Francesco d’ Assisi. Anche questo testo appartiene ad un santo ed è approvato dalla Chiesa. Bisognerebbe leggere tutto il capitolo perchè di notevole interesse. Io ho inserito solo qualche spunto ma invito a rileggere nel caso in cui non è stato letto:



    Tratto da:

    Legenda Maior di San Bonaventura da Bagnoregio.


    MORTI RISUSCITATI

    il fanciullo risuscitò e, facendo smettere i pianti, raccontò che, appena era morto ed era uscito dal corpo, era stato condotto via da san Francesco, che poi lo aveva ricondotto in vita.





    Come già è stato scritto, a prescindere dalle esperienze dei mistici, l’ anima non è libera di andare dove vuole perchè, una volta lasciato il corpo, ordinariamente va nel luogo a lei assegnato nel giudizio particolare, oppure, in casi straordinari, rientra nel corpo, come nei casi di risurrezione/rianimazione (come illustrato anche nella Legenda Maior di san Bonaventura che, ricordiamolo, è anche dottore della Chiesa).



    tratto da:

    Santa Caterina da Genova - Trattato del Purgatorio

    «Siccome lo spirito mondo e purificato non trova luogo, eccetto Dio, per suo riposo, essendo stato creato a questo fine; così l'anima in peccato, altro luogo non trova adatto, salvo l'Inferno, avendole ordinato Iddio quel luogo per fine suo: perciò in quell'istante in cui lo spirito e separato dal corpo, l'anima corre verso l'ordinato suo luogo, senz'altra guida che la natura del peccato, quando l'anima parte dal corpo in peccato mortale. E se l'anima non trovasse in quel punto quell'ordinazione (procedente dalla giustizia di Dio) rimarrebbe in un maggiore inferno; perciò non trovando luogo conveniente, nè di meno male per lei, per l'ordinazione di Dio vi si getta dentro, come nel suo proprio luogo.

    « Così a proposito del Purgatorio, l'anima separata dal corpo, non trovandosi in quella purezza nella quale fu creata, e vedendo in sè l'impedimento che non le può essere levato se non per mezzo del Purgatorio, presto vi si getta dentro, e volentieri e se non trovasse questa ordinazione, atta a levarle quell'impaccio, in quell'istante in lei si genererebbe un vero inferno, vedendo di non potere accostarsi (per l'impedimento) al suo fine, che è Dio, il quale le è tanto a cuore, che in comparazione al Purgatorio è da stimarsi nulla, benchè, come si è detto, sia simile all'Inferno (cap- 7)».





    Le esperienze di pre-morte, come quelle testimoniate nella Legenda Maior di san Bonaventura, sono senza dubbio delle grazie, dal momento che una persona riceve la possibilità di ritornare in vita e convertirsi.


    tratto da:

    Alle soglie dell' Eternità - Testimonianze di persone uscite dal coma profondo -


    di mons. Michel Aupetit

    pag. 44


    LE ESPERIENZE AI CONFINI DELLA MORTE E LA FEDE CRISTIANA


    - La frontiera davanti alla quale i protagonisti delle N.D.E. si fermano prima di rientrare “nel loro corpo” è forse il limite reale tra la vita e la morte e l’ ultimo passaggio in cui coloro che sono iscritti nel libro della vita saranno simili a Dio poichè lo vedranno così com’è (cf. Ap. 20,11-13; 1 Gv. 3,2).
    Ultima modifica di evergreen; 16-07-2013 alle 18:13

  6. #26
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    Guarda, io - te lo dico per l'ennesima volta - non so proprio cosa ha detto questo vescovo. So quello che hai detto tu. Dunque ho criticato quello che hai detto tu. Se poi questo vescovo sostiene le tue tesi argomentandole nello stesso modo ineffabile... mi spiace per lui. Credo e spero che non sia così.

    Parli di "teologicamente corretto" o "teologicamente possibile" ma non hai la più pallida idea di cosa sia il metodo teologico. Piuttosto che partire da rivelazioni private o da fenomeni controversi più o meno arbitrariamente interpretati dovresti partire dalla Rivelazione e - attraverso la mediazione della ragione naturale - giungere alle necessarie conclusioni. Conclusioni che permettono poi di interpretare correttamente rivelazioni private e affini.

    E dal punto di vista filosofico? Basta questo approccio, elementare, per capire che - se si esclude una visione dualista - pensare ad un "corpo che vive mentre l'anima sta da un'altra parte" è assurdo. E l'assurdo non è ciò che di solito non accade salvo eccezioni; è l'impossibile, ciò che non ha alcuna possibilità di accadere.

    Dunque chi difende questa tesi si fa difensore dell'assurdo. Così facendo appesantisce la fede, rendendola umanamente incredibile, perchè unisce a ciò che è ragionevole ciò che non si può neanche pensare. Un buon affare per chi vuole fare apologetica...!

    Se poi si vuole essere dualisti (entrando in un "vago" contrasto con la visione cristiana delle cose) almeno si argomenti la propria tesi, piuttosto che partire da rivelazioni private di una santa appartenente ad una fede...non dualista!

    Si afferma a partire da rivelazioni private (comunque non teologicamente dimostrative) la possibile separazione di anima e corpo in una persona vivente. Ma questo è solo il frutto di una interpretazione che proietta sull'esperienza mistica delle categorie dualiste. Categorie non filosoficamente fondate, non teologicamente fondate.

    Cercare di fare apologetica in questa maniera, a partire da questi fenomeni strani, non è un buon affare e si rivela controproducente. Consiglio di aprire un manuale di teologia fondamentale. Buono studio.
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  7. #27
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Rispetto la tua opinione ma devo far notare che non è quella della Chiesa Cattolica. Infatti, bisognerebbe spiegare per quale motivo un cattolico dovrebbe ritenere attendibile la tua interpretazione teologica e rifiutare quella di un vescovo cattolico docente Universitario.
    Puoi non condividere la posizione di Dossofilo, ma non puoi proprio affermare che è difforme dalla tradizione della Chiesa.
    Come ho detto sopra, l'anima conferisce l'essere al corpo: non è quindi concepibile che esista, durante la vita, un momento in cui l'anima lascia un corpo, che però continua a vivere. La posizione secolare della Chiesa è quella di Dossofilo, caro Evergreen. Se non ci credi, puoi consultare soprattutto le opere di Tommaso d'Aquino, che hanno trovato in materia una sintesi perfetta tra il pensiero agostinizzante e quello aristotelico.
    La premessa dottrinale è che la separazione dell'anima dal corpo non è considerata da Tommaso un'esperienza "naturale". Infatti, nella Summa contra Gentiles il Dottor Angelico spiega bene che questa condizione, che comunque attiene ad una fase sempre successiva alla morte, non è naturale, al punto che la resurrezione permette una ricongiunzione finale.
    Però, è nel De Anima che Tommaso analizza questa possibilità, o quanto meno l'idea di una separazione dell'anima dal corpo ed enuncia le conseguenze che ne deriverebbero: la perdita della specie umana. Infatti, l'anima attribuisce al corpo la specie umana, per cui anima e corpo sono naturalmente uniti per formare l'uomo. Tommaso usa l'immagine dell'occhio: che cos'è l'occhio di un cadavere? Non possiamo chiamarlo occhio allo stesso modo dell'occhio di un vivente, perchè lo chiamiamo sempre occhio, certo, ma in un modo "equivoco", cioè con diverso significato. L'occhio del cadavere non è l'occhio di un soggetto vivo. Allo stesso modo, il corpo senza anima non è più il corpo di un uomo. Addirittura Tommaso, usando le categorie elaborate sulla conoscenza, afferma che l'anima senza il corpo non può conoscere nulla, perchè l'unione dell'anima al corpo agevola anche l'anima stessa, non solo il corpo. L'anima, infatti, trae dal corpo quelle passività che consentono la conoscenza.
    Alla luce di ciò, come puoi anche solo ipotizzare che l'anima si possa staccare durante la vita dal corpo di un soggetto e come, peggio ancora, possa conoscere?? Possa cioè avere ispirazioni, conoscere e fare esperienza conoscitiva, come tu sostieni?
    L'idea che l'anima si separi dal corpo implica il fatto che essa non può più conferire l'essere al corpo, e quindi non possiamo più parlare, secondo Tommaso, nè di corpo umano, nè di essere umano.
    Più chiaro di così!
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  8. #28
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Come ho detto sopra, l'anima conferisce l'essere al corpo: non è quindi concepibile che esista, durante la vita, un momento in cui l'anima lascia un corpo, che però continua a vivere.


    Nel caso dei fenomeni mistici bisognerebbe parlare di bilocazione anche se, essendo fenomeni che esulano dalla natura umana, non è possibile identificarli con precisione. Al riguardo ho scritto:

    l' anima può estendersi al di fuori del proprio corpo, come nel caso delle bilocazioni.

    Infatti, la bilocazione è un fenomeno straordinario in cui una persona si trova contemporaneamente in due posti differenti.

    Nel caso di santa Faustina la bilocazione avveniva spiritualmente, cioè lei visitava l’ oltretomba e i moribondi con il proprio spirito. La santa afferma di non sapere come ciò avvenga, e allora nemmeno io ho intenzione di investigare un fenomeno che non rientra nelle capacità umane.

    La mia opinione personale è che i fenomeni inerenti i mistici bisognerebbe interpretarli come una forma di bilocazione. Stesso discorso vale per l’ esperienza descritta da san Paolo:


    2Cor 12,2 So che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa - se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio - fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest'uomo - se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio - fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare. Di lui io mi vanterò!

    Sant’ Agostino, dottore della Chiesa, spiega che l’ esperienza mistica raccontata da san Paolo è avvenuta realmente, riguarda proprio l’ apostolo, e può essere avvenuta anche senza il corpo:


    Tratto da:

    sant’ Agostino – La Genesi alla lettera.

    Paolo assicura d'essere stato rapito realmente al terzo cielo


    3. 8. So - egli dice - che un uomo in Cristo quattordici anni fa, non so se con il corpo o fuori del corpo, solo Dio lo sa, fu rapito fino al terzo cielo.

    Egli dunque sa che quattordici anni prima un uomo in Cristo era stato rapito fino al terzo cielo. Di ciò egli non ha il minimo dubbio e quindi non dobbiamo dubitare neppure noi. Paolo però dubita d'essere stato rapito con il suo corpo o fuori del corpo; se perciò egli ne dubita, chi di noi oserà esserne certo? Ne verrà forse anche di conseguenza che possiamo dubitare dell'esistenza del terzo cielo, in cui dice che quell'uomo fu rapito?
    ...Ma che quello ov'era stato rapito fosse il terzo cielo, Paolo non ebbe alcun dubbio e volle che neppure noi ne dubitassimo. Ecco perché inizia il suo racconto dicendo: Io so; data questa premessa ciò che egli dice di sapere non lo crede vero se non chi non crede all'Apostolo.


    L’ espressione “terzo cielo” indica il paradiso, infatti nella Bibbia questo luogo viene spesso indicato ripetendo tre volte la parola “cieli” (dal punto di vista biblico il numero 3 rimanda alla Trinità e indica il divino, il sacro):

    1Re 8,27 Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito!


    2Cr 2,5 Ma chi avrà la capacità di costruirgli un tempio, quando i cieli e i cieli dei cieli non bastano per contenerlo? E chi sono io perché gli costruisca un tempio, anche solo per bruciare incenso alla sua presenza?


    Nessuno può dire che alcuni fenomeni di bilocazione non avvengono anche durante le esperienze di pre-morte.

    Comunque, in questa discussione si parla invece di un altro fenomeno, per certi versi simile a quello di mistici ma oggettivamente diverso, le esperienze di pre-morte, cioè anime che lasciano il corpo in punto di morte per poi ritornarvi per grazia, esperienze che troviamo anche nel testo Legenda Maior san Bonaventura, dottore della Chiesa, nel capitolo “morti risuscitati”:


    Tratto da:

    Legenda Maior di San Bonaventura da Bagnoregio.


    MORTI RISUSCITATI

    il fanciullo risuscitò e, facendo smettere i pianti, raccontò che, appena era morto ed era uscito dal corpo, era stato condotto via da san Francesco, che poi lo aveva ricondotto in vita.
    Ultima modifica di evergreen; 17-07-2013 alle 19:49

  9. #29
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    L'anima non lascia il corpo in punto di morte; l'anima lascia il corpo con la morte. La morte è appunto questa separazione. Altrimenti si è dualisti, e la tesi dualista è molto difficile da sostenere ed è alquanto improbabile riuscire ad ancorarla al magistero. Inutile poi tirare per la giacchetta i santi per sostenere le proprie tesi.... una buona apologetica non percorre queste vie e non usa questo metodo.
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  10. #30
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    L'anima non lascia il corpo in punto di morte; l'anima lascia il corpo con la morte. La morte è appunto questa separazione. Altrimenti si è dualisti, e la tesi dualista è molto difficile da sostenere ed è alquanto improbabile riuscire ad ancorarla al magistero. Inutile poi tirare per la giacchetta i santi per sostenere le proprie tesi.... una buona apologetica non percorre queste vie e non usa questo metodo.


    .......qui parliamo di dottori della Chiesa e di libri approvati dal Magistero della Chiesa.

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