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Discussione: "Conclave" di Robert Harris

  1. #1
    Moderatore epifanico L'avatar di Atanvarno
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    "Conclave" di Robert Harris

    Ho ritrovato sul mio computer questo testo con cui volevo aprire una discussione. Cosa che poi mi sono dimenticato di fare. Rimedio ora.

    Il più delle volte in questa sezione del forum si parla di libri interessanti, o comunque consigliati. Vorrei invece parlare di un libro che sconsiglio totalmente per la grande delusione che mi ha lasciato e perché comunque con molti oggettivi difetti. Se qualcuno comunque lo avesse letto o fosse ugualmente incuriosito mi piacerebbe sentire la vostra opinione.

    Si tratta – come da titolo – di “Conclave” l’ultima opera dello scrittore inglese Robert Harris; di questo autore ho letto, con molto piacere, la trilogia su Cicerone (Imperium, Conspirata, Dictator) e L’Ufficiale e la spia (un thriller sull’Affaire Dreyfuss). Mi è capitata un’offerta particolarmente vantaggiosa sull’E-book e ho deciso di approfittarne, malgrado l’idea di un thriller ambientato in un conclave mi avesse già dato qualche campanello di allarme.
    Sfortunatamente, i miei timori si sono rivelati fondati: la rappresentazione della Chiesa nel romanzo è quanto di più banale e convenzionale si potrebbe trovare: l’opposizione tra tradizionalisti e progressisti è fin troppo marcata ed i cardinali mi sembrano più il gruppo dirigente di un partito che dei prelati; la curia è (ovviamente) corrotta, i cardinali ricchi che vivono in mega appartamenti…
    Il libro (che da quanto capisco è ambientato intorno al 2021) si apre, ovviamente, con la morte del Santo Padre. Per quanto l’autore professi il contrario, mi sembra che l’ex-pontefice (di cui non viene detto il nome) sia una brutta copia di Francesco e credo che almeno l’idea che abbia scelto di risiedere a Santa Marta (perché ovviamente non poteva vivere nel lussuosissimo appartamento papale) sia stata presa dal Pontefice attuale. Di fatto, comunque, ne prende il posto, visto che si parla delle dimissioni di Benedetto XVI (sempre chiamato Ratzinger, di cui tra l’altro si ricicla l’idea che abbia aderito alla Hitlerjugend).
    Il protagonista – il cardinal Lomeli, Decano del collegio – mi sembra a tratti avere più la mentalità di un giornalista “liberal” che quella di un cardinale. Si tratta comunque del personaggio meglio definito, mentre molti degli altri sembrano più che altro delle comparse ed alcuni, particolarmente il “tradizionalista” cardinal Tedesco, patriarca di Venezia, sembrano quasi delle macchiette.
    In generale, dopo una prima parte abbastanza ben costruita il romanzo comincia ad essere insieme abbastanza prevedibile e piuttosto poco credibile. Mi spiego: non appena compare un certo personaggio – o comunque dopo solo qualche scena – potete capire che sarà lui ad essere eletto Papa; nello stesso tempo, per arrivare all’elezione avviene una serie di eventi che è decisamente poco plausibile (anche se capisco che ci voglia qualche colpo di scena per fare un thriller).
    Con tutto ciò, Conclave potrebbe essere ancora un romanzo accettabile, se non fosse per un “colpo di scena” presente nell’ultimo capitolo, con cui il romanzo precipita – a mio parere – nel più totale ridicolo. Non vi voglio “spoilerare” nulla, ma è una cosa insieme assurda e quasi offensiva.

    Non che il romanzo sia del tutto da buttare: Harris è comunque un bravo scrittore e lo dimostra anche in questa sua opera; anche da questo punto di vista non è delle migliori, ma è comunque scritta davvero bene. Aggiungo che, come suo solito, Harris si è documentato bene sia per quanto riguarda la procedura sia per quanto riguarda gli ambienti del conclave. Ma questo non lo salva dai difetti che ho evidenziato.
    O Signore, dai a ciascuno la sua morte. La morte che è il frutto di quella vita in cui aveva amore, senso e necessità (R. M. Rilke)

  2. Il seguente utente ringrazia Atanvarno per questo messaggio:

    DenkaSaeba25 (26-11-2017)

  3. #2
    Triumviro di Liturgie papali L'avatar di Pikachu
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    L'ho letto lo scorso anno, quando è uscito nelle librerie. Direi che condivido in pieno le tue riflessioni, senza spingermi oltre - appunto - per non "spoilerare". Certamente, tra i molti "Conclavi romanzati" in cui ci si può imbattere (Angeli e Demoni, piuttosto che Le mani sul Vaticano di Marroni), in questo libro i dettagli su procedure, ambienti, liturgie e così via sono particolarmente accurati, e questo comunque rende il tutto più apprezzabile.

    Citazione Originariamente Scritto da Atanvarno Visualizza Messaggio
    Aggiungo che, come suo solito, Harris si è documentato bene sia per quanto riguarda la procedura sia per quanto riguarda gli ambienti del conclave. Ma questo non lo salva dai difetti che ho evidenziato.
    Beh, ci credo: nei ringraziamenti dice chiaramente che per la ricostruzione degli scrutini è stato aiutato da un Cardinale che è già stato elettore, e che addirittura ha potuto visitare personalmente alcuni ambienti chiusi al pubblico del Palazzo Apostolico grazie ai buoni uffici di Mons. Guillermo Karcher (cose che un comune fedele senza agganci non potrà mai fare; il che stupisce a maggior ragione quando si finisce la lettura...).


  4. Il seguente utente ringrazia Pikachu per questo messaggio:

    Atanvarno (26-11-2017)

  5. #3
    Moderatore Ecumenico L'avatar di DenkaSaeba25
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    Grazie per la recensione. Un giudizio francamente inaspettato, dopo che avevo amato immensamente la trilogia ciceroniana (stranamente) e Pompei, ma mi fido.
    Securus iudicat orbis terrarum

  6. #4
    Moderatore epifanico L'avatar di Atanvarno
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    Citazione Originariamente Scritto da DenkaSaeba25 Visualizza Messaggio
    Grazie per la recensione. Un giudizio francamente inaspettato, dopo che avevo amato immensamente la trilogia ciceroniana (stranamente) e Pompei, ma mi fido.
    In molti sensi è inaspettato anche per me, anche io ho amato molto la trilogia di Cicerone (che mi ha fatto anche apprezzare di più il personaggio). Invece sono rimasto deluso da questa storia. A parte l'aspetto della rappresentazione della Chiesa (che riguarda più il mio essere cattolico che il mio essere lettore), non mi ha soddisfatto troppo nemmeno come storia.
    O Signore, dai a ciascuno la sua morte. La morte che è il frutto di quella vita in cui aveva amore, senso e necessità (R. M. Rilke)

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