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Discussione: Il best-seller internazionale del vescovo Tichon

  1. #1
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    Il best-seller internazionale del vescovo Tichon




    Santi di tutti i giorni

    Shevkunov Tikhon (Archimandrita)



    Dalle pagine di questo volume emerge un mondo meraviglioso, enigmatico, di straordinaria bellezza eppure saldamente reale. Come afferma padre Tichon "è un libro su noi tutti chiamati alla santità, malgrado la nostra fallibilità". Ogni racconto è la storia della "rivelazione" nella vita di qualcuno. Con più di un milione di copie vendute e parecchi milioni di ebook scaricati, tradotto in oltre dieci Paesi, "Santi di tutti i giorni" ha scalato in pochissimo tempo tutte le classifiche di vendita conquistando, in Russia, il titolo di "Libro dell'anno" nel 2012. Considerato già un classico della spiritualità che parla non solo ai cristiani di ogni confessione ma anche agli atei, "Santi di tutti i giorni" cattura il lettore come solo pochi libri sanno fare.
    fonte

    Tratto da:

    Santi di tutti i giorni, di Shevkunov Tikhon (Archimandrita)

    pag. 17

    Premessa

    Una tiepida sera di settembre, allora giovanissimi novizi del Monastero delle Grotte di Pskov, o Pskov-Pecory, attraversati i corridoi e le gallerie delle antiche mura del monastero, ci sistemammo in alto, sopra il giardino e i campi. Chiacchierando, rievocammo il nostro arrivo quassù. E più ci ascoltavamo a vicenda, più aumentava la meraviglia.

    Correva il 1984. Eravamo in cinque. Quattro erano cresciuti in famiglie di non credenti, il quinto era figlio di un sacerdote. Ma la sua opinione su chi sceglie il monastero differiva di poco dalla nostra, al cento per cento sovietica. Ancora l’anno precedente eravamo tutti convinti che ai nostri giorni andassero in monastero solo i fanatici o i falliti senza speranza. E, già, anche le vittime di un amore non corrisposto.

    Guardandoci in faccia vedevamo però tutt’altro. Il più giovane aveva diciott’anni, il più vecchio ventisei. Eravamo tutti ragazzi sani, forti, belli. Uno si era laureato con ottimi voti in matematica, un altro, nonostante la giocane età, era un artista famoso a Leningrado. Un altro ancora aveva passato la maggior parte della vita a New York, dove lavorava il padre, ed era entrato in monastero al terzo anno di università. Il minore, il figlio del sacerdote, era un intagliatore di talento che aveva appena finito l’Istituto d’arte. Anch’io avevo da poco terminato Scenografia all’Università del cinema. Insomma, la carriera laica di ciascuno di noi prometteva di diventare assai invidiabile per quella gioventù di cui allora facevamo parte.

    E quindi, perché eravamo entrati in monastero sperando con tutto il cuore di rimanerci per sempre? Conoscevamo bene la risposta a questa domanda. Perché a ognuno di noi si era svelato un universo splendido, non paragonabile a nient’altro. E quest’universo appariva di gran lunga più seducente di quello in cui fino a quel momento avevamo trascorso la nostra breve vita, a suo modo molto felice.
    Di questo mondo splendido, in cui si vive secondo leggi completamente diverse rispetto a quelle della quotidianità, un mondo di luce senza confini, pieno di amore e radiose scoperte, di speranza e felicità, di tribolazioni e vittorie, in cui anche le sconfitte acquisiscono un senso e, cosa importantissima, pervaso dalle possenti manifestazioni della forza e dell’aiuto di Dio, di questo mondo voglio parlare nel mio libro.
    Non ho dovuto inventare nulla. Tutto ciò che leggerete è accaduto. Molti di coloro di cui si racconterà sono ancora in vita.






    In libreria il best-seller internazionale del vescovo Tichon






    È stata salutata da una lunga intervista su Repubblica (leggi qui) della studiosa Silvia Ronchey la pubblicazione dell’edizione italiana del best seller internazionale “Santi di tutti i giorni” dell’Archimandrita del monastero russo di Sretenskij Tichon Sevkunov, ordinato di recente vescovo ausiliario di Sua Santità Kiril I, patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

    Il libro esce in Italia proprio nel periodo in cui i lettori del Bel Paese, grazie al Nobel a SvetlanaAleksievic, vengono invitati a guardare la complessa realtà russa al di là di facili schematizzazioni e semplificazioni giornalistiche.
    Anche questo libro, così come i libri dell’Aleksievic, ci invitano ad entrare a fondo nel cuore e nella realtà dello spirito russo, di quella grande anima percorsa da più di mille anni di fede cristiana.
    Il libro è un florilegio di storie di ordinaria santità, di persone comuni che scoprono nella loro vita la “rivelazione” di Dio. Ma non sono solo storie edificanti. Dietro questi racconti c’è la grande forza del popolo russo e, soprattutto, la perseveranza della Chiesa Ortodossa nella fede in Cristo, nonostante quasi un secolo di ateismo di stato.
    Forse, al di là della notorietà e dell’importanza dell’autore, sta proprio qui il segreto del successo di questo libro che è riuscito a scalare le classifiche dei più venduti in tutti i Paesi nei quali è stato tradotto.
    Obiettivo del libro non è tuttavia di ricostruire retoricamente la storia di un “piccolo mondo antico” del monachesimo russo, ma di dimostrare che, forse, quello che siamo stati abituati a considerare un mondo lontano, quasi esotico e a tratti spaventoso, è più vicino a noi di quanto credevamo; che quello che ci accomuna è più significativo di quello che ci divide e che, forse, proprio la fede può costruire quei ponti che la politica non è riuscita finora a edificare.

    Il Vescovo Tichon (Georgy Sevkunov) è nato a Mosca nel 1958. Dopo una laurea in sceneggiatura cinematografica nel 1982, decide di abbracciare la vita monastica ed entra nel monastero Pskov-Pechora come novizio. Nel 1995 diviene abate del Monastero di Sretenskij e nel 2011 è nominato membro del Consiglio superiore della Chiesa Ortodossa russa. È stato di recente nominato vescovo ausiliario di Mosca.
    È considerato tra le figure pubbliche più importanti nel Paese.

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  2. #2
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