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Discussione: Segnalazione di eventi ecumenici (o simili)

  1. #31
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    L'Arcidiocesi di Milano organizza due corsi di formazione per operatori pastorali, insegnati e catechisti sui temi:
    - Chiesa e popolo ebraico: l'autocoscienza cristana (gennaio-aprile 2011)
    - Per una lettura cristiana del pluralismo religioso (febbraio-marzo 2011)

    Presentazione, informazioni ed iscrizione qui.

  2. #32
    CieRrino
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    La Settimana per l’unità dei cristiani

    Dal 18 al 25 gennaio appuntamenti di preghiera ecumenica a Milano e nel resto della diocesi con diverse iniziative. Lunedì 17, Giornata dell’ebraismo, alle 18 all’Ambrosianeum interverrà il rabbino Laras .

    di Rosangela VEGETTI

    Il mese di gennaio ci riporta, come ogni anno dal 18 al 25, il dono della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani il cui tema per l’edizione 2011 è “Uniti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nello spezzare il pane e nella preghiera”. La “Chiesa Madre” di Gerusalemme, con la sua grande diversità, offre alla nostra riflessione il tema tratto dagli Atti degli Apostoli: “Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme” (At 2, 42). Come un appello al rinnovamento, a un ritorno ai fondamenti della fede nel ricordo del tempo in cui la Chiesa era ancora una. I testi del materiale per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani enfatizzano l’urgenza della preghiera di Gesù per l’unità: “Che tutti siano una cosa sola [...] così il mondo crederà” (Gv 17, 21). Tutto il materiale sul sito www.prounione.urbe.it.
    Quattro sono gli elementi peculiari della comunità cristiana originaria, ed essenziali alla vita di ogni comunità cristiana, ovunque essa si trovi: la parola, trasmessa dagli apostoli; la comunione (koinonia), caratteristica dei primi credenti ogniqualvolta si riunivano insieme; lo spezzare il pane, che ricorda la nuova alleanza inaugurata da Gesù con la sua sofferenza, morte e resurrezione; infine l’offerta di una incessante preghiera.
    Per la città di Milano è il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano (CCCM) a proporre alcuni eventi significativi per vivere insieme questo appuntamento ecumenico d’inizio anno.
    L’apertura della Settimana, il martedì 18 gennaio, con la Celebrazione ecumenica della Parola nella Chiesa ortodossa romena (ore 20.45, via De Amicis 13); venerdì 21 (ore 20.45, presso l’Angelicum di piazza sant’Angelo 2) tavola rotonda “A 101 anni da Edimburgo. Ecumene e Missione”, con il vescovo della Chiesa luterana Friedric Weber e il vescovo cattolico della diocesi di Milano Franco Giulio Brambilla; sabato 22 (ore 20.45, alla Chiesa evangelica metodista di via Porro Lambertenghi 28) serata interculturale che invita all’incontro fraterno “Canta, prega e condividi”, nello spezzare del pane e nella festa insieme; per finire, preghiera ecumenica sostenuta dalle corali di diverse comunità ecclesiali nella basilica di S. Marco (ore 18.30, piazza S. Marco 2). Domenica 23 si ripeterà in diverse chiese della città lo scambio di ambone tra predicatori di differenti tradizioni cristiane.
    Da non dimenticare, alla vigilia della Settimana, lunedì 17 alle 18, presso la Fondazione Ambrosianeum (via delle Ore 3, Milano), Giornata dell’ebraismo sul tema “La quinta parola: onora tuo padre e tua madre. Il rapporto tra le generazioni” con una riflessione guidata dal rabbino Giuseppe Laras.

    PROGRAMMA DI MILANO
    PROGRAMMA DELLE ALTRE ZONE PASTORALI

    http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=2667229

  3. #33
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    Centro Ecumenico e Interreligioso di Agliati PI

    CENTRO PER IL DIALOGO ECUMENICO E INTERRELIGIOSO -AGLIATI (PI)
    www.centrointerreligiosoagliati.ea26.com

    Presso l’eremo di San Martino di Agliati, un sano e ridente luogo di collina nel comune di Palaia (provincia di Pisa), si è costituito nel 1996 un Centro Ecumenico e Interreligioso che unisce persone di varie confessioni e culture religiose interessate, in un clima di serena amicizia e di comunione spirituale, alla reciproca conoscenza e a temi ed iniziative di Pace e di Umana Solidarietà. In questo eremo vive dal 1968 Daniele Chiletti, monaco trappista del Monastero delle Tre Fontane di Roma.

    Partecipano Induisti (Vaishnava), Ebrei, Buddhisti, Musulmani, Bahà’ì e Cristiani
    Il Centro è aperto anche a persone che non si identificano in specifiche confessioni religiose ma che nutrono interessi o sensibilità religiosa o etica.

    I più impegnati nello spirito e nell’attività del Centro vi aderiscono con iscrizione, in modo da contarsi ed avere un organico rapporto, ma lo si può anche frequentare liberamente di volta in volta. Lo spirito del Centro garantisce il rispetto di ciascuno e si autofinanzia con i contributi volontari degli aderenti e frequentanti.

    Il tema scelto per l’anno 2010 - 2011 è:

    DIO OGGI
    con Lui e senza di Lui, tutto cambia?


    CALENDARIO DEGLI INCONTRI:
    10 ottobre 2010 PRESENTAZIONE (padre Anthony)

    21 novembre 2010 tradizione Buddhista
    23 gennaio 2011 tradizione Ebraica
    27 febbraio 2011 tradizione Islamica
    27 marzo 2011 tradizione Bahá’í
    29 maggio 2011 tradizione Cristiana
    26 giugno 2011 tradizione Vaishnava (Induismo)

    17 aprile 2011 “una giornata insieme” (vedi: orari diversi)

    • Ore 16,30: preghiera e riflessione con liberi interventi.
    • Ore 17,30: relazione nella visuale e nelle esperienze delle diverse culture religiose.
    • Ore 18,10: domande e conversazione: momento di chiarimento e dialogo.
    • Ore 19,30: cena, costituita da cibi e bevande portati da tutti gli intervenuti.
    (Per osservanza dei precetti alimentari di ogni religione ci si affida
    ai rispettivi criteri ed alle scelte degli amici che le professano).

  4. #34
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    LETTERA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL’UNITÀ DEI CRISTIANI IN OCCASIONE DEL XII SIMPOSIO INTERCRISTIANO , 02.09.2011

    Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato al Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, l’Em.mo Card. Kurt Koch, in occasione del XII Simposio Intercristiano sul tema "La testimonianza della Chiesa nel mondo contemporaneo" (Salonicco, 30 agosto - 2 settembre 2011):

    LETTERA DEL SANTO PADRE

    Al Venerato Fratello
    il Signor Cardinale KURT KOCH
    Presidente del Pontificio Consiglio
    per la Promozione dell’Unità dei Cristiani

    1. In occasione del XII Simposio Intercristiano, dal tema "La testimonianza della Chiesa nel mondo contemporaneo", che si svolge a Salonicco dal 30 agosto al 2 settembre 2011, desidero manifestare attraverso di Lei, Venerato Fratello, vivo apprezzamento per tale lodevole iniziativa, promossa dall'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum e dal Dipartimento di Teologia della Facoltà teologica ortodossa della Università Aristoteles di Salonicco.

    2. Il tema che sarà trattato nel Simposio è di grande attualità ed è al centro delle mie preoccupazioni e preghiere, come ho già affermato nella Lettera apostolica "Ubicumque et semper", con la quale ho istituito il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Nel corso dei secoli la Chiesa non ha mai smesso di proclamare il mistero salvifico della morte e risurrezione di Gesù Cristo, ma quello stesso annuncio ha bisogno oggi di un rinnovato vigore in molte delle regioni che per prime ne accolsero la luce, e che sperimentano gli effetti di una secolarizzazione capace di impoverire l'uomo nella sua dimensione più profonda. In realtà assistiamo, nel mondo contemporaneo, a fenomeni contraddittori: da un lato si registra una diffusa distrazione o anche insensibilità nei confronti della trascendenza, dall’altro, vi sono numerosi segni che attestano il permanere, nel cuore di molti, di una profonda nostalgia di Dio, che si manifesta in modi diversi e pone numerosi uomini e donne in atteggiamento di sincera ricerca.

    3. Gli attuali scenari culturali, sociali ed economici pongono a cattolici ed ortodossi le medesime sfide. La riflessione che sarà sviluppata durante il Simposio avrà perciò un importante risvolto ecumenico. Gli interventi permetteranno di tracciare un quadro articolato delle problematiche comuni e di presentare le particolarità dei differenti approcci, favorendo lo scambio di riflessioni e di esperienze in un clima di fraterna carità. La conoscenza reciproca delle nostre tradizioni e l'amicizia sincera rappresentano già in sé stesse un contributo alla causa dell'unità dei cristiani. Voglio qui ricordare le parole del mio Venerato Predecessore, il Servo di Dio Paolo VI, quando, a proposito dell'evangelizzazione, affermava: "In quanto evangelizzatori, noi dobbiamo offrire ai fedeli di Cristo l'immagine non di uomini divisi e separati da litigi che non edificano affatto, ma di persone mature nella fede, capaci di ritrovarsi insieme al di sopra delle tensioni concrete, grazie alla ricerca comune, sincera e disinteressata della verità. Sì, la sorte dell’evangelizzazione è certamente legata alla testimonianza di unità data dalla Chiesa. È questo un motivo di responsabilità ma anche di conforto" (Esort. ap. Evangelii Nuntiandi, n. 77).

    4. Alla buona riuscita dei lavori contribuirà certamente l'intercessione di san Paolo, il cui ricordo è particolarmente vivo nella città di Salonicco, nella quale l'Apostolo predicò per primo il Vangelo e alla quale rimase legato da un legame di particolare affetto. Per un rinnovato annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo occorrono evangelizzatori che siano animati dallo stesso zelo apostolico di Paolo.

    5. A quanti hanno contribuito alla realizzazione del Simposio, agli illustri Relatori e a tutti i partecipanti va il mio cordiale saluto con l’augurio di un pieno successo dell'iniziativa. Accompagno i lavori con la preghiera e con la mia Benedizione Apostolica.

    Da Castel Gandolfo, 6 agosto 2011

    BENEDICTUS PP. XVI

    [01224-01.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0508-XX.02]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  5. #35
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    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE ALL’ARCIVESCOVO DI MÜNCHEN UND FREISING IN OCCASIONE DELL’INCONTRO INTERNAZIONALE DI PREGHIERA PER LA PACE ORGANIZZATO DALLA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO (MONACO DI BAVIERA, 11-13 SETTEMBRE 2011) , 12.09.2011

    È in corso a Monaco di Baviera dall’11 al 13 settembre l’Incontro Internazionale di preghiera per la pace "Bound to Live Together" - Religioni e Culture in dialogo, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.
    Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato all’Arcivescovo di München und Freising, l’Em.mo Card. Reinhard Marx, letto ieri in apertura dell’incontro:

    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

    Meinem verehrten Bruder
    Reinhard Kardinal Marx
    Erzbischof von München und Freising



    In wenigen Wochen sind es genau fünfundzwanzig Jahre her, daß der selige Johannes Paul II. Vertreter der verschiedenen Religionen der Welt zu einem Internationalen Gebetstreffen für den Frieden nach Assisi geladen hat. Im Anschluß an dieses denkwürdige Ereignis führt die Gemeinschaft Sant’Egidio seither Jahr für Jahr ein Friedenstreffen durch, um den Geist des Friedens und der Versöhnung in uns zu vertiefen und um uns im Gebet von Gott zu Menschen des Friedens machen zu lassen. Es freut mich, daß die diesjährige Zusammenkunft in München stattfindet, meiner ehemaligen Bischofsstadt, kurz vor meinem Besuch in Deutschland und in Vorbereitung auf die Feier des 25-Jahr-Gedenkens an das Weltgebetstreffen von Assisi im kommenden Oktober. Gerne versichere ich die Organisatoren und Teilnehmer des Treffens in München meiner geistlichen Nähe und entbiete ihnen allen meine herzlichen Segenswünsche.

    Das Leitwort des Friedenstreffens „Bound to live together" / „Zusammen leben – unsere Bestimmung" erinnert daran, daß wir Menschen aufeinander verwiesen sind. Dieses Miteinander ist zunächst einfach eine Vorgabe, die aus dem Menschsein selber stammt. Es ist dann unsere Aufgabe, dem einen positiven Gehalt zu geben. Das Miteinander kann zum Gegeneinander, kann zur Hölle werden, wenn wir einander nicht annehmen lernen, wenn jeder nur er selber sein will. Es kann aber auch ein Geschenk sein, wenn wir uns füreinander öffnen, wenn wir uns einander geben. So kommt alles darauf an, die Vorgabe des Miteinanderseins als Aufgabe und als Geschenk zu verstehen; die wahre Weise des Miteinander zu finden. Dieses Miteinander, das früher regional beschränkt bleiben konnte, kann heute nur noch universal gelebt werden. Das Subjekt des Miteinander ist heute die Menschheit als Ganze. Treffen wie dasjenige von Assisi und so auch das gegenwärtige von München sind Gelegenheiten für die Religionen, sich selbst zu erforschen und zu fragen, wie sie Kräfte des Miteinander werden können.

    Wenn wir uns als Christen versammeln, so erinnern wir uns daran, daß nach dem biblischen Glauben Gott der Schöpfer aller Menschen ist, ja, daß er uns als eine einzige Familie will, in der wir einander Brüder und Schwestern sind. Wir erinnern uns dann daran, daß Christus den Frieden verkündete, den Fernen und den Nahen (vgl. Eph 2, 16f). Dies müssen wir immer neu lernen. Wesentlicher Sinn solcher Begegnungen ist es, daß wir den Fernen und den Nahen im gleichen Geist des Friedens begegnen, den Christus uns vorgelebt hat. Wir müssen lernen, nicht nebeneinander, sondern miteinander zu leben, d.h. das Herz füreinander zu öffnen, den Mitmenschen an unseren Freuden, Hoffnungen und Sorgen Anteil nehmen zu lassen. Das Herz ist der Ort, an dem Gott uns berührt. Deshalb hat die Religion, in der es um die Begegnung des Menschen mit dem Geheimnis Gottes geht, mit der Frage des Friedens wesentlich zu tun. Wenn Religion die Begegnung mit Gott verfehlt, ihn zu sich herabzieht, statt uns zu ihm hinaufzuheben, ihn sozusagen zu unserem Eigentum macht, dann kann sie auf solche Weise zur Zerstörung des Friedens beitragen. Wenn sie aber zum göttlichen Gott, zum Schöpfer und Erlöser aller Menschen hinfindet, dann ist sie Kraft des Friedens. Wir wissen, daß es auch im Christentum praktische Verfehlungen des Gottesbildes gegeben hat, die Zerstörung von Friede bewirkten. Um so mehr sind wir alle gerufen, uns vom göttlichen Gott her reinigen zu lassen und so Menschen des Friedens zu werden.

    In unseren gemeinsamen Bemühungen um den Frieden dürfen wir niemals nachlassen. Den zahlreichen Initiativen in aller Welt wie dem von der Gemeinschaft Sant’Egidio jährlich ausgerichteten Friedenstreffen und ähnlichen Begegnungen kommt daher große Bedeutung zu. Das Feld, auf dem die Frucht des Friedens gedeihen soll, muß ständig bearbeitet werden. Oft können wir nicht mehr tun, als unablässig und in vielen kleinen Schritten den Boden für den Frieden in uns und um uns zu bereiten, auch hinsichtlich der großen Herausforderungen, die nicht den einzelnen, sondern die ganze Menschheitsfamilie betreffen wie Migration, Globalisierung, Wirtschaftskrisen und Bewahrung der Schöpfung. Schließlich wissen wir aber, daß Friede nicht einfach „gemacht" werden kann, sondern immer auch „gegeben" ist. „Der Friede ist ein Geschenk Gottes und zugleich ein Plan, der realisiert werden muß und nie ganz vollendet ist" (Botschaft zum Weltfriedenstag 2011, 15). Gerade hier bedarf es des gemeinsamen Zeugnisses aller, die aufrichtig nach Gott suchen, um die Vision eines friedlichen Miteinander aller Menschen mehr und mehr zu verwirklichen. Seit dem ersten Treffen in Assisi vor 25 Jahren gab und gibt es viele hoffnungsvolle Aufbrüche zu Versöhnung und Frieden, leider aber auch viele verlorene Chancen, ja Rückschläge. Schreckliche Akte von Gewalt und Terror haben vielfach die Hoffnung auf ein friedvolles Zusammenleben der Menschheitsfamilie im angebrochenen dritten Jahrtausend erstickt, alte Konflikte schwelen weiter oder brechen von neuem aus, neue Auseinandersetzungen und Probleme kommen hinzu. Dies alles zeigt uns deutlich, daß Friede ein ständiger Auftrag an uns alle und ein Geschenk ist, um das wir alle bitten müssen. In diesem Sinne mögen das Friedenstreffen in München und die dort stattfindenden Begegnungen mithelfen, das gegenseitige Verstehen und Zusammenleben zu fördern und so dem Frieden in unserer Zeit immer neue Wege zu bereiten. Dazu erbitte ich allen Teilnehmern am diesjährigen Friedenstreffen in München den Segen des allmächtigen Gottes.



    Aus Castel Gandolfo, am 1. September 2011



    BENEDICTUS PP. XVI

    [01265-05.01] [Originalsprache: Deutsch]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede


    Traduzione in lingua italiana a cura di Radio Vaticana:

    Al mio venerabile fratello
    Reinhard Cardinale Marx
    Arcivescovo di Monaco e Frisinga

    Tra poche settimane cadrà l’anniversario dei venticinque anni dall’invito rivolto dal beato Giovanni Paolo II ai rappresentanti delle diverse religioni del mondo a convergere ad Assisi per un incontro internazionale di preghiera per la pace. In seguito a questo memorabile evento, anno dopo anno la Comunità di Sant’Egidio realizza un incontro per la pace, per scendere più in profondità nello spirito di pace e di riconciliazione e perché Dio nella preghiera ci trasformi in uomini di pace. Sono lieto che l’incontro di quest’anno abbia luogo a Monaco, la città di cui sono stato vescovo, alla vigilia del mio viaggio in Germania e in preparazione alla cerimonia per la memoria del venticinquesimo anniversario della preghiera mondiale per la pace di Assisi, che avrà luogo nel prossimo mese di ottobre. Con piacere assicuro agli organizzatori e ai partecipanti dell’incontro di Monaco la mia vicinanza spirituale e rivolgo loro di cuore tutti i miei voti perché sia benedetto.

    Il titolo dell’incontro per la pace “Bound to live together”/ “Convivere – il nostro destino” ci ricorda che noi esseri umani siamo legati gli uni agli altri. Questo vivere insieme è in fondo una semplice predisposizione, che deriva direttamente dalla nostra condizione umana. È dunque nostro compito darle un contenuto positivo. Il vivere insieme può trasformarsi in un vivere gli uni contro gli altri, può diventare un inferno, se non impariamo ad accoglierci gli uni gli altri, se ognuno non vuole essere altro che se stesso. Ma aprirsi agli altri, offrirsi agli altri può essere anche un dono. Così tutto dipende dall’intendere la predisposizione a vivere insieme come impegno e come dono, dal trovare la vera via del convivere. Tale vivere insieme, che un tempo poteva rimanere confinato ad una regione, oggi non può che essere vissuto a livello universale. Il soggetto del convivere è oggi l’umanità tutta intera. Incontri come quello che ebbe luogo ad Assisi e quello che si tiene oggi a Monaco rappresentano occasioni in cui le religioni possono interrogare se stesse e chiedersi come diventare forze del convivere.

    Quando ci riuniamo tra cristiani, facciamo memoria del fatto che per la fede biblica Dio è il creatore di tutti gli uomini, sì, Dio desidera che noi formiamo un’unica famiglia, in cui tutti siamo fratelli e sorelle. Facciamo memoria del fatto che Cristo ha annunciato la pace ai lontani e ai vicini (Ef 2,16 ss). Questo lo dobbiamo apprendere sempre di nuovo. Il senso fondamentale di tali incontri è che noi dobbiamo rivolgerci ai vicini e ai lontani nello stesso spirito di pace che Cristo ci ha mostrato. Dobbiamo imparare a vivere non gli uni accanto agli altri, ma gli uni con gli altri, cioè dobbiamo imparare ad aprire il cuore agli altri, a permettere che i nostri simili prendano parte alle nostre gioie, speranze e preoccupazioni. Il cuore è il luogo in cui il Signore ci si fa vicino. Per questo la religione, che è centrata sull’incontro dell’uomo con il ministero divino, è connessa in maniera essenziale con la questione della pace. Se la religione fallisce l’incontro con Dio, se abbassa Dio a sé, invece di elevare noi verso di lui, se ne fa in un certo senso una nostra proprietà, allora in tal modo può contribuire alla dissoluzione della pace. Se essa invece conduce al divino, al creatore e redentore di tutti gli uomini, allora diventa una forza di pace. Sappiamo che anche nel cristianesimo ci sono state distorsioni pratiche dell’immagine di Dio, che hanno portato alla distruzione della pace. Tanto più tutti noi siamo chiamati a lasciare che il Dio divino ci purifichi, per diventare uomini di pace.

    Non dobbiamo mai venire meno ai nostri comuni sforzi per la pace. Per questo le molteplici iniziative in tutto il mondo, come l’incontro annuale di preghiera per la pace della Comunità di Sant’Egidio e altre simili iniziative, hanno un così grande valore. Il campo in cui deve prosperare il frutto della pace deve sempre essere coltivato. Spesso non possiamo fare altro che preparare incessantemente e con tanti piccoli passi il terreno per la pace in noi e intorno a noi, anche pensando alle grandi sfide con cui si confronta non il singolo, ma l’intera umanità, come le migrazioni, la globalizzazione, le crisi economiche e la salvaguardia del creato. In conclusione noi sappiamo però che la pace non può semplicemente essere “fatta”, ma che sempre è anche “donata”. “La pace è un dono di Dio e al tempo stesso un progetto da realizzare, mai totalmente compiuto” (Messaggio per la giornata mondiale della pace 2011, 15). Proprio per questo è necessaria la comune testimonianza di tutti coloro che cercano Dio con cuore puro, per realizzare sempre più la visione di un convivere pacifico tra tutti gli uomini. Dal primo incontro di Assisi 25 anni fa ci sono state e ci sono molte iniziative per la riconciliazione e la pace che riempiono di speranza, purtroppo però anche molte occasioni perdute, molti passi indietro. Terribili atti di violenza e terrorismo hanno ripetutamente soffocato la speranza della convivenza pacifica della famiglia umana agli albori del terzo millennio, vecchi conflitti covano sotto la cenere o scoppiano nuovamente, e ad essi si aggiungono nuovi scontri e nuovi problemi. Tutto ciò ci mostra chiaramente che la pace è un mandato permanente a noi affidato e contemporaneamente un dono da invocare. In tal senso possano l’incontro per la pace di Monaco e i colloqui che lì avranno luogo contribuire a promuovere la reciproca comprensione e il convivere, preparando così alla pace una via sempre nuova nel nostro tempo. Per questo invoco su tutti i partecipanti all’incontro per la pace di quest’anno a Monaco la benedizione di Dio onnipotente.


    fonte: http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=519758

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