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Discussione: Sondaggio sulla religiosità – quali sono le domande giuste da fare?

  1. #1
    Iscritto L'avatar di marco.roc
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    Sondaggio sulla religiosità – quali sono le domande giuste da fare?

    Spesso sentiamo di sondaggi sulla fede, e a seconda dei risultati che vengono fuori possono sorgere dubbi più o meno legittimi sulle domande poste.

    Il punto che vorrei chiarire in questa sede è: Quale sono le domande giuste da fare per rendere il sondaggio quantomeno onesto e “condivisibile” nella forma e nei risultati?

    Da parte mia un eventuale sondaggio sulla fede dovrebbe considerare due aspetti: il COSA si crede, e il QUANTO si crede.

    Per quanto riguarda il “COSA”, ritengo che sia essenziale mettere in luce una distinzione fra tre termini:

    1. Credere in un Dio personale, paragonabile a quello delle grandi religioni monoteistiche (e non). Una Divinità “interessata” alla vita dell’uomo che giudica le azioni, premia e punisce (in questa vita e nell’aldilà), e soprattutto interviene nel mondo attraverso miracoli.

    2. Credere in un “principio” trascendente all’interno della natura, all’interno delle sue leggi, che ordina la natura secondo l’apparenza che ne abbiamo, ma che non interviene nel mondo violandone le leggi, che è completamente indifferente all’uomo (questa è la religiosità Einsteiniana).

    3. Non credere in nessuno dei primi due punti. Potrei raggruppare qui tutti gli ateismi “de facto". Il pensiero che Dio non esista (Ateismo vero e proprio). Oppure il pensiero secondo cui la diatriba sull’esistenza o meno di Dio sia oziosa in quanto riguardante un argomento inconoscibile, “Dio può esistere o meno non lo vediamo con gli strumenti della scienza, quindi è “vero” come può essere vera la teiera di Russel”

    Per quanto riguarda il “QUANTO”, avevo pensato di fare riferimento ad una scala che trovai su un libro, che riprendo pari pari, in quanto la ritengo esaustiva. La scala comprende 7 punti.

    1. 100% di probabilità che Dio esista. Convinto teista. Come ha detto Carl Gustav
    Jung, «Non credo: so».
    2. Probabilità altissime, ma inferiori al 100%. Teista de facto. «Non lo so per certo,
    ma credo fortemente in Dio e vivo la mia vita dando per scontato che esista.»
    3. Probabilità superiori al 50%), ma non di molto. Tecnicamente agnostico, ma incline
    al teismo. «Sono molto incerto, ma tendo a credere in Dio.»
    4. Probabilità pari al 50%. Agnostico imparziale. «L'esistenza e l'inesistenza di Dio
    sono esattamente equiprobabili.»
    5. Probabilità inferiori al 50%, ma non di molto. Tecnicamente agnostico, ma incline
    all'ateismo. «Non so se Dio esista, ma tendo a essere scettico.»
    6. Probabilità bassissime, ma superiori a zero. Ateo de facto. «Non posso saperlo
    con sicurezza, ma ritengo molto improbabile che Dio esista e vivo la mia vita dando
    per scontato che non esista.»
    7. Probabilità pari a zero. Ateo convinto. «Credo che Dio non esista con la stessa
    sicurezza con cui Jung "sa" che esiste.»



    Qualche idea sulle domande giuste da fare? Rirengo sia nell’interesse di credenti e non, produrre un sondaggio onesto.

  2. #2
    Veterano di CR L'avatar di Macon
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    Citazione Originariamente Scritto da marco.roc Visualizza Messaggio
    Spesso sentiamo di sondaggi sulla fede, e a seconda dei risultati che vengono fuori possono sorgere dubbi più o meno legittimi sulle domande poste.

    Il punto che vorrei chiarire in questa sede è: Quale sono le domande giuste da fare per rendere il sondaggio quantomeno onesto e “condivisibile” nella forma e nei risultati?

    Da parte mia un eventuale sondaggio sulla fede dovrebbe considerare due aspetti: il COSA si crede, e il QUANTO si crede.

    Per quanto riguarda il “COSA”, ritengo che sia essenziale mettere in luce una distinzione fra tre termini:

    1. Credere in un Dio personale, paragonabile a quello delle grandi religioni monoteistiche (e non). Una Divinità “interessata” alla vita dell’uomo che giudica le azioni, premia e punisce (in questa vita e nell’aldilà), e soprattutto interviene nel mondo attraverso miracoli.

    2. Credere in un “principio” trascendente all’interno della natura, all’interno delle sue leggi, che ordina la natura secondo l’apparenza che ne abbiamo, ma che non interviene nel mondo violandone le leggi, che è completamente indifferente all’uomo (questa è la religiosità Einsteiniana).

    3. Non credere in nessuno dei primi due punti. Potrei raggruppare qui tutti gli ateismi “de facto". Il pensiero che Dio non esista (Ateismo vero e proprio). Oppure il pensiero secondo cui la diatriba sull’esistenza o meno di Dio sia oziosa in quanto riguardante un argomento inconoscibile, “Dio può esistere o meno non lo vediamo con gli strumenti della scienza, quindi è “vero” come può essere vera la teiera di Russel”

    Per quanto riguarda il “QUANTO”, avevo pensato di fare riferimento ad una scala che trovai su un libro, che riprendo pari pari, in quanto la ritengo esaustiva. La scala comprende 7 punti.

    1. 100% di probabilità che Dio esista. Convinto teista. Come ha detto Carl Gustav
    Jung, «Non credo: so».
    2. Probabilità altissime, ma inferiori al 100%. Teista de facto. «Non lo so per certo,
    ma credo fortemente in Dio e vivo la mia vita dando per scontato che esista.»
    3. Probabilità superiori al 50%), ma non di molto. Tecnicamente agnostico, ma incline
    al teismo. «Sono molto incerto, ma tendo a credere in Dio.»
    4. Probabilità pari al 50%. Agnostico imparziale. «L'esistenza e l'inesistenza di Dio
    sono esattamente equiprobabili.»
    5. Probabilità inferiori al 50%, ma non di molto. Tecnicamente agnostico, ma incline
    all'ateismo. «Non so se Dio esista, ma tendo a essere scettico.»
    6. Probabilità bassissime, ma superiori a zero. Ateo de facto. «Non posso saperlo
    con sicurezza, ma ritengo molto improbabile che Dio esista e vivo la mia vita dando
    per scontato che non esista.»
    7. Probabilità pari a zero. Ateo convinto. «Credo che Dio non esista con la stessa
    sicurezza con cui Jung "sa" che esiste.»



    Qualche idea sulle domande giuste da fare? Rirengo sia nell’interesse di credenti e non, produrre un sondaggio onesto.
    Non ho capito bene cosa intendi per "domande giuste da fare".

    Io penso che una persona che si ritenga credente potrà al più identificarsi con il punto 2 (il punto 1 implicherebbe una dimostrazione dell'esistenza di Dio) ed una non credente al più identifcarsi con il punto 6 (anche qui il punto 7 implicherebbe una dimostrazione dell' inesistenza di Dio)

  3. #3
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Citazione Originariamente Scritto da marco.roc Visualizza Messaggio
    1. 100% di probabilità che Dio esista. Convinto teista. Come ha detto Carl Gustav
    Jung, «Non credo: so».
    2. Probabilità altissime, ma inferiori al 100%. Teista de facto. «Non lo so per certo,
    ma credo fortemente in Dio e vivo la mia vita dando per scontato che esista.»
    3. Probabilità superiori al 50%), ma non di molto. Tecnicamente agnostico, ma incline
    al teismo. «Sono molto incerto, ma tendo a credere in Dio.»
    4. Probabilità pari al 50%. Agnostico imparziale. «L'esistenza e l'inesistenza di Dio
    sono esattamente equiprobabili.»
    5. Probabilità inferiori al 50%, ma non di molto. Tecnicamente agnostico, ma incline
    all'ateismo. «Non so se Dio esista, ma tendo a essere scettico.»
    6. Probabilità bassissime, ma superiori a zero. Ateo de facto. «Non posso saperlo
    con sicurezza, ma ritengo molto improbabile che Dio esista e vivo la mia vita dando
    per scontato che non esista.»
    7. Probabilità pari a zero. Ateo convinto. «Credo che Dio non esista con la stessa
    sicurezza con cui Jung "sa" che esiste.»



    Qualche idea sulle domande giuste da fare? Rirengo sia nell’interesse di credenti e non, produrre un sondaggio onesto.

    Qui non si parla di probabilità che Dio esista o meno (che sono solo due o 100% o 0%, Dio non può esistere a frazioni), ma semmai di quanto una persona sia convinta che Dio esista.

    È molto diverso. Questo lo provano i due estemi che tu menzioni, uno convinto al 100% che Dio esiste e l'altro l'opposto di questo.

    Inoltre domande riguardo a cosa, esattamente?
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Ismael Visualizza Messaggio
    Inoltre domande riguardo a cosa, esattamente?
    Vi chiedo scusa per non aver specificato bene cosa intendo...

    Mia intenzione, anzi è meglio dire mia ambizione non so, quanto sia fattibile, sarebbe proporre un sondaggio sulla "credenza religiosa" al corpo docente all'interno della mia università.

    Ho pensato ad alcune domande non ambigue da proporre nel test e ne sono venute fuori quelle due scale, una per il cosa si crede e una per il quanto si crede.

    Vi propongo di aiutarmia trovare quale sono le domande meno ambigue da formulare in un sondaggio del genere, per permettere a chiunque di inquadrarsi in una posizione più univoca possibile.

    Ad esempio se dovessi rispondere al test mi inquadrerei senza alcuna remora nei punti COSA 1 QUANTO 6.

    Attenzione, non voglio che rispondiate alle domande, mi sembra alquanto assurdo in un forum cattolico. Voglio che mi aiutate a formulare le domande giuste, cioè non ambigue, oneste non ingannevoli.

    Quello che leggete è quanto ho prodotto io, quello che chiedo è se può essere ulteriormente migliorato magari inserendoci più punti.

  5. #5
    Iscritto L'avatar di marco.roc
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    Ovviamente ho detto una castroneria a limite della provocazione, mi inquadrerei in Cosa 3 Quanto 6...

    Scusate... avevo cambiato la numerazione in un'altra versione

    (e menomale sto parlando di essere non ambigui)

  6. #6
    Nuovo iscritto L'avatar di Mariem
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    io chiederei semplicemnte :" qual è il tuo credo?"

  7. #7
    Iscritto L'avatar di marco931
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    Citazione Originariamente Scritto da Ismael Visualizza Messaggio
    Qui non si parla di probabilità che Dio esista o meno (che sono solo due o 100% o 0%, Dio non può esistere a frazioni), ma semmai di quanto una persona sia convinta che Dio esista.
    Le probabilità non sono solo 100% o 0%. Stai confondendo le probabilità con le realizzazioni di una variabile aleatoria. E' perfettamente corretto creare una stima percentuale delle probabilità che Dio esista, e ogni persona attribuisce soggettivamente la probabilità che tale evento si verifichi oppure no. Se si prende come punto di riferimento la statistica soggettiva allora ogni singolo individuo assegna a tale evento la probabilità da lui ritenuta corretta. Nella statistica soggettiva la convinzione si trasforma in assegnazione di probabilità!!!

    Al creatore del sondaggio suggerisco che sarebbe interessante incrociare il suo sondaggio con anche la richiesta della probabilità che le persone assegnano al fatto che "se Dio esiste, è il Dio cattolico e ciò che dice la Chiesa è vero."
    Ultima modifica di marco931; 09-03-2010 alle 20:05

  8. #8
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Citazione Originariamente Scritto da marco931 Visualizza Messaggio
    Le probabilità non sono solo 100% o 0%. Stai confondendo le probabilità con le realizzazioni di una variabile aleatoria. E' perfettamente corretto creare una stima percentuale delle probabilità che Dio esista, e ogni persona attribuisce soggettivamente la probabilità che tale evento si verifichi oppure no. Se si prende come punto di riferimento la statistica soggettiva allora ogni singolo individuo assegna a tale evento la probabilità da lui ritenuta corretta. Nella statistica soggettiva la convinzione si trasforma in assegnazione di probabilità!!!

    Al creatore del sondaggio suggerisco che sarebbe interessante incrociare il suo sondaggio con anche la richiesta della probabilità che le persone assegnano al fatto che "se Dio esiste, è il Dio cattolico e ciò che dice la Chiesa è vero."
    Appunto dici "Nella statistica soggettiva la convinzione si trasforma in assegnazione di probabilità!!!"

    Esattamente il mio punto..

    No nsi tratta della probabilità dell'esistenza di Dio, ma di una statistica di quanto uno sia sicuro che Dio esista. È diverso.
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  9. #9
    Veterano di CR L'avatar di Macon
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    Citazione Originariamente Scritto da Ismael Visualizza Messaggio
    Qui non si parla di probabilità che Dio esista o meno (che sono solo due o 100% o 0%, Dio non può esistere a frazioni)...
    Non capisco proprio il senso della tua obiezione. E' certo che Dio esiste o non esiste (aut aut).

    Assegnare una probabilità alla "realizzazione" di un evento non significa che poi quest'evento si debba realizzare in percentuale e non interamente.

  10. #10
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Citazione Originariamente Scritto da Macon Visualizza Messaggio
    Non capisco proprio il senso della tua obiezione. E' certo che Dio esiste o non esiste (aut aut).

    Perchè bisogna imparare a chiedere le domande giuste, per avere le risposte giuste.

    Se già la premessa è confusa.


    Assegnare una probabilità alla "realizzazione" di un evento non significa che poi quest'evento si debba realizzare in percentuale e non interamente
    Si ma qui proprio non si tratta sulla probabilità di realizzazione di qualche cosa.

    Come ho già detto: si deve imparare a porre le domande giuste con le premesse corrette.

    Se fino a lì non si arriva allora meglio lasciar perdere
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

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