Alla luce di Gv 8,44, cioè:"Voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità" quale diaologo è possibile con gli Ebrei?
Alla luce di Gv 8,44, cioè:"Voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità" quale diaologo è possibile con gli Ebrei?
Ho letto un libro scritto da un ebreo e cita questo versetto come inaccettabile e indisponente a qualunque dialogo. Insieme - sempre in Giovanni - ai punti in cui dice "Io sono".
Questo autore afferma che il vangelo di Giovanni, dal punto di vista di un ebreo, è offensivo.
Lo spirito soffia dove vuole
A livello di facciata c'è dialogo e rispetto reciproco.
Se pero' parli con degli ebrei ti diranno, papale papale, che la religione Cristiana è assurda e non ha senso. E dal loro punto di vista come dargli torto?
Io ci ho parlato varie volte, al ghetto di Venezia e l'unica cosa da fare è rispettarsi reciprocamente.
Possibilissimo.
Ma il problema è sempre quello: per dialogare, ci vuole che entrambi i dialoganti abbiano la sufficiente intelligenza, apertura mentale, buon senso, calma, mancanza di pregiudizi, intenzione di venirsi incontro e tutte le altre qualità "dialogiche".
Gesù, tornando al versetto citato, non si riferisce a "tutti" gli ebrei, ma a quelli che allora rinnegavano in modo astioso e malevolo l'evidenza dei Suoi segni divini. Il versetto non intacca e non offende i fratelli ebrei di oggi, che hanno ereditato la loro fede dai loro padri, e quindi un sereno dialogo si può sempre tentare d'intraprendere.
Inoltre, Gesù una volta apostrofò con l'appellativo "satana" persino l'apostolo Pietro, ma fu un fatto episodico, come ha ben dimostrato il seguito degli eventi evangelici.
Certo non si può dialogare estrapolando versetti pungenti dal loro contesto, anzi al contrario va proprio creato un terreno fertile per il dialogo stesso.
Mi sembra un'interpretazione non soltanto unilaterale, ma anche grezza. Io posso capire e accettare che un ebreo non possa assolutamente condividere le parole di identità divina di Gesù (altrimenti non sarebbe ebreo, ma cristiano), tuttavia è difficile dimostrare che Gesù in questo contesto vada fuori dalla condanna per quel determinato contesto di persone che l'avevano rifiutato più volte.
Del resto il dialogo cristiani-ebrei dovrebbe finire immediatamente se per caso si leggesse il talmud. Per fortuna Ebrei e Chiesa Cristiana passano sopra a queste incomprensioni.
E' vero, non tutti gli ebrei. Tuttavia, al di là del politically correct, se ti azzardi a proporgli non dico Gesù, ma una semplice riflessione su quello che potrebbe essere stato un vero e proprio assassinio, ti saltano addosso con espressioni altamente offensive quali pazzo e allucinato. A me è successo e devo dirti che sono rimasto stupito dalla loro violenza. Ma quello che ancor più mi stupisce è che oramai molta dell'esegesi è filogiudaica, per cui tende a sminuire passi che per un cristiano dovrebbero essere di guida. Da dove nasce ad esempio un Daniele maccabico? Che fine fa il messianesimo delle sue profezie? Capisco il dialogo, ma non si dovrebbero passare sotto silenzio espressioni del tipo:" Il versetto in cui gli Ebrei dicono che il sangue di Gesù ricada su di loro e i loro figli è un semplice intercalare" Questo non è dialogo, ma tradire le Scritture in nome e per conto dei soliti utili idioti
Hai ragione, sono pienamente d'accordo con te.
Il dialogo deve essere rispettoso ma anche franco.
Entrambe le parti devono essere ben preparate e competenti sotto il profilo storico, e con onestà intellettuale devono saper riconoscere le responsabilità e le cause degli eventi.
D'altra parte, è un fatto che soltanto la Chiesa Cattolica Romana ha saputo domandare perdono per gli errori del passato, e finora mi sembra che nessun gruppo religioso abbia saputo compiere un gesto simile.
Ma anche questo, per ora, dobbiamo dircelo solo tra noi, ché altrimenti non sarebbe politically correct!
Forse, ma l'autore del libro, Harold Bloom, non è certo un autore grezzo, anche se parte prevenuto (come farebbe del resto un autore cattolico). E inoltre in questo caso si fa portavoce di un comune sentire nei confronti di quel versetto. Non puoi dare di grezzi agli ebrei perché non scendono a patti con quel versetto, altrimenti potrebbero dire che anche noi cattolici siamo grezzi perché non ci rendiamo conto della gravità (dal loro punto di vista) di certe affermazioni contenute nei vangeli, e le declamiamo come niente fosse, magari ci facciamo sopra anche dei canti per la domenica, poi parliamo di ecumenismo con gli ebrei perché comunque il Cristo recitava i salmi e leggeva nella sinagoga. Forse loro sono chiusi, ma noi qualche volta siamo superficiali.
Lo spirito soffia dove vuole
Bravo, proprio del perdono parlai loro. Mi sono permesso infatti di scrivere nella pagina fb della Nirestein, giornalista che seguo da tempo, che a mio parere l'unica via alla pace che gli Ebrei dovrebbero percorrere è quella di chiedere perdono a Dio. Me ne hanno dette di tutti i colori! Uno addirittura, dandomi del pazzo, mi ha chiesto :"Chiedere perdono per cosa ? a chi?" Ma insomma vogliono o no rendersi conto di quello che hanno fatto? Perchè mi hanno rotto con il loro vittimismo. Bada bene non troveresti neanche una persona che potrebbe dire che Giovanni, cioè io, ha appoggiato la causa palestinese o nazista. Nessuno potrebbe dirlo, per cui nessuno potrebbe dire che sono anti semita. Sono solo cristiano e come cristiano non posso che attribuire le responsabilità del loro dramma a loro stessi. Ecco allora la ragione di questa discussione: un cristiano può dialogare con gli ebrei prescindendo da quello che Gli hanno fatto? Un cristiano anche alla luce della Prima lettera di Giovanni in cui si dice che tutto ciò che non riconosce Cristo venuto nella carne è dal demonio come può dialogare con loro? Ignorare volutamente tutto ciò non è dialogo, ma stupido chiacchiericcio
Scusa ma sai cosa diciamo noi come cattolici? Che siamo il nuovo Israele. E quando leggiamo ad esempio un salmo in cui si parla di Sion, di popolo di Israele e di Gerusalemme, sai cosa diciamo? Che parla a noi e parla di noi (cristiani cattolici romani). Se tu fossi un ebreo non ti sentiresti un tantinello offeso da questo genere di affermazioni?
Lo spirito soffia dove vuole