Negli ultimi decenni sono state sviluppate alcune teorie psicologiche secondo cui un gradualmente discendente uso della droga da parte del paziente, consente a lui di uscire dal tunnel e dalla dipendenza delle droghe pesanti. E altre teorie secondo cui legalizzare la droga diminuisce la diffusione del suo abuso.
Ora, lasciando da parte i modi e le tecniche, che qui interessano solo relativamente, sarà il caso di affrontare una questione etica di una certa importanza.
1. Secondo alcuni, siccome l'uso della droga in piccole quantità ti consente di uscire dalla dipendenza, dunque è sbagliato vietarla del tutto, ma bisogna saper fare in modo che lo stesso Stato possa somministrarla ed inoltre legalizzarla ne diminuirebbe la diffusione a seguito di un meccanismo di qualche tipo;
2. Secondo altri, il fine non giustifica mai i mezzi, per cui nemmeno scoprendo che la legalizzazione delle droghe ottiene come effetto la diminuzione del loro uso, sarebbe moralmente lecito legalizzarle.
Inutile dire che io sono per la seconda soluzione.
Però molti potrebbero obiettare che così facendo si ottengono meno vantaggi materialistici, e quindi meno persone guarite o a rischio.
Cosa ne pensate?
Badate bene che questo problema si può configurare nei confronti di tutte le questioni morali: legalizzare abbassa la diffusione, ma è immorale... quid juris?




