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Discussione: Gesù Cristo è presente negli eroi dei film e della letteratura?

  1. #1
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Gesù Cristo è presente negli eroi dei film e della letteratura?

    La presenza di Gesù negli eroi dei film e della letteratura


    Ogni uomo possiede un inconscio (biblicamente “uomo interiore” o “cuore” 1Pt 3,4) il quale contiene un patrimonio morale comune ed identico a tutti gli uomini del mondo, cioè la legge morale naturale insieme con gli archetipi.


    La legge morale naturale, scolpita nel profondo della nostra psiche, è quella di cui parla san Paolo:


    Rm 2,14 Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono.

    Oppure:

    Cicerone, La repubblica, 3, 22, 33: Certamente esiste una vera legge: è la retta ragione; essa è conforme alla natura, la si trova in tutti gli uomini; è immutabile ed eterna; i suoi precetti chiamano al dovere, i suoi divieti trattengono dall'errore. . . E' un delitto sostituirla con una legge contraria; è proibito non praticarne una sola disposizione; nessuno poi ha la possibilità di abrogarla completamente.


    Carl Gustav Jung - La psicologia dell'inconscio: La morale non è stata portata giù dal Sinai sotto forma di tavole e imposta agli uomini, bensì la morale è una funzione dell'anima umana, che è vecchia quanto l'umanità. La morale non viene imposta dall'esterno, ma esiste a priori dentro di noi: non la legge, ma l'essenza morale.


    Sant'Agostino, Confessiones, 2, 4, 9: La tua legge, Signore, condanna chiaramente il furto, e così la legge scritta nel cuore degli uomini, legge che nemmeno la loro malvagità può cancellare.


    Sant'Agostino, Enarratio in Psalmos, 57, 1: Dio ha scritto sulle tavole della Legge ciò che gli uomini non riuscivano a leggere nei loro cuori.




    Oltre alla legge morale naturale, il nostro inconscio (uomo interiore) possiede gli archetipi.

    Gli archetipi sarebbero delle idee innate e predeterminate dell'inconscio (uomo interiore) le quali si manifestano in tutti gli uomini attraverso immagini o concetti.

    Ad esempio, in qualsiasi popolo troviamo nei sogni, nella letteratura e nella rappresentazioni della propria cultura, la realizzazione della figura del vecchio saggio, la grande madre, l’ombra, lo stregone, il guerriero ecc., non esistono uomini senza questi personaggi (archetipi) sopra elencati, che sarebbero delle proiezioni o immagini di un patrimonio umano collettivo. Questi archetipi vengono filtrati e proposti a seconda della propria cultura



    Tra gli archetipi dell’ inconscio umano primeggia la figura dell’ Eroe.


    Gli uomini di qualsiasi epoca o cultura anelano ardentemente verso la figura dell'eroe, il principale archetipo dell'inconscio, e avvertono la necessità di essere in qualche modo salvati o liberati dal male e dalla morte, pertanto, gli uomini di qualsiasi epoca o cultura hanno sempre proiettato nei sogni, nella mitologia e nella letteratura, la figura dell’eroe che salva il proprio popolo o addirittura il genere umano.

    Questo desiderio, questa attrazione inconscia per l’eroe, è talmente forte che gli uomini stessi sono portati ad imitare la figura dell’eroe (attraverso gesti eroici) oppure a lodare tutti coloro che assumono un atteggiamento simile attraverso azioni concrete.

    Molto importante è anche la figura della sposa dell’eroe, perchè quest’ultimo si adopera per salvare e liberare il proprio popolo e/o la propria sposa.


    Le domande nascono in modo spontaneo.

    Chi ha scritto tutto questo nel’ inconscio (uomo interiore, cuore) dell’ uomo?

    Perché deve essere per forza così ?

    Perché gli uomini non possono in nessun modo cambiare questa predisposizione naturale?




    Provate pure a scrivere un romanzo oppure la sceneggiatura di un film storpiando la figura dell' eroe e incontrerete senza dubbio il fallimento assicurato.


    Se nel passato la figura dell’eroe veniva proposto in maniera spesso inconsapevole, ad esempio nei poemi o nei romanzi, oggi è un dato di fatto che in alcuni settori, come ad esempio la cinematografia, l’archetipo dell’eroe è una figura chiave accuratamente studiata ed insostituibile.

    Per quale motivo? Chi ha creato questo desiderio, questa aspirazione, nei cuori degli uomini?


    Sant’ Agostino, uno dei più gradi uomini della storia umana risponde in questo modo:


    Fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te

    Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te. (Sant’ Agostino Confess. 1, 1, 1)


    Il Signore ha impresso nei cuori degli uomini il desiderio di Dio, ed in particolare il desiderio di un Salvatore.


    L’ uomo avverte questo forte desiderio del Salvatore e pure coloro che non conoscono Gesù Cristo avvertono inconsciamente la sua presenza, la necessità di un Salvatore, un Eroe, cioè sentono il desiderio, la necessità di essere salvati da una condizione umana malvagia.

    Gli uomini di tutti i tempi avvertono fortemente il desiderio, la necessità di un eroe che abbia determinate caratteristiche: mite, buono, giusto, prudente, misericordioso; un eroe che salva gli uomini dalla loro miserevole condizione, in modo particolare dalla morte.

    Questo archetipo è una necessità, un istinto umano talmente forte e impellente a tal punto da proiettare questo desiderio, consciamente o inconsciamente, negli eroi riprodotti nella letteratura, nella mitologia, nella cinematografia e nella vita reale di tutti i giorni.



    Quando Gesù venne nel mondo, fu riconosciuto non solo perché adempiva le profezie del popolo di Israele, ma anche e soprattutto perché rispondeva alla necessità e al desiderio inconscio degli uomini che lo attendevano e che anelavano a lui nel proprio cuore.

    Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te. (Sant’Agostino Confess. 1, 1, 1)





    A seguire vengono proposti alcuni esempi dell’archetipo dell’eroe che possiamo trovare ovunque, nei poemi, nella letterature e nella cinematografia.


    Questi sono esempi dove possiamo scorgere le rappresentazioni metaforiche di Gesù, e, per questa ragione, sono molto belle non solo le storie dell'Antico Testamento, che essendo Parola di Dio possiedono anche una valenza spirituale, ma in un certo qual modo sono interessanti e significative che tutte le storie dove troviamo la figura dell'eroe.







    Davide Contro Golia

    Tutti i profeti dell’Antico Testamento rappresentano in un certo modo Gesù:

    Dall'« Omelia sulla Pasqua » di Melitone di Sardi, vescovo (Capp. 65-67; SC 123, 95-101)

    Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè, e nell'agnello fu sgozzato. Fu perseguitato in Davide e nei profeti fu disonorato.


    Davide è umile, mite, buono, giusto, prudente, misericordioso; un eroe che salva il proprio popolo offrendo la propria vita combattendo e distruggendo il nemico, l’invincibile Golia.









    Bravehearth

    William Wallace è un personaggio umile, mite, buono, giusto, prudente, misericordioso; un eroe che salva il proprio popolo combattendo e distruggendo il nemico, l’invincibile popolo inglese.

    L’eroe William Wallace distrugge il nemico morendo nella posizione della croce, sacrificando la propria vita per la liberazione e la salvezza del popolo. Molto importante è il congiungimento finale tra l’eroe e la sua sposa, immagina metaforica del matrimonio mistico, alla fine dei tempi, tra Cristo e la sua Sposa, la Chiesa.









    Spider-man

    Peter Parker è un personaggio umile, mite, buono, giusto, prudente, misericordioso. Egli potrebbe utilizzare i propri superpoteri per fini egoistici ma preferisce rimanere nell'anonimato e utilizzare il superpotere per il popolo. In ogni episodio
    Peter Parker offre la propria vita combattendo e distruggendo un nemico che minaccia l’umanità, inoltre, l’eroe combatte per la salvezza della sua sposa, Mary Jane.

    Nella seguente scena del treno Peter Parker salva il popolo “morendo” nella posizione della croce e, dopo il sacrificio della propria vita, il popolo prende il corpo morente dell’eroe e lo venera. L’eroe “risorge” e riprende la battaglia per la salvezza del proprio popolo e della sua sposa.









    Superman


    Clark Kent è un personaggio umile, mite, buono, giusto, prudente, misericordioso. Egli potrebbe utilizzare i propri superpoteri per fini egoistici, ma preferisce rimanere nell’anonimato e utilizza il superpotere per il popolo. In ogni episodio
    Clark Kent offre la propria vita combattendo e distruggendo un nemico che minaccia l’umanità, inoltre, l’eroe combatte per la salvezza della sua sposa, Lois Joanne Lane.

    Il regno
    (Krypton) di Clark Kent appartiene ad un altro mondo, e pure il vero padre di Clark è di un altro mondo.









    Il Gladiatore


    Il generale Maximus (italianizzato in "Massimo") è un personaggio umile, mite, buono, giusto, prudente, misericordioso. Ovviamente sono tutte caratteristiche riferite al proprio contesto storico in cui è chiamato a vivere.

    Il generale Massimo salva il proprio popolo, Roma, distruggendo il nemico, il cattivo imperatore Commodo. Anche in questo caso è importante il congiungimento finale tra l’eroe e la sua sposa, immagina metaforica del matrimonio mistico, alla fine dei tempi, tra Cristo e la sua Sposa, la Chiesa.








    Rocky

    Robert Balboa, Sr., conosciuto come Rocky Balboa è un personaggio umile, mite, buono, giusto, prudente, misericordioso. Egli offre la propria vita per la salvezza della propria sposa, Adriana, e per la distruzione dei perfidi nemici, rappresentati in ogni episodio da un personaggio diverso.

    Importante il quarto episodio dove il nemico è identificato in Ivan Drago, simbolo del dragone infernale, che Rocky distrugge sacrificando la propria vita, e, attraverso questo coraggioso sacrificio, riesce a convertire il popolo che era sotto il dominio di Drago. Al termine della battaglia il popolo, insieme alla sposa, inneggia a Rocky.




    Ultima modifica di DenkaSaeba25; 26-10-2017 alle 19:46

  2. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    nofear (30-10-2017), teophilius (27-10-2017)

  3. #2
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Una delle critiche al cristianesimo, da parte di alcuni atei/agnostici, è che Gesù sarebbe nient'altro che una delle sterminate proiezioni consce o inconsce del'archetipo dell'eroe presente negli uomini di tutto il mondo, insomma, una figura "eroica" come tantissime altre.

    Si tratta di osservazioni interessanti, ma sarebbe molto più interessante rispondere alla domanda sopra menzionata, il motivo per il quale, consciamente o inconsciamente, tutti gli uomini, nessuno escluso, anela ardentemente alla figura di un eroe che, in qualche modo, li liberi e li salvi dalla propria condizione.

    Per quale motivo amiamo e desideriamo ardentemente la figura dell'eroe che incontriamo in innumerevoli poemi, racconti, romanzi, film ecc.? Chi ha predisposto questa legge universale e inalterabile?



    Gesù è l'unico vero Eroe atteso e desiderato dai cuori degli uomini di tutti i tempi, e non si tratta di un romanzo ma di un fatto reale, perchè Egli è risorto ed è vivo nel cuore di tutti coloro che credono in Lui e che hanno fatto una concreta e reale esperienza dello Spirito Santo. In modo particolare Cristo è presente in mezzo a noi per mezzo dell'Eucaristia, e beati coloro che sperimentano concretamente questa presenza e che decidono di mettere in pratica la sua Parola (Lc 11,28).

    Inoltre, per quanto riguarda l'esteriorità, la Resurrezione è come un incendio. Tu non l'hai visto esteriormente quando è avvenuta ma sai che è avvenuta osservando gli effetti. La Chiesa stessa è sacramento, segno visibile, di salvezza. (CCC 774)



  4. Il seguente utente ringrazia evergreen per questo messaggio:

    Mysterium Fidei (05-11-2017)

  5. #3
    Partecipante a CR L'avatar di Discipulo Amado
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    hahahahahahahahahahaahah non sanno più che inventarsi per coinfutarci e per non stare aggrappati ai loro instabili dogmi tirano fuori dal cilindro qualcosa che addirittura ci fa piacere aver scoperto!

    P.S: ho in ogni caso una perplessità... un eroe da che mondo è mondo si immagina in ogni modo tranne che in croce, in ogni salsa tranne quella evangelica.... Gesù Cristo non ha affatto i tratti tipici dell'eroe. Di sicuro non è Eracle.
    panis angelicus fit panis hominum

  6. #4
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Citazione Originariamente Scritto da Discipulo Amado Visualizza Messaggio
    ho in ogni caso una perplessità... un eroe da che mondo è mondo si immagina in ogni modo tranne che in croce, in ogni salsa tranne quella evangelica.... Gesù Cristo non ha affatto i tratti tipici dell'eroe. Di sicuro non è Eracle.

    Hai ragione. Infatti è l'esatto contrario. Non è Gesù ad avere i tratti tipici dell'eroe bensì il contrario, sono gli eroi di tutti i tempi (mitici o reali) ad avere alcuni tratti tipici di Cristo.

    Lo stesso discorso vale per i personaggi dell'Antico Testamento. Ad esempio non è Gesù ad avere i tratti del condottiero Giosuè, bensì è Giosuè ad avere alcuni tratti tipici di Gesù anche se non facilmente riconoscibili.

  7. #5
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Aleksej
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    La migliore analogia cinematografica per me resta il leone Aslan di C.S. Lewis, ne "Le cronache di Narnia".
    Un personaggio tolkeniano che a me lo ricorda in alcuni episodi della trilogia, pur essendo lontanissimo, è il regale Aragorn.

    Ad ogni modo, se davvero è sentito universalmente da tutti gli uomini il bisogno di una figura salvifica che doni loro la pace, tutto ciò dovrebbe invece instillare il dubbio anche agli atei più incalliti che questa figura universale possa esistere. Non ci sono bisogni comuni a cui non esista poi soddisfazione.
    Ultima modifica di Aleksej; 27-10-2017 alle 07:50

  8. 4 utenti ringraziano per questo messaggio:

    caballero (14-11-2017), evergreen (28-10-2017), Mysterium Fidei (05-11-2017), Pellegrina (27-10-2017)

  9. #6
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    La migliore analogia cinematografica per me resta il leone Aslan di C.S. Lewis, ne "Le cronache di Narnia".
    Un personaggio tolkeniano che a me lo ricorda in alcuni episodi della trilogia, pur essendo lontanissimo, è il regale Aragorn.

    Ad ogni modo, se davvero è sentito universalmente da tutti gli uomini il bisogno di una figura salvifica che doni loro la pace, tutto ciò dovrebbe invece instillare il dubbio anche agli atei più incalliti che questa figura universale possa esistere. Non ci sono bisogni comuni a cui non esista poi soddisfazione.
    Proviamo anche a dare una lettura parallela al "bisogno" di eroi. Paradossalmente l'eroe è tale perchè la sua eroicità non è per appagare un bisogno. Per cui noi ammiriamo l'eroe proprio perchè la sua azione è frutto della sua straordinaria virtù, non per un bisogno. Anche in questo Cristo è "archetipo" eroico. Si sacrifica di sua volontà non perchè abbiamo bisogno di essere salvati.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  10. #7
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Aleksej
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    Proviamo anche a dare una lettura parallela al "bisogno" di eroi. Paradossalmente l'eroe è tale perchè la sua eroicità non è per appagare un bisogno. Per cui noi ammiriamo l'eiroe proprio perchè la sua azione è frutto della sua straordinaria virtù, non per un bisogno. Anche in questo Cristo è "archetipo" eroico. Si sacrifica di sua volontà non perchè abbiamo bisogno di essere salvati.
    Anche se così fosse, involontariamente lo appaga perchè quel bisogno comunque esiste. Ma in generale, l'azione dell'eroe, certamente dovuta alla sua virtù, non la vedo fine a se stessa, ma legata al suo pensiero per gli altri.
    Prendiamo Salvo D'Acquisto. Uomo di straordinaria virtù, eroe dei nostri tempi. La sua azione è permessa certamente dalla sua virtù, ma si esplica mossa dal bisogno di salvare il prossimo.
    Se quella bomba non fosse mai scoppiata, magari D'Acquisto sarebbe morto serenamente nel suo letto. Ma, pur sconosciuto, sarebbe stato comunque un eroe, perchè lo era nel cuore.

  11. #8
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Anche se così fosse, involontariamente lo appaga perchè quel bisogno comunque esiste.
    Si si, spiego meglio il paradosso: chi ha bisogno dell'eroe chiama eroe proprio colui che agisce eroicamente pur non avendo bisogno di agire eroicamente. Il nostro bisogno di eroi, a mio parere, non è tanto nell'essere in una situazione per cui abbiamo bisogno di un eroe (ovviamente siamo sempre in questa situazione), noi abbiamo bisogno di un eroe per ammirare la virtù della sua azione. Dicendolo in modo più semplice: abbiamo bisogno di modelli di virtù.

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    Ma in generale, l'azione dell'eroe, certamente dovuta alla sua virtù, non la vedo fine a se stessa, ma legata al suo pensiero per gli altri.
    Prendiamo Salvo D'Acquisto. Uomo di straordinaria virtù, eroe dei nostri tempi. La sua azione è permessa certamente dalla sua virtù, ma si esplica mossa dal bisogno di salvare il prossimo.
    Se quella bomba non fosse mai scoppiata, magari D'Acquisto sarebbe morto serenamente nel suo letto. Ma, pur sconosciuto, sarebbe stato comunque un eroe, perchè lo era nel cuore.
    Si ma se facciamo attenzione il "bisogno di salvare il prossimo" deriva dalla volontà di salvarlo e quella volontà risponde all'amore per noi non ad un bisogno. Quindi nell'eroe la volontà non deriva dal bisogno ma l'esatto contrario ed è questo che ammiriamo: il bisogno che deriva dalla volontà. L'eroe è tale perchè la sua azione salvifica è disinteressata: non è fatta per soddisfare il suo ma il nostro interesse. Per fare un esempio sciocco: l'assetato che sfida la morte per procurarsi dell'acqua non è eroico, l'assetato che sfida la morte per procurare a noi assetati dell'acqua è eroico.
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

  12. #9
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    Il nostro bisogno di eroi, a mio parere, non è tanto nell'essere in una situazione per cui abbiamo bisogno di un eroe (ovviamente siamo sempre in questa situazione), noi abbiamo bisogno di un eroe per ammirare la virtù della sua azione. Dicendolo in modo più semplice: abbiamo bisogno di modelli di virtù.
    Vero, e forse mai come in questo momento! Abbiamo bisogno di esempi di virtù, e amiamo chi ce li mostra.
    I due eroi che ho citato prima, pur diversissimi, sono mossi nel loro agire dall'amore verso il mondo.

  13. Il seguente utente ringrazia Aleksej per questo messaggio:

    teophilius (27-10-2017)

  14. #10
    Fedelissimo di CR L'avatar di teophilius
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    Segnalo due supereroi di cui si sa (cosa molto rara nell'ambito del fumetto) la confessione religiosa. Non sono proprio rassicuranti (chissà se la cosa è voluta), sono cattolici: Devil e Punisher!
    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perché le cose di prima sono passate \[T]/

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