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Discussione: Responsabilità nel non riconoscere Cristo

  1. #1
    Alexander Severus
    visitatore

    Responsabilità nel non riconoscere Cristo

    Caio è un normale impiegato in un Paese pagano con minoranze cristiane. Come tutti i suoi familiari, amici e conoscenti, Caio è pagano (anche se non particolarmente fervente, come molti nel suo Stato). Personalmente non conosce nessun cristiano anche se, per una certa cultura personale e grazie ai mass-media, sa vagamente cosa dicono i cristiani; ha anche sentito parlare del cristianesimo nelle lezioni di storia e filosofia al liceo. Ma non sa molto (inoltre i cristiani vengono spesso presi in giro ed esistono numerose barzellette su di loro). Un giorno il buon Caio fa conoscenza con una bella cristiana, fanno amicizia e lei gli parla diffusamente della propria fede, chiedendogli infine se non vorrebbe venire a Messa con lei una volta nella cappelletta allestita in un appartamento in condominio popolare. Caio ci va. Dopo diverso tempo l'amica gli chiede se non vorrebbe, magari, avvicinarsi al cristianesimo. Caio risponde "Assolutamente no" perché quelle dottrine sono stranissime per lui, assai lontane dai valori tradizionali in cui è cresciuto lui, i suoi antenati e tutte le persone che conosce. Inoltre si sentirebbe straniero nel suo Stato a maggioranza pagana e dalla cultura profondamente pagana, lontano dall'arte che lo circonda, dalla letteratura che ha sempre frequentato e dalla sua intera filosofia di vita; i cristiani gli fanno anche un po' paura, così pochi, raccolti in chiesette piccolissime o in appartamenti e garage messi a disposizione dai Comuni in quartieri spessi pericolosi. "Ai miei occhi" dice Caio in tutta sincerità "il cristianesimo è stranissimo, non riesco a capirlo, anzi: non ho proprio nemmeno i mezzi per capirlo. Ma rispetto tutte le culture e rispetto anche la tua!".

    Caio ha colpevolmente rifiutato la salvezza?

  2. #2
    CierRino L'avatar di pongo
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander Severus Visualizza Messaggio
    Caio ha colpevolmente rifiutato la salvezza?
    No, Caio ha sentito il peso schiacciante del contesto sociale in cui vive e ha paura di fare qualcosa che, probabilmente, lo renderebbe straniero a casa sua con tutto ciò che ne deriva in termini di marginalizzazione. Se lo Stato in cui vive non garantisce la libertà religiosa e le minoranze sono poco tollerate o attivamente perseguitate, la rinuncia ad abbracciare la fede cristiana non è imputabile al rifiuto libero e consapevole della salvezza.

    «Affinché tale libertà voluta da Dio e iscritta nella natura umana possa esercitarsi, non deve essere ostacolata, dato che “la verità non si impone altrimenti che in forza della verità stessa”. La dignità della persona e la natura stessa della ricerca di Dio esigono per tutti gli uomini l'immunità da ogni coercizione nel campo religioso.La società e lo Stato non devono costringere una persona ad agire contro la sua coscienza, né impedirle di operare in conformità ad essa» (CDSC 421).
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  3. #3
    Fedelissimo di CR
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    Che poi è simile alla questione dei lapsi che interessò la prima Chiesa.

    Si concluse che la colpa fosse minima, e che non tutti potevano morire martiri se non ne avevano il coraggio.

    In questo scenario da te proposto vedo Caio, così come da te descritto, affascinato, forse addirittura disposto senza problemi a convertirsi, se non fosse per la pressione sociale.
    Non lo vedo colpevole, probabilmente in cuor suo ha già abbracciato almeno lo spirito del cristianesimo, peraltro. Forse deve solo riconoscerlo interiormente, prima ancora di manifestarlo esteriormente.

  4. #4
    Partecipante a CR L'avatar di Discipulo Amado
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    Ma se non speculassimo e lasciassimo al Giusto Giudice l’ultima parola, fiduciosi che non avremo nulla da ridire?
    panis angelicus fit panis hominum

  5. #5
    Fedelissimo di CR
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    Citazione Originariamente Scritto da Discipulo Amado Visualizza Messaggio
    Ma se non speculassimo e lasciassimo al Giusto Giudice l’ultima parola, fiduciosi che non avremo nulla da ridire?
    Giusto, ma farsi un'idea è buona cosa. Ovvio è che nel cuore dell'uomo nessuno riesce a leggere se non Dio. Nemmeno nel tuo cuore riesci a vedere le cose con tanta precisione quanto ne ha invece Dio. Anche se si tratta di te stesso.

  6. #6
    Alexander Severus
    visitatore
    Citazione Originariamente Scritto da Discipulo Amado Visualizza Messaggio
    Ma se non speculassimo e lasciassimo al Giusto Giudice l’ultima parola, fiduciosi che non avremo nulla da ridire?
    Guarda che Caio è un personaggio della mia fantasia. Stavo solo raccogliendo pareri sul comportamento di questa finzione "scolastica." Come un problema di matematica. Caio ha due pere e ne mangia tre.

  7. #7
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di evergreen
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    Un argomento ed un esempio molto interessanti.

    Tuttavia, l'equivoco nasce dal fatto che il cristianesimo non è un sistema filosofico come tutti gli altri, quindi non è possibile ragionare su Caio che aderisce al cristianesimo allo stesso modo in cui si aderisce a questo o quell'altro ragionamento filosofico.

    La fede cristiana è una fede teologale, dipende dall'azione dello Spirito Santo:

    CATECHISMO CHIESA CATTOLICA

    CAPITOLO TERZO - CREDO NELLO SPIRITO SANTO

    683
    “Nessuno può dire "Gesù è Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo” ( 1Cor 12,3 ). “Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!” ( Gal 4,6 ). Questa conoscenza di fede è possibile solo nello Spirito Santo. Per essere in contatto con Cristo, bisogna dapprima essere stati toccati dallo Spirito Santo. E' lui che ci precede e suscita in noi la fede.

    Quindi, nessuno può sapere chi ha ricevuto questo dono e chi non lo ha ricevuto, e nessuno può sapere chi ha ricevuto questo dono interiore e lo ha perso per responsabilità personali (mancanza di preghiera o peccati personali).

    Sappiamo però con certezza che, per quanto riguarda doni e talenti, a chi ha ricevuto di più verrà richiesto molto di più:

    Lc 12,48 A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più
    .




    CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE



    DICHIARAZIONE

    "DOMINUS IESUS"

    CIRCA L'UNICITÀ E L'UNIVERSALITÀ SALVIFICA

    DI GESÙ CRISTO E DELLA CHIESA



    22. Con la venuta di Gesù Cristo salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da Lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l'umanità (cf. At 17,30-31). Questa verità di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto, ma nel contempo esclude radicalmente quella mentalità indifferentista « improntata a un relativismo religioso che porta a ritenere che “una religione vale l'altra” ». Se è vero che i seguaci delle altre religioni possono ricevere la grazia divina, è pure certo che oggettivamente si trovano in una situazione gravemente deficitaria se paragonata a quella di coloro che, nella Chiesa, hanno la pienezza dei mezzi salvifici. Tuttavia occorre ricordare « a tutti i figli della Chiesa che la loro particolare condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati ». Si comprende quindi che, seguendo il mandato del Signore (cf. Mt 28,19-20) e come esigenza dell'amore a tutti gli uomini, la Chiesa « annuncia, ed è tenuta ad annunciare, incessantemente Cristo che è “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6), in cui gli uomini trovano la pienezza della vita religiosa e nel quale Dio ha riconciliato a sé tutte le cose ».

  8. Il seguente utente ringrazia evergreen per questo messaggio:

    Lightcreek (20-12-2017)

  9. #8
    CierRino L'avatar di Ariele
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    Caio è un normale impiegato in un Paese pagano con minoranze cristiane. Come tutti i suoi familiari, amici e conoscenti, Caio è pagano (anche se non particolarmente fervente, come molti nel suo Stato). Personalmente non conosce nessun cristiano anche se, per una certa cultura personale e grazie ai mass-media, sa vagamente cosa dicono i cristiani; ha anche sentito parlare del cristianesimo nelle lezioni di storia e filosofia al liceo. Ma non sa molto (inoltre i cristiani vengono spesso presi in giro ed esistono numerose barzellette su di loro). Un giorno il buon Caio fa conoscenza con una bella cristiana, fanno amicizia e lei gli parla diffusamente della propria fede, chiedendogli infine se non vorrebbe venire a Messa con lei una volta nella cappelletta allestita in un appartamento in condominio popolare. Caio ci va. Dopo diverso tempo l'amica gli chiede se non vorrebbe, magari, avvicinarsi al cristianesimo. Caio risponde "Assolutamente no" perché quelle dottrine sono stranissime per lui, assai lontane dai valori tradizionali in cui è cresciuto lui, i suoi antenati e tutte le persone che conosce. Inoltre si sentirebbe straniero nel suo Stato a maggioranza pagana e dalla cultura profondamente pagana, lontano dall'arte che lo circonda, dalla letteratura che ha sempre frequentato e dalla sua intera filosofia di vita; i cristiani gli fanno anche un po' paura, così pochi, raccolti in chiesette piccolissime o in appartamenti e garage messi a disposizione dai Comuni in quartieri spessi pericolosi. "Ai miei occhi" dice Caio in tutta sincerità "il cristianesimo è stranissimo, non riesco a capirlo, anzi: non ho proprio nemmeno i mezzi per capirlo. Ma rispetto tutte le culture e rispetto anche la tua!".

    Caio ha colpevolmente rifiutato la salvezza?
    Caio non ha riconosciuto il Cristo. Neanche la Maddalena l'ha riconosciuto lì per lì, se Lui non l'avesse chiamata per nome, lei non se ne sarebbe mai accorta.
    Secondo me (ma pure io tanto normale non sono) se Caio ha incontrato questa donna che l'ha condotto verso la Fede Cristiana, è destinato al Cristo e se si nega, si nega per paura ... appunto. Non ha il rifiuto, non odia il Cristianesimo, è solo diffidente.

    Il Signore conosce i cuori e sa bene che da uno strumento rotto a volte si traggono melodie che nemmeno ce lo sognamo. Del resto, Pietro all'inizio non ne voleva sapere di lasciare la sua barchetta per seguire Gesù. Paolo i Cristiani se li mangiava arrosto.
    _____________ Niente è più importante di Dio! _____________

  10. #9
    Veterano di CR L'avatar di Brocabruno
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    Di contro: che dire di quei cristiani che sono tali non perché riconoscono la verità, ma per non deludere la famiglia, per non essere emarginati dalla società, perché il re si è convertito...? Ché credo che la percentuale non sia piccola?
    Inoltre: com'è possibile che una scelta sia libera? Avendo sempre un rapporto nella comunicazione siamo anche sempre influenzati di più o di meno. Dunque, in che misura si può accettare?

  11. #10
    CierRino L'avatar di nofear
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    No, Caio ha sentito il peso schiacciante del contesto sociale in cui vive e ha paura di fare qualcosa che, probabilmente, lo renderebbe straniero a casa sua con tutto ciò che ne deriva in termini di marginalizzazione. Se lo Stato in cui vive non garantisce la libertà religiosa e le minoranze sono poco tollerate o attivamente perseguitate, la rinuncia ad abbracciare la fede cristiana non è imputabile al rifiuto libero e consapevole della salvezza.

    Provo a vederla al contrario...
    Metti caso che l'europa venga semi ditrutta da una guerra e noi fossimo costretti ad emigrare, come profughi, in Arabia Saudita.
    Sarebbe lecito per me convertirmi all'Islam (pur tenendo segretamente nel cuore la fede Cristiana), per non subire la discriminazione e l'umiliazione degli abitanti del posto?
    STAT CRUX DUM VOLVITUR ORBIS

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