Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Responsabilità nel non riconoscere Cristo

  1. #21
    CierRino L'avatar di pongo
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    Questa visione della fede cattolica è evidentemente vittima di un pregiudizio. Chissà quanti di questi contestatori hanno veramente approfondito, con una solida catechesi e lo studio, i santi dogmi che la Chiesa nei secoli ha posto come pilastri della sua dottrina. Proprio oggi, alla vigilia del Natale, quanti, tra gli stessi credenti, sapranno contemplare il mistero dell’Incarnazione con uno sguardo soprannaturale?

    L’opzione cristiana non è una fra le altre, ma corrisponde alla volontà di Dio di scegliere nel mondo alcuni testimoni della sua salvezza, incaricandoli di portare a tutti i popoli il suo Vangelo. Se Caio non ha accettato le verità della fede la colpa può anche essere dei cattivi evangelizzatori, incapaci di mostrare il volto di una Chiesa che è madre e non matrigna.

    Ma non è neppure da escludere l'azione di satana o di un atto di volontà che spinge ad impugnare la verità conosciuta. In questo caso Caio, che ha le capacità per accogliere la fede cattolica, non la abbraccia in nome della sua libertà. Ma "non c'è vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. La scelta della disobbedienza e del male è un abuso della libertà e conduce alla schiavitù del peccato" (CCC 1733).
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  2. #22
    Veterano di CR L'avatar di aldo12
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    Citazione Originariamente Scritto da BlaisePascal Visualizza Messaggio
    E se invece Caio non diventasse cristiano semplicemente perche' non riesce a credere alla favola del "peccato originale" (di cui Gesu' mai ha parlato), ne' riesce a credere all' "ultima cena", all' "eucarestia", alla "verginita' di Maria", nei termini in cui ne parla la Chiesa Cattolica, cioe' se non diventasse cristiano semplicemente perche' non disposto a portare a quell'inutile fardello - come e' stato detto - imposto dalla Chiesa cattolica ai suoi fedeli?

    L'essenziale del messaggio di Cristo e' l'amore per il prossimo; io credo fermamente in questo... ma la Chiesa cattolica mi impone di credere in un'infinita' di altre cose che sono francamente del tutto prive di senso...
    Gesù non ha nemmeno mai negato il peccato originale o rinnegato la "Bibbia".. E' venuto a completare ed a salvare.

    Amare il prossimo è importantissimo ma Cristo desidera essere riconosciuto.



    Buon Natale e buona Vigilia a tutti.

  3. #23
    Partecipante a CR L'avatar di Brocabruno
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    Citazione Originariamente Scritto da pongo Visualizza Messaggio
    Questa visione della fede cattolica è evidentemente vittima di un pregiudizio. Chissà quanti di questi contestatori hanno veramente approfondito, con una solida catechesi e lo studio, i santi dogmi che la Chiesa nei secoli ha posto come pilastri della sua dottrina.
    Ma: quanti sono in grado di insegnare bene ciò? Addirittura, quanti cristiani sono anche solo a conoscenza dell'esistenza di tali studi? Il catechismo fino alla cresima di per sé non basta (ché di solito non ci si capisce niente più di qualche frase di base superficiale), ma dopo la cresima sono già pochi quelli che se la sentono di continuare nella loro fede...

    Citazione Originariamente Scritto da aldo12 Visualizza Messaggio
    Gesù non ha nemmeno mai negato il peccato originale o rinnegato la "Bibbia".. E' venuto a completare ed a salvare.
    Che io sappia, di peccato originale non si parla neanche prima di Cristo. Quando gli uomini più antichi leggevano l'inizio della genesi, probabilmente capivano che era un modo di spiegare l'esistenza del male, ma finita lì, e lo scontro tra la donna e il serpente era preso come un mito per spiegare un comportamento naturale un po' come fa Ovidio con le piante, ragni e quant'altro. Solo dopo di Cristo si concepisce il peccato originale nel tentativo di comprendere la sua morte. Vi è un peccato originale perché vi è il male, perché tuttora gli uomini peccano e si ribellano a Dio, ma la sua esatta natura e tutte le sue implicazioni sono ancora da comprendere.

  4. Il seguente utente ringrazia Brocabruno per questo messaggio:

    Aleksej (24-12-2017)

  5. #24
    CierRino L'avatar di pongo
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    Citazione Originariamente Scritto da Brocabruno Visualizza Messaggio
    Ma: quanti sono in grado di insegnare bene ciò? Addirittura, quanti cristiani sono anche solo a conoscenza dell'esistenza di tali studi? Il catechismo fino alla cresima di per sé non basta (ché di solito non ci si capisce niente più di qualche frase di base superficiale), ma dopo la cresima sono già pochi quelli che se la sentono di continuare nella loro fede...
    Prima di insegnare bisogna essere istruiti e la fonte principale, oltre alla catechesi post-battesimale e lo studio personale, è la vita liturgica e sacramentale. Qui lo Spirito Santo ammaestra direttamente i testimoni del Risorto. E basterebbe prestare l’orecchio e il cuore a ciò che preghiamo nella santa Messa. Tra poche ore, per esempio: «O Dio, che ci hai convocato a celebrare nella gioia la nascita del Redentore, fa’ che testimoniamo nella vita l’annunzio della salvezza, per giungere alla gloria del cielo» (Messa della Notte di Natale, preghiera dopo la comunione).

    Testimoniare con la vita è compito dell’ignorante e del dotto ed è un obbligo per chi è stato consacrato con l’unzione crismale. Se solo chiedessimo a nostro Padre, con più insistenza, la grazia di essergli fedeli per portare a lui tutte le anime! «Salvatore del mondo, che hai mostrato la fedeltà di Dio alle sue promesse, donaci di custodire con lealtà gli impegni del Battesimo» (Lodi di Natale, invocazione). Con questo slancio, che solo la preghiera può garantire, anche gli uomini più tiepidi e insipidi sarebbero attratti dalla bellezza di essere liberi in Cristo e figli amati nella sua Chiesa santa e cattolica.
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  6. #25
    CierRino di platino L'avatar di maurum
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    Citazione Originariamente Scritto da pongo Visualizza Messaggio
    Prima di insegnare bisogna essere istruiti e la fonte principale, oltre alla catechesi post-battesimale e lo studio personale, è la vita liturgica e sacramentale. Qui lo Spirito Santo ammaestra direttamente i testimoni del Risorto. E basterebbe prestare l’orecchio e il cuore a ciò che preghiamo nella santa Messa. Tra poche ore, per esempio: «O Dio, che ci hai convocato a celebrare nella gioia la nascita del Redentore, fa’ che testimoniamo nella vita l’annunzio della salvezza, per giungere alla gloria del cielo» (Messa della Notte di Natale, preghiera dopo la comunione).

    Testimoniare con la vita è compito dell’ignorante e del dotto ed è un obbligo per chi è stato consacrato con l’unzione crismale. Se solo chiedessimo a nostro Padre, con più insistenza, la grazia di essergli fedeli per portare a lui tutte le anime! «Salvatore del mondo, che hai mostrato la fedeltà di Dio alle sue promesse, donaci di custodire con lealtà gli impegni del Battesimo» (Lodi di Natale, invocazione). Con questo slancio, che solo la preghiera può garantire, anche gli uomini più tiepidi e insipidi sarebbero attratti dalla bellezza di essere liberi in Cristo e figli amati nella sua Chiesa santa e cattolica.


    Lo Spirito Santo, o il grande sconosciuto come ha detto anche Papa Francesco, è il vero Maestro che guida e fa comprendere la Verità. Propongo questa interessante meditazione di sant'Agostino perchè risponde anche alle domande di Brocabruno. Chi insegna? Lo Spirito Santo.


    Voi non avete necessità che qualcuno vi istruisca, perché la sua unzione vi istruisce su tutto (1 Gv 2, 27). O fratelli, che cosa facciamo, quando vi diamo questi insegnamenti? Se è la sua unzione che vi istruisce su tutto, il nostro è come un lavoro inutile. Perché tanta insistenza nell'istruirvi? Non è meglio affidarvi alla sua unzione, cosicché sia essa ad istruirvi? E' una domanda che pongo a me ed all'apostolo Giovanni. Si degni l'Apostolo ascoltare questo fanciullo che gli rivolge delle domande. Io domando dunque a Giovanni: Coloro ai quali tu rivolgevi queste parole avevano già l'unzione? A loro dicesti infatti: la sua unzione vi insegnerà tutto. Perché allora hai scritto ad essi questa lettera? Perché istruirli? perché ammaestrarli? perché edificarli? C'è qui un grande mistero sul quale occorre riflettere, o fratelli. Il suono delle nostre parole percuote le orecchie, ma il vero maestro sta dentro. Non crediate di poter apprendere qualcosa da un uomo. Noi possiamo esortare con lo strepito della voce ma se dentro non v'è chi insegna, inutile diviene il nostro strepito.



    Ne volete una prova, o miei fratelli? Ebbene, non è forse vero che tutti avete udito questa mia predica? Quanti saranno quelli che usciranno di qui senza aver nulla appreso? Per quel che mi compete, io ho parlato a tutti; ma coloro dentro i quali non parla quell'unzione, quelli che lo Spirito non istruisce internamente, se ne vanno via senza aver nulla appreso. L'ammaestramento esterno è soltanto un ammonimento, un aiuto. Colui che ammaestra i cuori ha la sua cattedra in cielo.



    Egli perciò dice nel Vangelo: Non vogliate farvi chiamare maestri sulla terra: uno solo è il vostro maestro: Cristo (Mt 23, 8-9). Sia lui dunque a parlare dentro di voi, perché lì non può esservi alcun maestro umano. Se qualcuno può mettersi al tuo fianco, nessuno può stare nel tuo cuore. Nessuno dunque vi stia; Cristo invece rimanga nel tuo cuore; vi resti la sua unzione, perché il tuo cuore assetato non rimanga solo e manchi delle sorgenti necessarie ad irrigarlo. E' dunque interiore il maestro che veramente istruisce; è Cristo, è la sua ispirazione ad istruire.


    Quando non vi possiede né la sua ispirazione né la sua unzione, le parole esterne fanno soltanto un inutile strepito. Le parole che noi facciamo risuonare di fuori, o fratelli, sono come un agricoltore rispetto ad un albero. L'agricoltore lavora l'albero dall'esterno: vi porta l'acqua, lo cura con attenzione; ma qualunque sia lo strumento esterno che egli usa, potrà mai dare forma ai frutti dell'albero? E' lui che riveste i rami nudi dell'ombra delle foglie? Potrà forse compiere qualcosa di simile nell'interno dell'albero? Chi invece agisce nell'interno? Udite l'Apostolo che si paragona ad un giardiniere e considerate che cosa siamo, onde possiate ascoltare il maestro interiore: Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma Dio procura la crescita. Né colui che pianta né colui che irriga conta qualcosa, ma colui che procura la crescita, Iddio (1 Cor 3, 6-7). Ecco ciò che vi diciamo: noi quando piantiamo ed irrighiamo istruendovi con la nostra parola, non siamo niente; è Dio che procura la crescita, è la sua unzione che di tutto vi istruisce. augustinus.




  7. #26
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    Ignorantia excusat?

    Citazione Originariamente Scritto da Alexander Severus Visualizza Messaggio
    Quindi, per quanto riguarda il riconoscimento della fonte della salvezza, e la stessa salvezza finale, ignorantia excusat?
    Perché no? L'ignoranza di un bambino di 2 anni, che muore innocente senza aver potuto conoscere Cristo, certamente scusa.

    Ricordo che l'ignoranza è uno stato oggettivo, ma i motivi dell'ignoranza possono nascondere una colpa personale. Non hai voluto informarti pur giudicando che dovevi farlo? Allora l'ignoranza è frutto di una colpa. Non sei riuscito a informarti, pur avendo tentato in tutti i modi? Direi che in questo secondo caso hai fatto ciò che era in tuo potere. E via dicendo con tutte le gradazioni intermedie.

    Ovviamente esiste un terzo caso, forse il più grave: sapevi (quindi non c'è ignoranza) ma hai rifiutato di credere.

  8. #27
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    Tuttavia qual è lo scopo?

    Tuttavia mi sfugge lo scopo di questa discussione.

    * Vogliamo sapere se altre persone sono colpevoli o meno?
    Credo che il compito del cristiano sia di testimoniare la propria fede, di insegnare (secondo i ruoli e le situazioni), di consigliare - non di giudicare le colpe altrui.

    * Vogliamo capire come impostare il dialogo ecumenico con i non credenti?
    Allora il discorso, secondo me, non va posto sul piano della "colpevolezza" o "non colpevolezza", ma sul piano della "carità" e della "ricerca della verità".

    * Vogliamo infine metterci in pace la coscienza, dicendo che non serve evangelizzare, tanto i non credenti non hanno colpa?
    Qui la situazione è diversa. Tutti i cristiani sono chiamati a portare la fede, in una forma o nell'altra secondo la propria situazione di vita. Non è importante se gli altri saranno giudicati colpevoli o innocenti per la loro mancanza di fede; è importante che noi potremmo essere giudicati colpevoli per la nostra pigrizia o per le nostre false testimonianze.

  9. Il seguente utente ringrazia raffadalbo per questo messaggio:

    Aleksej (31-12-2017)

  10. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander Severus Visualizza Messaggio
    Caio è un normale impiegato in un Paese pagano con minoranze cristiane. Come tutti i suoi familiari, amici e conoscenti, Caio è pagano (anche se non particolarmente fervente, come molti nel suo Stato). Personalmente non conosce nessun cristiano anche se, per una certa cultura personale e grazie ai mass-media, sa vagamente cosa dicono i cristiani; ha anche sentito parlare del cristianesimo nelle lezioni di storia e filosofia al liceo. Ma non sa molto (inoltre i cristiani vengono spesso presi in giro ed esistono numerose barzellette su di loro). Un giorno il buon Caio fa conoscenza con una bella cristiana, fanno amicizia e lei gli parla diffusamente della propria fede, chiedendogli infine se non vorrebbe venire a Messa con lei una volta nella cappelletta allestita in un appartamento in condominio popolare. Caio ci va. Dopo diverso tempo l'amica gli chiede se non vorrebbe, magari, avvicinarsi al cristianesimo. Caio risponde "Assolutamente no" perché quelle dottrine sono stranissime per lui, assai lontane dai valori tradizionali in cui è cresciuto lui, i suoi antenati e tutte le persone che conosce. Inoltre si sentirebbe straniero nel suo Stato a maggioranza pagana e dalla cultura profondamente pagana, lontano dall'arte che lo circonda, dalla letteratura che ha sempre frequentato e dalla sua intera filosofia di vita; i cristiani gli fanno anche un po' paura, così pochi, raccolti in chiesette piccolissime o in appartamenti e garage messi a disposizione dai Comuni in quartieri spessi pericolosi. "Ai miei occhi" dice Caio in tutta sincerità "il cristianesimo è stranissimo, non riesco a capirlo, anzi: non ho proprio nemmeno i mezzi per capirlo. Ma rispetto tutte le culture e rispetto anche la tua!".
    Caio ha colpevolmente rifiutato la salvezza?
    e se la colpa non fosse invece nel contenuto del messaggio?

  11. #29
    CierRino L'avatar di pongo
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    Citazione Originariamente Scritto da BlaisePascal Visualizza Messaggio
    e se la colpa non fosse invece nel contenuto del messaggio?
    Un ente non può contraddire se stesso. Dio non può volere «che tutti gli uomini arrivino alla salvezza e alla conoscenza della verità» (1Tm 2,4) e, contemporaneamente , volere che non vi arrivino. O la Parola di Dio e la testimonianza cristiana sono ingannevoli, oppure il problema è nella mancata comprensione del messaggio. Il contenuto della fede può mettere alla prova e anche in crisi, perché «la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore» ed è qui, nello spazio della coscienza, che l’uomo deve prendere la sua decisione: «Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto» (Eb 4,12-13).
    Ecce Agnus Dei! Ecce qui tollit peccata mundi!

  12. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da pongo Visualizza Messaggio
    Un ente non può contraddire se stesso. Dio non può volere «che tutti gli uomini arrivino alla salvezza e alla conoscenza della verità» (1Tm 2,4) e, contemporaneamente , volere che non vi arrivino. O la Parola di Dio e la testimonianza cristiana sono ingannevoli, oppure il problema è nella mancata comprensione del messaggio. Il contenuto della fede può mettere alla prova e anche in crisi, perché «la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore» ed è qui, nello spazio della coscienza, che l’uomo deve prendere la sua decisione: «Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto» (Eb 4,12-13).
    Intendevo riferirmi ai molti contenuti che la Chiesa nel corso del tempo (ma per certi aspetto già all'inizio) ha inserito nel messaggio evangelico

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