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Discussione: La suggestione dei Dervisci rotanti: l'ordine monastico dell'islam

  1. #1
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    La suggestione dei Dervisci rotanti: l'ordine monastico dell'islam









    Istanbul, la suggestione dei Dervisci rotanti


    FOTOGALLERIA La danza del Sama, il secolare rituale estatico dei Dervisci mevlevi, l'ordine monastico sufi fondato nel XIII secolo in Turchia

    fotografie e testo di Carlo Mogiani





    L’armonia del movimento e la comunione con il divino, l’estasi mistica e l’abbandono completo dell’ego al ritmo di una musica antica, mentre i corpi ruotano senza sosta seguendo un disegno immutato nei secoli: è la cerimonia del Sama
    , Semà o Semazen in Turchia, e a praticarla ancora oggi sono i Dervisci, gli asceti danzanti appartenenti all’ordine dei monaci Mevlevi.

    Un rituale che sembra una danza, ma è in realtà una delle espressioni più pure e affascinanti del Sufismo, la forma di ricerca mistica tipica del mondo islamico. E che dal 2008 è ufficialmente uno dei “Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriali dell’Umanità” dell’Unesco.

    Jalal ad-din Rumi (1207- 1273), massimo poeta mistico della letteratura persiana, è considerato l'ispiratore della confraternita dei Dervisci mevlevi, fondata alla sua morte dagli allievi che ne seguivano l'insegnamento. Le sue opere hanno profondamente influenzato il mondo islamico e attraversato i confini dell’antica Persia per raggiungere la Grecia, la Turchia e l’Iran. Nei suoi insegnamenti musica, poesia e valori estetici sono la chiave per raggiungere il divino. L'ordine Mevlevi si affermò durante l'impero ottomano seguendone l'espansione, ma radicandosi soprattutto a Istanbul.

    Le prime foto di questo serivizio sono state scattate nella sala principale del Galata Mevlevi Museum, un luogo antico, eretto nel 1491 e restaurato più volte nel corso dei secoli. Attorno all’edificio negli ultimi decenni si è sviluppato un quartiere interamente votato alla musica, fra le cui strette vie si alternano negozi di chitarre elettriche, botteghe di artigiani che realizzano strumenti tradizionali e gallerie d’arte. Ed è qui, in occasione del 744esimo anniversario del “ricongiungimento” con Dio del fondatore dell’ordine, che ho avuto la fortuna di fotografare i Dervisci e la loro incredibile danza.

    Nella foto
    : la Sama o Sema (traducibile in “ascolto”), inizia con una breve e solenne lettura del Corano. La preghiera lascia poi il posto alla musica, nel caso della cerimonia cui abbiamo assistito alle note del compositore turco del 17esimo secolo Buhurizade Mustafa Efendi, meglio conosciuto in patria come Itri.




    Seguendo il suono di un flauto, i dervisci iniziano la loro danza lentamente, con le braccia incrociate sul petto che schiudono dolcemente, come i petali di un fiore che sboccia. Mentre girano su stessi, il palmo della mano destra è rivolto verso l’alto e il sinistro verso il basso. “Riceviamo da Dio e diamo alla gente”.







    Il cerchio in cui si svolge la danza è denominato Semahane, ed è diviso in due zone da una linea netta. Questa linea è chiamata “hatt-i-istiva”, “la via più breve verso la Verità e l’Unità”. La metà alla destra della linearappresenta il mondo materiale, l’altra metà, la sinistra, il mondo invisibile.




    Un pubblico attento e composto assiste alla cerimonia







    Nel finale della cerimonia, della durata di circa due ore, i monaci indossano nuovamente il mantello e seguono la preghiera guidata dallo shaik, poi escono dalla sala in silenzio.


    fonte



    Chi sono i dervisci? VEDI QUI





  2. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Dan87 (11-01-2018), nofear (31-12-2017)

  3. #2
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    DICHIARAZIONE

    "DOMINUS IESUS"

    CIRCA L'UNICITÀ E L'UNIVERSALITÀ SALVIFICA
    DI GESÙ CRISTO E DELLA CHIESA

    22. Con la venuta di Gesù Cristo salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da Lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l'umanità (cf. At 17,30-31). Questa verità di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto, ma nel contempo esclude radicalmente quella mentalità indifferentista « improntata a un relativismo religioso che porta a ritenere che “una religione vale l'altra” ». Se è vero che i seguaci delle altre religioni possono ricevere la grazia divina, è pure certo che oggettivamente si trovano in una situazione gravemente deficitaria se paragonata a quella di coloro che, nella Chiesa, hanno la pienezza dei mezzi salvifici. Tuttavia occorre ricordare « a tutti i figli della Chiesa che la loro particolare condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati ». Si comprende quindi che, seguendo il mandato del Signore (cf. Mt 28,19-20) e come esigenza dell'amore a tutti gli uomini, la Chiesa « annuncia, ed è tenuta ad annunciare, incessantemente Cristo che è “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6), in cui gli uomini trovano la pienezza della vita religiosa e nel quale Dio ha riconciliato a sé tutte le cose »

  4. Il seguente utente ringrazia evergreen per questo messaggio:

    teophilius (29-12-2017)

  5. #3
    CierRino L'avatar di nofear
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    Purtroppo il sufismo e di conseguenza i dervisci sono ostacolati e odiati all'interno dell'islam stesso, quando ne sono invece, a mio parere, il nocciolo mistico.
    STAT CRUX DUM VOLVITUR ORBIS

  6. #4
    Iscritto L'avatar di Dan87
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