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Discussione: La Via Crucis guidata dal Santo Padre al Colosseo nella sera del Venerdì Santo

  1. #81
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    Solitamente il nome di chi prepara le meditazioni per la Via Crucis viene comunicato durante la Quaresima, come si evince dai messaggi precedenti.
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    FrancescoPontifex (03-01-2018)

  3. #82
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    Solitamente il nome di chi prepara le meditazioni per la Via Crucis viene comunicato durante la Quaresima, come si evince dai messaggi precedenti.
    Esatto. Il Papa probabilmente lo sceglie già da molto prima, oppure al momento che viene comunicato?

  4. #83
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    Esatto. Il Papa probabilmente lo sceglie già da molto prima, oppure al momento che viene comunicato?
    Questo non si può sapere con esattezza. Presumo però che il diretto interessato venga informato con un certo anticipo, per consentirgli di preparare con calma le meditazioni.
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  5. Il seguente utente ringrazia Vox Populi per questo messaggio:

    FrancescoPontifex (03-01-2018)

  6. #84
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    Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa, Greg Burke, 08.03.2018


    Il Santo Padre Francesco ha affidato quest’anno la preparazione dei testi per la Via Crucis del Venerdì Santo a un gruppo di giovani, coordinato dal prof. Andrea Monda, laureato in Giurisprudenza e Scienze Religiose, scrittore e saggista.

    I giovani sono studenti di un liceo classico romano, dove il prof. Monda insegna religione.

    [00381-IT.01]

    [B0179-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  7. #85
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  8. #86
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    Via Crucis al Colosseo: giovani autori e portatori della croce
    Dalle 21.15, nel rito in mondovisione presieduto da Papa Francesco, porteranno la croce i 15 studenti che hanno scritto le meditazioni, il loro docente di religione con moglie e figlio, il direttore di Caritas Siria con la famiglia, tre religiosi iracheni, una bimba disabile, un barelliere e due sorelle dell’Unitalsi e due francescani di Terra Santa

    Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

    Una via Crucis fatta dai giovani, nell’anno del Sinodo dei vescovi “sui” giovani e “dei” giovani. Sarà il rito che vivremo questa sera, dalle 21.15 al Colosseo, in mondovisione, presieduto da Papa Francesco, accompagnati dalle meditazioni di 15 studenti tra i 16 e i 27 anni, coordinati da Andrea Monda, giornalista e scrittore, il loro professore di religione.
    I giovani allievi o ex allievi del liceo classico romano Pilo Albertelli, oltre a immaginarsi testimoni oculari nella Gerusalemme di oltre duemila anni fa e a raccontare il loro incontro personale col Cristo del Calvario, porteranno la croce a coppie in sette stazioni della Via Crucis. Nella dodicesima vedremo crucifero il professor Monda, con la moglie Elvira e il figlio Dante, che ha scritto la meditazione della stazione.

    Giovani che meditano e portano la croce
    In alcuni altri casi, i giovani studenti che porteranno la croce in una stazione sono gli stessi che hanno scritto la meditazione. Accadrà a Maria Tagliaferri e Margherita di Marco, che insieme hanno riflettuto sulla seconda stazione “Gesù è caricato della croce”. Ma anche a Caterina Benincasa nella terza stazione e a Chiara Mancini nella quinta.
    Dopo aver “visto” la scena della Via Crucis leggendo i testi della Passione di Cristo secondo i quattro Vangeli, racconta Andrea Monda nell’introduzione del libretto del rito, curato dall’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Papa, i giovani studenti hanno “incontrato” e poi “pregato” Gesù. “Quando si è giovani ogni giorno si ha l’occasione di incontrare qualcuno, e ogni incontro è nuovo, sorprendente” aggiunge Monda.

    Il professore di religione: hanno visto, incontrato e pregato
    Vedere e incontrare spinge, infine, a pregare, “perché la vista e l’incontro generano la misericordia, anche in un mondo che sembra sprovvisto di pietà”. Se seguiamo Gesù con il cuore, si legge ancora nell’introduzione, anche attraverso la Croce, “allora possono rinascere il coraggio e la fiducia” e sperimenteremo “la grazia del pregare, non più da soli, ma insieme”.

    Le meditazioni del 2013, curate dai giovani libanesi
    E’ la seconda volta che un gruppo di giovani viene scelto per scrivere le meditazioni della Via Crucis al Colosseo, tradizione avviata nel 1970 dal beato Paolo VI. Per il rito del 2013 Benedetto XVI chiama un gruppo di giovani libanesi, guidati dal cardinale Bechara Boutros Rai, patriarca di Antiochia dei maroniti. Poi a febbraio si dimette e quella Via Crucis diventa la prima guidata da Papa Francesco.

    Tra i cruciferi, anche una bimba disabile dell’Unitalsi
    Il primo a portare la croce, nella stazione dedicata alla condanna a morte di Gesù, sarà l’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che la abbraccerà anche nell’ultima e la consegnerà a Papa Francesco. Nella quarta, “Gesù incontra sua madre”, i cruciferi saranno una bambina disabile, un barelliere e due sorelle dell’Unitalsi, mentre nella settima il direttore di Caritas Siria, Riad Sargi, la moglie Rubia e i loro tre figli.

    La famiglia siriana e i religiosi iracheni
    Per la decima stazione sono stati scelti come portatori della croce tre religiosi iracheni: padre José, dei Trinitari, con suor Leya e suor Genevieve, domenicane di Santa Caterina da Siena. Mentre per la tredicesima, “Gesù è deposto dalla croce”, frate Antonio e frate Elivano, francescani di Terra Santa. A portare le torce nell’anfiteatro romano, saranno quattro giovani: Karim, Christian, Roberto e Monica.
    Le illustrazioni del libretto della Via Crucis, che verrà distribuito ala Colosseo per seguire il rito, sono tratte dalla Via Crucis che Ivan Klimochko, artista ucraino, ha realizzato nel 2013 nella cappella della nunziatura apostolica di Cuba.


    fonte: Vatican News
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  9. #87
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    Via Crucis al Colosseo presieduta dal Santo Padre Francesco, 30.03.2018


    Alle ore 21.15 di questa sera, il Santo Padre Francesco ha presieduto al Colosseo il pio esercizio della “Via Crucis”, trasmesso in mondovisione.

    I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte per quest’anno per le stazioni della Via Crucis sono stati preparati da un gruppo di giovani studenti di un liceo classico romano, coordinato dal prof. Andrea Monda.

    Riportiamo di seguito la preghiera composta dal Santo Padre, che Egli ha recitato al termine della Via Crucis, e l’elenco delle persone che hanno portato la croce lungo le 14 stazioni, tra i quali c’erano i giovani autori dei testi:

    Preghiera del Santo Padre

    Signore Gesù, il nostro sguardo è rivolto a te, pieno di vergogna, di pentimento e di speranza.

    Dinanzi al tuo supremo amore ci pervada la vergogna per averti lasciato solo a soffrire per i nostri peccati:

    la vergogna per essere scappati dinanzi alla prova pur avendoti detto migliaia di volte: “anche se tutti ti lasciano, io non ti lascerò mai”;

    la vergogna di aver scelto Barabba e non te, il potere e non te, l’apparenza e non te, il dio denaro e non te, la mondanità e non l’eternità;

    la vergogna per averti tentato con la bocca e con il cuore, ogni volta che ci siamo trovati davanti a una prova, dicendoti: “se tu sei il messia, salvati e noi crederemo!”;

    la vergogna perché tante persone, e perfino alcuni tuoi ministri, si sono lasciati ingannare dall’ambizione e dalla vana gloria perdendo la loro degnità e il loro primo amore;

    la vergogna perché le nostre generazioni stanno lasciando ai giovani un mondo fratturato dalle divisioni e dalle guerre; un mondo divorato dall’egoismo ove i giovani, i piccoli, i malati, gli anziani sono emarginati;

    la vergogna di aver perso la vergogna;

    Signore Gesù, dacci sempre la grazia della santa vergogna!

    Il nostro sguardo è pieno anche di un pentimento che dinanzi al tuo silenzio eloquente supplica la tua misericordia:

    il pentimento che germoglia dalla certezza che solo tu puoi salvarci dal male, solo tu puoi guarirci dalla nostra lebbra di odio, di egoismo, di superbia, di avidità, di vendetta, di cupidigia, di idolatria, solo tu puoi riabbracciarci ridonandoci la dignità filiale e gioire per il nostro rientro a casa, alla vita;

    il pentimento che sboccia dal sentire la nostra piccolezza, il nostro nulla, la nostra vanità e che si lascia accarezzare dal tuo invito soave e potente alla conversione;

    il pentimento di Davide che dall’abisso della sua miseria ritrova in te la sua unica forza;

    il pentimento che nasce dalla nostra vergogna, che nasce dalla certezza che il nostro cuore resterà sempre inquieto finché non trovi te e in te la sua unica fonte di pienezza e di quiete;

    il pentimento di Pietro che incontrando il tuo sguardo pianse amaramente per averti negato dinanzi agli uomini.

    Signore Gesù, dacci sempre la grazia del santo pentimento!

    Dinanzi alla tua suprema maestà si accende, nella tenebrosità della nostra disperazione, la scintilla della speranza perché sappiamo che la tua unica misura di amarci è quella di amarci senza misura;

    la speranza perché il tuo messaggio continua a ispirare, ancora oggi, tante persone e popoli a che solo il bene può sconfiggere il male e la cattiveria, solo il perdono può abbattere il rancore e la vendetta, solo l’abbraccio fraterno può disperdere l’ostilità e la paura dell’altro;

    la speranza perché il tuo sacrificio continua, ancora oggi, a emanare il profumo dell’amore divino che accarezza i cuori di tanti giovani che continuano a consacrarti le loro vite divenendo esempi vivi di carità e di gratuità in questo nostro mondo divorato dalla logica del profitto e del facile guadagno;

    la speranza perché tanti missionari e missionarie continuano, ancora oggi, a sfidare l’addormentata coscienza dell’umanità rischiando la vita per servire te nei poveri, negli scartati, negli immigrati, negli invisibili, negli sfruttati, negli affamati e nei carcerati;

    la speranza perché la tua Chiesa, santa e fatta da peccatori, continua, ancora oggi, nonostante tutti i tentativi di screditarla, a essere una luce che illumina, incoraggia, solleva e testimonia il tuo amore illimitato per l’umanità, un modello di altruismo, un’arca di salvezza e una fonte di certezza e di verità;

    la speranza perché dalla tua croce, frutto dell’avidità e codardia di tanti dottori della Legge e ipocriti, è scaturita la Risurrezione trasformando le tenebre della tomba nel fulgore dell’alba della Domenica senza tramonto, insegnandoci che il tuo amore è la nostra speranza.

    Signore Gesù, dacci sempre la grazia della santa speranza!

    Aiutaci, Figlio dell’uomo, a spogliarci dall’arroganza del ladrone posto alla tua sinistra e dei miopi e dei corrotti, che hanno visto in te un’opportunità da sfruttare, un condannato da criticare, uno sconfitto da deridere, un’altra occasione per addossare sugli altri, e perfino su Dio, le proprie colpe.

    Ti chiediamo invece, Figlio di Dio, di immedesimarci col buon ladrone che ti ha guardato con occhi pieni di vergogna, di pentimento e di speranza; che, con gli occhi della fede, ha visto nella tua apparente sconfitta la divina vittoria e così si è inginocchiato dinanzi alla tua misericordia e con onestà ha derubato il paradiso! Amen!

    [00514-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    Elenco delle persone che portano la croce lungo le 14 stazioni

    I e XIV stazione
    S. Ecc.za Rev.ma Mons. Angelo De Donatis

    II stazione Maria Tagliaferri e Margherita Di Marco

    III stazione Caterina Benincasa e Agnese Brunetti

    IV stazione U.N.I.T.A.L.S.I.
    Tufano Aniello (barelliere);
    Laudicino Maria (sorella assistenza);
    Ardovini Francesca (sorella assistenza); Perinelli Alicia (disabile)


    V stazione Chiara Mancini e Cecilia Nardini

    VI stazione Francesco Porceddu e Sofia Russo

    VII stazione Famiglia della Siria: Riad Sargi e Rouba Farah con i tre figli

    VIII stazione Chiara Bartolucci e Greta Giglio

    IX stazione Valerio De Felice e Greta Sandri

    X stazione P. José Narlaly dei Padre Trinitari
    Sr. Alkhayat Leya e Sr. Hikma E. Hanna
    Suore Domenicane di S. Caterina da Siena (irachene)


    XI stazione Flavia De Angelis e Marta Croppo
    XII stazione Famiglia Monda

    XIII stazione Frati di Terra Santa:
    Fr. Antonio D’Aniello e Fr. Elivano Luiz da Silva

    Giovani per le torce: Karim Dimashki e Christian Ciaralli; Roberto Raponi e Monica Geraldi
    (Diocesi di Roma e Associazione SS. Pietro e Paolo)

    [00515-IT.01]

    [B0238-XX.02]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

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