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Discussione: Le Sagrestie vaticane

  1. #501
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    Mi viene spontaneo chiedermi perché nella lontana Taiwan si riescano a organizzare eventi del genere mentre non dico in Italia ma neppure nella stessa Città del Vaticano non si riesca a fare lo stesso, esponendo almento temporaneamente tesori normalmente inaccessibili al pubblico.
    Condivido pienamente. Perchè non creare una sezione dei Musei Vaticani, od un'esposizione a parte, per esporre i paramenti e gli oggetti liturgici usati dai Papi? Del resto, nelle liturgie papali sarà usato l'un per mille di tutta l'enormità e la ricchezza delle sacrestie vaticane. E mi riferisco non solo ai preziosi parati antichi, ma anche a quelli moderni dal Beato Paolo VI in poi, visto che nelle celebrazioni sono usati sempre gli stessi paramenti. Tanto vale fare un'esposizione, piuttosto che lasciare questi parati a marcire negli armadi.

  2. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    AlessandroBuffe (16-08-2016), Proculus Ianuarius (16-08-2016)

  3. #502
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    AlessandroBuffe (07-08-2017), gratis date (07-10-2018), Pikachu (04-08-2017), SanPietro (05-08-2017)

  5. #503
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    Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination

    Recentemente di passaggio a New York, ho avuto occasione di visitare la famosa, elogiata, o viceversa vituperata mostra Heavenly Bodies allestita presso il Metropolitan Museum: ossia la discussa esposizione inaugurata al MetGala da Rihanna con la mitra, i coristi della Sistina, il Card. Ravasi a braccetto con Anna Wintour, eccetera; che peraltro chiuderà dopodomani, 7 ottobre. Ho trovato diversi spunti interessanti per le nostre chiacchiere da sacrestia, e mi sembrava doveroso "far rapporto"!
    Il tutto si sviluppa in due diverse esposizioni: una divisa tra i Met Cloisters (sede distaccata del museo a nord-ovest di Manhattan) e la galleria principale al primo piano, con abiti ideati da stilisti contemporanei come Versace, Galliano e Yves Saint Laurent ed ispirati appunto all'"immaginazione cattolica" (profani, ad es. vestiti con vistose croci e Madonne, ma anche sacri, come un velo per una statua parigina della Vergine commissionato a Saint Laurent); la seconda collocata nell'Anna Wintour Costume Center, che - insieme ad una casula disegnata da Matisse - ospita diversi pezzi provenienti dalla sacrestia pontificia. Qui, oltre ad una talare, uno zucchetto ed un paio di scarpe rosse appartenute a Giovanni Paolo II, sono esposti diversi nostri... "vecchi amici": paramenti ed arredi papali a noi familiari perché visti tante volte in fotografia, e/o perché rispolverati da Benedetto XVI durante il suo pontificato. Ma ho trovato anche qualche "inedito". Vado con ordine:
    - anzitutto, pianeta, dalmatica e piviale di un parato - verosimilmente più numeroso - realizzato a metà dell'Ottocento per Pio IX, con decori floreali dorati e colorati e grandi raffigurazioni centrali (Immacolata, Via Crucis...). Fattura italiana, certamente non da schifare ma decisamente figurativa, quasi grossolana: vesti belle da vedere nelle teche, ma che non riutilizzerei nelle celebrazioni (ed infatti non le abbiamo mai riviste).
    - tre manti papali bianchi, realizzati per Gregorio XVI, Leone XIII e Benedetto XV. Assai elaborato nelle decorazioni il primo, quasi ridondante; più raffinato il secondo, ricamato con innumerevoli piccole stelle (che, pur non essendo comete, ho inteso come riferimento allo stemma ed al motto di Leone XIII, Lumen in coelo); semplicemente spettacolare il terzo, che è proprio il famoso manto che si vede indossato in tante foto da Pio XII e Giovanni XXIII (classificato come manto n. 2 negli elenchi di Papa Roncalli). Quest'ultimo è un vero e proprio capolavoro: oltre allo stolone, già visto spesso in fotografia, si fa apprezzare anche lo scudo posteriore, con la colomba dello Spirito Santo tra raggi di luce. E, giusto per tranquillizzarci, è rimasto un manto: non è mai stato accorciato (poi capirete questo mio appunto).
    - una casula - molto tendente alla pianeta borromea, direi - realizzata negli anni '20 per Pio XI, di fattura francese: carina, ma a sua volta molto "figurativa" (con tanto di ritratto del Pontefice, a colori, in mezzo allo stolone centrale). Non ricordo di averla mai vista in nessuna fotografia.
    - un pezzo decisamente familiare: la dalmatica n. 11 del nostro elenco, ossia una delle due famose "dalmatiche spaiate" recuperate da Mons. Marini a partire dalla Notte di Natale del 2007 e viste tante volte nel pontificato di Benedetto XVI. Risale agli anni di Pio IX: preziosa ed elaborata, risulta in ottime condizioni anche ad un esame ravvicinato (immagino sia stata ripulita e risistemata negli anni del suo utilizzo).
    - la scoperta: i più vecchi ed i più pazzi (categorie spesso coincidenti ) frequentatori della sezione Liturgie papali avranno il ricordo di un fantomatico "piviale di Benedetto XV" che avrebbe dovuto essere utilizzato per la benedizione Urbi et Orbi di Pasqua del 2008. Non avendolo mai visto, avevamo quindi pensato che non esistesse, oppure che si trattasse di uno sfregio criminale del (succitato) manto di Benedetto XV, tagliato grossolanamente come il manto bianco di Giovanni XXIII. Ebbene, invece un piviale di Benedetto XV esiste davvero, ed era parte di questa esposizione; eccone una fotografia tratta dal sito del Met:



    Stando alla didascalia, il paramento venne realizzato e donato a Benedetto XV nel 1918: ed è un piviale a tutti gli effetti, meraviglioso, forse addirittura un poco corto (a Benedetto XVI sarebbe andato bene, credo; al suo predecessore no). Molto ben conservato, forse anch'esso restaurato di recente (in vista di un riutilizzo poi mai avvenuto?), anche se ad uno sguardo ravvicinato si notano delle piccole macchie in un punto del tessuto bianco.
    - alcune bellissime croci pettorali utilizzate spesso da Benedetto XVI durante le celebrazioni liturgiche: 1, 2, 3, 4. Le prime due appartenevano a Giovanni Paolo II, che le ricevette in dono in occasione del Giubileo del 2000; la seconda, in particolare, contiene anche una reliquia di San Leone Magno. La terza venne donata a Pio XII da un Cardinale di Curia di cui non ricordo il nome, mentre la quarta venne realizzata e regalata a Paolo VI nel 1977 in occasione della canonizzazione di Rafaela Porras y Ayllón; notare che, mentre qui avevamo spesso ipotizzato la scomparsa chissà dove della quarta pietra (sembra ne manchi una, in basso), quella parte della croce contiene in realtà una piccola reliquia della Santa. Si tratta certamente del pezzo più prezioso tra i quattro, ed è davvero molto grande. Meravigliose anche le altre, che pure in tv o nelle fotografie tendono a sembrare assai più piccole e "sobrie" della realtà.
    - razionali da piviale: oltre a due grossi fermagli realizzati per Pio IX e Leone XIII, e mai visti in anni recenti, erano esposti i numeri 5, 8 e 9 del nostro elenco. Credo sia superfluo commentare il celebre razionale "delle pigne", che è a tutti gli effetti un capolavoro: certamente sembra abbastanza pesante, e questo spiega il suo sporadico utilizzo da parte di Benedetto XVI, specie negli ultimi anni. Realizzato per Leone XIII (nel centro campeggia la scritta LEO XIII), come pure il n. 9, donato al Pontefice in occasione del giubileo sacerdotale dall'arcidiocesi ambrosiana. Evidenti i segni di un accurato restauro effettuato una decina di anni fa; come le croci, anche i fermagli stupiscono per le loro dimensioni a distanza ravvicinata (soprattutto il n. 8, che sul piviale di Giovanni XXIII sembrava minuscolo ed invece è piuttosto massiccio).
    - tiare: quella, famosa, di Pio IX con cui fu incoronato Giovanni XXIII, più altri triregni donati sempre a Pio IX da diversi regnanti europei (la regina di Spagna, il Kaiser...). Meravigliose a guardarsi, sono evidentemente pesantissime e quasi impossibili da portare, direi, perlomeno in queste versioni barocche stracariche di gemme; diverso dovrebbe essere invece il discorso per quella di Paolo VI (che si trova a Washington), più leggera.
    - il calice, sempre donato a Leone XIII, utilizzato tante volte da Benedetto XVI per i pontificali in San Pietro (es. qui, foto 16/20).
    - mitre: anzitutto quella, celeberrima, donata a Pio XI da Mussolini. Molto interessante a distanza ravvicinata: enorme, oserei dire sproporzionata per teste normali, va certamente bene come cimelio da esposizione, ma sono lieto del fatto che non sia mai stata utilizzata; è semplicemente pacchiana, ben oltre quanto già traspare dalle fotografie. Vi sono poi la mitra di Leone XIII (questa; esposta insieme ad una stola bianca che Benedetto XVI indossò una sola volta, ricevendo il presidente colombiano Uribe in Vaticano), bellissima ed in ottime condizioni, che si potrebbe assolutamente riutilizzare; e quella inizialmente appartenuta al Card. Montini, poi utilizzata tante volte da Paolo VI, da Giovanni Paolo I (di cui ha ancora gli stemmi) nella Messa di insediamento e, da ultimo, da Benedetto XVI per la benedizione Urbi et Orbi di Natale del 2007 (mitra n. 30). Un manufatto meraviglioso: si vede che a Benedetto XVI cadeva larga, ma a parte questo dettaglio spero davvero di rivederla in uso prima o poi. Tra l'altro è stata restaurata molto bene: la fodera rossa delle infule è praticamente nuova.

    Tutti i pezzi sono esposti in modo perfetto, mai ammassati, e si possono ammirare con attenzione da tutti i lati; le didascalie sono interessanti, ma non sempre complete o veritiere. Ad esempio si scrive che il piviale di Benedetto XV è stato indossato da Benedetto XVI, mentre così non è; o si dice che Paolo VI indossò per la prima volta la sua mitra preziosa nella Divina Liturgia bizantina del 13 novembre 1964, nel deporre in Concilio la tiara, mentre in realtà quella mitra gli apparteneva già prima del pontificato. Comunque un percorso interessantissimo, che fa sorgere due riflessioni:
    - la prima: ma per quale motivo per contemplare questi tesori bisogna capitare in qualche museo in giro per il mondo (stavolta New York, due anni fa Taipei, e via dicendo), mentre non si ha mai possibilità di ammirarli in Vaticano? Si tratta, infatti, di pezzi che non sono normalmente esposti nel Museo del Tesoro della basilica vaticana. Capisco in parte il discorso per gli oggetti in uso (ma in parte, appunto: alcuni arredi liturgici esposti in museo a Milano vengono utilizzati in Duomo: li si toglie e poi li si rimette); ma certo non lo capisco pensando ai manti, che a mio avviso non rivedremo mai in uso, ma che meriterebbero di essere esposti stabilmente da qualche parte: sono belli, sono pregiati e sono spesso anche reliquie per contatto. Bisognerebbe ideare una sezione nei Musei Vaticani, come suggeriva Piusromanus tempo fa.
    - la seconda: quanto è assurdo vedere nuovamente confinati nelle teche oggetti che solo recentemente erano stati restaurati e riportati a nuova vita, nel culto divino per cui sono stati pensati e realizzati! Senza contare il grande incentivo che il regolare utilizzo apporta alla loro buona conservazione: grazie alle scelte di Mons. Marini e Benedetto XVI sono state rimesse a nuovo dalmatiche e pianete ottocentesche, sono stati ridorati dei preziosi razionali, sono state ripulite mitre che magari giacevano impolverate in qualche vetrina. Si tratta di un grande contributo artistico e culturale, oltre che liturgico: e vedere questi oggetti dal vivo fa capire ancora meglio quanto meritoria - anche laicamente! - sia stata quest'opera di "riscoperta", e quante opportunità si stiano invece perdendo in questi ultimi anni.
    Ultima modifica di Pikachu; 05-10-2018 alle 23:00


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    AlessandroBuffe (07-10-2018), Cavariese (07-10-2018), cisnusculum (06-10-2018), Gaudium et Spes (06-10-2018), Gerensis (06-10-2018), gratis date (07-10-2018), Laus Deo (06-10-2018), Lollo (06-10-2018), Mystica Viola (09-10-2018), Piusromanus (06-10-2018), Proculus Ianuarius (06-10-2018), S. Januarius (06-10-2018), Salvator mundi (11-10-2018), SantoSubito (06-10-2018), Vaticanista (06-10-2018), Venegonese (06-10-2018), Vox Populi (06-10-2018)

  7. #504
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    - una casula - molto tendente alla pianeta borromea, direi - realizzata negli anni '20 per Pio XI, di fattura francese: carina, ma a sua volta molto "figurativa" (con tanto di ritratto del Pontefice, a colori, in mezzo allo stolone centrale). Non ricordo di averla mai vista in nessuna fotografia.
    Ho un vaghissimo ricordo (e, proprio perché assai vago, potrei benissimo confondermi con qualcos'altro) di una foto di Papa Ratti con una pianeta borromea ad una Messa "bassa" in San Pietro, ma, non avendola salvata sul mio pc, non saprei proprio come recuperarla (ammesso, lo ripeto, che il ricordo corrisponda al vero )

    Ebbene, invece un piviale di Benedetto XV esiste davvero, ed era parte di questa esposizione; eccone una fotografia tratta dal sito del Met:
    https://www.metmuseum.org/-/media/im...D988C786952A4D
    Stando alla didascalia, il paramento venne realizzato e donato a Benedetto XV nel 1918: ed è un piviale a tutti gli effetti, meraviglioso, forse addirittura un poco corto (a Benedetto XVI sarebbe andato bene, credo; al suo predecessore no). Molto ben conservato, forse anch'esso restaurato di recente (in vista di un riutilizzo poi mai avvenuto?)
    Mi chiedo perché, dopo il mancato utilizzo a Pasqua 2008 (quell'anno venne giù il diluvio universale e quindi si decise di non salire alla Loggia e pertanto auguri e benedizione ebbero luogo in piazza, mantenendo i paramenti della Messa), non si sia pensato di impiegarlo in altre occasioni, ad esempio alternandolo con l'ex manto di Giovanni XXIII per il Te Deum di fine anno

    Le didascalie sono interessanti, ma non sempre complete o veritiere. Ad esempio si scrive che il piviale di Benedetto XV è stato indossato da Benedetto XVI, mentre così non è; o si dice che Paolo VI indossò per la prima volta la sua mitra preziosa nella Divina Liturgia bizantina del 13 novembre 1964, nel deporre in Concilio la tiara, mentre in realtà quella mitra gli apparteneva già prima del pontificato.
    Più volte in passato abbiamo notato inesattezze nelle didascalie relative a paramenti e arredi sacri custoditi nella Sacrestia Pontificia. Ad esempio il corredo da altare conosciuto come "del Cellini", spesso usato durante il pontificato di San Giovanni Paolo II ma una sola volta in quello di Benedetto XVI, a motivo della mancanza del settimo candeliere, in realtà è opera di Antonio Gentili da Faenza, il quale lo realizzò per il Cardinale Alessandro Farnese (ecco perché i candelabri sono sei e non sette), e anche la mitra pesante e pacchiana di Pio XI da te citata non venne donata al Pontefice da Mussolini, ma da altri soggetti, in occasione di una canonizzazione (ne avevamo parlato anni fa nel forum ma ora non riesco a ritrovare i messaggi). In occasione della celebrazione per l'inizio del Pontificato di Benedetto XVI qualcuno (forse Mons. Valenziano che, essendo all'epoca consultore dell'UCEPO, aveva tenuto un briefing alla vigilia della cerimonia) era riuscito a dire che la casula di Giovanni Paolo II utilizzata per l'occasione era stata "donata al defunto Pontefice ma mai usata", mentre esiste un'infinità di foto e video che ne testimoniano l'utilizzo...

    - la prima: ma per quale motivo per contemplare questi tesori bisogna capitare in qualche museo in giro per il mondo (stavolta New York, due anni fa Taipei, e via dicendo), mentre non si ha mai possibilità di ammirarli in Vaticano?
    (...)
    - la seconda: quanto è assurdo vedere nuovamente confinati nelle teche oggetti che solo recentemente erano stati restaurati e riportati a nuova vita, nel culto divino per cui sono stati pensati e realizzati! Senza contare il grande incentivo che il regolare utilizzo apporta alla loro buona conservazione:
    Concordo.
    Ultima modifica di Vox Populi; 06-10-2018 alle 14:53
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    gratis date (07-10-2018), Pikachu (06-10-2018), Piusromanus (06-10-2018), Proculus Ianuarius (06-10-2018)

  9. #505
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    in base a questi interessantissimi messaggi potremmo anche iniziare a scrivere la storia dei paramenti negli elenchi nei quali manca
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  10. #506
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    - una casula - molto tendente alla pianeta borromea, direi - realizzata negli anni '20 per Pio XI, di fattura francese: carina, ma a sua volta molto "figurativa" (con tanto di ritratto del Pontefice, a colori, in mezzo allo stolone centrale). Non ricordo di averla mai vista in nessuna fotografia.
    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Ho un vaghissimo ricordo (e, proprio perché assai vago, potrei benissimo confondermi con qualcos'altro) di una foto di Papa Ratti con una pianeta borromea ad una Messa "bassa" in San Pietro
    Ho ritrovato la foto:
    https://2.bp.blogspot.com/_A5W-t7cax.../17_PiusXI.jpg
    (Rorate Caeli)

    E' lei?

    In occasione della celebrazione per l'inizio del Pontificato di Benedetto XVI qualcuno (forse Mons. Valenziano che, essendo all'epoca consultore dell'UCEPO, aveva tenuto un briefing alla vigilia della cerimonia) era riuscito a dire che la casula di Giovanni Paolo II utilizzata per l'occasione era stata "donata al defunto Pontefice ma mai usata
    Mi correggo, non era Valenziano ma l'allora Abbadessa del Monastero di Rosano (link):
    «La mitria era quella che gli avevamo ricamato quando era ancora cardinale», racconta la Madre Abbadessa Stefania. «(...) La casula era invece una di quelle preparate per Giovanni Paolo II, da lui purtroppo mai indossata(...)».
    Oboedientia et Pax

  11. #507
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Ho ritrovato la foto:
    https://2.bp.blogspot.com/_A5W-t7cax.../17_PiusXI.jpg
    (Rorate Caeli)

    E' lei?



    Mi correggo, non era Valenziano ma l'allora Abbadessa del Monastero di Rosano (link):
    «La mitria era quella che gli avevamo ricamato quando era ancora cardinale», racconta la Madre Abbadessa Stefania. «(...) La casula era invece una di quelle preparate per Giovanni Paolo II, da lui purtroppo mai indossata(...)».
    Solo per pensare, ma magari non è che avevano preprarato un'altra casula per Benedetto XVI?
    Domine, munda cor meum. Volo sequi te usque ad crucem!

  12. #508
    Triumviro di Liturgie papali L'avatar di Pikachu
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Ho ritrovato la foto:
    https://2.bp.blogspot.com/_A5W-t7cax.../17_PiusXI.jpg
    (Rorate Caeli)

    E' lei?
    Confermo, è proprio lei.

    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Più volte in passato abbiamo notato inesattezze nelle didascalie relative a paramenti e arredi sacri custoditi nella Sacrestia Pontificia. Ad esempio il corredo da altare conosciuto come "del Cellini", spesso usato durante il pontificato di San Giovanni Paolo II ma una sola volta in quello di Benedetto XVI, a motivo della mancanza del settimo candeliere, in realtà è opera di Antonio Gentili da Faenza, il quale lo realizzò per il Cardinale Alessandro Farnese (ecco perché i candelabri sono sei e non sette)...
    A proposito, spulciando questa discussione ho rinvenuto questo mio post risalente al novembre del 2012:

    Citazione Originariamente Scritto da Pikachu Visualizza Messaggio
    Venerdì scorso, dato che ero già arrivato a Roma per il Concistoro, ho visitato il Museo del Tesoro della Basilica Vaticana. [...] Erano poi esposti i candelieri ed il crocifisso solitamente posti sull'altare quando il Papa celebra in piazza (i più bassi): risalgono al 1585 e sono opera di Sebastiano Torregiani (ma forse qualcuno l'aveva già scritto). Infine, una buona notizia: il corredo Farnese, che noi forumisti abbiamo sempre chiamato "del Cellini", è in avanzata fase di restauro. Venerdì ho potuto ammirare già quattro candelabri del tutto puliti e ridorati (con le quattro basi, anch'esse "ringiovanite"): un lavoro straordinario, che renderà spettacolari questi arredi.
    I due candelabri più piccoli non sono ancora stati restaurati, mentre il crocifisso mancava all'appello (probabilmente è "il suo turno"
    ).
    Chissà se questo restauro è stato poi portato a termine...


  13. Il seguente utente ringrazia Pikachu per questo messaggio:

    Mystica Viola (09-10-2018)

  14. #509
    Cronista di CR L'avatar di Proculus Ianuarius
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    Il calice usato per le canonizzazioni stamane (chi può carichi una foto) apparteneva a San Paolo VI ?
    Santi tutti di Dio pregate per noi

  15. #510
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    (screenshot dal video della celebrazione su Vatican News)

    Non mi pare di averlo visto in celebrazioni degli ultimi Pontefici, per cui potrebbe benissimo essere un calice realizzato per Paolo VI (o per il Card. Montini).
    Oboedientia et Pax

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