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Discussione: Arcabas

  1. #1
    Iscritto L'avatar di Fucur
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    Arcabas

    Arcabas, pseudonimo di Jean Marie Pirot, è un artista francese. Arcabas ha usato varie tecniche artistiche: scultura, incisione, arazzo, mosaico, le vetrate, ma la sua tecnica principale è la pittura. La sua fonte principale d'ispirazione è la Bibbia e il suo campo artistico di espressione è l'arte sacra. La sua opera principale sono le decorazioni nella chiesa di Saint-Hugues-de-Chartreuse (tratto da Wikipedia). Tale chiesa è vicino alla Grand Chartreuse, quella dove girarono il film Il grande Silenzio, non lontano da Annecy, la cittadina di San Francesco di Sales e Giovanna di Chantal.
    Alcune opere che a me piacciono particolarmente, anto per darvi un'idea.

    L'annunciazione


    Natività


    Ciclo di Emmaus
    1) I loro occhi erano incapaci di riconoscerLo

    2) Resta con noi perchè si fa sera


    3) Non ci ardeva forse il cuore nel petto?


    4) E partirono senza indugio

    (Immagini di Arcabas, "Les pèlerins d’Emmaüs" , tratte dal sito http://www.sncc.cef.fr/spip.php?article320 )
    Mio Dio, rendi buoni i cattivi e simpatiche le persone buone! (M.Twain)

  2. #2
    Moderatore L'avatar di SignorVeneranda
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    Non conoscevo questo artista. Tra le sue opere questa è quella che più mi ha colpito:






    Di questa opera mi piace la simbologia dell'immagine. Cristo, risorgendo, apre il cielo sulla terra e la presenza degli angeli ordinati in 2 file di 7 mi ricordano la parola della lettera agli Ebrei : avete un sommo sacerdote che ha attraversato i cieli. E' noto che secondo la teologia giudaico-cristiana 7 cieli raccordavano la terra al cielo. In questo affresco quindi c'è una prefigurazione dell'Ascensione di Gesù Cristo alla gloria del Padre.

  3. #3
    Laus Gloriae L'avatar di Sofia
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    Io sono stata a Costa Serina (BG) e vi confesso che quello che ho visto non mi convinceva.

    Non conosco tutte le sue opere, ma fra quelle che ho presenti trovo inquietante soprattutto questa immagine:

    Jean Marie Pirot detto Arcabas, "La sapienza della croce".
    Da notare come riprende e stravolge il gesto tradizionale dell'icona della Madonna di Vladimir.

    Anche quest'altra non riesce ad aiutare la preghiera, almeno nel mio caso:

    "Adoramus te"

    E, per finire, anche questa "Visitazione" mi lascia perplessa:


    Sarà anche un bravo pittore, non dico di no, ma ho qualche riserva sulla sua "arte sacra"...
    Volo quidquid vis,
    volo quia vis,
    volo quomodo vis,
    volo quamdiu vis.

    Voglio tutto ciò che vuoi Tu, perchè lo vuoi Tu, nel modo in cui lo vuoi Tu, fino a quando lo vuoi Tu.
    (dalla "Preghiera universale" attribuita a Clemente XI)

  4. #4
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    Cosa non ti convince?

  5. #5
    ORAPRONOBIS
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    si, lo conoscevo, sono molto particolari le sue opere, ma secondo me non sono opere da mettere in Chiesa .

    il più famoso è forse l'angelo in bicicletta:


    a me piace molto in volto di Gesù:

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Sofia Visualizza Messaggio
    Io sono stata a Costa Serina (BG) e vi confesso che quello che ho visto non mi convinceva.

    Non conosco tutte le sue opere, ma fra quelle che ho presenti trovo inquietante soprattutto questa immagine:

    Jean Marie Pirot detto Arcabas, "La sapienza della croce".
    Da notare come riprende e stravolge il gesto tradizionale dell'icona della Madonna di Vladimir.

    Anche quest'altra non riesce ad aiutare la preghiera, almeno nel mio caso:

    "Adoramus te"

    E, per finire, anche questa "Visitazione" mi lascia perplessa:


    Sarà anche un bravo pittore, non dico di no, ma ho qualche riserva sulla sua "arte sacra"...
    Cos'è che ti lascia perplessa in particolare?
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  7. #7
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    Arcabas: nutrire il mondo con la bellezza

    Al Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso (MB), nel santuario di San Pietro Martire, una grande mostra con le opere di uno dei più significativi maestri dell'arte sacra contemporanea. Con percorsi dedicati e una serie di incontri collaterali. Aperta, con ingresso gratuito, fino al 6 gennaio 2016.



    Volti, gesti, segni. E poi i colori, caldi, morbidi, che avvolgono lo sguardo come un’onda di tenerezza. Con l’oro a brillare su tutto, scintilla di infinito nella notte del peccato, presenza ineffabile che redime il nulla che siamo, carne, sangue, polvere. Nel sorriso di un angelo, nella carezza della Madre, nell’abbraccio del Risorto.
    Arcabas è uno dei più grandi artisti del nostro tempo. Un uomo a cui è stato dato il dono straordinario di evocare la Bellezza attraverso la bellezza stessa. Un artigiano della grazia, che dalle sue mani si espande sulla tela, riverberandosi negli occhi di chi guarda, in una continua catena di emozioni (e di provocazioni). Il ministro di un culto universale, di un’arte che si fa invocazione, lode, preghiera. E dove ogni pennellata è frammento di quella eternità di cui siamo parte.
    Di Arcabas, fino al prossimo gennaio, il Centro Pastorale Ambrosiano presenta oltre quaranta opere, in un eccezionale percorso espositivo all’interno del santuario di San Pietro Martire a Seveso. Una mostra, dall’evocativo titolo «Nutrire il mondo con la bellezza», che dà proseguimento alla rassegna promossa dal Gruppo Aeper a Bergamo nella scorsa estate (visitata da più di 120 mila persone), ma che costituisce una novità assoluta per la diocesi ambrosiana, che per la prima volta, così, ospita un’entusiasmante raccolta di capolavori del maestro francese.
    «Questa mostra pittorica - spiega don Alberto Lolli, direttore del Centro Ambrosiano, che insieme ad Arcabas stesso ha curato i diversi aspetti dell’evento - vuole stimolare il cammino di ricomposizione che ogni persona vive dentro di sé, dalla frammentazione all’unità, dal fascino dei sentimenti all’importanza del pensiero, in un percorso che conduce alla vita bella e buona. Continuando così la riflessione sulle indicazioni pastorali contenute nella nuova lettera dell’Arcivescovo, “Educarsi al pensiero di Cristo”».
    Motivo per cui la rassegna sarà accompagnata nelle prossime settimane da una serie di iniziative (di preghiera, culturali, musicali, teatrali...), tese ad approfondire i vari temi della mostra, mentre ben 130 volontari sono stati preparati per guidare i gruppi e i singoli visitatori. Altre opere di Arcabas, inoltre, sono esposte in contemporanea al Museo Diocesano e al Museo del Duomo a Milano.
    Magnetici sono gli occhi di questo patriarca dell’arte sacra contemporanea, giunto ormai alla vigilia del suo novantesimo compleanno. Ci osservano da alcuni intensi autoritratti che aprono l’esposizione di Seveso, pennello alla mano, con grembiule e tavolozza. Ma autoritratto è anche l’immagine di due semplici cavalletti, posti un po’ nell’ombra, in disparte, che altro non servono che a «portare» quella bellezza che è frutto compiuto dell’arte, e che Arcabas, umilmente, consapevolmente, vede come proiezione di sé, del proprio ruolo, della sua missione…
    «Arcabas», questo nome misterioso che sa di profezia biblica, ma che Jean-Marie Pirot scelse quale suo pseudonimo come per caso, vedendolo comparire tra i manifesti lacerati della contestazione sessantottina, come un segno del destino, come una voce della divina provvidenza. Che lo ha chiamato a dare forma e colore alla pagina evangelica, alla speranza cristiana. Con la certezza, come afferma lui stesso, che «in tutte le creature, animali o oggetti che ci circondano, c’è una parte dello Spirito», e per questo «meritano che la loro singola bellezza sia onorata».
    Come il pane, che Arcabas ritrae in molte sue opere, che è nutrimento quotidiano e cibo di vita eterna. Come il pesce, emblema stesso di Cristo nel suo nome greco. Ma anche in una semplice pera, frutto del nuovo Eden in cui saremo condotti dal nuovo Adamo. E perfino in un prosaico armadio, custode di domestiche utilità, ricovero di materiali necessità, e che viene invece come trasfigurato dal segno della salvezza, dalla croce gloriosa che fa nuove tutte le cose.
    E poi la lotta di Giacobbe con l’angelo, desiderio viscerale di sacre benedizioni. Il combattimento di san Giorgio col drago, che è innanzitutto vittoria sul male che è in noi, con la forza di Dio. L’abbraccio del padre al figlio che torna, nel nome della misericordia e del perdono. L’attesa di un annuncio di verità che libera. Fino al monumentale polittico che è omaggio al grande Bernanos, denuncia delle moderne ipocrisie e dei crimini del nostro tempo che ancora e continuamente mettono in Croce il Figlio dell’uomo…
    Ma, direbbe Arcabas, «della bellezza non si parla, la si contempla». E allora non resta che andare a Seveso, presto, senza indugi, colmando lo sguardo di meraviglia.


    La mostra di Arcabas è aperta fino al 6 gennaio 2016
    presso il santuario di San Pietro Martire a Seveso
    (Centro Pastorale Ambrosiano, via San Carlo, 2).


    Visitabile tutti i giorni 8 -12 e 14.30-18.30
    (
    ingresso gratuito),
    con percorsi dedicati a bambini e giovani.


    Fra i primi appuntamenti collaterali,
    si segnala lo spettacolo teatrale di domenica 18 ottobre
    («La Bellezza dell'amore. Baccano d’amore», di Aeper Teatro, alle 18)
    e la veglia di preghiera di sabato 31 ottobre (alle 21).

    Per informazioni, tel. 0362.6471
    www.arcabasaseveso.it


    fonte

  8. #8
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  9. #9
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    Francia. È morto Arcabas, maestro dell'arte sacra del Novecento

    Redazione Agorà
    venerdì 24 agosto 2018

    L'artista è scomparso all'età di 91 anni. Per l'uso del colore e di un diffuso senso del fiabesco è considerato il "pittore della fede felice". Numerose le sue opere anche in Italia

    È scomparso Arcabas, pittore celebre e apprezzato per il suo impegno nell'arte sacra e per le sue immagini religiose, come La cena in Emmaus o la Natività. Jean-Marie Pirot, questo il nome di battesimo, è scomparso ieri all'età di 91 anni a Saint-Pierre-de-Chartreuse, nell'Isère, dove viveva dal 1986

    La sua fonte principale d'ispirazione è stata la Bibbia, dando vita a un'arte sacra semplice e accattivante, intrisa di un senso fiabesco ma attenta alle istanze del moderno, seppure addolcite; il suo stile era molto apprezzato per l'uso esuberante e festoso del colore, in cui abbondava l'uso - anche simbolico - dell'oro.

    Era nato a Trémery il 26 dicembre 1926. Di madre tedesca e di padre francese, Arcabas aveva trascorso l'infanzia a Metz. Durante la Seconda guerra mondiale viene arruolato nell'esercito tedesco, ma riesce a disertare e a rifugiarsi a Parigi, dove frequenta l'École nationale supérieure des beaux-arts e si diploma nel 1949.

    L'opera più importante di Arcabas - un nome preso da graffiti disegnati sui muri di Parigi durante le agitazioni studentesche del maggio 1968: «Arc-en-ciel» e «A bas Malraux !» - è il monumentale "Ensemble d'art sacre contemporain": un ciclo didecorazioni per la chiesa de Saint-Hugues de Chartreuse iniziato nel 1953 e terminato nel 1986. Il progetto nacque con il parroco Raymond Truffot, un prete operaio. Arcabas si offrì di decorare la sua chiesa gratuitamente. Saint-Hugues de Chartreuse dal 1984 è diventata Museo Dipartimentale d'Arte Sacra e racchiude una consistente porzione delle opere dell'artista.

    Anche in Italia Arcabas ha realizzato opere importanti. Nella chiesa della Risurrezione a Torre dè Roveri (Bergamo) nel 1993‐94 ha eseguito un ciclo di opere dedicate alracconto dei pellegrini di Emmaus, mentre nella Cappella della Riconciliazione di Costa Serina (Bergamo) una monumentale pittura sutela dedicata alla parabola del Figliol Prodigo. Nella chiesa della Trasfigurazione di Mussotto d'Alba (Cuneo) si trova un quadro raffiguranteil volto di Gesù trasfigurato.

    Tra le altre opere di Arcabas da segnalare anche le tredici vetrate con scene tratte dal Vangelo di Marco nella chiesa di Notre-Dame-des-Neiges (1990) e i poli liturgici eseguiti per la cattedrale di Saint-Malo e la cattedrale di Rennes.

    Dal 1969 al 1972 Arcabas su invito del Consiglio nazionale delle arti del Canada fu professore all'Università d'Ottawa, dove creò "L'atelier collectif expérimental". Al suo rientro in Francia, fondò e diresse l'atelier di arti plastiche “Eloge de la Main” presso l'Università di scienze sociali di Grenoble.

    "I giorni senza ispirazione - ha scritto Arcabas - sono quelli bui. Ci ricordano costantemente, come fa l'autore di Ecclesiaste, che tutto è polvere e ritorna alla polvere. Proprio questo fatto uccide ogni forma di gioia e di speranza. Ma a ben vedere, questa realtà nasconde un'altra assiomatica: questa polvere cosmica, più o meno coagulata e assemblata in forme diverse, ha nel suo essere più intimo lo Spirito dell'Universo. Docile e amichevole, questo medium divino può essere condotto lontano, separato e reso diabolico. Ma, catturato nella sua unità innata, porta la chiarezza fosforescente del significato e scorre, così, come un fiume incandescente verso un destino più grande, in una nuova forma nella Creazione. Questa è, per eccellenza, la materia prima, fatta di Terra e Cielo, che viene usata dagli artisti, questi imitatori franchi e aperti, ai quali Dio certamente concede il suo sorriso e la sua tenerezza"."


    fonte: Avvenire
    Oboedientia et Pax

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    BarneyRM (25-08-2018), Sacrista Pontificio (26-08-2018)

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