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Discussione: Nuovo Lezionario ed Evangeliario ambrosiano

  1. #11
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    La versione latina si basa sulla "Nova Vulgata", mentre quella italiana riporta il testo nella nuova traduzione approvata recentemente dalla CEI ed utilizzata per il nuovo lezionario romano.

    Speriamo che l'impaginazione, i titoli e le eventuali immagini siano migliori.

  2. #12
    Fedelissimo di CR L'avatar di Anselmo
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  3. #13
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    Le domeniche come un prisma Intervista a monsignor Luigi Manganini,
    Pro-presidente della Congregazione
    del rito ambrosiano, sul nuovo Lezionario:
    «Abbiamo pensato di recuperare
    la nostra tradizione e di rinnovarla
    dal punto di vista pastorale»

    20/03/2008

    di Luisa BOVE

    Ci sono voluti oltre 30 anni prima di avere un nuovo Lezionario ambrosiano non più “ad experimentum”. La lunga attesa, assicura monsignor Luigi Manganini, Pro-presidente della Congregazione del rito ambrosiano, non è dovuta al fatto che ci sono voluti tanti anno di lavoro, ma per «inerzia». Insomma: «Abbiamo continuato a utilizzare il testo predisposto nel 1976 dimenticando che era provvisorio. Ha iniziato il Sinodo 47° nel 1995 a dire che bisognava completare la riforma liturgica e in particolare il Lezionario».

    E poi?
    La decisione fu presa con il cardinal Tettamanzi durante una riunione a Esino del Consiglio episcopale milanese nel 2003. La Congregazione ha recuperato il lavoro precedente e l’ha rivisto completamente. Poi c’è stata la presentazione del progetto al Consiglio presbiterale e a tutti i preti girando nei decanati, fino ad arrivare alla “recognitio” con la Sede apostolica.

    Perché dite che il Lezionario darà “nuovo impulso alla vita liturgica e all’azione pastorale”?
    Perché la presentazione di letture appropriate può aiutare il cammino di fede e quindi la proposta pastorale. In particolare il nostro Lezionario ha una caratteristica: è complementare a quello romano, cioè è impostato secondo una modalità catechistica e mistagogica. Le letture vengono scelte in base alla celebrazione, non solo nelle grandi feste, come il Natale, ma anche nelle domeniche e nel tempo ordinario. Abbiamo pensato di recuperare la nostra tradizione e di rinnovarla dal punto di vista pastorale.

    Esisteranno anche le domeniche a tema. Di che cosa si tratta?
    Le domeniche tematiche ripresentano con chiarezza il mistero di Cristo. La liturgia non è il ricordo di un fatto passato, ma immersione nella Pasqua di Cristo, sia pure da un’angolatura particolare. È come un prisma: da una parte entra la luce bianca e ne esce con tutti i colori. Il mistero pasquale è sempre lo stesso, ma ogni domenica la liturgia ne rifrange un aspetto in particolare.

    Anche le celebrazioni prefestive avranno un’accentuazione diversa?
    Sì, esatto. E questo è molto importante dal punto di vista tradizionale, perché noi abbiamo sempre celebrato le grandi feste a partire dalle vigilie. La messa prefestiva del sabato sera non è un ripiego, ma l’ingresso nel giorno del Signore. È quindi una messa festiva a carattere vigiliare.

    I fedeli come saranno aiutati a cogliere la novità?
    Da una serie di pubblicazioni anche on line sul portale della diocesi. Poi stamperemo dei messalini, inizialmente usciranno periodicamente, in seguito avremo il volume completo. Così i fedeli potranno piano piano prepararsi.
    da chiesadimilano.it



    Monsignor Luigi Manganini (a destra), con monsignor Claudio Magnoli, segretario della Congregazione per il Rito ambrosiano

  4. #14
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    L'iter del nuovo Lezionario Le tappe fondamentali che hanno
    portato all'approvazione

    20/03/2008


    1995: Il Sinodo diocesano
    La Costituzione n. 87 del Sinodo diocesano 47° del 1995, auspicando il compimento della riforma della liturgia ambrosiana avviata con il Vaticano II, richiede la revisione dei libri liturgici già promulgati e aggiunge «in particolare il Lezionario, ancora ad experimentum».

    1996: Il cardinale Martini incarica la Congregazione
    Il cardinale Martini incarica la Congregazione del Rito Ambrosiano di formare una Commissione di esperti, che si impegni a esplorare la possibilità di un Lezionario Ambrosiano completo su tutto l’anno liturgico. Non più un supplemento ambrosiano ai volumi del Lezionario Romano, ma un organico e originale sistema ambrosiano di letture bibliche per l’intero arco dell’anno liturgico.

    2005: L’approvazione della Congregazione del rito ambrosiano
    Il cardinale Tettamanzi incarica la Congregazione del Rito Ambrosiano di valutare il lavoro della Commissione e di portarlo a compimento. La Congregazione prende in esame tale progetto, lo sottopone a attento vaglio critico, e, nell’aprile del 2006, ne dà una convinta approvazione.

    Novembre 2006: La presentazione del progetto alla Santa Sede
    Il progetto approvato dalla Congregazione è presentato al cardinale Tettamanzi, che, nella sua qualità di capo rito del Rito Ambrosiano, avvia i contatti con la Congregazione romana Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti per avere l’approvazione della Sede Apostolica (in gergo Recognitio / Riconoscimento) prima di promulgare il nuovo Lezionario Ambrosiano.

    Gennaio 2007: Presentazione al Consiglio Presbiterale Diocesano
    Lungo il 2006 e 2007 il progetto viene presentato, nei 72 decanati, a tutti i sacerdoti della Diocesi e nel gennaio 2007 riceve il consenso del Consiglio Presbiterale Diocesano.

    2008: L’approvazione della Sede Apostolica
    Il dialogo con la Sede Apostolica si svolge in un clima cordiale e costruttivo e si conclude positivamente con il decreto di approvazione. Il nuovo Lezionario Ambrosiano promulgato dal Cardinale Arcivescovo Tettamanzi è espressione della costante comunione nella fede cattolica e nella disciplina sacramentale tra la Chiesa ambrosiana e la Chiesa romana.
    Nella lettera inviata all’Arcivescovo di Milano, il cardinale Francis Arinze, prefetto della Congregazione vaticana Culto divino e Disciplina dei Sacramenti, esprime le sue felicitazioni al Capo del Rito Ambrosiano per il lavoro svolto e per la proficua collaborazione con la Congregazione per il Rito Ambrosiano. </SPAN>

    da chiesadimilano.it

  5. #15
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    Testo del decreto di promulgazione



    Ecco il testo della promulgazione letto in Duomo da mons. Manganini



    A TUTTO IL CLERO E IL POPOLO AMBROSIANO

    «La Santa Madre Chiesa considera di uguale diritto e con pari onore tutti i riti legittimamente riconosciuti, e vuole che in avvenire essi siano conservati e in ogni modo incrementati» (SC 4). Sulla base di questa affermazione della Costituzione conciliare sulla Sacra Liturgia alcuni libri liturgici ambrosiani sono stati riformati secondo le indicazioni del concilio Vaticano II. Tra questi il Lezionario Ambrosiano, edito dal cardinale Giovanni Colombo ad experimentum così da risultare – come dalla presentazione ufficiale – «un Supplemento ambrosiano ai volumi del Lezionario Romano».

    La Costituzione 87 del Sinodo Diocesano XLVII, promulgato dal cardinale Carlo Maria Martini nel 1995, auspicando il compimento della riforma della liturgia ambrosiana avviata con il Vaticano II, citò la revisione dei libri liturgici già pubblicati, e «in particolare il Lezionario, che è ancora ad experimentum».

    In ottemperanza alla indicazione sinodale, e dopo un lungo iter preparatorio supportato da un’accurata indagine storica e da un’attenta considerazione degli aspetti liturgici e pastorali, la Congregazione del Rito Ambrosiano ha predisposto il testo di un nuovo Lezionario Ambrosiano che, completo di letture bibliche per l’intero anno liturgico secondo la struttura del Calendario Ambrosiano, previamente riformato, corrispondesse meglio alla ricca tradizione del Rito Ambrosiano.

    Dopo avere acquisito – particolarmente tra i presbiteri – diversi pareri in ordine alla valutazione della proposta formulata, ho approvato i nuovi testi liturgici relativi al Calendario e al Lezionario ambrosiani e li ho inviati, con mia lettera in data 15 febbraio 2008, al Dicastero pontificio competente, per la debita recognitio da parte della Santa Sede.

    La Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, in base alle facoltà attribuite dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, ha quindi provveduto a confermare i nuovi testi liturgici, con distinti provvedimenti in data 22 febbraio (prot. n. 289/08/L), 24 febbraio (prot. n. 288/08/L) e 16 marzo 2008 (prot. n. 1515/06/L).

    Facendo seguito a tali atti, in forza della competenza propria dell’Arcivescovo di Milano come Capo del Rito Ambrosiano, promulgo le “Norme generali per l’ordinamento dell’Anno liturgico”, con il relativo “Calendario Ambrosiano”, parzialmente rivisti e il nuovo “Lezionario Ambrosiano”, con i Praenotanda e i tre libri del Lezionario “de tempore” redatti sia in lingua latina, conformemente al testo della Nova Vulgata, sia in lingua italiana, conformemente alla nuova traduzione adottata dalla Conferenza Episcopale Italiana.

    Stabilisco che i nuovi testi entrino in vigore la prima domenica di Avvento 2008 e pertanto, a partire da tale data, il nuovo Lezionario deve essere adottato come ufficiale e obbligatorio in tutte le chiese, oratori e cappelle di Rito Ambrosiano. Si intendono pertanto revocate tutte le concessioni per l’uso del Lezionario Romano.

    Affido alla Congregazione del Rito ambrosiano, in collaborazione con i competenti uffici e servizi della Curia arcivescovile, il compito di predisporre quanto necessario per dare attuazione alle presenti disposizioni, provvedendo anche a fornire indicazioni circa l’uso del Messale Ambrosiano e della Liturgia Ambrosiana delle Ore in coerenza con le nuove norme liturgiche e in particolare con il Calendario Ambrosiano modificato.


    Dato nel Duomo di Milano, chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani, il 20 marzo 2008, Giovedì della Settimana Santa.





    Dionigi Tettamanzi Mons. Marino Mosconi

    Cardinale Arcivescovo Cancelliere Arcivescovile
    Ultima modifica di Ambrosiano; 21-03-2008 alle 13:42

  6. #16
    Utente Senior L'avatar di fabivs
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    grande fermento, tra voi ambrosiani...

  7. #17
    Fedelissimo di CR L'avatar di a_ntv
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    Testo del decreto di promulgazione


    ....... Si intendono pertanto revocate tutte le concessioni per l’uso del Lezionario Romano.
    ......
    Questa è la parte più interessante del decreto di promulgazione: uno dei "pasticci" del post concilio (direi forse l'unico vero pasticcio) è stato sanato

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  8. #18
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    A questo punto - come avevo già detto a don Luigi Conti (membro della congregazione per il Rito) - non avrà più senso che esistano parrocchie di RR nella diocesi Ambrosiana.. Si vedrà...

  9. #19
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da a_ntv Visualizza Messaggio
    Questa è la parte più interessante del decreto di promulgazione: uno dei "pasticci" del post concilio (direi forse l'unico vero pasticcio) è stato sanato
    Concordo, ed in più vorrei anche far notare i verbi delle seguenti frasi:

    Dopo avere acquisito – particolarmente tra i presbiteri – diversi pareri in ordine alla valutazione della proposta formulata, ho approvato i nuovi testi liturgici relativi al Calendario e al Lezionario ambrosiani e li ho inviati, con mia lettera in data 15 febbraio 2008, al Dicastero pontificio competente, per la debita recognitio da parte della Santa Sede.

    La Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, in base alle facoltà attribuite dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, ha quindi provveduto a confermare i nuovi testi liturgici, con distinti provvedimenti in data 22 febbraio (prot. n. 289/08/L), 24 febbraio (prot. n. 288/08/L) e 16 marzo 2008 (prot. n. 1515/06/L).

    Facendo seguito a tali atti, in forza della competenza propria dell’Arcivescovo di Milano come Capo del Rito Ambrosiano, promulgo le “Norme generali per l’ordinamento dell’Anno liturgico”, con il relativo “Calendario Ambrosiano”....


    Dato che in varie discussioni si era messo in forse la qualifica di Capo Rito e la competenza all'approvazione e promulgazione, da qui si capiscono bene le responsabilità e come interagiscono il Capo Rito e la Congregazione per il Culto Divino.

  10. #20
    Utente Senior L'avatar di fabivs
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    Citazione Originariamente Scritto da Borromaeus Visualizza Messaggio
    A questo punto - come avevo già detto a don Luigi Conti (membro della congregazione per il Rito) - non avrà più senso che esistano parrocchie di RR nella diocesi Ambrosiana.. Si vedrà...
    cioè, dici che non ha senso che esistano parrocchie romane in diocesi di milano???

    la gente non sopporterebbe un tale cambiamento! e io con loro! la tadizione è tradizione...
    poi, si sà, tra i romani e gli ambrosiani della stessa diocesi (per quanto riguarda gli addetti ai lavori: preti e cerimonieri per primi) c'è un po' di malsopportazione

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