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Discussione: Liturgia delle Ore ambrosiana

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da angelus Visualizza Messaggio
    il diurnale dove posso trovarlo
    Qui:
    http://www.chiesadimilano.it/or4/or?...&idproduct=472

    In generale, per tutte le pubblicazioni ambrosiane, fai riferimento alla libreria dell'arcivescovado.

  2. #22
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    Ho una domanda sull'Ufficio delle Letture di domenica 4 gennaio...

    Le due letture dove andavano prese?
    Le indicazioni del Breviario non erano per niente chiare...
    Per questa domenica dopo l'Ottava di Natale si rimandava all'ufficiatura della Domenica nell'Ottava di Natale, che a sua volta rimandava alle letture del 29, 30 o 31 dicembre...
    Sostenete il Movimento Ambrosiano
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  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da A.G. Longhin Visualizza Messaggio
    Il mio coro (sentendomi sempre nominare la bellezza dei salmi e degli inni dei vespri di una volta) mi ha regalato alcuni anni fa il breviario completo. Da allora recito sistematicamente letture, lodi, vespri, talvolta anche un'ora media e compieta.
    Purtroppo con mia grande delusione ho notato che i vecchi inni (ed anche molte antifone!) in latino dei vespri che io conoscevo (una volta si cantavano i Vespri in parrocchia!), sono spariti o sono stati modificati.
    Dov'è l'ermeneutica della continuità? Gli inni in italiano saranno teologicamente ricchi, ma sono terribilmente brutti dal punto di vista artistico-letterario. Perché hanno tolto quelle straordinarie opere di pietà, di letteratura e di musica che erano gli inni e le antifone gregoriane? La furia iconoclasta dei falsi cultori (e appunto falsificatori!) del Concilio!
    Perchè tu non hai idea dei danni subiti dal breviario ambrosiano!!! Sembra una città dopo un bombardamento.... non c'è più niente.... E Navoni & Soci continuano a scrivere della "grande tradizione ambrosiana"!!!

  4. #24
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da JMC Visualizza Messaggio
    Perchè tu non hai idea dei danni subiti dal breviario ambrosiano!!! Sembra una città dopo un bombardamento.... non c'è più niente.... E Navoni & Soci continuano a scrivere della "grande tradizione ambrosiana"!!!
    Vista la tua origine, penso capirai facilmente il proverbio milanese che qui ricordo scrivendolo con una calligrafia un po' bastarda "Cent cu, cent crapp" (poi c'è anche una seconda parte un po' più osè che ora risparmio).
    Perchè ho voluto ricordarlo. Perchè non mi stupirei di trovare a breve un post esattamente opposto al tuo che inneggia al nuovo breviario ed a come ha saputo mettere in giusta luce l'essenziale, tralasciando il superfluo, il prolisso, ecc. ecc.

    Sarebbero entrambi considerazioni che si leggono, ci si fa sopra qualche breve commento in un senso o nell'altro a seconda che siamo più o meno d'accordo, si gira pagina e li si dimentica con buona pace di tutti. Sono infatti l'espressione di ciò che pensiamo e appunto, su cento persone ci possono essere cento modi di pensare diversi (talvolta anche di più). Non val la pena discuterne.

    Varrebbe invece la pena cercare di capire perchè si è fatto quello che tu definisci "bombardamento". E lo si è fatto per un preciso dettato del Concilio Vaticano II che nel documento sulla liturgia ha addirittura dedicato un capitolo alla Liturgia delle ore ed al modo in cui essa doveva essere rivitalizzata in modo che fosse in grado di continuare ad essere la "preghiera pubblica della Chiesa" che ha lo scopo essenziale di "santificare il giorno". E poichè i Padri Conciliari erano persone di senno, hanno capito che la prima cosa da fare perchè ciò potesse effettivamente divenire realtà era:
    88. Scopo dell'ufficio è la santificazione del giorno: perciò l'ordinamento tradizionale dell'ufficio sia riveduto, in modo che le diverse ore, per quanto è possibile, corrispondano al loro vero tempo, tenendo presenti però anche le condizioni della vita contemporanea, in cui si trovano specialmente coloro che attendono all'apostolato.

    Ecco, appunto, "le condizioni della vita contemporanea"! Che volenti o nolenti non sono più quelle di 50, 100, 200 o più anni fa. Quindi una scrematura, semplificazione, bombardamento, come tu dici, era drammaticamente indispensabile, anche a costo di difficili e sicuramente dolorose rinunce.
    Questo per quanto riguarda il discorso di base. Per venire in particolare al breviario ambrosiano, l'iniziativa è partita addirittura dal card. Colombo, uomo di alta levatura morale ed eccezionale sensibilità liturgica e letteraria che ha dato queste dettagliate direttive, mutuate dalla Costituzione Conciliare:

    Devono essere conservati quegli elementi della tradizione ambrosiana che non contrastano coi documenti del Concilio Vaticano Il e con le necessità pastorali dei nostro tempo; anzi devono ancor più essere resi manifesti quegli elementi che arrecano nutrimento alla fede e alla pietà, favoriscono la catechesi dei sacramenti, illustrano la storia della salvezza e accrescono sia l'amore della santa Chiesa sia lo zelo apostolico.
    1. I riti splendano per nobile semplicità; siano chiari nella loro brevità ed evitino inutili ripetizioni; siano adattati alla capacità di comprensione dei fedeli e non abbiano bisogno, generalmente, di molte spiegazioni"
    2. "Scopo dell'Ufficio è la santificazione del giorno. perciò l'ordinamento tradizionale dell'Ufficio sia riveduto in modo che le diverse Ore, per quanto è possibile, corrispondano al loro vero tempo, tenendo presenti però anche le condizioni della vita contemporanea in cui si trovano specialmente coloro che attendono alle opere di apostolato"
    3. La Liturgia delle Ore, proprio perché è la preghiera pubblica e comune del popolo di Dio, deve inoltre essere riformata in modo tale che siano invogliati a celebrarla nell'assemblea ecclesiastica e anche da soli, non soltanto i membri degli Istituti di perfezione, ma anche i fedeli
    4. I Vespri come preghiera della sera, e le Lodi come preghiera del mattino, secondo la venerabile tradizione di tutta la Chiesa (e a testimonianza di ciò brilla S. Ambrogio, celebre autore di Inni per le Lodi e per i Vespri), sono il duplice cardine dell'Ufficio Ambrosiano; per questo motivo sono le Ore principali e come tali dovranno essere celebrate
    5. Quella parte della preghiera mattutina che precede le Lodi propriamente dette, nella recitazione in coro conservi l'indole di preghiera notturna; tuttavia sia "adattata in modo da poter essere recitata in qualsiasi ora del giorno, e abbia un minor numero di salmi e letture più lunghe"
    6. L'Ora di Prima viene soppressa. Nel coro e da parte di coloro cui spettava a norma di diritto, sono conservate le ore di Terza, Sesta e Nona. Agli altri è invece permesso scegliere una delle tre, quella cioè che meglio corrisponde al momento della giornata
    7. Perché realmente sia possibile celebrare la Liturgia delle Ore, aggiornata secondo le norme di cui sopra, il Salterio sarà distribuito non più per decurie e nel periodo di due settimane, "ma per uno spazio di tempo più lungo" .
      Conservando il criterio proprio del Rito Ambrosiano di scegliere i salmi e i cantici per il Mattutino delle domeniche, delle solennità, dei sabati, delle ferie prenatalizie, del Tempo natalizio, della Settimana santa, nulla impedisce che, per il Mattutino degli altri giorni, i salmi siano scelti come canta la Chiesa romana il medesimo criterio sarà osservato nei giorni comuni per le Ore minori e per i Vespri, poiché in queste parti l'uso ambrosiano già si conformava al modello vigente a Roma prima della riforma di Pio X.
    8. Riguardo alle letture si seguano le seguenti norme.
      1. al Mattutino o Ufficio delle letture, si facciano due letture. la prima biblica e la seconda tratta dalle opere dei Padri o degli Scrittori ecclesiastici, oppure dalla agiografia
      2. "La lettura della sacra Scrittura sia ordinata in modo da rendere più facilmente accessibili e in maggior ampiezza i tesori della parola divina"
      3. Le letture tratte dalle opere dei Padri, dei Dottori e Scrittori ecclesiastici siano scelte in modo tale che risulti ampiamente il tesoro della tradizione della Chiesa Milanese, valorizzando anche le opere dei santi Padri che onorano le Chiese vicine, come quelle di Brescia, Verona, Vercelli, Torino, Aquileia.
      4. "Le 'Passioni', ossia le vite dei Santi, siano riportate alla verità storica"
    9. Poiché la Sede Apostolica ha concesso a tutti di recitare l'Ufficio nella lingua parlata, tanto in coro quanto in comune o da soli, i testi del nostro Ufficio Ambrosiano siano rivisti in modo tale da essere adatti sia per la recita in lingua latina sia per quella in lingua italiana.
    10. Con il permesso dei Romano Pontefice, nel nuovo Ufficio è stata conservata la versione latina ambrosiana dei salmi, perché concorda con l'antifonale; inoltre essa non crea alcuna difficoltà dal momento che nella celebrazione pubblica si usa per lo più la lingua italiana.
    Prego notare le prime otto parole di questo lungo quote! Il primo pensiero è la conservazione della Tradizione nei suoi elementi essenziali ed un suo arricchimento in modo che possa essere mantenuta viva e non fatta diventare un bel quadro da rimirare nella sua immobilità.
    Il lavoro che è stato fatto sotto il suo costante e competente controllo e quello non meno accurato del card. Martini, ha permesso di mettere a disposizione un testo più snello e più fruibile nell'uso quotidiano.
    E, ciò che è più importante, effettivo e vivo strumento di "santificazione del giorno".

  5. #25
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    Chiedo scusa per lo sfogo...
    mi è scappata qualche cattiveria
    Ti assicuro che conosco già tutte le cose che hai scritto; sono solito pregare con entrambi i breviari: quello "moderno" l'ho a casa, quello "antico" in biblioteca in università.
    Ti assicuro che sono, a mio avviso, mutualmente irriconoscibili.
    Prendiamo i verspri. Dove sono le antifone in coro? I responsori? Le sallende? I completori?
    Sono rimasti solo i salmi e una "commemorazione del battesimo" mai vista prima.
    Non parliamo poi del canto che de facto è sparito, tranne rare e fortunate eccezioni.
    Poi posso capire tutto, ma non venitemi a raccontare che si mantiene una grande tradizione.
    Tutto quello che era una grande tradizione è stato volontariamente rimosso, almeno siamo onesti con noi stessi e diciamo che si è voluta fare una cosa nuova. Non mi starebbe bene lo stesso perchè il breviario tradizionale mi piace troppo, è bellissimo, un tesoro stupendo.
    Però apprezzerei l'onestà!
    CIAO!!

  6. #26
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    Guarda che al Breviario tradizionale do ogni tanto una sbirciatina anch'io.
    Dato che è in rete, me lo sono scaricato e non dico che lo recito, ma che lo consulto, quello sì.

    Però obiettivamente non penso che sia il testo migliore per essere effettivamente usato quotidianamente dal maggior numero possibile di fedeli. Troppo complicato, troppo dettagliato, troppo lungo; in una parola troppo: "tecnico".

    Penso sia stata fatta un'opera dolorosamente incisiva di semplificazione. Si è sicuramente mantenuta la struttura base tradizionale e si sono eliminate le stratificazioni non essenziali accumulatesi nel tempo. Penso che questo sia il giusto modo di procedere per operazioni del genere.
    E' vero, si sono persi anche dei gioielli come ad esempio le antifone in coro (ma almeno una la si è conservata), ma per consolarti pensa che anche Pio V ha eliminato dal suo Messale quasi tutte le sequenze. E mi sembra che lui non passi come demolitore della tradizione.

    Alcuni aspetti della quale sono invece anche stati recuperati nel nuovo breviario. Mi riferisco alla commemorazione del battesimo:
    La commemorazione battesimale costituisce una peculiarità dei vesperi ambrosiani e come tale non è una novità per la tradizione ambrosiana, ma non è da escludere che all’origine fosse praticata anche nella tradizione rituale romana (M. Righetti, Storia liturgica, il Breviario, II, 830 e 286-287).
    In antico aveva luogo con una vera e propria processione al battistero al termine del vespero.
    Tale uso è attestato nel secolo IV dalla pellegrina Eteria durante l’ottava di Pasqua che ricorda una processione del clero insieme con i neobattezzati. Al canto di brani di salmo (Sallende) si andava in processione al battistero dove si sostava per una preghiera (orazione) per poi chiudere la preghiera del vespero.
    Il valore di una tradizione come questa è innegabile.
    La memoria del proprio Battesimo dà alla preghiera della Chiesa il suo fondamento sacramentale e la sua dimensione ecclesiale. Il Battesimo non è iniziazione alla vita della Chiesa e quindi iniziazione alla sua preghiera? L’attuale riforma ambrosiana ha ripreso questo elemento della tradizione esplicitando maggiormente anche nei testi il riferimento alla tematica battesimale.
    (Mi scuso se non riesco a citare la fonte di questo brano che mi ero salvato tempo fa. Proveniva comunque da una spiegazione della nuova liturgia delle ore)
    Quindi mi sembra che un accurato lavoro, attento anche alle tradizioni liturgiche, sia stato fatto. Poi non discuto: può personalmente piacere o meno, ma l'importante è che sia stato debitamente approvato da chi era ne incaricato ed aveva l'autorità per farlo e che sicuramente ha tenuto anche nel giusto conto le considerazioni pastorali che erano state alla base del processo di revisione.

  7. #27
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    è vero, il breviario tradizionale è complesso almeno a matutino, lodi e vespri; le altre ore sono praticamente sempre uguali;
    Tuttavia basta solo un pochino di esercizio....
    Se si dice sempre feria, per intenderci come nella diurna laus, la difficoltà è la medesima...c'è tutto nel salterio...
    Se si vuol seguire il calendario, allora i problemi vengono anche col breviario moderno: precedenze liturgiche, memorie, feste, solennità, domeniche. Certo è un po' meno complicato, ma ti assicuro che capito il meccanismo delle "commemorazioni" si va come delle schegge!
    Certo non dico che era esente da problemi:ad esempio il calendario è spesso zeppo di solennità dei santi, spesso prendendo tutto dal comune: se ho tre pontefici e confessori di fila...diventa "banale" e si perde di vista il salterio...in compenso nel breviario moderno non si trova un santo solenne nemmeno a pagarlo: ad esempio santi solenni, magari arcivescovi di Milano sono diventati semplici memorie, magari facoltative o addirittura soppressi...
    Di sicuro questo breviario non è figlio dell'ermeneutica della continuità...è una volontaria e ricercata rottura e "distruzione"...poi va bene, ci si accontenta di quello che c'è... ma ciò non mi toglie il diritto di protestare , anche se so bene che a Milano si può dire di tutto, tranne toccare l'argomento "liturgia tradizionale" altrimenti arrivano coll'elicottero e il bazooka...
    Detto questo aggiugo solo, vista l'ora... TE LUCIS ANTE TERMINUM.....
    Ultima modifica di Ambrosiano; 17-02-2009 alle 21:29 Motivo: Eliminato riferimento personale

  8. #28
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    Cari amci mi sapete consigliare un volume che contenga solo le 4 settimane del salterio

  9. #29
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  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Guarda che al Breviario tradizionale do ogni tanto una sbirciatina anch'io.
    Dato che è in rete, me lo sono scaricato e non dico che lo recito, ma che lo consulto, quello sì.
    Non lo trovo, dove e' nel web?

    Grazie,

    ciao

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