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Discussione: La Quaresima Ambrosiana - Domande e curiosità

  1. #11
    Veterano di CR L'avatar di chierichetto87
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    Una particolarità: il Resposorio all'inizio dei primi vespri della prima domenica di quaresima (oggi) è pieno di Alleluia, gli ultimi fino a Pasqua

  2. #12
    Citazione Originariamente Scritto da donmitch Visualizza Messaggio
    sarà ripristinata l’antica pratica dell’ uso del violone o del contrabbasso (che veniva utilizzata nel periodo barocco in Lombardia e nel Veneto) in sostituzione dell’organo, il cui suono rievoca vivacità e gioia.

    Interessantissimo !!!
    Domani lo dirò ai tantissimi amici, dell'ex Stato Pontificio, che risiedono a Milano !!!
    Non sapevo anche di questa stupenda prassi musicale !!!
    Ultima modifica di chierichetto87; 24-02-2007 alle 22:45 Motivo: sintassi

  3. #13
    Citazione Originariamente Scritto da chierichetto87 Visualizza Messaggio
    Una particolarità: il Resposorio all'inizio dei primi vespri della prima domenica di quaresima (oggi) è pieno di Alleluia, gli ultimi fino a Pasqua

    mi sai spiegare come mai nel clima austero della Quaresima, che entra con i primi vespri nel Rito Ambrosiano, si cantano tanti Alleluia ?
    C'è un motivo ?

  4. #14
    Veterano di CR L'avatar di chierichetto87
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    credo sia quel che è rimasto della "domenica in Capite Quadragesimae" pre S. Carlo che era una solennità col colore Bianco, gloria e Alleuia, inizio festoso del digiuno:
    Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto (Matteo 6:17)
    almeno così mi pare di capire dalel note del messalino del 1949 che ho a disposizione.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 21-10-2008 alle 23:15 Motivo: Corretto errore di battitura

  5. #15
    interessantissimo !!!
    bello anche il concetto !

    (avevo fatto qualche errore nel mio intervento di prima: ho visto che lo hai corretto... a quest'ora sono cotto ... scusami e grazie)

  6. #16
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da chierichetto87 Visualizza Messaggio
    Una particolarità: il Resposorio all'inizio dei primi vespri della prima domenica di quaresima (oggi) è pieno di Alleluia, gli ultimi fino a Pasqua
    Citazione Originariamente Scritto da alexanderw4 Visualizza Messaggio
    mi sai spiegare come mai nel clima austero della Quaresima, che entra con i primi vespri nel Rito Ambrosiano, si cantano tanti Alleluia ?
    C'è un motivo ?
    Citazione Originariamente Scritto da chierichetto87 Visualizza Messaggio
    credo sia quel che è rimasto della "domenica in Capite Quadragesimae" pre S. Carlo che era una solennità col colore Bianco, gloria e Alleuia, inizio festoso del digiuno:
    Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto (Matteo 6:17)
    almeno così mi pare di capire dalel note del messalino del 1949 che ho a disposizione
    L'articolo che posto qui di seguito, presente su Incrocinews - Settimanale online della Diocesi di Milano, pur richiamando notizie già comparse in questo 3D, fa anche riferimento alla riforma di S. Carlo a cui allude Chierichetto:

    Una storica consuetudine

    E QUELLO AMBROSIANO
    RIMASE IL CARNEVALE PIU' LUNGO

    Com’è noto, il carnevale ambrosiano, caso veramente unico, prolunga i propri festeggiamenti di ben quattro giorni, dal mercoledì al sabato, quando per il resto del mondo cristiano e' già tempo di Quaresima.
    Un’antica tradizione faceva risalire questa peculiarità allo stesso sant’Ambrogio che, istituendo un rito liturgico, particolare per la diocesi di Milano, le avrebbe concesso anche un diverso periodo di divertimenti prima della quaresima.
    Ma questa è una leggenda priva di qualsiasi fondamento storico...

    In realtà questo «carnevalone» è semplicemente un’inalterata osservanza della sua durata originaria, per cui non sono i milanesi che l’hanno allungato, ma gli altri che l’hanno accorciato. Un tempo la Chiesa imitava i quaranta giorni passati da Gesù nel deserto con altrettanti giorni in preparazione al venerdì santo, detto Pasqua secondo la concezione ebraica, ossia giorno dell’immolazione dell’agnello (Cristo, infatti, era stato immolato, innocente, per la salvezza dell’uomo peccatore).

    Durante il VII secolo, tuttavia, si affermò una nuova concezione del periodo di preparazione alla Pasqua: si considerò Pasqua la domenica della Resurrezione di Gesù Cristo e si decise che dal periodo di digiuno e astinenza dovevano essere escluse le domeniche. Ma così facendo, per mantenere i quaranta giorni di penitenza, si dovette anticipare l’inizio della Quaresima al mercoledì, che da allora venne detto «delle Ceneri».

    Tutta la Cristianità d’Occidente accettò questa nuova formula, ad eccezione di alcune Chiese dell’Italia settentrionale che, guidate dalla diocesi di Milano, avevano in quell’epoca forti contrasti con il papato di Roma. Anche quando tale scisma finì, gli ambrosiani continuarono a considerare il momento di « saluto alla carne» (da cui il nome «carnevale», per l’appunto), la notte tra la prima domenica di quaresima e il lunedì successivo, forti anche del fatto che sant’Ambrogio aveva sempre considerato la quaresima come un periodo simbolico più che un’esatta somma di quaranta giorni, e già durante il suo episcopato aveva approvato l’usanza di non digiunare né di sabato né di domenica.

    Quando nel 1574 divenne arcivescovo di Milano san Carlo Borromeo, «fra le opere di bene che egli compiva continuamente per la salvezza del suo gregge, ci fu la cura di sopprimere l’usanza che gli uomini hanno di gettarsi perdutamente nei pubblici divertimenti, nei giochi, nei balli, nei bagordi dopo la festa del Natale e nell’immediata vicinanza della Quaresima», come scrive il suo biografo Bascapè. Era soprattutto l’abitudine di continuare a far carnevale anche durante la prima domenica di quaresima che l’arcivescovo attaccava. Ma i milanesi, che pur amavano san Carlo, opponevano forte resistenza a quelle esortazioni, tanto più che quel carnevale prolungato faceva fare buoni affari attirando folle di forestieri in città.

    Persino il governatore spagnolo, don Antonio de Guzman Zuniga, che del resto aveva molte ragioni per ingraziarsi i milanesi almeno in quella circostanza, accusò il Borromeo di voler «opprimere il popolo» con le sue restrizioni, denunciando la questione a papa Gregorio XIII. Fu una vera lotta, con scomuniche e ripicche.

    A risolvere la questione arrivò il terribile flagello della peste che, comparso proprio in quegli anni, contribuì non poco a frenare gli ardori e gli eccessi carnevaleschi. Il pontefice approvò i provvedimenti presi da san Carlo e nel 1580 si giunse a una definitiva soluzione: nella diocesi di Milano il sabato grasso avrebbe chiuso la festa di carnevale, mentre con domenica avrebbe avuto inizio la quaresima. E ancor oggi avviene così.
    Quella prima domenica di Quaresima in bianco e con Alleluja non richiamava certo l'austerità quaresimale, per cui la rese "morella" come le altre e tolse ogni espressione di letizia. Non lo fece invece ai Vespri (chissà se per dimenticanza o per conservare un minimo di tradizione o........ perchè i Vespri erano anche allora poco partecipati dal popolo e la cosa non aveva la stessa importanza che per la Messa )
    Ultima modifica di Ambrosiano; 21-10-2008 alle 23:17

  7. #17
    Sacerdos L'avatar di donmitch
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    Norme per le celebrazioni in Quaresima

    TEMPO DI QUARESIMA



    Le norme generali per il tempo di Quaresima vengono riportate solitamente dalla “Guida pastorale per le celebrazioni liturgiche”. Si può consultare anche NUALCA, nn. 25-29, che riportiamo di seguito.

    25. Il tempo di Quaresima ha lo scopo di preparare la Pasqua: la liturgia quaresimale guida alla celebrazione del mistero pasquale sia i catecumeni, attraverso i diversi gradi dell’iniziazione cristiana, sia i fedeli, per mezzo del ricordo del battesimo e della penitenza.

    26. Il tempo di Quaresima decorre dai primi vespri della I domenica di Quaresima (o sesta domenica prima di Pasqua) fino alla messa inter vesperas in Cena Domini, con la quale comincia il sacro triduo pasquale. Dall’inizio della Quaresima sino alla Veglia pasquale non si canta l’alleluia. Nei venerdì di Quaresima, secondo l’antica e costante tradizione ambrosiana, non si celebra la liturgia eucaristica a meno che ricorra la solennità di san Giuseppe o dell’Annunciazione del Signore.

    27. Il mercoledì, da cui ha inizio la Quaresima, e che ovunque è giorno di digiuno, si impongono le ceneri.

    28. Le domeniche di questo tempo vengono chiamate rispettivamente I domenica di Quaresima, della Samaritana, di Abramo, del Cieco, di Lazzaro. La sesta domenica, dopo il sabato in traditione Symboli, la quale apre la settimana santa ovvero authentica, è detta domenica delle palme o degli ulivi.

    29. La settimana santa ha per scopo la venerazione della passione di Cristo, dalla unzione nella cena di Betania e dal suo ingresso messianico in Gerusalemme. Il giovedì della settimana santa, al mattino, il vescovo, concelebrando la messa col suo presbiterio, benedice gli oli santi e consacra il crisma.



    IMPOSIZIONE DELLE CENERI

    Il rito si trova in appendice al messale ambrosiano. La benedizione e la imposizione delle ceneri si compie dopo la messa del primo lunedì di Quaresima. Nel caso si ritenesse opportuno anticiparla, essa sostituisce l’atto penitenziale. Per ragioni pastorali, il rito può essere compiuto anche dopo le messe della prima Domenica di Quaresima, esclusa quella vespertina del Sabato.

    Cose da preparare in presbiterio

    ü messale con il testo del rito;
    ü aspersorio e secchiello con acqua benedetta;
    ü recipiente con le ceneri da benedire.

    Il rito

    Terminata la messa, omettendone il congedo, il sacerdote dalla sede invita i fedeli alla preghiera con le parole indicate dal messale. Il cerimoniere avvicina alla sede i ministranti con le ceneri, l’aspersorio e l’acqua benedetta. Dopo alcuni istanti di preghiera silenziosa, il sacerdote pronuncia l’orazione, scegliendola tra le tre proposte; quindi asperge le ceneri con l’acqua benedetta, senza nulla dire.

    Il cerimoniere accompagna il sacerdote al luogo in cui i fedeli si accostano per ricevere le ceneri. È possibile scegliere tra le due formule riportate dal messale per l’imposizione delle ceneri.

    Rito al di fuori della Messa

    La benedizione e l’imposizione delle ceneri si può compiere anche senza la messa. In questo caso, è opportuno premettere al rito una liturgia della Parola come nella messa, seguendo il seguente schema:
    § canto all’ingresso;
    § orazione e letture con i canti corrispondenti;
    § omelia;
    § benedizione e imposizione delle ceneri;
    § preghiera universale;
    § congedo.

    Il sacerdote può indossare il piviale di colore morello.


    VENERDÌ DEL TEMPO DI QUARESIMA

    Nei Venerdì di Quaresima, secondo l’antica e costante tradizione ambrosiana, non si celebra la liturgia eucaristica, a meno che ricorrano le solennità di S. Giuseppe o dell’Annunciazione del Signore.

    Si raccomanda in modo particolare la preghiera solenne dei Vesperi con le letture (colore liturgico morello) ed il pio esercizio della Via Crucis cui può seguire la Benedizione con la reliquia della S. Croce (colore liturgico rosso).

    Il “Libro per la preghiera ed il canto delle comunità ambrosiane - Cantemus Domino - riporta alle pagine 142-145 uno schema di adorazione della Croce conclusa dalla benedizione.

    Cose e luoghi da preparare:

    · In sacrestia:
    ü stola (eventualmente piviale) di colore rosso;
    ü turibolo e navicella;
    ü cantari.

    · In presbiterio:
    ü testo per il sacerdote (Cantemus Domino p. 145);
    ü velo omerale rosso.

    Rito dell’esposizione della Reliquia della S. Croce


    Il sacerdote, rivestito di camice o cotta e stola rossa, si reca al luogo ove è custodita la Reliquia della Croce accompagnato dai ministranti che possono portare il turibolo ed i cantari.

    Il sacerdote infonde l’incenso, si inginocchia ed incensa la Reliquia, poi portando la Reliquia (eventualmente rivestito del velo omerale rosso) si dirige all’altare preceduto dal turibolo fumigante ed affiancato dai cantari. L’assemblea può eseguire un canto adatto. Il sacerdote depone la Reliquia sull’altare e, stando in ginocchio, la incensa. I cantari si possono collocare sull’altare, se già non vi si trovano altre candele. Terminata l’incensazione, il sacerdote ed i ministranti si alzano, fanno l’inchino profondo e tornano in sacrestia.

    Rito della benedizione con la reliquia della S. Croce


    Il sacerdote può indossare il piviale del colore liturgico rosso.

    Al termine della Via Crucis o dell’adorazione, mentre si canta la sallenda “O Croce benedetta...” il sacerdote si accosta all’altare, genuflette e si inginocchia in adorazione per alcuni istanti.

    Il sacerdote pronuncia, stando in piedi e premettendo l’invito Preghiamo, l’orazione “O Padre, che hai voluto salvare...”, poi rivolge il saluto “Il Signore sia con voi” al quale i fedeli rispondono nel modo consueto, aggiungendo il triplice Kyrie eleison. Il sacerdote invita ”Diamo lode al Signore”, i fedeli acclamano “rendiamo grazie a Dio”.

    Mentre si canta l’inno Vexilla regis o altro canto opportuno, il sacerdote infonde l’incenso ed, in ginocchio, incensa la reliquia; poi dal cerimoniere riceve sulle spalle il velo omerale rosso, si alza, genuflette e, rialzatosi, prende la reliquia; benedice tracciando un segno di croce e dicendo “Vi benedica Dio onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo”; il popolo risponde con l’Amen.
    Deposta la reliquia sull’altare il sacerdote si inginocchia ed il cerimoniere gli toglie il velo omerale; nel frattempo si esegue un canto adatto. Quindi, ricevuto il turibolo dal cerimoniere, il sacerdote incensa la reliquia.

    Terminata la benedizione, mentre l’assemblea esegue un canto adatto, la Reliquia viene riposta nel luogo ove solitamente è custodita. Il sacerdote prende la Reliquia (eventualmente rivestito del velo omerale rosso) e, preceduto dal turibolo fumigante ed affiancato dai cantari si dirige al luogo della reposizione. Qui, dopo aver deposto la Reliquia, la incensa. Poi torna in sacrestia accompagnato dai ministranti.

    Nota: la reliquia della S. Croce viene incensata allo stesso modo della croce nella messa, l’incensazione però viene fatta stando in ginocchio.
    Ultima modifica di donmitch; 26-02-2007 alle 22:22

  8. #18
    Sacerdos L'avatar di donmitch
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    Citazione Originariamente Scritto da Eckhart Visualizza Messaggio
    Ho una domanda: come mai il tanto raccomandato "pio esercizio della Via Crucis", in molte parrocchie ambrosiane (ma anche in seminario, a quanto mi è stato raccontato) sta sempre più cedendo il posto a celebrazioni "alternative"?
    (per pudore, evito di fare degli esempi)

    Almeno di nome si chiamano Via Crucis..... poi per stazioni e testi la creatività ha libero sfogo !!!!

  9. #19
    Sacerdos L'avatar di donmitch
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    Per restare in tema:

    il testo della Via Crucis nelle varie zone pastorali della Diocesi, presieduta dal Card. Arcivescovo.

    http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI...CRUCIS2007.pdf

  10. #20
    Sacerdos L'avatar di donmitch
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    Che in duemila anni poche cose sono cambiate.
    Mentre pochi seguono dolenti il cammino di Cristo verso il Golgota, altri o stanno semplicemente a guardare, o cercano di togliere il vero senso alla Passione di Cristo.
    Meglio relegare la Croce dietro altre parvenze, edulcorare, diluire, fino a farla scomparire !!!

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