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Discussione: Notizie varie riguardo alle vicissitudini della riforma del Rito Ambrosiano

  1. #11
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
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    Non so se è stato già chiesto.
    Ma visto che per voi ambrosiani, l'Avvento inizia la prima domenica dopo san Martino, cosa accade quando arriva la solennità di Cristo Re?
    Si accantona solo per quel giorno il morello e il carattere penitenziale d'attesa e si festeggia la solennità
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Phantom Visualizza Messaggio
    Non so se è stato già chiesto.
    Ma visto che per voi ambrosiani, l'Avvento inizia la prima domenica dopo san Martino, cosa accade quando arriva la solennità di Cristo Re?
    Si accantona solo per quel giorno il morello e il carattere penitenziale d'attesa e si festeggia la solennità
    La solennità di Cristo Re nel rito ambrosiano è l'ultima domenica dell'anno liturgico esattamente come nel rito romano. La differenza è che nel rito ambrosiano l'anno liturgico finisce due settimane prima, tutto qui

    La domenica corrispondente alla XXXII per Annum romana nel rito ambrosiano si celebra la solennità di Cristo Re in bianco e dalla domenica successiva - la XXXIII per Annum romana - si entra in tempo di avvento con il morello.

  3. #13
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    In forza di tali disposizioni dalla I di Avvento del 1978 il Simbolo di fede fu riportato, secondo la tradizione, prima della preghiere sulle offerte quale segno di comunione nell'ortodossia introduttivo all'anafora, mentre lo scambio del segno di pace venne di norma collocato in apertura dei riti di offerta.
    Mi ricordo quando il parroco di allora, durante la messa illustrò queste importanti "novità". Se non erro c'era anche il Padre Nostro recitato dai fedeli con le braccia allargate (ma non mano nella mano....).
    Sono passati ben 40 anni!

  4. #14
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
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    Citazione Originariamente Scritto da Carbonate Visualizza Messaggio
    La solennità di Cristo Re nel rito ambrosiano è l'ultima domenica dell'anno liturgico esattamente come nel rito romano. La differenza è che nel rito ambrosiano l'anno liturgico finisce due settimane prima, tutto qui
    Quindi è una settimana prima dell'inizio dell'Avvento ambrosiano?
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Carbonate Visualizza Messaggio
    La solennità di Cristo Re nel rito ambrosiano è l'ultima domenica dell'anno liturgico esattamente come nel rito romano. La differenza è che nel rito ambrosiano l'anno liturgico finisce due settimane prima, tutto qui
    Cosa che ha creato, per il RA, il termine dell'Anno Santo non in corrispondenza con il termine dell'anno liturgico (e un parroco ha detto: "la predica per Cristo Re, quest'anno la faccio tra due settimane in corrispondenza con il termine dell'Anno Santo" o qualcosa del genere).

  6. #16
    Saggio del Forum
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    Citazione Originariamente Scritto da Phantom Visualizza Messaggio
    Quindi è una settimana prima dell'inizio dell'Avvento ambrosiano?
    Sì.

  7. Il seguente utente ringrazia Carolum per questo messaggio:

    Phantom (05-03-2017)

  8. #17
    Moderatore L'avatar di Carbonate
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    Citazione Originariamente Scritto da Phantom Visualizza Messaggio
    Quindi è una settimana prima dell'inizio dell'Avvento ambrosiano?
    Sì. É esattamente tutto come nel rito romano, solo anticipato di due settimane.
    Nel rito ambrosiano, a seconda degli anni, cade la prima o la seconda domenica di novembre, nel rito romano la terza o la quarta.

  9. #18
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da Carolum Visualizza Messaggio
    Mi ricordo quando il parroco di allora, durante la messa illustrò queste importanti "novità". Se non erro c'era anche il Padre Nostro recitato dai fedeli con le braccia allargate (ma non mano nella mano....).
    Sono passati ben 40 anni!
    Il Padre Nostro a braccia allargate è sempre stato raccomandato dal card. Colombo (insieme all'allargamento delle braccia alla Consacrazione).
    Mi pare di ricordare che ho citato le indicazioni del card. Colombo nella discussione sul Padre nostro.

    E non c'è mai stato nessun invito a tenersi per mano. La cosa è nata dall'iniziativa dei soliti catechisti che si improvvisano liturgisti o dei preti che vogliono "bbbene alla gggente".

    PS. Visto che se ne parla ho proprio letto l'altro giorno, e lo riporto qui così ne resta traccia e lo metterò anche nella discussione specifica, che le "Note per la celebrazione del sacramento della Confermazione" emanate dalla Diocesi ritengo nei primi anni '90 dicono espressamente:
    La Preghiera del Signore – dove possibile – si preferisca formularla in canto, evitando in ogni caso di invitare i cresimanti e gli altri fedeli a tenersi per mano. Il gesto rituale che accompagna la recita o il canto del «Padre nostro» è innanzitutto quello di allargare le braccia ed elevare la mani verso il cielo, secondo l’atteggiamento tipico dell’orante.

  10. Il seguente utente ringrazia Ambrosiano per questo messaggio:

    Carolum (05-03-2017)

  11. #19
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da Carolum Visualizza Messaggio
    Cosa che ha creato, per il RA, il termine dell'Anno Santo non in corrispondenza con il termine dell'anno liturgico (e un parroco ha detto: "la predica per Cristo Re, quest'anno la faccio tra due settimane in corrispondenza con il termine dell'Anno Santo" o qualcosa del genere).
    L'hoo minga capida, ma va ben iscì.
    E a Cristo Re di cosa ha parlato? Del festival di sanremo?

  12. #20
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da Carolum Visualizza Messaggio
    Questo non lo so.
    Però mi hanno raccontato che erano forti le pressioni per abbandonare il RA per il nuovo RR riformato, che accoglieva elementi della tradizione ambrosiana.
    Cambiando qua e cambiando là, tanto valeva unificare, si diceva (come hanno fatto per il Rito Mozarabico oppure per i riti degli ordini religiosi).

    Non credo che il card. Colombo avrebbe salvato il RA se non fosse stato per l’intervento del Romano Pontefice.
    Cercando qui e là nel computer ho ritrovato 5 brevi interviste che avevo scaricato da Youtube nel 2006.
    Penso fossero inserite nel settimanale di informazione ecclesiale ambrosiana "La chiesa nella città" di Telenova, l'intervistatrice è infatti Annamaria Braccini, giornalista di Telenova.
    Il titolo che le accomuna è "L'azione liturgica degli ultimi Arcivescovi di Milano". Quindi le interviste sono relative ai card. Schuster, Montini, Colombo, Martini e Tettamanzi (che all'epoca era ancora l'arcivescovo in cattedra).
    Non sono più riuscito a ritrovare in Youtube gli originali, quindi ho riunito le interviste che mi ero salvate in un solo video e l'ho ricaricato.

    Tutte hanno degli spunti interessanti, ma, per riallacciarmi alla frase in grassetto del post quotato, suggerisco di ascoltare con particolare interesse le interviste relative a Montini (min. 2:58) e Colombo (min. 5:18).
    Da esse si può intuire come i due abbiano poi probabilmente agito in sinergia e dobbiamo proprio ringraziare la Provvidenza che nel momento giusto ci siano stati questi due grandi uomini nel posto giusto.



    Sapete sicuramente la leggenda del giudizio di Dio che permise il salvataggio del rito ambrosiano al tempo di Carlo Magno. Leggenda bella e poetica, ma forse un po' difficile da credere.
    Ci sono invece altri due momenti cruciali in cui si hanno evidenze storiche del pericolo per la sopravvivenza del rito, mi riferisco al periodo della Riforma e al dopo Concilio Vaticano II.
    Ma in quei momenti ci sono sempre stati gli uomini giusti al posto giusto ed il rito si è potuto conservare quasi più vitale di prima: mi riferisco prima a s. Carlo, e poi a Paolo VI e il card. Colombo.
    E' una cosa che dà da pensare .

  13. 4 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Atanvarno (11-03-2017), Carolum (11-03-2017), Cavariese (11-03-2017), Pikachu (12-03-2017)

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