Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2017-2018)

  1. #1
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    Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2017-2018)

    TESTI LITURGICI DELLA MESSA in Rito Ambrosiano per le domeniche, solennità e feste.


    In questa discussione verranno pubblicati i TESTI LITURGICI DELLA SANTA MESSA per le domeniche, solennità e feste, secondo il MESSALE e il LEZIONARIO AMBROSIANO.

    Durante l'anno liturgico 2017-2018 verranno utilizzate le letture dell'Anno B.

    Questo servizio si colloca nel quadro dell'ampio progetto di valorizzazione della liturgia ambrosiana nel forum "Cattolici Romani".

    Qui trovate l'ordinario della Messa secondo il Rito Ambrosiano.


    Come riferimento, per eventuali ricerche, aggiungo qui il link alle discussioni che contengono le letture degli anni precedenti.

    Qui trovate i testi per l'anno 2009-2010. Letture Anno C

    Qui trovate i testi per l'anno 2010-2011. Letture Anno A

    Qui trovate i testi per l'anno 2011-2012. Letture Anno B

    Qui trovate i testi per l'anno 2012-2013. Letture Anno C

    Qui trovate i testi per l'anno 2013-2014. Letture Anno A

    Qui trovate i testi per l'anno 2014-2015. Letture Anno B

    Qui trovate i testi per l'anno 2015-2016. Letture Anno C

    Qui trovate i testi per l'anno 2016-2017. Letture Anno A
    Ultima modifica di Ambrosiano; 09-11-2017 alle 18:14

  2. #2
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    12 Novembre

    I DOMENICA DI AVVENTO– La venuta del Signore
    Anno B


    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo secondo Marco (16, 9-16)

    Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, il Signore Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
    Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato».

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’ INGRESSO
    A te elevo il mio animo, Signore,
    confido in te, mio Dio.
    Che io non resti deluso!
    I miei nemici non mi scherniranno,
    non è confuso chi confida in te.


    Non si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio misericordioso, che nel tuo Unigenito ci hai fatto rinascere creature nuove, guarda all’opera del tuo grande amore e rendici puri da ogni macchia di peccato, nell’attesa del tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (24,16b-23)
    Impallidirà il sole perché il Signore regna sul monte Sion.

    Io dico: «Guai a me!
    Guai a me! Ohimè!».
    I perfidi agiscono perfidamente,
    i perfidi operano con perfidia.
    Terrore, fossa e laccio
    ti sovrastano, o abitante della terra.
    Avverrà che chi fugge al grido di terrore
    cadrà nella fossa,
    chi risale dalla fossa
    sarà preso nel laccio,
    poiché cateratte dall’alto si aprono
    e si scuotono le fondamenta della terra.
    A pezzi andrà la terra,
    in frantumi si ridurrà la terra,
    rovinosamente crollerà la terra.
    La terra barcollerà come un ubriaco,
    vacillerà come una tenda;
    peserà su di essa la sua iniquità,
    cadrà e non si rialzerà.
    Avverrà che in quel giorno il Signore punirà
    in alto l’esercito di lassù
    e in terra i re della terra.
    Saranno senza scampo incarcerati,
    come un prigioniero in una prigione sotterranea,
    saranno rinchiusi in un carcere
    e dopo lungo tempo saranno puniti.
    Arrossirà la luna,
    impallidirà il sole,
    perché il Signore degli eserciti regna
    sul monte Sion e a Gerusalemme,
    e davanti ai suoi anziani risplende la sua gloria.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 79(80)

    R. Fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

    Signore, Dio degli eserciti,
    fino a quando fremerai di sdegno
    contro le preghiere del tuo popolo? R.

    Tu ci nutri con pane di lacrime,
    ci fai bere lacrime in abbondanza.
    Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini,
    e i nostri nemici ridono di noi. R.

    Dio degli eserciti, ritorna!
    Guarda dal cielo e vedi
    e visita questa vigna,
    proteggi quello che la tua destra ha piantato,
    il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. R.

    Da te mai più ci allontaneremo,
    facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
    Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
    fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (15,22-28)
    L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte.

    Fratelli, come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza. È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però, quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Iddio verrà e si farà vedere;
    il nostro Dio non tarderà a venire.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (13,1-27)
    Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta».
    Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: «Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?».
    Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno. E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori.
    Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
    Quando vedrete l’abominio della devastazione presente là dove non è lecito – chi legge, comprenda –, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!
    Pregate che ciò non accada d’inverno; perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale non vi è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni.
    Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là”, voi non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto.
    In quei giorni, dopo quella tribolazione,
    il sole si oscurerà,
    la luna non darà più la sua luce,
    le stelle cadranno dal cielo
    e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
    Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Come un lampo da oriente a occidente,
    tale sarà il ritorno del Figlio dell’uomo.
    Vegliate tutti e pregate:
    non sapete il giorno né l’ora,
    quando il nostro Signore
    metterà fine al mondo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, risveglia la tua potenza e vieni; allontana gli assalti del male e sostieni la Chiesa che si affida alla tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio, il sacrificio che ti offriamo perché accresca la nostra dedizione e porti a compimento la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie, o Padre santo e onnipotente, per Cristo
    Signore nostro. Con la sua prima venuta nell’umiltà della carne egli portò a compimento l’antica speranza e aprì il passaggio all’eterna salvezza; quando verrà di nuovo nello splendore della gloria potremo ottenere, in pienezza di luce, i beni promessi che ora osiamo sperare, vigilando nell’attesa. Con questa fiducia, uniti ai cori degli angeli, cantiamo insieme l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ecco, il Signore Dio
    viene con potenza.
    Come un pastore guiderà il suo gregge,
    con la sua mano radunerà gli agnelli
    e li terrà tra le sue braccia.


    ALLA COMUNIONE
    Gioite, o cieli; esulta, o terra;
    gridate di gioia, o monti,
    perché il Signore consola il suo popolo
    con la sua mano radunerà gli agnelli
    e ha pietà degli infelici.


    DOPO LA COMUNIONE
    Ricevuti i tuoi doni di grazia ti chiediamo, o Dio onnipotente, che cresca in noi, assidui alla tua cena, il frutto della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  3. #3
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    II DOMENICA DI AVVENTO – I figli del Regno
    Anno B

    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca (24, 1-8)

    Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
    Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole.

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Il suo frutto si innalzerà
    come il cedro del Libano.
    Il Signore sarà benedetto per sempre,
    davanti al sole ascenderà il suo nome;
    in lui saranno benedette
    tutte le genti della terra.


    Non si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Ispira alla tua famiglia, o Dio onnipotente, il proposito santo di andare incontro con operosa giustizia al Salvatore che viene, perché meriti con i tuoi eletti di possedere il regno dei cieli.
    Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (51,7-12a)
    I riscattati dal Signore ritorneranno e verranno in Sion con esultanza.

    Così dice il Signore Dio:
    «Ascoltatemi, esperti della giustizia,
    popolo che porti nel cuore la mia legge.
    Non temete l’insulto degli uomini,
    non vi spaventate per i loro scherni;
    poiché le tarme li roderanno come una veste
    e la tignola li roderà come lana,
    ma la mia giustizia durerà per sempre,
    la mia salvezza di generazione in generazione.
    Svégliati, svégliati, rivèstiti di forza,
    o braccio del Signore.
    Svégliati come nei giorni antichi,
    come tra le generazioni passate.
    Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab,
    che hai trafitto il drago?
    Non sei tu che hai prosciugato il mare,
    le acque del grande abisso,
    e hai fatto delle profondità del mare una strada,
    perché vi passassero i redenti?
    Ritorneranno i riscattati dal Signore
    e verranno in Sion con esultanza;
    felicità perenne sarà sul loro capo,
    giubilo e felicità li seguiranno,
    svaniranno afflizioni e sospiri.
    Io, io sono il vostro consolatore».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 47(48)

    R. Il tuo nome, o Dio, si estende ai confini della terra.

    Grande è il Signore e degno di ogni lode
    nella città del nostro Dio.
    La tua santa montagna, 3altura stupenda,
    è la gioia di tutta la terra. R.

    Il monte Sion, vera dimora divina,
    è la capitale del grande re.
    Dio nei suoi palazzi
    un baluardo si è dimostrato. R.

    Come avevamo udito, così abbiamo visto
    nella città del Signore degli eserciti,
    nella città del nostro Dio;
    Dio l’ha fondata per sempre. R.

    O Dio, meditiamo il tuo amore
    dentro il tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio,
    così la tua lode si estende
    sino ai confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra. R.

    Circondate Sion, giratele intorno.
    Osservate le sue mura,
    passate in rassegna le sue fortezze,
    per narrare alla generazione futura:
    questo è Dio,
    il nostro Dio in eterno e per sempre. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (15,15-21)
    Coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno.

    Fratelli, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito. Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto:
    Coloro ai quali non era stato annunciato lo vedranno,
    e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
    Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (3,1-12)
    Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre.

    In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».
    Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse:
    Voce di uno che grida nel deserto:
    Preparate la via del Signore,
    raddrizzare i suoi sentieri!
    E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico.
    Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
    Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare i figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Sta per venire il tempo del Salvatore,
    e i sui giorni non tarderanno.
    Ecco: il Signore avrà misericordia,
    disperderà le tenebre con la sua luce.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Sostieni in noi, o Dio, la speranza, accresci la nostra fede e il nostro amore filiale e ricolmaci di grazia secondo le tue promesse. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Donaci, o Dio onnipotente, per la forza divina di questo mistero, la vita eterna di Cristo, tuo Figlio, che si è fatto partecipe della nostra natura mortale, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, che sei Dio di misericordia e alla punizione della colpa preferisci sempre un generoso perdono.
    Nell’umanità del tuo Figlio hai ricreato l’uomo perché la morte non deformasse in lui la tua immagine viva. E’ grazia della tua pietà che ci salva: dalla carne di Adamo il peccato ci aveva dato la morte, dalla carne di Cristo il tuo amore infinito ci ha riplasmato alla vita.
    Per questo dono, uniti alla gioia degli angeli, eleviamo insieme l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ecco, il Signore viene,
    e tutti i suoi santi con lui;
    e splenderà in quel giorno una grande luce.


    ALLA COMUNIONE
    «Consolate, consolate il mio popolo,
    -dice il vostro Dio-.
    Non temete: io sono il vostro aiuto,
    il vostro redentore».


    DOPO LA COMUNIONE
    La forza ricevuta nei tuoi misteri, o Dio onnipotente, ci aiuti a vincere il nostro egoismo e ci confermi nel desiderio del tuo regno.
    Per Cristo nostro Signore.

  4. #4
    Gran CierRino
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    26 Novembre

    III DOMENICA DI AVVENTO– Le profezie adempiute
    Anno B

    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (20,1-8)

    Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme dall’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    O cieli, stillate rugiada,
    dalle nubi discenda giustizia:
    si schiuda la terra
    e germogli il Salvatore.


    Non si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nella venuta del tuo Figlio unigenito hai risollevato l’uomo, caduto in potere della morte, a noi che ne proclamiamo con gioia l’incarnazione gloriosa dona di entrare in comunione di vita con il Redentore, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (51,1-6)
    Guardate ad Abramo vostro padre, perché io chiamai lui solo.

    Così dice il Signore Dio:
    «Ascoltatemi, voi che siete in cerca di giustizia,
    voi che cercate il Signore;
    guardate alla roccia da cui siete stati tagliati,
    alla cava da cui siete stati estratti.
    Guardate ad Abramo, vostro padre,
    a Sara che vi ha partorito;
    poiché io chiamai lui solo,
    lo benedissi e lo moltiplicai.
    Davvero il Signore ha pietà di Sion,
    ha pietà di tutte le sue rovine,
    rende il suo deserto come l’Eden,
    la sua steppa come il giardino del Signore.
    Giubilo e gioia saranno in essa,
    ringraziamenti e melodie di canto!
    Ascoltatemi attenti, o mio popolo;
    o mia nazione, porgetemi l’orecchio.
    Poiché da me uscirà la legge,
    porrò il mio diritto come luce dei popoli.
    La mia giustizia è vicina,
    si manifesterà la mia salvezza;
    le mie braccia governeranno i popoli.
    In me spereranno le isole,
    avranno fiducia nel mio braccio.
    Alzate al cielo i vostri occhi
    e guardate la terra di sotto,
    poiché i cieli si dissolveranno come fumo,
    la terra si logorerà come un vestito
    e i suoi abitanti moriranno come larve.
    Ma la mia salvezza durerà per sempre,
    la mia giustizia non verrà distrutta».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 45(46)

    R. Nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

    Dio è per noi rifugio e fortezza,
    aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
    Perciò non temiamo se trema la terra,
    se vacillano i monti nel fondo del mare. R.

    Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
    la più santa delle dimore dell’Altissimo.
    Dio è in mezzo a essa: non potrà vacillare.
    Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.
    Fremettero le genti, vacillarono i regni;
    egli tuonò: si sgretolò la terra. R.

    Il Signore degli eserciti è con noi,
    nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
    Venite, vedete le opere del Signore,
    egli ha fatto cose tremende sulla terra. R.


    EPISTOLA
    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2,14-16a)
    I credenti, profumo di Cristo nel mondo.

    Fratelli, siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo per quelli che si salvano e per quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    La Legge e i Profeti hanno profetato fino a Giovanni;
    è lui quell’Elia che deve venire.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (5,33-39)
    Voi scrutate le Scritture: sono proprio esse che mi rendono testimonianza.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
    Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Dite agli smarriti di cuore:
    «Coraggio, non temete!
    Ecco: si compie il giusto giudizio di Dio,
    il nostro Dio viene a salvarci».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Accogli, o Dio di misericordia, la preghiera del tuo popolo: a noi, gioiosi per la venuta del tuo Figlio unigenito nell’umiltà della carne, dona il premio della vita eterna al suo ritorno come Signore glorioso, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Guarda con bontà, o Dio, le offerte che deponiamo sul tuo altare, e la tua potenza consacri quanto la nostra povertà riesce a donarti. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    A Cristo Signore la Chiesa va incontro nel suo faticoso cammino, sorretta e allietata dalla speranza, fino a che, nell’ultimo giorno, compiuto il mistero del regno, entrerà con lui nel convito nuziale.
    In questa attesa gioiosa, uniti ai cori degli angeli, eleviamo insieme l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Popolo di Sion, ecco il Signore viene
    a salvare tutte le genti;
    Il Signore manifesterà la sua gloria
    e avrete la gioia nel cuore.


    ALLA COMUNIONE
    Corrono i nostri anni e i giorni verso la fine.
    E’ tempo di sorgere a cantare la lode di Cristo.
    Siano accese le nostre lampade
    perché il Signore viene a giudicare tutte le genti.


    DOPO LA COMUNIONE
    Accesi dal fuoco dello Spirito, o Dio, e saziati del dono divino, i nostri cuori siano pervasi dal desiderio di risplendere come luci festose davanti al Cristo, il Figlio tuo che viene, e vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #5
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    30 Novembre

    Sant’Andrea, apostolo (festa)


    ALL’INGRESSO
    Sulle sponde del mare di Galilea
    il Signore vide due fratelli,
    Pietro e Andrea,
    e li chiamò: «Venite dietro a me
    e vi farò pescatori di uomini».


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio onnipotente, donaci di trovare e di seguire il Salvatore, come l’apostolo Andrea, che, da lui chiamato, abbandonò ogni cosa del mondo per servire Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del primo libro dei Re (19,19b-21)
    Eliseo, lasciati i buoi, seguì Elia.

    In quei giorni. Elia trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elia disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te». Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal salmo 18(19)

    R. Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.

    I cieli narrano la gloria di Dio,
    l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
    Il giorno al giorno ne affida il racconto
    e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.

    Senza linguaggio, senza parole,
    senza che si oda la loro voce,
    per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
    e ai confini del mondo il loro messaggio. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati. (1,8-12)
    Il Vangelo da me annunciato non l’ho ricevuto da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

    Fratelli, se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!
    Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Accogli, croce beata,
    chi umile s’è fatto per amore di Dio;
    accogli il discepolo di colui che a te fu sospeso.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del vangelo secondo Matteo (4,18-22)
    Il Signore Gesù vide Simone e Andrea; ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

    In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Cristo inviò l’apostolo Andrea
    ad annunziare agli uomini la via della salvezza
    perché conoscessero
    la ricchezza misteriosa e perenne
    della croce del suo Maestro e Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio onnipotente, esaudisci la nostra preghiera nella festa dell’apostolo sant’Andrea; egli, che fu annunziatore del vangelo e maestro della tua Chiesa, sia sempre nostro intercessore nel regno eterno. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, con l’offerta che ti presentiamo nella festa di sant’Andrea apostolo, l’umile dedizione di noi stessi e donaci in cambio la tua vita divina. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Oggi è il giorno sacro al mistero della vita e della morte di sant’Andrea che nell’aperta predicazione di Cristo e nel martirio di croce si rivelò fratello vero di Pietro e meritò di partecipare nella sofferenza e nella gloria alla schiera beata degli apostoli.
    Uniti nell’inno di lode a questo tuo servo, che esulta in cielo con gli angeli e i santi, eleviamo a te, o Padre, il canto di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Disse Andrea a Simone suo fratello:
    «Abbiamo trovato il Messia».
    E lo condusse a Gesù.


    ALLA COMUNIONE
    Accogli, croce santa,
    il discepolo di quel Signore
    che fu inchiodato su di te.
    Fammi tornare al mio Maestro
    che per mezzo tuo mi ha salvato.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il Pane di vita, di cui ci siamo nutrìti, ci fortifichi, o Dio, e ci dia la grazia di portare in noi, sull’esempio dell’apostolo sant’Andrea, i patimenti del tuo Figlio crocifisso, nella speranza di condividere la sua gloria di Salvatore risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  6. #6
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    3 Dicembre

    IV DOMENICA DI AVVENTO – L’Ingresso del Messia
    Anno B


    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Matteo (28,8-10)

    Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, il Signore Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Sia benedetto, Dio, Signore di Israele,
    che ha visitato e redento il suo popolo.
    Ha suscitato tra noi un salvatore,
    come aveva promesso
    per bocca dei suoi santi profeti.


    Non si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Ci illumini, o Dio, e ci mondi il cuore da ogni macchia di colpa la venuta del tuo Verbo, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Profeta Isaia (16,1-5)
    Manda l’Agnello.

    In quei giorni, Isaia disse: «Mandate l’agnello
    al signore della regione,
    da Sela del deserto
    al monte della figlia di Sion.
    Come un uccello fuggitivo,
    come una nidiata dispersa
    saranno le figlie di Moab
    ai guadi dell’Arnon.
    Dacci un consiglio,
    prendi una decisione!
    Rendi come la notte la tua ombra
    in pieno mezzogiorno;
    nascondi i dispersi,
    non tradire i fuggiaschi.
    Siano tuoi ospiti
    i dispersi di Moab;
    sii loro rifugio di fronte al devastatore.
    Quando sarà estinto il tiranno
    e finita la devastazione,
    scomparso il distruttore della regione,
    allora sarà stabilito un trono sulla mansuetudine,
    vi siederà con tutta fedeltà, nella tenda di Davide,
    un giudice sollecito del diritto
    e pronto alla giustizia».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 149

    R. Cantino al loro re i figli di Sion.

    Cantate al Signore un canto nuovo;
    la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
    Gioisca Israele nel suo creatore,
    esultino nel loro re i figli di Sion. R.

    Lodino il suo nome con danze,
    con tamburelli e cetre gli cantino inni.
    Il Signore ama il suo popolo,
    incorona i poveri di vittoria. R.

    Esultino i fedeli nella gloria,
    facciano festa sui loro giacigli.
    Le lodi di Dio sulla loro bocca,
    questo è un onore per tutti i suoi fedeli. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (3,11-4,2)
    Rendete irreprensibili i vostri cuori al momento della venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

    Fratelli, voglia Dio stesso, Padre nostro, e il Signore nostro Gesù guidare il nostro cammino verso di voi! Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
    Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate -, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
    Osanna al figlio di Davide!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (11,1-11)
    Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide.

    In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”». Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare. Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
    «Osanna!
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
    Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
    Osanna nel più alto dei cieli!».
    Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Non temere, Sion,
    non lasciarti cadere le braccia!
    Il Signore tuo Dio in mezzo a te
    è un salvatore potente,
    per te esulterà di gioia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    La tua grazia, o Dio onnipotente, ispiri e sostenga nel cammino della salvezza quanti aspettano il Signore con ardente speranza; dona loro il tuo aiuto per la vita presente e i beni di quella futura. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Santifica, o Dio, i nostri doni perché, ricevendoli al convito del tuo Figlio, vi troviamo il pegno della gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio onnipotente, celebrando in letizia l’avvento della nostra salvezza.
    Con la tua promessa di redenzione hai risollevato dopo la colpa a nuova speranza di grazia il genere umano, creato in santità e giustizia nel tuo Verbo divino, e nella pienezza dei tempi hai mandato lo stesso tuo Verbo nel mondo perché, vivendo come uomo tra noi, ci aprisse il mistero del tuo amore paterno e, sciolti i legami mortali del male, ci infondesse di nuovo la vita eterna del cielo.
    Riconoscenti per questo tuo dono, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo insieme l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    O Dio con noi, nostro sovrano,
    che ci hai dato la legge dell’amore,
    tu, che le genti attendono,
    tu, che le puoi redimere,
    vieni a salvarci.


    ALLA COMUNIONE
    Dio solo mi salva e mi sorregge;
    io resisto perché mi appoggio a lui.
    È Dio la mia speranza e il mio soccorso;
    confidare in lui,
    a lui aprite tutto il vostro cuore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che già nel sacramento divino ci hai largamente anticipato la redenzione eterna, ascolta la nostra supplica: tanto più accresci il nostro interiore proposito di celebrare degnamente il mistero di salvezza, quanto più il trascorrere dei giorni ci avvicina il prezioso natale di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  7. #7
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    6 Dicembre (nelle ore vespertine)

    ORDINAZIONE DI SANT’AMBROGIO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA, PATRONO DELLA SANTA CHIESA AMBROSIANA E DELLA CITTÀ DI MILANO (solennità)

    Liturgia vigiliare vespertina:


    RITO DELLA LUCE
    Sempre su noi rifulga
    il divino splendore.O Dio, dirigi e rendi feconda
    l’opera delle nostre mani.
    Guarda benigno i tuoi servi, Signore;
    saziaci con la tua grazia.O Dio, dirigi e rendi feconda
    l’opera delle nostre mani.
    Sempre su noi rifulga
    il divino splendore.O Dio, dirigi e rendi feconda
    l’opera delle nostre mani.


    INNO

    Festoso ascende l’inno
    al padre santo, al pastore animoso,
    che in tempi incerti apparve
    anelato presidio di speranza.

    Odi. Una voce di bimbo si leva
    nell’assemblea discorde:
    Ambrogio vescovo! E sùbito
    lieto consente il popolo.

    Così la nostra Chiesa un maestro
    invidiata conobbe;
    così l’ariana protervia
    fu debellata per sempre.

    I dolci canti ci insegnò di Dio
    unanimi a cantare;
    al nostro fonte di grazia Agostino
    rigenerò con amore di padre.

    È l’alba del sabato: il vescovo,
    nutrito del corpo di Cristo,
    nel giorno che aveva predetto
    verso la Pasqua eterna si incammina.

    Ecco il tuo gregge: famelici
    ancora si aggirano i lupi.
    Tu disperdi ogni insidia
    nella dolcezza di una lunga pace.

    Alla divina Trinità beata,
    che la fatica dei servi
    della sua gioia ineffabile premia,
    gloria e onore nei secoli. Amen.

    oppure:

    Nostrum Paréntem màximum
    canàmus omnes, tùrbidas
    qui fluctuàntis saéculi
    terris procéllas éxpulit.

    Infans locútus Insubrum
    Ambrósio fert infulam:
    cunctórum ora cóclamant
    Ambrósium episcopum.

    Velat sacráta dénique
    doctum thiára vérticem:
    sacráque tectus cásside,
    bellum minátur Ario.

    Abúnde sacra litteras
    explants atque edisserit,
    divina pandens dogmata
    mira niter facúndia.

    Fac nos amémus cárminum
    dulces modos persólvere,
    ac mente voci cónsona,
    te dirigénte, psállere.

    Cum Augustinum rhétorem
    patérno corde récipit,
    ad Christi fidem instruit,
    creat baptismo filium.

    Paschális mane sábbati
    quo die iam praedixerat
    recépto Christi córpore
    ad regna intrávit caélica.

    Iam nunc furéntem tártari
    lupum flagéllo súbmove;
    ut pace longa pólleat,
    plebs sancta ab hoste libera.

    Deo Patri sit glória
    eiúsque soli Filio
    cum Spiritu Paráclito
    nunc et per omne saéculum. Amen.


    RESPONSORIO
    «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
    ho giurato a Davide, mio servo:
    Ti darò un trono che duri nei secoli».
    Con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà,
    poiché tu hai detto:
    «Ti darò un trono che duri nei secoli».


    LETTURA VIGILIARE

    Vita di sant’Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa.

    Ambrogio nacque da famiglia romana a Trèviri nelle Gallie, città allora residenza imperiale, dove il padre esercitava le alte funzioni di prefetto del pretorio. Terminati a Roma gli studi, ricevette dal prefetto Probo l’incarico di recarsi a Milano come governatore della provincia di Liguria ed Emilia.
    Proprio in quel tempo morì il vescovo Assenzio e tra il popolo cristiano si accese una violenta discordia in merito alla scelta del successore. Ambrogio si recò allora – com’era dovere della sua carica – alla chiesa, per sedare il tumulto: qui parlò a lungo e con grande capacità persuasiva della pace e del bene comune. L’impressione sui presenti fu enorme. Si dice che a quel punto improvvisamente risuonò nell’assemblea l’esclamazione di un fanciullo «Ambrogio vescovo!», e che tutto il popolo si unì a quella voce e acclamò concorde «Ambrogio vescovo!», designando in tal modo con scelta unanime il governatore quale proprio pastore.
    Di fronte al rifiuto e alla resistenza di Ambrogio, il desiderio ardente del popolo fu sottoposto all’imperatore Valentiniano, che si mostrò ben contento che il vescovo fosse stato scelto tra i magistrati da lui nominati. Lietissimo fu pure il prefetto Probo che, quasi profetizzando, aveva detto ad Ambrogio al momento della partenza: «Va’, e comportati non come giudice, ma come vescovo».
    Coincidendo pertanto la volontà dell’imperatore col desiderio del popolo. Ambrogio venne battezzato (era infatto solo catecumeno), e iniziato nei giorni successivi al sacro ministero.
    Otto giorni dopo il battesimo, precisamente il 7 dicembre dell’anno 374, ricevette l’ordinazione episcopale.
    Divenuto vescovo, fu suo impegno difendere con coraggio la libertà della Chiesa e la dottrina della fede, richiamando alla verità molti eretici; fra questi generò a Gesù Cristo mediante il battesimo sant’Agostino, il grande dottore della Chiesa.
    Sollecito del bene di tutte le Chiese, sapeva intervenire nella comunione cristiana con grande energia e costanza. Fu instancabile nell’adempiere i doveri del ministero pastorale, tanto che, dopo la sua morte, nell’amministrazione dei Misteri dell’iniziazione cristiana cinque vescovi riuscirono a stento a supplirlo.
    Amò intensamente i poveri e i prigionieri, per i quali donò tutto l’oro e l’argento che possedeva. Quando fu eletto vescovo, assegnò alla sua Chiesa anche i propri vasti possedimenti fondiari in Sicilia e in Africa – destinandone il solo usufrutto alla sorella Marcellina – in modo da non serbare per sé cosa alcuna che potesse dire sua. Così, come un soldato privo di impedimenti e pronto a combattere, si mise al seguito di Cristo Signore che «da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà».
    Godeva con coloro che erano nella gioia, piangeva con chi era afflitto. Ogni volta che qualcuno gli confessava i propri peccati per riceverne la penitenza, compartecipava a tal punto al dolore del penitente da versare con lui lacrime di pentimento: si considerava infatti peccatore tra i peccatori.
    Dopo essersi recato per due volte nelle Gallie presso l’usurpatore Massimo, responsabile dell’uccisione dell’imperatore Graziano, Ambrogio ruppe irrevocabilmente la comunione con lui e con quanti si erano resi responsabili, insieme a Massimo, della morte a Trèviri dell’eretico Priscilliano.
    Ma il presule milanese, in seguito alla strage di Tessalonica, non dubitò di escludere dalla partecipazione ai divini Misteri anche il grande imperatore Teodosio, da lui peraltro profondamente stimato, finché questi non ebbe umilmente eseguita la penitenza impostagli a causa di quella efferata repressione.
    Il vescovo di Milano ha lasciato alla sua Chiesa splendidi edifici di culto e all’intera comunione cristiana scritti dogmatici e omiletici, considerati in Oriente come in Occidente testimonianza della fede dell’antica Chiesa indivisa.
    Logorato dalle grandi fatiche e dall’intensa cura della Chiesa di Dio, al termine della sua ultima Quaresima cadde ammalato. Quando era ormai prossimo alla morte, pregava nel suo letto con le braccia aperte in forma di croce; Onorato, vescovo di Vercelli, mosso da un impulso divino, accorse al suo capezzale portandogli il Corpo del Signore. Ambrogio si comunicò e subito dopo consegnò la propria anima a Dio: era il Sabato Santo 4 aprile, dell’anno 397, prima dell’alba.

    Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.


    SALMELLO
    «Ho portato aiuto a un prode,
    ho esaltato un eletto tra il mio popolo:
    la mia mano è il suo sostegno».
    «Su di lui non trionferà il nemico,
    né l’opprimerà l’uomo perverso:
    la mia mano è il suo sostegno».


    ORAZIONE

    O Dio, creatore del mondo, che hai consacrato questo giorno con l’elezione episcopale di sant’Ambrogio, concedi al tuo popolo che ne celebra devotamente la beata memoria di ottenere, per sua intercessione, il soccorso del tuo paterno amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    oppure:

    Dio onnipotente ed eterno, che alla nostra e a tutte le Chiese del mondo hai dato Ambrogio come maestro di fede, faì che si radichi nei cuori e fiorisca l’insegnamento della sua sapienza, e il suo desiderato patrocinio ci assista presso il tuo trono. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei. (5,1-6)
    Il sommo sacerdote viene costituito per gli uomini nelle cose che riguardano Dio.

    Fratelli, ogni sommo sacerdote, infatti, è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
    Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato, gliela conferì come è detto in un altro passo:
    Tu sei sacerdote per sempre,
    secondo l’ordine di Melchìsedek.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Alzo gli occhi verso i monti:
    da dove mi verrà l’aiuto?
    Il mio aiuto viene dal Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (6,14-21)
    La gente, visto il segno, diceva: «Questi è davvero il profeta».

    In quel tempo. La gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
    Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

    Parola del Signore.


    Si procede come nella Messa della vigilia. Dopo la Comunione si canta il Magnificat.


    ANTIFONA AL MAGNIFICAT
    «Su chi volgerò lo sguardo?
    - dice il Signore -. *
    Sull’umile, su chi ha lo spirito contrito,
    su chi teme la mia parola».


    Dopo i tre Kyrie, omessa la Sallenda in onore del santo, il sacerdote celebrante formula l’Orazione dopo la comunione, cui seguono i Riti di conclusione.



    Messa della Vigilia:

    ALL’INGRESSO

    Il Signore ti ha scelto
    per suo sommo sacerdote,
    ti ha aperto i suoi tesori
    e ti ha colmato di ogni benedizione


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, creatore del mondo, che hai consacrato questo giorno con l’elezione episcopale di sant’Ambrogio, concedi al tuo popolo che ne celebra devotamente la beata memoria di ottenere, per sua intercessione, il soccorso del tuo paterno amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA e SALMELLO (o SALMO)
    come nella Liturgia vigiliare vespertina, oppure Salmo della messa nel giorno.


    EPISTOLA, CANTO AL VANGELO e VANGELO
    come nella Liturgia vigiliare vespertina


    DOPO IL VANGELO
    Atteniamoci fermamente alla fede
    come alla rotta sicura,
    perché le tempeste del mondo
    non ci rendano naufraghi.
    Vasto e spazioso è il mare,
    ma non ci impaura:
    tu, o Signore, hai stabilito la tua Chiesa
    sicura sulle acque, per sempre.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Concedi, o Dio, a questa tua Chiesa, al suo vescovo e a tutti i fratelli che vogliono seguire l’esempio di sant’Ambrogio di arrivare insieme al possesso del regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Padre misericordioso, il sacrificio che ti offriamo nella festa di sant’Ambrogio ci liberi dai nostri peccati e ci renda degni dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro.
    A questa tua Chiesa, che inizia a celebrare con rito festivo la memoria di sant’Ambrogio, tu doni che possa trarre nuovo vigore dall’esempio della sua vita generosa e nuovi tesori di sapienza dai suoi mirabili insegnamenti, mentre la sua continua preghiera, che a te sale gradita, ci assicura protezione perenne.
    Con questo tuo grande servo e nostro massimo patrono, uniti agli angeli e ai santi, esultando cantiamo la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ora come un figlio, puoi chiamare Dio
    col nome di padre, ed è grazia mirabile.
    Dica ogni credente: «Padre nostro».


    ALLA COMUNIONE
    Il corpo di Cristo è vero cibo di vita,
    chi se ne nutre con fede
    risorgerà dalla morte e sarà in eterno beato.


    DOPO LA COMUNIONE
    Nutriti del Pane disceso dal cielo e divenuti un solo corpo, ti chiediamo umilmente, o Dio, di essere uniti per sempre a Cristo Signore, nostro modello e nostro Capo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  8. #8
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    7 Dicembre

    ORDINAZIONE DI SANT’AMBROGIO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA, PATRONO DELLA SANTA CHIESA AMBROSIANA E DELLA CITTÀ DI MILANO (solennità)


    Messa nel giorno:

    ALL’INGRESSO
    Il Signore gli ha concesso il dono della parola
    in mezzo alla sua Chiesa.
    Lo ha ricolmato di sapienza, lo ha rivestito di gloria.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nel vescovo sant’Ambrogio ci hai dato un insigne maestro della fede cattolica e un esempio di apostolica fortezza, suscita nella Chiesa pastori secondo il tuo cuore, che la guidino con sapienza e coraggio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide. (50,1a-b(cfr);44,16a.17ab.19b-20a.21a.21d.23a-c;45,3b,12a.7.15e-16c)
    Ecco il sommo sacerdote.

    Ecco il sommo sacerdote,
    che nella sua vita piacque al Signore.
    Fu trovato perfetto e giusto,
    al tempo dell’ira fu segno di riconciliazione.
    Nessuno fu trovato simile a lui nella gloria.
    Egli custodì la legge dell’Altissimo.
    Per questo Dio gli promise con giuramento
    di innalzare la sua discendenza.
    Dio fece posare sul suo capo
    la benedizione di tutti gli uomini e la sua alleanza;
    lo confermò nelle sue benedizioni.
    Lo glorificò davanti ai re.
    Sopra il turbante gli pose una corona d’oro.
    Stabilì con lui un’alleanza perenne
    e lo fece sacerdote per il popolo.
    Lo onorò con splendidi ornamenti
    e gli fece indossare una veste di gloria,
    esercitare il sacerdozio
    e benedire il popolo nel Suo nome.
    Lo scelse fra tutti i viventi
    perché offrisse sacrifici al Signore,
    incenso e profumo come memoriale.

    Parola di Dio.

    oppure:

    LETTURA AGIOGRAFICA

    Vita di sant’Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa

    Ambrogio nacque da famiglia romana a Trèviri nelle Gallie, città allora residenza imperiale, dove il padre esercitava le alte funzioni di prefetto del pretorio. Terminati a Roma gli studi, ricevette dal prefetto Probo l’incarico di recarsi a Milano come governatore della provincia di Liguria ed Emilia.
    Proprio in quel tempo morì il vescovo Assenzio e tra il popolo cristiano si accese una violenta discordia in merito alla scelta del successore. Ambrogio si recò allora – com’era dovere della sua carica – alla chiesa, per sedare il tumulto: qui parlò a lungo e con grande capacità persuasiva della pace e del bene comune. L’impressione sui presenti fu enorme. Si dice che a quel punto improvvisamente risuonò nell’assemblea l’esclamazione di un fanciullo «Ambrogio vescovo!», e che tutto il popolo si unì a quella voce e acclamò concorde «Ambrogio vescovo!», designando in tal modo con scelta unanime il governatore quale proprio pastore.
    Di fronte al rifiuto e alla resistenza di Ambrogio, il desiderio ardente del popolo fu sottoposto all’imperatore Valentiniano, che si mostrò ben contento che il vescovo fosse stato scelto tra i magistrati da lui nominati. Lietissimo fu pure il prefetto Probo che, quasi profetizzando, aveva detto ad Ambrogio al momento della partenza: «Va’, e comportati non come giudice, ma come vescovo».
    Coincidendo pertanto la volontà dell’imperatore col desiderio del popolo. Ambrogio venne battezzato (era infatto solo catecumeno), e iniziato nei giorni successivi al sacro ministero.
    Otto giorni dopo il battesimo, precisamente il 7 dicembre dell’anno 374, ricevette l’ordinazione episcopale.
    Divenuto vescovo, fu suo impegno difendere con coraggio la libertà della Chiesa e la dottrina della fede, richiamando alla verità molti eretici; fra questi generò a Gesù Cristo mediante il battesimo sant’Agostino, il grande dottore della Chiesa.
    Sollecito del bene di tutte le Chiese, sapeva intervenire nella comunione cristiana con grande energia e costanza. Fu instancabile nell’adempiere i doveri del ministero pastorale, tanto che, dopo la sua morte, nell’amministrazione dei Misteri dell’iniziazione cristiana cinque vescovi riuscirono a stento a supplirlo.
    Amò intensamente i poveri e i prigionieri, per i quali donò tutto l’oro e l’argento che possedeva. Quando fu eletto vescovo, assegnò alla sua Chiesa anche i propri vasti possedimenti fondiari in Sicilia e in Africa – destinandone il solo usufrutto alla sorella Marcellina – in modo da non serbare per sé cosa alcuna che potesse dire sua. Così, come un soldato privo di impedimenti e pronto a combattere, si mise al seguito di Cristo Signore che «da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà».
    Godeva con coloro che erano nella gioia, piangeva con chi era afflitto. Ogni volta che qualcuno gli confessava i propri peccati per riceverne la penitenza, compartecipava a tal punto al dolore del penitente da versare con lui lacrime di pentimento: si considerava infatti peccatore tra i peccatori.
    Dopo essersi recato per due volte nelle Gallie presso l’usurpatore Massimo, responsabile dell’uccisione dell’imperatore Graziano, Ambrogio ruppe irrevocabilmente la comunione con lui e con quanti si erano resi responsabili, insieme a Massimo, della morte a Trèviri dell’eretico Priscilliano.
    Ma il presule milanese, in seguito alla strage di Tessalonica, non dubitò di escludere dalla partecipazione ai divini Misteri anche il grande imperatore Teodosio, da lui peraltro profondamente stimato, finché questi non ebbe umilmente eseguita la penitenza impostagli a causa di quella efferata repressione.
    Il vescovo di Milano ha lasciato alla sua Chiesa splendidi edifici di culto e all’intera comunione cristiana scritti dogmatici e omiletici, considerati in Oriente come in Occidente testimonianza della fede dell’antica Chiesa indivisa.
    Logorato dalle grandi fatiche e dall’intensa cura della Chiesa di Dio, al termine della sua ultima Quaresima cadde ammalato. Quando era ormai prossimo alla morte, pregava nel suo letto con le braccia aperte in forma di croce; Onorato, vescovo di Vercelli, mosso da un impulso divino, accorse al suo capezzale portandogli il Corpo del Signore. Ambrogio si comunicò e subito dopo consegnò la propria anima a Dio: era il Sabato Santo 4 aprile, dell’anno 397, prima dell’alba.

    Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.


    SALMO
    Dal Sal 88(89)

    R. Sei stato fedele, Signore, con il tuo servo.

    Canterò in eterno l’amore del Signore,
    di generazione in generazione
    farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
    perché hai detto: «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
    ho giurato a Davide, mio servo. R.

    Ho trovato Davide, mio servo,
    con il mio santo olio l’ho consacrato;
    la mia mano è il suo sostegno,
    il mio braccio è la sua forza. R.

    La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
    e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
    Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
    certo non mentirò a Davide. R.

    In eterno durerà la sua discendenza,
    il suo trono davanti a me quanto il sole,
    sempre saldo come la luna,
    testimone fedele nel cielo». R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. (3,2-11)
    Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo.

    Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero, di cui vi ho già scritto brevemente. Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata concessa secondo l’efficacia della sua potenza. A me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo, affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Tu sei sacerdote per sempre
    al modo di Melchisedek.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (9,40a;10,11-16)
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ad alcuni farisei che erano con lui: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Atteniamoci fermamente alla fede
    come alla rotta sicura,
    perché le tempeste del mondo
    non ci rendano naufraghi.
    Vasto e spazioso è il mare,
    ma non ci impaura:
    tu, o Signore, hai stabilito la tua Chiesa
    sicura sulle acque, per sempre.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, creatore di ogni cosa, che in questo giorno hai costituito sant’Ambrogio nella pienezza del sacerdozio, rendendolo vicario dell’amore del tuo Figlio, pontefice eterno, santifica il nostro vescovo perché pastore e gregge possano conseguire il regno della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Nella celebrazione dei divini misteri venga su noi, o Dio, il tuo Santo Spirito e ci riempia di quella luce evangelica che fece di sant’Ambrogio un ardente apostolo della fede. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Nella tua santa Chiesa tu disponi e ordini i sacerdoti in modo da preparare al Figlio tuo una Sposa senza macchia e senza ruga. In questo giorno solenne tu elevasti Ambrogio alla cattedra episcopale perché, deposta ogni autorità profana, diventasse maestro e guida del tuo gregge, come pastore della Chiesa milanese.
    Con questo tuo grande servo e nostro massimo patrono, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, unico immenso Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quando non osavamo guardare verso il cielo
    ci soccorse la grazia di Cristo
    e i nostri peccati furono perdonati.
    Da servi infedeli, siamo divenuti figli.
    Leviamo dunque lo sguardo al Padre
    che nel battesimo ci ha generato,
    al Padre, che ci ha redento per mezzo del Figlio.


    ALLA COMUNIONE
    Liberi dai legami di ogni colpa
    accorriamo al banchetto celeste
    e, vedendo il santo altare preparato,
    diciamo: «Hai imbandito una mensa per noi!».


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che ci hai rinnovato con la potenza misteriosa di questo sacramento, fa’ che alla scuola del vescovo sant’Ambrogio, camminando àlacri e forti sulla via della salvezza, possiamo giungere alla gioia del convito eterno. Per Cristo nostro Signore.

  9. #9
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    8 Dicembre

    IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (solennità)


    ALL’INGRESSO
    Esulto e gioisco nel Signore,
    l’anima mia si allieta nel mio Dio
    perché mi avvolge in vesti di salvezza
    e con un manto di santità,
    come sposa adornata di gioielli.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che in previsione della morte redentrice di Cristo hai preservato la vergine Maria fin dal primo istante da ogni macchia di peccato e così hai preparato al Figlio tuo fatto uomo una degna dimora, dona anche a noi di venire incontro a te in santità e purezza di vita. Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Genesi. (3,9a.11b-15.20)
    Io porrò inimicizia fra te e la donna, e la sua stirpe ti schiaccerà la testa.

    In quei giorni. Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
    Allora il Signore Dio disse al serpente:
    «Poiché hai fatto questo,
    maledetto tu fra tutto il bestiame
    e fra tutti gli animali selvatici!
    Sul tuo ventre camminerai
    e polvere mangerai
    per tutti i giorni della tua vita.
    Io porrò inimicizia fra te e la donna,
    fra la tua stirpe e la sua stirpe:
    questa ti schiaccerà la testa
    e tu le insidierai il calcagno».
    L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

    Parola di Dio.


    SALMO
    Sal 86(87)

    R. Di te si dicono cose gloriose, piena di grazia!

    Sui monti santi egli l’ha fondata;
    il Signore ama le porte di Sion
    più di tutte le dimore di Giacobbe.
    Di te si dicono cose gloriose, città di Dio! R.

    Iscriverò Raab e Babilonia
    fra quelli che mi riconoscono:
    ecco Filistea, Tiro ed Etiopia: là costui è nato.
    Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati
    e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R.

    Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
    «Là costui è nato».
    E danzando canteranno:
    «Sono in te tutte le mie sorgenti». R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini. (1,3-6.11-12)
    In Cristo ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati.

    Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
    che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
    In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
    per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
    predestinandoci a essere per lui figli adottivi
    mediante Gesù Cristo,
    secondo il disegno d’amore della sua volontà,
    a lode dello splendore della sua grazia,
    di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
    In lui siamo stati fatti anche eredi,
    predestinati - secondo il progetto di colui
    che tutto opera secondo la sua volontà -
    a essere lode della sua gloria,
    noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Tutta bella sei tu, o Maria:
    e in te non c’è macchia originale.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca. (1,26b-28)
    Rallégrati, piena di grazia, il Signore è con te.

    In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Sei benedetta dal Signore Dio, o vergine Maria,
    tra tutte le donne della terra.
    Tu sei la gloria di Gerusalemme, la gioia di Israele,
    l’onore del nostro popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio onnipotente ed eterno, che hai donato a Maria la grazia di essere l’unica, tra i figli di Adamo, preservata da ogni macchia, lavaci dalle nostre colpe e fa’ che possiamo offrirti una vita immacolata. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accetta, o Padre, il sacrificio di salvezza che ti offriamo con gioia nella festa dell’immacolata concezione di Maria; la materna intercessione della Vergine senza macchia ci ottenga di essere liberati da ogni colpa. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Tu hai preservato la vergine Maria da ogni ombra di peccato originale perché diventasse degna madre del tuo Verbo. In lei, creatura di intatto splendore, trova inizio la Chiesa, sposa di Cristo, senza macchia e senza ruga. Da lei, vergine purissima, sarebbe nato il Figlio di Dio, l’Agnello innocente che toglie i peccati del mondo. Tu l’hai predestinata modello di santità e avvocata di grazia per tutti i redenti.
    E noi, tuo popolo a lei devoto, uniti ai cori degli angeli, esultando proclamiamo, o Padre, la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Il Signore, il Dio vivente, mi ha usato misericordia,
    ha rivelato al mondo la gloria di sua Madre.
    Ti loderò, Signore, perché mi hai liberato
    e su me non hai lasciato esultare i miei nemici.


    ALLA COMUNIONE
    O Maria, noi cantiamo la tua gloria
    perché grandi cose ha fatto in te l’Onnipotente.
    Giardino chiuso, fonte sigillata,
    fontana che irrori ogni fiore!
    Guidaci a te, Vergine immacolata:
    attratti dalla grazia che ti adorna,
    noi seguiremo il tuo cammino, o Madre.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacramento che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro, guarisca in noi le ferite di quella colpa da cui, per grazia singolare, hai preservato la beata vergine Maria nella sua concezione immacolata. Per Cristo nostro Signore.

  10. #10
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    10 Dicembre

    V DOMENICA DI AVVENTO– Il precursore
    Anno B


    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (21,1-14)

    Dopo questi fatti, il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
    Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
    Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Rivelati, o tu che siedi sui cherubini!
    Manifesta la tua potenza e vieni, Signore, a salvarci.
    Volgiti a noi, o Dio onnipotente,
    guardaci dal cielo e vieni, Signore, a salvarci.


    Non si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Guarda, o Dio, dal cielo il tuo popolo e vieni; tu che hai dato principio all’azione di salvezza conducila a compimento accrescendo in noi la fede e l’amore per te, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (11,1-10)
    Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse.

    In quei giorni, Isaia disse: «Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
    un virgulto germoglierà dalle sue radici.
    Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
    spirito di sapienza e d’intelligenza,
    spirito di consiglio e di fortezza,
    spirito di conoscenza e di timore del Signore.
    Si compiacerà del timore del Signore.
    Non giudicherà secondo le apparenze
    e non prenderà decisioni per sentito dire;
    ma giudicherà con giustizia i miseri
    e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
    Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
    con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
    La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
    e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
    Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
    il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
    il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
    e un piccolo fanciullo li guiderà.
    La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
    i loro piccoli si sdraieranno insieme.
    Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
    Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
    il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
    Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
    in tutto il mio santo monte,
    perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
    come le acque ricoprono il mare.
    In quel giorno avverrà
    che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli.
    Le nazioni la cercheranno con ansia.
    La sua dimora sarà gloriosa».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 97(98)

    R. Vieni, Signore, a giudicare il mondo.

    Cantate inni al Signore con la cetra,
    con la cetra e al suono di strumenti a corde;
    con le trombe e al suono del corno
    acclamate davanti al re, il Signore. R.

    Risuoni il mare e quanto racchiude,
    il mondo e i suoi abitanti.
    i fiumi battano le mani,
    esultino insieme le montagne. R.

    Esultino davanti al Signore che viene
    a giudicare la terra:
    giudicherà il mondo con giustizia
    e i popoli con rettitudine. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (7,14-17.22.25)
    Germogliato da Giuda, Gesù è sacerdote eterno, garante di un’alleanza migliore.

    Fratelli, è noto che il Signore nostro è germogliato dalla tribù di Giuda, e di essa Mosè non disse nulla a riguardo al sacerdozio.
    Ciò risulta ancora più evidente dal momento che sorge, a somiglianza di Melchìsedek, un sacerdote differente, il quale non è diventato tale secondo una legge prescritta dagli uomini, ma per la potenza di una vita indistruttibile. Gli è resa infatti questa testimonianza: «Tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchìsedek».
    Per questo Gesù è diventato garante di un’alleanza migliore.
    Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Ecco la voce di colui che grida nel deserto:
    Preparate le via del Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1,19-27a.15c.27b-28)
    Io sono voce di uno che grida nel deserto:Rendete dritta la via del Signore

    In quel tempo. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose:
    «Io sono voce di uno che grida nel deserto:
    Rendete diritta la via del Signore,
    come disse il profeta Isaia».
    Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me, ed era prima di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Non temere, Sion,
    non lasciarti cadere le braccia!
    Il Signore tuo Dio in mezzo a te
    è un salvatore potente,
    per te esulterà di gioia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Sii vicino, o Dio onnipotente, a chi ti aspetta con cuore sincero; a chi si sente tanto fragile e povero dona la forza e la ricchezza della tua carità inesauribile. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Degnati di accogliere le nostre offerte, o Dio, che nel tuo Figlio ci hai dato il perdono e la pace; conserva nella nostra comunità un amore concorde e fraterno. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, o Dio, e lodarti con cuore esultante. La nostra redenzione è vicina, l’antica speranza è compiuta; appare la liberazione promessa e spunta la luce e la gioia dei santi.
    Per questi doni di grazia, uniti ai cori degli angeli, eleviamo insieme l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Il Salvatore sta per venire
    nello splendore della sua gloria:
    teniamoci pronti
    ad accogliere il regno di Dio.


    ALLA COMUNIONE
    Ho sperato nel Signore,
    egli mi ha ascoltato;
    ecco, la nostra salvezza è vicina.
    Ha dato ascolto al mio grido,
    ha reso sicuri i miei passi.


    DOPO LA COMUNIONE
    Conduci, o Padre, con te alla dimora eterna la tua famiglia che nel convito di salvezza già gusta la gioia della tua presenza. Per Cristo Nostro Signore.

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