Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2017-2018)

  1. #11
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    VI domenica di avvento
    DOMENICA DELL’INCARNAZIONE
    o della Divina Maternità della Beata Vergine Maria (Solennità del Signore)


    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (20,11-18)

    Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
    Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e le disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» - . Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
    Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Elisabetta dice a Maria;
    «Perché a me sei venuta, Madre del mio Signore?
    Se l’avessi saputo, sarei uscita a te incontro.
    Tu porti in grembo il Re dell’universo,
    io solamente un profeta;
    tu colui che dà la legge, io colui che la osserva;
    tu la Parola che salva,
    io la voce che ne proclama l’avvento».


    Non si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna, fa’ che sperimentiamo la sua intercessione perché da lei abbiamo ricevuto lo stesso Autore della vita, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Profeta Isaia (62,10-63,3b)
    Dite alla figlia di Sion: ecco, arriva il tuo Salvatore.

    In quei giorni. Isaia disse:
    «Passate, passate per le porte,
    sgombrate la via al popolo,
    spianate, spianate la strada,
    liberatela dalle pietre,
    innalzate un vessillo per i popoli».
    Ecco ciò che il Signore fa sentire
    all’estremità della terra:
    «Dite alla figlia di Sion:
    “Ecco, arriva il tuo salvatore;
    ecco, egli ha con sé il premio
    e la sua ricompensa lo precede”.
    Li chiameranno “Popolo santo”,
    “Redenti dal Signore”.
    E tu sarai chiamata Ricercata,
    “Città non abbandonata”».
    «Chi è costui che viene da Edom,
    da Bosra con le vesti tinte di rosso,
    splendido nella sua veste,
    che avanza nella pienezza della sua forza? ».
    «Sono io, che parlo con giustizia,
    e sono grande nel salvare».
    «Perché rossa è la tua veste
    E i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel torchio?».
    «Nel tino ho pigiato da solo
    e del mio popolo nessuno era con me».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 71(72)

    R. Rallegrati, popolo santo; viene il tuo Salvatore.

    Le montagne portino pace al popolo
    e le colline giustizia.
    Ai poveri del popolo renda giustizia,
    salvi i figli del misero e abbatta l’oppressione. R.

    Scenda come pioggia sull’erba,
    come acqua che irrora la terra.
    Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace.
    In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
    e tutte le genti lo dicano beato. R.

    Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
    egli solo compie meraviglie.
    E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
    della sua gloria sia piena tutta la terra. R.


    EPISTOLA
    Lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi (4,4-9)
    Rallegratevi, il Signore è vicino!

    Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
    In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Ecco la serva del Signore:
    avvenga per me secondo al tua parola.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (1,26-38a)
    Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

    In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La Vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
    A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
    Allora Maria disse all’Angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò, colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
    Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Dal cielo il nostro Salvatore
    è disceso nel grembo di Maria.
    È lodato dagli angeli
    e chiamato Dio sovrano.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio onnipotente, che ci hai creato e hai mandato a noi il tuo Verbo, fatto uomo nel grembo della vergine Maria, guarda con amore il tuo popolo e ascolta la sua umile voce. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo, si genuflette.


    SUI DONI
    Il tuo Spirito, o Dio onnipotente, disceso con la sua gloria nella vergine Maria, accolga le nostre offerte e le ricolmi della sua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, celebrare il mistero della beata vergine Maria che, accogliendo con fede illibata l’annunzio dell’angelo, concepì il tuo Verbo, rivestendolo di carne mortale; nell’esiguità del suo grembo racchiuse il Signore dei cieli e il Salvatore del mondo e per noi lo diede alla luce, serbando intatta l’integrità verginale. Stupiti e gioiosi per questo prodigio, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, Padre, unico onnipotente Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…

    oppure:

    È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie, o Padre, e invocare la tua potenza per celebrare con solenne memoria il mistero della vergine Maria.
    Dalla sua fecondità è germinato per noi colui che ci sazia con angelico pane. La ricchezza dissipata da Eva peccatrice da Maria ci è ridonata; da una donna si è infiltrato tra noi il veleno della colpa, da una donna comincia l’opera di salvezza. All’insidia strisciante del male si oppone la forza del Redentore; la maternità che era diventata principio di morte, ci ridona il Dio vivo onde il genere umano risorge libero dall’antica oppressione. Ogni miseria che ci è venuta da Adamo è vinta dalla sovrabbondanza del dono di Cristo.
    Felici per questa vittoria, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Beato il grembo che ti ha portato, o Cristo,
    e beato il seno che ti ha nutrito,
    o Signore del mondo
    che per salvare gli uomini
    ti sei degnato assumere la natura mortale.


    ALLA COMUNIONE
    O scambio di doni mirabile!
    Il Creatore del genere umano,
    nascendo dalla Vergine intatta
    per opera di Spirito Santo,
    riceve una carne mortale
    e ci elargisce una vita divina.


    DOPO LA COMUNIONE
    Resta con noi, o Dio onnipotente, e per l’intercessione di Maria vergine e madre aiutaci con instancabile amore a custodire in ogni giorno della vita il dono ricevuto alla tua mensa. Per Cristo Nostro Signore.

  2. #12
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    24 Dicembre

    DOMENICA PRENATALIZIA

    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca. (24,13b.36-48)

    In quello stesso giorno, mentre gli Undici e gli altri che erano con loro parlavano di queste cose, il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
    Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Sia Benedetto Dio, Signore di Israele,
    che ha visitato e redento il suo popolo.
    Ha suscitato tra noi un salvatore,
    come aveva promesso
    per bocca dei suoi santi profeti.


    Non si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Ci illumini, o Dio, e ci mondi il cuore da ogni macchia di colpa la venuta del tuo Verbo, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Profeta Isaia (62,1-5)
    Per amore di Sion non tacerò, finché non sorga come aurora la sua giustizia.

    Così dice il Signore Dio: «Per amore di Sion non tacerò,
    per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
    finché non sorga come aurora la sua giustizia
    e la sua salvezza non risplenda come lampada.

    Allora le genti vedranno la tua giustizia,
    tutti i re la tua gloria;
    sarai chiamata con un nome nuovo,
    che la bocca del Signore indicherà.

    Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
    un diadema regale nella palma del tuo Dio.
    Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
    né la tua terra sarà più detta Devastata,
    ma sarai chiamata Mia Gioia
    e la tua terra Sposata,
    perché il Signore troverà in te la sua delizia
    e la tua terra avrà uno sposo.
    Sì, come un giovane sposa una vergine,
    così ti sposeranno i tuoi figli;
    come gioisce lo sposo per la sposa,
    così il tuo Dio gioirà per te».


    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 88(89)

    R. Canterò in eterno l'amore del Signore.

    «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
    ho giurato a Davide, mio servo.
    Stabilirò per sempre la tua discendenza,
    di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R.

    Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
    mio Dio e roccia della mia salvezza».
    Gli conserverò sempre il mio amore,
    la mia alleanza gli sarà fedele. R.

    Beato il popolo che ti sa acclamare:
    camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
    esulta tutto il giorno nel tuo nome,
    si esalta nella tua giustizia. R.



    EPISTOLA
    Prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesi (5,15b-23)
    Non disprezzate le profezie, conservatevi irreprensibili.

    Fratelli, cercate sempre il bene tra voi e con tutti. Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
    Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.
    Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

    Parola di Dio.



    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Domani sarà distrutto il peccato della terra
    e regnerà su di noi il Salvatore del mondo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (1,26-38a)
    Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.

    Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
    Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
    Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Non temere, Sion,
    non lasciarti cadere le braccia!
    Il Signore tuo Dio in mezzo a te
    è un salvatore potente,
    per te esulterà di gioia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    La tua grazia, o Dio onnipotente, ispiri e sostenga nel cammino della salvezza quanti aspettano il Signore con ardente speranza; dona loro il tuo aiuto per la vita presente e i beni di quella futura. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Santifica, o Dio, i nostri doni perché, ricevendoli al convito del tuo Figlio, vi troviamo il pegno della gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, esaltarti, o Dio onnipotente, celebrano in letizia l'avvento della nostra salvezza.
    Con la tua promessa di redenzione hai risollevato dopo la colpa a nuova speranza di grazia il genere umano, creato in santità e giustizia nel tuo Verbo divino, e nella pienezza dei tempi hai mandato lo stesso tuo Verbo nel mondo perchè, vivendo come uomo tra noi, ci aprisse il mistero del tuo amore paterno e, sciolti i legami mortali del male, ci infondesse di nuovo la vita eterna del cielo.
    Riconoscenti per questo tuo dono, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo insieme, l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    O Dio con noi, nostro sovrano,
    che ci hai dato la legge dell'amore,
    tu, che le genti attendono,
    tu, che le puoi redimere,
    vieni a salvarci.



    ALLA COMUNIONE
    Dio solo mi salva e mi sorregge;
    io resisto perché mi appoggio a lui.
    È Dio la mia speranza e il mio soccorso;
    confidate in lui,
    a lui aprite tutto il vostro cuore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che già nel sacramento divino ci hai largamente anticipato la redenzione eterna, ascolta la nostra supplica: tanto più accresci il nostro interiore proposito di celebrare degnamente il mistero di salvezza, quanto più il trascorrere dei giorni ci avvicina il prezioso natale di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  3. #13
    Gran CierRino
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    24 Dicembre (nelle ore vespertine)


    NATALE DEL SIGNORE (Solennità del Signore con ottava)

    Qualora, per gravi ragioni, risulti impossibile celebrare la Vigilia nella sua forma di solenne Liturgia vigiliare vespertina e ci si limiti alla sola celebrazione della Messa, quale Lettura veterotestamentaria si dovrà scegliere una tra le quattro letture vigiliari con il relativo Salmello. In luogo di quest’ultimo è altresì possibile utilizzare il Salmo previsto per la Messa nella notte.


    Liturgia vigiliare vespertina:


    RITO DELLA LUCE
    Preparerò per il mio Consacrato
    una strada di luce:
    resteranno abbagliati i suoi nemici.
    Splenderà su di lui
    la corona regale.
    Ricordati di Davide, Signore,
    di tutte le sue prove.
    Splenderà su di lui
    la corona regale.
    Preparerò per il mio Consacrato
    una strada di luce:
    resteranno abbagliati i suoi nemici.
    Splenderà su di lui
    la corona regale.

    INNO
    O tu che sei pastore d’Israele
    e regni invitto sopra i Cherubini,
    rivelati al tuo popolo,
    Onnipotente, e vieni.

    O Redentore degli uomini, vieni
    nella tua nascita verginale!
    Ogni età della storia stupisca:
    è questo un parto che si addice a Dio.

    Non da concorso d’uomo,
    ma dall’azione arcana dello Spirito
    il Verbo di Dio si è fatto carne:
    così è germinato questo fiore.

    Senza che il puro chiostro si disserri,
    grembo di donna vergine è fecondo:
    rifulge la virtù come un vessillo
    e ci dichiara l’avvento del Re.

    Esci da questo tàlamo nuziale,
    splendida reggia di santo pudore,
    d’impeto slanciati sulla tua strada,
    o Forte che sussisti in due nature.

    Tu sei venuto, Signore, dal Padre
    e al Padre vittorioso fai ritorno:
    disceso fino agli inferi,
    sali alla gloria abbagliante di Dio.

    O tu che vivi eterno,
    di queste membra mortali rivestiti:
    corrobori l’umana debolezza
    l’eterno tuo vigore.

    Riluce il povero presepe e la notte
    spira una luce nuova:
    nessuna tenebra la contamini,
    ma la rischiari perenne la fede.

    A te, Gesù, sia lode,
    che sei nato da vergine,
    con il Padre e lo Spirito
    nella distesa dei secoli. Amen.


    RESPONSORIO
    Riluce il tuo presepe, Signore;
    la notte spira una luce nuova.Nella tua nascita verginale,
    o Redentore degli uomini, vieni!
    Non per concorso d’uomo,
    ma per l’azione arcana dello Spirito,nella tua nascita verginale,
    o Redentore degli uomini, vieni!

    I LETTURA
    Lettura del libro della Genesi (15,1-7)
    Promessa ad Abramo di una discendenza numerosa come le stelle del cielo.

    In quei giorni. Fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo: la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi dirai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola del Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
    E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra».

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Tuoi sono i cieli, Signore, tua è la terra,tu hai fondato il mondo e quanto contiene.
    Canterò senza fine le tue grazie,
    con la mia bocca annunzierò
    la tua fedeltà nei secoli.Tu hai fondato il mondo e quanto contiene.

    ORAZIONE
    Nella natura umana del tuo Figlio, o Dio, hai voluto darci la fonte e il compimento di ogni nostro rapporto con te; mantienici sempre nella tua eredità perché ogni nostra possibilità di salvezza risiede in lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    II LETTURA
    Lettura del primo libro di Samuele (1,7c-17)
    Preghiera di Anna, perché Dio le conceda un figlio.

    In quei giorni. Anna si metteva a piangere e non voleva mangiare. Elkanà, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?».
    Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo».
    Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore. Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia angoscia». Allora Eli le rispose: «Va’ in pace e il Dio d’Israele ti conceda quello che gli hai chiesto».

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Un bambino è nato per noi:
    Dio potente è il suo nome.Siederà sul trono di Davide,
    grande sarà il suo dominio.
    Grande è il Signore e degno di ogni lode
    nella città del nostro Dio.Siederà sul trono di Davide,
    grande sarà il suo dominio.

    ORAZIONE
    Con la nascita secondo la carne del tuo Unigenito e con la sua morte di croce hai portato a compimento, o Dio misericordioso, la salvezza del tuo popolo; fa’ che i tuoi servi credano fermamente in questo disegno d’amore e arrivino così al traguardo della gloria promessa sotto la guida e per la grazia di Cristo, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    III LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (7,10-16)
    La Vergine concepirà un figlio.

    In quei giorni. Il Signore parlò ancora ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto». Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonata la terra di cui temi i due re».

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Discende dal cielo il nostro Salvatore
    e viene a noi dal grembo di Maria.
    A lui gli angeli cantano lode.Egli è Dio ammirabile e potente.
    «Serbando la gloria regale della verginità,
    io sono madre del Re della gloria».Egli è Dio ammirabile e potente.

    ORAZIONE
    Ascolta, o Redentore, la voce implorante di chi celebra il giorno felice, nel quale la tua vita celeste ed eterna per liberarci e farci immortali è entrata a rianimare l’umana natura. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    IV LETTURA
    Lettura del libro dei Giudici (13,2-9a)
    L’annuncio dell’angelo alla moglie di Manòach: concepirai e partorirai un figlio e sarà nazireo; la preghiera di Manòach: manda di nuovo l’angelo, che ci istruisca su cosa dobbiamo fare del fanciullo.

    In quei giorni. C’era un uomo di Sorea, della tribù dei Daniti, chiamato Manòach; sua moglie era sterile e non aveva avuto figli. L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. Ora guàrdati dal bere vino o bevanda inebriante e non mangiare nulla d’impuro. Poiché, ecco, tu concepirai e partorirai un figlio sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio fin dal seno materno; egli comincerà a salvare Israele dalle mani dei Filistei». La donna andò a dire al marito: «Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l’aspetto di un angelo di Dio, un aspetto maestoso. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, ma mi ha detto: “Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d’impuro, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte”».
    Allora Monòach pregò il Signore e disse: «Perdona, mio Signore, l’uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c’insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro». Dio ascoltò la preghiera di Manòach.

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Ti prego, Signore Dio:
    l’angelo che tu hai mandato
    venga di nuovo e ci insegni
    come accogliere questo bambinoche nascerà per noi.
    Sollevate, porte, i vostri frontali,
    alzatevi, porte antiche,
    ed entri il re della gloria,che nascerà per noi.

    ORAZIONE
    Nel mistero della nascita tra noi del tuo Unigenito ci hai fatto conoscere, o Dio nostro Padre, la tua benevolenza e la tua volontà di salvezza; a generosità tanto grande risponda la sollecitudine del nostro cuore a vivere la nostra condizione di figli in continua fecondità di opere giuste. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa della vigilia con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO. Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione. Dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona e i tre Kyrie finali.


    ANTIFONA
    Questa sera saprete che il Signore verrà,
    e domani vedrete la gloria di Dio.


    Omessa la Commemorazione del Battesimo, il sacerdote formula l’Orazione dopo la Comunione, cui seguono i Riti di Conclusione.



    Messa della vigilia:

    ALL’INGRESSO
    Alzate la fronte: è vicina la liberazione!
    Il Signore vi dice: «Domani sarete salvi!».
    Sarà cancellato il peccato del mondo
    e su noi regnerà il Salvatore.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Nel mistero della nascita tra noi del tuo Unigenito ci hai fatto conoscere, o Dio nostro Padre, la tua benevolenza e la tua volontà di salvezza; a generosità tanto grande risponda la sollecitudine del nostro cuore a vivere la nostra condizione di figli in continua fecondità di opere giuste. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA: a scelta una delle quattro della celebrazione vigiliare


    SALMO: quello seguente alla Lettura scelta, oppure il Salmo della Messa nella notte


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (10, 37-39)
    Ancora un poco e colui che deve venire, verrà.

    Fratelli, ancora un poco, un poco appena,
    e colui che deve venire, verrà e non tarderà.
    Il mio giusto per fede vivrà;
    ma se cede, non porrò in lui il mio amore.
    Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    O tu, che sei pastore d’Israele, ascolta,
    tu che guidi Giuseppe come un gregge.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (1,18-25)
    Ecco come avvenne la generazione del Signore Gesù Cristo.

    Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
    Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
    Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
    a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
    che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele,
    rallégrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme.
    Il Signore ha revocato la tua condanna,
    ha disperso il tuo nemico.
    Re di Israele è il Signore in mezzo a te,
    tu non vedrai più la sventura.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio potente, guardaci con misericordia; dissipa l’ombra di morte che ci ottenebra il cuore e irraggia la luce della verità che salva sul tuo popolo in festa per la nascita di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo, si genuflette.


    SUI DONI
    Più gioioso che in ogni altra festa oggi, Dio nostro, a te sciogliamo il canto perché in questo giorno ci è nato l’Agnello senza macchia che ti offriamo come vittima santa, Gesù Cristo Signore nostro, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro.
    In quest’ora anticipiamo, pregando, l’attesa della sua venuta per essere pronti a vegliare nella prossima notte e ad accogliere con animo aperto il suo natale. Con la sua nascita, la tua invisibile divinità si è resa visibile nella natura umana, e colui che tu generi fuori del tempo, nel segreto ineffabile della tua vita, nasce nel tempo e viene nel mondo.
    Gioiosi per questo tuo dono, uniti ai cori degli angeli, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo, santo, santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Vedemmo la gloria di Dio, gloria dell’Unigenito,
    perché il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.
    E dalla sua pienezza abbiamo tutti ricevuto grazia.


    ALLA COMUNIONE
    Una donna ha concepito il Verbo di Dio
    e vergine rimase;
    una vergine ha generato il Re di tutti i re.


    DOPO LA COMUNIONE
    Tu ci hai rinnovato col tuo dono mirabile, o Dio, e noi siamo impazienti di adorare la nascita tra noi e di partecipare alla vita immortale di Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  4. #14
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    25 Dicembre

    NATALE DEL SIGNORE (Solennità del Signore con ottava)


    Messa nella notte:

    ALL’INGRESSO
    Si allieti la terra assetata ed esulti il deserto;
    rallegratevi, o rive del Giordano,
    perché il Signore viene e ci riscatterà.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, donaci di godere in cielo della sua stessa gioia poiché abbiamo conosciuto in terra il fulgore del suo mistero. Per lui, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (2,1-5)
    Verranno molti popoli al tempio del Dio di Giacobbe; egli sarà giudice fra le genti; forgeranno le loro spade in vomeri; casa di Giacobbe, camminiamo nella luce del Signore.

    Messaggio che Isaia, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
    Alla fine dei giorni,
    il monte del tempio del Signore
    sarà saldo sulla cima dei monti
    e s’innalzerà sopra i colli,
    e ad esso affluiranno tutte le genti.
    Verranno molti popoli e diranno:
    «Venite, saliamo sul monte del Signore,
    al tempio del Dio di Giacobbe,
    perché ci insegni le sue vie
    e possiamo camminare per i suoi sentieri».
    Poiché da Sion uscirà la legge
    e da Gerusalemme la parola del Signore.
    Egli sarà giudice fra le genti
    e arbitro fra molti popoli.
    Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
    delle loro lance faranno falci;
    una nazione non alzerà più la spada
    contro un’altra nazione,
    non impareranno più l’arte della guerra.
    Casa di Giacobbe, venite,
    camminiamo nella luce del Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 2

    R. Oggi la luce risplende su di noi.

    Voglio annunciare il decreto del Signore.
    Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato.
    Chiedimi e ti darò in eredità le genti
    e in tuo dominio le terre più lontane». R.

    E ora siate saggi, o sovrani,
    lasciatevi correggere, o giudici della terra;
    servite il Signore con timore
    e rallegratevi con tremore. R.

    «Io stesso ho stabilito il mio sovrano
    sul Sion, mia santa montagna».
    Beato chi in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (4,4-6)
    Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio perché ricevessimo l’adozione a figli.

    Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida «Abbà! Padre!».

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Un giorno santo è spuntato per noi:
    venite tutti ad adorare il Signore;
    oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1,9-14)
    Veniva nel mondo la luce vera; a quanti l’hanno accolta ha dato il potere di diventare figli di Dio.

    In quel tempo. Veniva nel mondo la luce vera,
    quella che illumina ogni uomo.
    Era nel mondo
    e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
    eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
    Venne fra i suoi,
    e i suoi non lo hanno accolto.
    A quanti però lo hanno accolto
    ha dato il potere di diventare figli di Dio:
    a quelli che credono nel suo nome,
    i quali, non da sangue
    né da volere di carne
    né da volere di uomo,
    ma da Dio sono stati generati.
    E il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi;
    e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
    gloria come del Figlio unigenito
    che viene dal Padre,
    pieno di grazia e di verità.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Gioite, fedeli!
    È venuto nel mondo il Salvatore.
    Oggi un figlio mirabile è nato,
    e rifulge l’onore della Vergine madre.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio grande e misericordioso, la nuova nascita del Figlio tuo unigenito nella nostra carne mortale liberi tutti gli uomini che gemono sotto il giogo dell’antica schiavitù del peccato. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo,si genuflette.


    SUI DONI
    Ti sia gradito, o Dio, il nostro sacrificio in questo giorno di festa: oggi è apparso tra noi e ci unisce a te in eterna alleanza Cristo, nostro perdono e nostra pace, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Padre onnipotente ed eterno.
    Oggi celebriamo il natale del Salvatore e il natale della nostra salvezza. Oggi in Cristo, tuo Figlio, anche il mondo rinasce, al peccatore è rimesso il peccato, al mortale è promessa la vita.
    E noi, ammiràti e festanti, uniti alle schiere degli angeli, tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo, santo, santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Esultiamo tutti nel Signore
    perché il Salvatore è nato nel mondo.
    Oggi per noi è discesa dal cielo
    la vera pace.


    ALLA COMUNIONE
    Ecco il Salvatore che i profeti predissero,
    ecco l’Agnello e il Servo del Signore
    di cui parlò Isaia;
    Gabriele lo annunzia alla Vergine,
    e noi lo adoriamo,
    offrendo a lui tutta la nostra vita.


    DOPO LA COMUNIONE
    Ai tuoi fedeli, esultanti per la nascita del Signore e rinvigoriti dal suo sacramento, concedi, o Padre, di vivere secondo la sua parola e di partecipare alla sua vita di Figlio di Dio, che vive e regna nei secoli dei secoli.



    Messa all'aurora:

    ALL’INGRESSO
    E’ nato per noi un bambino,
    un figlio ci è stato donato.
    Sulle sue spalle è il segno della sovranità,
    ed è chiamato consigliere ammirabile.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nella nascita verginale da Maria hai manifestato al mondo il tuo Unigenito, non venga meno ai tuoi servi l’invincibile forza del tuo amore che salva. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (52,7-9)
    Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunci; il Signore ha consolato il suo popolo.

    In quei giorni. Isaia disse: Come sono belli suoi monti
    i piedi del messaggero che annuncia la pace,
    del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
    che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
    Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,
    insieme esultano,
    poiché vedono con gli occhi
    il ritorno del Signore a Sion.
    Prorompete insieme in canti di gioia,
    rovine di Gerusalemme,
    perché il Signore ha consolato il suo popolo,
    ha riscattato Gerusalemme.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 97(98)

    R. Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.

    Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
    agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
    Egli si è ricordato del suo amore,
    della sua fedeltà alla casa di Israele. R.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Acclami il Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni! R.

    Cantate inni al Signore con la cetra,
    con la cetra e al suono di strumenti a corde;
    con le trombe e al suono del corno
    acclamate davanti al re, il Signore. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (9,19b-22a)
    Mi sono fatto Giudeo coi Giudei; mi sono fatto tutto per tutti.

    Fratelli, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi sono fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Per coloro che non hanno Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi sono fatto come uno che è senza Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Gloria a Dio nel più alto dei cieli
    e sulla terra pace agli uomini, che egli ama.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (2,15-20)
    I pastori andarono senza indugio; e, dopo aver visto, riferirono.

    In quel tempo. Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    A Gesù la parola del Padre disse:
    «Tu sei mio Figlio in eterno: io ti ho generato».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Tu hai creato questo popolo, o Dio, e tu benignamente l’hai redento; con l’assiduità della tua grazia portalo adesso all’ultima salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo, si genuflette.


    SUI DONI
    Signore Gesù, che hai voluto cominciare con la tua nascita l’opera della nostra salvezza, guarda con bontà ai doni della Chiesa; tu che ci hai creato a tua immagine fa’ che l’obbedienza fedele alla tua parola ci renda sempre più simili a te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Contempliamo adorando l’amore immenso che ci ha redento con vicenda mirabile e arcana: da una umanità contaminata e vecchia sorge un popolo nuovo; la condizione mortale assunta dal Figlio di Dio vince la nostra morte; gli uomini deboli e vulnerati sono guariti da un uomo; da una progenie contagiata dal male nasce un Figlio innocente; la nostra fragilità assunta dal tuo Verbo, o Padre, riceve una dignità che non conoscerà decadenza e si fa anche per noi prodigioso principio di vita immortale.
    Per questo tuo dono, uniti agli angeli e ai santi, tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    La maestà del Signore risplende nei cieli,
    la terra è piena della sua gloria.


    ALLA COMUNIONE
    Tutti i paesi del mondo hanno visto
    la salvezza del nostro Dio.
    Tu sei degno, Signore Dio nostro,
    di ricevere gloria e onore.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con più solenne celebrazione, o Dio d’amore, oggi la tua famiglia è stata fatta partecipe del banchetto salvifico; l’annunzio gioioso del natale di Cristo risuoni per sempre nel cuore dei tuoi fedeli e la loro vita, animata da carità sincera, lo ripeta con forza persuasiva agli uomini di tutto il mondo. Per Cristo nostro Signore.



    Messa nel giorno:

    ALL’INGRESSO
    Oggi una luce risplende su noi perché è nato il Signore.
    Ed è chiamato ammirabile consigliere, Dio potente,
    padre di tutti i secoli, principe della pace.
    Il suo regno non avrà fine.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai consacrato questo giorno con l’incarnazione del tuo Verbo e con la verginale maternità di Maria, concedi di celebrare nella gioia questo mistero che ci fa tuoi familiari e, salvati da questo dono di grazia, rendici degni dell’eredità promessa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (8,23b-9,6a)
    Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; ci è stato dato un figlio, Dio potente.

    In passato il Signore Dio umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
    Il popolo che camminava nelle tenebre
    ha visto una grande luce;
    su coloro che abitavano in terra tenebrosa
    una luce rifulse.
    Hai moltiplicato la gioia,
    hai aumentato la letizia.
    Gioiscono davanti a te
    come si gioisce quando si miete
    e come si esulta quando si divide la preda.
    Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
    la sbarra sulle sue spalle,
    e il bastone del suo aguzzino,
    come nel giorno di Madian.
    Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
    e ogni mantello intriso di sangue
    saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
    Perché un bambino è nato per noi,
    ci è dato un figlio.
    Sulle sue spalle è il potere
    e il suo nome sarà:
    Consigliere mirabile, Dio potente,
    Padre per sempre, Principe della pace.
    Grande sarà il suo potere
    e la pace non avrà fine
    sul trono di Davide e sul suo regno,
    che egli viene a consolidare e rafforzare
    con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 95(96)

    R. Oggi è nato per noi il Salvatore.

    Cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome,
    annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R.

    Gioiscano i cieli, esulti la terra,
    risuoni il mare e quanto racchiude;
    sia in festa la campagna e quanto contiene,
    acclamino tutti gli alberi della foresta. R.

    Acclamino davanti al Signore che viene:
    sì, egli viene a giudicare la terra;
    giudicherà il mondo con giustizia
    e nella sua fedeltà i popoli. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (1,1-8a)
    Dio, che aveva parlato per mezzo dei profeti, ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

    Fratelli, Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
    Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
    Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto:
    Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?
    E ancora:
    Io sarò per lui padre
    ed egli sarà per me figlio?
    Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice:
    Lo adorino tutti gli angeli di Dio.
    Mentre degli angeli dice:
    Egli fa i suoi angeli simili al vento,
    e i suoi ministri come fiamma di fuoco,
    al Figlio invece dice:
    Il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vi annuncio una grande gioia:
    oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.
    Alleluia.


    PRIMA DEL VANGELO
    Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace.
    Alleluia, alleluia, alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (2,1-14)
    La Vergine diede alla luce il suo figlio primogenito; vi erano alcuni pastori: la gloria del Signore li avvolse di luce.

    In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
    C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
    «Gloria a Dio nel più alto dei cieli
    e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Ecco, vi annunzio una grande gioia
    che sarà di tutto il popolo:
    nella città di Davide oggi è nato per voi un Salvatore.
    È il Redentore del mondo, e il suo regno non avrà fine.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che in modo mirabile ci hai creato a tua immagine e in modo ancor più mirabile ci hai rinnovato e redento, donaci di essere partecipi della vita divina di Cristo tuo Figlio che ha voluto condividere con noi la condizione di uomo, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo, si genuflette.


    SUI DONI
    In questo giorno festoso in cui hai dato al mondo il tuo Figlio accogli la nostra offerta, o Padre clemente, e con la tua bontà senza fine, per questo salvifico scambio di doni, conformaci sempre più a Cristo che ha innalzato l’uomo accanto a te nella gloria, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie, o Padre di misericordia infinita.
    Il tuo Figlio unigenito fu concepito da Maria che divenne madre e rimase vergine intatta. Ella credette alla parola dell’angelo e concepì il Verbo in cui aveva creduto. La sua integrità rimase tanto illibata che madre della verginità la possiamo proclamare. Beato il grembo santo della vergine Maria, che tra tutte le donne sola meritò di portare il Signore del mondo e di darlo alla luce per la nostra salvezza eterna.
    Gioisca oggi tutto l’universo, gioiscano le schiere innumerevoli degli angeli mentre a loro ci uniamo nell’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Grande è il mistero di salvezza:
    Vergine è colei che ha generato,
    e il figlio di una donna è uomo e Dio.
    È il Creatore di tutte le cose,
    è il Signore della sua stessa madre.


    ALLA COMUNIONE
    Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te.
    Tu sei l’esultanza degli angeli,
    sei la Vergine madre, la gioia dei profeti!
    Tu, per l’annunzio dell’angelo,
    generasti la gioia del mondo, il tuo Creatore e Signore.
    Gioisci perché fosti degna di essere madre di Cristo.


    DOPO LA COMUNIONE
    A noi, che celebriamo gioiosi il giorno della nascita del tuo Figlio unigenito, dona, o Dio, di intuire con fede più penetrante la bellezza salvifica di questo mistero e di possederne la grazia con amore più vivo. Per Cristo nostro Signore.

  5. #15
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    26 Dicembre

    II giorno dell’ottava di Natale
    SANTO STEFANO PRIMO MARTIRE (festa)


    ALL’INGRESSO
    Io contemplo i cieli aperti
    e Gesù, vivo, alla destra di Dio.
    Signore Gesù, accogli il mio spirito
    e non imputare loro questo peccato
    perché non sanno quello che fanno.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Donaci, o Dio, di esprimere nella vita la fede testimoniata dal diacono e primo martire Stefano, che morì perdonando ai suoi lapidatori e imitando da vicino Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli. (6,8–7,2a;7,51–8, 4)
    Il martirio di Stefano.

    In quei giorni. Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilicia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. Allora istigarono alcuni perché dicessero: «Lo abbiamo udito pronunciare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio. Presentarono quindi falsi testimoni, che dissero: «Costui non fa che parlare contro questo luogo santo e contro la Legge. Lo abbiamo infatti udito dichiarare che Gesù, questo Nazareno, distruggerà questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato».
    E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
    Disse allora il sommo sacerdote: «Le cose stanno proprio così?». Stefano rispose:
    «Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata».
    All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.
    Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì. Saulo approvava la sua uccisione.
    In quel giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme; tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samaria. Uomini pii seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. Saulo intanto cercava di distruggere la Chiesa: entrava nelle case, prendeva uomini e donne e li faceva mettere in carcere.
    Quelli però che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 30(31)

    R. Signore Gesù, accogli il mio spirito.

    Tendi a me il tuo orecchio,
    vieni presto a liberarmi.
    Sii per me una roccia di rifugio,
    un luogo fortificato che mi salva. R.

    Alle tue mani affido il mio spirito;
    tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
    Tu hai in odio chi serve idoli falsi,
    io invece confido nel Signore.
    Esulterò e gioirò per la tua grazia. R.

    Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
    salvami per la tua misericordia.
    Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
    lontano dagli intrighi degli uomini. R.


    EPISTOLA
    Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo. (3,16–4,8)
    Ho combattuto la buona battaglia.

    Carissimo, tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
    Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.
    Io infatti sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore;
    risplende su di noi la luce del suo volto.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo. (17,24-27)
    Il sangue dei martiri, seme dei cristiani. Paolo, moneta d’argento scaturita dal martirio di Stefano.

    In quel tempo. Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei». E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».

    Parola del Signore.


    oppure


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (15,18-22)
    Un servo non è più grande del suo padrone: hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mi rendono male per bene e odio in cambio di amore;
    in cambio del mio amore, mi muovono accuse,
    mentre io sono in preghiera.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio onnipotente, fa’ che, celebrando la solennità del tuo primo martire Stefano, siamo protetti dai suoi meriti e aiutati dalle sue preghiere. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Questa offerta del tuo popolo, o Padre, ti sia gradita per l’intercessione del diacono santo Stefano, tuo primo martire; fa’ che la Chiesa, illuminata dal suo esempio, sia sempre soccorsa dal tuo aiuto. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, che eleggesti il diacono Stefano ad annunziare il vangelo.
    Egli per primo versò il suo sangue a testimonianza del Signore e meritò di vedere nei cieli aperti il Salvatore risorto alla tua destra. Morendo, ripeteva le parole del Maestro sulla croce e le confermava col proprio sangue. Dal Calvario Gesù aveva gettato il seme del perdono e Stefano, suo vero discepolo, per chi lo lapidava innalzava la sua preghiera.
    Insieme con questo perfetto imitatore di Cristo, di cui oggi celebriamo la gloriosa memoria, esultando con gli angeli e coi santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ieri il Signore è nato sulla terra
    perché Stefano nascesse dal cielo.
    Ieri il nostro re si è degnato di visitare il mondo,
    perché Stefano entrasse nella gloria.


    ALLA COMUNIONE
    Signore, tu sei la mia speranza, mio rifugio e mia forza.
    Signore Gesù, accogli il mio spirito.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nella festa di santo Stefano prolunghi la gioia del Natale, conferma in noi l’opera della tua misericordia e trasforma la nostra vita in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

  6. #16
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    27 Dicembre

    III giorno dell’ottava di Natale
    SAN GIOVANNI, APOSTOLO ED EVANGELISTA (festa)


    ALL’INGRESSO
    Celebriamo l’apostolo Giovanni
    che nella cena posò il capo
    sul petto del Signore;
    conobbe i segreti del cielo
    e diffuse nel mondo intero
    le parole della vita.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che per mezzo dell’apostolo Giovanni ci hai rivelato le misteriose profondità del tuo Verbo, donaci l’intelligenza che penetra la parola di vita, annunziata da lui alla tua Chiesa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo. (1,1-10)
    Quello che era da principio, quello che noi abbiamo veduto noi lo annunciamo anche a voi.

    Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.
    Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo ci purifica da ogni peccato.
    Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

    Parola di Dio.



    SALMO
    dal Sal 96(97)

    R. I tuoi amici, Signore, contempleranno il tuo volto.


    Il Signore regna: esulti la terra,
    gioiscano le isole tutte.
    Nubi e tenebre lo avvolgono,
    giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.

    I monti fondono come cera davanti al Signore,
    davanti al Signore di tutta la terra.
    Annunciano i cieli e la sua giustizia,
    e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.

    Una luce è spuntata per il giusto,
    una gioia per i retti di cuore.
    Gioite, giusti, nel Signore,
    della sua santità celebrate il ricordo. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani. (10,8c-15)
    Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio!

    Fratelli, questa è la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
    Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!

    Parola di Dio.



    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Verbo si è fatto carne,
    e noi abbiamo contemplato la sua gloria.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (21,19c-24)
    Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
    Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.

    Parola del Signore.



    DOPO IL VANGELO
    Pietro e Giovanni replicarono:
    «Se sia giusto innanzi a Dio
    obbedire a voi più che a lui,
    giudicatelo voi stessi;
    noi non possiamo tacere
    quello che abbiamo visto e ascoltato».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio di bontà, per l’intercessione di san Giovanni apostolo, concedi a noi di comprendere e di rivivere il mistero della nostra redenzione come egli lo trasmise nel suo vangelo; e fa’ che meritiamo di conseguire i doni promessi dal tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Santifica, o Dio, i doni che ti offriamo e fa’ che attingiamo da questa mensa la conoscenza viva del mistero del tuo Verbo che rivelasti all’apostolo ed evangelista Giovanni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, venerando i meriti dell’evangelista Giovanni.
    Il Signore Gesù lo predilesse e dall’alto della croce, quasi per testamento, lo affidò come figlio alla Vergine madre. Il grande dono d’amore, che da pescatore lo aveva fatto discepolo, lo portò a intuire e ad annunziare con singolare chiarezza, oltre ogni misura di capacità umana, l’increata divinità del tuo Verbo.
    Uniti a questo tuo servo beato con gli angeli e coi santi eleviamo alla tua maestà il canto di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Iddio nessuno lo ha veduto mai;
    il Figlio unigenito, che vive nel Padre, ce lo ha rivelato.


    ALLA COMUNIONE
    Il Verbo si è fatto carne
    ed è venuto ad abitare in mezzo a noi.
    Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Padre, che sei fonte della vita divina e creatore dell’universo, ascolta la nostra voce: per l’efficacia di questo sacramento d’amore abiti sempre in noi il tuo Verbo fatto carne che l’apostolo Giovanni annunziò al mondo nel suo vangelo. Per Cristo nostro Signore.

  7. #17
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    28 Dicembre

    IV giorno dell’Ottava di Natale
    SANTI INNOCENTI MARTIRI (festa)
    ALL’ INGRESSO
    I santi Innocenti furono uccisi per Cristo
    E in cielo seguono l’Agnello senza macchia,
    cantando sempre: “Gloria a te, Signore”.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Signore nostro Dio, che oggi, nel sangue degli Innocenti, hai
    ricevuto la testimonianza che essi non potevano ancora darti
    con la parola, concedi a noi di esprimere anche nella vita la
    professione della nostra fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro
    Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello
    Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Geremia (31,15-18.20)
    Una voce si ode a Rama: Rachele piange i suoi figli.

    Così dice il Signore: «Una voce si ode a Rama, un lamento e un pianto amaro: Rachele piange i suoi figli, e non vuole essere consolata per i suoi figli, perché non sono più». Dice il Signore: «Trattieni il tuo pianto, i tuoi occhi dalle lacrime, perché c'è un compenso alle tue fatiche – oracolo del Signore –: essi torneranno dal paese nemico. C'è una speranza per la tua discendenza – oracolo del Signore –: i tuoi figli ritorneranno nella loro terra. Ho udito Èfraim che si lamentava: "Mi hai castigato e io ho subito il castigo come un torello non domato. Fammi ritornare e io ritornerò, perché tu sei il Signore, mio Dio". Non è un figlio carissimo per me Èfraim, il mio bambino prediletto? Ogni volta che lo minaccio, me ne ricordo sempre con affetto. Per questo il mio cuore si commuove per lui e sento per lui profonda tenerezza». Oracolo del Signore.

    Parola di Dio.



    SALMO
    dal Salmo 123(124)

    R. A te grida, Signore, il dolore innocente.

    Se il Signore non fosse stato per noi,
    quando eravamo assaliti,
    allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
    quando divampò contro di noi la loro collera. R.

    Allora le acque ci avrebbero travolti,
    un torrente ci avrebbe sommersi;
    allora ci avrebbero sommersi acque impetuose. R.

    Siamo stati liberati come un passero
    dal laccio dei cacciatori:
    il laccio si è spezzato e noi siamo scampati.
    Il nostro aiuto è nel nome del Signore:
    egli ha fatto cielo e terra. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,14-21)
    Le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.

    Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L'ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l'ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

    Parola di Dio.



    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Noi ti lodiamo, o Dio, e ti benediciamo;
    a te dà gloria la candida schiera dei martiri.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del vangelo secondo Matteo (2,13b-18)
    La strage degli Innocenti.

    In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato figlio. Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.

    Parola del Signore.



    DOPO IL VANGELO
    ”Io godrò nel mio popolo – dice il Signore -.
    Non si udranno più in esso voci di pianto,
    grida di angoscia.
    Non ci sarà più la morte né lutto né lamento né affanno:
    ecco, io faccio nuove tutte le cose”.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Si allieti la tua Chiesa, o Padre, nella festa dei santi martiri Innocenti; la tua immensa misericordia sostenga l’umana debolezza e ci doni di fare nostri i frutti della divina redenzione.
    Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Dio, che fai dono della tua santità anche ai bambini che ne sono ignari, accetta questa offerta sacrificale e da’ un cuore semplice e puro a noi che celebriamo i tuoi misteri.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, darti gloria, o Padre onnipotente, per la morte preziosa di questi bambini che la crudeltà di Erode trucidò a causa del tuo Figlio, nostro salvatore.
    Noi riconosciamo i doni della tua misericordia: sopra le umane possibilità rifulge la grazia, la testimonianza del martirio precede la capacità di parlare. Essi subirono la passione prima di avere membra adatte a patire e confessarono Cristo con la morte prima ancora di poterlo conoscere. Veramente infinita è la bontà del Signore che non permette venga meno la ricompensa a coloro che, pur senza saperlo, sono stati uccisi per lui; nel sangue in cui sono immersi si compie il lavacro che rigenera, e viene donata loro la corona del martirio.
    Insieme con essi e con tutte le creature felici eleviamo a te, o Padre, unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della lode perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    L’Agnello assiso sul trono sarà loro pastore
    e li guiderà alle fonti dell’acqua della vita.
    E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi.


    ALLA COMUNIONE
    Sono stati redenti tra gli uomini,
    primizia a Dio e all’Agnello;
    e seguono l’Agnello dovunque vada.


    DOPO LA COMUNIONE
    Padre misericordioso che ci hai nutriti alla tua mensa, apri ai tuoi fedeli i tesori della redenzione nella festa dei santi Innocenti che, prima di poter professare la fede, la testimoniarono con il sangue e ricevettero al corona della gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.

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    31 Dicembre

    DOMENICA NELL’OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE
    Cristo Verbo e Sapienza di Dio


    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (20,19-23)

    La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne il Signore Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Nel Padre rimane l’eternità,
    la Madre conserva la verginità.
    L’Invisibile non sdegnò
    assumere l’umana natura;
    è figlio dell’uomo
    e sempre Signore del mondo.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    L’universo non ti contiene, o Figlio di Dio, eppure il grembo di una vergine è diventato il tempio della tua dimora; per questo misterioso evento salvifico custodisci con vigile protezione il tuo popolo, Gesù, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Proverbi. (8,22-31)
    La Sapienza eterna di Dio, con lui partecipe della creazione, ha posto le sue delizie tra i figli dell’uomo.

    La Sapienza grida: «Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività,
    prima di ogni sua opera, all’origine.
    Dall’eternità sono stata formata,
    fin dal principio, dagli inizi della terra.
    Quando non esistevano gli abissi, io fui generata,
    quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua;
    prima che fossero fissate le basi dei monti,
    prima delle colline, io fui generata,
    quando ancora non aveva fatto la terra e i campi
    né le prime zolle del mondo.
    Quando egli fissava i cieli, io ero là;
    quando tracciava un cerchio sull’abisso,
    quando condensava le nubi in alto,
    quando fissava le sorgenti dell’abisso,
    quando stabiliva al mare i suoi limiti,
    così che le acque non ne oltrepassassero i confini,
    quando disponeva le fondamenta della terra,
    io ero con lui come artefice
    ed ero la sua delizia ogni giorno:
    giocavo davanti a lui ogni istante,
    giocavo sul globo terrestre,
    ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 2

    R. Oggi la luce risplende su di noi.

    Voglio annunciare il decreto del Signore.
    Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato.
    Chiedimi e ti darò in eredità le genti
    e in tuo dominio le terre più lontane». R.

    E ora siate saggi, o sovrani;
    lasciatevi correggere, o giudici della terra;
    servite il Signore con timore
    e rallegratevi con tremore. R.

    «Io stesso ho stabilito il mio sovrano
    sul Sion, mia santa montagna».
    Beato chi in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi. (1,13b.15-20)
    Cristo, immagine del Dio invisibile, per mezzo del quale sono state create tutte le cose.

    Fratelli, il Figlio del suo amore è immagine del Dio invisibile,
    primogenito di tutta la creazione,
    perché in lui furono create tutte le cose
    nei cieli e sulla terra,
    quelle visibili e quelle invisibili:
    Troni, Dominazioni,
    Principati e Potenze.
    Tutte le cose sono state create
    per mezzo di lui e in vista di lui.
    Egli è prima di tutte le cose
    e tutte in lui sussistono.
    Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
    Egli è principio,
    primogenito di quelli che risorgono dai morti,
    perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
    È piaciuto infatti a Dio
    che abiti in lui tutta la pienezza
    e che per mezzo di lui e in vista di lui
    siano riconciliate tutte le cose,
    avendo pacificato con il sangue della sua croce
    sia le cose che stanno sulla terra,
    sia quelle che stanno nei cieli.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un Figlio:
    sarà il rivelatore del divino consiglio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (1,1-14)
    Il Verbo, che è dal principio e per mezzo del quale sono state create tutte le cose, si fece carne.

    In principio era il Verbo,
    e il Verbo era presso Dio
    e il Verbo era Dio.
    Egli era, in principio, presso Dio:
    tutto è stato fatto per mezzo di lui
    e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
    In lui era la vita
    e la vita era la luce degli uomini;
    la luce splende nelle tenebre
    e le tenebre non l’hanno vinta.
    Venne un uomo mandato da Dio:
    il suo nome era Giovanni.
    Egli venne come testimone
    per dare testimonianza alla luce,
    perché tutti credessero per mezzo di lui.
    Non era lui la luce,
    ma doveva dare testimonianza alla luce.
    Veniva nel mondo la luce vera,
    quella che illumina ogni uomo.
    Era nel mondo
    e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
    eppure il mondo non la ha riconosciuto.
    Venne fra i suoi,
    e i suoi non lo hanno accolto.
    A quanti però lo hanno accolto
    ha dato potere di diventare figli di Dio:
    a quelli che credono nel suo nome,
    i quali, non da sangue
    né da volere di carne
    né da volere di uomo,
    ma da Dio sono stati generati.
    E il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi;
    e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
    gloria come del Figlio unigenito
    che viene dal Padre,
    pieno di grazia e di verità.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Angeli tutti, lodate il Signore,
    schiere celesti, lodate il Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio onnipotente, lavi le nostre colpe e ci doni pace e salvezza il felice natale del tuo Figlio unigenito, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Guarda, o Dio, le offerte deposte sull’altare per celebrare la nascita del Figlio tuo, e in virtù di questi beati misteri donaci libertà e perdono. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie sempre, qui e in ogni luogo, Padre santo, e con fervido cuore adorare il disegno divino che ci ha rinnovato.
    Decàde l’antica legge terrena, e si manifesta mirabilmente la nuova creazione che ci è data dal cielo.
    La Chiesa celebra con immensa gioia l’opera stupenda della tua infinita misericordia e, insieme con gli angeli e i santi, eleva a te, Padre, l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Lo Spirito del Signore è su di me,
    mi ha consacrato con l’unzione
    e inviato ad annunziare
    ai poveri la buona novella,
    ai prigionieri la liberazione.


    ALLA COMUNIONE
    Dall’inizio, Signore, tu esisti col Padre
    e alla fine dei tempi hai assunto la carne
    da Maria, vergine e madre.


    DOPO LA COMUNIONE
    Si allieti perennemente il tuo popolo, o Dio, per aver partecipato a questo santo mistero, che abbiamo potuto più intimamente comprendere nella luce dell’incarnazione del Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  9. #19
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    1 gennaio

    OTTAVA DEL NATALE NELLA CIRCONCISIONE DEL SIGNORE (solennità del Signore)


    ALL’INGRESSO
    Oggi per noi dal cielo è discesa la vera pace;
    dai cieli su tutto il mondo stilla dolcezza.
    Oggi è spuntato il giorno di una redenzione
    nuova e di una gioia eterna, che adempie le
    promesse fatte nei secoli.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELLA ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che ci largisci la gioia di questa celebrazione nell’ottavo giorno della nascita del Salvatore, donaci di essere sempre difesi dalla sua forza divina; non abbandonarci alla nostra debolezza, ora che siamo redenti dalla venuta tra noi del tuo Figlio unigenito, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (6,22-27)
    La benedizione sacerdotale sugli Israeliti.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo:
    Così benedirete gli Israeliti; direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca.
    Il Signore faccia splendere per te il suo volto e ti faccia grazia.
    Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace.
    Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Salmo 66 (67)

    R. Dio ci benedica con la luce del suo volto.

    Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
    su di noi faccia splendere il suo volto;
    perché si conosca sulla terra la tua via,
    la tua salvezza fra tutte le genti. R.

    Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
    perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
    governi le nazioni sulla terra. R.

    Ti lodino i popoli o Dio, ti lodino i popoli tutti.
    Ci benedica Dio, il nostro Dio,
    e lo temano tutti i confini della terra. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (2,5-11)
    Il Nome di Gesù che è al di sopra di ogni nome.

    Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
    egli, pur essendo nella condizione di Dio,
    non ritenne un privilegio
    l’essere come Dio,
    ma svuotò se stesso
    assumendo una condizione di servo,
    divenendo simile agli uomini.
    Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
    umiliò se stesso
    facendosi obbediente fino alla morte
    e a una morte di croce.
    Per questo Dio lo esaltò
    e gli donò il nome
    che è al di sopra di ogni nome,
    perché nel nome di Gesù
    ogni ginocchio si pieghi
    nei cieli, sulla terra e sotto terra,
    e ogni lingua proclami:
    “Gesù Cristo è Signore!”,
    a gloria di Dio Padre.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Molte volte e in diversi modi Dio aveva parlato
    ai nostri padri per mezzo dei profeti;
    oggi parla a noi per mezzo del Figlio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (2,18-21)
    La Circoncisione e il conferimento del Nome di Gesù.

    In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
    I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
    Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Questo è il nostro Dio che vive nei secoli;
    il suo regno non sarà sconfitto,
    il suo potere sarà senza fine.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai posto a fondamento dell’opera di salvezza l’incarnazione del tuo Verbo, dona all’umanità le grazie che ti implora e fa’ che tutti gli uomini riconoscano, come unico nome che la nostra speranza può invocare, il nome del tuo Figlio unigenito, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Ogni bontà e ogni bellezza, o Dio, da te comincia e da te è portata a compimento; nella festività natalizia offriamo con gioia i nostri doni celebrando l’inizio della nostra salvezza; tu donaci anche di condividere la tua gloria nella felicità che non ha fine.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro che, per riscattarci dal peso della legge, secondo la legge fu circonciso. Affermò così il valore dell’antico precetto, ma al tempo stesso rinnovò la natura dell’uomo liberandola da ogni impaccio e da ogni residuo del peccato.
    Senza disprezzo per il mondo antico diede principio al nuovo; nell’ossequio alla legge divenne legislatore e, portando nella povertà della nostra natura la sua divina ricchezza, elargì nuova sostanza al mistero dei vecchi riti.
    Con cuore rinnovato e gioioso, uniti agli angeli e ai santi, sciogliamo a te, o Padre, l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo...


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Tua è la forza e tuo il regno, Signore,
    tu sei sopra tutti gli dei;
    con la tua mano potente donaci la libertà.


    ALLA COMUNIONE
    Oggi la Vergine fedele
    diede alla luce il Verbo fatto uomo
    e vergine rimase, dopo averlo generato.
    A sua lode noi tutti diciamo:
    «Benedetta sei tra le donne»!


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio forte ed eterno, tu non vuoi che i convitati alla tua mensa indulgano alle orge sfrenate del demonio; dona, dunque, al tuo popolo di perdere ogni gusto per i piaceri che danno la morte e di volgersi con animo puro al banchetto della vita senza fine.
    Per Cristo nostro Signore.

  10. #20
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    5 gennaio (nelle ore vespertine)

    EPIFANIA DEL SIGNORE (solennità del Signore)

    Qualora, per gravi ragioni, risulti impossibile celebrare la Vigilia nella sua forma di solenne Liturgia vigiliare vespertina e ci si limiti alla sola celebrazione della Messa, quale Lettura veterotestamentaria si dovrà scegliere una tra le quattro letture vigiliari con il relativo Salmello. In luogo di quest’ultimo è altresì possibile utilizzare il Salmo previsto per la Messa del giorno.


    Liturgia vigiliare vespertina:

    RITO DELLA LUCE
    E' in te, Signore, la fonte di vita,
    nella tua luce vediamo la luce.
    Conserva la tua grazia a chi ti riconosce,
    la tua misericordia a chi è retto di cuore.
    Non mi calpesti, Signore, il superbo
    nè mi disperda la mano degli empi.
    Conserva la tua grazia a chi ti riconosce,
    la tua misericordia a chi è retto di cuore.
    E' in te, Signore la fonte di vita,
    nella tua luce vediamo la luce.
    Conserva la tua grazia a chi ti riconosce,
    la tua misericordia a chi è retto di cuore.


    INNO
    Nei limpidi cieli infiniti
    accendi a miriadi le stelle:
    o luce e fonte di pace,
    ascolta, Gesù, chi ti implora!

    Un astro fulgente rivela
    il parto di Vergine Madre
    e guida i Magi a prostrarsi
    nell’umile casa di Betlem.

    Il rito del tuo battesimo
    consacra il fiume Giordano,
    che lungo la storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    È giorno di nozze a Cana:
    per tuo sorprendente miracolo
    il servo dall’idrie ricolme
    attinge il vino e stupisce.

    Ebbrezza tu doni agli sposi,
    letizia al banchetto festoso:
    col primo tuo segno di grazia
    annunci l’amore che salva.

    Moltiplichi il pane alla folla,
    stupita da un grande mistero:
    accresci per tutti quel cibo
    che un dono infinito rivela.

    A te, o Gesù, sia gloria
    che ai popoli Dio ti sveli
    col Padre e lo Spirito santo
    nel tempo e nei secoli eterni.
    Amen.


    RESPONSORIO
    Turbato, Erode interrogava i Magi:
    «Quale segno vedeste del neonato re?»
    «Abbiamo visto una nascente stella,
    ad adorarlo siamo venuti» Alleluia.
    Dall'oriente giunsero i Magi
    e domandavano a Gerusalemme:
    «Dov'è il Re dei Giudei?»
    «Abbiamo visto una nascente stella,
    ad adorarlo siamo venuti» Alleluia.

    I LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (24,15-25a)
    La profezia di Balaam sulla stella che sorgerà da Giacobbe.

    In quei giorni. Balaam pronunciò il suo poema e disse: «Oracolo di Balaam, figlio di Beor, oracolo dell'uomo dall'occhio penetrante, oracolo di chi ode le parole di Dio e conosce la scienza dell'Altissimo, di chi vede la visione dell'Onnipotente, cade e gli è tolto il velo dagli occhi. Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo ma non da vicino: una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele, spacca le tempie di Boab e il cranio di tutti i figli di Set; Edom diverrà sua conquista e diverrà sua conquista Seir, suo nemico, mentre Israele compirà prodezze. Uno di Giacobbe dominerà e farà perire gli scampati dalla città».
    Poi vide Amalèk, pronunciò il suo poema e disse: «Amalèk è la prima delle nazioni, ma il suo avvenire sarà la rovina». Poi vide i Keniti, pronunciò il suo poema e disse: «Sicura è la tua dimora, o Caino, e il tuo nido è aggrappato alla roccia. Ma sarà dato all'incendio, finchè Assur non ti deporterà in priginia».
    Pronunciò ancora il suo poema e disse: «Ahimè! Chi vivrà, dopo che Dio avrà compiuto queste cose? Verranno navi dalla parte di Chittìm e piegheranno Assur e piegheranno Eber, ma anch'egli andrà in perdizione». Poi Balaam si alzò e tornò nella sua terra.

    Parola di Dio.


    SALMELLO
    Il Signore del cielo così viene onorato!
    è posto nella stalla colui che regge il mondo.
    Sta nella mangiatoia
    chi dalle nubi regna.
    Come abbiamo udito,
    così abbiamo visto
    nella città di Dio.
    Sta nella mangiatoia
    chi dalle nubi regna.

    ORAZIONE
    Dio, che benevolmente illumini tutte le genti, dona al tuo popolo di godere pace sicura e infondi nei nostri cuori la fulgida luce che è brillata alle menti dei Magi.
    Per Cristo nostro Signore.


    II LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (49,8-13)
    Ti ho posto come alleanza per il popolo. Vengono da mezzogiorno e da occidente.

    In quei giorni. Così dice il Signore: «Al tempo della benevolenza ti ho risposto, nel giorno della salvezza ti ho aiutato. Ti ho formato e ti ho stabilito come allenza del popolo, per far risorgere la terra, per farti rioccupare l'eredità devastata, per dire ai priginieri: "Uscite", e a quelli che sono nelle tenebre: "Venite fuori".
    Essi pascoleranno lungo tutte le strade, e su ogni altura troveranno pascoli. Non avranno nè fame, nè sete e non li colpirà nè l'arsura nè il sole, perchè colui che ha misericordia di loro li guiderà, li condurrà alle sorgenti d'acqua. Io trasformerò i miei monti in strade e le mie viene saranno elevate. Ecco, questi vengono da lontano, ed ecco, quelli vengono da settentrione e da occidente e altri dalla regione di Sinìm».
    Giubilate, o cieli, rallégrati, o terra, gridate di gioia, o monti, perchè il Signore consola il suo popolo e ha misericordia dei suoi poveri.

    Parola del Signore.


    SALMELLO
    Tutti verranno da Saba,
    portando oro e incenso,
    e proclamando la gloria del Signore.
    Tutti costoro si sono radunati
    vengono a te da lontano
    portando oro e incenso,
    e proclamando la gloria del Signore.

    ORAZIONE
    Nell'odierna celebrazione che attesta e proclama la ricchezza ineffabile dei tuoi doni, guarda, Vita e Luce dei credenti, la nostra interiore devozione e concedi ai nostri giorni la tua pace.
    Per Cristo nostro Signore.


    III LETTURA
    Lettura del secondo libro dei Re (2,1-12b)
    Elia al Giordano, rapito in un turbine nel cielo.

    In quei giorni. Quando il Signore stava per far salire al cielo in un turbine Elia, questi partì da Gàlgala con Eliseo. Elia disse a Eliseo: «Rimani qui, perchè il Signore mi manda fino a Betel». Eliseo rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita non ti lascerò». Scesero a Betel. I figli dei profeti che erano a Betel andarono incontro a Eliseo e gli dissero: «Non sai tu che oggi il Signore porterà via il tuo signore al di sopra della tua testa?». Ed egli rispose: «Lo so anch'io; tacete!». Elia gli disse: «Eliseo, rimani qui, perchè il Signore mi manda a Gerico». Egli rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lasccerò»; e andarono a Gerico. I figli dei profeti che erano a Gerico si avvicinarono a Elilseo e gli dissero: «Non sai tu che oggi il Signore porterà via il tuo signore al di sopra della tua testa?». Rispose: «Lo so anch'io; tacete!». Elia gli disse: «Rimani qui, perchè il Signore mi manda al Giordano». Egli rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lasccerò». E procedettero insieme.
    Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono di fronte, a distanza; loro due si fermarono al Giordano. Elia prese il suo mantello, l'arrotolò e percosse le acque, che si divisero di qua e di là; loro due passarono sull'asciutto.
    Appena furono passati, Elia disse a Eliseo: «Domanda che cosa io debba fare per te, prima che sia portato via da te». Eliseo rispose: «Due terzi del tuo spirito siano in me». Ed egli soggiunse: «Tu pretendi una cosa difficile! Sia per te così, se mi vedrai quando sarò portato via da te; altrimenti non avverrà».
    Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. Eliseo guardava e gridava: «Padre mio, padre mio, carro d'Israele e i suoi destrieri!». E non lo vide più.

    Parola di Dio.


    SALMELLO
    Vedemmo la sua gloria,
    gloria dell'Unigenito
    poiché il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.
    Dalla sua pienezza
    noi tutti abbiamo ricevuto,
    poiché il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.

    ORAZIONE
    O Dio vivo e vero, che hai svelato l'incarnazione del tuo Verbo con l'apparizione di una stella e hai condotto i Magi ad adorarlo e a portargli generosi doni, fa' che la stella della giustizia non tramonti nel cielo delle nostre anime, e il tesoro da offrirti consista nella testimonianza della vita.
    Per Cristo nostro Signore.


    IV LETTURA
    Lettura del secondo libro dei Re (6,1-7)
    Il simbolo battesimale della scure di Eliseo nel Giordano.

    In quei giorni. I figli dei profeti dissero a Eliseo: «Ecco, l'ambiente in cui abitiamo presso di te è troppo stretto per noi. Andiamo fino al Giordano, prendiamo lì una trave ciascuno e costruiamoci lì un locale dove abitare». Egli rispose: «Andate!». Uno disse: «Dégnati di venire anche tu con i tuoi servi». Egli rispose: «Verrò». E andò con loro.
    Giunti al Giordano, cominciarono a tagliare gli alberi. Ora, mentre uno abbatteva un tronco, il ferro della scure gli cadde nell'acqua. Egli gridò: «Oh, mio signore! Era stato preso in prestito!». L'uomo di Dio domandò: «Dov'è caduto?». Gli mostrò il posto. Eliseo allora tagliò un legno e lo gettò in quel punto e il ferro venne a galla. Disse: «Tiratelo su!». Quello stese la mano e lo prese.

    Parola di Dio.


    SALMELLO
    Benedetto il Signore, Dio di Israele:
    egli solo compie prodigi.
    E benedetto il suo nome
    glorioso per sempre.
    Dio, dà al re il tuo giudizio,
    al figlio del re
    la tua giustizia.
    E benedetto il suo nome
    glorioso per sempre.

    ORAZIONE
    Dio, luce del mondo e amico degli uomini, non hai abbandonato il genere umano alla rovina della sua colpa, ma hai mandato a salvarci il tuo stesso Figlio; aiutaci a conservare con vigile cuore l'innocenza ridonataci nel battesimo e fà che manifestiamo in una condotta irreprensibile lo splendore della vita rinnovata.
    Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti secoli dei secoli.


    Segue la Messa della vigilia con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO. Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione. Dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona e i tre Kyrie finali.


    ANTIFONA
    Una stella spunta da Giacobbe
    e uno scettro sorge da Israele.


    Omessa la Commemorazione del Battesimo, il sacerdote formula l’Orazione dopo la Comunione, cui seguono i Riti di Conclusione.



    Messa della vigilia:


    ALL’INGRESSO
    Quando il Signore venne
    dissipò le tenebre e illuminò la notte;
    dove non c’era luce, sfolgorò il suo splendore,
    e rifulse la stella del mattino.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELLA ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio vivo e vero, che hai svelato l’Incarnazione del tuo Verbo con l’apparizione di una stella e hai condotto i Magi ad adorarlo e a portargli generosi doni, fa’ che la stella della giustizia non tramonti nel cielo delle nostre anime, e il tesoro da offrirti consista nella testimonianza della vita.
    Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA: a scelta una delle quattro della celebrazione vigiliare


    SALMO: quello seguente alla Lettura scelta, oppure il Salmo della Messa nel giorno


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo a Tito (3,3-7)
    Quando si sono manifestati la bontà di Dio e il suo amore per gli uomini, ci ha salvati mediante un lavacro di rigenerazione.

    Carissimo, noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell'invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.
    Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
    Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1,29a.30-34)
    L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.

    In quel tempo. Giovanni vedendo il Signore Gesù venire verso di lui disse: "Ecco colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua perché egli fosse manifestato a Israele". Giovanni testimoniò dicendo: "Ho contemplato lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui chi mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito è lui che battezza nello Spirito Santo.
    E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio".

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Nato Gesù a Betlemme di Giudea,
    alcuni Magi vennero da Oriente
    a Gerusalemme e domandavano:
    «Dov’è il re dei Giudei che è nato?
    Abbiamo visto la sua stella
    e siamo venuti per adorarlo».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Ascolta, o Dio, la nostra voce implorante
    e fa’ risplendere la luce della tua verità
    sul popolo che ti sei scelto radunandolo da tutte le genti.
    Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Guarda benignamente, o Dio, il sacrificio della tua Chiesa che invece di oro, incenso e mirra ti offre l’adorazione di un cuore sincero significata da questi antichi doni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Oggi in Cristo, luce del mondo, tu hai rivelato ai popoli l’ineffabile mistero della salvezza e in lui, apparso nella nostra carne mortale, ci hai rinnovato nella manifestazione della sua gloria divina.
    Per questo tuo dono ci uniamo agli angeli e ai santi per cantare gioiosi l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo...


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Da te sgorga la sorgente della vita,
    nella tua luce, Signore, vediamo la luce.


    ALLA COMUNIONE
    Ecco, viene il Signore e dà inizio al mondo nuovo,
    come un tempo aperse una via nel deserto
    e dissetò il suo popolo.
    Dove non c’erano acque
    scaturirono dalla pietra fiumi di vita.


    DOPO LA COMUNIONE
    Dio misericordioso, possa lo sguardo del nostro cuore, purificato da questa celebrazione, penetrare più a fondo nei misteri che ci sono stati rivelati dalla luce di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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