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Discussione: Le nomine di Benedetto XVI - ARCHIVIO ANNO 2012

  1. #91
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    Citazione Originariamente Scritto da D.Feltrensis Visualizza Messaggio
    Mi auguro che il nuovo segretario della Congregazione per i Vescovi sia italiano!
    Io invece mi auguro che sia il segretario sia il sottosegretario della Congregazione per i Vescovi non siano italiani. Sappiamo tutti quanto gli italiani siano bravi a piazzare nei posti strategici prima gli amici e poi gli amici degli amici. Due nomi stranieri sono non solo necessari, ma credo indispensabili.
    Allo stesso modo spero che non vengano scelti tra i religiosi né tra gli appartenenti o simpatizzanti di movimenti e associazioni. Insomma, un segretario e un sottosegretario del calibro di Burke e Ranjith. La Chiesa Cattolica universale e soprattutto quella italiana ne ha bisogno.

    Per quanto riguarda l’articolo di Tosatti devo dire che la nomina del card. Amato alla Congregazione per la Dottrina della Fede mi convince, per vari motivi. Prima di tutto il card. Amato è stato segretario della Congregazione, anche quando il card. Ratzinger ne era Prefetto. Quindi si tratta di un uomo di massima fiducia, i due si conoscono e hanno lavorato insieme fin da prima del conclave del 2005. Ed è quindi l’uomo giusto per portare a termine questioni delicate lasciate in corso dal card. Levada, prima fra tutte il colloquio con i Lefebvriani. Da questo punto di vista l’età del card. Amato non è affatto un problema: conosce molto bene il "metodo di lavoro" e avrebbe il tempo per sistemare tutte le cose “in sospeso”, anche con la giusta calma, dato che si possono facilmente ipotizzare alcuni anni di proroga (lo stesso Ratzinger a quasi 78 anni era ancora Prefetto e il card. Bertone, alla stessa età, è ancora in carica). Non dimentichiamo poi che dopo la firma il card. Amato pone la sigla S.D.B. e questo, come sappiamo, gioca sicuramente a suo favore.

    Il trasferimento del card. Comastri alla Congregazione per le Cause dei Santi, al posto del card. Amato, è un’ipotesi molto affascinante. Sicuramente sarebbe una promozione, molto più di un’eventuale nomina a Patriarca di Venezia (che a dire il vero non riesco a vedere come una promozione, anzi).

    Con questi due spostamenti verrebbe garantita la presenza di due cardinali alla guida delle due importantissime Congregazioni, senza dover aspettare il prossimo concistoro. E forse in questo modo mons. Piero Marini potrebbe essere trasferito a San Pietro come arciprete (sarebbe secondo me il posto più giusto per lui), subito dopo il 50° Congresso Eucaristico Internazionale in Irlanda, nel mese di giugno.

    Müller alla Biblioteca Apostolica Vaticana? Per carità, tutto può essere, anche se al posto del card. Farina vedrei molto bene mons. Sergio Pagano, attuale Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano. Mi sembrerebbe una scelta più logica.

    Lo spostamento di mons. Sanna a Roma? Non merita neanche di essere commentato, come tutti gli articoli dei giornalisti locali che non sanno assolutamente niente di niente ma che in qualche modo devono riempire le pagine del giornale per cui lavorano. Sappiamo quali sono i giornalisti di cui ci si può fidare, e si contano sulle dita di una mano.

    Sulla nomina del Patriarca di Venezia non ho speso finora molte parole e non ne spenderò. Dico solo che mi sono definitivamente rotto di questi preti veneziani che non hanno la minima idea di quante diocesi al mondo stiano aspettando un pastore da molto più tempo. Sono arcistufo dei preti che usano il Patriarca come un pretesto per giustificare quello che combinano, salvo poi lanciare frecciate velenose sui bollettini parrocchiali contro il proprio Vescovo e contro l’Amministratore Apostolico. Per questo motivo spero che la nomina ritardi ancora, in modo che tutti questi personaggi vengano a galla come gli gnocchi e il nuovo Patriarca sappia poi agire di conseguenza, chiunque egli sia.
    Il mio timore è che la nomina sia in ritardo per permettere al prescelto di concludere quello che sta facendo e che tutta questa fretta causi invece la nomina di un altro, di seconda scelta, tanto per calmare gli animi. Piuttosto che “seconde scelte” preferisco aspettare di più ed avere a Venezia l’uomo giusto, individuato e voluto dal Papa, dopo lo scrupoloso svolgimento di tutte le procedure previste.
    Sul fatto che qualche pazzoide pretenda che il nuovo Patriarca sia veneto, ricordo solo che di tutti i vescovi ordinari ed emeriti delle diocesi del Triveneto solo due non provengono dal NordEst (il card. Marco Cè e mons. Paolo Magnani). Due su più di 25! Dunque non si può pretendere proprio nulla. Ogni volta è la stessa storia. Tutti che vogliono il proprio parroco fatto vescovo, tutti che vogliono il proprio vescovo fatto patriarca. Non se ne può più. A Mestre ci sono sacerdoti che candidano il proprio amico sul giornalino, se non addirittura il proprio fratello anch’esso prete. Robe dell’altro mondo.
    Quindi anche la presunta richiesta dei vescovi del Triveneto di avere un Patriarca del Triveneto è squalificante perché è come dire “vogliamo che sia uno di noi”. Ben venga un Patriarca da fuori! Ben venga. Ed evviva il tempo dell'attesa che accresce il desiderio e la gioia dell'annuncio!

  2. #92
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Perosi Visualizza Messaggio
    Io invece mi auguro che sia il segretario sia il sottosegretario della Congregazione per i Vescovi non siano italiani. Sappiamo tutti quanto gli italiani siano bravi a piazzare nei posti strategici prima gli amici e poi gli amici degli amici. Due nomi stranieri sono non solo necessari, ma credo indispensabili.

    Al di là del merito della frase che preferisco non commentare nemmeno, non mi pare proprio che un segretario e sottosegretario di congregazione abbiano la possibilità di "piazzare nei posti strategici" chicchessia.

    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Perosi Visualizza Messaggio
    Amato alla Congregazione per la Dottrina della Fede mi convince, per vari motivi.

    Il trasferimento del card. Comastri alla Congregazione per le Cause dei Santi, al posto del card. Amato, è un’ipotesi molto affascinante.

    Piero Marini potrebbe essere trasferito a San Pietro come arciprete

    al posto del card. Farina vedrei molto bene mons. Sergio Pagano, attuale Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano. Mi sembrerebbe una scelta più logica.
    Non mi riusulta chiaro come due cariche non cardinalizie debbano assolutamente essere non italiane quando poi ti auguri che altre quattro cariche cardinalizie, tra cui due prefetti di congregazione lo siano.

  3. #93
    Iscritto L'avatar di Raggio di luce
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    [QUOTE=Lorenzo Perosi;1115092]

    Il trasferimento del card. Comastri alla Congregazione per le Cause dei Santi, al posto del card. Amato, è un’ipotesi molto affascinante. Sicuramente sarebbe una promozione, molto più di un’eventuale nomina a Patriarca di Venezia (che a dire il vero non riesco a vedere come una promozione, anzi).




    Però c'è da considerare che dalla eventuale nomina del Cardinale Angelo Comastri a Patriarca di Venezia, deriverebbe una.....prospettiva più elevata.

  4. #94
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    Citazione Originariamente Scritto da cisnusculum Visualizza Messaggio
    Al di là del merito della frase che preferisco non commentare nemmeno, non mi pare proprio che un segretario e sottosegretario di congregazione abbiano la possibilità di "piazzare nei posti strategici" chicchessia.

    Non mi riusulta chiaro come due cariche non cardinalizie debbano assolutamente essere non italiane quando poi ti auguri che altre quattro cariche cardinalizie, tra cui due prefetti di congregazione lo siano.
    Segretario e sottosegretario della Congregazione per i Vescovi hanno un ruolo importantissimo nella procedura di scelta dei nuovi vescovi. Avere in questo ruolo due non italiani secondo me sarebbe una garanzia perché ridurrebbe al minimo le possibilità di avere le classiche e odiate raccomandazioni all'italiana.

    Amato, Comastri, Piero Marini e Pagano non li ho nominati per il fatto di essere italiani, quanto perché secondo me sarebbero le persone più giuste per svolgere gli incarichi ipotizzati (e due ipotesi su quattro non sono mie ma di Tosatti).

    Citazione Originariamente Scritto da Raggio di luce
    Però c'è da considerare che dalla eventuale nomina del Cardinale Angelo Comastri a Patriarca di Venezia, deriverebbe una.....prospettiva più elevata.
    Non so se il posto di Patriarca sia più "elevato" di quello di Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e di Presidente della Fabbrica di San Pietro. Non credo proprio.
    Il lato positivo dell'eventuale nomina del card. Comastri a Venezia sarebbe il suo inserimento nella Conferenza Episcopale Italiana, che acquisirebbe una persona di primo piano, con una voce autorevolissima, per il bene di tutta la società italiana.
    Ultima modifica di Lorenzo Perosi; 10-01-2012 alle 22:41

  5. #95
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    La nomina di un nuovo vescovo in Sierra Leone, sabato, ha scatenato la reazione dei fedeli di Makeni. Che, sobillati da preti, hanno lanciato una inedita sfida alla Santa Sede. Al posto del 76enne Giorgio Biguzzi, che aveva raggiunto i limiti di età, è stato nominato il sierraleonese (ma proveniente da altra diocesi) Henry Aruna. La scelta, nella importante diocesi di Makeni, nel Nord, è stata rigettata dai cattolici locali che speravano in un “pupillo” del vescovo: hanno, racconta il Lincolntribune.com, scatenato una sommossa e sbarrato le porte della cattedrale per evitare che l’arcivescovo di Freetown desse l’annuncio. Lo stesso Biguzzi avrebbe avuto un malore e sarebbe stato oggetto delle ire dei fedeli. Per West Africa Democracy Radio la rivolta, quasi uno scisma, ieri era ancora in corso, anche se quasi rientrata. Edward Tamba Charles, il porporato di Freetown, ammonisce: «La nomina di un vescovo non ha a che fare con politica o tribalismi». In effetti, dice a Metro una fonte qualificata, l’obiettivo dei ribelli è ottenere “continuità” nella gestione dell’immenso patrimonio della diocesi: università, ospedali, contatti con la cooperazione internazionale.
    Biguzzi, cesenate, vescovo di Makeni dal 1987, uno degli uomini più importanti del Paese africano anche per il ruolo di mediatore durante la tremenda guerra civile, è stato per 25 anni il “dominus” di opere opulente. Ha allevato in casa preti locali perché uno di loro potesse succedergli. Ma il Vaticano, come peraltro è prassi, ha scelto uno “di fuori”.

    (Sergio Rizza - twitter: @sergiorizza)

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  6. #96
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  7. #97
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Perosi Visualizza Messaggio
    Io invece mi auguro che sia il segretario sia il sottosegretario della Congregazione per i Vescovi non siano italiani. Sappiamo tutti quanto gli italiani siano bravi a piazzare nei posti strategici prima gli amici e poi gli amici degli amici. Due nomi stranieri sono non solo necessari, ma credo indispensabili.
    Le nomine spettano al papa, non al segretario e al sottosegretario.

  8. #98
    Veterano di CR L'avatar di Lorenzo Perosi
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    Il Patriarca che vorrei

    Vorrei un Vescovo pastore, vicino alla gente.... Vorrei un Vescovo colto, che non ci faccia perdere quella ricchezza di predicazione e di parola alle quali il Patriarca Angelo ci aveva abituati... Anzi no, vorrei un Vescovo semplice, che non ami fare conferenze, non scriva libri e sia soprattutto santo....

    Vorrei un Vescovo che sappia parlare al mondo della politica, ai giornali... che faccia sentire la voce della Chiesa e dei cattolici in un contesto culturale che spesso è a loro avverso... No, meglio un Vescovo che pensi soprattutto al proprio gregge, che parli al cuore delle persone, e prenda le distanze dal mondo della politica, dal bailamme dei massmedia... Vorrei...Vorrei...
    Il tempo dell'attesa del nuovo Patriarca si fa lungo: è normale che preti e laici immaginino la fisionomia spirituale e pastorale del Patriarca che vorrebbero. In ogni circostanza che prevede l'attesa di qualcuno o qualcosa di importante, infatti, l'uomo si lascia condurre dalla speranza di vedere premiate le proprie aspettative. C'è chi, perfino, si spinge a tratteggiare la figura del Patriarca che vorrebbe nel foglio parrocchiale. Credo che questo sia legittimo e non appartenga necessariamente all'universo delle chiacchiere che, come si sa, abbondano anche nella comunità cristiana.

    Se dunque le aspettative legate alla figura del nuovo Patriarca sono comprensibili, esse vanno tuttavia collocate nel loro contesto autentico: la storia della salvezza che il Signore costruisce ancora oggi con la nostra Chiesa e con ciascuno di noi. Il primo protagonista di questa storia è proprio Lui, il Signore, che nei segni e nelle parole della Chiesa continua a far vivere nelle nostre vite il mistero dell'incarnazione. La nostra partecipazione a questa storia si caratterizza come “risposta” libera e responsabile ad un'iniziativa sua: non come frutto di una sorta di “conquista”, bensì come qualcosa che ci è dato, gratuitamente, e che, in modo egualmente gratuito, siamo chiamati ad accogliere. Ciò vale anche per il Patriarca che papa Benedetto ci darà, speriamo presto. In fondo in fondo vorremmo tutti un Vescovo che somigli molto al nostro modo di pensarlo. Il Vescovo che verrà, invece, sarà inevitabilmente lontano da molte delle nostre attese. Forse sarà diverso da come quasi tutti noi l'abbiamo atteso, pensato e sperato.

    Per questo, se è legittimo avere aspettative, è doveroso prepararci ad accogliere il nuovo Patriarca soprattutto come un dono che ci è dato dal Signore e dalla Chiesa. Accoglierlo nella fede, cioè nel nome del Signore. Con quell'atteggiamento spirituale che il Patriarca Angelo ha più volte chiamato “simpatia a priori”, perché radicata appunto nella fede. Guai se le nostre aspettative, anche buone, si annidassero nell'animo come una sorta di pregiudizio che, quando conosceremo il nome del nuovo Patriarca di Venezia, ci farà da filtro nell'accoglierlo.

    Don Sandro Vigani
    Tratto da GENTE VENETA, n.1/2012

  9. #99
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    Mi sento di dover correggere il buon Lorenzo, di cui conosco il buon animo e le simpatie: il grado di Patriarca è senza dubbio non inferiore a quello di Prefetto di Congregazione, e questo non è soltanto perché può considerarsi una rampa di lancio per il soglio di Pietro: in almeno 2 secoli di storia passata, ma anche prima, abbiamo un caso emblematico di spostamento dalla sede di Marco, quello del card. Piazza, che dobbiamo leggere con le precauzioni del caso: vi erano motivi precisi che ne hanno consigliato l'allontanento da Venezia. Riguardo a Scola, francamente penso che il Papa abbia scelto un amico fidato che conosceva la realtà di Milano, per poter risolvere talune controversie sorte ultimamente.
    Circa la possibile elezione del card. Comastri a Patriarca, beh francamente chiunque la vedrebbe come un indubbio avanzamento: il Patriarca, ricordiamo, è anche il Presidente della conferenza episcopale regionale più grande d'Italia. Anch'io poi concordo sull'effetto di un possibile ingresso di Comastri nella CEI, una voce autorevole di cui c'è sempre bisogno. E chi sa che, terminato il mandato di Bagnasco, proprio il Patriarca possa essere eletto presidente della CEI...

  10. #100
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    Scusate ragazzi, non riesco a vedere il mio ultimo messaggio

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