Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi - 2015

  1. #1
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    Cronache della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi - 2015

    Cronache della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi


    ANNO 2015

    Archivio delle cronache
    della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi
    per anno:

    2015

    numquam nega, raro adfirma, distingue frequenter

  2. #2
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    Informazioni sulla Diocesi

    STATISTICHE

    La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 133.530 persone contava 132.513 battezzati, corrispondenti al 99,2% del totale.


    anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
    battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
    1950 89.900 90.000 99,9 105 83 22 856 30 150 15
    1970 103.581 104.081 99,5 94 69 25 1.101 46 213 21
    1980 110.140 110.643 99,5 82 64 18 1.343 21 164 28
    1990 135.908 136.828 99,3 97 84 13 1.401 1 16 140 36
    1999 137.105 138.269 99,2 99 77 22 1.384 6 25 137 36
    2000 136.604 137.774 99,2 97 73 24 1.408 7 27 135 36
    2001 136.240 137.405 99,2 93 71 22 1.464 7 25 137 36
    2002 134.912 136.082 99,1 91 72 19 1.482 8 20 98 36
    2003 135.208 136.383 99,1 91 73 18 1.485 8 19 104 36
    2004 134.734 135.905 99,1 99 75 24 1.360 8 25 98 36
    2013 132.513 133.530 99,2 103 80 23 1.286 10 23 97 36

    STORIA

    Ruvo


    La tradizione attribuisce a san Pietro la fondazione della comunità cristiana di Ruvo e la consacrazione del suo primo vescovo, Cleto, che in seguito sarebbe asceso alla cattedra di Roma come terzo papa. Altri vescovi, la cui storicità però è molto incerta, si sarebbero avvicendati fino al 493.[1]
    Alcuni autori ipotizzano la nascita della diocesi fra VI e VII secolo in concomitanza con le testimonianze relative ad una chiesa detta di San Giovanni Rotondo sorta nell'area meridionale del centro abitato.[2]
    La serie dei vescovi storicamente certi inizia con Reinaldo, menzionato nel 969, e Gioacchino, consacrato nel 1009: quest'ultimo governò la diocesi per circa 40 anni. Sin dal X secolo Ruvo era suffraganeadell'arcidiocesi di Trani; con bolla di papa Giovanni XIX del 1025, confermata da papi successivi, divenne suffraganea di Bari.[3]
    Attorno al 1079, durante l'episcopato di Guiberto, fu costruita la primacattedrale, distrutta nel 1133 circa. L'attuale cattedrale risale alla fine delXII secolo, iniziata dal vescovo Daniele.
    Il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori di papa Pio VII la diocesi di Ruvo fu unita aeque principaliter a quella di Bitonto.
    Il 30 settembre 1982 il vescovo Antonio Bello, già vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, venne nominato anche vescovo di Ruvo: in questo modo la sede di Ruvo fu divisa da quella di Bitonto[4] ed unita in persona episcopi alle sedi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi.
    Giovinazzo e Terlizzi

    Incerte sono le origini della Chiesa di Giovinazzo. Primo vescovo noto è Giovanni, menzionato nel 1071. In passato si attribuiva a questa sede un vescovo Pandone menzionato nel 952, oggi ritenuto un semplice sacerdote. Tuttavia questa indicazione non esclude che già nel X secoloGiovinazzo fosse insignita della dignità vescovile.
    La cattedrale risale all'epoca normanna, tra il 1150 ed il 1180, e consacrata nel 1283, all'epoca del vescovo Giovanni II. Durante l'episcopato di Paolo De Mercurio essa fu ristrutturata completamente in forme barocche.[5]
    Il 26 novembre 1749 fu eretta la diocesi di Terlizzi con la bolla Unigenitus Dei Filius di papa Benedetto XIV ricavandone il territorio dalla diocesi di Giovinazzo, a cui fu contestualmente unita aeque principaliter. Le due diocesi erano suffraganee dell'arcidiocesi di Bari e comprendevano unicamente le due città, sedi delle uniche parrocchie diocesane.
    Il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori, papa Pio VII dispose la soppressione delle diocesi di Giovinazzo e di Terlizzi; il loro territorio fu annesso a quello della diocesi di Molfetta.
    Su istanza del re Ferdinando II delle Due Sicilie, il 4 marzo 1836 papa Gregorio XVI con la bolla Aeterni Patris provvide a ristabilire le diocesi di Giovinazzo e Terlizzi, unendole entrambe aeque principaliter alla sede di Molfetta e rendendoleimmediatamente soggette alla Santa Sede.
    Molfetta

    Le prime notizie riguardanti la diocesi di Molfetta risalgono all'XI secolo; a quell'epoca era suffraganea dell'arcidiocesi di Bari-Canosa.
    Il 1º dicembre 1488 papa Innocenzo VIII, che era stato vescovo di Molfetta dal 1472 al 1484, concesse alla sua vecchia diocesi il privilegio di essere immediatamente soggetta alla Sede Apostolica.
    Nel 1571 il vescovo Maggiorano Maggiorani istituì a Molfetta un primo rudimentale seminario diocesano. I limiti dell'iniziativa si devono soprattutto ai problemi finanziari. La costituzione canonica di un seminario completo giunse nel 1714 durante l'episcopato di Fabrizio Salerno, ma fu approvata dalla Congregazione del Concilio solo nel 1725 e il possesso dei locali del seminario fu effettuato nel 1726. Nel 1785 il seminario trova una sistemazione definitiva nell'ex collegio dei Gesuiti.[6]
    Il 5 febbraio 1799 la rivoluzione scoppia a Molfetta con la predicazione di un prete repubblicano, che viene ucciso dal popolo scandalizzato. In seguito, orde di facinorosi profanarono la chiesa di San Domenico e uccisero padre Francesco Saverio Tarallo, padre Manieri e padre Domenico Nardelli.
    Nel 1818 alla diocesi di Molfetta furono annessi i territori delle soppresse diocesi di Giovinazzo e Terlizzi. Tuttavia, nel 1835le due antiche sedi furono ristabilite ed unite aeque principaliter a Molfetta.
    Il 7 novembre 1926 fu inaugurato a Molfetta il Pontificio seminario regionale, trasferendolo da Lecce.
    Il 20 ottobre 1980 papa Giovanni Paolo II con la bolla Qui Beatissimo Petro dispose che le diocesi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi fossero di nuovo suffraganee dell'arcidiocesi di Bari.
    Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi

    Il 4 settembre 1982 Antonio Bello fu nominato vescovo delle sedi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi e contestualmente anche della diocesi di Ruvo, unita così in persona episcopi alle tre precedenti diocesi.
    Il 30 settembre 1986 con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi le quattro sedi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi furono unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.


    Cronotassi dei vescovi

    Vescovi di Molfetta





    Vescovi di Giovinazzo



    • Giovanni I † (prima del 1071 - dopo il 1075)
    • Pietro † (1096 - ?)
    • Bernerio † (menzionato nel 1113)
    • Orso I † (menzionato nel 1124)
    • Berto † (prima del 1172 - 1178 deceduto)
    • Pietro † (prima del 1184 - dopo il 1191)
    • Maldisio † (? - 1200)
    • Orso II † (? - 1218 deceduto)
    • Pelmerio o Pietro † (19 giugno 1226 - dopo il 1246)
    • Leonardo da Sermoneta, O.Cist. † (20 febbraio 1253 - ?)
    • Salvio † (1275 - ?)
    • Giovanni II, O.F.M. † (1278 - giugno 1304 deceduto)
    • Giovanni III, O.F.M. † (1304 - 8 gennaio 1321 deceduto)
    • Guglielmo Alveniacci, O.F.M. † (prima del 1329 - circa 1332 deceduto)
    • Giacomo Morola (o Moroni) † (29 marzo 1333 - ?)
    • Giovanni IV † (1342 - ?)
    • Giacomo Carrubba † (1343 - 1350 deceduto)
    • Raimondo, O.E.S.A. † (1º dicembre 1350 - ?)
    • Bernardo ? † (menzionato nel 1365)
    • Antonio Cipolloni, O.P. † (circa 1380 - 1384 nominato vescovo di Fiesole)
    • Nicola † (21 maggio 1386 - 1390 deceduto)
    • Rolandino Malatacchi, O.E.S.A. † (22 maggio 1390 - ?)
    • Grimaldo de Turcolis † (14 ottobre 1395 - ?)
    • Sisto Coleta, O.F.M. † (1399 - 1414 deceduto)
    • Pietro da Orvieto † (13 luglio 1433 - ?)
    • Antonio, O.F.M. † (1443 - ?)

    • Ettore Galgano † (27 febbraio 1458 - 1462 deceduto)
    • Marino Morola (o Moroni) † (1º ottobre 1462 - 5 giugno 1472 nominato vescovo di Sant'Agata de' Goti)
    • Pietro Antici Mattei † (5 giugno 1472 - circa 1496 deceduto)
    • Giustino Planca † (9 dicembre 1496 - circa 1517 dimesso)

    • Marcello Planca † (21 agosto 1517 - 1528 deceduto)
    • Ludovico Furconio † (4 dicembre 1528 - 1549 dimesso)
    • Juan Antolínez Brecianos de la Rivera † (25 ottobre 1549 - 1574 dimesso)
    • Sebastiano Barnaba † (25 giugno 1574 - 17 agosto 1579 nominato vescovo di Potenza)
    • Luciano de Rubeis † (20 ottobre 1581 - 23 gennaio 1589 nominato vescovo di Mazara del Vallo)
    • Giovanni Antonio Viperani † (17 maggio 1589 - marzo 1610 deceduto)
    • Gregorio Santacroce, O.S.B. † (marzo 1610 succeduto - 1610 deceduto)
    • Giglio Masi † (1611 - 19 luglio 1627 nominato vescovo di Monopoli)
      • Sede vacante (1627-1637)

    • Carlo Maranta † (7 settembre 1637 - 24 settembre 1657 nominato vescovo di Tropea)
    • Michelangelo Vaginari, O.F.M. † (9 giugno 1659 - 1667 deceduto)
    • Agnello Alferi, O.F.M. † (18 marzo 1671 - agosto 1692 deceduto)
    • Giacinto Gaetano Chiurlia, O.P. † (10 luglio 1693 - 23 marzo 1730 deceduto)
    • Paolo De Mercurio † (18 giugno 1731 - 2 febbraio 1752 deceduto)


    Vescovi di Giovinazzo e Terlizzi



    • Giuseppe Orlandi, O.S.B.Cel. † (24 aprile 1752 - 25 aprile 1776 deceduto)
    • Michele Continisi † (16 dicembre 1776 - maggio 1810 deceduto)
      • Sedi vacanti (1810-1818)

    • Domenico Antonio Cimaglia † (25 maggio 1818 - 2 ottobre 1818 nominato vescovo di Molfetta)
      • Sedi soppresse (1818-1835)


    Vescovi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi





    Vescovi di Ruvo



    • San Cleto
    • Adriano Germando †
    • Giovanni I †
    • Brocardo Piellio † (340)
    • Epigonio † (430)
    • San Procopio † (431)
    • San Giovanni II † (493)
    • Reinaldo † (969)
    • Gioacchino † (1009 - ?)
    • Abiatar Barghettini †
    • Anonimo † (menzionato nel 1025)
    • Guiberto, O.S.B. † (prima del 1071 - dopo il 1082)
    • Pietro Gargenti † (menzionato nel 1100)
    • Ugo † (menzionato nel 1121)
    • Orso † (prima del 1162 - dopo il 1163)
    • Daniele † (prima del 1177 - circa 1184 deceduto)
    • Anonimi † (menzionati fra il 1205 ed il 1226)
    • Francesco † (1230 - 1235 dimesso)
    • Paolo de Nolles † (1241 - ?)
    • Manditto † (10 agosto 1258 - 20 novembre 1268)
    • Rainaldo † (18 ottobre 1271 - 3 giugno 1273)
    • Anonimo † (menzionato nel 1277)
    • Pietro de Gabrielli † (prima del 1295 - dopo il 1304)
    • Nicola de Gabrielli † (menzionato nel 1318)
    • Maggiore da Giovinazzo † (1323 - ?)
    • Giovanni III † (? - 1327)
    • Guglielmo † (1330 - ?)
    • Nicola Perrese † (1336 - 1343 deceduto)
    • Giovanni IV † (4 febbraio 1344 - 1348 deceduto)
    • Stefano, O.F.M. † (26 gennaio 1349 - 1390)
    • Antonio † (24 marzo 1390 - 1398 deceduto)
    • Sisto Coletti, O.F.M. † (8 marzo 1399 - 1399 nominato vescovo di Giovinazzo)
    • Domenico Orsi † (1399 - circa 1414 deceduto)
    • Simone da Brindisi, O.F.M. † (26 gennaio 1418 - 7 aprile 1431 nominato vescovo di Alessano)
    • Pietro Rosa † (17 dicembre 1432 - 1443 deceduto)
    • Cristoforo di San Pietro, O.F.M. † (11 dicembre 1443 - ?)
    • Pietro Santorio † (26 gennaio 1452 - 3 settembre 1469 deceduto)
    • Antonio Coletti † (6 ottobre 1469 - 1480 deceduto)
    • Antonio Rocca † (10 ottobre 1480 - 1486 deceduto)
    • Francesco Spalluccia † (2 ottobre 1486 - 1512 deceduto)
    • Giuliano de Mirto † (1512 - 1520 dimesso)
    • Giovanni Francesco de Mirto † (19 marzo 1520 - 1578 dimesso)
    • Orazio de Mirto † (9 aprile 1578 - 1589 deposto)
    • Gaspare Pasquali, O.F.M.Conv. † (3 luglio 1589 - 31 maggio 1604 nominato vescovo di Rieti)
    • Giuseppe Saluzzo † (13 settembre 1604 - 29 dicembre 1620 deceduto)
    • Cristoforo Memmolo, C.R. † (29 marzo 1621 - maggio 1646 deceduto)
    • Marco Critalli, C.R. † (19 novembre 1646 - 25 settembre 1649 deceduto)
    • Ferdinando Apicello † (2 maggio 1650 - 28 agosto 1656 nominato vescovo di Larino)
    • Giovanni Battista Volpi † (16 ottobre 1656 - 22 giugno 1663 deceduto)
    • Gabriele Tontoli † (24 settembre 1663 - novembre 1665 deceduto)
    • Giuseppe Caro † (11 gennaio 1666 - circa settembre 1671 deceduto)
    • Sebastiano D'Alessandro, O.Carm. † (15 gennaio 1672 - 29 dicembre 1672 deceduto)
    • Domenico Sorrentino † (13 marzo 1673 - 27 aprile 1676 nominato vescovo di Vulturara)
    • Domenico Gallesi † (22 giugno 1676 - 11 ottobre 1679 deceduto)
    • Giovanni Domenico Giannoni Alitto † (11 marzo 1680 - 1º giugno 1698 deceduto)
    • Francesco Morgione † (19 dicembre 1698 - 18 maggio 1705 nominato vescovo di Minori)
    • Bartolomeo Gambadoro † (14 dicembre 1705 - 14 agosto 1730 deceduto)
    • Giulio de Turris † (12 febbraio 1731 - 24 giugno 1759 deceduto)
    • Pietro Ruggieri † (24 settembre 1759 - 30 aprile 1807 deceduto)
      • Sede vacante (1807-1818)
      • Sede unita a Bitonto (1818-1982)

    • Antonio Bello † (30 settembre 1982 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi)


    Vescovi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi[modifica | modifica wikitesto]





    Vescovi oriundi della diocesi







    FONTE:https://it.wikipedia.org/wiki/Dioces...nazzo-Terlizzi
    Ultima modifica di Mattia AMDG; 05-09-2015 alle 12:10 Motivo: Mancanza Fonte
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  3. #3
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    Il programma delle celebrazioni per la Madonna dei Martiri, in Basilica e in Cattedra

    Molfetta
    Festa liturgica: 8 settembre



    Entra nel vivo il programma di celebrazioni liturgiche per la Festa della Madonna dei Martiri.
    Di seguito gli appuntamenti in Basilica:

    Sabato 29 agosto 2015
    Ore 17.30: VESPRO SOLENNE
    Ore 18.15: S. Rosario
    Ore 19.00: Novena animata da fra Michele Romano O. F. M., Animatore vocazionale della Provincia Religiosa dei Frati Minori di Puglia e Molise.

    Ore 21: Rievocazione storica dell’arrivo della Madonna a Molfetta con sbarco della Icona presso la “Secca dei pali” e fiaccolata verso la Basilica.

    Dal 30 agosto al 6 settembre 2015
    Ore 08.15 S. Messa
    Ore 17.30: VESPRO SOLENNE
    Ore 06.15 e alle 18.15: S. Rosario
    Ore 07 e ore 19: Novena animata da fra Michele Romano O. F. M.
    Ore 21: FIACCOLATA

    Lunedì 31 agosto 2015
    GIORNATA DEI PESCATORI Benedizione del mare

    Martedì 1 settembre 2015
    GIORNATA DEL CREATO

    Giovedì 3 settembre 2015
    GIORNATA DEGLI EMIGRATI

    Venerdì 4 settembre 2015
    GIORNATA DEGLI ANZIANI e MALATI

    Sabato 5 settembre 2015
    GIORNATA DELLA FAMIGLIA

    Domenica 6 settembre 2014
    GIORNATA DEI BAMBINI
    Ore17.30: Consacrazione dei bambini alla Madonna.
    Ore 19.00: S. Messa
    Ore 21.00: Veglia e fiaccolata ricordando nostro Vescovo Mons. Luigi Martella a due mesi dalla morte.

    Lunedì 7 settembre 2015
    Ore 07: Celebrazione per i giovani presieduta da Mons. Domenico Amato, Amministratore Diocesano.
    Ore 19: S. Messa presieduta da Mons. Domenico Amato, con l’offerta della Corona alla Madonna e la partecipazione degli armatori delle barche sorteggiate.

    Tutta la notte la Basilica resta aperta

    MARTEDI' 8 SETTEMBRE 2015
    SS. Messe ore 00.15 – 01.15 – 04 – 05 – 06 – 07 – 08 – 09.30 – 10.30 e 11.30.
    Ore 08: S. Messa presieduta da Mons. Domenico Amato, Amministratore Diocesano di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo – Terlizzi.
    Ore 15: Rito di apertura della Basilica, consegna della Madonna ai pescatori e processione verso la banchina “S. Domenico” per l’imbarco.
    Ore 20: Sbarco e processione verso la Cattedrale.

    Domenica 13 settembre 2015
    Ore 17: Processione con la statua della Madonna dalla Cattedrale alla Basilica


    Gli appuntamenti in Cattedrale

    Dal 30 agosto al 7 settembre: Novena.
    Ore 18.15: Recita del Santo Rosario. Preghiere alla Madonna. Santa Messa.

    5 settembre, sabato
    ore 19: Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc.za Mons. Felice di Molfetta, Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano e Rito di Ammissione agli Ordini Sacri di quattro seminaristi teologi della nostra Diocesi: Ignazio De Nichilo (Molfetta), Antonio Picca (Molfetta), Marco Campanale (Ruvo), Antonio Cipriani (Terlizzi).

    8 settembre, martedì:
    FESTA DELLA NATIVITA’ DELLA BEATA VERGINE MARIA
    Ore 8 – 10.30: Sante Messe.
    Ore 10,30: Celebrazione Eucaristica e Sacramento della Cresima presieduti da Mons. Domenico Amato, Amministratore Diocesano.
    Ore 20: Sbarco del Simulacro della Madonna alla Banchina S. Domenico e processione fino in Cattedrale.

    9 settembre, mercoledì
    Ore 8 – 10 – 12: Sante Messe.
    Ore 18.15: Recita del Santo Rosario.
    Ore 19: Messa.
    10 – 11 – 12 settembre
    Triduo solenne predicato da don Liborio Massimo
    “MARIA, MADRE DELL’UMANITA’ NUOVA“
    Ore 8 – 10: Sante Messe.
    Ore 18.15: Recita del Santo Rosario animato a turno dai gruppi:
    - 10 settembre, giovedì: Volontariato Vincenziano Cattedrale
    - 11 settembre, venerdì: U.N.I.T.A.L.S.I. cittadina
    - 12 settembre, sabato: MASCI, Duomo
    Ore 19: Santa Messa.

    13 settembre, domenica
    Ore 8-10-12-19: Sante Messe.
    Ore 10: Santa Messa Pontificale presieduta da S. Ecc.za Mons. Felice di Molfetta, Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano.
    Ore 18: Processione del simulacro della Madonna e ritorno in Basilica secondo il seguente itinerario: Piazza Garibaldi, Via A. Volta, Via F. Cavallotti, Via Respa, Piazza Vittorio Emanuele, Via S. Pansini, Via Ten. Ragno. Via Mad. dei Martiri, Viale dei Crociati.
    ________________________________________ ___________________________________
    Nei giorni di permanenza dell’immagine della Madonna dei Martiri in Cattedrale (9 – 13 settembre), alcuni sacerdoti saranno a disposizione di coloro che desiderano accostarsi al Sacramento della Riconciliazione.

    FONTE: http://www.diocesimolfetta.it/home_d...i_Martiri.html


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    S.E. Mons. Luigi Martella

    Attualmente sede Vacante, in ricordo dell'ultimo Vescovo da poco scomparso

    S.E. Mons. Luigi Martella (deceduto il 6 luglio 2015)








    Documenti del Vescovo (Omelie, Lettere Pastorali, Messaggi...)
    Cenni biografici
    Eletto alla sede vescovile di Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi il 13 dicembre 2000; ordinato vescovo il 10 marzo 2001, ingresso in diocesi il 17 marzo 2001.
    Deceduto il 6 luglio 2015

    S. E. Mons. Luigi Martella, del clero dell'Arcidiocesi di Otranto, è nato a Depressa frazione di Tricase (attualmente diocesi di Ugento-S.M. di Leuca) il 9 marzo 1948 dai genitori Cosimo Rocco e Vita Maria Rizzello. Entrato da ragazzo nel Seminario della sua diocesi, ha percorso il curriculum delle scuole medie, ginnasio e liceo, fino alla maturità classica.

    Dopo il biennio filosofico-teologico nel Seminario di Treviso, ha proseguito gli studi di Teologia nel Pontificio Seminario Interregionale di Posillipo, ricevendo l'ordinazione presbiterale il 10 aprile 1977. Ha conseguito la licenza in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, sezione S. Luigi, e il dottorato in Teologia morale presso l'Accademia Alfonsiana in Roma.

    Dal 1979 al 1986 è stato rettore del Santuario "Madonna del Rosario" in Castro, e dal 1986 al 1994 primo parroco della stessa chiesa eretta a parrocchia.

    Assistente diocesano dell'Ufficio Famiglia di Azione Cattolica dal 1980 al 1994, e per alcuni anni anche assistente regionale dello stesso ufficio; docente di religione cattolica nel liceo-ginnasio "F. Capece" di Maglie dal 1979 al 1994; docente di Teologia morale nell'Istituto di Scienze Religiose "Giovanni Paolo II" di Otranto; docente di Etica professionale presso la Scuola allievi infermieri dell'ospedale "Card. G. Panico" in Tricase; fa parte del Comitato Etico dello stesso ospedale.

    Dal 1994 è stato chiamato a svolgere l'ufficio di Direttore Spirituale nel Pontificio Seminario Regionale di Molfetta. Presso l'Istituto Teologico Pugliese è docente di Teologia Morale fondamentale. Responsabile dell'Ufficio formazione dell'Istituto Pastorale Pugliese e Consulente etico regionale della Federazione dei consultori di ispirazione cristiana.



    É stato anche Assistente del Delegato per i Seminari d'Italia. Dal 29 ottobre 2013 è stato nominato Commissario Apostolico per tutte le Comunità della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza, la cui casa generalizia è in Bisceglie.

    Documenti del Vescovo (Omelie, Lettere Pastorali, Messaggi...)


    Contatti:
    segreteriavescovo@diocesimolfetta.it
    vescovo@diocesimolfetta.it




    FONTE: http://www.diocesimolfetta.it/home_d...8_Vescovo.html
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  5. #5
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    A Molfetta la marcia nazionale della pace, il 31 dicembre 2015

    Lo ha comunicato Mons. Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi

    Presente a Molfetta, lunedì 7 settembre, per l’inaugurazione dell’ostello per l’accoglienza dei commercianti stranieri, Mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e attuale presidente nazionale di Pax Christi, si è intrattenuto con i giornalisti per commentare l’iniziativa molfettese, al suo terzo anno, alla luce anche dei recenti pronunciamenti del Papa e delle sensibilità finalmente scaturite in Europa verso i migranti. “Pare che in questo muro si sia aperta una breccia ed è la breccia, direi, dell’umanità, a prescindere da altre motivazioni. Ci voleva questo sussulto di coscienza rispetto al discorso dei rifugiati, degli immigrati”. “Ben venga – ha proseguito - se sta portando finalmente ad aprire le frontiere e i confini”. Ma per accogliere l’invito del Papa ad aprire “le parrocchie, i conventi, i monasteri, le famiglie” don Giovanni ribadisce che è necessario “aprire ancor prima i nostri cuori. L’apertura della casa è sempre conseguenza dell’apertura del cuore”.
    L’accoglienza dei migranti ha poi un sapore diverso, qui in Puglia, dove le Caritas diocesane fanno già molto sin dalle prime ondate di immigrati che hanno trovato sulle nostre coste i primi approdi “e qui è chiaro – ha detto Ricchiuti - che viene subito alla mente l’indimenticato vescovo don Tonino e la sua passione per tutto ciò che concerneva accoglienza, integrazione, ma soprattutto la sua grande umanità”.
    Non c’era occasione e luogo più propizio per don Giovanni, da novembre 2014 alla guida di Pax Christi, per annunciare “in sintonia con tutta la CEI ed i vari uffici e le varie associazioni che ne prenderanno parte, che il 31 dicembre del 2015, la marcia della Pace torna a Molfetta, dopo l’ultima che è stata fatta nel 1992”.
    Annuncio di grande gioia e di responsabilità per la nostra diocesi, a 23 anni da quella notte di capodanno all’insegna della pioggia e del visibile entusiasmo di don Tonino Bello che, a poche settimane dal suo ritorno da Sarajevo e a pochi mesi dalla morte, trascinava le migliaia di persone giunte da tutt’Italia, sui sentieri della pace.
    È questo un altro dono che ci ha lasciato il compianto vescovo Luigi Martella, che ne aveva già dato comunicazione ai direttori degli uffici diocesani in quel primo incontro di programmazione svolto due giorni prima di morire, il 4 luglio scorso. Egli, su sollecitazione di Pax Christi, aveva avanzato formale richiesta alla CEI per ospitare la marcia della pace e già nel mese di maggio Mons. Nunzio Galantino aveva inviato la lettera di conferma. Ora la diocesi si attiverà anche per questa iniziativa nella fiduciosa speranza di poter avere, per quella data, il conforto e la guida saggia dell’atteso vescovo.

    L.S. © Luce e Vita

    FONTE: http://www.diocesimolfetta.it/pls/mo...est&rifp=guest
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  6. #6
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    Le famiglie illuminano il Sinodo. Viaggio a Roma dalla diocesi

    Pastorale della Famiglia
    Sabato 3 ottobre a Roma

    Il Sinodo ordinario sulla famiglia si svolgerà dal 4 al 25 ottobre. Già lo scorso anno, nella sua lettera alle famiglie, Papa Francesco ci chiese: "il sostegno della preghiera è quanto mai necessario e significativo specialmente da parte vostra, care famiglie. Infatti, questa Assemblea sinodale è dedicata in modo speciale a voi, alla vostra vocazione e missione nella Chiesa e nella società. Pertanto vi chiedo di pregare intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini i Padri sinodali e li guidi nel loro impegnativo compito".
    Per questo scopo siamo convocati sabato 3 ottobre di nuovo a Roma in Piazza San Pietro per vivere nel pomeriggio (dalle 18.00 alle 19.30) un momento di preghiera e testimonianza di fede attorno al Sommo Pontefice e ai Padri Sinodali. Sarà bello essere tutti lì e il momento storico che stiamo attraversando ci chiede di fare il possibile per partecipare, mostrando in unità tutta la bellezza della famiglia. Se ci fossero difficoltà per famiglie pressate dalla crisi economica che desiderano vivere questo evento storico, fatecelo direttamente presente e troveremo vie adeguate di sostegno.
    «Abbiamo una grande necessità di far vedere la bellezza della famiglia che è in Italia, in unità» ha sostenuto Monsignor Galantino. La nostra vera forza è rimanere ancorati alla realtà con la consapevolezza che la realtà è superiore all'idea: e la realtà è la famiglia».

    L’Ufficio Famiglia della nostra Diocesi chiama le nostre famiglie a partecipare a tale momento di preghiera.
    A tal fine organizza dei pullman che partiranno dalle quattro città della Diocesi alle ore 6 di sabato 3 ottobre per ripartire da Roma intorno alle ore 20, al termine della veglia di preghiera.
    La partecipazione è rivolta alle famiglie: genitori e figli.

    Per informazioni su costi e organizzazione del viaggio contattare:
    Molfetta: Nicola Stasi (335356874)
    Ruvo: Angelo Mazzone (3478628740)
    Giovinazzo: Saverio de Candia (3291021294)
    Terlizzi: Alessio Antonelli (3498711346).

    Ulteriori informazioni :sull'evento



    Lettera alle famiglie : http://www.diocesimolfetta.it/pls/mo...a_famiglie.pdf

    FONTE:http://www.diocesimolfetta.it/pls/mo...est&rifp=guest


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  7. #7
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    Indicazioni per l'anno pastorale, in compagnia del Buon Samaritano

    Ufficio pastorale
    Vito Bufi*

    La nostra Chiesa diocesana è chiamata, nonostante la morte improvvisa del nostro amato vescovo, a continuare a percorrere le strade delle nostre quattro città, ritmando i propri passi su quelli di Gesù, con la protezione materna di Maria.
    Il nostro carissimo don Gino avrebbe voluto seguire personalmente la programmazione del nuovo anno pastorale. Infatti, lo scorso 4 luglio, appena due giorni prima della sua morte, aveva incontrato, come faceva sempre all’inizio dell’estate, i direttori degli Uffici pastorali diocesani, per dare le indicazioni su cui lavorare, articolando le varie scelte operative, e decidere insieme le date delle diverse attività pastorali.
    Facendo allora tesoro di quelle intuizioni, che sicuramente sarebbero convogliate nella tradizionale lettera pastorale che però il vescovo non è riuscito a scrivere, noi ora ci mettiamo nuovamente in cammino raccogliendo la preziosa eredità di don Gino che può essere sintetizzata con uno slogan: “Uomini nuovi in Gesù Cristo, per annunciare la Misericordia di Dio, e vivere il dono della Carità”, che racchiude tre indicazioni pastorali.

    La prima indicazione, “Uomini nuovi in Gesù Cristo”, fa esplicito riferimento all’importante evento che la Chiesa Italiana si appresta a vivere con il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze (9 - 13 novembre 2015). Si tratterà di attivare anche nelle nostre comunità quel «discernimento comunitario» che permetta di scoprire la bellezza di essere uomini e donne in Gesù, nella ricerca dei semi di verità sparsi nella storia degli uomini, interpretati alla luce della verità di Cristo (cfr. CEI, In Gesù Cristo il nuovo umanesimo. Una traccia per il cammino verso il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, Ed. Paoline, pag. 41-43).

    La seconda indicazione, “per annunciare la Misericordia di Dio”, ci viene suggerita da Papa Francesco che ha indetto un Anno Santo Straordinario in coincidenza con il prossimo anno pastorale (8 dicembre 2015 - 20 novembre 2016). Le attività pastorali che saranno programmate dovranno far tesoro delle parole del Papa: «Nel nostro tempo, in cui la Chiesa è impegnata nella nuova evangelizzazione, il tema della misericordia esige di essere riproposto con nuovo entusiasmo e con una rinnovata azione pastorale. È determinante per la Chiesa e per la credibilità del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia. Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre… Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia (Francesco, Misericordiae Vultus. Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misercordia, n. 12).

    La terza e ultima indicazione “vivere il dono della carità”, si aggancia direttamente al progetto pastorale diocesano Alla scuola del Vangelo: educarsi per educare e all’ultima lettera pastorale del nostro vescovo «E si prese cura di lui». Educare alla carità. Don Gino, in quella lettera, ci ricordava che «per poter vivere la carità occorre essere educati alla carità. Sembra perfino banale ripeterlo. Eppure non è così scontato. In questo caso, come in tanti altri, non si possono impegnare energie per disquisire se viene prima il “fare” o “l’essere”. Sono in stretta connessione e in perfetta simultaneità» (L. Martella,«E si prese cura di lui». Educare alla Carità, pag. 42-43).

    Approfondendo la lettura della traccia di lavoro per il cammino verso il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9 - 13 novembre 2015) e della Bolla di Papa Francesco di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia (Misericordae Vultus), ho scoperto che si fa esplicito riferimento alla parabola del buon samaritano, scelta dal nostro vescovo per la lettera pastorale 2014-2015, punto di riferimento anche per questo anno, per continuare ad educarci per educare alla carità. Mi è parso perciò opportuno permettere che questa stupenda icona evangelica (Lc 10,30-37) illumini il cammino dei prossimi mesi.

    Il samaritano, icona dell’umanità nuova
    Ci stiamo preparando a vivere l’importante appuntamento nazionale del Convegno Ecclesiale di Firenze sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Nella traccia di lavoro è stata proposta anche la parabola lucana per additare un modello di uomo nuovo, capace di abitare la strada, non rinchiuso e fermo in templi di pietre, ma in cammino per incontrare le periferie dell’umano a imitazione di Gesù. Essere uomini nuovi significa perciò essere come Dio che si mette al servizio dell’uomo, lo raggiunge lì dove si trova, persino nella lontananza estrema del suo peccato, nella precarietà e nella fragilità della sua esistenza (cfr. CEI, In Gesù Cristo il nuovo umanesimo, Ed. Paoline, pag. 34). Mi vengono in mente le parole del vescovo don Tonino Bello, pronunciate durante la messa crismale del 1989: «Laici, cresimate il mondo… Amate il mondo. Fategli compagnia. E adoperatevi perché la sua cronaca di perdizione diventi storia di salvezza».

    Il samaritano, icona della misericordia e della compassione
    Papa Francesco, nella Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia, fa riferimento alla parabola del buon samaritano citando le parole che il beato Paolo VI pronunciò a conclusione del Concilio Vaticano II (non a caso l’Anno Santo si aprirà il prossimo 8 dicembre, nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio): «Vogliamo piuttosto notare come la religione del nostro Concilio sia stata principalmente la carità … L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio … Una corrente di affetto e di ammirazione si è riversata dal Concilio sul mondo umano moderno. Riprovati gli errori, sì; perché ciò esige la carità, non meno che la verità; ma per le persone solo richiamo, rispetto ed amore. Invece di deprimenti diagnosi, incoraggianti rimedi; invece di funesti presagi, messaggi di fiducia sono partiti dal Concilio verso il mondo contemporaneo: i suoi valori sono stati non solo rispettati, ma onorati, i suoi sforzi sostenuti, le sue aspirazioni purificate e benedette… Un’altra cosa dovremo rilevare: tutta questa ricchezza dottrinale è rivolta in un’unica direzione: servire l’uomo. L’uomo, diciamo, in ogni sua condizione, in ogni sua infermità, in ogni sua necessità» (Papa Francesco, Misericordiae vultus. Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia, n. 4).
    L’Anno Santo ormai alle porte ci deve trovare pronti ad imparare da Dio lo stile della misericordia e della compassione per essere credibili agli occhi di un mondo che chiede sempre più gesti d’amore.

    Il samaritano, icona della carità operosa
    Il nostro amato Vescovo don Gino ci ha lasciato un’eredità affascinante e impegnativa che trova nell’uomo di Samaria un modello da imitare. Le parole contenute nella sua ultima lettera pastorale sono un programma di vita per ciascuno di noi e per le nostre comunità: «La carità, quella vera, quella completa, è frutto di una grande scuola che tiene in movimento gli occhi per vedere, il cuore per amare, le mani per donare. L’esigenza dell’amore del prossimo si esprime come aiuto all’emarginato o a colui che soffre qualsiasi tipo di pena. Il vero prossimo non fa domande. Vede la necessità e aiuta. Non gli interessa il carattere della persona bisognosa, la responsabilità, il posto che occupa. Nulla si oppone all’aiuto. Neppure l’essere di un altro paese, nemico o straniero. L’unica legge che vige in questo campo è quella di sentire la necessità o la miseria altrui. Prossimo autentico è chi dà, senza far domande né esigere, senza cercare motivi o ricompensa. Spesse volte noi facciamo delle opere, delle azioni caritatevoli, ma non viviamo compiutamente la carità, non ci coinvolgiamo fino in fondo, non condividiamo nel profondo. In questo modo non siamo neppure a metà del cammino. Tra il “fare la carità” e il “vivere la carità” c’è la distanza che deve essere colmata dalla continui-tà» (Luigi Martella, «E si prese cura di lui». Educare alla carità, Lettera pastorale per l’anno 2014-2015, pag. 36-37).
    Nei vari incontri formativi che organizziamo nei gruppi e nelle varie associazioni durante l’anno pastorale, soprattutto quando si parla della virtù della carità, rischiamo di dire tante parole e di non passare ai fatti. Lasciamo allora che il buon samaritano si faccia compagno nel nostro cammino di vita… e, lo sappiamo bene, quella parabola Gesù l’ha raccontata per indicare se stesso come colui che «viene accanto ad ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito e versa sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza» (dalla Liturgia).
    Non potremmo avere migliore compagno di viaggio.

    * Direttore dell'Ufficio pastorale diocesano






    Fonte: http://www.diocesimolfetta.it/home_d...amaritano.html
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  8. #8
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    Don Paolo Malerba parte per l'Africa

    "Il vangelo proclamato sia da te annunziato con la parola e con la vita nella diocesi di Marsabit". Don Paolo Malerba parte per l'Africa
    Ad gentes
    La diocesi riapre una finestra sul mondo.









    Mercoledì 23 settembre 2015 don Paolo Malerba volerà alla volta del Kenya, a Marsabit, accompagnato dal vicario generale di quella diocesi, mons. Racho Isaack Ibraim, ritornando sui passi di una missione mai del tutto interrotta, e non solo nel cuore. Domenica 6 settembre scorso mons. Domenico Amato, Amministratore diocesano, davanti alla commossa comunità parrocchiale di Santa Maria di Sovereto, a Terlizzi, gli ha conferito il mandato missionario: “Il Vangelo proclamato questa sera sia da te annunziato con la parola e con la vita, nella diocesi di Marsabit, perché si apra a tutti il mistero di Cristo e della Chiesa.” E gli ha consegnato il crocifisso e il vangelo.
    Don Paolo Malerba (Terlizzi 8/12/1976), all’età di 14 anni entra nel Seminario vescovile di Molfetta, consegue la maturità magistrale e prosegue gli studi teologici presso la facoltà di Teologia dell’Italia Settentrionale, ad Alba, conseguendo il baccalaureato in Teologia. Riceve l’ordinazione presbiterale il 7 dicembre 2001. Alcuni incarichi come vicario parrocchiale mentre consegue la licenza in dottrina sociale presso l’Università Lateranense in Roma, il dottorato in Sacra Teologia e la specializzazione in dottrina sociale pastorale. Nel 2005 diventa comboniano e vive l’esperienza missionaria a Marsabit.
    Ritornato in diocesi nel 2009, Mons. Martella gli aveva consigliato di fermarsi un po’ prima di ripensare alla scelta di essere fidei donum (sacerdote, dono di fede ad altra comunità diocesana).
    Nel 2013 la richiesta esplicita al vescovo di partire ed un viaggio preliminare, con altri due sacerdoti; intanto Mons. Martella e Mons. Peter Kihara, vescovo di Marsabit, avevano intrattenuto una corrispondenza definendo la decisione il 24 marzo 2015 e comunicandola ufficialmente il 19 giugno. Un altro dono riservato da Mons. Martella, di venerata memoria.
    Fino al 6 settembre parroco di S. Maria di Sovereto, una piccola porzione della diocesi di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi, che ha accolto non senza rammarico la decisione, ma l'ha rispettata cogliendone la preziosità. Adesso don Paolo è prete donato al mondo, all’Africa, ai 291.166 keniani diffusi sui 78.078 kmq di Marsabit, quasi un quarto dell’Italia.

    La contea è situata in una zona semidesertica nel nord –est del Kenya; l’80% della sua popolazione è composto da pastori nomadi che praticano un’agricoltura di sussistenza (fagioli, grano, frutta), e che si dedicano essenzialmente all’allevamento di pecore, manzi e cammelli; solo una percentuale minima è impiegata nelle miniere di sale, di gemme e pietre preziose o è dedita alla pesca. I villaggi sono situati in prossimità dei corsi d’acqua.
    Il livello di povertà è al 9%, la scarsa disponibilità di acqua, il clima eccessivamente arido, i conflitti continui tre le varie tribù e non ultima l’assenza di precise disposizioni governative, fanno di questa regione una tra le più povere del paese. L’istruzione è limitata alle 128 scuole elementari e alle 19 scuole secondarie. Il rapporto medico-paziente è di 1 a 63.800. Il cattolicesimo è praticato da 25.000 persone, su 12 parrocchie divise in 4 zone e si estende in una pianura tra i 300 e i 1.800 metri sul livello del mare. In un contesto caratterizzato da uno sviluppo molto lento e da continui conflitti tribali, la missione della diocesi è determinante per avviare un approccio di evangelizzazione improntato ad insegnare a vivere una vita di pace e a fornire una formazione olistica basata sulla fede e sulla promozione umana.
    La presenza infatti di diverse etnie è un problema reale e serio. La gente si identifica più con la propria tribù che con la fede che professa. È quindi prioritario stabilire un percorso che abbia lo scopo di accogliere i popoli sotto l’egida di una fede comune e suscitare il sentimento di orgoglio e di appartenenza alla grande famiglia cristiana, soprattutto in un momento in cui un’intensa strategia di islamizzazione sta guadagnando terreno nella regione. Andando in Africa don Paolo sarà impegnato per almeno due anni nella mansione di economo della diocesi, questo vuol dire che avrà la responsabilità di gestire il funzionamento di ospedali e scuole (con classi di circa 100 ragazzi), ma non mancherà di girare per le dodici parrocchie.

    «Il Signore ha voluto che, dopo la prima esperienza, il mio desiderio della missione fosse purificato perché non avevo gli strumenti necessari per affrontare una realtà molto più grande di me che a tratti mi ha anche scandalizzato. Oggi sento di avere gli strumenti per riprendere quel servizio». «Don Gino - prosegue don Paolo - diceva che i desideri vanno purificati e lui ha ritenuto opportuno che questo fosse il tempo giusto».
    Così si riapre nella nostra diocesi una finestra sul mondo, una prospettiva di reale chiesa in uscita perché il suo servizio non è una scelta strettamente personale, ma il segno di un coinvolgimento più ampio della nostra diocesi legata ora a Marsabit. Non è secondario sapere che il servizio di don Paolo sarà sostenuto dal Sostentamento Clero, quindi da quell’8xMille tanto chiacchierato ma che, nel silenzio, permette piccoli e grandi miracoli.
    La nostra diocesi avrà così un canale preferenziale per attivare progetti di sostegno e di sviluppo, per fare esperienze di volontariato e di missione per laici, seminaristi e preti, per fare proprie le sorti di questa giovane comunità africana, in cui il cristianesimo è minoranza rispetto alle diffuse fedi animiste e all’Islam che si va affermando.
    Don Paolo parte fisicamente ma noi non ci impoveriamo. Da questo momento la nostra diocesi è più grande.
    Domenica 20 settembre, alle ore 10,00 presso la parrocchia S. Lucia, in Ruvo, don Paolo concelebrerà l’eucaristia; il settimanale diocesano “Luce e Vita” riserva ampio spazio a questo gioioso evento ecclesiale, con una descrizione della diocesi di Marsabit, un’intervista a don Paolo, la sua biografia, il saluto della sua parrocchia.

    L.S.


    FONTE: http://www.diocesimolfetta.it/home_d..._l_Africa.html
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  9. #9
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    Don Mimmo Amato, colto da malore. Eleviamo la nostra preghiera per la sua ripresa
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    É stato colto da un forte malore, questa mattina, don Mimmo Amato, nostro Amministratore diocesano.
    Prontamente ricoverato al Policlinico di Bari, siamo in attesa di una diagnosi.
    A tutte le comunità parrocchiali chiediamo di elevare preghiere al Signore della vita, per intercessione di Maria, perchè ridoni piena salute a don Mimmo, per la sua vita e il suo ministero, preziosa e saggia guida in questo momento delicato per la vita della diocesi.


    Daremo informazioni più dettagliate appena possibile.
    Fonte:http://www.diocesimolfetta.it/pls/mo...est&rifp=guest

  10. #10
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    Aggiornamenti sullo stato di don Mimmo
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    Stamattina, domenica 27 settembre, intorno alle ore 8,00, don Mimmo Amato, Amministratore diocesano, è stato colto da un forte malore che lo ha fatto trovare, dalla sua mamma e dai suoi parenti, caduto in stato di incoscienza.
    Prontamente soccorso dagli Operatori sanitari è stato ricoverato al reparto Rianimazione del Policlinico di Bari. Dalle indagini effettuate è stata diagnosticata una ischemia cerebrale con conseguente ematoma subdorale.
    Giunto in ospedale in uno stato di grave coma, don Mimmo è stato sottoposto ad intervento neurochirurgico urgente, alle ore 13,00, eseguito dai dottori Bruno e Colamaria, per consentire l'evacuazione dell'ematoma.
    Non è possibile fare valutazioni circa i danni neurologici subiti.
    Prima che fosse condotto in sala operatoria, alla presenza dei suoi cari e di alcuni collaboratori presenti, del sindaco Natalicchio e dell'assessore Mongelli, don Nico Tempesta ha amministrato il rito dell'unzione degli infermi, dando forma e coralità alla preghiera che tutti eleviamo al Signore della vita.


    Appena possibile daremo ulteriori informazioni.


    L.S.
    Fonte:http://www.diocesimolfetta.it/pls/mo...est&rifp=guest
    Ultima modifica di Columbanus; 27-09-2015 alle 18:29

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