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Discussione: Cronache dalla Diocesi di Savona-Noli 2017

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    Cronache dalla Diocesi di Savona-Noli 2017

    DIOCESI DI SAVONA-NOLI
    UFFICIO STAMPA

    COMUNICATO STAMPA

    Messa di saluto e di ringraziamento del vescovo Vittorio Lupi

    Domenica 8 gennaio alle 18 in Cattedrale a conclusione del suo ministero episcopale

    Domenica prossima 8 gennaio, alle 18, il vescovo Vittorio Lupi presiederà in Cattedrale la Messa con la quale prenderà commiato dalla Diocesi. Nella preghiera assieme alla Comunità ecclesiale, riunita intorno al suo pastore, monsignor Lupi concluderà così, dopo poco meno di nove anni, il suo servizio come guida della chiesa di Savona-Noli iniziato nel febbraio 2008. La celebrazione sarà occasione di ringraziamento al Signore per tutte le grazie donate al Vescovo e alla nostra diocesi, nonché il momento per una riflessione pastorale sulla vita della chiesa per il periodo che è stata sotto la guida di monsignor Vittorio. “Domenica vorrò dare un saluto a tutta la diocesi, per esprimere al Signore e a tutti i collaboratori non solo della diocesi, ma di tutte le parrocchie, il mio sentito ringraziamento – spiega il presule – come già ripetutamente affermato, rimarrò in diocesi a disposizione del Vescovo e dei sacerdoti, per tutte le necessità che avranno di aiuto e collaborazione, che farò volentieri per questa diocesi che ho servito come vescovo e che continuerò a servire con gioia e con spirito di servizio in tutte le realtà, anche le più modeste e piccole. Ringraziamo il Signore per tutto il bene che abbiamo ricevuto e per quello che per sua grazia abbiamo potuto fare; l’Eucaristia è il ‘rendimento di grazie’ per eccellenza”.




    Savona, 3 gennaio 2017
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  2. #2
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    Cronache dalla Diocesi di Savona-Noli 2017 Comunicato Te Deum vescovo Lupi

    DIOCESI DI SAVONA-NOLI
    UFFICIO STAMPA

    COMUNICATO STAMPA
    Lupi: “Grazia del Giubileo in un 2016 duro, per Savona anno zero
    Nell’omelia del Te Deum, il vescovo Vittorio Lupi traccia un bilancio dell’anno che si chiude
    I temi internazionali – terrorismo, guerra in Siria e cambiamenti politici su tutti – ma anche quelli nazionali – terremoto, alluvione, crisi di governo – e naturalmente quelli locali
    Ricordate soprattutto le iniziative diocesane legate al Giubileo: dalle celebrazioni al Santuario agli appuntamenti culturali passando ovviamente per i forti segni di carità
    Infine un passaggio sul nuovo vescovo e sul suo commiato come pastore della diocesi,
    ricordando come il 2016, anche su altri fronti, sia una sorta di nuovo inizio per Savona:
    Anno zero per la città a cui auguriamo di ripartire con nuovo entusiasmo in tutti i campi”

    SINTESI DELL’OMELIA DEL VESCOVO LUPI

    Come di consueto, durante l’omelia del Te Deum, celebrazione di ieri sera in Duomo, monsignor Vittorio Lupi ha tracciato un bilancio dell’anno appena terminato. Tanti i temi citati dal Vescovo a livello internazionale, italiano, locale, ecclesiale e diocesano. Dopo aver accennato a fatti politicamente significativi come la Brexit e la vittoria di Trump alla presidenziali Usa, il passaggio sul terrorismo. “In primavera gli attentati a Bruxelles, poi la strage di cristiani in Pakistan, significativamente e tragicamente nel giorno di Pasqua. Poi una vera escalation di morti e violenze, di atti barbari e ingiustificabili, che ha colpito anche molto vicino a noi, con la strage di Nizza la notte del 14 luglio fino alla decapitazione del sacerdote vicino a Rouen sempre in Francia. Tutto questo senza dimenticare Dacca, Orlando, gli episodi della Germania nei mesi scorsi, culminati con la strage di Berlino proprio in questi ultimi giorni, a poche ore dal Natale. Per non parlare delle sempre gravissime situazioni in Africa e in Medio Oriente, in particolare in Libia e in Siria, con la conseguente crisi dei residenti, che devono abbandonare le loro abitazioni e le città, alimentando la triste e innumerevole schiera dei profughi, cito per tutti la tragedia di Aleppo, città martire”. Poi il piano nazionale col vescovo che ricorda il recente esito del referendum con le conseguenti dimissioni di Renzi e la nascita del governo Gentiloni , l’escalation della violenza sulle donne, l’incidente ferroviario in Puglia e soprattutto il terremoto che, dalla fine di agosto, ha ripetutamente colpito il centro dell’Italia senza dimenticare l’alluvione “che a fine novembre ha coinvolto valli a noi vicine nel Ponente ligure e nel basso Piemonte”. E proprio sul piano locale monsignor Lupi aggiunge: “L’anno è da ricordare per il rinnovo di numerose amministrazioni comunali, in primis quella di Savona con la città che per la prima volta è guidata da un sindaco donna. Un 2016 davvero particolare per il capoluogo con l’accorpamento dell’autorità portuale con Genova (che segue di pochi mesi quello della sua storica cassa di risparmio), la chiusura del carcere di sant’Agostino, e il già citato cambio di guida amministrativa”.


    A livello diocesano l’anno è stato segnato dal Giubileo della Misericordia e da numerosi segni ed eventi di carità, di fede, ma anche di cultura, arte, musica e perfino sport che abbiamo promosso sul territorio assieme al Comune di Savona, alle Opere Sociali N.S. di Misericordia, alle Confraternite diocesane e ad altre realtà – prosegue monsignor Lupi – un lungo e intenso programma di cui possiamo ricordare anzitutto due celebrazioni al Santuario: quella per la Festa Patronale del 18 marzo presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco e quella per il 201° anniversario dell’incoronazione della statua mariana da parte di Pio VII con i cardinali Dominique Mamberti e Domenico Calcagno. Molto significativo anche l’incontro interreligioso promosso nel marzo scorso dalla nostra Diocesi che ha visto, per la prima volta, confrontarsi rappresentanti delle principali fedi presenti sul territorio ovvero cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei e musulmani”. “Da menzionare inoltre concerti, appuntamenti culturali, presentazioni di libri, visite guidate, addirittura una corsa podistica con fine benefico e una visione notturna del cielo sopra il Santuario: tutte occasioni di incontro, in quest’anno di misericordia, su diversi settori, nel solco di quella Chiesa in uscita tanto cara a Papa Francesco – aggiunge – inoltre le tante iniziative che già erano ricorrenti in diocesi, come la biennale Processione del Venerdì Santo e l’annuale incontro delle Confraternite, come anche il Cantare e portare la Croce, sono state inserite quest’anno negli eventi giubilari”. “Vanno ricordate le tre importanti iniziative caritative entrate nel vivo proprio nell’Anno santo: l’Emporio Caritas, l’accoglienza ai migranti, che si è fatta più consistente ed organizzata, e la casa-famiglia Benedetta Rossello sorta ad Albissola per famiglie e persone in difficoltà. Tre temi che ci stanno molto a cuore e che come diocesi abbiamo voluto rilanciare in occasione del recente periodo di Avvento”.
    Non manca il ricordo di sacerdoti diocesani e religiosi scomparsi nel 2016: don Renato Schiappacasse, gli abati emeriti di Finalpia Romano Cecolin e Placido Colabattista, don Giovanni Ghilardi, don Osvaldo Dettoni.
    Infine il passaggio sul cambio della guida pastorale della Diocesi di Savona-Noli
    La novità che ci riguarda più da vicino quest’anno è la nomina del nuovo Vescovo: è una grazia del Signore: è stato nominato il 20 ottobre; lo scorso 17 dicembre è stato consacrato vescovo a Chiavari, diocesi in cui è diventato sacerdote, parroco e Vicario generale. Alla sua consacrazione abbiamo partecipato dalla nostra diocesi con diversi pullman e auto private e questo indica la gioia dei fedeli di poter avere un nuovo pastore che presto, il 15 gennaio, verrà tra di noi per prendersi cura della diocesi. Sarà certamente un momento di grazia, una ventata di aria nuova, un coinvolgimento delle persone ad un lavoro comune – afferma il vescovo Lupi – sarà una sorta di “anno zero” per Savona, per le altre novità anche in campo civile, a cui auguriamo di poter ripartire con nuovo entusiasmo in tutti i campi”. “Domenica 8 gennaio alle ore 18 vorrò dare un saluto a tutta la diocesi, per esprimere al Signore e a tutti i collaboratori non solo della diocesi, ma di tutte le parrocchie, il mio sentito ringraziamento. Come già ripetutamente affermato, rimarrò in diocesi a disposizione del Vescovo e dei sacerdoti, per tutte le necessità che avranno di aiuto e collaborazione, che farò volentieri per questa diocesi che ho servito come vescovo e che continuerò a servire con gioia e con spirito di servizio in tutte le realtà, anche le più modeste e piccole – conclude il vescovo Lupi – ringraziamo il Signore per tutto il bene che abbiamo ricevuto e per quello che per sua grazia abbiamo potuto fare; la Madre di Misericordia, ci accompagni nel nostro cammino che avviene qui nel tempo per giungere quando il Signore vorrà, all’abbraccio con Lui nell’eternità”.


    TESTO INTEGRALE DELL’OMELIA DEL VESCOVO LUPI

    Come ogni anno vogliamo riunirci per ringraziare il Signore del tempo che ci dona e per riflettere su ciò che è veramente importante nella nostra vita, sul tempo che abbiamo a disposizione, come lo usiamo, come lo impegniamo, se teniamo conto delle realtà che veramente contano: il nostro destino eterno, con la vera vita che non finisce con la nostra morte, ma continua per l’eternità.
    Questa celebrazione ci offre anche l’occasione per guardare alla nostra storia e leggerla con uno sguardo di fede, uno sguardo che ce la faccia penetrare, che ce ne faccia capire il senso e ci faccia essere presenti in essa con l’atteggiamento di chi sa vedere nello svolgersi degli avvenimenti lo snodarsi della storia che Dio vuole condurre con noi.
    Il Signore ci chiama singolarmente e come Chiesa a porci di fronte si problemi che attraversano la storia attuale, sia quella nostra, locale, sia quella del mondo intero, con spirito “profetico”, cioè con l’atteggiamento di chi, dopo aver chiesto nella preghiera la luce dalla Parola di Dio, non si tira indietro rispetto ai problemi, ma li affronta con tutta la franchezza, la determinazione e la libertà che gli proviene dal vangelo.
    Vogliamo guardare l’anno che è trascorso per fare memoria degli avvenimenti gioiosi e quelli dolorosi, quelli che hanno segnato un passo in avanti e quelli che ci hanno trovati poco solleciti, sia dal punto di vista ecclesiale, sia da quello civile, a livello locale, nazionale e internazionale.


    A livello internazionale Il 2016 è stato un anno di forti cambiamenti, spesso legati a un voto popolare: l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane.
    Purtroppo il 2016, ancora più degli anni precedenti, è stato segnato dalla violenza del terrorismo. In primavera gli attentati a Bruxelles, poi la strage di cristiani in Pakistan, significativamente e tragicamente nel giorno di Pasqua. Poi una vera escalation di morti e violenze, di atti barbari e ingiustificabili, che ha colpito anche molto vicino a noi, con la strage di Nizza la notte del 14 luglio fino alla decapitazione del sacerdote vicino a Rouen sempre in Francia.
    Tutto questo senza dimenticare Dacca, Orlando, gli episodi della Germania nei mesi scorsi, culminati con la strage di Berlino proprio in questi ultimi giorni, a poche ore dal Natale.
    Per non parlare delle sempre gravissime situazioni in Africa e in Medio Oriente, in particolare in Libia e in Siria, con la conseguente crisi dei residenti, che devono abbandonare le loro abitazioni e le città, alimentando la triste e innumerevole schiera dei profughi, cito per tutti la tragedia di Aleppo, città martire.
    A livello nazionale c’è stata l’affermazione del no al referendum costituzionale con le conseguenti dimissioni del premier Renzi e la formazione di un nuovo esecutivo guidato da Gentiloni.
    Anno difficile e un’estate drammatica poi per altre tragedie come l’incidente ferroviario in Puglia e soprattutto per il terremoto che, dalla fine di agosto, ha ripetutamente colpito il centro dell’Italia: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il cuore del nostro paese è stato ferito con un bilancio pesante di vittime e anche con un patrimonio religioso, artistico e storico messo a dura prova.
    Non posso non citare ancora tra le realtà negative l’escalation della violenza sulle donne che normalmente termina con l’uccisione di queste ultime e il conseguente suicidio dell’assassino.
    A livello locale. Ci sono state catastrofi naturali anche sul nostro territorio, vicino a noi, con un’alluvione che a fine novembre ha coinvolto valli a noi vicine nel Ponente ligure e nel basso Piemonte.
    L’anno è da ricordare per il rinnovo di numerose amministrazioni comunali, in primis quella di Savona con la città che per la prima volta è guidata da un sindaco donna.
    Un 2016 davvero particolare per il capoluogo con l’accorpamento dell’autorità portuale con Genova (che segue di pochi mesi quello della sua storica cassa di risparmio), la chiusura del carcere di sant’Agostino, e il già citato cambio di guida amministrativa.
    A livello diocesano l’anno è stato segnato dal Giubileo della Misericordia e da numerosi segni ed eventi di carità, di fede, ma anche di cultura, arte, musica e perfino sport che abbiamo promosso sul territorio assieme al Comune di Savona, alle Opere Sociali N.S. di Misericordia, alle Confraternite diocesane e ad altre realtà. Un lungo e intenso programma di cui possiamo ricordare anzitutto due celebrazioni al Santuario: quella per la Festa Patronale del 18 marzo presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco e quella per il 201° anniversario dell’incoronazione della statua mariana da parte di Pio VII con i cardinali Dominique Mamberti e Domenico Calcagno.
    Molto significativo anche l’incontro interreligioso promosso nel marzo scorso dalla nostra Diocesi che ha visto, per la prima volta, confrontarsi rappresentanti delle principali fedi presenti sul territorio ovvero cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei e musulmani. Un momento di grande riflessione che testimonia il lavoro portato avanti in questi anni sia nel dialogo ecumenico con gli altri fratelli in Cristo, sia nelle occasioni di dialogo interreligioso e nei rapporti di fraternità con l’Ebraismo e l’Islam dialogo che potrà essere riproposto in futuro.
    Da menzionare inoltre concerti, appuntamenti culturali, presentazioni di libri, visite guidate, addirittura una corsa podistica con fine benefico e una visione notturna del cielo sopra il Santuario: tutte occasioni di incontro, in quest’anno di misericordia, su diversi settori, nel solco di quella Chiesa in uscita tanto cara a Papa Francesco.
    Inoltre le tante iniziative che già erano ricorrenti in diocesi, come la biennale Processione del Venerdì Santo e l’annuale incontro delle Confraternite, come anche il Cantare e portare la Croce che vede protagoniste le stesse confraternite assieme ai cori, sono state inserite quest’anno negli eventi giubilari.
    Vanno ricordate le tre importanti iniziative caritative entrate nel vivo proprio nell’Anno santo: l’Emporio Caritas, (una specie di supermercato ove gli utenti selezionati dalla Caritas possono acquietare tramite un sistema di punti, quello di cui hanno bisogno) l’accoglienza ai migranti, che si è fatta più consistente ed organizzata, e la casa - famiglia Benedetta Rossello sorta ad Albissola per famiglie e persone in difficoltà. Tre temi che ci stanno molto a cuore e che come diocesi abbiamo voluto rilanciare in occasione del recente periodo di Avvento.
    Purtroppo in questo anno di grazia non sono mancati i lutti nel clero diocesano e non soltanto. A fine giugno, nel pieno della sua missione pastorale, ci ha improvvisamente lasciato don Renato Schiappacasse, parroco di Calice, Rialto e Vene e animatore dei Cursillos di cristianità. A fine estate sono scomparsi due padri benedettini, abati emeriti di Finalpia: Romano Cecolin (a fine agosto) e Placido Colabattista (a inizio settembre). A metà settembre è morto don Giovanni Ghilardi, sacerdote salesiano, dedito soprattutto ai giovani in difficoltà e, ultimamente, parroco nell’entroterra nolese. Proprio poche settimane fa, alla fine di novembre, ha concluso la sua vita terrena don Osvaldo Dettoni, decano del clero savonese, per 40 anni cappellano del carcere di Savona.
    La novità che ci riguarda più da vicino quest’anno è la nomina del nuovo Vescovo: è una grazia del Signore: è stato nominato il 20 ottobre; lo scorso 17 dicembre è stato consacrato vescovo a Chiavari, diocesi in cui è diventato sacerdote, parroco e Vicario generale. Alla sua consacrazione abbiamo partecipato dalla nostra diocesi con 4 corriere, e questo indica la gioia dei fedeli di poter avere un nuovo pastore che presto, il 15 gennaio, verrà tra di noi per prendersi cura della diocesi. Sarà certamente un momento di grazia, una ventata di aria nuova, un coinvolgimento delle persone ad un lavoro comune.
    Sarà una sorta di “anno zero” per Savona, per le altre novità anche in campo civile, a cui auguriamo di poter ripartire con nuovo entusiasmo in tutti i campi.
    Domenica 8 gennaio alle ore 18 vorrò dare un saluto a tutta la diocesi, per esprimere al Signore e a tutti i collaboratori non solo della diocesi, ma di tutte le parrocchie, il mio sentito ringraziamento.
    Come già ripetutamente affermato, rimarrò in diocesi a disposizione del Vescovo e dei sacerdoti, per tutte le necessità che avranno di aiuto e collaborazione, che farò volentieri per questa diocesi che ho servito come vescovo e che continuerò a servire con gioia e con spirito di servizio in tutte le realtà, anche le più modeste e piccole.
    Ringraziamo il Signore per tutto il bene che abbiamo ricevuto e per quello che per sua grazia abbiamo potuto fare; l’Eucaristia che celebriamo è il “rendimento di grazie” per eccellenza. Lo espliciteremo poi nel canto del Te Deum nel quale esprimeremo la nostra lode al Signore per quello che ci ha permesso di realizzare e vorremo anche chiedere al Signore perdono per le nostre mancanze e infedeltà, canteremo infatti “Pietà di noi, Signore, pietà di noi. Sia sempre su di noi la tua misericordia: in te abbiamo sempre sperato.”
    Maria Santissima, che questa sera e, particolarmente domani, festeggiamo come la Madre di Dio e Madre nostra, la Madre di Misericordia, ci accompagni nel nostro cammino che avviene qui nel tempo per giungere quando il Signore vorrà, all’abbraccio con Lui nell’eternità.


    + Vittorio Lupi




    Savona, 1° gennaio 2017
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    Omelia saluto Vescovo Lupi

    DIOCESI DI SAVONA-NOLI
    UFFICIO STAMPA

    COMUNICATO STAMPA

    Monsignor Lupi:“Avrete sempre la mia preghiera e il mio affetto”

    La Messa di saluto del Vescovo dopo nove anni alla guida della Diocesi di Savona-Noli
    Nell’omelia affrontati senza timore i momenti più difficili (pedofilia e problemi economici), ma anche le tante cose belle costruite nel suo episcopato specie le molte opere di carità.
    Un ringraziamento particolare al presbiterio e ai tanti collaboratori di Curia e parrocchie

    Una Cattedrale gremita di moltissimi fedeli e sacerdoti – una folla che il Duomo ha faticato a contenere con molte persone costrette a stare in piedi – ha accolto il vescovo Vittorio Lupi alla sua ultima Messa come pastore della Diocesi di Savona-Noli. Una celebrazione di saluto e di ringraziamento, ma non di commiato come ha precisato il vicario generale don Antonio Ferri nella monizione iniziale. Molto significativa l’omelia (che riportiamo integralmente) in cui monsignor Lupi ha fatto una sorta di bilancio del suo episcopato, affrontando, come è nel suo stile, anche i temi più spinosi pur trattandosi di pesanti eredità del passato. Il presule ha poi ricordato le tante cose belle costruite in questi anni a partire dalle molte opere di carità in particolare verso le famiglie, i più poveri, i migranti. Un ringraziamento particolare è stato poi rivolto al presbiterio e ai tanti collaboratori della Curia diocesana e parrocchie. Infine un accenno al suo successore monsignor Marino prima del suo affettuoso saluto: “Sono molto contento che sia lui a guidare la diocesi, perché lo conosco come sacerdote molto valido e preparato, ma anche molto semplice e spontaneo nel rapporto con le persone. Sarà un ottimo vescovo. La Chiesa è una realtà mai conclusa e sempre in costruzione; ho partecipato con voi a una fase di questa costruzione, un nuovo pastore si occuperà di continuare con voi quest'opera, per lasciare poi, a suo tempo, ad altri ancora, questo impegno grande e meraviglioso di essere protagonisti per una piccola parte, dell'edificazione della Chiesa di Cristo. Dio Padre di Misericordia e Maria Madre della Misericordia vi assistano sempre. La mia preghiera e il mio affetto per voi non verranno mai meno”.
    Un intervento a tutto campo e a cuore aperto che ha suscitato un inconsueto, ma spontaneo, affettuoso e lungo applauso da parte di tutti i presenti. Dedicate a monsigor Lupi anche le intenzioni nella preghiera dei fedeli con un ringraziamento al Signore per il dono di questo pastore che “esperto e appassionato di montagna” ha saputo guidare la nostra chiesa anche nei sentieri più difficili e ripidi conducendola su strade più tranquille.
    Al termine della Celebrazione un altro momento significativo col ringraziamento al Vescovo da parte di un gruppo di giovanissimi scolari diverse fedi religiose – in particolare sono intervenuti una bambina cattolica e un bambino musulmano – che hanno lavorato con monsignor Lupi ai progetti del “presepe multietnico” e del “grano della fraternità”. Al termine il Vescovo ha attraversato la Cattedrale benedicendo i fedeli che lo hanno ripetutamente applaudito.


    OMELIA DEL VESCOVO LUPI TESTO INTEGRALE

    Vorrei dirvi tante cose questa sera, ma credo che sia più importante, almeno per qualche istante, metterci in ascolto della Parola di Dio, molto più importante di quanto potrò dire io.
    La Parola ci ha presentato il Battesimo di Gesù: Gesù che si mette in fila in mezzo ai peccatori che chiedono perdono per i propri peccati. Anch'io voglio mettermi in fila con i peccatori per chiedere perdono per tutte le mie deficienze e mancanze. In questo sono sostenuto dalle parole di S. Gregorio Magno: “Quando ci si compiace di aver raggiunto molte virtù è bene riflettere sulle proprie insufficienze ed umiliarsi: invece di considerare il bene compiuto bisogna considerare quello che si è trascurato di compiere. (G. M. - Regola Pastorale, c. IV)”
    E' quello che voglio fare con voi questa sera, contento di trovarvi così numerosi per questo momento di intimità in famiglia!
    Un momento che vogliamo trascorrere qui, raccolti per celebrare l'Eucaristia, il momento più bello e più grande che ci tiene uniti, che rende più grande e più vero il nostro affetto, perché lo inserisce in quell' affetto che Dio ha per noi, che rende più grande e più vero il nostro ringraziamento perché è Gesù stesso che ringrazia il Padre per noi e con noi.
    Riflettevo in questi giorni su come passa il tempo! Mi sembra ieri che entravo ufficialmente in questo duomo festoso per assumere il servizio di pastore!
    Il tempo vola, e mi trovo a concludere questo mio mandato a distanza di quasi nove anni!
    Facevo allora, nell’omelia dell' ingresso, la mia dichiarazione di amore a questa Chiesa. Sono passati gli anni e, l'amore non solo non è diminuito, né cambiato, ma, come succede nei matrimoni in cui gli sposi affrontano insieme problemi, difficoltà, sofferenze e queste aumentano e cementano il loro rapporto, rendendo lo più concreto e vero; così è avvenuto tra noi: le difficoltà, i problemi e le sofferenze non sono mancate, ma, affrontate e superate insieme, hanno provveduto a cementare questa unione.


    Se devo esprimere i miei sentimenti in questo momento di congedo, devo dire che sento di dover ringraziare il Signore per l'esperienza che mi ha fatto fare nel mio servizio a questa diocesi in cui ho trovato tanta disponibilità e generosità.
    Ho trovato tante persone amiche che nei momenti più duri e difficili mi hanno sostenuto con la loro presenza fraterna. Ho trovato tanto collaboratori che non si sono mai tirati indietro di fronte al lavoro neanche quando questo diventava molto impegnativo; il loro impegno andava al di là di quello che poteva essere il loro dovere.
    Ho trovato un presbiterio che non mi ha fatto mai mancare la sua vicinanza e mi ha commosso per la sua disponibilità: ogni volta che ho proposto un cambiamento di parrocchia, ho trovato pronta obbedienza in tutti i sacerdoti, nessuno escluso. Eppure lasciare una parrocchia dove per anni si è lavorato, costruendo qualcosa di valido, dove sono nati rapporti di amicizia e collaborazione per andare in un'altra dove non si conosce nessuno e iniziare tutto daccapo non è una cosa semplice ed è una fatica non da poco!
    Sento di dover ringraziare il Signore per questi sacerdoti che hanno sempre saputo obbedire con prontezza, nonostante il pesante sacrificio che chiedevo loro. Questa disponibilità non è presente in tutte le diocesi, direi che è una prerogativa della diocesi di Savona. Sento di dover ringraziare il Signore per questo presbiterio e per l'amicizia che ho avuto da parte di tanti sacerdoti che desidero ringraziare pubblicamente per questi loro sentimenti di amicizia e di collaborazione.
    Ho avuto la gioia di conoscere persone veramente capaci di collaborare con generosità, persone che sono sempre state pronte ad ogni richiesta di aiuto, e capaci di prevenire le richieste.


    Non sono mancati i momenti difficili, quelli che fanno sanguinare il cuore: il fenomeno della pedofilia ne è stato l'espressione maggiore. Sono fatti che segnano per una vita, sofferenze che non si rimarginano, che fanno soffrire chi le subisce, ma anche chi le commette, che non può essere in pace con se stesso per il rimorso del male fatto; sono fatti che gettano discredito su tutta la chiesa, che fanno guardare con sospetto anche chi non ha commesso nulla di male. A volte certe accuse niente affatto provate possono distruggere persone, o almeno la loro buona fama. Sono stati anni dolorosi, anni in cui è stato necessario prendere decisioni amare, come la dispensa dallo stato clericale per tre sacerdoti, cosa più penosa per un vescovo che sente i sacerdoti un po' come suoi figli che gli sono affidati dal Signore perché li custodisca.


    Sono stati anni difficili anche a livello economico, ho trovato la diocesi in una situazione molto difficoltosa, ma soprattutto non chiara; quando questa era in via di soluzione, due grosse emergenze ci sono cadute addosso, abbiamo dovuto rifare il tetto della Cattedrale, e quello del seminario: due grossi lavori che hanno aggravato di molto la situazione finanziaria. Ma devo dire che grazie al lavoro attento e solerte dell’Economato, ora la situazione è perlomeno chiara e se ne potrà uscire, anche se non in tempi brevissimi.
    Anche da parte dell'Istituto Sostentamento del clero ci sono state scelte del passato, forse un po' troppo ottimiste, rivelati si poi imprudenti, con problematicità attribuibili anche alla crisi dell'edilizia, che hanno posto la diocesi e l'Istituto stesso in serie difficoltà. Sono difficoltà da cui stiamo lentamente e faticosamente uscendo, grazie all'impegno di persone qualificate, che hanno saputo lavorare con dedizione, spirito di sacrificio e professionalità. Devo precisare che nemmeno un euro che provenga dall' otto per mille è stato impegnato in queste operazioni.


    Vorrei mettermi alla presenza di Dio per vedere con i suoi occhi questi quasi nove anni di ministero, senza compiacimento per quanto è stato possibile realizzare e senza abbattimento per quello che non si è stati capaci di ottenere. Vorrei guardare con quel distacco che aiuta l'obiettività e con l'occhio misericordioso col quale Dio guarda le nostre miserie e le colma con la sua magnanimità. Nel momento in cui vogliamo guardare al lavoro compiuto in questi nove anni è bene che ricordiamo quanto ci dice S. Gregorio Magno che ho appena citato, e meditiamo su quanto non abbiamo fatto; io in particolare devo farlo perché spesso, oberato da problemi materiali e contingenti, sento di non aver curato adeguatamente l'aspetto pastorale.
    Ed è importante anche ricordare che quanto è stato fatto è stato fatto per la generosità e l'impegno di molti, che intendo qui ringraziare con sentimenti di grande riconoscenza, a cominciare dai sacerdoti e diaconi, dalle religiose e religiosi, dalle varie persone impegnate a veri livelli, in diocesi, nelle parrocchie, nei movimenti, nelle confraternite; tutti voglio ringraziare per la collaborazione che ho sempre trovato in tutte le iniziative. Senza di loro nulla sarebbe stato possibile di quello che è stato fatto.


    Voglio qui ricordare solo alcune realtà di questi anni: il lavoro portato avanti dalla Caritas che oltre a svolgere il normale lavoro di aiuti e assistenza ai bisognosi coordinando anche il lavoro delle parrocchie, ha realizzato fin dal 2008 il Fondo Emergenza Famiglie che ha raccolto e distribuito in questi anni in totale oltre novecentomila euro; l'Agenzia Sociale per la Casa e la gestione di 30 alloggi per l'emergenza abitati va, l'accoglienza dei Migranti nelle nostre strutture e nelle parrocchie: tra questi ricordo il progetto Rifugiato a Casa mia, famiglie che ospitano gratuitamente in casa propria persone che hanno terminato il progetto di inserimento; l'Emporio solidale che è un “supermercato gratuito” dove servire le persone con dignità e fiducia; la Casa Benedetta Rossello per ospitare madri con bambino, o famiglie in difficoltà; Casa Papa Francesco che offrirà laboratori di attivazione sociale; la formazione degli alunni delle Medie attraverso la Pace di Corsa che ha visto il coinvolgimento annuale di circa mille ragazzi; vorrei ricordare anche la realizzazione della Casa Misericordia, un centro diurno per donne in difficoltà presso la casa generalizia delle Suore Rossello.
    Un'altra iniziativa importante è stata l'Opera Mater Misericordiae gestita dalla curia diocesana per andare incontro ai parroci e ai loro collaboratori nella gestione materiale ed economica delle parrocchie, che diventa sempre più difficile e impegnativa e le forze sono sempre meno: questa realtà ci ha impegnati a trovare il mezzo per essere presenti nei confronti delle parrocchie e sostenerle in tutti quegli adempimenti burocratici ed economici che sono sempre più impegnativi.
    Nel momento del mio commiato sento di dover ringraziare il Signore non solo per il dono che mi ha fatto: per l'amicizia, la collaborazione di tanti sacerdoti e laici, ma anche per le difficoltà e le sofferenze incontrate. San Paolo dice che "tutto collabora per il bene di coloro che Dio ama" e ne sono convinto: le sofferenze e le difficoltà, se accolte con atteggiamento di fede, ci fanno crescere nella fede e nell' amore, ci maturano come persone, ci rendono più sensibili e capaci di comprendere le difficoltà e le sofferenze degli altri. E credo che questo sia servito molto anche a me. La vicinanza e l'aiuto di tanti collaboratori ed amici, assieme alla considerazione del bisogno che c'è di sacerdoti, mi ha portato a voler rimanere qui, a continuare a servire questa chiesa, anche se in modo più marginale, ma con piena disponibilità a svolgere i servizi più semplici, a disposizione del mio successore e dei sacerdoti nel loro ministero pastorale.
    E vorrei ora rivolgere alla mia amata diocesi un augurio: Mi ripromettevo all'inizio del mio mandato ( e lo annunciavo nell' omelia dell' ingresso) di “curare senza sosta la comunione all’interno del clero, tra clero e i laici, tra parrocchie e movimenti ecclesiali, tra le varie categorie di persone, promuovendo la partecipazione di tutti i fedeli, che sono corresponsabili, assieme al vescovo del bene della Chiesa di Savona - Noli". Non so se questo è stato ottenuto, l'unità è il dono più difficile da perseguire, ma è anche quello che costruisce maggiormente la comunità; non so quanto siamo riusciti a perseguirla, ma devo dire che ci abbiamo lavorato e che comunque l'unità è tra quelle realtà che non si raggiungeranno mai completamente e che devono essere sempre ricercate. Penso sia quello che abbiamo fatto, pur con i nostri limiti. E penso sia quello che si dovrà continuare a fare con impegno e con determinazione. Un campo in cui si è lavorato particolarmente è stata l'attenzione alle persone in difficoltà, come già ho detto, la Caritas ha compiuto diverse realizzazioni per i più provati, anche questo è un campo in cui la diocesi dovrà continuare ad impegnarsi.
    Il nuovo vescovo, monsignor Marino lavorerà sicuramente molto su questi due impegni, dal suo discorso dopo la sua consacrazione ha espresso proprio questa determinazione. Sono molto contento che sia lui a guidare la diocesi, perché lo conosco come sacerdote molto valido e preparato, ma anche molto semplice e spontaneo nel rapporto con le persone. Sarà un ottimo vescovo. La Chiesa è una realtà mai conclusa e sempre in costruzione; ho partecipato con voi a una fase di questa costruzione, un nuovo pastore si occuperà di continuare con voi quest'opera, per lasciare poi, a suo tempo, ad altri ancora, questo impegno grande e meraviglioso di essere protagonisti per una piccola parte, dell'edificazione della Chiesa di Cristo. Dio Padre di Misericordia e Maria Madre della Misericordia vi assistano sempre. La mia preghiera e il mio affetto per voi non verranno mai meno.

    + Vittorio Lupi


    Savona, 8 gennaio 2017
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  4. #4
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    Desidero segnalare agli amici di Savona, in attesa di ricevere nei prossimi giorni il nuovo Vescovo, che lo stesso (ormai per pochi giorni) sta ancora adempiendo alle sue funzioni sacerdotali nella diocesi di Chiavari, in particolare a quelle di Parroco, che deterrà sino a sabato per poi lasciarle al suo successore già nominato (don Federico Tavella).

    Per chi desidera iniziare a familiarizzare con la sua figura, in questa settimana proprio mons. Gero sta tenendo la rubrica LA PAROLA DEL SIGNORE, con il commento del Vangelo del giorno successivo.
    Va in onda sull'emittente diocesana Teleradiopace di Chiavari, visibile anche nel ponente ligure sul digitale terrestre canale 15, diverse volte ogni sera, in particolare prima e/o dopo i telegiornali delle 19.15 e 20.30.
    La stessa emittente trasmetterà poi in diretta l'ingresso del Vescovo domenica 15, sicuramente un notevole aiuto per i fedeli che per malattia o altro non potranno essere personalmente presenti.

  5. #5
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    Comunicato ingresso vescovo Marino

    DIOCESI DI SAVONA-NOLI
    UFFICIO STAMPA

    COMUNICATO STAMPA

    Grande folla saluta il nuovo Vescovo di Savona-Noli Gero Marino

    Ricambiando il saluto del sindaco Caprioglio parla della Costituzione e dell’università:
    Dialogare col mondo della cultura e con i giovani!” cita anche La Pira e Machado
    Intenso l’abbraccio tra monsignor Lupi e il suo successore, poi la consegna del pastorale
    Il saluto e l’augurio anche da parte del cardinale Angelo Bagnasco, Presidente Cei
    Nell’omelia prende come esempio Giovanni, testimone e uomo della relazione con gli altri “Vorrei stare tra voi come amico e fratello, vorrei imparare a conoscervi e ad amarvi”

    Una grandissima folla in un Duomo, forse mai così colmo, ha salutato monsignor Calogero Marino, da poche ore ufficialmente vescovo della Diocesi di Savona Noli. L’ingresso ufficiale nel pomeriggio è stato preceduto da tre momenti privati, ma molto significativi:
    don Gero” si è recato anzitutto al Santuario di N.S. di Misericordia, cuore spirituale della città e della diocesi, per omaggiarne la sua venerata Patrona affidandole il suo ministero episcopale. Quindi, per essere vicino a coloro che soffrono, ha visitato l’Hospice Rossello e una Residenza protetta per anziani. Infine il neovescovo Marino ha pranzato alla Mensa di fraternità della Caritas, condividendo il cibo con i più poveri, un altro segno di vicinanza alle persone più fragili.
    Intorno alle 15, accompagnato dai rappresentanti delle Confraternite diocesane, il presule è stato accompagnato da piazza Vescovado a piazza del Duomo. Qui, il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio ha dato il benvenuto al nuovo vescovo ricordando come fin dalla prima telefonata ha chiesto di essere chiamato semplicemente don Gero, un segno di semplicità che è tratto distintivo della sua persona. Caprioglio ha sottolineato l’operosità e la disponibilità all’accoglienza della città e la volontà a collaborare sempre con la diocesi specie verso i più deboli e i più poveri.
    Molto significativo il messaggio del vescovo che parla di Vangelo, ma si richiama anche alla Costituzione citando Giorgio La Pira e il poeta spagnolo Antonio Machado. Un passaggio importante anche sull’Università:
    La ringrazio di vero cuore, Signor Sindaco, per l’indirizzo di saluto che ha voluto rivolgermi, a nome della Città, e in lei ringrazio tutte le Autorità qui presenti. Vengo volentieri tra voi, col desiderio innanzitutto di imparare a conoscere l’anima di questa città, perché anche le città, come ricordava Giorgio La Pira, hanno un’anima, un volto segreto e profondo che occorre imparare a conoscere. Ho tutto da imparare al riguardo, anche perché di proposito non ho voluto informarmi prima: voglio prima vedere e ascoltare, perché solo così potrò amare e sentire questa città come, ormai, la mia città e la mia casa. Fin d’ora, però, voglio dire che sono particolarmente contento che qui ci sia l’Università. Desidero che la Chiesa di Savona sappia dialogare col mondo della cultura e, in particolare, con i giovani. Dobbiamo fare spazio a loro, restituendo quel futuro che in questi anni abbiamo loro sottratto. Si tratta anche, come ci ricorda il Concilio, di sapere (anche coll’aiuto dei giovani!) “ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari modi di parlare del nostro tempo”. La Chiesa infatti “sente con gratitudine di ricevere...vari aiuti dagli uomini di qualsiasi grado e condizione”. Il vangelo che la Chiesa offre al mondo, a Savona, come ovunque, è la buona notizia di un Dio affidabile e amico degli uomini. Non è parola giudicante o escludente, ma inclusiva. Più la Chiesa annuncia con passione e credibilità questa buona notizia, e più sarà capace di incrociare i cammini reali delle donne e degli uomini di oggi. Terreno comune per l’incontro sarà la Costituzione, che ci ricorda, all’art. 3: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. E mi piace ricordare qui uomini e donne, dei quali portiamo in cuore con gratitudine i nomi, che hanno fatto grande la Chiesa e l’Italia, padri della Chiesa e padri del nostro Paese, cresciuti tra casa, Parrocchia e Azione Cattolica, in ginocchio in chiesa e laicamente impegnati nei banchi della Costituente.
    Desidero che il Vangelo soltanto sia la radice profonda del mio ministero a Savona, mentre il Concilio e la Costituzione potranno ispirare le scelte necessarie o opportune.
    Mi piace augurare a me e a voi buon cammino col le parole che mi sono care di Antonio Machado: “caminante non c’è sentiero, il sentiero si fa camminando. Caminante non c’è un cammino, ma solo segni incisi nel mare”. Grazie
    Quindi monsignor Marino si è recato in Cappella Sistina assieme a tutto il clero diocesano per prepararsi alla celebrazione. Intorno alle 15.30 l’ingresso in Cattedrale, preceduto dai sacerdoti e dai diaconi, numerosissimi, con il bacio alla Croce di marmo collocata nella controfacciata.
    Il vescovo emerito Vittorio Lupi, dopo aver ringraziato il cardinale Angelo Bagnasco, ha così salutato il suo successore: “Sono molto contento che la scelta sia caduta su di te, ci conosciamo da tanti anni e conosco le tue qualità di sacerdote e di vicario. La mia sarà una presenza discreta, ti sarò di aiuto, se lo chiederai, ma per me è tempo della preghiera”. Quindi i due si sono abbracciati a lungo e con affetto fraterno. Affettuoso e fraterno anche il saluto del cardinale, Arcivescovo di Genova e presidente della Cei: “Sappiamo che questo è un compito oltre le nostre possibilità, ma possiamo contare sul sostegno di Cristo. Il Vescovo guida la diocesi, ma ne è anche guidato. Come vescovi ti siamo vicini e ti sosteniamo in questo tuo compito. Auguri!”. Quindi il cancelliere diocesano, nonché rettore della Cattedrale don Giovanni Margara, ha letto il decreto con cui Papa Francesco ha affidato le cure della chiesa di Savona-Noli a monsignor Calogero Marino. Al termine il vescovo emerito Lupi ha consegnato al suo successore il pastorale: da questo momento, come ha ricordato il vicario generale don Antonio Ferri, Calogero Marino è diventato ufficialmente il nuovo vescovo di Savona-Noli. E monsignor Gero ha quindi presieduto da pastore della nostra chiesa il suo primo Pontificale concelebrato dai vescovi Lupi e Tanasini.
    Molto importanti le parole dell’omelia che partendo proprio dal testo evangelico della domenica hanno delineato l’intento della missione pastorale del nuovo vescovo. Al termine il presule ha chiesto di affidare il ministero a N.S. di Misericordia, concludendo visibilmente emozionato:
    Ringrazio di vero cuore Sua Eminenza Reverendissima, il cardinal Angelo Bagnasco, per avermi accompagnato qui, con tenerezza di Padre. Ringrazio monsignor. Lupi, Padre e Pastore buono della Chiesa di Savona in questi anni, e ringrazio il Vescovo Alberto, che mi ha preso per mano e mi ha insegnato tutto, negli anni della sua presenza a Chiavari.
    Ringrazio tutti i presenti e, soprattutto, i tantissimi di Chiavari e Savona, dal cui affetto e dalla cui preghiera mi sento custodito. Ringrazio anche i rappresentanti di altre fedi religiose presenti qui.
    Oggi la liturgia, nella sua bellezza e solennità, ci parla con più chiarezza di ogni parola. Offro allora solo due brevi spunti di riflessione, lasciandomi ispirare dalla figura, che mi è cara, di Giovanni Battista, che leggo come icona della Chiesa e, in essa, del Pastore.
    Il primo spunto di riflessione. E’ scritto: “vedendo Gesù venire verso di lui, disse: Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!” (Gv 1, 29).
    Giovanni è figura del Pastore che vede Gesù venire verso di lui, e così diventa testimone.
    Vi chiedo di pregare per me, perché sappia sempre vedere Gesù che viene, e riconoscerlo e amarlo! Perché questa è la vita cristiana: conoscere e amare Gesù. Egli è l’Uomo perfetto e, come ci ricorda GS 22, solamente in lui trova vera luce il mistero dell’uomo. Ha lavorato con mani di uomo, ha pensato con mente di uomo, condividendo in tutto la condizione umana, eccetto il peccato. E’ l’esegeta perfetto di Dio: “Dio nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18). E a Filippo (=all’uomo di sempre, inquieto finché non trova Qualcuno per il quale vivere e morire, un Dio che dia senso al cammino dei giorni), a ciascuno di noi, dirà: “chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14,9). C’è un verso del libro di Giobbe che mi è caro “Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono”. Ecco questa è la conversione
    Vorrei tra voi essere e diventare sempre più testimone credibile di Gesù, il Cristo. Nel pudore di dire parole mie, lo dico con le parole di Paolo VI: “Gesù, Tu ti fai nostro, ci attiri verso di Te, presente in una forma misteriosa...Tu sei presente nel silenzio e nella passività dei segni sacramentali, quasi che Tu voglia tutto insieme velare e tutto svelare di Te, in modo che solo chi crede comprenda e solo che ama possa veramente ricevere”. Voglio diventare, per grazia, testimone tra voi di questa presenza di Gesù, misteriosa e reale. Presente nel pane eucaristico, nelle sillabe preziose della Scrittura, presente nei poveri, che sono la “carne viva di Cristo” (Francesco). Testimone della sua Resurrezione. Ma lo potrò essere solo se prima, con voi e per voi, sarò suo discepolo.
    E qui si inserisce il secondo, breve spunto di riflessione. Giovanni è anche l’uomo della relazione con i fratelli. Nel versetto successivo al testo appena ascoltato, è scritto: “il giorno dopo Giovanni stava ancora là, con due dei suoi discepoli” (Gv 1, 35). Vorrei allora stare con voi. La fraternità e la famiglia di cui parlava il cardinale. Perché il Vescovo è Padre delle donne e degli uomini affidati alla sua cura pastorale, ed è figlio, perché rimane discepolo per sempre. Ma è anche fratello. Ecco: vorrei in questi anni a Savona stare tra voi come amico e fratello, anche perché...da solo non riesco a stare, e mi piace pensare alla Chiesa come a “una rete di relazioni fraterne fondate sul vangelo” (Martini). Vengo allora senza un programma predefinito, col solo desiderio d’incontrarvi e di camminare con voi alla sequela di Gesù. Di ascoltarvi e di ascoltare la silenziosa, piccola voce di Dio, che parla all’orecchio del cuore. Di ascoltarla con voi e anche da voi. Per questo, ciò che desidero fare nei prossimi giorni è innanzi tutto incontrare i presbiteri, incontrarli per quanto possibile uno per uno. E di imparare a conoscervi e amarvi.
    Questo dell’ascolto e dell’incontro con tutti è davvero, per ora, il mio primo desiderio. Incontrare tutti e in particolare i poveri e i più fragili. Vi chiedo di affidare il mio ministero tra voi a Nostra Signora della Misericordia. E vi ringrazio.

    Savona, 14 gennaio 2017
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  6. #6
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    «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi ma non ci riusciranno».

  7. #7
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    Il saluto del Card. Bagnasco a Mons. Marino




    SAVONA – Il saluto del card. Angelo Bagnasco al vescovo Marino. “..Ogni sacerdote riceve dall’alto una paternità sacramentale. Nel vescovo questa paternità attinge a quella di Cristo, pastore dei pastori. Rimane modello, ma anche principio e forza.” “Proviamo a leggere nell’intimità del suo cuore e, fra i molti sentimenti, pensiamo di trovare una certa trepidazione di fronte ad un compito più alto delle nostre capacità e immeritato. Di fronte al futuro e alle sfide. Su tutto ripetiamo con lei di fronte a Gesù: non temere io sono con te. Cogliendo nel cuore di ciascuno dei fedeli presenti, tra i sentimenti profondi, pensiamo di cogliere il desiderio profondo e presente: di essere la sua famiglia la sua casa. Quanto bisogno abbiamo anche noi vescovi di sentirci a casa. Pellegrini insieme dietro all’unico grande pastore. Un padre guida la propria diocesi ma è anche guidato e formato dalla sua diocesi. Le siamo vicini come vescovi come popolo di Dio. Auguri.”

    «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi ma non ci riusciranno».

  8. #8
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    Il saluto di Mons. Lupi al vescovo Marino





    SAVONA – Il saluto di Mons. Vittorio Lupi “Dire che sono felice oggi è dire poco.. sarai un ottimo vescovo. So che incontrerai il favore del clero e della gente. Da parte mia ti sarò molto vicino con molta discrezione.”

    «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi ma non ci riusciranno».

  9. Il seguente utente ringrazia Sunshine per questo messaggio:

    Stefano M. (22-01-2017)

  10. #9
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    Bollettino N°1 Ufficio Stampa Diocesi di Savona-Noli

    DIOCESI DI SAVONA-NOLI

    UFFICIO STAMPA

    www.diocesisavona.it

    BOLLETTINO n. 1 del 16 GENNAIO 2017

    Domenica ingresso del vescovo Gero a Noli, via mare

    Giovedì 19 incontro in Sala Cappa fra ebrei e cattolici

    Santuario, sabato pellegrinaggio mensile col Vescovo

    Duomo, preghiera ecumenica per l’unità dei cristiani

    Il Letimbro nel consiglio nazionale periodici cattolici

    Cogoleto, al via un ciclo di incontri sull' Amoris Letizia

    San Sebastiano/1 Messa in Duomo per le polizie locali


    San Sebastiano/2 A Valleggia due giorni di iniziative

    San Sebastiano/3 Gameragna, celebrazione in oratorio

    Confraternite/1 La Messa nell’oratorio di via dei Mille

    Confraternite/2 Cristo Risorto, consiglio confermato

    L’oratorio ragazzi di Finalmarina in gita ad Arenzano

    Domenica l’ingresso del Vescovo a Noli, via mare

    A una settimana dall’insediamento nella Cattedrale di Savona, come è prassi per la nostra diocesi, il nuovo vescovo Calogero Marino farà il suo ingresso ufficiale anche a Noli, antica sede episcopale, oggi accorpata al capoluogo. Domenica prossima 22 gennaio alle 15, sempre come da secolare tradizione (se le condizioni meteo lo consentiranno) il vescovo Gero raggiungerà via mare il borgo medievale imbarcandosi su una pilotina della Capitaneria di Porto a Savona e poi raggiungendo la battigia con una semplice barca. Qui troverà ad accoglierlo il parroco don Andrea Giusto, il sindaco Giuseppe Niccoli e l’intera comunità nolese. Quindi verrà accompagnato all’antica Cattedrale di san Paragorio per una breve visita. Nei giardini della chiesa attenderà l'arrivo del prelato una rappresentanza in costume medievale, che consentirà di tornare con la mente a quando Noli era una gloriosa Repubblica Marinara. All’interno di san Paragorio daranno il benvenuto al nuovo pastore le Confraternite della città nella loro tradizionale cappa. In semplicità si raggiungerà poi assieme la piazza del Municipio dove il Vescovo incontrerà le autorità civili e militari, la banda, le associazioni nolesi e la cittadinanza. Qui il sindaco gli porgerà il saluto della città prima del trasferimento nella con-cattedrale di san Pietro. Alle 16 circa avrà inizio la Messa presieduta da monsignor Marino. Terminata la funzione solenne, il vescovo accoglierà la popolazione per un momento conviviale nel salone della casa canonica.

    Giovedì 19 incontro in Sala Cappa fra ebrei e cattolici

    Torna anche a Savona la “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei” che si svolge per la sesta volta all’ombra della Torretta. Giovedì 19
    2
    gennaio alle 17 nella sala Cappa del centro “Città dei Papi” in via dei Mille, in occasione dell’appuntamento nazionale promosso dalla Cei e dall’Assemblea dei Rabbini d’Italia, in un clima di amicizia, fraternità e rispetto, la comunità cattolica e quella ebraica si confronteranno sul tema “Rut: l’amore di Dio si manifesta nella storia dell’uomo - comunicare la fede oggi”. Dopo il saluto del nuovo vescovo Gero Marino, a soli quattro giorni dal suo ingresso a Savona , il direttore de Il Letimbro Marco Gervino, nel ruolo di moderatore, avrà l’onere e l’onore di stimolare a un approfondito e interessante scambio di punti di vista i relatori che, pur provenendo da realtà culturali e religiose differenti, in questi ultimi anni scoprono sempre maggiori punti di contatto e condivisione. Protagonisti di questo incontro saranno quindi il Rabbino capo della Comunità ebraica di Genova Giuseppe Momigliano, il dottor Amnon Cohen, primario di pediatria all’ospedale san Paolo e già presidente della Comunità ebraica ligure, don Giuseppe Noberasco, teologo e delegato diocesano per il dialogo ecumenico e interreligioso, e Luca Rolandi giornalista, coordinatore editoriale del canale multimediale dei media cattolici
    www.vocetempo.it e direttore del sito della chiesa torinese www.diocesi.torino.it. L’incontro, come accennato, avviene a Savona dal 2012 grazie alla volontà degli stessi protagonisti e del primo promotore Fabio Cecchini. Negli scorsi anni si è discusso, in un clima di confronto schietto e positivo, dei comandamenti tratti dal Decalogo seguendo lo spunto della Giornata nazionale. In questa edizione, anche a livello nazionale, si inizia un tratto nuovo di cammino. Come tema per i prossimi anni infatti si è scelto di tenere in considerazione le Meghillot (ovvero i “rotoli”), iniziando dal testo di Rut. Prossimamente saranno affrontati Cantico dei Cantici, Qoelet, Lamentazioni, Ester.

    Santuario, sabato pellegrinaggio mensile col Vescovo

    Sabato prossimo 21 gennaio, terzo del mese, si terrà il consueto pellegrinaggio mensile con il vescovo al Santuario di N.S. di Misericordia: naturalmente sarà il primo in assoluto che vedrà la partecipazione di monsignor Gero Marino, peraltro già in visita privata alla Basilica proprio poche ore prima del suo ingresso ufficiale. L’appuntamento di questo mese è a cura dei Cursillos di cristianità. La partenza è prevista alle ore 8.30 dalla Prima cappelletta di Lavagnola. In caso di maltempo, l'appuntamento è invece per le ore 9.15 direttamente al Santuario, per la recita del Rosario in Basilica. Seguirà la celebrazione dell'Eucarestia, prevista per le ore 10 circa.

    Duomo, preghiera ecumenica per l’unità dei cristiani

    Come è ormai piacevole consuetudine, durante la settimana per l’unità dei cristiani – dal 18 al 25 gennaio – si svolge a Savona l’incontro di preghiera e di ascolto della Parola fra i fratelli delle varie confessioni che si riconoscono in Gesù Cristo. L’appuntamento, come sempre in Cattedrale, sarà venerdì 20 gennaio alle 21 con don Giuseppe Noberasco, teologo e delegato diocesano per il dialogo ecumenico, la pastora Eleonora Natoli della chiesa evangelica metodista di piazza Diaz e padre Gheorghita Andronic, parroco della comunità ortodossa rumena che ha sede nella chiesa di santa Rita. “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione” (cfr. 2 Corinzi 5, 14-20) è il tema scelto per quest’anno. I testi per la “Settimana” sono stati congiuntamente preparati e pubblicati dal Pontifício Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e dalla Commissione fede e costituzione del Consiglio
    3
    ecumenico delle Chiese. Poiché in questo 2017 ricorre il 500° anniversario dalla Riforma luterana, il Consiglio delle chiese in Germania (Ack), è stato invitato dal Consiglio ecumenico delle chiese a preparare il materiale per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Una commissione composta da dieci rappresentanti di diverse chiese si è riunita tre volte nel biennio 2014-2015 per stilare il testo individuando due punti focali: da una parte doveva esserci una celebrazione dell’amore e della grazia di Dio, la “giustificazione dell’umanità solo per grazia”, che rifletteva l’istanza cruciale delle chiese marcate dalla Riforma di Martin Lutero. Dall’altra parte il materiale doveva anche riconoscere il dolore della conseguente profonda divisione che ha segnato le chiese, chiamando per nome le colpe, e prospettando opportunità per offrire passi di riconciliazione. È stata, infine, l’esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii Gaudium che ha suggerito il tema per quest’anno con la citazione, al paragrafo 9, “L’amore di Cristo ci spinge”. Con questo versetto, nel contesto dell’intero quinto capitolo della seconda Lettera ai Corinzi, il Comitato tedesco ha formulato il tema della Settimana.

    Il Letimbro nel consiglio nazionale periodici cattolici

    Il Letimbro entra per la prima volta nella sua lunga storia ai vertici dei periodici diocesani italiani. Il direttore Marco Gervino è stato infatti eletto consigliere nazionale della Federazione italiana settimanali cattolici, primo savonese a ricoprire questa carica nei 50 anni di esistenza dell’organismo che aggrega 191 testate diocesane, dal nord al sud del Paese, inclusi alcuni giornali in lingua italiana pubblicati all’estero. Nel corso dell’assemblea straordinaria elettiva, tenutasi a fine novembre a Roma, Gervino ha ricevuto 49 preferenze dagli altri direttori, il sesto più votato a livello nazionale. “Un risultato prestigioso non tanto a livello personale, ma testimonianza del lavoro che stiamo facendo con Il Letimbro – spiega il direttore – abbiamo moltissimo da imparare dagli altri giornali, ma possiamo anche portare la nostra esperienza e il nostro entusiasmo. Quella di consigliere nazionale Fisc non è certo una carica che comporta particolari onori né tantomeno riconoscimenti materiali, ma è un modo per mettersi al servizio degli altri giornali e della chiesa intesa nel suo senso più ampio. In ogni caso è una soddisfazione che, mai come in questo caso, mi sento di condividere con don Angelo Magnano e con tutta la squadra de Il Letimbro, nessuno escluso”. Ottimo anche il risultato della delegazione “Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta” (a cui il mensile di Savona-Noli appartiene) che ha portato in consiglio altri quattro direttori e ha acquisito la vicepresidenza vicaria con Chiara Genisio, già delegato regionale. Infatti lo scorso 15 dicembre si è svolto nella sede della Fisc di Roma il primo consiglio nazionale del nuovo triennio 2016-2019 che ha così scelto e nominato il proprio esecutivo nelle persone di don Adriano Bianchi (presidente), Chiara Genisio (vicepresidente vicario), don Enzo Gabrieli (vicepresidente), Mauro Ungaro (segretario), Carlo Cammoranesi (tesoriere). Una squadra che ha ricevuto il pieno e convinto appoggio anche della nostra testata.

    Cogoleto, al via un ciclo di incontri sull’Amoris laetitia

    L’unità pastorale di Cogoleto ha programmato per l’anno nuovo, ogni terzo venerdì del mese, appuntamenti sull’esortazione apostolica “Amoris laetitia” di Papa Francesco, da cui saranno tratti spunti per vari aspetti della vita di coppia: la famiglia alla luce della Scrittura, l’amore nel matrimonio, la fecondità, l’educazione dei figli, le situazioni di fragilità. Gli gli incontri
    4
    sono proposti soprattutto alle coppie, ma non solo e inizieranno alle 19,30 (con cena condivisa) per concludersi alle 22,30. Primo appuntamento, nei locali dell’ex asilo di Cogoleto, venerdì prossimo 20 gennaio sulla famiglia nel messaggio della Sacra Scrittura e nella realtà attuale. Date successive: 17 febbraio, 17 marzo, 21 aprile e 19 maggio.
    San Sebastiano/1 Messa in Duomo per le polizie locali

    Venerdì 20 gennaio, giorno in cui la chiesa ricorda san Sebastiano, patrono dei vigili urbani, alle 11 nella Cattedrale dell’Assunta, il vescovo Calogero Marino celebrerà una Messa per le polizie locali di numerosi Comuni del nostro territorio.

    San Sebastiano/2 A Valleggia due giorni di iniziative

    La confraternita di san Sebastiano in Valleggia celebrerà il proprio patrono con due giorni intensi ricchi di eventi. Sabato 21 gennaio alle 16, in oratorio, si svolgeranno le iscrizioni e le votazioni per il rinnovo del consiglio direttivo. Alle 18 la Messa nella chiesa parrocchiale, mentre alle 19, nel vicino oratorio, si svolgerà la conferenza sull’iconografia di san Sebastiano a cura di Gianfranco Gervino; seguirà una cena di beneficenza al fine di raccogliere fondi per il restauro del seicentesco quadro del patrono, di proprietà della confraternita. Domenica 22 alle 15 il Coro polifonico di Valleggia, diretto da Marco Siri, sarà protagonista di un breve concerto nella casa di riposo san Giuseppe, una tradizione che ricorre da molti anni nel mese di gennaio e che regala un momento di gioia e svago agli anziani ospiti della struttura. A seguire, alle 15.45, nella chiesa del Santissimo Salvatore i vespri e intorno alle 16 la Messa, sempre animata dal coro, e celebrata dal parroco don Silvestro. Quindi la processione per le vie del paese con gli artistici crocifissi e con la cassa lignea di san Sebastiano scolpita dal Rebagliati di Albissola nel 1889 e copia esatta della statua in marmo di identico soggetto, opera di Pierre Puget, che si trova nella basilica dell’Assunta in Carignano a Genova. Al termine benedizione eucaristica e momento conviviale.

    San Sebastiano/3 Gameragna, celebrazione in oratorio

    Anche la confraternita di san Sebastiano e san Rocco, in Stella Gameragna, festeggia uno dei suoi patroni il 22 gennaio con la Messa alle 18.30 officiata in oratorio dal parroco don Mario Florentino con i canti del Collegium musicum “Sancti Sebastiani Gameraniensis” diretto da Graziano Interbartolo. Al termine della celebrazione, un momento conviviale concluderà la giornata.

    Confraternite/1 Messa nell’oratorio di via dei Mille

    Per tutto l’anno 2017, il tradizionale incontro domenicale che include la Celebrazione eucaristica e che raduna le confraternite del centro cittadino di Savona, si terrà, come previsto dalla turnazione, nell'oratorio dei santi Pietro e Caterina in via Dei Mille, con questi orari e modalità: alle 9 Ufficio delle letture e canto delle Lodi, alle 9.30 Messa celebrata da don Lello Paltrinieri.
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    Confraternite/2 Cristo Risorto, consiglio confermato

    Nei giorni scorsi si è svolta l’assemblea della Confraternita di San Domenico sotto il titolo del Cristo Risorto, per il rinnovo delle cariche sociali nell’oratorio di via Aonzo. Il priore uscente, Gianni Varaldo, ha dato lettura della relazione morale e successivamente sono stati approvati il bilancio relativo all’anno solare 2006 e il regolamento attuativo del nuovo Statuto delle Confraternite. Infine si è proceduto alle votazioni che hanno visto la riconferma per il secondo anno dell’intero consiglio di amministrazione: priore Gianni Varaldo, vicepriore Roberto Bertola e consiglieri Ruggero Basso, Paolo Gaggero, Gianni Lanza, Maria Pepe Iaccarino e Giovanni Rando. Completano il consiglio il cassiere Sandro Varaldo, il segretario Marco Perrone e il revisore dei conti Adriano Tarparelli. Confermate anche le cariche non soggette a elezione: maestro dei novizi Agostino Durante, consiglieri anziani Agostino Durante, Piero Salomone, Sandro Varaldo, responsabile dei giovani confratelli Alberto Rando, organista Enrico Airaudi, ufficiali della Statua Paolo Gaggero, Gianni Lanza, Adriano Tarparelli e Sandro Varaldo.

    L’oratorio ragazzi di Finalmarina in gita ad Arenzano

    L’oratorio dei ragazzi della parrocchia di san Giovanni Battista in Finalmarina organizza per domenica prossima 22 gennaio una gita al Santuario del Gesù Bambino di Praga ad Arenzano (costo: bambini 5 euro, adulti 10 euro). Al termine della Messa delle 11, partenza in pullman per Arenzano, pranzo al sacco e a seguire visita del Santuario e della mostra dei disegni. Alle 15 premiazione del concorso di disegno per bambini, a cui hanno partecipato i ragazzi dell'oratorio e del catechismo. Il rientro a Finale è previsto per le 19. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi in sacrestia o in oratorio.
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  11. #10
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    Foto ingresso del Vescovo

    Qui le mie foto dell'ingresso a Savona del Vescovo Gero:
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  12. Il seguente utente ringrazia ITER PARA TUTUM per questo messaggio:

    Stefano M. (Ieri)

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