Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi di Lecce - 2018

  1. #1
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    Cronache dell'Arcidiocesi di Lecce - 2018

    Cronache

    dell'Arcidiocesi di Lecce

    2018



    ___________________________________

    Cronache 2017

    Cronache 2016

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  2. #2
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    Territorio



    L'Arcidiocesi comprende 18 comuni, di cui 2 situati in provincia di Brindisi e 16 in provincia di Lecce.

    Provincia di Brindisi




    Provincia di Lecce



    Sede Arcivescovile è la città di Lecce, dove si trova la cattedrale di Maria Santissima Assunta.

    Il territorio è suddiviso in 77
    parrocchie, raggruppate in 4 vicarie:

    • Lecce
    • Monteroni di Lecce
    • Squinzano
    • Vernole


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  3. #3
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    La Provincia Ecclesiastica

    La Metropolia di Lecce comprende 5 diocesi:





    La P
    rovincia Ecclesiastica di Lecce fu istituita con la Costituzione Apostolica Conferentia Episcopalis Apuliae di Papa Giovanni Paolo II, del 20 ottobre 1980, in conformità alle disposizioni § 40 del Decreto Conciliare Christus Dominus, promulgato da Papa Paolo VI, il 28 ottobre 1965, riguardo al riordino anche delle province ecclesiastiche.

    La situazione giuridica delle Diocesi salentine, dal
    1800 e fino al 20 ottobre 1980, è stata la seguente:





    • Metropolia di Brindisi, con suffraganea:

      • Ostuni, soppressa il 27 giugno 1818; ripristinata il 14 maggio 1821 e data in persona episcopi agli Arcivescovi di Brindisi, in amministrazione perpetua, fino alla plena unione del 30 settembre 1986.


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  4. #4
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    Storia

    I primi secoli


    La tradizione fa risalire la fondazione della diocesi di Lecce ai tempi apostolici: già nel I secoloGiusto di Corinto avrebbe predicato la fede cristiana nella città salentina convertendo Oronzo, che sarebbe poi stato consacrato vescovo dall'apostolo Paolo il quale gli avrebbe affiancato come coadiutore e successore il nipote Fortunato.
    Ughelli registra i nomi di altri cinque vescovi che si sarebbero succeduti fino al III secolo. Comunque si trovano tracce della sede episcopale leccese in alcuni scritti di San Paolino da Nola del 398.
    In alcuni documenti di
    papa Gelasio I, viene citato Probo, vescovo di Carmeiano, ed è incerta la collocazione di tale sede episcopale nell'odierna Carmiano o, come appare più probabile, nel foggiano.
    Nel
    553papa Vigilio, nel documento Constitutum I de Tribus Capitulis, menzionava «Venantius episcopus ecclesiae Lippiensis» (Venanzio vescovo della Chiesa leccese).
    Nel gennaio del
    596papa Gregorio I, in una lettera al vescovo di Otranto scriveva : «Quia igitur Ecclesias Brundisii, Lippias atque Gallipoli, obeuntibus earum pontificibus, omnino destitutas agnovimus, idcirco fraternitati tuae visitationis earum operam diximus iniugendam», in cui appare evidente che Lippias può riferirsi all'antico nome leccese, i romani, infatti, la chiamavano Lupiae. In questo documento Gregorio Magno affida al vescovo di Otranto la visita della chiesa lippiense, "completamente abbandonata dopo la morte dei suoi sacerdoti".


    Il medioevo

    Il primo documento storico attestante la sede episcopale di Lecce risale al 1057 e vi è menzionato il vescovo Teodoro.
    Originariamente la sede era suffraganea dell'
    arcidiocesi di Otranto.
    La cattedrale venne edificata nel
    1114 dal vescovo Formoso con l'aiuto del conte di Lecce Goffredo d'Altavilla, fratello di Roberto il Guiscardo; venne ristrutturata dopo il 1230, su disposizione del vescovo Roberto Vultorico.
    Durante l'episcopato di
    Braccio Martelli, a metà XVI secolo, ci fu un forte impulso all'edilizia religiosa, infatti in questo periodo aprirono nuovi cantieri, tra i più importanti quello della Basilica di Santa Croce.
    Dal 17 maggio
    1518 fino al 3 giugno 1521 la diocesi di Lecce fu unita alla diocesi di Alessano.


    Periodo barocco


    Nella seconda metà del XVI secolo, la Chiesa leccese iniziò una rivoluzione architettonica che sarebbe durata circa due secoli. Con gli stimoli pervenuti dal barocco romano e del platerescospagnolo, i vescovi di Lecce, e gli ordini religiosi presenti in città, avviarono una serie di modifiche e di nuove strutture, che poco dopo influenzarono anche le residenze signorili, tutto ciò fu l'inizio del barocco leccese, che trovò nella Chiesa la sua più grande promotrice. Si venne a creare in alcuni casi una specie di simbiosi vescovo-architetto, come nei casi di mons. Luigi Pappacoda, con Giuseppe Zimbalo, e Antonio e Michele Pignatelli con Giuseppe Cino.
    Nel
    1661 Luigi Pappacoda commissionò la ricostruzione del duomo all'architetto Giuseppe Zimbalo, che concluse i lavori nel 1682; nel 1751 mons. Alfonso Sozy Carafa vi fece aggiungere l'artistico portone in rovere.
    Nel
    XVII secolo Lecce divenne un vero e proprio cantiere a cielo aperto, in questo periodo iniziarono i lavori per la costruzione della Basilica di San Giovanni Battista o del Rosario, della Chiesa di Sant'Irene, della Chiesa di Santa Teresa, della Chiesa di Sant'Anna, della Chiesa di Santa Chiara, della Chiesa di Sant'Angelo o di Santa Maria di Costantinopoli, della Chiesa di San Matteo, della Chiesa della Madre di Dio o delle Scalze e di altre. Si comprende, quindi, come l'attività della Chiesa leccese, sia stata fondamentale per lo sviluppo dell'intera città.
    Antonio Pignatelli, vescovo di Lecce dal 1671 al 1682, divenne papa, con il nome di Innocenzo XII.
    Nel
    XVIII secolo la Chiesa leccese continuò, anche se con meno frenesia, ad erigere chiese barocche, i principali esempi sono Chiesa delle Alcantarine o di Santa Maria della Provvidenza e la Chiesa del Carmine.
    Il
    seminario, completato nel 1709, venne fatto edificare dal vescovo Michele Pignatelli, che ne affidò progettazione e realizzazione a Giuseppe Cino.


    Epoca contemporanea


    Nel 1956, si tenne a Lecce il XV Congresso Eucaristico nazionale, e papa Pio XII inviò come suo delegato l'allora cardinale Angelo Giuseppe Roncalli (futuro papa Giovanni XXIII).
    Il 28 settembre
    1960 la diocesi, fino ad allora suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto, divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede in virtù della bolla Cum a nobis di papa Giovanni XXIII.
    Il 20 ottobre
    1980 Lecce è stata elevata al rango di arcidiocesimetropolitana con la costituzione apostolica Conferentia Episcopalis Apuliae di papa Giovanni Paolo II. Con questa bolla, vengono soppresse le sedi metropolitane di Brindisi e Otranto; il numero delle suffraganee era di ben 6 diocesi: Otranto, Ugento-Santa Maria di Leuca, Nardò, Gallipoli, Brindisi e Ostuni. L'arcivescovo di Brindisi era amministratore perpetuo di Ostuni dal 1821, e le diocesi di Nardò e Gallipoli verranno unite in persona episcopi il 30 settembre 1983. Con decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, sia Brindisi e Ostuni sia Nardò e Gallipoli, furono unite in plena unione; il numero delle suffraganee si ridimensionò così a 4 diocesi. Francesco Minerva fu l'ultimo vescovo ed il primo arcivescovometropolita di Lecce.
    Anche il titolo onorifico di Gran Priore della Sezione Salento (quindi per tutte le diocesi della metropolia) dell'
    Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, fu trasferito dall'ultimo metropolita idruntino a Michele Mincuzzi ed ai suoi successori.
    Il 17 e 18 settembre
    1994 l'arcidiocesi di Lecce ricevette la visita apostolica di papa Giovanni Paolo II che in tale occasione inaugurò il nuovo seminario arcivescovile e definì la città di Lecce "una vera e propria città chiesa".
    Nel
    2006, nel 50º anniversario del XV Congresso Eucaristico nazionale, si è tenuto un Congresso eucaristico diocesano, presieduto da Cosmo Francesco Ruppi, a cui hanno partecipato i vescovi e arcivescovi suffraganei e, delegati da papa Benedetto XVI, i cardinali Salvatore De Giorgi e Angelo Sodano.

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  5. #5
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    Cronotassi dei Vescovi

    I vescovi che precedono Venanzio (VI secolo) non sono sicuramente attestati, ma deriverebbero da una ricostruzione della storiografia leccese secentesca.





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  6. #6
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    Arcivescovi e Vescovi originari dell'Arcidiocesi

    Viventi:





    Deceduti:




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  7. #7
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    Arcivescovo Metropolita

    S.E. Mons. Michele Seccia





    Michele Seccia
    è nato a Barletta il 6 giugno 1951 da Luigi e Carmina Torre, terzogenito dopo Antonio (1947) ed Angela (1949).
    I primi anni di vita e la sua fanciullezza sono stati segnati da esperienze particolari di sofferenza, sempre superate con l’assistenza speciale dei genitori e di cure mediche ma, senza alcun dubbio, con una protezione speciale del Signore.
    All’età di sei anni ha fatto al prima comunione nella cappella dell’Istituto delle Suore dell’Immacolata Concezione di Ivrea (dove ha frequentato, con il fratello e la sorella, la scuola elementare) e, nello stesso giorno, ha ricevuto la cresima, nell’episcopio di Trani, da mons. Reginaldo M. Addazi Il 2 ottobre 1962 è entrato nel seminario arcivescovile di Bisceglie dove ha frequentato la scuola media e il ginnasio (1962-67) concludendo con il triennio liceale a Molfetta (1967-69) e a Taranto (maturità classica, luglio 1970). La sua formazione seminaristica e spirituale è avvenuta a Roma presso il Pontificio seminario francese (1970-1977); ha conseguito il baccalaureato in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e la laurea in Filosofia presso La Sapienza di Roma ed ha ottenuto la licenza in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana.
    Ordinato sacerdote il 26 novembre 1977, viene subito nominato vice parroco della parrocchia Spirito Santo di Barletta della quale è stato, poi, parroco dal 1985 al 1992. Nel 1978 ottiene l’incarico di docente di teologia morale presso l’Istituto superiore di scienze religiose, quindi, di Insegnante di religione al liceo statale, e di filosofia e pedagogia all’Istituto magistrale. Dal 1979 al 1982 è direttore dell’Ufficio catechistico diocesano; dal 1987 al 1997 è Vicario generale dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

    Eletto alla Chiesa di San Severo il 20 giugno 1997, ha ricevuto l’Ordinazione episcopale l’8 settembre dello stesso anno. In seno alla Conferenza episcopale pugliese è stato segretario nonché vescovo delegato per l’Insegnamento della Religione cattolica. Il 24 giugno 2006 è trasferito da Benedetto XVI alla diocesi di Teramo-Atri e, in essa, ha iniziato il suo servizio episcopale l’8 settembre 2006, festa della Natività della Beata Vergine Maria e nono anniversario della sua ordinazione episcopale. Per il quinquennio 2005-2010 è stato membro della Commissione episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università. Dal 2011 al 2015 è stato membro della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese.
    Anche in seno alla Conferenza episcopale abruzzese-molisana è stato il vescovo delegato regionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica.
    Il 29 settembre 2017 Papa Francesco lo ha nominato Arcivescovo Metropolita di Lecce.
    Il 2 dicembre successivo assume il governo della nuova diocesi.



    Stemma

    Lo stemma è bipartito. Sulla banda sinistra sono presenti la stella che indica Maria, Stella dell’evangelizzazione, la casa e il mare che stanno a ricordale la Città natale dell’Arcivescovo, per la sua posizione sulla costa adriatica e per i legami con la Terrasanta dai tempi delle Crociate e in particolare con la città di Nazaret. Sulla banda destra dello stemma sono raffigurate due ali che indicano gli Angeli, messaggeri di Dio e potenti custodi delle creature.


    Motto



    ADIUTOR GAUDII VESTRI


    “Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perchè nella fede voi siete già saldi”. (2Cor 1,24)


    Spiegazione

    Essere collaboratore della gioia è un impegno proprio del Vescovo che, in quanto Padre e Pastore della comunità, deve trasmettere la fede comunicando la gioia quale dono dello Spirito Santo (Gal 5,22), manifestazione della vita nello Spirito, conseguenza della fede. Per la semplice ragione che la certezza della salvezza non può che causare gioia.

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  8. #8
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    Arcivescovo Metropolita Emerito

    S.E. Mons. Domenico Umberto D'Ambrosio






    Biografia


    Frequenta il seminario diocesano di
    Manfredonia mentre era vescovo Andrea Cesarano e viene ordinato sacerdote il 19 luglio 1965 dalle mani dello stesso prelato sipontino. Per alcuni anni fino al 1990 è parroco della parrocchia di San Leonardo Abate in San Giovanni Rotondo.


    Ministero episcopale a Termoli e a Foggia

    Segnalato per le sue eccezionali doti di comunicatore e pastore dall'arcivescovo di Manfredonia-Vieste Valentino Vailati è eletto alla sede vescovile di Termoli-Larino il 14 dicembre 1989; riceve la consacrazione episcopale il 6 gennaio dell'anno successivo dalle mani di papa Giovanni Paolo II, co-consacranti gli arcivescovi Giovanni Battista Re e Miroslav Stefan Marusyn.

    Il 27 maggio
    1999 viene eletto arcivescovo dell'arcidiocesi metropolitana di Foggia-Bovino, presso la quale presterà il servizio episcopale per quattro anni. Dal 24 agosto 2002 all'8 marzo 2003 come arcivescovo metropolita di Foggia-Bovino è anche amministratore apostolico sede vacante dell'arcidiocesi di Manfredonia-Vieste, sede suffraganea.

    Episcopato a Manfredonia

    L'8 marzo 2003, per volontà di Giovanni Paolo II, è trasferito dall'arcidiocesi metropolitana di Foggia-Bovino all'arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, sua suffraganea. Nell'occasione viene nominato anche delegato dalla Santa Sede per il santuario e le opere di padre Pio da Pietrelcina.
    Il 1º luglio
    2004 consacra a San Giovanni Rotondo la chiesa di Padre Pio, progettata da Renzo Piano. Il 6 gennaio 2008 annuncia l'esumazione e la ricognizione canonica del frate cappuccino, avvenuta il successivo 2 marzo. Da aprile 2008 a settembre 2009, in occasione del quarantesimo anniversario della morte, ne viene disposta dalla Santa Sede l'esposizione del corpo. Il 21 giugno 2009 monsignor D'Ambrosio accompagna papa Benedetto XVI nella visita a San Giovanni Rotondo.

    L'Episcopato leccese

    Il 16 aprile 2009 D'Ambrosio è eletto alla sede metropolitana di Lecce. Il 29 giugno dello stesso anno riceve il pallio da papa Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro e il successivo 4 luglio prende possesso della cattedra leccese. È uno dei pochi arcivescovi italiani ad aver compiuto un cursus honorum interamente pastorale, senza aver mai lavorato in campo diplomatico o aver condotto studi universitari.
    Tratteggia il suo ministero episcopale per l'attenzione al sociale, in particolare invitando a un ritorno alla sobrietà nelle manifestazioni religiose. Emblematico risulta l'appello dell'agosto
    2010, durante l'omelia della festa dei santi patroni di Lecce,, cui sono seguite l'anno successivo dichiarazioni altrettanto nette rivolte in particolare allo sperpero delle risorse pubbliche. A dicembre 2013 l'Arcidiocesi di Lecce si fa garante presso un istituto di credito per un programma di microcredito rivolto a giovani inoccupati e disoccupati.
    Dal gennaio
    2012 avvia la visita pastorale della diocesi, che conclude nel 2014. A maggio 2013 si reca a Roma, con gli altri vescovi della Puglia, in visita ad limina per incontrare papa Francesco e illustrare la situazione generale della Chiesa leccese.

    Il 29 settembre 2017, papa Francesco accoglie la sua rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Lecce per raggiunti limiti d'età.

    Libri e lettere pastorali



    • "Questo è il giorno fatto dal Signore", Manfredonia, 2004

    • "Giovani e famiglia in missione", Manfredonia, 2007

    • Lettera pastorale "Conosco le mie pecore" alla comunità diocesana in occasione dell'apertura della visita pastorale, Lecce, 2011

    • Lettera pastorale "Attraversare la porta ", Lecce, 2013

    • Lettera pastorale "La sfida della Comunione" alla comunità diocesana dopo la visita pastorale, Lecce, 2014

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  9. #9
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    Piazza del Duomo:

    Cattedrale, Episcopio e Antico Seminario





    In età romana la piazza corrispondeva forse al foro della città, posta all’incrocio del cardo e del decumano massimi. Il primo Duomo viene costruito in età paleocristiana dando allo spazio una connotazione sia civile che sacra. Mantiene la sua funzione centrale in età normanna: polo delle principali funzioni civili e religiose, tenute nelle due aree contermini in cui ancora oggi risulta diviso lo spazio. Nel primo grande quadrato si svolgeva la fiera del Vescovo, istituita nel 1452, che richiamava mercanti e compratori da tutto il territorio; l’area del Duomo e dell’Episcopio accoglieva invece i fedeli per le benedizioni e le cerimonie sacre. La piazza, racchiusa da un recinto difensivo e sorvegliata dall’alto campanile, utilizzato come torre di vedetta, assolveva anche il ruolo di cittadella fortificata accogliendo la popolazione in caso di pericolo.

    L’area cambia totalmente aspetto alla metà del 1600 quando
    Sant’Oronzo diventa patrono della città, prendendo il posto di Sant’Irene. Si racconta infatti che, a causa di un’epidemia di peste che stava devastando il Salento, i leccesi si rivolsero a questo Santo, a loro caro essendo un martire locale, e costui fermò la peste al di fuori di Lecce. Così infatti lo vediamo rappresentato nell’iconografia tipica leccese, come si può osservare in una bella tela di Giuseppe da Brindisi collocata all’interno della cattedrale, nel centro del soffitto.
    Il vescovo, Luigi Pappacoda, commissiona a Giuseppe Zimbalo, uno dei più importanti artisti del periodo, la ristrutturazione della cattedrale (1659-1670) sulla precedente del XII secolo, dedicata all’Assunzione della Vergine, come ricorda ancora l’intitolazione dell’altare maggiore. Da questo momento la piazza avrà esclusivamente funzioni religiose.




    La Cattedrale viene ricostruita quasi totalmente. Presenta due facciate: la laterale, rivolta alla piazza, ai fedeli, che spicca per la sua decorazione barocca ed è sormontata in alto dal nuovo patrono, Sant’Oronzo, collocato come in un arco di trionfo, mentre ai lati del portale d’accesso, nelle nicchie, sono collocati i compatroni di Lecce, San Giusto e San Fortunato. La facciata principale, rivolta verso l’Episcopio, ha invece linee più semplici, ispirate, sembra, all’austerità del secolo precedente, tipica delle architetture della Controriforma. È divisa su due ordini, con paraste scanalate entro le quali vi sono delle nicchie con le statue dei Santi Pietro e Paolo, Gennaro e San Ludovico da Tolosa. L’attuale portone in bronzo, alto 6m e largo 3,20 m, che rappresenta la visita di Giovanni Paolo II a Lecce, è opera del 2000 dell’artista galatinese Armando Marrocco, uno dei maggiori scultori italiani, autore anche delle porte bronzee della chiesa del Santuario di Leuca.
    L’interno è a croce latina divisa in tre navate da pilastri a semicolonne. Si nota subito il soffitto ligneo a lacunari intagliati e dorati che copre tutta la navata centrale e il transetto (1685); in esso sono inserite delle tele di Giuseppe da Brindisi, che rappresentano la Predicazione di Sant’Oronzo; la Protezione dalla peste e il Martirio di Sant’Oronzo e, nel transetto, l’Ultima Cena. Presenta 12 altari
    , oltre il maggiore, con colonne tortili ricche di fiori, uccelli, frutta che racchiudono tele di grande significato religioso e di notevole valore artistico.
    L’altare maggiore, dedicato alla Vergine Assunta, barocco, in marmo policromo e di fattura napoletana, è quasi racchiuso da tre grandi tele: il “Sacrificio di Noe dopo il diluvio” (a sinistra), l'“Assunta” (centrale), la “Sfida del profeta Elia ai sacerdoti di Baal” (a destra), di Oronzo Tiso, pittore leccese, sacerdote, che operò nel Settecento a Lecce e nel Salento.
    Altro altare di particolare importanza è quello di Sant’Oronzo, nel transetto a destra. Realizzato in marmi policromi riproduce lo schema della facciata laterale della cattedrale. Sant’Oronzo è rappresentato al centro in una bella tela del gallipolino Giovanni Andrea Coppola, ai lati le statue di San Giusto e San Fortunato. Durante la festa di Sant’Oronzo, a fine agosto, la tela viene coperta per essere sostituita da tre statue d’argento che rappresentano i tre patroni.
    Della fabbrica originaria rimane solo la cripta, dedicata alla Madonna della Scala, ricostruita ai primi del Cinquecento su un corpo medievale. È divisa in tre navate da 92 colonne dal fusto liscio e i capitelli figurati.



    Lo Zimbalo ricostruisce anche il Campanile, collocandolo sul lato sinistro della piazza. Simbolo dell’egemonia leccese sul territorio, è alto 72 metri. È formato da cinque piani rastremati tutti circondati da una balaustra in pietra leccese. La parte più alta presenta una cupola maiolicata sulla quale è fissata una banderuola con l’effige di Sant’Oronzo. In origine il campanile era normalmente collocato a lato della facciata principale, ma Zimbalo decise di spostarlo per dare un maggiore impatto scenografico alla piazza.




    A destra del Duomo troviamo l’Episcopio (palazzo Vescovile), ricostruito nel 1632, su un precedente edificio quattrocentesco, e modificato nel 1758 da Emanuele Manieri su decisione del vescovo Alfonso Sozy-Carafa. L’edificio è a forma di L e si sviluppa su tre livelli con un ingresso monumentale sul quale al secondo ordine vi sono tre nicchie, con al centro la statua della Vergine e sul fastigio un orologio, là collocato nel 1761, opera di Domenico Panico. Molto suggestiva la loggetta che corre al primo piano, che poggia su un basamento bugnato liscio, delimitata da ampie arcate intercalate da colonne tuscaniche.




    Sulla destra entrando nella piazza, dove prima vi erano botteghe, troviamo il Palazzo del Seminario, una delle opere più significative del barocco leccese. È opera di Giuseppe Cino il quale realizzò l’intero complesso, su commissione del vescovo Michele Pignatelli, fra il 1694 e il 1709, anno in cui fu inaugurato. All’epoca la costruzione fu salutata come una delle meraviglie del mondo tanto è raffinato e armonioso il prospetto realizzato con cura dalle maestranze locali che eseguirono l’opera. Il bugnato liscio, che fa da sfondo, è inframmezzato da cinque lesene e da quattro finestre per lato disposte su due file rispetto al portale. Tutte le finestre sono elegantemente incorniciate. Il portone di ingresso, molto ampio, è sovrastato da una loggetta a tre archi che poggia su mensole, anche queste ricchissime di decorazioni, in mezzo alle quali vi è lo stemma dei Pignatelli. Il piano attico, posteriore, fu costruito nel 1729 su commissione di un’altro vescovo, Fabrizio Pignatelli, da Emanuele Manieri. Molto interessante, nell’atrio del palazzo, il pozzetto barocco, opera sempre del Cino: tra animali marini, fiori, grappoli di melograno, puttini, è collocata, sulla sommità dell’arco, la statua di Sant’Irene. Il Palazzo del Seminario ospita oggi il Museo Diocesano di Arte Sacra.
    Nel 1761 vengono costruiti i due palazzi gemelli ai lati del cortile, che viene aperto alla città tramite la sostituzione della porta d’accesso con i Propilei. Opera di Emanuele Manieri, questa struttura fiancheggia l’ingresso, mentre le statue che la sovrastano, raffiguranti Sant’Oronzo, Sant’Irene, Santa Venera e Padri della Chiesa, quasi sorvegliano e proteggono chi entra all’interno dello spazio sacro.



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  10. #10
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    Le Basiliche dell'Arcidiocesi

    Tre chiese dell' Arcidiocesi di Lecce hanno ricevuto, nel XX sec., la dignità di BASILICA MINORE:




    Basilica di Santa Croce, elevata dal Papa San Pio X, il 24 gennaio 1905





    Basilica di San Giovanni Battista al Rosario, elevata da Papa Pio XII, l'11 giugno 1948





    Basilica di San Domenico Savio, elevata dal Papa San Giovanni Paolo II, il 16 aprile 1984





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