Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi di Lecce - 2018

  1. #11
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    Messaggio dell’Arcivescovo per il Nuovo Anno



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  2. #12
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    IL PASTORALE, DONO DELLA CHIESA DI LECCE AL NUOVO PASTORE



    Il dono del pastorale al nuovo arcivescovo, segno augurale a chi giunge, assume – anche e soprattutto – un valore altamente teologico: il nuovo popolo, la nuova comunità, il nuovo gregge si affida alla nuova guida, al nuovo pastore. Scriveva Sant’Ambrogio: il pastorale deve essere: in alto, ricurvo per radunare gli smarriti; nel mezzo, diritto per condurre i deboli; al fondo, appuntito per spronare i pigri.

    Il dono della Chiesa di Lecce al vescovo Michele, progettato e realizzato dai maestri orafi e docenti di arte dei metalli e dell’oreficeria del Liceo artistico “Ciardo-Pellegrino” di Lecce, Antonio Perrone da San Cesario di Lecce e Flavio Antonio Tricarico da Gallipoli, è composto da un bastone di legno d’ulivo tornito e da lastre e filo d’argento lavorate a mano, tirate a freddo, imbutite, sbalzate e cesellate.
    La parte superiore del bastone è avvitata al nodo centrale: una sfera in argento tirata a freddo e finemente martellata. Su di essa è applicato lo stemma episcopale di mons. Seccia disegnato e inciso a mano con i bulini. Il riccio (l’estremità ricurva in alto) saldato alla sfera, incastona ancora per circa un terzo della sua curva, il bastone d’ulivo tutto termina in argento imbutito e martellato. Dalla struttura in basso del riccio germogliano i ramoscelli, le foglie e le olive, sbalzati e cesellati, che lo abbracciano in modo speculare per l’intera curva.

    La scelta del legno d’ulivo e dei germogli argentei oltre a richiamare alcune pagine della Bibbia – una per tutte il tronco di Jesse – è un omaggio alla storia, alla cultura e alla tradizione della nostra terra. E alla pianta d’ulivo, in particolare, ferita dai malanni dell’epidemia dei nostri giorni.
    Il dono della Chiesa di Lecce al nuovo pastore racchiude e conserva tutto questo. Simbolo di un fervido e fecondo augurio di buon cammino al nuovo pastore. E alla sua nuova famiglia.

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  3. #13
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    Pastorale Giovanile Diocesana

    Esperienza a San Giovanni Rotondo con l'Arcivescovo

    Il primo giorno di questa esperienza a San Giovanni Rotondo ha visto i nostri giovani dapprima animare la Messa presso lo storico e suggestivo Santuario di San Michele Arcangelo; raggiunto l'albergo, abbiamo conosciuto più a fondo il nostro arcivescovo Michele in un'amichevole chiacchierata di confronto! Infine, l'emozione del saluto al nostro Arcivescovo Emerito D'Ambrosio ci ha portati a conoscere la figura di San Pio da Pietralcina, che oggi andremo a scoprire più a fondo!









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  4. #14
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    Calendario Diocesano della Chiesa di Lecce - Mese di Gennaio


    https://www.diocesilecce.org/wp-cont...naio.2018..pdf
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  5. #15
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    Una giornata di dialogo interreligioso a Lecce, mons. Michele Seccia accoglie l’appello dell’Imam Saiffedine Maaroufi

    Mons. Michele Seccia ha accolto l’appello lanciato dall'Imam, Saiffedine Maaroufi per promuovere in città una giornata di dialogo allo scopo di ‘combattere l’ignoranza e i pregiudizi’ verso i cittadini di fedi e culture diverse.





    Una giornata di dialogo allo scopo di combattere l’ignoranza e i pregiudizi verso i cittadini che hanno fede e culture diverse e apparentemente opposte. È questo l’invito lanciato dall’Imam di Lecce, Saiffedine Maaroufi e ascoltato dal nuovo arcivescovo, Michele Seccia che accolto l’idea di promuovere in città l’iniziativa. «Ringrazio l’Imam per il contributo di pensiero e di azione che, alla guida della comunità islamica leccese, egli svolge sulla strada del dialogo necessario e del confronto costruttivo, strumenti indispensabili per edificare una società più giusta, più solidale e più pacifica» ha dichiarato monsignor Seccia.
    «Avermi indicato – prosegue – come profondo e convinto sostenitore del dialogo interreligioso e della cultura dell’accoglienza sulla scia di tanti testimoni che hanno dedicato la loro vita al dono della pace tra gli uomini e con il creato non solo mi onora, ma mi spinge a raccogliere l’invito e a rilanciare insieme con lui la proposta a tutte le istituzioni, all’Università, alle scuole, alle associazioni culturali e di volontariato, alle comunità religiose, ad ogni leccese di buona volontà. A tutti coloro che credono nella necessità di dover creare le condizioni per una convivenza pacifica nelle nostre città e di dover allontanare con coraggio le paure causate da azioni disumane che sicuramente non possono trovare fondamento e ragione in alcuna fede»

    Il Pastore della Chiesa leccese incontrerà l’Iman nei prossimi giorni
    , un desiderio che aveva già espresso all’inizio del suo servizio nel capoluogo barocco. La promessa è che non resti solo un’idea, bella, che non troverà mai realizzazione «Insieme concorderemo tempi e modalità non solo per promuovere la giornata del dialogo, ma avvieremo anche un cammino di condivisione come più di una volta ha auspicato Papa Francesco. Cristiani e musulmani, e tutti i credenti, in quest’ora cosi complessa della storia sono chiamati a dare un contributo particolare: “viviamo sotto il sole di un unico Dio misericordioso… In questo senso possiamo dunque chiamarci gli uni gli altri fratelli e sorelle perché senza Dio la vita dell’uomo sarebbe come il cielo senza il sole” ci ricorda Papa Bergoglio citando san Giovanni Paolo II».

    La frase fu pronunciata da Papa Francesco durante la visita in Egitto
    , quando abbracciò il grande imam di al-Azhar, Ahmed al-Tayyib, la massima autorità dell’islam sunnita. Una visita storica perché avvenuta “in un momento di pace perduta, ricercata da popoli, Nazioni e genti in fuga dai propri Paesi”.
    «Proprio nel campo del dialogo, specialmente interreligioso, siamo sempre chiamati a camminare insieme, nella convinzione che l’avvenire di tutti dipende anche dall’incontro tra le religioni e le culture» aveva dichiarato sua Santità alla conferenza organizzata all’università egiziana.

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  6. #16
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    COMMENTO DELL’ARCIVESCOVO MICHELE SECCIA ALLA LITURGIA DELL’EPIFANIA E DEL BATTESIMO DEL SIGNORE
    DA SAN GIOVANNI ROTONDO


    Il Commento è stato girato a San Giovanni Rotondo dove il vescovo Michele ha trascorso due giornate con i giovani della diocesi di Lecce e dove ha incontrato per la prima volta da quando è arcivescovo di Lecce, mons Domenico D’Ambrosio.
    Nel video mons. Seccia parla di questo incontro e ribadisce il desiderio di proseguire il cammino intrapreso dal suo predecessore.




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  7. #17
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    Corsi di preparazione alla Celebrazione del Matrimonio 2017 - 2018

    https://www.diocesilecce.org/wp-cont...-2017-2018.pdf
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  8. #18
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    Accoglienza migranti, l’appello della Caritas: “aprite le strutture dismesse”



    La Chiesa Spirito Santo presso l’ex Vito Fazzi di Lecce è diventata la Cappella Migrantes. E lì, lì dove si ritrovano ogni domenica i cattolici delle diverse etnie presenti in città, è stata celebrata la 104esima giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Sulla scia del tema fissato quest’anno da Papa Francesco, “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare”, la Caritas diocesana ha lanciato l’appello “a fare di più” e ad “aprire le strutture dismesse, come l’ex Galateo, la ex sede del comando dei vigili urbani in viale De Pietro e le caserme usate solo in parte”.
    La casa della Carità con le sue articolazioni, il Servizio Gerico promosso dalla Diocesi, il dormitorio per i senzatetto a cui si è aggiunto il Cas della Croce Rossa a Masseria Ghermi, evidentemente non bastano.
    E lo dice chi è nella trincea dell’accoglienza tutti i giorni. Fare di Lecce la città del dialogo interreligioso significa anche confrontarsi con questi temi pratici. A testimonianza della centralità del tema, domenica 11 febbraio, alle 11, sarà il vescovo Mons. Michele Seccia a celebrare la messa nella Cappella Migrantes.

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  9. #19
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    Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani



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  10. #20
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    IL MONASTERO DI LEGNO DELLE CLARISSE, IL PRIMO ECOSOSTENIBILE

    A Lecce le suore Clarisse francescane hanno scelto una struttura in legno che richiama i valori cristiani e rispetta l’ambiente




    Anche i monasteri diventano sostenibili. Le suore Clarisse Francescane di Lecce hanno pensato anche all’ambiente quando hanno deciso di far costruire il loro nuovo monastero. Realizzato in soli 8 mesi da Rubner Haus con il sistema “Casablanca” e commissionato dalle Clarisse Francescane, il Monastero segue i principi costruttivi del prefabbricato e porta con sé tutti i benefici di una struttura in legno: naturale al 100%, sostenibile, che profuma di resina e mantiene la temperatura e l’umidità ideali all’interno degli spazi. Il nuovo Monastero, che è stato realizzato in uno spazio di circa 600 metri quadri, rispetta le caratteristiche tipiche dell’architettura rurale salentina.
    A dividere la zona di vita monastica da quella di accoglienza, vi è la cappella di 12mx7m, due numeri emblematici del simbolismo cristiano che ripropongono rispettivamente il numero degli Apostoli e i giorni impiegati da Dio per la creazione del mondo.
    La parte centrale della struttura è invece occupata da: capitolo (sala destinata alle adunanze della comunità religiosa), biblioteca, laboratori, cucina e refettorio, alle cui spalle, vi sono le sei celle di 9 mq ciascuna, con servizi annessi. Sono inoltre presenti vari cortili a mo’ di chiostro con funzione di posto di lavoro all’aperto. Leggermente distaccata dalla struttura principale, vi è una foresteria destinata ad accogliere i bisognosi o chiunque necessiti di un momento di ritiro spirituale.
    «Ad averci conquistate è stata l’idea di semplicità e frugalità nel rispetto della natura e dell’ambiente» racconta Suor Marilù, una delle consorelle che abita il nuovo Monastero. «Per noi, che siamo ordini mendicanti, la casa in legno simboleggia l’essere il più possibile coerenti con la vita naturale e semplice che abbiamo scelto di perseguire».




    Le abitazioni in legno presentano diversi punti di forza tra cui l’ecosostenibilità: l’utilizzo di materiali edili ecologici, come il legno e il sughero, garantisce un’alta efficienza energetica. Per trasportare i materiale da costruzione di una casa Rubner Haus di 100mq sono sufficienti 3 camion contro i 20 di una casa in muratura, con conseguente risparmio di carburante e di emissioni di CO2. Inoltre, la quantità di abete utilizzata in media per costruire una casa, ricresce in circa 23 secondi.

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