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Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi di Taranto - 2018

  1. #1
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    Cronache dell'Arcidiocesi di Taranto - 2018

    Cronache

    dell'Arcidiocesi di Taranto

    2018




    ______________________________________

    Cronache 2017

    Cronache 2016
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  2. #2
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    Territorio

    L' Arcidiocesi di Taranto (in latino: Archidioecesis Tarentina) è sede metropolitana appartenente alla Regione Ecclesiastica Puglia.

    Nel 2014 contava 412.500 battezzati su 415.500 abitanti.





    L'arcidiocesi comprende 18 comuni della provincia di Taranto ossia: Carosino, Crispiano, Faggiano, Fragagnano, Grottaglie, Leporano, Lizzano, Martina Franca, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Ionico, San Marzano di San Giuseppe, Statte, Taranto e Torricella

    Sede arcivescovile è la città di Taranto, dove si trovano la Cattedrale di San Cataldo e la Concattedrale Gran Madre di Dio.
    Il territorio si estende su una superficie di 1.056 km² ed è suddiviso in 88 parrocchie, raggruppate in 11 vicarie ed una unità pastorale.

    Vicariati:


    • Crispiano - Statte;
    • Grottaglie;
    • Martina Franca;
    • Pulsano;
    • San Giorgio Ionico;
    • Taranto Borgo;
    • Taranto Nord;
    • Taranto Orientale I;
    • Taranto Orientale II;
    • Taranto Paolo VI;
    • Taranto Sud.



    Unità pastorali:


    • Taranto Isola.


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  3. #3
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    Storia

    Secondo la tradizione petrina, diffusa in tutta la Puglia, l'apostolo Pietro, nel suo viaggio verso Roma, sbarcato a Taranto, vi avrebbe fondato la prima comunità cristiana, e avrebbe consacrato Amasiano come primo vescovo. Altro vescovo attribuito dalla tradizione a Taranto fu san Cataldo, patrono dell'arcidiocesi, che studi recenti tuttavia collocano fra il VII e l'VIII secolo.[1]
    La diocesi è documentata con certezza sul finire del V secolo. In una lettera di papa Gelasio I (databile tra il 492 e il 496), il pontefice annuncia alla comunità cristiana di Taranto l'invio del nuovo vescovo Pietro, consacrato a Roma; questo vescovo potrebbe essere identificato con altri vescovi omonimi, ma senza indicazione della sede di appartenenza, menzionati nelle lettere di papa Gelasio, e con il vescovo Pietro, senza indicazione della diocesi, che prese parte al concilio romano del 495.[2] Grazie all'epistolario di Gregorio Magno, sono noti altri due vescovi tarantini tra VI e VII secolo: Andrea (593), accusato a Roma di concubinaggio e di aver causato la morte di una donna;[3] e Onorio, che nel 603 fece costruire un battistero presso la ecclesia sanctae Mariae.[4]

    Tra VII e VIII secolo, tre vescovi tarantini presero parte a sinodi romani. Giovanni I partecipò al concilio lateranense del 649 indetto da papa Martino I per condannare l'eresia del monotelismo. Germano nel 680 fu tra i padri del concilio romano di papa Agatone, che ancora una volta condannò il monotelismo; la sua firma appare nella lettera sinodale inviata a Costantinopoli e annessa agli atti del concilio ecumenico del 680/681. Aufredo partecipò nel 743 al concilio convocato da papa Zaccaria.

    La città di Taranto subì alterne vicende, conquistata prima dai Goti, poi dai Bizantini, presa dai Longobardi, e per quarant'anni occupata dai Saraceni. In tutto questo periodo la diocesi rimase sempre sotto la giurisdizione della Chiesa d'Occidente e dei papi di Roma, anche dopo la presa definitiva dei bizantini alla fine del IX secolo.[5] Benché il rito dominante fosse quello latino, comunità di lingua e di rito greco si svilupparono nell'entroterra e in alcune comunità monastiche. In un documento del 978 del principe di Capua Pandolfo, Giovanni II fu il primo a ricevere il titolo di arcivescovo. Il secondo arcivescovo noto è Dionisio, che nel 1028, ventunesimo anno del suo pontificato, fece donazione ai monaci di Cava della chiesa di San Benedetto.


    Nella seconda metà dell'XI secolo Taranto fu conquistata dai Normanni. Il primo arcivescovo dell'epoca normanna è Drogone, che nel 1071 eresse la cattedrale, dopo che la precedente fu distrutta dai Saraceni. Le fonti dell'epoca riportano che durante gli scavi per il nuovo edificio furono trovate le reliquie di san Cataldo, proclamato patrono della città e della diocesi.

    L'arcivescovo Angelo, sulla cattedra tarantina alla fine del XII secolo, fu impiegato in parecchie ambasciate vicino a papa Innocenzo III. «La città aveva in questo periodo importanti monasteri: da ricordare quello benedettino di San Pietro Imperiale, quello basiliano di San Vito del Pizzo e quello cisterciense di Santa Maria del Galeso. Vi erano anche due monasteri femminili… Nel XV secolo si insediarono i francescani (minori osservanti), i domenicani e gli agostiniani. Nel secolo successivo avremo anche i minimi, i fatebenefratelli e i carmelitani calzati.»[6]

    La provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Taranto è documentata a partire dal XII secolo; originariamente comprendeva le diocesi di Castellaneta e di Mottola; nel 1591 fu aggiunta la diocesi di Oria.


    Il cardinale Marcantonio Colonna introdusse la riforma tridentina ed istituì il seminario arcivescovile, inaugurato il 1º giugno 1568. Lo stesso vescovo indisse un sinodo provinciale per attuare i decreti conciliari. I numerosi sinodi celebrati dagli arcivescovi nel corso del Seicento favorirono l'opera di riforma morale e religiosa dell'arcidiocesi, sulla scia del tridentino; tra i prelati si distinsero in particolare gli arcivescovi Ottavio Mirto Frangipane (1605-1612), Bonifazio Caetani (1613-1617), il teatino Tommaso Caracciolo (1637-1665), e Francesco Pignatelli (1683-1703), nominato in seguito arcivescovo di Napoli.


    Tra Settecento e Ottocento, la vita e la storia dell'arcidiocesi è segnata dal lungo episcopato di Giuseppe Capecelatro (1778-1817). «Questo eminente arcivescovo, che per le sue doti culturali vantava conoscenze in tutte le corti europee, compresa quella di San Pietroburgo, oltre che un fine intellettuale e politico, fu anche un attento pastore della diocesi, come attestano le sue visite pastorali e i numerosissimi editti emanati in circa quaranta anni di episcopato: disciplina e cultura del clero, un'aggiornata ratio studiorum per il seminario, la catechesi al popolo in lingua italiana, l'assistenza ai moribondi, l'attenzione al complesso mondo confraternale, la lotta alla superstizione per vivere una fede più autentica sono alcuni degli elementi portanti e costanti di tutta la sua feconda e incisiva azione pastorale».[6]

    Tra Ottocento e Novecento l'arcidiocesi fu guidata da altre grandi figure di vescovi: Giuseppe Rotondo (1855-1885), che non accettando l'unità d'Italia, fu esiliato prima a Napoli e poi a Roma; Pietro Alfonso Iorio (1885-1908), che introdusse in diocesi l'Azione Cattolica; Orazio Mazzella (1917-1934), che difese a oltranza le istituzioni cattoliche contro i soprusi del governo fascista.

    Agli inizi del Novecento furono aboliti gli ultimi resti del rito greco; infatti nelle feste principali dell'anno liturgico, la seconda lettura e il vangelo venivano cantati in cattedrale prima in latino e poi in greco.
    Nel 1968 papa Paolo VI visitò la città e l'arcidiocesi e celebrò la messa della notte di Natale tra gli operai del Centro siderurgico tarantino.[7] Nell'ottobre del 1989 san Giovanni Paolo II fece la visita pastorale all'arcidiocesi tarantina.

    L'arcivescovo Guglielmo Motolese governò la sede tarantina per trent'anni, dapprima (1957) come amministratore apostolico sede plena, a causa della malattia che colpì l'anziano arcivescovo Ferdinando Bernardi, e poi come arcivescovo; a lui si deve la decisione di costruire un nuovo grande edificio di culto nella parte nuova della città, dedicato alla Gran Madre di Dio, realizzato dall'architetto Gio Ponti ed inaugurato il 6 dicembre 1970. Lo stesso Motolese fu vescovo di Castellaneta dal 1974 al 1980[8], unendo così per sei anni in persona episcopi le due sedi.


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  4. #4
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    Cronotassi dei Vescovi



    • Sant'Amasiano
    • SanCataldo
    • Renovato †
    • Pietro (Innocenzo) † (al tempo di papa Gelasio I)
    • Andrea † (menzionato nel 593)
    • Giovanni I † (menzionato nel 601)
    • Onorio † (menzionato nel 603)
    • Giovanni II † (menzionato nel 649)
    • Gervasio I † (menzionato nel 659)
    • Antonio Galemio
    • Germano † (menzionato nel 680)
    • Cesario o Anfrido † (menzionato nel 743)
    • Anonimo † (885 - 891)
    • Giovanni III † (menzionato nel 978)
    • Dionisio † (983)[2]
    • Alessandro Facciapecora † (menzionato nel 1040)
    • Stefano † (? - 1041 deceduto)
    • Cinnamo † (1041 - 1049)
    • Drogone † (1053 - 1071)
    • Orso † (menzionato nel 1080)
    • Basilico † (prima del 1084 - dopo il 1085)
    • Alberto † (menzionato nel 1092)
    • Giacomo † (menzionato nel 1098)
    • Stefano Filomarino † (? - 1102)
    • Monaldo † (1102 - ?)
    • Reinaldo † (1106 - 1119)
    • Gualtiero Domini-Goffredi † (1120 - 1133)
    • Bellegardo ? †




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  5. #5
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    Arcivescovo Metropolita

    S.E. Rev.ma Mons. Filippo Santoro




    Nato a Bari - Carbonara il 12 luglio 1948, é stato ordinato Sacerdote nell’Arcidiocesi di Bari il 20 maggio 1972.
    Ha conseguito il Dottorato in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma nel 1974, con la tesi : "La Comunità, Condizione della Fede", pubblicata dalla Jaca Book.
    Nel 1975 si é Laureato in Filosofia nella Università Cattolica Sacro Cuore di Milano.
    Nel 1984 é andato in missione in Brasile come Sacerdote “fidei donum” nell’Arcidiocesi di Rio di Janeiro.
    Dal 1988 al 1996 è stato Responsabile per il Movimento Ecclesiale Comunione e Liberazione nell’ America Latina.
    Ha partecipato come “perito-teologo” alla IV Conferenza Generale dell’Episcopato Latino-Americano di Santo Domingo, dal 12 al 28 ottobre 1992.
    É stato ordinato Vescovo Ausiliare di São Sebastião di Rio di Janeiro il 29 giugno 1996.
    Nella Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), ha fatto parte della Comissione Episcopale per la Dottrina della Fede ed é stato membro del Consiglio Permanente.
    Ha partecipato come membro della Delegazione della Santa Sede nel giugno del 1992 alla Conferenza Mondiale sull´Ambiente (Eco ’92), organizzata dalle Nazioni Unite a Rio de Janeiro.
    Su indicazione della Congregazione per l’Evangelizazione dei Popoli, é stato Visitatore Apostolico dei Seminari di Mozambico nell’agosto 2003 e del “Vicariato Apostolico” San Miguel de Sucumbios in Ecuador nel 2009.
    Naturalizzato nella Repubblica Federativa del Brasile nel 2002.
    Ha ricevuto la piú insigne onorificenza dello Stato di Rio de Janeiro ”Medalha Tiradentes” nel 2002.
    L’11 luglio 2004 é stato nominato Vescovo Diocesano di Petropolis (Rio di Janeiro) e Gran-Cancelliere dell’Università Cattolica di Petropolis.
    Ha partecipato alla V Conferenza Generale dell’Episcopato Latino-Americano a Aparecida dal 13 al 31 maggio 2007.
    Presidente onorario della Rivista Internazionale di Teologia e Cultura “Communio” del Brasile.
    Ha partecipato alla XII Assemblea Generale Ordinaria dello Sinodo dei Vescovi, “La Parola di Dio nella Vita e nella Missione della Chiesa”, svoltasi a Roma dal 5 al 26 ottobre 2008.
    Vescovo animatore dell´ azione pastorale dei Cattolici nell´Azione Política dello Stato di Rio de Janeiro dal 1999.
    Nella Conferenza Episcopale dello Stato di Rio de Janeiro è anche Vescovo animatore della Pastorale dell´Educazione e della Pastorale dell´Insegnamento della Religione.
    Presidente dell´organismo ecumenico CONIC-RIO, Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane di Rio de Janeiro, dal 2002 al 2007.
    Cittadino Onorario della Cittá di Rio de Janeiro dal 24 aprile del 2003.
    Cittadino Onorario di Petrópolis dall´8 di giugno del 2005, ricevendo anche la “Medalha Koeler”, che é la piú alta onorificenza della Cittá di Petrópolis il 1 dicembre del 2005.
    Membro Onorario dell ´”Accademia Petropolitana di Lettere” dal marzo del 2008.
    Membro della “Associazione Culturale dell´Archivio Nazionale” del Brasile dal 14 settembre 2009.
    Ha ricevuto la “Medaglia al Merito Legislativo” della Camera dei Deputati di Brasilia l´11 novembre 2009.
    Membro della “Academia Brasileira de Filosofia”, dal 26 dicembre del 2009.
    Ha dato origine al Movimento Pro-Petrópolis per la ricostruzione delle aree devastate dall´alluvione del gennaio 2011, riunendo varie entitá della societá civile.

    Il 21 novembre 2011 è stato nominato Arcivescovo di Taranto.
    Il suo ingresso in Arcidiocesi è avvenuto il 5 gennaio 2012.
    Il 29 giugno 2012, solennità dei Santi Pietro e Paolo, ha ricevuto il pallio dalle mani di papa Benedetto XVI.
    Il 18 settembre 2012 è stato nominato padre sinodale della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi "La nuova evangelizzazione per la trasmissione delle fede cristiana".
    Il 7 novembre 2013 ha promosso un Convegno sulla questione Ilva dal titolo "AMBIENTE, SALUTE, LAVORO: UN CAMMINO POSSIBILE PER IL BENE COMUNE".
    Il 6 febbraio 2014 è nominato da Papa Francesco consultore del Pontificio Consiglio per i Laici.
    Il 20 maggio 2015 è eletto dall'Assemblea Generale della CEI Presidente della Commissione Episcopale per i Problemi sociali e il Lavoro, la Giustizia e la Pace e il 27 gennaio 2016 è nominato dal Consiglio Permanente della CEI
    Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici italiani.



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  6. #6
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    Arcivescovo emerito




    Sua Eccellenza Reverendissima
    Mons. Benigno Luigi Papa, O.F.M. Cap.

    Emise la professione religiosa tra i Frati minori cappuccini il 30 agosto 1953. Il 25 marzo 1961 venne ordinato sacerdote nella chiesa madre di Casarano dall' Arcivescovo di Bari e CanosaEnrico Nicodemo.
    Conseguì poi la licenza in
    Teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana (1963; la licenza in Esegesi biblica presso il Pontificio Istituto Biblico (1965) e la laurea in Teologia biblica presso lo Studio Francescano di Gerusalemme (1974).
    È stato docente e preside dell'Istituto Teologico Interreligioso Pugliese “Santa Fara”, di
    Bari, e professore presso la Pontificia Università Antonianum di Roma.
    Dal
    1974 al 1978 ricoprì l'incarico di vicario foraneo della IV zona pastorale e, dal 1978 al 1981, quello di vicario episcopale per la Vita consacrata, per l'arcidiocesi di Bari e Canosa.
    Il 14 novembre
    1981 fu eletto vescovo di Oppido Mamertina-Palmi. Ricevette l'ordinazione episcopale il 27 dicembre 1981 dall'arcivescovo Anastasio Alberto Ballestrero (coconsacranti: arcivescovo Andrea Mariano Magrassi, arcivescovo Aurelio Sorrentino).
    Fu promosso
    arcivescovo di Taranto l'11 maggio 1990; fece l'ingresso nell'arcidiocesi il 9 giugno dello stesso anno.
    L'11 febbraio
    1998 conferì l'ordinazione episcopale a Salvatore Ligorio, vescovo eletto di Tricarico.
    In seno alla
    Conferenza episcopale pugliese è stato presidente della Commissione per i problemi sociali e del lavoro (1990-1994), presidente della stessa conferenza episcopale regionale (1994-1999) e presidente della Commissione episcopale per il pontificio seminario regionale di Molfetta.
    Mentre nell'ambito della
    Conferenza Episcopale Italiana è stato membro della Commissione mista vescovi-religiosi (1982-1985), presidente della Commissione episcopale per la vita consacrata e presidente della Commissione mista vescovi-religiosi (1985-1990), presidente della Commissione episcopale per la famiglia (1991-1994), nuovamente presidente della Commissione episcopale per la vita consacrata e presidente della Commissione mista vescovi-religiosi (2000-2002), vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, per il Sud Italia (2002-2007).
    Il 21 novembre
    2011 Papa Benedetto XVI
    accolse la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Taranto per raggiunti limiti di età.
    Il 4 aprile 2016 è stato nominato Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi di Messina.


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  7. #7
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    Le Cattedrali



    Cattedrale di San Cataldo




    Concattedrale - Gran Madre di Dio

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  8. #8
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    Messaggio augurale
    Di S. E. Rev.ma Monsignor Filippo Santoro
    Arcivescovo Metropolita di Taranto
    per l’inizio del 2018


    Nella Solennità della Gran Madre di Dio, desidero far giungere a ciascuno il mio messaggio augurale di buon anno. Mi piace farlo mentre mi accingo a raggiungere Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, paese natale di Papa Giovanni XXIII, santo dei nostri giorni, per partecipare alla 50esima Marcia per la Pace, mentre il 1 gennaio celebreremo la 51esima Giornata Mondiale della Pace sul tema "Migranti e Rifugiati: uomini e donne in cerca di pace".
    Vorrei che sentiste tutti il grande respiro della Chiesa, che nella misericordia, come dice Papa Francesco nel suo messaggio, cerca di abbracciare ogni uomo, specie quelli che soffrono e che fuggono da persecuzione, guerra, fame e morte.
    Ci auguriamo una pace che accoglie e che abbraccia: «chi è animato da questo sguardo – dice il papa - sarà in grado di riconoscere i germogli di pace che già stanno spuntando e si prenderà cura della loro crescita. Trasformerà così in cantieri di pace le nostre città, spesso divise e polarizzate da conflitti».
    La pace è si un dono di Dio ma ha bisogno dei suoi “costruttori”. Tutti dobbiamo esserne operatori. L’idea di edificare città di pace deve accompagnare i propositi dell’anno che viene.
    Porto in questa marcia, con tanti giovani provenienti da tutta l’Italia, l’intenzione di rafforzare la comunione nella mia città, manifestando il mio sostegno a tutti coloro che vorranno battersi per essa praticando i ponti del dialogo e del confronto. Taranto è sì la Città dei Due Mari ma anche dei tre ponti, è come se strutturalmente raccontasse lo sforzo sempre maggiore di riunire, di collegare di raccordare, non di spartire, di separare di fronteggiare. Non dobbiamo scoraggiarci mai. Oggi il nostro quarto ponte potrebbe essere quel protocollo d’intesa, di programma, auspicato dal nostro sindaco Melucci, per rendere maggiori garanzie in questo cammino del Governo e delle forze locali per cominciare a colmare il debito ecologico, per usare un termine dell’enciclica Laudato Si’, che l’Italia ha con la Città di Taranto. Avanti nel dialogo franco e raccoglieremo buoni frutti.
    L’augurio è che la parole che pronunciamo siano inverate dai fatti e siano così credibili, non solo per quello che riusciremo a fare in opere, seppur importanti, ma nel tessuto di comunione, di unità che, superando la logica individualista, ci porterà al raggiungimento dei nostri obiettivi.
    Buon Anno a tutti


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  9. #9
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    Comunicazione del Vicario Generale

    Il 5 gennaio prossimo ricorre il sesto anniversario dell¿ingresso di S.E.R. Mons. Filippo Santoro nella diocesi di Taranto. Poiché Mons. Arcivescovo non desidera eventi particolari, comunico che celebrerà l'Eucaristia:

    il 5 gennaio alle ore 18,30 nella parrocchia S. Egidio (Tramontone)

    e

    il 6 gennaio alle ore 11,30 nella Concattedrale.


    Esorto tutti a pregare nelle Sante Messe invitando coloro che ne abbiano la possibilità e lo desiderino (sacerdoti e laici), di partecipare liberamente all'una o all'altra celebrazione.
    Un cordiale saluto e buon anno.


    don Alessandro Greco

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  10. #10
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    Parrocchia Santa Rita - Taranto

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