Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della Diocesi di Roma - 2018

  1. #11
    Cronista di CR L'avatar di gabrielearcangelo
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    Lutto in diocesi: morto don Antonio Nicolai

    Per 36 anni parroco a Santa Lucia, è deceduto la mattina di Natale.
    Don Pablo Castiglia, per 10 anni suo vice parroco, ne ricorda la grande capacità di accogliere chiunque si trovasse in difficoltà





    Un sacerdote sempre sorridente, impegnato a largo raggio tanto nella pastorale familiare quanto nell’assistenza ai poveri e agli ammalati, capace di coinvolgere e ascoltare tutti con grande pazienza. Questo era don Antonio Nicolai, parroco per 36 anni a Santa Lucia e giudice esterno del Tribunale di appello, morto la mattina di Natale a 79 anni. Una folla immensa ha partecipato ai funerali che si sono svolti nella “sua” parrocchia il 26 dicembre, celebrati dal vicario del Papa per la diocesi di Roma, l’arcivescovo Angelo De Donatis.

    Don Pablo Walter Castiglia,
    attuale segretario particolare del vicario, è stato per dieci anni vice parroco di don Antonio e ricorda la sua grande capacità di accogliere chiunque si trovasse ad affrontare un momento di difficoltà, la sua attenzione verso gli ammalati e le loro famiglie. «Quando moriva qualcuno – racconta – per lungo tempo rimaneva accanto alla famiglia per portare una parola di conforto». Era una persona «molto positiva, di grande intelligenza e al passo con i tempi nonostante l’età» e da lui don Pablo ha imparato a «non arrendersi mai e a lottare sempre in quello in cui si crede, cercando sempre un modo per risolvere i problemi. Per me – aggiunge – era un punto di riferimento importante e mi dava tanta sicurezza».

    Monsignor Giorgio Corbellini,
    vescovo titolare di Abula, lo ha conosciuto nel novembre 1981 quando era un sacerdote studente e fu accolto da don Antonio in qualità di collaboratore parrocchiale. Ricorda la sua particolare attenzione verso gli sposi. «Non concludeva mai una messa senza includere nella benedizione anche le famiglie – afferma -. Aveva per loro un’attenzione particolare e ha sempre lavorato molto per favorire una pastorale nelle modalità più varie come per esempio con le equipe Notre-Dame, movimento laicale di spiritualità coniugale». Non solo. Don Antonio era sempre pronto ad accogliere nuovi collaboratori e si circondava di giovani sacerdoti; in modo particolare, ha ospitato per anni i preti della diocesi di Gozo (Malta) perché «aveva bisogno di cooperatori per portare avanti le tante attività che avviava», aggiunge Corbellini, che a distanza di quasi 40 anni è rimasto particolarmente legato alla parrocchia di Santa Lucia e la domenica spesso offre il suo aiuto per le confessioni.

    Per i poveri del quartiere
    Monte Mario monsignor Nicolai ha avviato nel 1989 una mensa, attiva tutt’ora, nella quale vengono serviti ogni settimana due pranzi, il lunedì e il mercoledì, e una cena, il venerdì. I suoi modi semplici e familiari hanno convinto tanti commercianti della zona a fornire alimenti per la mensa e coinvolto medici e avvocati a prestare assistenza sanitaria e legale a favore delle persone meno agiate. «Era ben voluto da tutti – riferisce ancora don Giorgio -. Era aperto e gioviale, con un innato desiderio di avvicinare la gente e seminare gli insegnamenti del Vangelo. Da lui ho imparato l’attenzione concreta verso le persone».



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  2. #12
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    Divino Amore, alla scuola di don Umberto Terenzi

    Celebrata la quinta Giornata terenziana, dedicata all’approfondimento del carisma del fondatore.
    La Messa con l’arcivescovo De Donatis e la catechesi dell’iconografa suor Giuseppina Di Salvatore





    Dimorare nell’amore di Dio vivendo quotidianamente la relazione con Lui: questo impegno a “rimanere nel Signore” è stato il cuore dell’omelia dell’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che ieri mattina, 3 gennaio, ha celebrato l’Eucaristia nella chiesa parrocchiale Santa Famiglia, presso il santuario del Divino Amore, in occasione della quinta Giornata terenziana. «Nel giorno dell’anniversario della morte di don Umberto Terenzi, primo rettore e parroco del santuario mariano – ha spiegato don Domenico Parrotta, direttore del Centro studi terenziani -, noi figli e figlie della Madonna del Divino Amore ci dedichiamo all’approfondimento e alla riscoperta del carisma del nostro fondatore».

    Ed è anche guardando
    a don Terenzi che De Donatis ha commentato la Parola del giorno, in particolare la prima lettera di san Giovanni apostolo: «Don Umberto invitava ad invocare il Signore in ogni momento della vita, non solo in chiesa ma anche sulla strada, e in particolare nello sconcerto», ha detto il presule facendo riferimento a un’omelia del 1962. «Solo vivendo l’amore che il Padre ci ha donato nel Figlio – ha proseguito -, fatto di gesti concreti e parole sincere, possiamo accogliere la bellezza originaria dalla quale spesso, a motivo del peccato, ci allontaniamo». De Donatis ha sottolineato quanto risultino vani «gli sforzi che ciascuno di noi compie nel tentativo di essere perfetto, e cioè santo, senza peccato», per questo è importante accogliere le parole dell’apostolo Giovanni che «nella sua lettera indica la strada da seguire: lasciarsi generare da Dio perché santità e giustizia sono il frutto dell’amore del Padre». Quindi, l’invito a iniziare ogni giornata del nuovo anno facendo memoria «del grande dono che in Cristo, Agnello di Dio, abbiamo ricevuto» e l’auspicio che «ciascuno possa comprendere che solo in Gesù trova compimento ogni nostro desiderio».

    Dopo la Messa,
    i sacerdoti oblati e le suore figlie della Madonna del Divino Amore hanno condiviso il pranzo comunitario alla Casa del pellegrino. Nel pomeriggio, poi, spazio alla catechesi di suor Giuseppina Di Salvatore, iconografa, che ha realizzato tre pannelli benedetti proprio nella giornata di ieri e posti nella cappella del Seminario della Madonna del Divino Amore. «Le icone carismatiche, raffiguranti l’Annunciazione, la Pentecoste e Maria e Giovanni sotto la croce – ha spiegato don Parrotta – hanno valore vocazionale e saranno preziose per guidare la preghiera e la meditazione personale». Infine, la conclusione con la recita solenne del vespro.

    In mattinata era stato
    presentato il terzo volume di un’edizione critica dei Diari spirituali di don Terenzi relativo ai primi sei anni di attività a Castel di Leva, nucleo originario dell’attuale santuario, «anni importantissimi per le intuizioni carismatiche, semi che oggi vediamo germogliare» ha spiegato ancora don Parrotta. «Per la nostra comunità – ha concluso il religioso – questa è una giornata di interesse spirituale che ci vede riuniti intorno al nostro padre carismatico: è lui che ci ha generati all’amore verso la Madre di Dio e a suo Figlio, per essere i diffusori di questo Divino Amore fino agli estremi confini della terra».


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  3. #13
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    Letture teologiche sui padri dell’Europa

    Giovedì 11 gennaio l’apertura del nuovo ciclo con un appuntamento dedicato ad Alcide De Gasperi.
    Si continua il 18 e il 25, con due serate su Konrad Adenauer e Robert Schuman






    Tre serate dedicate ad altrettanti “padri” dell’Europa: Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman. È il nuovo ciclo delle “Letture teologiche” organizzate dalla diocesi a partire da giovedì prossimo, 11 gennaio. Il primo appuntamento, come gli altri due presieduto e moderato dal presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli, sarà dedicato a De Gasperi, primo presidente del Consiglio dei ministri dell’era repubblicana. Giovedì 11 gennaio alle 20, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense (piazza di San Giovanni in Laterano 6), su “Le basi morali della democrazia” interverranno monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza–Modigliana; Giuseppe Tognon, docente alla Lumsa e presidente della Fondazione trentina Alcide De Gasperi, e Alessandro Pajno, presidente del Consiglio di Stato.

    Il secondo incontro
    sarà dedicato al tema “L’economia al servizio dello sviluppo umano e sociale” e imperniato sul Cancelliere federale tedesco che traghettò la Germania dal nazismo alla democrazia. Giovedì 18 (stesso orario) parleranno di Konrad Adenauer monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo–Atri; Mario De Caro, docente a Roma Tre, e Bianca Maria Farina, presidente di Poste Italiane.

    Ultimo appuntamento,
    giovedì 25 gennaio, “Identità e integrazione: la prospettiva europea”, dedicato al presidente del Consiglio francese Robert Schuman. Ne parleranno padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di scienze storiche; Maria Chiara Malaguti, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ed Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Affari Esteri. Gli incontri, per i quali è prevista l’animazione musicale del sistema Afam del ministero dell’Istruzione, saranno conclusi dal vicario Angelo De Donatis.

    Per l’accesso è necessario
    confermare la presenza alla segreteria organizzativa: tel. 06.69886584,
    ufficiopastoraleuniversitaria@vicariatus urbis.org. È possibile parcheggiare nel piazzale Giovanni Paolo II antistante l’ingresso del Palazzo Lateranense.


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  4. #14
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    Ordinazione episcopale di Libanori e Ricciardi

    La celebrazione sabato 13 gennaio alle 16 a San Giovanni in Laterano.
    A presiedere il vicario di Roma monsignor Angelo De Donatis. Conconsacranti i vescovi Gianrico Ruzza e Andrea Turazzi





    Padre Daniele Libanori, gesuita, e don Paolo Ricciardi, del clero romano, nominati dal Papa vescovi ausiliari di Roma il 23 novembre scorso, riceveranno l’ordinazione episcopale durante la celebrazione di sabato 13 gennaio che avrà inizio alle ore 16 nella basilica papale di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma. A ordinarli sarà il vicario di Roma, l’arcivescovo Angelo De Donatis. Conconsacranti saranno i vescovi Gianrico Ruzza, ausiliare della diocesi per il settore Centro, e Andrea Turazzi, titolare di San Marino-Montefeltro.

    I sacerdoti che
    intendono concelebrare, informa l’Ufficio liturgico del Vicariato, sono invitati a trovarsi in sacrestia con camice e stola bianca entro le 15.30. La celebrazione sarà animata dal Coro della Diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina e dal Coro della parrocchia di Santa Silvia, la comunità del Portuense che don Ricciardi, romano, 49 anni, ha guidato per dodici anni prima di diventare parroco di San Carlo da Sezze ad Acilia.

    Ricciardi, a cui il Papa
    ha assegnato la sede titolare di Gabi, avrà la delega per la Pastorale sanitaria e il suo impegno sarà quindi quello di coordinare l’assistenza religiosa negli ospedali di Roma. Libanori, 64 anni, dal 1° settembre scorso è rettore della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano, nuova “casa” dei preti di Roma per volere del vicario De Donatis: continuerà a occuparsi del clero di Roma e il suo impegno pastorale si estenderà anche ai diaconi permanenti.

    A distanza di una
    settimana, sabato 20 gennaio a partire dalle 15 è in programma l’ingresso nella sua nuova diocesi di Teramo-Atri di monsignor Lorenzo Leuzzi: alle 16.30 la celebrazione solenne nel duomo di Santa Maria Assunta.


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  5. #15
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    Roma sette - Avvenire - Numero 1 - Domenica 7 Gennaio 2018

    http://www.romasette.it/archivio_pdf...2018_01_07.pdf
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  6. #16
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    Migranti, l’impegno dei Centri pastorali di Roma

    La presenza delle comunità etniche coordinata dall’Ufficio diocesano Migrantes.
    Il direttore monsignor Felicolo: «Funzione spirituale, di promozione umana e di accompagnamento personale»

    Accogliere, proteggere, promuovere e integrare: i quattro verbi dell’accoglienza inseriti nel messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato sono capisaldi dei centri pastorali delle comunità etniche di Roma. «Li decliniamo nel quotidiano con i migranti che seguiamo – afferma monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale delle migrazioni (Migrantes) e incaricato della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale del Lazio -. Gli insegnamenti e la testimonianza del Santo Padre stanno dominando il nostro agire e guardiamo al migrante riconoscendo in lui l’incontro con Gesù Cristo».

    A Roma sono 130
    i centri pastorali che servono 37 comunità di stranieri. Alcuni sono suddivisi in diversi centri collocati in varie zone della città in base al numero degli appartenenti. La comunità filippina, per esempio, la più numerosa nella Capitale, ha ben 55 centri. Le sedi più grandi, molte delle quali allestite in parrocchie, sono aperte tutti i giorni mentre quelle delle comunità più piccole sono attive la domenica, oppure ogni quindici giorni. I centri pastorali a loro volta sono organizzati in parrocchie personali, in missioni con cura d’anime, per esempio quelle delle comunità filippine, rumene, polacche, latino–americane, o sono coordinate da cappellani di origine straniera incaricati di seguire i fedeli della propria nazione o appartenenti al proprio rito religioso. Durante gli incontri si celebra la Messa, si pranza insieme e si partecipa alla catechesi. Ci sono poi associazioni nate spontaneamente come quella mauriziana, senegalese e ivoriana. «I centri pastorali svolgono funzione spirituale, di promozione umana e d’integrazione – spiega Felicolo -. Sono luoghi dove noi rispettiamo la fede dei migranti e li accogliamo cercando di farli sentire a casa».

    L’accoglienza viene
    espressa in modo concreto in varie forme con corsi di italiano offerti gratuitamente, con visite nelle carceri, con l’aiuto per il rinnovo del permesso di soggiorno o il ricongiungimento familiare, o con il sostegno nei confronti di chi ha perso il lavoro. «Queste strutture rappresentano un doppio binario di fede e di accompagnamento reale della persona tanto nella vita civile quanto in quella religiosa – prosegue don Pierpaolo -. Molti ragazzi appartenenti alla seconda generazione di migranti s’inseriscono bene nelle nostre parrocchie e frequentano regolarmente la catechesi sacramentale».

    Punto fermo dei centri
    pastorali è che l’integrazione non ha nulla a che fare con l’assimilazione, perché la persona accolta non deve acquisire la cultura del Paese di accoglienza «ma ha il diritto di mantenere le proprie tradizioni – conclude Felicolo -. Dobbiamo prendere sempre più coscienza che sono realtà vive nella Chiesa e integrarle maggiormente nel contesto diocesano. Devono sentirsi parte della diocesi di Roma e con essa camminare nella fede con le proprie particolarità».


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  7. #17
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    «Cattolici in diaspora» dalla vita politica, De Gasperi sia esempio

    In Vicariato il primo appuntamento con le "Letture Teologiche" dedicate ai padri dell'Europa.
    Il vescovo Mario Toso: «Non basta formare le coscienze, bisogna agire»




    Quando Alcide De Gasperi conobbe quella che sarebbe diventata sua moglie, lo statista trentino volle subito mettere le cose in chiaro: «Non potrò offrirti una vita di ricchezza economica – le scrisse in una lettera – perché ho deciso di essere onesto». Le Letture teologiche 2018, dedicate ai “Padri dell’Europa”, iniziano dal ricordo di Maria Romana De Gasperi, primogenita del primo presidente del Consiglio dell’era repubblicana e protagonista del primo dei tre appuntamenti previsti dalla rassegna organizzata dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria.

    Nella sala della Conciliazione in Vicariato
    , un maxischermo illumina gli affreschi di Lilio e Fenzone con le foto della vita del politico italiano che a Bruxelles, nel corso della Conference Catholique del 1948, per primo parlò di «spirito di solidarietà europea». Era il tempo, ricorda il vescovo di Faenza Mario Toso, in cui le democrazie provavano a ricostruire la propria identità dopo lo tsunami del fascismo. «Da quel discorso proviene l’invito ai cattolici a non estraniarsi dalla vita politica. La libertà passa dalla partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica, un concetto che i cattolici oggi sembrano aver dimenticato». Come nel ‘48, spiega il presule, la democrazia odierna «è impegnata a costruire una nuova identità».

    In che modo i cattolici possono
    essere d’aiuto? «Certamente dando un contributo alla formazione delle coscienze, ma anche operando concretamente, ricostruendo un movimento in grado di lavorare per il bene comune». Per Toso, i cattolici di oggi «sono in diaspora. E quando ciò accade, il loro contributo è ininfluente». In De Gasperi, l’impegno politico – spiega il professor Giuseppe Tognon della Lumsa – «ha origini evangeliche, e la stessa aspirazione democratica proviene dal “comandamento dell’amore”». Un concetto potente e forse inaspettato, soprattutto se riferito a un politico. «Un amore declinato in fraternità, in ricerca del bene comune. Senza questa prospettiva la comunità si inceppa, l’impegno pubblico non ha senso». Si tratta della «teologia di De Gasperi», erede della spiritualità rosminiana. «In quella certezza assoluta per cui da cristiani “non abbiamo il diritto di disperare”, c’era già l’eco del grande passaggio del cattolicesimo verso il Concilio Vaticano II».

    Alessandro Pajno, presidente del
    Consiglio di Stato, punta infine l’accento sull’europeismo di De Gasperi: «non fu semplicemente la reazione alla sconfitta dei totalitarismi. L’Europa di De Gasperi è un fatto culturale e pratico, istituzionale; è una passione del cuore e allo stesso momento il riconoscimento più alto di ciò che è in grado di fare la buona politica». Al termine dell’incontro di giovedì, il vicario Angelo De Donatis ha ricordato l’invito all’appuntamento del 18 gennaio, nel corso del quale si parlerà di Konrad Adenauer. Per l’arcivescovo «abbiamo la missione di riscoprire la vocazione della comunità cristiana a servire l’uomo. È giusto impegnarci per condurre il dibattito politico verso il rispetto della dignità e della vita umana. Così, da credenti, potremo confrontarci con i valori del Vangelo per metterci al servizio della comunità».

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  8. #18
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    Opera romana pellegrinaggi verso il XX Convegno

    L’appuntamento in programma il 22 e 23 gennaio alla Pontificia Università Lateranense.
    Sei le relazioni previste. Il tema: “Il pellegrinaggio e la trasmissione della fede”. Tra i relatori, il francescano Frederic Manns





    Ventesima edizione, quest’anno, del Convegno nazionale teologico–pastorale promosso dall’Opera romana pellegrinaggi. L’appuntamento è per il 22 e 23 gennaio alla Pontificia Università Lateranense. A fare da filo conduttore il tema “Il pellegrinaggio e la trasmissione della fede”.

    Il convegno si aprirà
    alle 9, nell’Aula Magna dell’ateneo di piazza San Giovanni in Laterano, con la recita delle lodi presieduta dall’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Quindi la presentazione dei lavori a cura di monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Opera romana pellegrinaggi, e il saluto del vescovo Gianrico Ruzza.

    Le due relazioni
    della prima mattinata sono affidate a padre Frederic Manns, francescano dell’ordine dei Frati minori, professore emerito di esegesi neotestamentaria presso la Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia di Gerusalemme. Nel pomeriggio invece si alterneranno come relatori don Paolo Asolan, docente di Teologia al Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Homisi, e il nuovo direttore dell’Ufficio per la cultura e la pastorale universitaria del Vicariato di Roma monsignor Andrea Lonardo. La conclusione alle 19 con la Messa presieduta dal vescovo Daniele Libanori.

    Martedì 23 gennaio
    si riprende con la preghiera delle lodi presieduta dal rettore della Lateranense Enrico dal Covolo e gli interventi di monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, e monsignor Crispino Valenziano, già ordinario di Spiritualità liturgica e di Arte per la liturgia al Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo. La conclusione con il pranzo.

    Per informazioni
    e iscrizioni: segreteria organizzativa Convegno nazionale teologico-pastorale, tel. 06.698961,
    eventi@orpnet.org.


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  9. #19
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    Padre Carbonaro nuovo accompagnatore spirituale delle Acli di Roma

    Parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli, succede a don Francesco Pesce, che lascia l’incarico
    dopo 12 anni per dirigere l’Ufficio diocesano per la pastorale sociale





    Padre Davide Carbonaro è il nuovo accompagnatore spirituale delle Acli provinciali di Roma. Parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli e accompagnatore spirituale del Nucleo Acli Dipendenti Comunali, padre Carbonaro succede in questo nuovo incarico a don Francesco Pesce, che lascia l’incarico dopo 12 anni per assumere la responsabilità dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale.

    «Padre Davide – dichiara Lidia Borzì
    , presidente delle Acli di Roma e provincia – fa già parte da tempo della nostra famiglia e sono certa che in questo suo nuovo ruolo saprà essere una guida e una risorsa importante per tutta la nostra associazione, che ogni giorno lavora per sostenere gli ultimi e gli emarginati della nostra città».

    «Desidero – aggiunge Borzì – anche
    congratularmi con don Francesco Pesce per il suo nuovo incarico e allo stesso tempo lo ringrazio a nome di tutte le Acli di Roma per il prezioso e speciale accompagnamento di questi anni. Noi siamo come sempre disponibili a metterci al servizio della nostra città, un impegno che, con la nomina di don Francesco Pesce, assume sicuramente un rinnovato slancio».

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  10. #20
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    Dialogo ebraico-cristiano, riflessioni sul libro delle Lamentazioni

    In vista della giornata del 17 gennaio, due gli appuntamenti in diocesi: alla Gregoriana l’incontro con Meghnagi e Pulcinelli;
    alla Lateranense, il confronto tra Di Segni e la biblista Brutti





    Il Libro delle Lamentazioni, uno dei cinque rotoli chiamati Meghillot su cui la Sinagoga riflette in occasione di particolari festività liturgiche, orienterà le riflessioni della XXIX Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che verrà celebrata in tutta Italia il 17 gennaio. Nella diocesi di Roma sono in calendario due appuntamenti: il primo è per questa mattina, lunedì 15 gennaio, alle 11.15 alla Pontificia Università Gregoriana. Il dialogo tra David Meghnagi, di fede ebraica e direttore del master internazionale in Didattica della Shoah a Roma Tre, e monsignor Giuseppe Pulcinelli, responsabile diocesano per i Rapporti con l’ebraismo, moderato da padre Felix Korner, docente di Teologia del dialogo interreligioso ed ecumenico alla Gregoriana, «intende offrire uno sguardo di consapevolezza su questa componente decisiva delle radici del cristianesimo – chiosa don Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo – agli studenti, molti dei quali asiatici ed africani, chiamati in futuro a responsabilità accademiche e pastorali».

    Proprio mercoledì 17 poi,
    nell’aula Pio XI dell’Università Lateranense, alle 17, esporranno le loro riflessioni sul Libro delle Lamentazioni Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, e la biblista Maria Brutti. Secondo le indicazioni del sussidio realizzato dalla Cei per questa giornata, verrà preso in considerazione il libro intero rispetto al quale, quindi, verranno offerti commenti non strettamente esegetici. A presiedere i lavori monsignor Gnavi, che sottolinea quanto «questa XXIX Giornata nutra una consapevolezza sempre più diffusa sulla necessità di un rapporto spirituale e fraterno tra cristiani ed ebrei, in un mondo complesso che ha bisogno di questa nostra alleanza per il bene comune».


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  11. Il seguente utente ringrazia gabrielearcangelo per questo messaggio:

    virginiaflora (18-01-2018)

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