Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi di Milano - 2018

  1. #11
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    Santi, beati, venerabili, servi di Dio

    Un elenco (senza nessuna pretesa di esaustività) dei santi, dei beati, dei venerabili e dei servi di Dio legati - per nascita o per elezione - all'Arcidiocesi di Milano.
    Ogni rettifica e/o integrazione è, ovviamente, bene accetta.


    • San Barnaba, apostolo, secondo la tradizione fondatore e primo vescovo della Chiesa milanese
    • Sant'Anatalo (o Anatalone), primo vescovo noto della cronotassi, vescovo di Milano agli inizi del III secolo
    • Santi Gervasio e Protasio, gemelli milanesi, martiri di Cristo probabilmente durante la persecuzione di Decio o di Diocleziano, patroni secondari della diocesi
    • Sant'Eustorgio, vescovo di Milano del IV secolo, difensore della fede cattolica contro l'eresia ariana
    • San Dionigi, vescovo di Milano del IV secolo, rifiutò di sottoscrivere la condanna dell'imperatore ariano Costanzo contro Atanasio di Alessandria e per questo fu deposto ed esiliato
    • Sant'Ambrogio, vescovo di Milano dal 7 dicembre 374 al 4 aprile 397, patrono della città e della diocesi di Milano
    • San Satiro, fratello (probabilmente gemello) del vescovo Ambrogio, avvocato, prefetto provinciale e amministratore dei beni di famiglia
    • Santa Marcellina, vergine, sorella maggiore del vescovo Ambrogio e di Satiro, si occupò dell'educazione dei fratelli dopo la morte prematura del Padre, ricevette il velo verginale da Papa Liberio nel Natale del 353
    • San Simpliciano, arcivescovo di Milano, successore di Ambrogio, da sacerdote né curò l'istruzione religiosa e lo preparò a ricevere il Battesimo e da questi venne designato suo successore nonostante l'età già avanzata. Secondo la tradizione, fu il primo al quale venne attribuito il titolo di Arcivescovo
    • San Benigno, arcivescovo di Milano dal 465 al 472, il martirologio romano lo ricorda come fermo amministratore della Chiesa milanese nella difficile epoca delle invasioni barbariche
    • Sant'Onorato, arcivescovo di Milano dal 566 al 571, governò la Chiesa di Milano durante l'occupazione longobarda di Alboino, mise in salvo gran parte della popolazione a Genova dove trasferì anche la sede episcopale milanese, che rimase nella città ligure fino alla metà del VII secolo
    • San Benedetto, arcivescovo di Milano dal 681 al 725, convertì alla fede cristiana il Re Caedwalla del Wessex
    • San Natale, arcivescovo di Milano per 14 mesi tra il 740 e il 741, tenace oppositore dell'eresia ariana
    • San Bono, arcivescovo di Milano dal 818 al 822, si prodigò largamente per aiutare le popolazioni colpite dalle alluvioni della Pianura Padana dell'820
    • San Galdino, arcivescovo di Milano dal 1166 al 18 aprile 1176, fervido oppositore di Federico Barbarossa venne da questi imprigionato per sei mesi. Dopo la vittoria della Lega Lombarda, poté prendere ufficialmente possesso della sede arcivescovile, deponendo tutti i chierici nominati dall'antipapa Vittore IV - sostenuto dal Barbarossa - entro la sua giurisdizione. Si oppose con fermezza all'eresia catara.
    • San Pietro da Verona, sacerdote e martire, predicatore domenicano, nominato da Papa Innocenzo IV inquisitore di Milano e Como, combatté in modo particolare l'eresia catara
    • San Carlo Borromeo, cardinale, arcivescovo di Milano dal 12 maggio 1564 al 3 novembre 1584, compatrono della diocesi. Restaurò la Chiesa di Milano attuando i dettami del Concilio di Trento, ristabilì la disciplina del clero, si spese per il rafforzamento spirituale, culturale e morale dei chierici, visitò più volte la sua diocesi, istituì e rese obbligatori i registri parrocchiali dei battesimi, dei matrimoni e dei morti, fondò il seminario diocesano
    • Sant'Antonio Maria Zaccaria, sacerdote, nativo di Cremona, nel 1530 fondò a Milano la Compagnia dei Figlioli e delle Figliole di San Paolo, istituto religioso composto da tre collegi per la formazione rispettivamente dei sacerdoti, delle religiose e dei laici
    • San Benedetto Menni, sacerdote dell'Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Dio e fondatore della Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù. Nato a Milano l'11 marzo 1841
    • Santa Gianna Beretta Molla, medico pediatra, già madre di tre figli, colpita da fibroma uterino durante la quarta gravidanza nel 1961 chiese al chirurgo di salvare la vita che portava in grembo. Partorì la sua quarta figlia il 21 aprile 1962 e, a causa delle complicazioni del parto, morì a 39 anni il 28 aprile successivo.



    • Beato Manfredo Settala, sacerdote milanese ed eremita del XIII secolo
    • Beata Caterina Moriggi, originaria di Pallanza, religiosa, fondatrice e prima badessa dell'Ordine delle Romite Ambrosiane presso il Sacro Monte di Varese nel 1474
    • Beata Giuliana Puricelli, originaria di Busto Arsizio, religiosa, si unì alla Beata Caterina Moriggi nella fondazione dell'Ordine delle Romite Ambrosiane e le succedette come badessa dopo la sua morte, fino al 1501
    • Beato Pietro da Balsamo, nel 1252 uccise a Seveso l'inquisitore di Milano Pietro da Verona. Per sfuggire alla giustizia scappò a Forlì dove in seguito, una volta convertitosi, entrò nell'ordine Domenicano come frate converso per 40 anni, fino alla sua morte.
    • Beato Contardo Ferrini, accademico, giurista, nato a Milano il 4 aprile 1859, fu confratello della Confraternita di San Vincenzo e consigliere comunale di Milano
    • Beata Maria Anna Sala, originaria di Brivio, nata il 21 aprile 1829, religiosa della Congregazione delle Suore di Santa Marcellina, si dedicò all'istruzione della gioventù femminile
    • Beato Giovanni Mazzucconi, martire, nato a Rancio di Lecco il 1 marzo 1826, sacerdote del PIME e missionario in Oceania, fu assassinato nei pressi dell'Isola di Woodlark in Papua Nuova Guinea nel settembre 1855
    • Beato Andrea Carlo Ferrari, cardinale e arcivescovo di Milano dal 1984 al 1921, insigne teologo, pubblicò nel 1855 la Summula theologiae dogmaticae generalis, uno dei principali testi di teologia dogmatica dell'Ottocento
    • Beato Alfredo Ildefonso Schuster, già abate di S. Paolo fuori le Mura, cardinale e arcivescovo di Milano dal 1929 al 1954, guidò la Chiesa milanese durante i difficili anni della Seconda Guerra Mondiale e dell'occupazione nazifascista, adoperandosi attivamente senza distinzione di parte al solo scopo di alleviare le sofferenze della popolazione ed evitare la distruzione della città. Diede nuovo impulso agli oratori diocesani, alla stampa cattolica e all'impegno sociale cristiano.
    • Beata Eugenia Picco, religiosa, originaria di Crescenzago; nata e cresciuta in una famiglia poco religiosa, il 31 agosto 1887 fuggì di nascosto dalla casa dove abitava con la madre e il convivente di lei e si rifugiò a Parma, dove entrò a far parte della congregazione delle Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria della quale divenne superiore generale nel 1911. In questa veste, negli anni della Prima Guerra Mondiale si dedicò alla cura dei feriti di guerra e al sostentamento e all'educazione dei figli dei militari impegnati al fronte
    • Beato Luigi Maria Monti, religioso, nato a Bovisio il 24 luglio 1825, fondatore della Congregazione dei figli dell'Immacolata Concezione dedita all'assistenza degli infermi e, in un secondo momento, degli organi.
    • Beato Luigi Talamoni, monzese, sacerdote, professore, fondatore della Congregazione delle Suore Misericordine di San Gerardo, nel 1893 fu eletto consigliere comunale di Monza, adoperandosi per il miglioramento e la sicurezza delle vie pubbliche, la difesa della moralità, la tutela del commercio, l'attenzione ai poveri, guadagnandosi la stima anche degli avversari politici
    • Beato Luigi Biraghi, nato a Vignate il 2 novembre 1801, sacerdote, insegnante e direttore spirituale del Seminario diocesano, consigliere degli Arcivescovi di Milano, fondatore della Congregazione delle Suore di Santa Marcellina, promosse il dialogo e la pacificazione nel turbolento passaggio della Lombardia dal dominio austriaco al Regno d'Italia
    • Beato Luigi Monza, originario di Cislago, nato il 22 giugno 1898, sacerdote e fondatore dell'Istituto delle Piccole Apostole della Carità; durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre era parroco a Lecco, lontano da interessi politici e senza distinzione di parte si adoperò per nascondere e mettere i salvo sia i militanti partigiani sia i collaborazionisti fascisti oggetto di violenza dopo la liberazione
    • Beato Carlo Gnocchi, sacerdote, educatore e scrittore, nato il 25 ottobre 1902 a San Colombano al Lambro; durante la Seconda Guerra Mondiale fu cappellano militare tra gli Alpini. Dopo la guerra si dedicò alla cura dei mutilatini, i piccoli invalidi civili e di guerra per i quali diede vita ad un'ampia rete di collegi in tutta Italia
    • Beato Serafino Morazzone, sacerdote milanese, nato il 1 febbraio 1747, fu definito dal Card. Schuster - che ne promosse la causa di beatificazione - un novello curato d'Ars. Da parroco di Chiuso a Lecco fu confessore di Alessandro Manzoni, guadagnandone la stima e l'affetto al punto che il Manzoni ne inserì un elogio nel Fermo e Lucia, eliminando poi l'accenno esplicito del nome dalla versione finale dei Promessi Sposi
    • Beata Enrichetta Alfieri, religiosa delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, originaria del vercellese, nel 1923 venne inviata ad assistere le detenute del carcere milanese di San Vittore, trovandosi ad assistere durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale anche ebrei arrestati e prigionieri politici. Definita "l'angelo di San Vittore", entrò in contatto e guadagnò la stima anche di personaggi poi divenuti celebri come Mike Bongiorno e Indro Montanelli il quale, pur non essendo credente, testimoniò in suo favore durante la causa di beatificazione.
    • Beato Clemente Vismara, sacerdote e missionario, nato ad Agrate Brianza il 6 settembre 1897, trascorse 65 anni nelle foreste della Birmania, dedicandosi all'educazione cristiana delle popolazioni tribali locali e prendendosi cura in modo particolare delle vedove e dei bambini
    • Beato Paolo VI, papa, originario del bresciano, Arcivescovo di Milano dal 1 novembre 1954 alla sua elezione al soglio pontificio il 21 giugno 1963
    • Beato Arsenio da Trigolo, nato il 13 giugno 1849, sacerdote cappuccino e fondatore delle Suore di Maria Santissima Consolatrice che dal 1898 ebbero la casa madre a Milano



    • Venerabile Carlo Bascapé, nato a Melegnano il 25 ottobre 1550, superiore generale dei Chierici Regolari di San Carlo e successivamente Vescovo di Novara dal 8 febbraio 1593 al 6 ottobre 1615
    • Venerabile Angelo Ramazzotti, nato a Milano il 3 agosto 1800, vescovo di Pavia dal 1850 al 1858 e in seguito Patriarca di Venezia fino alla morte il 24 settembre 1861. Da superiore degli Oblati di Rho, nel 1850 fondò a Saronno, per volere di Papa Pio IX, il Seminario Lombardo per le Missioni Estere, nucleo primordiale da cui poi prenderà origine il PIME nel 1926
    • Venerabile Attilio Giordani, nato a Milano il 3 febbraio 1913, catechista e animatore d'oratorio per molti anni, continuerà a dedicarsi all'educazione dei giovani anche in età adulta, senza nulla togliere alla cura della famiglia e agli impegni lavorativi presso l'azienda Pirelli. Una volta in pensione si trasferisce in Brasile, dove già si trovavano i suoi tre figli impegnati in attività missionarie, continuando anche in Mato Grosso l'impegno da catechista e animatore fino alla morte, il 18 dicembre 1972.
    • Venerabile Fernanda Riva, originaria di Monza, nata il 17 aprile 1920, religiosa canossiana e missionaria in India fino alla morte il 22 gennaio 1956. Verrà definita "la missionaria della gioia"
    • Venerabile Giuseppe Lazzati, milanese, nato il 22 giugno 1909, politico, giornalista, docente di letteratura cristiana antica e successivamente rettore dell'Università Cattolica di Milano. Fermamente convinto della necessità dell'impegno sociale dei cristiani, fu membro dell'Assemblea Costituente e deputato della I Legislatura repubblicana
    • Venerabile Mario Ciceri, sacerdote diocesano, nato a Veduggio con Colzano l'8 settembre 1900 fu assistente d'oratorio a Brentana di Sulbiate, estendendo la sua opera pastorale anche agli ammalati, agli ex carcerati e ai soldati al fronte. Vittima di incidente stradale il 9 febbraio 1945, mentre i suoi parrocchiani si prodigavano nel donare il proprio sangue per le sue cure offrì a Dio la sua vita, per la conclusione della guerra e il ritorno dei soldati dal fronte. Morì dopo due mesi di agonia il 4 aprile 1945. 21 giorni dopo, l'insurrezione milanese segnerà la fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia.
    • Venerabile Daniele da Samarate, sacerdote, al secolo Felice Rossini, nato il 15 giugno 1876, assunse il nome di fra' Daniele il 15 gennaio 1890 iniziando il cammino tra i frati cappuccini, desinato alla missione brasiliana di Maranhao contrasse la lebbra nell'esercizio della sua missione e fu costretto a trasferirsi al lebbrosario di Tucunduba, dove continuò a servire gli ammalati come lui fino alla morte, il 19 maggio 1924
    • Venerabile Marcello Candia, imprenditore milanese che nel 1961 vende l'azienda ereditata dal padre e col ricavato, insieme a monsignor Aristide Pirovano, vescovo del luogo, inizia la costruzione di un grande ospedale a Macapà, in Brasile, sul Rio delle Amazzoni, dove si trasferisce definitivamente nel 1965. E' la prima di numerose opere, comprendenti ospedali, lebbrosari, centri sociali e di accoglienza, oltre a conventi e scuole: è in queste strutture che la gente bisognosa di assistenza vede la possibilità di una assistenza prima negata. Nel 1983 rientra molto malato dal Brasile e muore il 31 agosto a Milano per un tumore della pelle, circondato dall'affetto dei familiari. La tomba, inizialmente collocata nel cimitero di Chiaravalle, alle porte della città, si trova ora nella chiesa milanese degli Angeli Custodi, che fu la sua parrocchia.



    • Serva di Dio Adele Bonolis, nata a Milano il 14 agosto 1909, insegnante di religione ed educatrice, si prodigò in modo particolare all'accoglienza delle ex prostitute alla ricerca di una nuova vita e di un riscatto sociale, aprendo centri di accoglienza a Montano Lucino, Vedano al Lambro, Nibionno e Lenno
    • Serva di Dio Maria Cristina Cella Mocellin, nata a Cinisello Balsamo il 18 agosto 1969; colpita da tumore all'inguine, scelse di rinunciare al trattamento chemioterapico per il tumore che l'aveva colpita e che poteva mettere a rischio la sua terza gravidanza, rinviando le cure a dopo il parto quando però la malattia si rivelerà ormai troppo diffusa, fino a portarla alla morte a soli 26 anni il 22 ottobre 1995
    • Servo di Dio Luigi Giussani, sacerdote, nato a Desio il 15 ottobre 1922, teologo ed insegnante prima presso il seminario diocesano e poi nelle scuole superiori, attento al problema educativo, nel 1954 fondò Gioventù Studentesca, nucleo primitivo del successivo movimento Comunione e Liberazione
    • Servo di Dio Ettore Boschini, nato a Roverbella nel mantovano il 25 marzo 1928, religioso carmelitano noto semplicemente come fratel Ettore, si trasferì a Milano nei primi anni '70 dove scoprì il problema dei senza dimora, emarginati nelle strade della Milano in pieno boom economico, alla cui assistenza dedicò l'intera vita creando per loro, con il benestare dei suoi superiori, al rifugio nei sotterranei della Stazione Centrale
    • Servo di Dio Carlo Acutis, nato a Londra dove i genitori si trovavano per motivi di lavoro il 3 maggio 1991, impegnò la sua passione per Internet nell'uso della rete veicolo di evangelizzazione e catechesi; frequentatore assiduo dei Sacramenti, della pratica del Rosario e dell'Adorazione Eucaristica, si impegnò a vivere l'amicizia con Gesù e l'amore filiale alla Vergine senza dimenticare l'attenzione ai problemi concreti di chi gli stava accanto. Colpito da una grave forma di leucemia, morì a Monza il 12 ottobre 2006, offrendo a Dio la prova della sua malattia per il Papa e per la Chiesa
    Ultima modifica di Ambrosiano; 01-01-2018 alle 23:32 Motivo: Aggiunto il Venerabile Marcello Candia

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    Milano sii benedetta perché respingi la tentazione dell’idolatria del denaro ed edifichi convivenza sana

    Nella Celebrazione eucaristica del primo giorno dell’anno, presieduta dall’Arcivescovo, un forte richiamo all’anima profonda di Milano, città di mezzo, capace di generosità e impegno. Al termine, come tradizione, lo scambio di auguri con i rappresentanti delle Chiese Cristiane


    Nel primo giorno dell’anno, Solennità dell’Ottava di Natale, in cui si celebra la Giornata Mondiale per la Pace – quest’anno la 51esima –, sono moltissimi i fedeli che si riuniscono in un Duomo gelido, ma reso “caldo” dalla bellezza del Rito cui partecipano, come tradizione, i responsabili e rappresentanti delle Chiese Cristiane presenti a Milano.Quella metropoli città di mezzo, crocevia del mondo, orgogliosa della sua storia e della sua gente a cui monsignor Delpini, che presiede l’Eucaristia concelebrata dai membri del Consiglio Episcopale Milanese e del Capitolo metropolitano, innalza una sorta di inno di benedizione allargato all’intera Diocesi.
    «O terra, mia gente, Milano, città dell’incontro, città attraente per genti che vengono a visitarti, a lavorare da ogni parte del mondo, sii benedetta e custodita dal Signore. Milano, città generosa, resa viva da un numero impressionante di opere di bene, di disponibilità al servizio, di professionisti che non si risparmiano, di volontari che si radunano da ogni dove per servire alle mense, per curare, per assistere, per incoraggiare. Sii benedetta, Milano per questo cuore in mano, perché il bisogno degli altri non ti mette paura o di malumore, ma ti convince a rimboccarti le maniche, anche dopo una giornata di lavoro, per fare ancora qualche cosa, per dare ancora una mano».
    Il pensiero va, ovviamente, anche alla città dove tante confessioni cristiane e professioni religiose «convivono in pace, dove i fedeli delle diverse Chiese amano cercare ciò che unisce e non ciò che divide, uniti per contrastare l’indifferenza e il fanatismo: possano i giorni a venire propiziare ulteriori passi di condivisione e confermare la speranza che la chiarezza delle appartenenza possa coniugarsi con la cordialità della convivenza».
    E, ancora, quasi in un crescendo che non vuole dimenticare niente e nessuno della Milano complicata e nervosa, «tentata da molte seduzioni e molte inerzia», l’auspicio è di sciogliere i nodi che attanagliano una vita che potrebbe essere ancora migliore.
    «Milano, città colta e saggia, città della scienza e della ricerca, città dai pensieri audaci, sii benedetta perché nei tuoi laboratori e nelle tue Università la ricerca non è a servizio della potenza, ma per migliorare la vita della gente, perché non costruisci strumenti di morte, ma aiuti la vita, perché non dimentichi il perché e il per chi si fa ricerca. Dio ti faccia grazia per vivere l’audacia della ricerca non come una presunzione di onnipotenza, ma come un’infaticabile trafficare dei talenti ricevuti per dare gloria a Dio, con la cura per la vita buona di ogni uomo e di ogni donna.
    Milano, città della finanza, città degli affari, città della moda, della comunicazione e della informazione, piccola città che sfidi i colossi del mondo con l’intraprendenza e con la creatività, sii benedetta perché respingi la tentazione dell’idolatria del denaro, del successo, di un racconto manipolato della realtà, per inventare un modo di usare il denaro, di fare affari, di vendere e di comprare, di comunicare che non apra la porta agli squali, ma che edifichi una convivenza sana, un benessere condiviso».
    Città della pace, insomma, che «non vuole perdersi nell’anonimato degli adoratori del vitello d’oro», ma dove si cerca quello che papa Francesco raccomanda: “accogliere, proteggere, promuovere, integrare”.
    Non può mancare la metropoli che, solo seconda a New York, ospita più di 200 Consolati. «Questi rappresentanti possono aiutare a capire il vero motivo per cui in alcuni Paesi la gente non vuole, non può restare, che cosa quei Paesi fanno e possono fare perché non si disperdano le forze migliori, perché migrare non sia una necessità drammatica che espone a rischi e a imprese disastrose, ma sia un diritto e una possibilità, l’autorizzazione a coltivare un sogno e non a fuggire da un incubo».
    E, infine, ma non sicuramente ultimo argomento, la città della santità, delle vocazioni, di preti e consacrate che indicano la via del bene e della testimonianza.
    «Milano, città di santi, di uomini e donne, come don Carlo Gnocchi, don Luigi Monza, Luigi Monti, don Domenico Pogliani, fratel Ettore Boschini», ma si potrebbe aggiungere anche suor Enrichetta Alfieri, «e tanti altri che hanno esplorato le miserie dell’umanità e, mossi dallo Spirito, hanno aperto vie nuove e dato vita a Istituzioni che stringono alleanza con l’ente pubblico perché i malati siano curati, i disabili siano riabilitati, gli anziani assistiti, i senza tetto siano ospitati».
    Una realtà, una speranza di vita buona e possibile, una convivenza che si rende presente, prima, nello scambio della pace tra i concelebranti e i Ministri delle Chiese e, a conclusione, dalla Benedizione finale invocata coralmente, mentre e si srotola, nelle prime file del transetto, un grande striscione della Comunità di Sant’Egidio (che precedentemente aveva promosso una partecipata Marcia della Pace). Le parole? “Pace in tutte le terre”.

    L’incontro dell’Arcivescovo con i rappresentanti delle Chiese cristiane
    Poi, conclusa la Celebrazione, nella Cappella arcivescovile, monsignor Delpini incontra per i tradizionale auguri del 1 gennaio, i rappresentanti delle Chiese cristiane e i membri della Commissione ecumenica.
    Il saluto iniziale è portato dal presidente dell’organismo, monsignor Luca Bressan, presente anche il responsabile diocesano del Servizio per l’Ecumenismo e il Dialogo, il diacono Roberto Pagani.
    La parola passa a Sara Comparetti della Chiesa Battista, presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, che ringrazia Delpini per le parole da lui rivolte ai rappresentanti delle Chiese nell’omelia dell’Ingresso in Diocesi e per l’indizione del Sinodo. Si parla di un anno, quello appena conclusosi, ricco di eventi, anzitutto il 500esimo della Riforma protestante che «è stata occasione per un incontro e per conoscersi meglio. Il primo anniversario celebrato non “contro”, ma “con”». Senza dimenticare la possibilità, emersa nell’annuale Convegno del Servizio per l’Ecumenismo della Cei di Assisi del 2017, di poter costituire una Consulta Nazionale Ecumenica.
    La speranza è, ovviamente, di proseguire su una strada di dialogo che vede in Milano, anche per la presenza del Consiglio (tanto hanno fatto le amicizie personali e la consuetudine a incontrarsi) un’isola felice. CCCM che compie 20 anni e intende celebrare l’importante anniversario con tante iniziative, prima di tutte la Settimana di Preghiera per l’Unità che vedrà, alla sua conclusione, la presenza dell’Arcivescovo presso il Tempio Valdese di Milano, il prossimo 25 gennaio. E, magari, con la speranza di un pellegrinaggio, tutti insieme, o ancora con la bella idea di trovare in città un luogo in cui ricordare i testimoni, riconoscendo quanto la fede comune possa farci riconoscere fratelli e sorelle.
    «Il tema dell’ecumenismo ha sempre suscitato appassionata adesione nella nostra Diocesi, anche in tempi nei quali i rapporti erano molto meno sciolti di oggi. L’idea di un luogo per ricordare i testimoni della fede che hanno pagato, talora, con la vita la loro coerenza è da considerare con molta attenzione», dice, da parte sua, l’Arcivescovo.
    «Voglio condividere uno sguardo positivo che si aspetta segni incoraggianti per una fraternità che deve essere veramente quella che il Signore vuole al di là delle fatiche e delle paure. Ho fiducia che alcune delle proposte formulate siano punti di coagulo di tante energie per un buon vicinato che significa costruire la città intorno non al supermercato o alla banca, ma alla piazza attraverso una trama di rapporti liberi inseriti in una convergenza. La Chiesa è unica e sarò grato per tutti i contributi che potremo condividere su questo tema.
    Il 20esimo del Consiglio e il 60esimo dell’annuncio del Concilio possono far immaginare un anno di Grazia. Milano è certamente una città molto secolarizzata – seppure con un’importante presenza cristiana – nella quale può sembrare che si possa prescindere da Dio. Questo è un tema che mi impensierisce molto. Per la qualità della vita della gente dobbiamo interrogarci. Come si fa a vivere insieme in una metropoli senza un riferimento trascendente? Abbiamo la responsabilità di offrire la testimonianza della bellezza di poter avere una speranza più grande. Chiedo il vostro aiuto su tutto questo e, in specifico, sul Sinodo».


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    Delpini a Brugherio nella luce dei Magi

    Alle 18 l'Arcivescovo presiede la Messa vigiliare dell'Epifania nella chiesa di San Bartolomeo, dove sono conservate le reliquie dei Tre Re. In serata un concerto, il 6 il tradizionale corteo

    Venerdì 5 gennaio, alle 18, a Brugherio (Mb), l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, presiederà la Messa vigiliare dell’Epifania insieme a tutti i sacerdoti della città. Celebra nella chiesa di San Bartolomeo (piazza Roma) dove, secondo una tradizione attestata almeno fin dal 1500, sono conservate le reliquie dei Santi Magi.
    Il parroco don Vittorino Zoia conferma che c’è attesa per l’arrivo di Delpini: «Ci aspettiamo che l’Arcivescovo ci aiuti a cogliere quella luce che ha guidato i Magi, in riferimento anche a quanto detto nel recente Discorso di Sant’Ambrogio. Brugherio ha infatti bisogno, come tutte le città, di mettere in pratica “l’arte del buon vicinato” per essere davvero una comunità coesa».
    I brugheresi sono molto affezionati alle reliquie, tanto da aver dedicato proprio alla “Epifania del Signore” la Comunità pastorale, fondata nel 2009. Il 6 gennaio è evento centrale per le 4 comunità parrocchiali della città e la Messa della vigilia è particolarmente solenne. Prima di Delpini l’hanno celebrata anche i cardinali Dionigi Tettamanzi, Angelo Scola e Francesco Coccopalmerio. La devozione cittadina nei confronti dei Tre Re non è solo storia, ma anche attualità viva, tanto che nel 2013 il cardinale Scola, rivolto dal pulpito alla chiesa gremita, disse che «questa presenza (delle reliquie, ndr) ha fatto e fa la vostra storia. E voi lo mostrate, lo testimoniate».
    La presenza delle reliquie a Brugherio viene fatta risalire a Sant’Ambrogio, vescovo di Milano nel IV sec, che dona tre frammenti dei corpi dei Magi alla sorella Marcellina. Quest’ultima vive con alcune compagne in una villa di campagna, posta tra Brugherio e Carugate. Col passare del tempo la casa di campagna diventa un vero e proprio monastero. È lì che il 14 maggio 1592 l’arciprete di Monza Camillo Aulario, in visita al monastero, trova le reliquie attribuite ai Magi. Nel primo decennio del 1600 viene poi realizzato il reliquiario che tuttora le contiene: rappresenta i tre come piccole figure. Tre ometti, umittnel dialetto locale: è il nome con cui i brugheresi chiamano affettuosamente i Magi.
    Al termine delle messe dell’Epifania si ripete ogni anno, con lunghe file di fedeli, il rito di «baciare gli umitt». Un gesto di devozione nei confronti dei cercatori della luce, cercatori di Dio. Ai quali è dedicata anche una rassegna musicale, ImagoMagi: il concerto per organo dell’Epifania sarà venerdì 5 nella chiesa di San Bartolomeo, alle 21, con ingresso gratuito. Suona lo storico e prestigioso organo Tornaghi.
    Il 6 gennaio la città vivrà anche uno speciale corteo. Il ritrovo è alle 15.30 all’oratorio San Giuseppe di via Italia, la partenza alle 16.15, la destinazione la chiesa di San Bartolomeo per la “preghiera dei Magi”. Sarà conclusa con una stella cometa luminosa formata dai bambini della Comunità pastorale.


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    Le celebrazioni per l'Epifania in città

    Celebrazioni con l'Arcivescovo
    Sabato 6 Gennaio l'Arcivescovo Mons. Delpini presiederà in Duomo il Pontificale nella solennità dell'Epifania alle ore 11:00, con diretta TV (ChiesaTV) e web.
    Alle ore 16:00 l'Arcivescovo presiederà anche i Secondi Vespri, sempre in Duomo.

    Celebrazioni in Sant'Eustorgio
    Come da tradizione attestata fin dal Medioevo, si rinnova il Corteo rievocativo dei Magi dalla piazza del Duomo alla basilica di S. Eustorgio che ne conserva le reliquie. Questo il programma per sabato 6:
    • Alle 11:15 il ritrovo dei partecipanti al Corteo in piazza del Duomo
    • Alle 11:20 la solenne benedizione del Corteo
    • Alle 11:30 la partenza del Corteo in direzione di S. Eustorgio secondo il seguente percorso: Via Torino, Colonne di S. Lorenzo, Corso di Porta Ticinese, Piazza S. Eustorgio
    • Tra le 12:15 e le 12:30 sosta alla basilica di S. Lorenzo per la rievocazione dell'incontro dei Magi con Erode
    • Alle 12:40 l'arrivo del Corteo in piazza S. Eustorgio, l'offerta dei doni al presepe vivente e i discorsi delle autorità cittadine


    Nel frattempo, alle ore 11:00 l'abate emerito di S. Ambrogio Mons. De Scalzi celebrerà il Pontificale alla presenza delle autorità civili e religiose. Al termine del Pontificale uscirà sulla piazza per accogliere il Corteo, con la conclusione della manifestazione prevista alle ore 13:00

    A conclusione delle celebrazioni in S. Eustorgio, alle ore 17:00 verrà celebrata la Messa vespertina seguita dall'esposizione delle reliquie dei Magi.

  5. #15
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    Messa vigiliare dell’Epifania: nell’adorazione del Bambino c’è il compimento della vita

    Nella tradizionale e sentitissima festa della vigilia dell’Epifania, l’Arcivescovo, ha presieduto l’Eucaristia, presso la chiesa di San Bartolomeo che conserva le reliquie dei Magi. Durante la Messa annunciata anche la data della Pasqua che sarà il 1 aprile 2018


    Nella grande chiesa di San Bartolomeo, cuore di Brugherio, la Celebrazione iniziata con la processione dei figuranti in costume che interpretano i Magi e l’omaggio presso le reliquie dei tre sapienti di Oriente è, come sempre – ancora di più in questa Eucaristia vigilare dell’Epifania 2018 presieduta dall’Arcivescovo –, il simbolo della devozione di una terra dalle profonde radici cristiane e, insieme, il segno di una Comunità pastorale che cammina anch’essa seguendo la stella che illumina. Comunità, popolo di Dio che si affolla per la festa sentitissima tanto che alla CP avviatasi il 1 settembre 2009 e che riunisce le 4 parrocchie cittadine, per volere unanime dei brugheresi, è stato dato il nome di “Epifania del Signore”. Quel 6 gennaio alla cui Vigilia, la Messa è, dunque, particolarmente solenne, come ha testimoniato, per limitarsi solo agli ultimi anni, la presenza dei cardinali Tettamanzi, Scola, Coccopalmerio e, adesso, di monsignor Delpini.Tutti, insomma, intorno alle venerate reliquie che la tradizione fa risalire addirittura ad epoca santambrosiana, quando il santo vescovo Ambrogio le donò alla sorella Marcellina, la quale, a sua volta, conservò i tre piccoli frammenti ossei nella villa sita tra Brugherio e Carugate, divenuta in seguito monastero. Attestata, invece, l’esistenza delle reliquie in San Bartolomeo fin dal 1500, conservate, dal primo decennio del ‘600, in un prezioso reliquiario argenteo rappresentante le piccole figure dei Magi, i tre “ometti”, definiti in dialetto, “umitt”. Teca che, al termine della Messa, viene posta sull’altare maggiore per il rito, appunto, di «baciare gli umitt».
    «Siamo contenti della sua presenza», dice nel suo saluto di benvenuto al Vescovo, il responsabile della Comunità pastorale, don Vittorino Zoia, cui sono accanto, come concelebranti, il vicario di Zona V-Monza, monsignor Patrizio Garascia e i sacerdoti di Brugherio. Nelle prime file siedono il sindaco, Marco Troiano, autorità civili e militari, i rappresentanti della società civile, delle Associazioni e del volontariato.
    «I Magi, oggi più che mai, ci ricordano che il Dio bambino è nato per abbattere i muri ed è morto per radunare i suoi figli dispersi», aggiunge don Zoia, il cui pensiero va al Sinodo minore “Chiesa dalle genti” che inizierà ufficialmente il 14 gennaio prossimo, Giornata del Migrante e del Rifugiato. «Le offerte che raccoglieremo stasera andranno alle Missionarie Scalabriniane operanti ad Agrigento con i minori che arrivano non accompagnati. Che questa stella illumini il nostro cammino di Chiesa e di città».

    La riflessione dell’Arcivescovo
    «Il viaggio ha uno scopo, non si vaga sulla terra per occupare il tempo: il desiderio è orientato a un compimento, la ricerca intesa a giungere a un fine. I Magi hanno lo scopo, infatti, adorare il Bambino. I sapienti di Oriente non sono venuti a cercare una verifica per le loro ipotesi, non per fare un’esperienza, per provare un’emozione o per fare affari, vendere e comprare. Non sono venuti per contestare il potere di Erode o per seminare sconcerto nella città Santa, spinti da una necessità, in fuga da un Paese troppo tribolato o povero. Sono venuti per adorare Gesù», nota, in apertura della sua omelia, monsignor Delpini.
    Eppure – come è facile intuire dal Vangelo di Matteo al capitolo 2, appena proclamato – questo avere una scopo nella vita, segna un turbamento nella gente e nei potenti del tempo: «Invece che rallegrarsi, la città sembra che non sopporti i Magi e li rimprovera quali seminatori di inquietudini, perché disturbano con le loro domande e il desiderio di adorare Dio».
    Così è l’Arcivescovo che dà voce a quegli uomini di 2000 anni fa, non certo contenti della nascita del Bambino e che tanto ci assomigliano quando, con molta probabilità, avranno detto ai Magi: «Andate via voi contestatori del potere costituito, la nostra sicurezza è re Erode il grande: preferiamo vantarci di un re potente e opprimente. Andate via voi, contestatori del tiranno, che parlate di un altro modo di esercitare il potere, di riconoscere la regalità di un Bambino nato da poveracci in un insignificante villaggio della Giudea. Andate via, maestri sconcertanti di una sapienza umile: la nostra sapienza è diventata scienza e potenza, capacità di manipolare il cielo e la terra, esplorazione della capacità di costruire profitti».
    Da qui l’indicazione che si fa monito: «Nell’adorazione del Bambino c’è un compimento e se vogliamo guardare ai Magi come a modelli, a patroni che ci incoraggiano, potremmo convincerci che lo scopo della vita è adorare Gesù. Dove conduce tutta la scienza, la sapienza, la cultura se non nell’inchinarsi al mistero della presenza di Dio nella carne del Figlio dell’uomo?».
    Una sfida per l’oggi nel quale la scienza degli uomini razionali – che siamo noi – e il pensiero moderno sembrano non ammettere il mistero.
    Invece, è proprio nell’offerta gratuita dei doni preziosi che la testimonianza dei Magi condanna l’utilizzo commerciale delle ricchezze che sembra sia raccomandato dal nostro tempo: «usare le ricchezze per generare altra ricchezza, mentre tutta la ricchezza serve solo per rendere culto a Dio, è un dono per assistere il povero, per condividere con chi non ha».
    Poi, ancora un ultimo affondo: «Dove porta tutta l’attività e l’intraprendenza umana, la capacità di fare cose e progettare iniziative? I Magi, dichiarando che il fare si compie nell’adorare, l’essere attivi nella pace e che l’intraprendenza deve introdurre dalla contemplazione» contestano l’idea «che il fare sia per possedere, per contare, per imporsi sugli altri. A questo ci richiamano i sapienti di Oriente, a quale sia lo scopo della nostra vita, il risultato del nostro fare e della nostra sapienza».
    E, alla fine, dopo le tante foto (anche con un gruppo di coscritti dell’Arcivescovo, nati nel 1951), il saluto dei giovani dell’intera Brugherio sul sagrato, con un grande “chaire” – “rallegrati”, come peraltro ha chiesto lo stesso Delpini ai ragazzi di tutta la Diocesi – scritto con il pane che, poi, diventa festa a base dello stesso pane e di nutella.


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  6. #16
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    L’Epifania sia occasione perché la Luce del mondo che è Gesù venga offerta a tutte le genti che vengono nelle nostre terre

    In Duomo l’Arcivescovo ha presieduto il Pontificale solenne dell’Epifania. Festa che, attraverso la testimonianza dei Magi, permette di intendere l’esistenza «come una vocazione a donarsi, a trasfigurare la condizione materiale in segni che dicono il significato del nostro vivere»


    I Magi che seguono la stella e che, così, attraverso i tempi, indicano la mèta del nostro andare inquieto di donne e uomini del terzo millennio. In quella società di oggi, dove certamente si sarebbe ripetuto il rifiuto di un bambino nato da «due poveracci in un insignificante villaggio di Giudea», ma nella quale anche i sapienti stranieri, che arrivano per adorarlo, non raccolgono certamente molta simpatia.Nel Pontificale dell’Epifania – presieduto in Duomo dall’arcivescovo Delpini e concelebrato dai membri del Capitolo metropolitano della Cattedrale e da molti altri sacerdoti – la vicenda dei Magi, spesso ridotta solo a folklore, diviene portatrice di un messaggio, a suo modo, rivoluzionario. Quello indicato, appunto, da uomini che vengono da lontano e che si mettono, per questo, nel vero viaggio «orientato a compimento, che non è un girovagare smarrito, un vago sospiro, non un’inquietudine sempre in cerca di domande e di risposte».
    Insomma, persone che non «cercano emozioni» e che non giungono «per fare affari, per vendere o per comprare, per contestare il potere di Erode, per seminare sconcerto nella città santa, o perché spinti da qualche situazione terribile o disastro insopportabile».
    Il solo scopo dei Magi, infatti, è «adorare Gesù».
    Come non leggere, allora, nella città e nella gente che non li vede con favore, la mentalità corrente – noi tutti – che «vogliamo stare tranquilli, non essere disturbati, accomodarci nel consueto, in un rassicurante andare avanti per inerzia», magari con idoli altrettanto rassicuranti?
    E, forse, la paura è anche più profonda di fronte a coloro che – a tutti gli effetti stranieri -, appaiono «contestatori del potere costituito» e ai quali, ieri come ora, viene spontaneo dire: «La nostra sicurezza è nella grandezza del re, nella sua potenza indiscutibile, nella sua prevedibile arroganza, nella sua opprimente avidità. Andate via voi che parlate di un altro re, di un altro modo di esercitare il potere, voi che incrinate le fondamenta del potere nel riconoscere la regalità di un bambino».
    È proprio qui, però, il cuore della rivoluzione che porta con sé chiunque si chini per adorare il Signore, a partire da quei tre sapienti, «maestri sconcertanti di una sapienza umile, contro una (la nostra) che alimenta, invece, la sufficienza di poter fare a meno di Dio e della preghiera. Sapienza che è diventata scienza e tecnica, capacità di manipolare il cielo e la terra, esplorazione delle possibilità di ulteriori profitti».
    La testimonianza dei Magi contesta così l’esito del pensiero moderno e della sua presunzione «che infatti sembra dichiarare che il suo scopo non è di inchinarsi al mistero, ma di dissolverlo, di trattarlo con scetticismo e sufficienza».
    Un messaggio, questo, anche guardando alla preziosità dei doni portati, capace di scardinare le certezze dalla società individualistica e utilitaristica «che usa le ricchezze per generare ancora ricchezza, accumula l’oro per arricchire, trattiene quello che si possiede per possedere sempre di più. A che cosa servono le ricchezze della terra, l’oro, l’incenso, la mirra? I Magi dichiarano che hanno uno scopo: diventare un dono per dare gloria al Bambino».
    Trafficare ricchezze, trafficare iniziative di continuo, il discorso non cambia: «La testimonianza dei Magi contesta l’orientamento del fare verso la frenesia e l’impazienza, l’inclinazione all’agitazione e all’irrequietezza che non può fermarsi, non può sostare, non sopporta il silenzio e la pace. Che significa adorare? Vedere».
    E, allora, anche il prostrarsi, che può essere sentito come umiliazione, è invece quel libero abbandonarsi allo stupore, alla gratitudine, quel riconoscere d’essere salvati, elevati alla condizione di adoratori del vero Dio. Adorare è offrire doni o piuttosto offrirsi in dono, intendere la propria vita come una vocazione a donarsi, a trasfigurare la condizione materiale, le cose, in una condizione spirituale, in segni che dicono il significato del nostro vivere».
    Infine, al termine della Messa in cui, come tradizione viene annunciata la data della prossima Pasqua che sarà domenica 1 aprile 2018, ancora l’auspicio che l’Epifania possa essere «un giorno di gioia per le famiglie, di fiducia per il nostro futuro, occasione in cui la luce del mondo venga offerta a tutte le genti che vengono in questa nostra terra, sentendoci tutti benedetti da Dio».


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  7. Il seguente utente ringrazia Carbonate per questo messaggio:

    Atanvarno (13-01-2018)

  8. #17
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    Il cardinale Bassetti alla Giornata di studio della Facoltà teologica

    Relazione del presidente della Cei all’appuntamento promosso dal Centro Studi di Spiritualità sul tema «Il lavoro: dimensione umana e dimensione spirituale». Interviene anche Savino Pezzotta

    «Il lavoro: dimensione umana e dimensione spirituale» è il tema della Giornata di studio promosso dal Centro Studi di Spiritualità della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, in calendario giovedì 11 gennaio presso la Sala convegni della Facoltà (piazza Paolo VI 6, Milano).
    Il programma prevede dopo l’introduzione (9.15-9.30) la relazione dell’onorevole Savino Pezzotta, già deputato e segretario nazionale della Cisl, su «Il lavoro, luogo privilegiato della testimonianza dei cristiani». Dopo l’intervallo, alle 10.45, su «Il lavoro, una missione che Dio ha affidato all’uomo», prenderà la parola il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Alle 11.30 seguirà il dibattito, tra le 12.30 e le 13 le conclusioni.
    Dopo la caduta delle ideologie del Novecento, anche la riflessione filosofica sul senso, lo scopo e la dignità del lavoro umano sembra essersi estenuata. E ciò conferma quanto la cultura contemporanea sia interessata più al successo della tecnica e all’aumento dei beni materiali che al valore e al senso della dimensione umana del lavoro. Questo diffuso modo di pensare non solo non è in linea con quell’umanesimo che il cristianesimo ha a lungo perseguito, ma ha anche finito per imprigionare l’uomo dentro un rigido meccanismo produttivo, che gli ha fatto smarrire il senso spirituale dell’esistenza.
    Mettendo a tema la qualità umana e spirituale del lavoro, la Giornata di studio intende riscoprire la dignità dell’opera delle mani e dell’intelligenza dei lavoratori, perché essa non si lasci risucchiare in un perverso meccanismo atto a produrre profitti. Restituire al lavoro umano il valore, la bellezza e la dignità che gli competono, non può non essere una priorità anche per la Chiesa, la quale in questo modo intende ricreare uno spazio per coloro che vogliono seguire Cristo nei luoghi e nelle circostanze ordinarie della vita.
    La Giornata è aperta a tutti ed è valida come aggiornamento permanente di docenti della scuola di ogni ordine e grado.


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  9. #18
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    Al via la proposta del Carnevale ambrosiano

    Ad Agrate Brianza la presentazione agli animatori del tema della 43ª edizione: “Coleotteri, stupidotteri, bomboloni”. Gli oratori sfileranno il sabato grasso 17 febbraio nel centro di Milano

    Il Carnevale a Milano e nelle terre ambrosiane lo fanno gli oratori. Si parte con la presentazione agli animatori del tema della 43ª edizione nell’incontro in programma sabato 13 gennaio, dalle ore 14.30 alle 18, ad Agrate Brianza presso l’oratorio Padre Clemente Vismara (via Monte Grappa, 20). Subito dopo è prevista l’attivazione dei laboratori negli oratori per preparare la festa di Carnevale che coinvolgerà non solo i ragazzi e le loro famiglie ma anche città e paesi della Diocesi, dove i ragazzi daranno prova della loro gioia contagiosa. Per aderire alla sfilata nel centro storico di Milano il sabato grasso 17 febbraio occorre contattare la segreteria della Fom (Fondazione diocesana per gli oratori milanesi) entro il 13 gennaio. In questi giorni è chiusa e riaprirà lunedì 8 gennaio (via Sant’Antonio, 5 – Milano – tel. 02.58391356).
    Come sempre, lo stile del Carnevale ambrosiano consiste nel coinvolgere direttamente i ragazzi, i veri protagonisti, anche nella elaborazione dei costumi e delle coreografie e, con i più grandi, nella costruzione dei carri. Si punterà anche quest’anno a utilizzare materiali di recupero e si darà spazio alla fantasia e all’ingegno.
    Il tema del Carnevale ambrosiano 2018 è «Coleotteri, stupidotteri, bomboloni». Come dei nuovi entomologhi, i ragazzi sapranno scovare nella natura o inventare incredibili nuovi insetti, dalle forme più bizzarre e originali, con le caratteristiche proprie di ogni insetto.
    Legato all’iniziativa è stato indetto anche il concorso per i ragazzi “Trova l’insetto!”. Per partecipare occorre compilare il modulo online. Si vince una visita al Museo di storia naturale di Milano e la “gloria” di essere il più bravo entomologo del Carnevale 2018.
    Si può già scaricare online la pagina di presentazione del tema, con idee e suggerimenti, pubblicata nel sussidio allegato all’ultimo numero de Il Gazzettino della Fom (11 – 2017).
    Per l’incontro di presentazione agli animatori del Carnevale 2018 iscrizioni online entro il 12 gennaio.
    Info e materiali online


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  10. #19
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    “Chiesa dalle genti”, tutti convocati in Sant'Ambrogio all’apertura del Sinodo minore

    Celebrazione alle 16 presieduta dall’Arcivescovo alla presenza dei Consiglio pastorale e presbiterale diocesani, dei Decani, dei Consigli pastorali decanali e di rappresentanti dei Consigli pastorali parrocchiali, delle comunità dei migranti, delle associazioni e dei movimenti

    Domenica 14 gennaio 2018 tutta la Diocesi è invitata a sintonizzarsi con l’evento che avrà luogo nella basilica di Sant’Ambrogio. Alle 16, con una celebrazione presieduta dall’Arcivescovo, prende avvio il Sinodo minore annunciato da monsignor Delpini nello scorso mese di novembre. A rappresentare la Diocesi sono invitati i membri del Consiglio pastorale diocesano, il Consiglio presbiterale diocesano, i Decani e i membri dei Consigli pastorali decanali. Aspettiamo anche rappresentanze dei Consigli pastorali parrocchiali, le comunità dei migranti, rappresentanze delle associazioni e dei movimenti ecclesiali.
    La chiamata di un popolo così numeroso e significativo ci fa intuire l’importanza del momento: è la Diocesi tutta intera, guidata dal suo vescovo e pastore, che intende mettersi in cammino sinodale. Le ragioni di questo cammino ci si presentano da sole, consegnate ogni giorno da una vita quotidiana che ben racconta i tratti della Milano che cambia, e della Chiesa che cambia insieme alla sua città, alle sue periferie, alle sue terre, proprio per restare luogo di fede e di testimonianza di un Dio che si è fatto carne, uno di noi per nostro amore.
    La Diocesi di Milano è già una Chiesa dalle genti. Fa però fatica a prendere coscienza di questo suo essere: fatica ad adeguare le sue strutture, a riprogrammare i ritmi e gli stili delle sue azioni, a rivedere l’organizzazione della sua presenza sul territorio e dentro gli ambienti di vita delle persone. Per questo motivo abbiamo bisogno di un Sinodo: non per costruire un progetto migliore, non per sviluppare chissà quali grandi piani strategici, quanto piuttosto per migliorare la nostra disponibilità all’ascolto, al riconoscimento dell’azione dello Spirito; per ammorbidire le rigidità e le dinamiche inerziali di una istituzione che può vantare secoli di tradizione appassionata del Vangelo, ma che sperimenta le paure paralizzanti del nuovo contesto culturale e sociale.
    Saremo tutti radunati e attratti dall’unica forza in grado di vincere le resistenze e le paure, anche le più pervicaci, degli uomini e della storia: la forza della croce di Gesù, il Cristo di Dio. «Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me» (Gv 12,32). È questa la Chiesa dalle genti che Milano vuole essere: un popolo di persone attratte dal miracolo di un Dio che ci ama sino alla croce.
    Nessuno può mancare a un simile appuntamento. Vi aspettiamo, ci aspettiamo, numerosissimi. Per gustare e condividere la gioia di essere, anche a Milano, Chiesa dalle genti.


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    Al fine di consentire lo scambio di opinioni e commenti tra tutti gli utenti circa le discussioni e il materiale che verrà prodotto dal Sinodo durante tutto il 2018 senza "intasare" eccessivamente il topic delle cronache diocesane, la moderazione del Forum ha deciso di aprire una discussione dedicata al Sinodo nel Forum Principale link

  11. #20
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    Segnalo anche qui una notizia riguardante l'affidamento dell'eremo di Santa Caterina a Leggiuno, alla Fraternità Francescana di Betania: http://www.cattoliciromani.com/8-pri...=1#post1716084
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  12. Il seguente utente ringrazia lucpip per questo messaggio:

    Carbonate (13-01-2018)

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