Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 1 di 19 12311 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 183

Discussione: Cronache dell'Arcidiocesi di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado - 2018

  1. #1
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    Cronache dell'Arcidiocesi di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado - 2018



    • Cronache dell'Arcidiocesi di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado - 2018










  2. #2
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    L'Arcidiocesi e il suo territorio

    L'Arcidiocesi di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado è suffraganea dell'Arcidiocesi Metropolitana di Pesaro e appartiene alla Regione Ecclesiastica Picena (Regione Marche)

    Patrono
    San Crescentino (1 giugno)
    San Cristoforo M. (25 luglio)
    San Michele Arcangelo (29 settembre)


    Cattedrale
    Basilica di Maria Ss.ma Assunta di Urbino


    Concattedrali
    San Cristoforo Martire di Urbania
    San Michele Arcangelo di Sant'Angelo in Vado


    Sede Arcidiocesi
    P.zza Pascoli, 2 - 61029 Urbino
    tel. e fax 0722 2850
    Superficie Territoriale: 781 chilometri quadrati
    Abitanti: 57.000
    Comuni: 14
    Unità Pastorali: 7
    Parrocchie: 54
    Sacerdoti diocesani: 42
    Sacerdoti non incardinati impegnati pastoralmente: 19
    Diaconi permanenti: 5
    Case religiose maschili: 5
    Case religiose femminili: 7
    Comunità monastiche Femminili: 6
    Comuni facenti parte del territorio diocesano:
    Urbino, Acqualagna, Borgopace, Colbordolo, Fermignano, Isola del Piano, Mercatello sul Metauro, Montecalvo in Foglia, Peglio, Petriano, Piobbico, Sassocorvaro, Sant'Angelo in Vado, Urbania (parzialmente nella Diocesi: Lunano - Fossombrone - Montellabate - Piandimeleto).


    Composizione delle Unità Pastorali



    1. Unità Pastorale Urbino

    1. Parrocchia S. Maria Assunta Basilica Cattedrale
    2. Parrocchia SS. Annunziata
    3. Parrocchia S. Maria de Cruce in Mazzaferro
    4. Parrocchia S. Donato
    5. Parrocchia S. Martino in Pallino - Sacro Cuore in Ca’ Staccolo
    6. Parrocchia Cristo Re in Trasanni
    7. Parrocchia S. Cassiano in Castelcavallino
    8. Parrocchia S. Maria Assunta in Gadana
    9. Parrocchia S. Tommaso a la Torre
    10. Parrocchia S. Cipriano
    11. Parrocchia S. Giovanni Battista in Pozzuolo
      Responsabile: Don Andreas Fassa


    2. Unità Pastorale Massa Trabaria


    1. Parrocchia S. Michele Arcangelo in S. Angelo in Vado
    2. Parrocchia S. Veronica Giuliani in Mercatello sul Metauro
    3. Parrocchia S. Michele Arcangelo in Lamoli
    4. Parrocchia S. Maria nuova in Borgopace
      Responsabile: Mons. Davide Tonti


    3. Unità Pastorale Urbania


    1. Parrocchia S. Cristoforo di Urbania
    2. Parrocchia S. Giorgio in Piano
    3. Parrocchia S. Maria del Piano
    4. Parrocchia S. Pietro in Muraglione in Monte San Pietro
    5. Parrocchia S. Fortunato in Peglio
    6. Parrocchia S. Giovanni in Petra
      Responsabile: Mons. Pietro Pellegrini


    4. Unità Pastorale Candigliano


    1. Parrocchia S. Lucia in Acqualagna
    2. Parrocchia S. Maria del Pelingo
    3. Parrocchia S. Giovanni Bosco in Pole
    4. Parrocchia S. Stefano in Piobbico
    5. Parrocchia S. Maria in Val d’Abisso
    6. Parrocchia S. Donato del Piano
    7. Parrocchia S. Vincenzo in Candigliano
      Responsabile: Don Domenico Curzi


    5. Unità Pastorale Metauro


    1. Parrocchia S. Veneranda in Fermignano
    2. Parrocchia Cristo lavoratore in Calpino
    3. Parrocchia S. Barbara
    4. Parrocchia S. Maria di Repuglie
    5. Parrocchia S. Silvestro in Iscleto
    6. Parrocchia S. Maria Assunta in Canavaccio
    7. Parrocchia S. Stefano di Gaifa
    8. Parrocchia S. Maria del Carmine in Calmazzo
      Responsabile: Mons. Giuseppe Tabarini


    6. Unità Pastorale Apsa


    1. Parrocchia S. Giovanni Battista in Colbordolo
    2. Parrocchia S. Gaudenzio in Montefabbri
    3. Parrocchia S. Michele Arcangelo in Talacchio
    4. Parrocchia S. Maria Annunziata in Morciola
    5. Parrocchia S. Martino in Petriano
    6. Parrocchia Maria Immacolata in Gallo
    7. Parrocchia S. Cristoforo in Isola del Piano
    8. Parrocchia S. Andrea in Scotaneto
    9. Parrocchia S. Barbara in Fontecorniale
    10. Parrocchia S. Giovanni in Monteguiduccio
      Responsable: Don Salvatore Parisi


    7. Unità Pastorale Foglia


    1. Parrocchia S. Giovanni Battista in Sassocorvaro
    2. Parrocchia S. Donato in Taviglione
    3. Parrocchia S. Nicolò in Montecalvo in Foglia
    4. Parrocchia S. Silvestro in Ca’ Gallo
    5. Parrocchia S. Giorgio in Foglia in Borgo Massano
    6. Parrocchia S. Giovanni Battista in Pieve di Cagna
    7. Parrocchia S. Giovanni Battista in Schieti
      Responsabile: Don Daniele Brivio

    Fonte: http://www.arcidiocesiurbino.org/it/...erritorio.aspx

  3. #3
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    Cenni storici

    Urbino, antica città italica, con la conquista romana divenne municipio aggregato alla tribù stellatina. Le invasioni barbariche e le varie guerre intraprese dai bizantini ne rilevarono l’importanza strategica e difensiva dilatando il suo territorio civile e religioso dal Foglia al Candigliano, dal ponte romano sul Metauro di Calmazzo agli Appennini, inglobando totalmente o parzialmente i municipi distrutti di Tiferno Metaurense (Sant’Angelo in Vado), Pitino Mergente (presso Acqualagna), Pitino Pisaurense (Macerata Feltria). Se dubbia è l’assegnazione alla cattedra urbinate del vescovo Evandro, firmatario nel 313 ad un sinodo romano, antica è la sede episcopale e al vescovo di Urbino Leonzio papa Gregorio Magno affidava nel 592 la visita delle diocesi di Rimini stante l’infermità del vescovo Castorio.
    La prima Cattedrale sorse nel suburbio, dedicata a S.Sergio M., patrono delle milizie bizantine, che in Urbino ebbero stanza per combattere Goti e Longobardi. Nel contempo si costituivano nella diocesi le pievanie, non vaste per l’accidentata morfologia del territorio, e lungo le valli dei tre fiumi diocesani sorgevano, fari di fede e di civiltà, i monasteri benedettini di Pietrapertusa (Furlo), di Lamoli, del Ponte (Urbania), di S.Silvestro (Fermignano), di Gaifa (Canavaccio), delle foreste (Schieti) e quello di S.Angelo alle porte della città (S.Francesco). I ss. X-XI-XII-XIII segnarono la ripresa della città sul feudo e la ricostituzione della vita comune del clero: Urbino non fece eccezione. Col vescovo Teodorico (1021-1049) la cattedrale venne trasferita in città, dedicata a Santa Maria Assunta e ufficiata da un capitolo canonicale: l’una e l’altro trovarono nel vescovo Mainardo (1056-1088) il ricostruttore e il riorganizzatore, colui che arricchì il nuovo tempio delle reliquie del martire San Crescentino, costituito patrono della città e della diocesi, l’amico di S.Pier Damiani, che lo chiama vescovo “di veneranda santità”, come “di santa memoria” chiama Teuzone (1050-1056) predecessore di Mainardo.
    La presenza del Damiani in diocesi portò un afflato di rinnovamento monastico e a quella dei vecchi cenobi si aggiunse l’influenza di quello di Fonte Avellana.
    Il sorgere del Comune tra i ss. XI-XII, con l’espansione rapida e notevole della città, non fu senza un certo travaglio tra vescovo e cittadini e vive furono le fazioni guelfa e ghibellina, capeggiata sempre quest’ultima dalla famiglia Montefeltro. La città dal secolo XII contò cinque parrocchie oltre la cattedrale e accolse i nuovi ordini mendicanti: Francescani (dal loro sorgere), Domenicani (c.1245), Agostiniani (c.1258), Celestini (fine secolo XIII) con i rami femminili delle Clarisse, Agostiniane (tre conventi), Santucciane (Benedettine).
    Il secolo XIV segnò il nascere delle gloriose confraternite di S.Croce (1318), del Corpus Domini (c.1350), dell’Umiltà (1362), di S.Giovanni (1393), dello Spirito Santo (c.1395) e la nascita o l’incremento di vari ospedali nella città e nel territorio diocesano. Una ferita colpì la diocesi l’8 marzo 1402: i Brancaleoni, signori di Massa Trabaria, per proprio prestigio e autonomia dai Montefeltro ottennero il dismembramento della abbazia durantina di S.Cristoforo con le chiese ad essa aggregate, una sessantina, tra cui i due centri più popolosi e vivaci: Castel Durante (Urbania) e Sant’Angelo in Vado.
    Intanto un nuovo Ordine Religioso, quello dei Girolamini, sorgeva in diocesi nel 1380 ad opera del B. Pietro Gambacorta da Pisa (1355-1435), che si estese in tutta Italia e fuori; fra noi ebbe quattro conventi: a Montebello, Talacchio, Urbino, Isola del Piano, e di qui uscirono sette Generali dell’Ordine e religiosi di santa vita. Trovarono favore e protezione presso il conte Guidantonio Montefeltro (1404-1443), che aiutò anche i Servi di Maria, stabilitisi all’Annunziata nel 1389 e introdusse nel 1425 i Minori a S.Donato (S.Bernardino). Il figlio Federico, grande nella strategia militare, abile nel reggimento politico, mecenate di artisti non fu debole credente. Se si potevano dire estinti gli antichi monasteri benedettini egli introdusse gli Olivetani a Gaifa e in città i Canonici Regolari del SS.Salvatore a S.Agata (1481), i Gesuati alla Trinità (1481), eresse il monastero delle Clarisse dell’antica regola a S.Chiara (1445) e si occupò del Capitolo Cattedrale aumentandone le rendite e il numero dei canonici, aggiungendo al Proposto anche l’Arcidiacono. Sotto di lui si strutturò il meraviglioso palazzo ducale, ma fu dato incremento alla nuova cattedrale, che su disegno di Francesco di Giorgio Martini tra il 1481 e il 1488 era complessivamente compiuta, anche se verrà consacrata nel 1534 e completata di cupola nel 1609: i migliori artisti locali, quali Timoteo Viti, Girolamo Genga, Federico Brandani, Francesco Paciotti, Federico Barocci vi lasciarono l’orma del loro ingegno e della loro fede. Quella cattedrale il 4 giugno 1563 ad opera del card.Giulio Della Rovere diverrà chiesa Metropolitana, avendo suffraganee le diocesi del Ducato, e il Capitolo metropolitano conterà in più due dignità: l’Arciprete e il Decano.
    Se nel 1535 a riabilitare donne traviate sorgerà il convento di S.Maria della Bella e nel 1545 saranno presenti i Cappuccini, di capitale importanza fu l’apertura del Seminario il 21 novembre 1592: decretato già nel 1574 dal Visitatore mons. G.Ragazzoni, per ragioni economico-logistiche ebbe inizio solo a quella data presso la chiesa di S.Sergio fino al 1874, quando l’Arcivescovo Angeloni provvide un nuovo grandioso Seminario sull’area dell’antico convento di S.Domenico appositamente soppresso.
    E’ questo il secolo in cui ad impulso del Concilio Tridentino fioriscono in tutte o quasi le parrocchie rurali le Confraternite del SS.Sacramento e del Rosario e maggiore si fa l’incremento della tipica devozione mariana della “Madonna del Giro”.
    Il secolo XVII vedeva la scomparsa dei piccoli conventi di Monte Busseto, di Petriccio, di Isola del Piano, di Acqualagna e in città dei Gesuiti, dei Celestini e dei Servi di Maria, ma registrava l'efficienza della Congregazione di Vicari Foranei, sorta sul cadere del 1500, l’accurata Visita Pastorale di mons.Benedetto Ala (1610-1620), i quattro Sinodi degli arcivescovi Santorio (1627), Santacroce (1639), Vitelli (1645), Maffei (1648), la nascita ad opera di zelanti sacerdoti della Congregazione degli Infermi Poveri, con lo scopo di aiutarli a domicilio (1648), la fondazione della Casa dei Filippini al Crocifisso (1637), mentre i Carmelitani Scalzi subentravano ai Servi di Maria (1681), per la formazione dei giovani si apriva la casa dei Padri delle Scuole Pie (1686) e fra i laici sorgevano la Compagnia della Visitazione, fondata dal ven. G.Bartolini nel 1615 e quella delle Cinque Piaghe nel 1638.
    L’ascesa al pontificato del card. Gianfrancesco Albani, urbinate, col nome di Clemente XI (1700-1721) fu salutare sia sotto il profilo religioso che sotto quello civile. Per i PP.Scolopi fece costruire il grandioso “Collegio dei Nobili”, s’interessò dei monasteri, degli ospedali, del brefotrofio, del restauro dell’arcivescovado, fu munifico verso il duomo che arricchì del superbo altar maggiore, di suppellettili preziose, dei dipinti del Maratta e del Cignani: il nipote card. Annibale Albani (1682-1751) ne continuò le benemerenze a favore di chiese e luoghi pii, senza dimenticare la fondazione della casa delle Maestre Pie Venerini per l’educazione delle giovani da lui fondata e dotata (1732).
    Tutto il secolo XVIII è caratterizzato dal fiorire di numerose Congregazioni (una decina) in aggiunta alle precedenti più corporative e dal sorgere di due Santuari, quello del SS.Crocifisso di Battaglia (1717) e quello della Madonna della Misericordia di Pelingo (1782), richiami irresistibili di fede ben oltre i confini diocesani.
    Notevoli danni, soprattutto alle chiese di campagna, arrecò il terremoto del 3 giugno 1781 che desolò la parte montana della provincia. Nel gennaio 1789 crollava la cupola del duomo, rovinando non poche opere d’arte: si diede subito mano alla ricostruzione, affidata all’architetto G.Valadier, e il tempio, in veste neoclassica, si riapriva l’8 settembre 1801. Ma altri mali incombevano: le teorie illuministiche esplose nella rivoluzione francese, con la discesa di Napoleone Bonaparte in Italia, produssero i loro effetti anche in diocesi. Si iniziò con scorrerie varie, accompagnate da perquisizioni di vettovaglie, di denaro, di argento e quadri di valore dalle chiese, per nulla tollerati dalla popolazione che insorse (1797) obbligando i francesi a tre spedizioni che solo nel 1798 portarono all’innalzamento dell’albero della Libertà. Fu soppresso il tribunale ecclesiastico, inventariati per ogni evenienza i beni mobili e immobili della diocesi, gravati i conventi all’estinzione del debito pubblico, imposto il giuramento secondo la Costituzione Civile ai docenti dell’Università e del Seminario. Breve fu la restaurazione portata nel 1800 da Francesco d’Austria: dal 2 aprile 1802 al 1814 Urbino diventerà provincia del Regno d’Italia. L’arcivescovo Berioli (1788-1821) fu l’unico presule marchigiano filonapoleonico: pochi nel clero furono dalla sua parte, molti i contrari cominciando dal Capitolo Metropolitano, senza tuttavia creare divisioni insanabili.
    La caduta di Napoleone riportò al senno l’arcivescovo che pur tanto zelo e denaro aveva profuso per la sua diocesi. Il vento nuovo d’oltralpe maturerà il movimento risorgimentale, soprattutto fra il ceto colto, che sfocerà nell’accoglienza del Regno d’Italia (1860), con momenti anche di tensione fra novatori e conservatori. Se di costoro fu considerato l’arcivescovo Angeloni (1846-1881), processato per ben tre volte, è pur vero che fu il fondatore dell’orfanotrofio maschile, benefattore generoso di quello femminile, restauratore del duomo e creatore del nuovo Seminario, dando lavoro per tanti anni a parecchi operai; eresse la pia Casa delle Convertite, diede vita alla Conferenza di S.Vincenzo de Paoli, dettò sagge disposizioni per la musica in chiesa, tenne il Sinodo Provinciale nel 1859 e due Sinodi Diocesani nel 1867 e nel 1880. Nel 1888 per il “lascito Ciccolini”, sorgeva l’Istituto “S.Felicita” per l’istruzione delle fanciulle povere affidato alle Suore di Carità di S.Giovanna Antida, che fino al 1902 furono presenti anche all’ospedale civile.
    In quel fine secolo sorgeva la Banca Cattolica e furono promosse le Cooperative Cattoliche e le Casse Rurali a sostegno delle classi meno abbienti. Nel 1900 esce il giornale cattolico “L’Ancora”, seguito poi da “Il Dovere”, espressione dell’Azione Cattolica (1913) e da “Il Lavoro” contro la violenza della propaganda socialista rivoluzionaria, che creò momenti di tensione. Nel 1925 entrano in ospedale le Suore della Misericordia e viene loro affidato anche il Ricovero di Mendicità, mentre le Maestre Pie Venerini, espulse nel 1861, entrano alla direzione del “Convitto L.Battiferri”, per le giovani (1922). Indefessa fu l’opera di mons. A.Tani (1932-1953) per l’Azione Cattolica e per le Vocazioni Ecclesiastiche e, durante il conflitto 1939-1944, per attutire disagi, salvare vite, risparmiare distruzioni: nel 1939 celebrò il Congresso Eucaristico Regionale e nel 1940 tenne il Sinodo Diocesano. Nel 1949 ebbe inizio la “Peregrinatio Mariae” per la diocesi, mentre in occasione della proclamazione del dogma dell’Assunta nel 1950, la Metropolitana diventava anche Basilica Minore.
    Mons. A.Cazzaniga (1953-1977), fu presente al Concilio Vaticano II (1962-1965) procurando di attuarne in diocesi i decreti, specialmente in materia liturgica, promosse l’adorazione eucaristica, l’A.C., eresse varie chiese parrocchiali richieste dai nuovi insediamenti di popolazione agricola che lasciava il sistema mezzadrile. Con la morte di mons. Giovanni Capobianco (7 aprile 1965) divenne Amministratore delle Diocesi unite di Urbania e S.Angelo in Vado.
    Il distacco da Urbino della vetusta abbazia di Castel Durante (1402), frutto peraltro di interessi politici fra le Signorie locali, impoverì la diocesi urbinate di due centri popolati e cospicui civilmente e religiosamente: Castel Durante e Sant’Angelo in Vado. Per 134 anni formarono una Abbazia “nullius dioecesis” in cui rientrava anche Sassocorvaro, affidata ad abbati commendatari, tra i quali va ricordato il card. Giovanni Bessarione (1445 - 1468), che della sua chiesa curò l’interesse spirituale ed artistico. A garantire l’indipendenza dai vescovi di Urbino, non rassegnati allo stralcio di quel territorio, i durantini pensarono di erigere l’abbazia in Vescovado: ciò avvenne il 18 febbraio 1636 ma non come diocesi unica, bensì come due diocesi “aeque principaliter” sotto un solo vescovo, per comprensibile orgoglio dei vadesi, non tolleranti di essere semplice parrocchia di Castel Durante. E perchè le due diocesi risultavano di poca estensione, venne estinta la “prelatura nullius”, di Mercatello (1180), antica Pieve d’Ico e unita, per opzione dei mercatellesi ad Urbania, il nuovo nome di Castel Durante, mutuato dal pontefice Urbano VIII, creatore delle diocesi, mentre a Sant’Angelo in Vado venne assegnata l’abbazia “nullius” di Lamoli.
    Se il lungo governo del primo vescovo mons. O. Honorati (1636 - 1683) fu provvido per l’organizzazione delle due chiese, va ricordato tuttavia che quel lavoro avveniva su un terreno non già incolto e sterile. Mercatello oltre a zelanti arcipreti e sacerdoti sentì l’influsso francescano sin dall’inizio dall’ordine serafico sia nel ramo femminile che in quello maschile con i conventi di Santa Chiara (c. 1224) e di S.Francesco, scomparso questo con la soppressione napoleonica e l’altro nel 1887 per la legge del 1866. Sant’Angelo in Vado, risorto con questo nome intorno alla metà del sec. VI dopo la distruzione di “Tiferno Metaurense”, fu pieve e terra notevole e tra il secolo XIII e il secolo XVI contò i conventi dei Servi di Maria, dei Conventuali, dei Minori, dei Cappuccini, quattro conventi di monache, sei confraternite di sacco e altre sei senza distintivo, oltre tre ospedali e il Monte di Pietà.
    Castel Durante, sorta con questo nome circa l’ultimo ventennio del sec. XIII intorno alla abbazia di S. Cristoforo del Ponte, dopo la distruzione di Castel delle Ripe, non fu da meno nel fervore di istituzioni cristiane.
    A parte ospedali e celle nate sul primo crescere della terra, alla vigilia del vescovado oltre il “Convento dei preti”, valida associazione di sacerdoti, contava i conventi dei PP. Conventuali, dei Minori, dei Cappuccini e dei Chierici Regolari Minori (Caracciolini), un monastero di Benedettine e uno di Clarisse, sei confraternite di sacco e sei compagnie senza distintivo, quattro ospedali oltre il Monte di Pietà e tutti e tre i centri con belle chiese, arricchite d’opere d’arte anche di concittadini, quali Antonio Bencivenni, Federico Zuccari e Francesco Mancini, Giustino Episcopi, Giorgio Picchi e Domenico Peruzzini. Erette le due diocesi, suffraganee di Urbino, miglior impulso ebbe la vita cristiana, contando anche sull’erezione del Seminario per la formazione del clero in Urbania, Sant’Angelo in Vado, a Mercatello e a Sassocorvaro, dove pure dalla fine del sec. XIII erano i Conventuali e le Clarisse. Diciassette Sinodi diocesani si svolsero dal 1637 al 1790, valendo più tardi quelli provinciali dell’arcivescovo Angeloni e quindi quelli regionali e plenari. Con lo zelante e generoso vescovo Honorati vanno ricordati: mons. Pietro Barugi (1686 - 1708) che visitò sei volte le sue diocesi con particolare interesse alla custodia degli archivi; mons. Deodato Baiardi (1747 - 1776) sotto il quale vennero rinnovate le cattedrali e diverse chiese conventuali, furono introdotte in Urbania le Maestre Pie Venerini (1765) per l’educazione e istruzione della gioventù femminile e a Mercatello sorse, sulla casa natale di S.Veronica Giuliani, il monastero delle Cappuccine (1773) tutt’oggi fiorente; mons. Paolo Antonio Agostini Zamperoli (1779 - 1812) autore di lettere pastorali valide per contenuto e per forma, restauratore di tante chiese dopo il terremoto del 3 giugno 1781, morto in esilio a Como per non aver prestato il giuramento preteso da Napoleone Bonaparte; mons. Guerrantonio Boscarini Gatti (1849 - 1872) abile timoniere in tempi difficili di transizione politica, generoso del suo patrimonio verso le due cattedrali, fondatore in Urbania dell’orfanotrofio femminile.
    Con i successori continua l’aggiornamento pastorale che va dalle indicazioni della “Rerum Novarum” al Concilio Vaticano II, comprendente iniziative culturali, sociali ed edilizie notevoli quali: Congressi Eucaristici, Peregrinatio Mariae, Azione Cattolica, Missionari Diocesani, Oratori giovanili ecc.; come già detto, dopo la morte del vescovo G. Capobianco (7-4-1965), d’alto spessore pastorale, cui si deve anche l’ultimo Sinodo interdiocesano del 1959, le due diocesi furono amministrate dall’arcivescovo di Urbino mons. A.Cazzaniga e quindi da mons. Ugo Donato Bianchi.
    Con la nuova geografia delle Chiese italiane, nel 1986 tornarono a formare l'ARCIDIOCESI di Urbino-Urbania-S.Angelo in Vado.
    Ristrutturata la Provincia ecclesiastica nel marzo 2000, la metropolia passa a Pesaro conservando la sede urbinate il titolo arcivescovile.
    Una chiesa locale che conta tra i canonizzati: S. Veronica Giuliani da Mercatello (+1727), B. Mainardo vescovo (+1088), B. Giovanni Pelingotto di Urbino (+1304), B. Margherita della Metola (+1320), B. Sante Brancorsini da Montefabbri (+1394), B. Girolamo Ranuzzi di S. Angelo in Vado (seconda metà sec XV), B. Serafina Montefeltro Sforza di Urbino (+1478), B. Benedetto Passionei di Urbino (+ 1625), oltre numerosi altri chiamati “Beati” per voce popolare e di vicini a noi di cui è in corso la causa di beatificazione. Tra gli ecclesiastici emergono papa Clemente XI con undici cardinali e trentaquattro vescovi da Urbino, dodici vescovi da Urbania, sette vescovi da S. Angelo in Vado, oltre una serie lunga di degni sacerdoti, religiosi e missionari: una fecondità che ingenera coraggio e speranza.
    Franco Negroni


    Fonte: http://www.arcidiocesiurbino.org/it/...i_storici.aspx

  4. #4
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    Cronotassi dei Vescovi e Arcivescovi

    Cronotassi dei Vescovi ed Arcivescovi


    Vescovi ¬

    Nome e Cognome Patria Elezione Traslato / Rinuncia Morte
    1 Evandro 313
    2 Leonzio 592
    3 Esilarato 680
    4 Temaurino 769
    5 Mariano 826
    6 Costantino 853
    7 Pietro I 861
    8 Giovanni 877
    9 Alberto 887
    10 Teodorico 1021
    11 Teuzone 1050
    12 Mainardo 1056
    13 Pietro II Urbino 1088
    14 Guido I 1145 1146
    15 Giso 1162 1192
    16 Ugo Brandi Urbino 1192 1203
    17 Vivio 1204 1213
    18 Ranieri Rimini 1214
    19 Oddone 1220 1242
    20 Pietro III 1242 1258
    21 Guido Brancaleoni 1259 1283
    22 Egidio Spoleto 1285 1309
    23 Fra Giacomo Urbino 1309 1317
    24 Alessandro Guidi Romena 1317 1340
    25 Fra Marco Roncioni Ripafratta 1342 1347
    26 Fra Bartolomeo Carusi Urbino 1347 1349
    27 Francesco Brancaleoni Piobbico 1350 1370
    28 Fra Guglielmo 1373 Deposto 1378
    29 Fra Francesco 1379 Rinuncia 1379
    30 Oddone da Colonna Urbino 1380 1408
    31 Matteo Ghiri Urbino 1409 Deposto 1413
    32 Fra Giorgio Gubbio 1413 Rinuncia 1413
    33 Matteo Ghiri Urbino 1417 1423
    34 Fra Tommaso Tomassini Venezia 1423 Traslato
    1424
    35 Fra Giacomo Balardi Lodi 1424 1435
    36 Antonio Altan S. Vito Friuli 1436 1450
    37 Latino Card. Orsini Roma 1450 Traslato
    1452
    38 Andrea Percibelli Veroli 1452 1463
    39 Girolamo Staccoli Urbino 1463 1468
    40 Giovanni Card. Millini Roma 1468 1478
    41 Fra Lazzaro Racanelli Gubbio 1478 1486
    42 Filippo Controni Lucca 1486 1491
    43 Giampietro Arrivabene Mantova 1491 1504
    44 Gabriele Card. Gabrielli Fano 1504 1511
    45 Antonio Fra Trombetta Padova 1511 Rinuncia 1514
    46 Domenico Card. Grimani Venezia 1514 Rinuncia 1523
    47 Giacomo Nordi Cividale del F 1523 1540
    48 Dionisio Card. Laurerio Benevento 1540 1542
    49 Gregorio Card. Cortesi Modena 1542 1548
    50 Giulio Card. Della Rovere Urbino 1548 Rinuncia 1551
    51 Felice Tiranni Cagli 1551


    Arcivescovi ¬
    Il 4 giugno 1563 la sede viene elevata a Metropolitana e gli ordinari diventano Arcivescovi


    Nome e Cognome Patria Elezione Traslato / Rinuncia Morte
    52 Felice Tiranni Cagli 1563 1578
    53 Giulio Card. Della Rovere Urbino 1578 1578
    54 Antonio Giannotti Padova 1578 1597
    55 Giuseppe Ferryerio Savona 1597 1610
    56 Benedetto Ala Cremona 1610 1620
    57 Ottavio Accoramboni Gubbio 1621 Rinuncia 1623
    58 Paolo Santorio Caserta 1623 1635
    59 Antonio Card. Santacroce Roma 1636 Rinuncia 1639
    60 Francesco Vitelli Citta di Castello 1639 1646
    61 Ascanio Maffei Roma 1646 1659
    62 Giacomo Card. De Angelis Pisa 1660 Rinuncia 1667
    63 Fra Callisto Puccinelli Lucca 1667 1675
    64 Giambattista Candiotti S. Angelo in V 1675 1684
    65 Antonio Roberti Recanati 1685 1701
    66 Sebastiano Card. Tanara Bologna 1703 Rinuncia 1709
    67 Antonio Card. Sanvitali Parma 1709 1714
    68 Fra Tommaso Marelli Torino 1716 Traslato 1739
    69 Antonio Guglielmi Jesi 1739 1766
    70 Domenico Monti Senigallia 1766 1787
    71 Spiridione Berioli Citta di Castello 1787 1819
    72 Ignazio Ranaldi Macerata M 1819 1827
    73 Giangrisostomo Dondini Cento 1827 1832
    74 Giovanni Tanara Bologna 1832 Rinuncia 1845
    75 Alessandro Angeloni Urbania 1846 1881
    76 Fra Antonio Pettinari Fano 1881 Traslato 1885
    77 Carlo Borgognoni Bologna 1885 Traslato
    1889
    78 Nicodario Vampa Fano 1889 1903
    79 Fra Giammaria Santarelli Assisi 1904 1908
    80 Ciro Pontecorvi Sonnino 1909 1911
    81 Giacomo Ghio Spessa P. (Ge) 1912 Rinuncia 1931 1935
    82 Antonio Tani Savignano di Rigo (FC) 1932 Rinuncia 1952 1966
    83 Anacleto Cazzaniga Abbiategrasso (Mi) 1953 Rinuncia 1976 1996
    84 Ugo Donato Bianchi Molino di Bascio Pennabilli (PU) 1977 1999
    85 Francesco Marinelli Appignano del Tronto (AP) 2000 2011
    86 Giovanni Tani Sogliano al Rubicone (FC) 2011



    Fonte: http://www.arcidiocesiurbino.org/it/...i_storici.aspx

  5. #5
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    Arcivescovo S.E. Mons Giovanni Tani

    Biografia
    S.E. Mons. Giovanni Tani ( e-mail arcivescovo.tani@arcidiocesiurbino.it )
    Nato a Sogliano al Rubicone (Forlì), nella diocesi di Rimini, l'8 aprile 1947.
    Ha compiuto gli studi nel Seminario Minore di Rimini e poi al Seminario Regionale di Bologna. Alunno del Pontificio Seminario Romano Maggiore, ha frequentato la Pontificia Università Gregoriana, ottenendo la Laurea in Teologia Spirituale. Ha conseguito anche la Licenza in Diritto Canonico nella Pontificia Università Lateranense.
    È stato ordinato sacerdote il 29 dicembre 1973 per la diocesi di Rimini.
    Nel ministero ha ricoperto i seguenti incarichi: Direttore Spirituale del Seminario di Rimini, dal 1974 al 1985; Direttore Spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore, dal 1985 al 1999; Parroco di Nostra Signora di Lourdes a Tormarancia in Roma, dal 1999 al 2003; Rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, Rettore della Chiesa dei Santi Quattro Coronati al Laterano, Membro del Consiglio Presbiterale, Membro del Consiglio Pastorale Diocesano, Presidente dei Missionari dell'Istituto Imperiale Borromeo, dal 2003; Assistente Spirituale dell'Apostolato Accademico Salvatoriano, dal 2006.
    Nel 1992 è stato nominato Cappellano di Sua Santità.
    Il 24 giugno 2011 è stato eletto Arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado.
    Il 17 settembre 2011 è stato ordinato vescovo ed ha iniziato il suo ministero episcopale.
    Il 5 febbraio 2014 è stato eletto Segretario della Conferenza Episcopale Marchigiana.


    Stemma episcopale
    Descrizione araldica
    Inquartato, d’azzurro e d’argento: nel 1° all’agnello pasquale con la testa rivolta, nimbato d’oro e tenente in sbarra con la zampa anteriore destra l’asta crociata dello stesso di un vessillo bifido d’argento alla croce di rosso, sostenuto da tre colli addossati verdeggianti; nel 2° al Palazzo Ducale di Urbino dei suoi colori al naturale, sormontato da una stella di sette raggi d’azzurro; nel 3° al gonfalone pontificio astato e cimato da un pomo crocettato d’oro, e gheronato di sette pezzi di rosso e d’oro; nel 4° alla colomba d’argento al volo spiegato, posta in maestà e nimbata d’oro, sormontante il mare fasciato ondato d’argento e del campo.
    Lo scudo accollato ad una croce astile doppia trifogliata d’oro e gemmata di sette pezzi d’azzurro, e timbrato da un cappello prelatizio a dieci nappe per lato, il tutto di verde.
    Motto: IN UNITATE SPIRITUS SANCTI.

    Spiegazione simbolico-teologica
    Lo stemma di Mons. Giovanni Tani si presenta come una sintesi della sua storia personale, dei suoi valori spirituali e del suo programma pastorale.
    L’agnello pasquale è simbolo eloquente del Redentore (cf Gv 1,29; Ap 5,6), ma anche emblema di Giovanni il Battista che con questo titolo additò il Figlio di Dio venuto nel mondo per eliminarne il peccato. Dunque richiama il nome di Battesimo del titolare. Tale allusione è rafforzata dalla presenza nel 1° quarto di tre colli che richiamano i paesaggi del Montefeltro, e del paese natale del Presule, Sogliano al Rubicone (FC).
    Il Palazzo Ducale di Urbino, oltre ad essere richiamo diretto alla Città di Urbino e alla sua ricchezza di storia e di arte, vuole simboleggiare anche “Il Castello interiore”, il celebre itinerario dell’anima alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, delineato da Santa Teresa d’Avila, della quale Mons. Tani è appassionato studioso. Le stella di sette raggi d’azzurro che sormonta l’edificio richiama le sette mansioni o stanze che introducono sempre più al centro, dove si trova il sole splendente e la sorgente d’acqua viva. La stella ha inoltre un valore mariano, richiamando la Madonna della Fiducia alla quale tante generazioni di seminaristi e di sacerdoti del Seminario Romano (di cui Mons. Tani è stato Rettore) hanno guardato e continuano a guardare come guida sicura nel cammino.
    Il gonfalone pontificio, emblema della Chiesa romana, simboleggia il legame profondo dell’Arcivescovo con la Diocesi di Roma nella quale per tanti anni si è formato e ha esercitato il ministero sacerdotale, prima come direttore spirituale nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, quindi come Parroco, infine come Rettore dello stesso Seminario. L’ombrello (insieme alle chiavi petrine) è del resto anche emblema del Seminario Romano. Infine si ritrova nello stemma civico della seconda delle sedi diocesane affidate alla cura pastorale di Mons. Tani, Urbania (così chiamata in onore di Papa Urbano VIII che elevò Casteldurante al rango di Città e Diocesi). Non manca nello stemma un riferimento alla terza sede diocesana, Sant’Angelo in Vado, lo stemma civico della quale è d’argento alla croce di rosso: ciò che nel 1° quarto si ritrova come vessillo dell’agnello pasquale.
    Il mare nell’ultimo quarto richiama la Diocesi d’origine dell’Arcivescovo, Rimini. Sormontato dalla colomba dello Spirito simboleggia pure le acque del Battesimo, il sacramento della rinascita in Cristo che segna l’ingresso nell’unica Chiesa, corpo di Cristo (cf 1Cor 12,13). Lo Spirito che risuscitò Cristo, donato ai credenti, è principio vitale della loro unità (cf Ef 4,1-6).
    Il motto, di sapore liturgico, esplicita questo messaggio. E in qualche modo tutta la composizione araldica sottolinea il valore imprescindibile dell’unità tra i credenti che trovano in Dio il principio unificante di tutta la loro esistenza. Infatti l’agnello, simbolo del Risorto, ha la testa rivolta, quasi come a gettare lo sguardo sulla colomba dello Spirito, di cui lo stesso Risorto è datore (cf Gv 20,22). Attorno a questo ideale sguardo si articolano le altre figure araldiche poste a richiamare più chiese diocesane. L’unica Chiesa di Cristo, animata dall’unico Spirito, continua a vivere il perenne rendimento di grazie all’unico Dio Padre di tutti.

    Fonte: http://www.arcidiocesiurbino.org/it/...biografia.aspx

  6. #6
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    Arcivescovo emerito: S.E. Mons. Francesco Marinelli


    ARCIVESCOVO EMERITO -Biografia
    S.E. Mons. FRANCESCO MARINELLI
    Nato ad Appignano del Tronto (Ascoli Piceno) nel 1935. Ordinato Sacerdote (daS.E. Mons. Marcello Morgante) della Diocesi di Ascoli Piceno dal 1961. Dopo ilsecondo anno di liceo classico nel Seminario ascolano è inviato a Roma pressoil Pontificio Seminario Romano Maggiore, ove completa il liceo conseguendo ildiploma di maturità classica. Frequenta le Facoltà di Filosofia, Teologia eDiritto Canonico nella Pontificia Università Lateranense e la Facoltà diLettere per laurea in Filosofia presso l'Università 'La Sapienza' di Roma.Consegue la Laurea in Teologia sotto la direzione del prof André Conbesdell'Istituto Cattolico di Parigi; la Licenza in Diritto Canonico; la Laurea inFilosofia presso l'Università La Sapienza' di Roma con la tesi 'Maritain e la suaconcezione politica'. Abilitato all'insegnamento di Filosofia e Storia nelleScuole di Stato. Docente di religione, ad Ascoli Piceno e a Roma, per quindicianni nelle scuole statali. Vicerettore e docente del Seminario diocesano(diritto canonico e prassi amministrative), quindi Parroco a Poggio di Bretta(Ascoli Piceno). In Diocesi svolge diverse attività di carattere pastorale. Nel1967 è richiamato a Roma per l'incarico dell'insegnamento di DogmaticaSacramentaria e Pastorale Sacramentaria nelle Pontificie Università Lateranensee Urbaniana. Attualmente è ordinario di Sacramentaria. Per due mandati èPreside del Pontificio Istituto Pastorale della PUL quindi, per quattromandati, Preside dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose 'Ecclesia Mater'(PUL). Dal 1987 al 1992 è membro della Commissione Preparatoria; dellaCommissione Centrale del Sinodo Pastorale Diocesano di Roma; Moderatore delleCongregazioni Generali del Sinodo Diocesano di Roma. Nell'anno 1997-1998 tieneun corso al biennio di Specializzazione Sacramentaria dell'Istituto Teologicodi Ancona, aggregato alla Pontificia Università Lateranense. Il 3 febbraio 1998è nominato Segretario del Comitato (Presidente Cardinal Camillo Ruini) per il47° Congresso Eucaristico Internazionale del 2000. E' Rettore della Basilica diSanta Anastasia al Palatino e Cappellano della Chiesa del Preziosissimo Sanguea Roma. Ha svolto mansioni particolari per la Santa Sede: Dal 1990 al 1995 èDelegato al Consiglio d'Europa per la 'Commissione sui problemi universitari'.Dal 1994 è membro della 'Commissione speciale per la trattazione delle Cause diDispensa dagli obblighi sacerdotali-religiosi e la riduzione allo statolaicale', presso la Congregazione del Culto Divino e la Disciplina deiSacramenti. Partecipa a gruppi di lavoro per il Comitato Centrale per il GrandeGiubileo del 2000 (volontariato; guida del pellegrino). Collabora con molteriviste di carattere teologico e pastorale con la stesura di articoli e studispecializzati.
    Eletto arcivescovo di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado l'11 marzo2000; ordinato vescovo il 29 aprile 2000; il suo ministero episcopale inizia il27 Maggio 2000 e termina il 17 settembre 2011.

    Stemma episcopale

    Descrizione Araldica
    Lo scudo si presenta con campo d'azzurro alla croce d'argento lampassata d'oro, decorata con un tralcio di vite al naturale fruttata di rosso e serti di spighe pure al naturale. Lo scudo è accollato alla croce a stile arcivescovile gemmata. Il tutto è timbrato dal galero arcivescovile di verde.

    Indicazioni sul significato
    Il soggetto centrale dello stemma è la Croce, segno glorioso della redenzione di tutti gli uomini. Cristo si dona oggi alla Chiesa e al mondo intero nell'Eucarestia, presenza del mistero pasquale offerta nei segni del pane (spighe) e del vino (uva). Lo sfondo azzurro indica Maria, Madre del Redentore, Madre della Chiesa, Madre nostra e Fiducia nostra. L'Eucarestia porta ancora in sé, come pane fragrante, il sapore e il profumo della Vergine Madre.

    Il motto
    Pastor in Sanguine testamenti aeterni
    Pastore nel Sangue dell'alleanza eterna (Eb 13,20)




    Fonte: http://www.arcidiocesiurbino.org/it/...o_emerito.aspx

  7. #7
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    Patrono principale dell'Arcidiocesi: San Crescentino Martire


    Crescentino, o Crescenziano, sarebbe nato a Roma nel 276, figlio di Eutimio, un nobile romano convertito al cristianesimo. Fu indirizzato alla carriera militare ed entrò nella prestigiosa prima coorte della prima legione, di stanza a Roma per la difesa dell’Imperatore. Questa legione era comandata da San Sebastiano, insieme al quale operò per la propagazione della fede cristiana.
    Esilio
    La leggenda riferisce che a causa di un editto dell’imperatore Diocleziano ai soldati romani venne proibito di praticare il cristianesimo e di conseguenza molti soldati cristiani vennero uccisi o costretti all’esilio. Crescentino nel 297 abbandonò la capitale insieme ai suoi genitori e si rifugiò a Perugia. Perduti i genitori, donò parte dei suoi beni ai poveri e lasciò Perugia a cavallo recandosi con alcuni compagni nella valle Tiberina. Arrivato a Tifernum Tiberinum, oggi Città di Castello, allora interamente pagana, si propose di convertirne gli abitanti. La leggenda narra che la campagna intorno alla città , in località Pieve de’ Saddi, era oppressa da un terribile mostro (un drago) che con il proprio alito pestilenziale procurava malattie agli abitanti e devastava le campagne. Il santo, dopo aver predicato la fede cristiana, uccise il mostro in combattimento a Pieve de’ Saddi (dove tuttora sono presenti tre presunte costole del drago) e fu accolto come un liberatore dalla popolazione.
    L’imperatore Diocleziano, venuto a conoscenza dei fatti prodigiosi e dell’ascendenza ottenuta da Crescentino sulla popolazione, ordinò al prefetto dell’Etruria, Flacco, di chiedere a Crescentino l’abbandono della fede cristiana e il ritorno nella sua legione, sotto pena della morte fra i più atroci tormenti. Crescentino invece si impegnò maggiormente nella predicazione della sua fede e si guadagnò nuove conversioni, compiendo diversi miracoli.
    Martirio
    La leggenda prosegue con la narrazione del martirio subito dal santo; Flacco fece trascinare Crescentino in un tempio dedicato a Giove, dove il Santo rifiutò di obbedire all’ordine di adorare gli Dei pagani. Crescentino venne allora messo al rogo, ma con meraviglia dei suoi carnefici risultò immune dalle fiamme, nel mezzo delle quali continuava ad intonare canti di lode a Dio. I soldati allora lo denudarono e, legatigli mani e piedi, con una corda al collo lo trascinarono per le strade cittadine, e infine, gli tagliarono la testa. Il martirio sarebbe avvenuto, secondo la leggenda, il 1 giugno del 303.
    Culto
    Nella notte alcuni cristiani si sarebbero quindi recati sul luogo del supplizio per dare onorata sepoltura al giovane martire, che venne sepolto nel mezzo di un bosco. Sul luogo della sepoltura del santo sarebbe quindi sorta una piccola chiesa (Pieve de’ Saddi). Nello stesso luogo, il successivo 10 giugno sarebbero stati sepolti anche i compagni di Crescentino, che a loro volta avevano subito il martirio tutti insieme. I nomi dei compagni di Crescentino riportati dalla leggenda sono: Grivicciano, Giustino, Fortunato, Benedetto, Orfito, Europio, Esusperanzio e Viviano, tutti venerati dalla Chiesa come martiri.
    Benché la data del martirio sia tradizionalmente indicata al 1º giugno, san Crescentino fu ascritto nel Martirologio Romano del Baronio (come santo locale) alla data dell’8 agosto.
    Patrono di Urbino
    Nel 1068 il vescovo di Urbino Mainardo, poi divenuto beato, desideroso di dare alla chiesa urbinate le reliquie di un santo da venerare come proprio Patrono; chiese a Fulcone, vescovo di Tifernum Tiberinum (Città di Castello), il corpo di un martire, visto che quella diocesi ne aveva diversi. Fulcone acconsentì volentieri; per cui il vescovo Mainardo, accompagnato dal clero, dai nobili e da molti cittadini, partì da Urbino in pieno inverno, circa la metà di dicembre, e superati con fatica i passi Appenninici raggiunse la Pieve de’ Saddi per ricevere il corpo del martire donato da Fulcone.
    La reliquia, destinata a ornare la chiesa urbinate, era il corpo di san Crescentino; aperta l’urna, le spoglie del santo furono trasferite in un’altra più piccola in legno, per facilitarne il trasporto. Ma il vescovo Fulcone non volendo privare la città di un suo martire si volle riservare la testa (attualmente conservata nella cripta del Duomo di Città di Castello).
    Mentre il vescovo Mainardo, assieme al clero e ai notabili cittadini, si era rimesso in cammino per tornare ad Urbino; il popolo di Tiferno, avendo ormai compreso che gli urbinati si portavano via il corpo del santo, corse ad inseguirli per sottraglielo e riportarlo indietro. Ma secondo un’antica tradizione, ancora viva tra gl’urbinati e sostenuta da antichi documenti, si dice che una fitta nebbia si alzò improvvisamente nel mezzo dell’Appennino, tanto che i tifernati non poterono più vedere gli urbinati; per cui, perduta la speranza di raggiungerli, se ne tornarono indietro.
    Quando gl’urbinati giunsero col corpo del Santo nella loro città, la sera del 18 dicembre 1068, il vescovo Mainardo posò la cassa che ne conteneva i resti nel luogo poi divenuto piazza Farina. Il corpo di San Crescentino fu sepolto in una tomba sotto alla Cattedrale e il vescovo Mainardo avviò subito i lavori di costruzione per il nuovo Duomo, il primo entro le mura cittadine, dedicato a Santa Maria Assunta in Cielo e a San Crescentino.
    Sull’antica piazza Farina venne eretta nel 1737 una colonna sostenuta da un’ara in pietra, provenienti dalla Chiesa dei SS.Apostoli di Roma, sormontate da una statuetta del santo in bronzo, ora conservata nella Galleria Nazionale delle Marche, dono del cardinal Annibale Albani. Nel giugno 2009 una copia è stata ricollocata sulla sommità della colonna e il sito in cui è situato il piccolo monumento è stato intitolato al Santo (Largo San Crescentino).



    Fonte: http://www.prolocomorra.it/it/confra...n-crescentino/

  8. #8
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    Santi e beati della Diocesi

    Patrono:

    San Crescentino Martire (Patrono principale dell?Arcidiocesi e della città di Urbino)


    Co-Patroni:


    San Michele Arcangelo (patrono principale di Sant'Angelo in Vado)
    San Cristoforo (pa
    trono principale di Urbania)


    Santi e beati originari della diocesi:


    S. Veronica Giuliani da Mercatello (+1727),
    B. Mainardo vescovo (+1088),
    B. Giovanni Pelingotto di Urbino (+1304),
    B. Margherita della Metola (+1320),
    B. Sante Brancorsini da Montefabbri (+1394),
    B. Girolamo Ranuzzi di S. Angelo in Vado (seconda metà sec XV),
    B. Serafina Montefeltro Sforza di Urbino (+1478),
    B. Benedetto Passionei di Urbino (+ 1625)

    Fonte: http://www.arcidiocesiurbino.org/it/...i_storici.aspx

  9. #9
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    La Curia e gli organismi centrali



    LA CURIA


    Infomazioni e contatti sulla Curia e gli Organismi Centrali
    La Curia diocesana consta di quelle persone ed uffici che più da vicino collaborano col Vescovo nel suo ufficio pastorale, e con lui formano quasi una cosa sola.
    Il Vescovo ordina la Curia ed imprime a tutta la sua attività, non esclusa quella amministrativa e giudiziaria, uno spirito ed una speditezza tale da renderla per il Vescovo uno strumento idoneo non solo per l'amministrazione della diocesi, ma anche per l'esercizio delle opere di apostolato.
    (Christus Dominus, 27; Ecclesiae Imago, 200)


    Sede

    Piazza Pascoli, 2
    61029 Urbino (PU)
    Tel. e fax 0722 2850

    Vicario Generale
    Tabarini mons. Giuseppe


    Segretario dell'Arcivescovo
    Luigi Fedrighelli

    Archivio
    Gregoratto mons. Eugenio


    Cancelleria
    Sani mons. Augusto, Mangani diac. Giuseppe, Don Daniele Brivio
    La Cancelleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12.
    Si consiglia di prendere appuntamento telefonando al numero 0722.2850.


    Direttore Ufficio Tecnico Amministrativo

    Tabarini mons. Giuseppe

    Economo Generale

    Giorgio Giampaoli

    Sostentamento del clero
    Giovanni Palazzi


    Vicari Episcopali
    Gori mons. Franco per l’Università
    Pellegrini mons. Piero per la famiglia
    Tabarini mons. Giuseppe per la pastorale
    Tonti mons. Davide per la Cultura e l'Arte

    Fonte: http://www.arcidiocesiurbino.org/it/..._centrali.aspx

  10. #10
    Cronista di CR L'avatar di Leon71
    Data Registrazione
    Apr 2007
    Località
    Urbino
    Età
    47
    Messaggi
    795
    Ringraziato
    14

    Uffici per la Pastorale

    Settore Evangelizzazione
    Vicario Episcopale per la Pastorale: Mons. Giuseppe Tabarini
    Responsabile diocesano per il Catecumenato: Maluccio don Antonino
    Responsabile diocesano per i pellegrinaggi: Brancati Francesca
    Responsabile diocesano per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso: Pierleoni don Fabio
    Direttore Ufficio per l’Evangelizzazione e Pastorale scolastica: Tabarini mons. Giuseppe
    Responsabile I. R. C : Zazzarini Licia
    Direttore Ufficio Pastorale della famiglia: Pierleoni don Fabio
    Comunicazioni Sociali: Fedrighelli Luigi e don Andreas Fassa
    Responsabile della Pastorale Giovanile: Don Andreas Fassa
    Responsabile Pastorale Universitaria: Gori mons. Franco

    Settore culto e santificazione
    Responsabile Pastorale Vocazionale: Fassa don Andreas
    Responsabile coordinatore delle cause dei santi: Diac. Giuseppe Mangani
    Responsabile Ufficio Liturgico: Diac. Giuseppe Mangani
    Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali: Mons. Davide Tonti
    Incaricato Diocesano per l’Edilizia di Culto: Geom. Simone Balducci


    Settore della promozione della Carità
    Caritas Diocesana: Fazi Itala
    Direttore Ufficio Pastorale mondo della sofferenza e disagio: P. Claudio Pantaleo
    Delegato Pastorale Sociale del Lavoro: Ferri diac. Paolo
    Assistente Diocesano Acli:

    Fonte: http://www.arcidiocesiurbino.org/it/...pastorale.aspx

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •