Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della Diocesi di Carpi - 2018

  1. #1
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    Cronache della Diocesi di Carpi - 2018

    Cronache della DIOCESI DI CARPI

    Indice delle cronache passate:

    http://www.cattoliciromani.com/63-l-...=1#post1633050

  2. #2
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    Dati statistici

    Curia Vescovile: Viale Peruzzi, 38 - Carpi. Tel 059 686048. Sito Diocesano: www.carpi.chiesacattolica.it


    Provincia Ecclesiastica: Modena-Nonantola
    Superficie: kmq 415,28
    Dati Annuario Pontificio 2013
    Abitanti: 129.169
    Sacerdoti secolari : 51
    Sacerdoti regolari : 11
    Diaconi permanenti : 16
    Religiosi uomini : 11
    Religiose donne : 44

    Dati rielaborati dal cronista sulla situazione in diocesi al 01/01/2017
    Sacerdoti secolari: 43
    Diaconi ordinandi sacerdoti in data 05/01/2017 : 3
    Sacerdoti regolari : 16
    Diaconi permanenti : 16
    Religiosi uomini : 16
    Religiose donne : 63




    Comuni:
    1) Carpi - 16 parrocchie: Budrione, Cattedrale, Cibeno, Corpus Domini, Cortile, Fossoli, Gargallo, Migliarina, Quartirolo, San Bernardino Realino, Santa Croce, San Francesco, San Giuseppe Artigiano, San Marino, San Martino Secchia, San Nicolò.
    2) San Possidonio
    3) Novi di Modena - 3 parrocchie: Novi, Rovereto sulla Secchia, Sant'Antonio in Mercadello
    4) Concordia sulla Secchia - 5 parrocchie: Concordia, Fossa, Santa Caterina, San Giovanni, Vallalta
    5) Mirandola - 10 parrocchie: Cividale, Gavello, Mirandola, Mortizzuolo, Quarantoli, San Giacomo Roncole, Santa Giustina Vigona, San Martino Carano, San Martino Spino, Tramuschio
    6) Rolo (PROV. RE)
    7) Limidi (Comune di Soliera)
    8) Panzano (Comune di Campogalliano)








    Calendario liturgico diocesano
    Tutto come nel Calendario romano generale, eccettuati i giorni sottoindicati:


    Aprile
    29 - S. Caterina da Siena, Vergine e Dottore della Chiesa, patrona d’Italia

    Maggio
    16 - S. Possidonio, vescovo Patrono della Parrocchia di S. Possidonio e del territorio di Mirandola.
    20 - S. Bernardino da Siena, sacerdote Patrono principale della Città e Diocesi.

    Giugno
    6 - Memoria del Beato Odoardo Focherini

    Luglio
    4 - S. Bernardino Realino, sacerdote Patrono secondario della Città e Diocesi.
    23 - S. Apollinare, vescovo e martire Patrono dell’Emilia Romagna.

    Agosto
    15 - Assunzione della Beata Vergine Maria Titolare della Chiesa Cattedrale.

    Settembre
    4 - Anniversario della dedicazione della Chiesa Cattedrale.

    Ottobre
    4 - S. Francesco d’Assisi Patrono d’Italia.
    25 - Anniversario della dedicazione della propria Chiesa.




    --------------------------------------------------------------------------------------------
    Cronotassi dei Vescovi




    Francesco Benincasa, S.J. † (13 dicembre 1779 - 12 settembre o 13 dicembre 1793 deceduto)
    Carlo Belloni † (12 settembre 1794 - 22 luglio 1800 deceduto)
    Giacomo Boschi † (18 settembre 1807 - 21 marzo 1815 deceduto)
    Filippo Cattani † (19 aprile 1822 - 3 luglio 1826 nominato vescovo di Reggio Emilia)
    Adeodato Caleffi, O.S.B. † (2 ottobre 1826 - 5 luglio 1830 nominato vescovo di Modena)
    Clemente Maria Basetti † (28 febbraio 1831 - 12 giugno 1839 deceduto)
    Pietro Raffaelli † (23 dicembre 1839 - 20 aprile 1849 nominato vescovo di Reggio Emilia)
    Gaetano Maria Cattani † (7 gennaio 1850 - 28 gennaio 1863 deceduto)
    Gherardo Araldi † (27 ottobre 1871 - 11 dicembre 1891 dimesso)
    Andrea Righetti † (14 dicembre 1891 - 6 giugno 1924 deceduto)
    Giovanni Pranzini † (18 novembre 1924 - 22 giugno 1935 deceduto)
    Carlo De Ferrari, C.S.S. † (16 dicembre 1935 - 12 aprile 1941 nominato arcivescovo di Trento)
    Vigilio Federico Dalla Zuanna, O.F.M.Cap. † (12 maggio 1941 - 24 novembre 1952 dimesso)
    Artemio Prati † (31 dicembre 1952 - 7 aprile 1983 ritirato)
    Alessandro Maggiolini † (7 aprile 1983 - 31 gennaio 1989 nominato vescovo di Como)
    Bassano Staffieri (11 luglio 1989 - 10 luglio 1999 nominato vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato)
    Elio Tinti (17 giugno 2000 - 14 novembre 2011 ritirato)
    Francesco Cavina, dal 14 novembre 2011
    Ultima modifica di Mercarte; 08-01-2018 alle 20:33 Motivo: Inserito ex novo il secondo post, come da regolamento

  3. #3
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    Su Rai Uno le Messe in Cattedrale il 6 e 7 gennaio




    Nel corso del programma “A Sua Immagine” Rai Uno trasmetterà la Santa Messa presieduta dal Vescovo monsignor Francesco Cavina nella Cattedrale di Carpi sabato 6 gennaio, solennità dell’Epifania, e domenica 7 gennaio, festa del Battesimo di Gesù, alle ore 11.
    Il collegamento inizierà dalle ore 10.55.

  4. #4
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    Grande partecipazione anche oggi in Cattedrale alla celebrazione trasmessa da Rai Uno

    Gremita anche nella mattinata di oggi, domenica 7 gennaio, la Cattedrale di Carpi per la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Francesco Cavina e trasmessa in diretta, come ieri, da Rai Uno nel corso di “A Sua Immagine”.
    Nel Battesimo di Gesù al fiume Giordano, solennità che si celebra oggi, “la Chiesa vede una preparazione del Battesimo cristiano, che il Signore istituisce dopo la sua morte e resurrezione - ha affermato monsignor Cavina nell'omelia -. Per ricevere il Battesimo innanzitutto è necessario accogliere la testimonianza su Cristo che ci deriva dalla Chiesa. Gesù che nasce a Betlemme è il Figlio di Dio, il Figlio che è Dio, e fin da principio è presso Dio. Chi lo accoglie nella fede viene liberato dal peccato, rinasce, per opera dello Spirito a vita nuova, riceve la vita da Dio e diviene suo figlio. La conseguenza di questa vita nuova che ci è donata è la nostra divinizzazione”.
    Dunque, ha sottolineato il Vescovo, l’uomo “acquista con il Battesimo una dignità inattesa, smisurata. Il Salvatore del mondo che è nato per noi, prende possesso della nostra anima, ci dà la grazia di diventare figli di Dio. Si tratta di una realtà stupenda sulla quale è bene soffermarci anche per fare nascere in noi il desiderio della vita eterna e per ravvivare la nostra responsabilità dinanzi a tutti gli uomini”.




    fonte: www.carpi.chiesacattolica.it

  5. #5
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    Dal 18 al 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

    Incontro di preghiera il 21 gennaio alle 16.30, presso la chiesa di Santa Chiara a Carpi




    Con l’ospitalità delle Sorelle Clarisse, domenica 21 gennaio alle 16.30, presso la chiesa di Santa Chiara a Carpi, si tiene l’incontro di preghiera a cura del Segretariato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali. Il Vescovo Monsignor Francesco Cavina porterà il suo saluto. La veglia sarà condotta da don Roberto Vecchi, parroco di Fossoli, in rappresentanza della Diocesi di Carpi. Interverranno padre Ioan Feier della Chiesa cattolica rumena di rito orientale (Mirandola) e padre Giacomo Casolari della Chiesa evangelica della Riconciliazione (Bologna).

    Quante cose imparare gli uni dagli altri!
    Occorre ammettere, purtroppo, che, in un pianeta ormai largamente multireligioso, il vasto popolo cristiano - oltre due miliardi di persone sparse in ogni continente - sia frammentato e incapace di operare insieme, salvo benvenute eccezioni, e ciò sembra ormai un dato di fatto che non fa problema. In ogni caso non sgomenta, come forse dovrebbe, che tali divisioni rappresentino una contro-testimonianza di proporzioni colossali, fi no a rischiare di scoraggiare, comprensibilmente, chi intenda avvicinarsi al messaggio evangelico, salvo doversi chiedere: quale vangelo? Quale tradizione cristiana? E quale chiesa? Interrogativi di enorme portata, certo complessi, eppure ineludibili; richiederebbero un po’ più di una risposta standard quale quella che in genere proviene, dalla celebrazione di eventi annuali quali la (benemerita, sia chiaro) Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (Spuc) che tradizionalmente si tiene dal 18 al 25 gennaio. La quale fu avviata dal reverendo episcopaliano Paul Wattson a Graymoor (New York) nel 1908 come Ottavario per l’unità della Chiesa, con un significato decisamente simbolico: apertura con la memoria della cattedra di san Pietro e chiusura con quella della (cosiddetta) conversione di San Paolo. Sia chiaro, a scanso di equivoci: che la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci sia, che si tenga con la presenza spesso determinante delle diocesi e delle chiese locali, è un fatto positivo che nessuno potrebbe sognarsi di sottovalutare. Permane però la sensazione, in chi da molti anni vi partecipa convintamente, di un’occasione non sfruttata appieno: soprattutto quando, e capita spesso, a essa non segue un cammino congruente durante il resto dell’anno, con un’attenzione non solo episodica alle dinamiche ecumeniche (per fare solo un esempio, si pensi alla totale - o quasi - ignoranza di un rilevante documento che ha ormai più di dieci anni, quella Carta Ecumenica sottoscritta da tutte le chiese europee a Strasburgo nel 2001).

    “Potente è la tua mano, Signore” (Es.16,6)
    Non è secondario domandarsi, accingendosi a prendere parte all’imminente Settimana, quale unità sia quella per cui preghiamo, quando ci riferiamo all’ecumenismo. Si tratta di un’unità che, innanzitutto, non è contro qualcuno, e che non deve significare uniformità, bensì un’unità plurale in cui le chiese, da vere sorelle, si riconoscono e si pongono al servizio l’una dell’altra. Certo, è indubbio che oggi il cammino ecumenico, dopo la stagione rigogliosa vissuta attorno al Vaticano II, appaia in crisi, talvolta in panne, talaltra ridotto a un dialogo di buone forme e non di sostanza. É tuttavia altrettanto innegabile che in diversi campi -da quelli scientifici di chi studia la Bibbia sempre più a una voce con quelli che erano i fratelli separati a chi sperimenta l’accoglienza allo straniero o il dialogo interreligioso senza chiedere carte d’identità a quanti operano al suo fianco-l’ecumenismo è sempre più sentito come la normalità dell’essere cristiano, al di là e nonostante i reciproci pregiudizi e le annose chiusure storiche. In questa direzione si pone papa Francesco quando, nella recente esortazione Evangelii gaudium, scrive fra l’altro: “Se realmente crediamo nella libera e generosa azione dello Spirito, quante cose possiamo imparare gli uni dagli altri! Non si tratta solamente di ricevere informazioni sugli altri per conoscerli meglio, ma di raccogliere quello che lo Spirito ha seminato in loro come un dono anche per noi” (n.246).

    Brunetta Salvarani
    Responsabile dell’Ufficio per l’Ecumenismo
    e il Dialogo della Diocesi di Carpi



  6. #6
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    Dal 23 al 28 gennaio il viaggio di monsignor Francesco Cavina in Egitto
    Quell’ “andare verso” che rompe l’indifferenza


    Dal 23 al 28 gennaio prossimi il Vescovo monsignor Francesco Cavina si recherà in Egitto insieme ad una delegazione della Fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), guidata dal direttore Alessandro Monteduro. Dopo i tre viaggi in Kurdistan e in Iraq, compiuti tra il 2016 e il 2017, questa volta il Vescovo visiterà le comunità che formano la più consistente presenza cristiana in Medioriente. “Il motivo che mi ha spinto a questo viaggio - spiega monsignor Francesco Cavina - nasce nuovamente dal profondo desiderio di manifestare vicinanza e affetto, a nome mio e della Chiesa, a quei nostri fratelli che sono vittime, quotidianamente, di odiose forme di discriminazione a causa della loro fede. Una persecuzione che in Egitto, negli ultimi tre anni, ha raggiunto punte estreme di violenza e di crudeltà, come dimostrano i recenti attentati”. Particolarmente toccante sarà, al riguardo, l’incontro con i famigliari delle vittime di questi attacchi, fra cui quello, tristemente noto, a Minya, contro due autobus di pellegrini. Ma, sottolinea il Vescovo, “le attestazioni di vicinanza, per quanto importanti, non bastano, per questo il viaggio in Egitto servirà per valutare, con Aiuto alla Chiesa che Soffre, da sempre molto attiva nel Paese, che cosa è possibile fare per portare un aiuto concreto”. Ancora una volta, dunque, la Chiesa di Carpi è invitata ad accompagnare con la preghiera il viaggio del suo Pastore, ricordando quanti, non solo in Medioriente, ma in tutto il mondo, sono perseguitati soltanto perché cristiani. E se le condizioni di sicurezza in Egitto consentono una maggiore libertà di spostamento rispetto al Kurdistan iracheno, monsignor Cavina parte di nuovo “con la fiducia che, poiché insieme ad Aiuto alla Chiesa che Soffre si va per fare del bene al prossimo, il Signore ci aiuterà”.


    fonte: sito diocesi

  7. #7
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    S.Giacomo Roncole - Celebrato l’insediamento nuovo pastore d.Alessandro Nondo Minga

    Un soffio di cattolicità, ossia di universalità, si e respirato a San Giacomo Roncole durante la solenne liturgia di insediamento del nuovo pastore, don Alessandro (Alexandre) Nondo Minga, celebrata domenica 21 gennaio. Intorno all’altare si sono infatti stretti, insieme al sacerdote della Repubblica Democratica del Congo, oltre al parroco uscente, don Gino Barbieri, confratelli italiani, congolesi e polacchi. Senza dimenticare, naturalmente, suor Mairdes, la religiosa brasiliana in servizio presso la parrocchia, attiva “dietro le quinte” nell’organizzazione della messa, e due fratelli, una sorella e due nipoti di don Alessandro, che hanno voluto condividere con lui questo momento cosi importante del suo ministero. Culture e sensibilità diverse che, abbracciate dalla radicata tradizione di accoglienza della comunità di San Giacomo, si sono unite a formare un’anima sola nella celebrazione eucaristica, allietata dai canti del coro parrocchiale.

    L’omelia del Vescovo Francesco
    “Il passaggio ad un nuovo pastore e motivo di trepidazione per una parrocchia, ma qui non è cosi perche lo conoscete già”. Il Vescovo monsignor Francesco Cavina ha esordito, nella sua omelia, facendo riferimento al servizio che don Alessandro presta da un anno a San Giacomo, in aiuto a don Gino Barbieri. É proprio al parroco dimissionario - che rimarrà il legale rappresentante della parrocchia - monsignor Cavina si e rivolto all’inizio. “A lui va il grazie di tutti per il ministero svolto in questi anni con tanto zelo e disponibilità. Ma un sacerdote non va mai in pensione - ha precisato il Vescovo -, entra, per cosi dire, in un rapporto diverso con la comunità, quello di chi innalza, come Mosè, le proprie braccia al cielo invocando la benedizione di Dio sul popolo. Ecco, allora, che affido pubblicamente a don Gino il compito della preghiera per la parrocchia e per la Diocesi, in particolare per le vocazioni sacerdotali. A dire il vero, il Signore sempre ne suscita, ma è necessario pregare perche chi si sente chiamato sappia rispondere con generosità”. Tornando, poi, a don Alessandro, monsignor Cavina ha sottolineato come la gente di San Giacomo abbia già potuto apprezzarne le doti e le capacità e lo abbia accolto fin dall’inizio come un dono. Nella consapevolezza, sperimentata più volte visitando le parrocchie - “sapete bene della fatica del Vescovo nel cercare di garantire un pastore ad ogni parrocchia” - che il sacerdote e colui che tiene unita la comunità, che ne è il punto di riferimento per tutti, credenti e non. “Convertitevi e credete al Vangelo. Sono le parole di Gesù nella liturgia di oggi, che ci dicono qual è la missione del sacerdote: annunciare il Vangelo nella sua integrità, anche quando può non essere comodo o dispiacere alla nostra vita. E accogliere il Vangelo significa accogliere una persona, Gesù, l’unico in grado di offrirci il dono di cui abbiamo più bisogno, ovvero di rivelarci il senso della nostra esistenza. Colui che ci indica la strada per giungere alla comunione piena con Dio, per tornare alla nostra vera casa, il Paradiso”. Dunque, ha osservato monsignor Cavina, non poteva esserci invocazione più -bella e adatta di quella del ritornello del Salmo di domenica 21 gennaio: “Fammi conoscere, Signore, le tue vie”. “É il programma di vita che desidero lasciare a questa comunità. Ricordatelo sempre - così si e rivolto il Vescovo ai parrocchiani -: Signore, non le mie, ma le tue vie! Insegnami i tuoi sentieri!”. Poi, l’esortazione finale a lasciarsi guidare nel cammino da don Alessandro. “Ascoltatelo e seguitelo con piena disponibilità... sono convinto di affidarvi in buone mani. É giunto in mezzo a noi per mettersi al servizio della nostra comunità ecclesiale che è nella necessità. Ringraziamo allora don Alessandro, ma ancora di più il Signore che, attraverso la generosità di questo sacerdote, ha dato risposta al nostro bisogno”.

    Il saluto di don Alessandro
    “Eccellenza Reverendissima - queste le parole di don Alessandro al Vescovo - mi sia permesso, in questo giorno importante per la nostra parrocchia e in modo speciale per me, di presentarle i miei sinceri ringraziamenti e la mia umile riconoscenza, prima di tutto per l’accoglienza calorosa che mi ha riservato in seno alla Diocesi di Carpi, affidata alla sua cura pastorale, e in un secondo momento per la fiducia che mi ha dimostrato affidandomi la cura pastorale della parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo apostoli. Durante la cerimonia dell’insediamento, ho posto nelle sue mani, la mia obbedienza. Su questa lei potrà sempre contare. Ho accettato volentieri questo incarico e le prometto di fare del mio meglio, con l’aiuto del Signore, per essere all’altezza delle responsabilità che mi ha affidato e confido sul suo aiuto paterno e le sue preghiere. Eccellenza, so e sono convinto che lei mi vuole bene e le assicuro che il mio affetto per lei e l’intero presbiterio non è da meno”. “A tutti i fedeli di San Giacomo - così ha parlato il sacerdote ai parrocchiani - dico ugualmente grazie per l’accoglienza e per la gioia dimostrata dal primo giorno in cui venni in questa parrocchia come collaboratore. Da solo non posso fare niente, ma insieme possiamo fare tanto per l’edificazione della nostra parrocchia. Per questo invito ognuno di voi a rinnovare il proprio impegno, a dare il proprio contributo per la crescita della nostra comunità, come una sola famiglia in cui tutti si sentono compresi, accolti ed amati. Sapete amici cari che siete la mia predilezione”. “A tutti confratelli della zona pastorale, in particolare a don Flavio, a cui riconosco il merito per la mia integrazione, dico grazie di cuore e chiedo di starmi vicino con la loro esperienza - ha proseguito -. Un ringraziamento particolare lo rivolgo a lei don Gino. L’anno trascorso insieme come suo collaboratore, mi ha permesso di conoscere quanto amore e quanto servizio lei ha donato a questa comunità, che non la scorderà e avrà sempre piacere di averla presente nei giorni di festa. Questa continua ad essere la sua casa”. “Ringrazio il signor sindaco per le sue parole di stima - ha aggiunto - e insieme a lui ringrazio tutte le autorità militari e civili presenti, a tutti dico grazie e offro la mia disponibilità a collaborare per il bene della nostra società civile ed il suo progresso. Concludo ringraziando tutti i presenti, i sacerdoti della diocesi di Mweka, tutti i confratelli, le suore, gli amici, i parenti, i conoscenti per aver accettato di partecipare a questa celebrazione”. Un pensiero ancora, unito alla preghiera, per il Vescovo Francesco: “Eccellenza, domani 22 gennaio, lei ricorderà l’anniversario della sua ordinazione episcopale, mi permetta di farle gli auguri più sinceri e filiali anche a nome di tutti i presenti… Tutti ringraziamo Dio per il dono grande che lei e per la Chiesa, per questa nostra Chiesa! E affidiamo ancora una volta a Maria Regina degli Apostoli, il suo ministero, le sue intenzioni più care e quanto lei porta nel cuore. Auguri Eccellenza! Che la Vergine Maria, la santissima Trinità e i santi apostoli Filippo e Giacomo ci accompagnino tutti”.

    Il consiglio pastorale parrocchiale “A nome del consiglio pastorale - ha affermato Luciano Galavotti - ringraziamo Sua Eccellenza per averci donato il nostro nuovo pastore. Un altro segno dell’amicizia e della stima che ha sempre dimostrato per la nostra comunità. Un grazie alle autorità e a tutti i presenti che hanno deciso di partecipare a questa giornata cosi significativa. In questo momento di grande gioia, non possiamo che ringraziare con affetto don Gino, per il servizio svolto in questi anni e per la guida forte con cui ci ha sostenuto. A don Alessandro vanno i nostri ringraziamenti per aver accettato questo impegno, che sappiamo non essere semplice. Speriamo come comunità di poter essere quella famiglia che in questo momento e per lui lontana. Oltre alla nostra vicinanza e alla nostra amicizia, vogliamo assicurare a don Alessandro la nostra preghiera, che lo sostenga e incoraggi nei futuri anni di servizio, confidando nella sua guida e nel suo consiglio anche nelle difficoltà. In questi mesi, abbiamo avuto la possibilità di conoscerlo, apprezzandone la giovialità, la simpatia, la preparazione, la precisione e la risolutezza. Qualità che insieme all’attenzione, all’ascolto e alla preghiera per i più piccoli e poveri, sono indispensabili in una comunità. Come augurio per la Chiesa che vogliamo costruire insieme a lui, abbiamo pensato di utilizzare le parole che il Santo Padre scrive in Evangeli Gaudium: “Essere Chiesa significa essere popolo di Dio, in accordo con il grande progetto d’amore del Padre. Questo implica essere il fermento di Dio in mezzo all’umanità. Vuol dire annunciare e portare la salvezza di Dio in questo nostro mondo, che spesso si perde, che ha bisogno di avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo vigore nel cammino. La Chiesa deve essere il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo”.
    24 gennaio 2018


    fonte: sito diocesi

  8. #8
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    Agenda del Vescovo Francesco

    Da martedì 23 domenica 28 gennaio
    Viaggio in Egitto insieme alla delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre

    Lunedì 29 gennaio
    Alle 14.45, a Bologna, presso il Cinema Teatro Galliera, saluto al convegnoregionale su “La catechesi del buon Pastore: Bibbia-Liturgia-Bambino”, organizzato dalla Federazione Italiana Esercizi Spirituali (Fies)

    Giovedì 1 febbraio
    In serata, incontro con i presidenti parrocchiali di Azione cattolica

    Venerdì 2 febbraio
    Alle 18.30, in Cattedrale, Santa Messa nella Giornata della vita consacrata

    Sabato 3 febbraio
    Alle 10.30, a Vigevano, Beatifi azione di Teresio Olivelli
    Alle 19, a Gavello, Santa Messa nella festa del Patrono SanBiagio

    Domenica 4 febbraio
    Alle 12, in Cattedrale, Santa Messa celebrata insieme al Vescovo di Bamberga monsignor Ludwig Schick
    Nel pomeriggio partenza per Gargagnago (Verona), dove, presso la Casa dell’Opera Famiglia di Nazareth al santuario di Solane, predicherà fino a mercoledì 7 febbraio un corso di esercizi spirituali per sacerdoti, diaconi e religiosi.


    fonte: carpi.chiesacattolica.it

  9. #9
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    Nuovo Consiglio presbiterale

    Elemento di comunione tra confratelli


    Lo scorso giovedì 11 gennaio, in occasione dell’incontro del clero presso il Seminario vescovile, si sono svolte le elezioni per designare i tre membri del consiglio presbiterale scelti dal clero. La composizione dell’organico di detto consiglio prevede infatti alcuni membri di diritto (vicario generale, vicario episcopale e il rettore del Seminario), un moderatore votato tra gli otto, tre sacerdoti scelti tra il clero e due nominati dal vescovo. Secondo il regolamento prescritto, l’elezione prevede una prima votazione indicativa e una seconda vera e propria. Effettuato lo spoglio delle prime schede si comunica l’esito della votazione dando lettura dei sei sacerdoti che hanno ottenuto il maggiore dei voti, successivamente si procede alla votazione finale. Risultano eletti i tre sacerdoti che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze. In caso di parità la scelta ricade sul sacerdote con la maggiore anzianità di ordinazione e, permanendo tale situazione, risulta determinante l’anzianità anagrafica. Alla conclusione delle votazioni il consiglio presbiterale, in carica per il quinquennio 2018-2023, è stato così composto:

    membri di diritto:
    Fabbri don Massimo, Pro Vicario Generale;
    Malavasi don Carlo, Pro Vicario Generale;
    Gilioli padre Elio, Vicario Episcopale per la Vita Consacrata;
    Paltrinieri don Riccardo, Rettore del Seminario;

    Eletti dal Clero:
    Konieczny don Marek;
    Nikarthil don Anand;
    Truzzi don Carlo;

    Eletto dai Moderatori: Dotti don Antonio;

    Nominati dal Vescovo:
    Dotti don Massimo;
    Tshibuabua Kabiena K. Padre Ippolito.

    Tra questi il Vescovo sceglierà i presbiteri che formeranno il collegio dei Consultori. Questi due organi sono importanti nella vita e nell’organizzazione di una Chiesa particolare poiché esprimono la partecipazione del presbiterio diocesano al governo pastorale del Vescovo contribuendo, attraverso la funzione consultiva, all’elaborazione delle decisioni e delle scelte riguardanti la vita e la missione della nostra diocesi. Si tratta di organismi che hanno trovato la loro origine nel Concilio Vaticano II e pur ponendosi in parziale con- tinuità con alcune funzioni svolte dal Capitolo della Cattedrale, sono del tutto nuovi che si contraddistinguono per la loro rappresentatività dalle altre modalità con cui i presbiteri collaborano con il vescovo diocesano.


    La rappresentanza infatti non deve essere intesa come una delega ma come un elemento di comunione tra i confratelli che nel presbitero scelto esprimono il loro sentire e quello del presbiterio. Tale espressione fa meglio comprendere l’obbligatorietà di tali organismi e l’importanza che essi ricoprono nel coadiuvare il vescovo nel governo della diocesi, come ben espresso nella vigente normativa canonica (cann. 495-502).


    di Andrea Beltrami dal settimanale Notizie

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    Monsignor Francesco Cavina è rientrato dal viaggio in Egitto


    Un viaggio in una terra martoriata, quell’Egitto che, negli ultimi tre anni, ha raggiunto punte estreme di violenza e di crudeltà, come dimostrano i recenti attentati. Dal 23 al 28 gennaio il Vescovo monsignor Francesco Cavina si è recato in quei territori insieme ad una delegazione della Fondazione di diritto pontifi cio Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), guidata dal direttore Alessandro Monteduro e composta, tra gli altri, anche da alcuni giornalisti e dal vicario generale della diocesi di Carpi, don Massimo Fabbri. Dopo i tre viaggi in Kurdistan e in Iraq, compiuti tra il 2016 e il 2017, il Vescovo Cavina ha visitato le comunità che formano la più consistente presenza cristiana in Medioriente. Quella dei cristiani in Egitto rappresenta infatti un’ampia minoranza di circa 15 milioni di fedeli, suddivisi tra copto-ortodossi, il gruppo più vasto, e copto-cattolici, che raggiungono il numero di 300 mila. Comunità che costituiscono una presenza millenaria nel Paese, di antica evangelizzazione e con una ricchissima tradizione di fede e di cultura. Terra benedetta dal passaggio della Sacra Famiglia “La ragione che mi ha spinto a questo viaggio - spiega monsignor Francesco Cavina - trova ancora una volta le sue radici nel profondo desiderio di manifestare vicinanza e affetto, a nome mio e della Chiesa, a quei nostri fratelli che sono vittime, quotidianamente, di odiose forme di discriminazione a causa della loro fede. Una fede antica e forte, capace di perdonare e di martirio”. Con queste parole il Vescovo di Carpi traccia un bilancio del suo viaggio in Egitto: sei giorni nei quali monsignor Cavina ha incontrato le comunità latine e copto-cattoliche del Cairo, Minya, Alessandria e Assiut, fatto visita al patriarca copto-ortodosso Papa Tawadros II e pregato nelle chiese copte attaccate dai radicalisti islamici e dall’Isis. “La fede dei copti - prosegue il Vescovo - viene da molto lontano: è antica perché risale al tempo degli apostoli e forte perché segnata da difficoltà, sofferenze e persecuzioni che queste comunità hanno saputo sopportare. Una Chiesa fortemente radicata nel territorio che non vuole che la presenza cristiana venga mai meno in questa terra benedetta da Dio con il passaggio della Sacra Famiglia. È importante che quello che stanno vivendo i nostri fratelli nella fede qui in Egitto sia conosciuto anche nel nostro mondo occidentale”. Sostenere l’opera e la missione della Chiesa in queste terre Particolarmente intenso è stato l’incontro, al Cairo, tra monsignor Cavina, e il patriarca copto-ortodosso Tawadros II. “La Chiesa copta in Egitto è una Chiesa martire - sottolinea il Vescovo -. La fede e l’amore, la fedeltà e il coraggio dei cristiani egiziani sono motivo per noi di grande edificazione. È più quello che riceviamo che quello che possiamo dare. L’amore per Cristo, che abbiamo toccato con mano durante il viaggio in Egitto, è per noi un grande richiamo a vivere con maggiore autenticità la nostra fede. Ciò che porteremo con noi, e che cercheremo di testimoniare, è che in questa terra i cristiani vivono la loro fede non a parole ma con i fatti e il martirio. Siamo qui anche per trovare il modo di offrire un aiuto concreto per venire incontro alle necessità di questa Chiesa. Il primo aiuto è testimoniare che l’Egitto è un Paese che sta facendo di tutto per assicurare la sicurezza e permettere ai pellegrini di tornare a visitare i tanti luoghi santi, legati alla Santa Famiglia. E il pellegrinaggio sarà un momento di arricchimento reciproco”. Monsignor Cavina è rimasto molto colpito dalle parole pronunciate da Papa Tawadros II per il quale “l’uomo per vivere ha bisogno del sangue dei martiri, del sudore di chi lavora e delle lacrime di chi prega”. “Mi chiedo – prosegue il Vescovo – cosa sarebbe la Chiesa se non ci fosse questa presenza reale del martirio di tante persone che offrono la loro vita per non rinnegare Gesù. Questo viaggio in Egitto, come del resto quelli in Iraq, mi hanno testimoniato che nella Chiesa è presente il dono di Cristo risorto. In questi giorni ho toccato con mano la forza di tanti fedeli di perdonare, di amare e di offrire la loro vita a Dio fi no al martirio. Quanti di noi, dopo aver visto il video del martirio dei copti in Libia, uccisi dall’Isis, si sarebbero comportati allo stesso modo? È la domanda che mi ha posto un giovane della mia Diocesi dopo aver visto quelle immagini. È necessario, allora, chiedersi se per noi Cristo è solo un ideale di vita o una persona di cui siamo innamorati e per la quale siamo disposti a offrire la nostra vita per abbracciarlo”. “Questo pellegrinaggio in Egitto – conclude monsignor Cavina – rappresenta per me un motivo di ripensare alla mia fede, alla mia sequela di Cristo. È importante ricordarlo oggi, in un momento in cui la Chiesa viene da troppi considerata una istituzione a livello umano. Ma è anche una ricchezza per la mia diocesi di Carpi, che pure ha vissuto la tragedia del terremoto. Vedere come reagiscono i cristiani perseguitati ci motiva e ci rende ancora più disponibili a sostenere l’opera e la missione della Chiesa in queste terre”. Chiudendo il suo saluto monsignor Cavina, a nome dell’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, ha invitato Papa Tawadros a visitare quanto prima il capoluogo regionale, insieme alla città di Carpi.


    fonte: carpi.chiesacattolica.it

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