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Discussione: Cronaca della Diocesi di Carpi - anno 2021

  1. #21
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    In ricordo di un martire

    Intrepido testimone del Vangelo sino al martirio

    75° del martirio di don Francesco Venturelli





    Si ricorda il 75° anniversario del martirio
    di don Francesco Venturelli, parroco di Fossoli, medaglia d’oro al valor civile:
    Domenica 17 gennaio alle ore 18 in Cattedrale a Carpi la messa presieduta dal Vescovo Erio Castellucci.
    La celebrazione sarà trasmessa in direttasul canale youtube Notizie settimanale della Diocesi di Carpi

    “Se facciamo memoria di questi eventi non è certo per ricordare la malvagità di chi ha ucciso ma perché non vada dispersa la testimonianza di chi ha saputo rimanere fedele alla sua missione di pastore soccorrendo caritatevolmente persone bisognose dall’una o dall’altra parte del conflitto…”. E’ con questa intenzione che la Chiesa di Carpi invita la comunità ecclesiale e civile a celebrare il 75° anniversario del martirio di don Francesco Venturelli, sacerdote carpigiano, assassinato a Fossoli il 15 gennaio 1946.
    Domenica 17 gennaio in Cattedrale a Carpi, alle ore 18, sarà il vescovo di Carpi, monsignor Erio Castellucci a presiedere la concelebrazione alla quale sono state invitate le Autorità civili e militari, in particolare dei Comuni di Carpi e di Mirandola, dove don Venturelli esercitò il suo ministero sacerdotale.
    Don Francesco Venturelli è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile da parte del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 25 aprile 2006 con questa motivazione: Sacerdote di elevate qualità umane e civili, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, si prodigò con eroico coraggio e preclara virtù civica in favore dei cittadini ebrei, dei prigionieri politici e degli internati civili nel Campo di Fossoli, procurando loro medicine, cibo e capi di vestiario. Dopo la Liberazione continuava la sua opera di assistenza in aiuto di appartenenti alla Repubblica di Salò e all’esercito tedesco sbandati, fino alla barbara uccisione da parte di uno sconosciuto. Fulgido esempio di coerenza, di senso di abnegazione e di rigore morale fondato sui più alti valori cristiani e di solidarietà umana. 1943 – 1946 Fossoli (MO)”
    Nel gennaio del 2006 con una celebrazione presieduta dal vescovo Elio Tinti, i resti mortali di don Venturelli vennero trasferiti dalla chiesa madre di Fossoli alla chiesa nuova.
    —————————————
    SCHEDA BIOGRAFICA
    La famiglia, il seminario, il sacerdozio: profilo biografico di don Francesco Venturelli (1887-1946)
    Un uomo che ha fatto il prete, fino in fondo
    Francesco Venturelli nacque il 31 marzo 1887 a Ganaceto di Modena. Da ragazzo lasciò i genitori, il fratello e le quattro sorelle per entrare nel seminario modenese e poi in quello carpigiano.
    Sacerdote a Mirandola e servizio militare
    Fu ordinato prete il 20 settembre 1913 a Carpi. Dopo due settimane, fu inviato come cappellano di Santa Maria Maggiore a Mirandola, allora retta, fino al 1927, da monsignor Roberto Maletti. Era da poco tempo a Mirandola, quando fu arruolato per il servizio militare. Aveva due opzioni: cappellano o servizio sanitario. Optò per la sanità. Tornato a Mirandola, animò la pastorale giovanile d’intesa con il parroco. Volle sperimentare il nuovo metodo scout, che attuò con accuratezza, comparandolo con quello più tradizionale di Azione Cattolica.
    Nel 1935 è parroco a Fossoli
    A ben 48 anni divenne parroco di Fossoli, piuttosto avanti negli anni per un tale incarico. Comprensibile, d’altra parte, se pensiamo che le parrocchie della diocesi erano 31 e i preti 90. Fossoli contava 3.028 abitanti; Carpi 13.793. Ecco come don Venturelli descrisse la sua nuova parrocchia nella Rubrica, un quaderno nel quale annotava gli avvenimenti di rilievo fino a tutto il 1945: “Popolazione buona, e socialista sempre ma non rivoluzionari. Subìto il fascismo, accettato mai, ma senza reazioni serie se non qualche ragazzata. Maggior parte: braccianti, cioè lavoratori quando ne trovano. Scure e antigieniche le abitazioni quindi non amanti della casa. Mangiano fuori davanti alla porta con il piatto in mano. Abulici e reattivi allo studio. Nulla avendo, avidi di tutto e specialmente di divertimento”. Aggiunse poi, sempre con stile telegrafico: “Religiosamente: indifferenza, assenza degli uomini come dappertutto lontani per principio; politica: vecchia socialista che i dirigenti hanno dato un indirizzo anticlericale. Partecipano alle funzioni di Pasqua e Natale e di S. Antonio del porco perché è loro protettore”. Il “senso pratico” lo visse non solo nel fedele servizio del ministero, ma anche in opere come il campanile innalzato ex-novo, il sostegno all’Asilo parrocchiale, un nuovo altare in chiesa, l’apertura della canonica ai ragazzi e un nuovo contratto mezzadrile.
    Il rapporto con il Campo di Fossoli
    L’attività per la quale è più noto don Venturelli è l’assistenza pressoché quotidiana prestata al Campo di Fossoli dal luglio 1942 fino alla morte. Don Venturelli era consapevole di essere in pericolo. Dal novembre 1945 lo ripeteva espressamente e dava disposizioni per la sua sepoltura. Anche altri preti erano nel mirino e vennero assassinati. Nonostante le raccomandazioni, in quel clima pesante continuava assiduamente a far visita a tutti. Quando però cominciò a portare ai detenuti il giornalino “La Lanterna”, di “ispirazione antidemocratica” come scriveva “la Voce del Partigiano” di Modena del 13 gennaio 1943, venne “avvertito”. Per tre volte trovò tagliati i copertoni della bici, ma apparentemente non dette importanza: “ragazzate” diceva. La predetta “Voce” nello stesso testo insinuò, con una nota in evidenza, che il prete stesse dalla parte “dei traditori del popolo italiano”. Don Francesco era piuttosto alto e massiccio, ma non obeso. Aveva una voce grave e pastosa. Il taglio dei capelli era a spazzola o all’umberta, come si diceva allora. Non era di molte parole, ma parlava proprio a tutti ed era percepito come un prete “popolare”. Le parole che diceva sapevano anche consolare, incoraggiare, come ricordano varie persone venute a Fossoli per attingere informazioni o certi ragazzi aiutati per le difficoltà scolastiche. Viveva in una bella canonica con la sorella nubile Adalgisa, Cenere e la cara mamma, che morì nel marzo 1942. Commentò nel suo stile: “Donna di fede” e null’altro. La sobrietà e la precisione caratterizzano i suoi scritti. Era solito dedicare il martedì alla lettura. La sua biblioteca non si era fermata ai volumi del seminario e conteneva anche vari libri da far leggere ai ragazzi.
    La fine
    La sera del 15 gennaio 1946 uno sconosciuto bussò alla canonica. Chiamava il prete per un ferito steso sulla strada statale. La sorella cercò di dissuaderlo dall’andare, ma lui, senza rispondere, prese il necessario e andò subito. C’era la neve. Dopo pochi passi nello stradello che portava alla pubblica via, un colpo di pistola a bruciapelo lo colpì alla tempia destra e uscì dall’occhio sinistro. Mentre si accasciava, un secondo colpo lo raggiunse alla schiena. Il killer fuggì immediatamente sull’auto che l’aspettava. Il mezzadro e il sagrista accorsero e lo caricarono esanime sul “carriolo” agricolo e lo stesero in canonica sul bigliardo. Il giorno 17 al mattino il vescovo Vigilio Federico Dalla Zuanna fece visita alla salma e il 18 presiedette i funerali, per i quali impose un profilo basso. Presenziarono le due donne di casa, due preti, il sagrista e due parrocchiane. Fu sepolto nel cimitero comunale. La tristezza di alcuni parrocchiani stridette con la manifesta soddisfazione di altri, che si spinsero fino alla derisione. Il mese dopo il vescovo celebrò una solenne messa di suffragio in cattedrale. Il Comune di Carpi gli ha dedicato una piazza. Il 25 aprile 2006 il Presidente della Repubblica gli ha conferito la medaglia d’oro al valor civile.
    “Per me – afferma don Carlo Truzzi – è ben più importante che cosa pensava la vittima. Visse i suoi anni con un forte senso del dovere e in particolare del dovere di sacerdote di Cristo. A un certo punto comprese, verso la fine del 1945, che c’era da fare un passo in più rispetto alle fatiche precedenti, che pure non furono poche. La sera di quel 15 gennaio venne il momento di dire un sì incondizionato. E’ stato l’ultimo sì, quello dell’autentico martire cristiano”.
    Il testo integrale della biografia curata da don Carlo Truzzi si trova nella sezione dedicata al 75° anniversario del martirio di don Francesco Venturelli sul sito della Diocesi di Carpi, insieme ad altri contributi e approfondimenti:

    75° del martirio di don Francesco Venturelli –>

    - FONTE: integralmente ripreso dal sito della Diocesi di Carpi -

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  2. #22
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    Incontri online, il Vescovo con Caritas e Missioni



    Caritas, Centro Missionario e Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Diocesi di Carpi promuovono una iniziativa congiunta. Lunedì 25 gennaio, alle 21, si terrà in videoconferenza l’incontro dal titolo “Rimanere nell’amore del Signore” con la presentazione del libro “Benedetta povertà. Provocazioni su chiesa e denaro” del Vescovo Erio Castellucci. Interverrà monsignor Castellucci, moderatore sarà Luigi Lamma, direttore dell’Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali. L’incontro sarà trasmesso sul canale youtube Notizie settimanale della Diocesi di Carpi. Tutti potranno collegarsi e partecipare.

    (Dal sito diocesano)
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  3. #23
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    Dalla Diocesi una articolata serie di proposte

    Il 24 gennaio, Domenica della Parola di Dio





    L’Ufficio Catechistico della Diocesi di Carpi propone alcuni spunti relativi alla formazione permanente degli operatori della catechesi e alcune proposte per la prossima Domenica della Parola di Dio che sarà celebrata il 24 gennaio 2021.

    1. FORMAZIONE OPERATORI DELLA CATECHESI
    Come fissato in calendario diocesano, è previsto per il giorno 14 gennaio 2021 un incontro formativo nell’ambito dell’annuale percorso rivolto agli operatori della catechesi.
    Il perdurare delle restrizioni dovute alla pandemia ci impediscono la realizzazione di incontri in presenza ma, a fronte di questa limitazione, è notevolmente aumentata la possibilità di partecipare via WEB ad occasioni formative anche di livello nazionale. Proprio per il 14 gennaio infatti è previsto un Webinar gratuito organizzato dall’Ufficio Catechistico Nazionale a cui sono invitati anche tutti i catechisti interessati. Il tema generale del Webinar è “Ascoltare la realtà”, che nello specifico il 14 verrà affrontato declinando la dimensione “le parole”: le parole degli uomini e la Parola di Dio. Cos’è l’ascolto nella Parola di Dio? A fondamento della nostra fede c’è un Dio che ascolta il grido del suo popolo. In che senso poi la Bibbia invita ad ascoltare le parole degli uomini? Integrare la sensibilità biblica nella catechesi significa integrare lo stile dell’ascolto di Gesù.
    Il tema, affrontato da relatori qualificati, ci è sembrato molto significativo per questo periodo e soprattutto in prossimità della domenica della Parola di Dio; abbiamo quindi scelto di proporre a tutti la partecipazione a questo evento formativo.
    Tutte le informazioni per partecipare si trovano al link https://catechistico.chiesacattolica...lta-le-parole/
    È una bella occasione! La forma è sicuramente diversa da quella a cui siamo abituati ma vale la pena sfruttarla se possibile. Vi chiediamo allora di rivolgere l’invito ad iscriversi a tutti gli operatori della catechesi, educatori, capi, animatori e responsabili di gruppi giovani o adulti.

    2. DOMENICA DELLA PAROLA DI DIO
    Il 24 gennaio 2021 sarà celebrata da tutta la Chiesa la Domenica della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco con la lettera Apostolica Aperuit illis in corrispondenza con la terza domenica del tempo ordinario, con l’intenzione che questa domenica “sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”.
    A tal fine vi inviamo alcuni strumenti e proposte che possono aiutare a prepararsi per vivere al meglio questa domenica, accostandosi alla Parola di Dio nei diversi ambiti e percorsi.
    Per ogni ambito, oltre a proposte specifiche, materiali scritti, audio e video, trovate anche delle semplici immagini con brevissime citazioni relative alla Parola di Dio.
    Alcune indicazioni sono state estrapolate dal sussidio preparato dal “Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione”.

    La parola di Dio in comunità
    – Intronizzazione della Parola durante la celebrazione eucaristica del 24 gennaio
    È auspicabile che durante la celebrazione eucaristica venga dato particolare risalto alla Parola di Dio in vari modi, uno dei quali è sicuramente il rito di intronizzazione.
    In allegato trovate quanto suggerito a riguardo dal Pontificio Consiglio nel sussidio.

    – Lectio divina comunitaria
    Durante la settimana in preparazione alla domenica della Parola, invitiamo gruppi, singole parrocchie o Zone Pastorali che ne abbiano la possibilità, a proporre un momento di Lectio divina, da svolgersi naturalmente secondo le modalità consentite dalle norme relative alla pandemia.
    Il brano che proponiamo a tutti per questa Lectio Divina è la “Parabola del seminatore” che si trova in Mc 4,1-9.
    Per supportarvi nella preparazione trovate in allegato un testo del Cardinal Martini, una traccia audio con un commento di don Gildo Manicardi, estrapolato dall’introduzione teologica a tutto il Vangelo secondo Marco che si trova in forma completa sul canale YouTube di Notizie, e un secondo testo di don Guido Benzi.
    Oltre a questo materiale, e ad altro più specifico se ce ne fosse bisogno, il Settore Apostolato Biblico dell’Ufficio Catechistico offre a chi ne avesse necessità la disponibilità di alcune persone per guidare questi momenti di Lectio divina.

    La Parola di Dio nella preghiera personale di giovani e adulti
    Per accompagnare anche la preghiera personale in preparazione alla Domenica della Parola di Dio, trovate in allegato due brevi approfondimenti inerenti il Vangelo che verrà proclamato proprio durante la liturgia del 24 gennaio, ossia Mc 1,14-20: un testo del Vescovo Erio e un file audio di don Gildo Manicardi sempre tratto dall’introduzione teologica al Vangelo secondo Marco.
    Questi strumenti si prestano ad essere diffusi direttamente un po’ a tutti, invitandoli così a dedicare alla Parola di Dio almeno un momento specifico durante la settimana.
    Ovviamente questi materiali, così come quelli relativi alla lectio divina comunitaria, possono essere utili anche ai gruppi giovani e adulti, per piccoli momenti di approfondimento o veri e propri incontri.

    La Parola di Dio in famiglia e con bambini e ragazzi
    In famiglia, o anche solo con bambini e ragazzi nei gruppi associativi o di catechismo, si potrebbe porre un’attenzione specifica alla Parola di Dio in vista di questa giornata. Al link https://youtu.be/7T64hUk520k trovate un video della durata di minuti 4:36, dove viene presentata la Parabola del seminatore attraverso un’animazione e, a seguire, l’audio di una breve riflessione di Papa Francesco su questo testo.
    Può essere guardato in famiglia, stimolando anche qualche piccolo confronto o preghiera, oppure all’interno dei gruppi o individualmente da bambini e ragazzi.
    Oltre a questo in allegato è presente anche una traccia con spunti biblici e riflessioni sul tema della “casa”, tratto dal sussidio del Pontificio Consiglio, che può supportare anche momenti di incontro con la Parola in famiglia, soprattutto per gli adulti.

    Attenzione alle persone disabili e ai più poveri
    È fondamentale cercare di favorire il più possibile l’incontro con la Parola di Dio anche da parte delle persone con disabilità, anche con strumenti specifici. Oltre naturalmente ai testi e ai materiali audio e video già citati, trovate in allegato i link a due video in cui vengono presentati, distintamente, i due brani del Vangelo secondo Marco nella lingua dei segni italiana (LIS), e una scheda “prototipo” con il testo semplificato della Parabola del Seminatore, con alcuni spunti per la presentazione della Parabola in Comunicazione Aumentativa e Alternata (CAA).
    Allo stesso modo favoriamo il più possibile, con questi o altri strumenti e magari adattandoli o proponendoli in qualche forma di condivisione, anche l’incontro con la Parola di Dio da parte delle persone più povere, fragili ed emarginate, che ad esempio incontriamo attraverso le Caritas Parrocchiali, i ministri straordinari della Comunione eucaristica, i servizi di cura e accompagnamento delle persone anziane e sole, o direttamente nei gruppi e in Chiesa.

    Momento diocesano di riflessione sulla Parola di Dio
    Venerdì 22 gennaio alle ore 21.00 sarà trasmesso via Web uno specifico momento diocesano di ascolto della Parola di Dio, riflessione e condivisione. Invieremo a breve un volantino apposito.

    ——————————-
    Materiali utili:
    COMUNITA’
    La Parola di Dio in comunità –>
    Spunti per la preparazione della Lectio Divina e la riflessione personale
    – Card. Martini – Parabole del seme –>
    – Don Gildo Manicardi – Seminatore in MC 4,1-9 (file audio di 3,33 minuti) –>
    – Don Guido Benzi – Mc 4,1-9 –>

    FAMIGLIA, BAMBINI E RAGAZZI
    La casa – Spunti biblici e di riflessione –>
    – Video di animazione su Parabola seminatore in MC + riflessione Papa Francesco –>
    – La Parola di Dio in Famiglia –>

    MATERIALI IN LIS E COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATA
    – MC 1, 14-20 (Vocazione dei primi discepoli) –>
    – MC 4,1-9 (Parabola del Seminatore)
    – Prototipo Parabola del Seminatore semplificata –>

    PREGHIERA PERSONALE GIOVANI E ADULTI
    – Don Gildo Manicardi – Vocazione discepoli in MC 1,14-20 (file audio di 9,58 minuti) –>
    – La Parola di Dio nella preghiera personale –>
    – Vescovo Erio – Mc 1,14-20 –>


    - Dal sito diocesano -
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  4. #24
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    In feconda collaborazione

    "Quello che ci attende è dunque solo un efficientamento organizzativo in stile aziendale? O ha a che fare con la missione stessa della chiesa chiamata ad una profonda conversione (o “dieta”) pastorale come ripetutamente auspica Papa Francesco?"________________________________

    Da "Notizie"- Settimanale diocesano del 17.01.2021 si riprende l'interessante contributo del dott. Luigi Lamma sulle prospettive di fattiva collaborazione tra Modena e Carpi.

    Un confronto a partire dalla realtà

    Inizia a prendere forma la nuova dimensione di due chiese “in unum episcopi”

    RIFORMA CURIA

    di Luigi Lamma

    << Come annunciato sul numero scorso di Notizie questa settimana sono iniziati gli incontri interdiocesani tra uffici e commissioni pastorali, servizi tecnico- amministrativi ed altri enti di interesse diocesano. Una prima fase di conoscenza e confronto che occuperà i mesi di gennaio e febbraio, e secondo le indicazioni del Vescovo Erio deve avviare un percorso di cooperazione e di “eventuale fusione”. Questo processo è la prima e più immediata conseguenza della nuova realtà che vede le due diocesi di Carpi e di Modena-Nonantola distinte ma unite “in persona episcopi”. Le premesse di una positiva collaborazione non mancano se si pensa che già il Seminario, il Tribunale Ecclesiastico, l’Istituto di Scienze Religiose sono da tempo uniti e che da un anno altri organismi come la formazione dei diaconi permanenti, il Servizio tutela minori (SIPATM) e la Commissione Migrantes hanno iniziato ad operare insieme. Quello che ci attende è dunque solo un efficientamento organizzativo in stile aziendale? O ha a che fare con la missione stessa della chiesa chiamata ad una profonda conversione (o “dieta”) pastorale come ripetutamente auspica Papa Francesco? La prima ipotesi non esclude la seconda e il vescovo Erio è molto chiaro: “Qualche volta si pensa che per irrobustire un ambito pastorale sia sufficiente incrementare il numero di chi lavora in un ufficio; è certamente importante anche questo, là dove risultasse necessario. Ma ormai è utile pensare in termini di ‘progetti condivisi’ tra diversi uffici, più che di iniziative ‘proprie’, che rischiano talvolta di essere parallele, convocare le stesse persone e disperdere energie e motivazioni. Se dovessi lanciare uno slogan iniziale, tutto da verificare, direi: meno iniziative settoriali e più occasioni condivise, meno eventi diocesani e più formazione meno preoccupazione di irrobustire il proprio organismo e più cura comune dell’organismo-Chiesa”. Se questo è l’obiettivo dichiarato e condiviso l’indicazione del metodo non può che essere distintiva della comunità ecclesiale,“dovrà essere ‘sinodale’ ossia pensato non a partire dalla scrivania, ma da un confronto disteso tra le realtà delle due diocesi”. Si va verso una “riforma pastorale della curia” senza dimenticare il costante richiamo a ricercare l’essenzialità costituiva delle prime comunità cristiane che lo stesso Castellucci indicò nel corso dell’assemblea diocesana nell’ottobre scorso, ovvero comunità fondate sui quattro pilastri: la parola di Dio predicata dagli Apostoli, la frazione del Pane, la preghiera e la condivisione, ancor prima che sulle strutture.
    Tempi del progetto
    Il progetto illustrato dal vescovo Erio e condiviso con i vicari mons. Gazzetti e mons. Manicardi prevede che i Consigli Presbiterali e i Collegi dei Consultori rimangano distinti riferendosi alle rispettive diocesi, mentre si sta pensando ad un Consiglio Episcopale unico, ma molto snello. Dopo la prima fase degli incontri interdiocesani (saranno 25 tra gennaio e febbraio), a marzo i verbali degli incontri saranno sottoposti alla valutazione dei due Consigli Presbiterali e dei due Collegi dei Consultori, che nel frattempo dovranno essere rinnovati, per poi avanzare alcune proposte per il prossimo anno pastorale. Nel mese di aprile saranno i due Consigli Pastorali Diocesani a discutere il materiale elaborato. Da inizio maggio a metà giugno si potrà realizzare un secondo passaggio tra gli ambiti pastorali diocesani, almeno da quelli nei quali può essere opportuno o richiesto un nuovo confronto. L’obiettivo è che a settembre 2021 sia pronta una “riforma pastorale della Curia” condivisa da entrambe le diocesi. >>







    Copyright (c)2021 Notizie, Edition 17/1/2021


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  5. #25
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    La celebrazione in memoria di don Francesco Venturelli

    Memoria del 75.mo anniversario della morte di don Francesco Venturelli

    Come già riportato in questa cronaca la Chiesa di Carpi fa memoria del 75° anniversario del martirio di Don Francesco Venturelli, Parroco di Fossoli, medaglia d’oro al valor civile. Dal sito diocesano si trascrive il testo dell’intensa omelia pronunciata da S.E. Mons. Erio Castellucci nel corso della celebrazione di suffragio tenutasi il 17 gennaio alle ore 18,00 nella Cattedrale di Carpi


    II Domenica del Tempo Ordinario – anno B -
    1 Sam 3,3-10.19; Sal 39; 1 Cor 6,13-15.17-20; Gv 1,35-42 –

    << “Maestro, dove dimori?". La risposta di Gesù ai due discepoli del Battista che lo stanno seguendo è piuttosto inconsueta. Potevano aspettarsi di sentire nominare da lui una città, un villaggio o almeno un quartiere, ma certamente non immaginavano di sentire questo misterioso: "Venite e vedrete". Da parte di Gesù non però è una risposta evasiva, non è solo un invito a fare strada con lui per scoprire la sua casa. No: “venite e vedrete” è proprio la sua dimora. La dimora di Gesù è il cammino stesso che dovrà compiere insieme a loro, insieme ai discepoli. Per questo parla al futuro: “vedrete”. E vedranno in poco tempo, cominciando a seguirlo, che la sua dimora non è un luogo stabile; la sua dimora è la strada, il lago, le colline, i campi, i villaggi. Gesù dimora, cioè, dove dimora l’uomo, che è per natura pellegrino. Il Vangelo insiste perciò sui verbi di movimento e li ripete più volte in poche righe: passare, seguire, venire, andare, condurre. L’abitazione di Gesù il cammino degli uomini, il sentiero incerto, gioioso o faticoso, che ciascuno di noi percorre nella vita.
    “Maestro, dove dimori?” Se la sua casa è il sentiero, i discepoli non dovranno meravigliarsi quando Gesù andrà incontro ai poveri, ai peccatori, agli ammalati, ai sofferenti; condivideranno loro stessi il suo stile itinerante, che non attende chiuso in casa l’arrivo della gente, ma la va a scovare lui stesso, anche nei luoghi e nelle situazioni poco adatte per un Rabbì, anche negli spazi profani e sconsacrati. Non dovranno scandalizzarsi neppure di fronte alla croce, dimora poco desiderata ma purtroppo molto affollata, che tante volte ci ospita ed è la casa di tutti i sofferenti. Quei discepoli avranno comunque tutta la nostra comprensione quando fuggiranno – quasi tutti – davanti alla croce, perché nessuno pianta la tenda volentieri sul Golgota. Gesù però non poteva schivare proprio quella dimora, se voleva davvero abitare la nostra vita, condividere tutto con noi, come gli chiedeva il Padre. E proprio perché il Figlio obbediva a Dio, Padre suo e di tutti, non poteva tirarsi indietro quando gli fu chiesto di abitare fino in fondo la condizione dei fratelli, di noi, compresa la morte, e la morte peggiore.
    Chi segue Gesù non cerca una comoda sistemazione, una dimora stabile; chi segue Gesù trova casa nel cammino dei fratelli e si lascia condurre là dove il Signore lo chiama, e lì pianta la sua tenda; si lascia guidare anche sui sentieri più incerti, e lì lavora e abita. Don Francesco Venturelli, di cui ricordiamo il 75.mo anniversario della morte violenta, si è messo in fila con i due primi discepoli che hanno seguito Gesù. “Maestro, dove dimori?” “Vieni e vedrai”, si è sentito rispondere Francesco. Ed è andato, ha scelto di seguire il Signore come prete, ha servito la sua gente abitandone le fatiche, le povertà, le risorse, i desideri. Si è speso da vice-parroco a Mirandola, nella prossimità alla popolazione da poco uscita dalla prima guerra mondiale; si è dedicato all’educazione dei bambini e dei ragazzi, accompagnando i primi passi dello scoutismo. E poi ha risposto di sì alla richiesta di diventare parroco a Fossoli.
    “Signore, dove dimori’”. “Vieni e vedrai”. Non avrebbe mai immaginato, come i due primi discepoli, che avrebbe visto il Golgota. La sua parrocchia infatti, pochi anni dopo l’inizio del ministero parrocchiale, divenne quella “Fossoli” che l’ha resa poi famosa dovunque: prima, in mano ai tedeschi, come campo di concentramento e di smistamento verso i campi di sterminio nazisti, dove vennero internati profughi, prigionieri di guerra, ebrei, uomini politici e lavoratori coatti; poi, capovolta la situazione, il campo passò in mano al Comitato di Liberazione Nazionale e si popolò di dispersi, tedeschi e membri del passato regime fascista. Ma questo rivolgimento non aveva
    capovolto il cuore pastorale del parroco, che sentiva anche il campo come parte della sua comunità, chiunque vi fosse internato.
    “Chiunque”: don Venturelli ha dato una mano a chiunque, senza guardare la nazionalità, la condizione sociale, la fede religiosa o il colore politico. Ha aiutato cristiani, ed ebrei, italiani e stranieri, persone di destra e di sinistra; ha aiuto chiunque abbia incontrato nella sua dimora, Fossoli, che era diventata un crocevia di sofferenze e di violenze inflitte e subite. Don Francesco ha abitato, come Gesù, le scomode dimore della vita umana, portando lampi di luce dove prevaleva il buio. Il denaro, le medicine, il cibo, i vestiti erano come piccoli lampi di luce, e così le lettere smistate dal campo o recapitate ai prigionieri. Fu davvero il “parroco del campo”, di chiunque vi passasse, proprio perché non aveva fatto una “scelta di campo”, scegliendo di seguire solo il Maestro, abitando quella dimora incerta che è l’uomo.
    Impegnandosi ad aiutare “chiunque”, il parroco di Fossoli imitò il buon samaritano, che si fermò a soccorrere il ferito al ciglio del sentiero, senza guardare la stirpe e il credo. Il samaritano della parabola, in realtà Gesù stesso, è il prossimo che si china su chiunque abbia bisogno. Il chiunque della prossimità è il contrario esatto del qualunquismo, indifferente ad ogni situazione. Il mistero, ancora velato, che avvolge l’assassinio di questo martire del ministero pastorale – pur auspicando che, come dovrebbe sempre accadere, venga prima o poi completamente svelato – in un certo senso si addice alla sua scelta di servire chiunque, senza nemmeno conoscere bene la sua identità. Certo don Francesco, come risulta dalle testimonianze di chi lo ha frequentato nelle sue ultime settimane di vita, sapeva di essere nel mirino; esprimeva preoccupazione, dava disposizioni per la sua sepoltura, manifestava delle premonizioni. E quando quell’uomo qualunque lo chiamò fuori per tendergli una trappola, il pastore, pur sospettando l’inganno, non volle trascurare la possibilità che vi fosse davvero una persona a cui portare i sacramenti, un uomo chiunque che aveva bisogno di lui. Come altri parroci, uccisi a tradimento in quel tempo di accuse e vendette, anch’egli cadde per avere abitato fino in fondo la dimora del suo Maestro, la croce, passaggio per il regno riservato ai miti, agli operatori di pace e di giustizia, ai servi fedeli di Dio e dell’uomo. >>

    Erio Castellucci, vescovo
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  6. #26
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    Don Zeno e Odoardo

    Due amici, due testimoni


    Nel mese di gennaio alcuni anniversari ricordano don Zeno.

    Questo freddo gennaio 2021 porta con sé per Nomadelfia e per tutti coloro che sono legati alla figura e alla memoria di don Zeno una serie di anniversari ravvicinati. Il 4 gennaio 1931, giusto novant’anni fa, don Zeno Saltini veniva ordinato presbitero per le mani di uno tra i più grandi Vescovi di Carpi, Monsignor Giovanni Pranzini. Due giorni dopo, il 6 gennaio, il novello sacerdote celebrava la sua prima Messa nella nostra Cattedrale: quel giorno accolse come suo primo “figlio” Danilo, detto Barile, un giovane appena uscito dal carcere. Fu il primo passo di quello straordinario cammino che portò alla nascita dell’opera Piccoli Apostoli e poi di Nomadelfia.
    A questa prima Messa del 6 gennaio 1931 risale una fotografia dell’Archivio di Nomadelfia, sicuramente sconosciuta ai più ma riportata all’attenzione dalla pagina facebook della Comunità nei giorni scorsi a novanta anni dall’evento. Davanti alla chiesa carpigana di Sant’Ignazio osserviamo don Zeno (sulla sinistra) affiancato da un nutrito gruppo di amici, grandi e piccoli, legati all’Opera Realina. Alle spalle del sacerdote, compare il volto sorridente, quasi solare e bonario, di un giovane con il cappello: Odoardo Focherini. Come attesta il nipote del Beato, Francesco Manicardi, in quell’occasione Odoardo indossava quasi certamente un copricapo simile a quelli che erano allora in auge per i festeggiamenti tra gli universitari. Una foto questa che, nella freschezza dell’istantanea, ci trasmette la profondità dell’amicizia che unì don Zeno e Odoardo, ma anche la simpatia innata di quest’ultimo, una dimensione che talvolta si dimentica di fronte alla drammaticità della sua eroica testimonianza.
    Il 15 gennaio cadeva inoltre il 40° anniversario della morte di don Zeno, mentre il 22 gennaio sarà la volta del 59° della sua “seconda-prima Messa”, quando (1962) tornò a celebrare nella data da lui scelta a ricordo del 22 gennaio 1933, giorno in cui il Vescovo Pranzini aveva aperto la via dell'inizio della sua opera. Per Don Zeno quella era come la data di fondazione di quella storia unica e grande che sarebbe divenuta "Nomadelfia".

    (Fonte. parzialmente rielaborato da "Notizie" n° del 14.01.2021)


    Foto Archivio Nomadelfia





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  7. #27
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    News diocesane

    Il 22 gennaio, lectio divina con il Vescovo Erio




    In preparazione alla Domenica della Parola di Dio, che sarà celebrata il 24 gennaio, l’Ufficio Catechistico Diocesano propone per venerdì 22 gennaio, alle ore 2100, via web, una serata di ascolto della Parola di Dio e di riflessione con il Vescovo Mons. Erio Castellucci dal titolo: “Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino”.

    L’iniziativa sarà visibile sul canale youtube Notizie settimanale della Diocesi di Carpi e sul sito www.diocesicarpi.it

    (Fonte: sito diocesano)




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  8. #28
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    News dall'Ufficio Missionario Diocesano

    Una esemplare testimonianza di apostolato missionario

    Cordoglio per la morte di suor Gabriellina Morselli


    Nella mattinata martedì 19 gennaio, ad Iringa in Tanzania, il Signore ha chiamato a sé suor Gabriellina Morselli, 98 anni, consacrata da 75 anni nell’istituto delle Missionarie della Consolata. Circondata dall’affetto e dalla riconoscenza delle consorelle e delle “sue” ragazze, la religiosa è spirata serenamente nella missione a cui ha donato 65 anni di infaticabile servizio.
    Nata a Limidi di Soliera nell’aprile 1922, entrò ventenne tra le Missionarie della Consolata di Torino, per essere inviata nel 1956 in Tanzania. Qui si è impegnata a lungo per i malati e i bisognosi, rivolgendo, nello stesso tempo, un’attenzione materna ai bambini orfani o “di strada” – in particolare le ragazze -, per i quali si è adoperata con vari progetti per dare loro ospitalità, istruzione e formazione professionale, in modo da sottrarli allo sfruttamento e alla criminalità. Attività che ha potuto svolgere anche grazie al sostegno del Centro Missionario Diocesano, delle associazioni Insieme per le Missioni e Volontari per le Missioni, oltre che delle parrocchie e di tanti amici della Diocesi. Negli ultimi anni, pur non essendo più in prima linea, per il tramite della consorella suor Virgiliana, ha continuato a seguire i suoi progetti, accompagnandoli con la preghiera.
    “I missionari – così ebbe a dichiarare la religiosa a Notizie settimanale della Diocesi di Carpi – non sono forse degli illusi che combattono una battaglia persa già prima di iniziarla? Io, invece, credo che la sola presenza sia già un valore. Certo non risolveremo molti problemi, ma vediamo che vogare controcorrente sia la nostra precisa missione: donare speranza, amore; aiutare, informare correttamente, prodigarsi perché i giovani possano studiare, aiutare gli orfani, le vedove in modo creativo; fare piccoli progetti a misura dei loro doni e capacità… Tutto questo può provocare un’inversione di rotta in modo positivo. Sono quelle famose piccole gocce d’amore che, se non fanno rumore, possono tuttavia cambiare la vita di tanti fratelli e sorelle”.
    Le esequie saranno celebrate venerdì 22 gennaio in Tanzania, alla presenza del Vescovo diocesano.
    Esprimendo le più sentite condoglianze ai familiari, il Centro Missionario di Carpi pregherà in suffragio di suor Gabriellina nella Santa Messa che sarà celebrata venerdì 29 gennaio, alle 18.30, nell’aula liturgica della Madonna della Neve a Quartirolo.

    - Dal sito della Diocesi -




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  9. #29
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    Un nuovo testo di storia locale

    Prestigioso apporto alla nostra storia cittadina

    Libro “Illustri firme” sull’archivio della Cattedrale




    IL LIBRO DI BELTRAMI E GIUBERTONI EDITO DALLA PARROCCHIA DI SANTA MARIA ASSUNTA

    Si intitola “Illustri firme. Dai registri dell’archivio parrocchiale della Cattedrale di Carpi” il libro pubblicato dalla parrocchia di Santa Maria Assunta in Carpi, a cura di Andrea Beltrami e Mauro Giubertoni, rispettivamente archivista e vice-archivista della Diocesi di Carpi. Il progetto è nato da un’idea del parroco della Cattedrale, don Massimo Dotti, nel desiderio di far conoscere e riscoprire le figure che hanno ricevuto il battesimo e altri sacramenti in Duomo – a partire dal 1516, quando iniziarono le registrazioni – e che si sono distinte a Carpi e nel mondo.
    “Gli archivi della parrocchia ci restituiscono non solo i nomi, ma spesso anche gli intrecci dei legami che hanno caratterizzato questi nostri parrocchiani – afferma don Massimo Dotti -. Possiamo scorgere lo svilupparsi di doni e carismi, di professioni e vocazioni, che hanno edificato la società civile e la comunità ecclesiale, stimolando protagonismi di rilievo che in ogni epoca hanno saputo spendersi per la nostra realtà”.
    Dopo una prima analisi dei personaggi ed una non facile selezione – per poter rientrare nelle pagine del libro – si è proceduto a presentarli in ordine alfabetico, redigendo un breve “curriculum” della loro vita unitamente ai dati biografici essenziali.
    “Abbiamo optato per un centinaio di nomi – spiegano Beltrami e Giubertoni – tra le arti e professioni nelle quali eccelsero: architetti, pittori, scultori e ebanisti, musicisti, scienziati, storici e cronisti, benefattori e filantropi, politici e patrioti; arcipreti, santi e morti in odore di santità”. Sempre dall’idea di don Dotti, sottolineano, si è aggiunta a fianco della scheda la riproduzione dell’atto originale, a formare “una cospicua raccolta di documenti ai quali sia lo studioso ma anche il semplice appassionato può attingere direttamente”.
    Questi, in estrema sintesi, alcuni nomi celebri: Nicolò Biondo, Eustachio Cabassi, Odoardo Focherini, don Paolo Guaitoli, Bernardino Loschi, Gasparo Pozzuoli, Bernardino Ramazzini, Carlo Rustichelli, don Dante Sala, Marianna Saltini, Achille Sammarini, Giuseppe Savani, Antonio Tonelli.
    “La doverosa valorizzazione della storia, attraverso il lavoro competente di Andrea Beltrami e Mauro Giubertoni, ci serva – sottolinea don Dotti – ad una maggiore consapevolezza della responsabilità che ci viene consegnata nel non spezzare ma anzi nell’irrobustire e perpetuare la trama della fede che abbiamo ricevuto da questi nostri padri e madri”.
    Domenica 24 gennaio, alle 11.30, in Cattedrale, interverrà l’archivista Mauro Giubertoni per una presentazione del libro a quanti saranno presenti alle Messe.
    Il volume è disponibile rivolgendosi a don Massimo Dotti, parrocchia di Santa Maria Assunta, via don Eugenio Loschi 5, Carpi – tel. 059 686278.

    Da "Prime Notizie" - Newsletter del Settimanale Diocesano Notizie, del 21.01.2021

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  10. #30
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    Vangelo clip

    Domenica 24 Gennaio 2021 – III domenica T.O – Anno B

    Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 14-20) «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». con una riflessione di Don Erio Castellucci nostro Vescovo


    Scarica l’audio della III Domenica del Tempo Ordinario in formato mp3


    Dal sito dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola
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