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Discussione: Studiare il Latino: consigli e metodi per imparare la lingua latina

  1. #1
    Iscritto L'avatar di Tergestinus
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    Studiare latino

    L'ansia del vocabolario rivela la scarsa competenza degli studenti nel lessico. Purtroppo il metodo con cui s'insegna la lingua latina a scuola, metodo che è stato inventato dai giansenisti della scuola di Port-Royal e successivamente perfezionato dai tedeschi nell'Ottocento, è di per sé il meno adatto ad apprendere come si deve una lingua. Che non è un insieme di regole, ma è appunto una lingua, ovvero uno strumento di comunicazione di pensieri e di idee.
    Nella scuola s'insiste in modo ossessivo sulla grammatica, spesso appesantendone lo studio con noiosi quanto inutili elenchi di "eccezioni" vere o presunte, e si dà invece scarsissimo peso al lessico, dimenticando che senza di esso non è possibile comunicazione. Non è rato vedere studenti che enunciano alla perfezione tutti i casi di eccezioni alla consecutio temporum, ma che poi ignorano parole banalissime come vix, spernere, hostis ecc.
    Diversamente impararono il latino i nostri grandi umanisti, da Petrarca a Valla a Poliziano, ma pure i nostri parroci di una volta, ché nelle scuole umanistiche come nei seminari il latino veniva insegnato e imparato nel modo più semplice: parlandolo e leggendolo.
    Oggi esiste uno splendido libro di testo, che io adopero ormai da anni, sempre con ottimi risultati. Il titolo è "Lingua Latina per se illustrata", autore ne è il danese H. H. Oerberg. Scritto interamente in latino, si compone nel primo dei due volumi di 35 letture graduate, composte ad hoc, che hanno per tema la vita quotidiana di una famiglia romana del II sec. d.C. Le letture vanno così a costruire una storia, e in questo modo il lessico si assimila naturalmente, cosa ch'è impossibile fare con le solite frasette decontestualizzate e proposte solo perché al loro interno compare un dato fenomeno grammaticale. Inoltre si punta tutto non sulla traduzione come unica possibile verifica della comprensione, ma proprio sulla comprensione in sé, da verificare attraverso esercizi di completamento di forme, di completamento di vocaboli, di risposte da dare in latino a domande sul testo formulate in latino. Il secondo volume contiene altre 23 letture, questa volta tratte da prosatori e poeti latini, incentrate sul tema della storia di Roma. Al termine del ginnasio gli studenti leggono correntemente e comprendono qualsiasi testo latino di media difficoltà, e padroneggiano l'80% del lessico latino.
    A chi voglia saperne di più consiglio di visitare questo sito:
    http://www.vivariumnovum.it
    dove si possono trovare indicazioni pure sul corrispettivo greco, intitolato "Athénaze"

    Se il metodo Oerberg risulta inefficace può essere per due motivi: 1) l'insegnante che lo ha adoperato non ne ha capito lo spirito; 2) si è preteso da quel metodo ciò che esso non vuol dare, ovverosia la traduzione. Una lingua si deve imparare per quello che è, non passando attraverso la propria lingua madre. Alle parole latine, così come alle parole tedesche, francesi ecc., devono corrispondere oggetti e concetti, non altre parole, questa volta italiane.
    Oltre a tutto una sperimentazione "per alcuni mesi" a me pare una cosa proprio insensata; vuol dire che è stata fatta con lo spirito già prevenuto verso il metodo, aspettando soltanto di coglierne i difetti per liquidarlo. E poi è indicativo il linguaggio che usi: non parli di "testo" ma parli di "versione", ovvero traduzione, e poi continui dicendo che gli alunni non sapevano tradurre. Questo dice tutto. Si deve abbandonare l'idea che le lingue antiche si possano comprendere solo per via di traduzione. Non è vero, non è mai stato così, è un'invenzione razionalistica del tardo Seicento portata al parossismo nell'Ottocento. Gli umanisti e in genere gli uomini colti dei secoli XV-XVIII comprendevano i testi latini punto e basta. Non li traducevano certo nelle loro lingue madri! Si può forse pensare che Petrarca abbia dapprima composto l'Africa in italiano e poi si sia messo a tradurla in versi latini? Possediamo ancora i suoi manoscritti di Tito Livio: i commenti ch'egli apporta al testo liviano mica sono in volgare! Sono in latino, è ovvio. E questo vale per tutti, non solo per le persone di genio eccezionale come Petrarca, ma per qualsiasi dotto che abbia imparato il latino a quei tempi. A quei tempi, ma anche per secoli dopo, purché abbia studiato in scuole religiose, dove i razionalismi illuministici almeno fino a tutto l'Ottocento non erano entrati. Io possiedo dei vecchi libri di testo per i seminari: non solo sono interamente in latino, ma pure gli appunti presi da chi li adoperava sono quasi tutti in latino. Erano tutti geni? Non credo proprio.
    E poi non è vero che con il metodo Oerberg non si fa la grammatica, la si fa eccome. Soltanto che anziché usare il metodo deduttivo, ovvero enunciare regole astratte per poi vederle verificate sui testi (frasette decontestualizzate, spesso pure sciocchine, a ripetizione) si opera con il metodo opposto, quello induttivo. Daprima si trova nel testo un fenomeno linguistico nuovo, trovandolo una, due tre volte lo si capisce in maniera empirica, e alla fine della lezione si espone la regola in modo sistematico.
    Quel ch'è assolutamente inutile è affiancare i due metodi. S'ingenererebbe il caos, perché i vari argomenti grammaticali sono svolti secondo un ordine completamente diverso. Ad esempio Oerberg presenta tutti i pronomi molto presto, mentre ritarda assai la presentazione dei tempi verbali diversi dal presente. Nel metodo tradizionale accade esattamente il contrario.

    Non ho mai affermato che si debba studiare il latino per scriverlo o parlarlo. Si studia il latino per capirlo, per capire i testi scritti in questa lingua. Studiarlo per tradurlo è una perdita di tempo, dal momento che al giorno d'oggi quasi tutte le opere della letteratura latina sono già tradotte, sia in italiano che in altre lingue moderne. Io ho studiato tre lingue moderne con il metodo induttivo e non mi è mai parso di avere una conoscenza approssimativa. A scuola in particolare ho studiato la lingua inglese per 8 anni e non ricordo di aver mai fatto esercizi di traduzione, eppure ritengo di conoscere bene quella lingua. All'università gli studenti di lingue moderne non traducono affatto i testi; forse lo facevano trent'anni fa o più, ma oggi nessuno più imposta l'insegnamento delle lingue moderne sulla traduzione. Esistono, certamente, le scuole universitarie per interpreti e traduttori (una ha sede proprio qui a Trieste), ma si tratta di specializzazioni. Non a caso sono studi universitari, non superiori. Il traduttore è uno specialista che matura queste sue competenze all'università, non al liceo.
    Il discorso sull'esametro non è pertinente, perché riguarda la metrica e non la lingua. Dici bene che i medievali studiavano il latino sulle grammatiche tardo-imperiali, a partire da Elio Donato. Ma in che lingua, di grazia, erano scritte queste grammatiche? Se avessero avuto bisogno di tradurle per comprenderle, come avrebbero fatto, visto che proprio da quelle dovevano imparare la lingua? E' chiaro che quei testi sono leggibili solo da chi la lingua latina la conosce già; servono quindi a un affinamento linguistico, l'aprendimento corrente avveniva per pratica di parola. Che poi i latinisti medievali (che non erano latinisti ma scrittori in latino) scrivessero in una lingua "piena di errori" è un'asserzione del tutto gratuita. Errori rispetto a che cosa? Rispetto al latino di Cicerone? Sarebbe come dire che la scrittura di Manzoni è piena di errori perché non conforme all'uso dantesco. Qualunque lingua si evolve nel tempo, l'idea di latino classico è una creazione astratta dell'intelletto, gli stessi scrittori cosiddetti classici non osservano coerentemente le "regole" che noi crediamo di aver ricavato dall'analisi dei loro scritti. Così come non esiste una "latinità medievale" ma esistono singole personalità di scrittori, ciascuno influenzato dall'epoca e dal luogo in cui è vissuto.
    Trovare testi originali graduati secondo difficoltà è una pia utopia, ché anche il testo che dal punto di vista nostro appare semplice può contenere una costruzione che non si è ancora studiata o un vocabolo inusitato, appunto perché concepito per lettori di madrelingua. I testi di Oerberg hanno invece tra gli altri pure il pregio di essere basati sul cosiddetto lessico frequenziale, presentano cioè solo parole con un indice di frequenza nei testi originali relativamente alto. Così l'alunno non spreca il suo tempo per mandare a memoria vocaboli che non troverà mai più (come non ricordare le eccezioni al II modello dei sostantivi della III declinazione: ravis, amussis, tussis e l'ineffabile buris, che si trova una sola volta in tutta la letteratura latina) ma impara senza sforzo vocaboli utili, che gli serviranno a leggere "inoffenso pede" gli autori veri.
    Ultima modifica di franci65; 22-09-2007 alle 22:55

  2. #2
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    Imparare il latino

    Mi piacerebbe imparare il latino. Non l'ho mai studiato.
    Si ha la possibilità di impararla senza l'ausilio di un insegnante?
    Mi indicate un libro su cui posso iniziare?

    Ultima modifica di Sofia; 24-09-2010 alle 17:37 Motivo: Unificazione discussioni

  3. #3
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    non penso si possa imparare il latino senza insegnanti...da autodidatta...ma hai provato a chiedere aiuto al tuo parroco? Lui, anche se fosse uno di quelli che odia il latino, comunque lo ha studiato per diventare prete.

  4. #4
    Nuovo iscritto L'avatar di introibo
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    Mi piacerebbe imparare il latino. Non l'ho mai studiato.
    Si ha la possibilità di impararla senza l'ausilio di un insegnante?
    Mi indicate un libro su cui posso iniziare?
    certo che puoi farcela.
    il "Tantucci" è il migliore e penso sia ancora in commercio.

  5. #5
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Cristiano
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    non penso si possa imparare il latino senza insegnanti...da autodidatta...ma hai provato a chiedere aiuto al tuo parroco? Lui, anche se fosse uno di quelli che odia il latino, comunque lo ha studiato per diventare prete.
    Grazie per la stima
    Non non ci sono andato dal mio parrocco e non credo che abbia tempo da perdere per insegnarmi il latino

    Citazione Originariamente Scritto da introibo Visualizza Messaggio
    certo che puoi farcela.
    il "Tantucci" è il migliore e penso sia ancora in commercio.
    Grazie per il consiglio. Speriamo di trovarlo

  6. #6
    Iscritto L'avatar di Tergestinus
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    Per impararlo da autodidatta è senz'altro consigliabile Lingua Latina per se illustrata di Hans H. Oerberg. E' il testo che adopero da tre anni con i miei beneamati alunni.
    Se vuoi saperne di più consulta il sito della casa editrice "Accademia Vivarium Novum" di Montella (AV).

  7. #7
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    Un aiuto vicino ti ci vuole comunque. Non si tratta di essere più o meno capaci o dodati intelletivamente.
    Oggi si studiano (senza insegnante) lingue parlate, ma con l'ausilio di mezzi didattici che per la lingua latina nessuno può offrirti.
    Diciamo che non c'è bisogno di avere lezioni quotidiane, ma qualcuno, che guidi il tuo impegno e di dia una pur schematica indicazione delle cose da fare e del come farle, ... ci vuole.

  8. #8
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Cristiano
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    Il problema è che non ho molto tempo per fare corsi.
    Mentre magari la sera potevo dedicarci del tempo.

  9. #9
    Iscritto L'avatar di Tergestinus
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    Citazione Originariamente Scritto da Marcus Visualizza Messaggio
    Tergestinus, ho provato anche io ad insegnare con il libro di Oerberg e devo dire che i ragazzi sono entusiasti, la gratificazione che ricevono dal comprendere subito leggendo il latino è grandissima.
    Tu lo hai adottato proprio come testo fisso (intendo unico)?
    Alle scuole superiori (che indirizzo?)?
    Lo ho adoperato dapprima per un anno soltanto in una I liceo scientifico, con brillantissimi risultati, anche perché si trattava di un'ottima classe, in cui almeno 5 elementi su 20 erano notevolmente dotati. Poi ottenni finalmente il tanto sospirato trasferimento a Trieste (insegnavo a Latisana in provincia di Udine, dovendo fare ogni giorno 148 km in treno tra andata e ritorno).
    La scuola di destinazione purtroppo è stata un liceo linguistico con sperimentazione ex circ. 37/1991, con un sacco di materie e appena 3 ore settimanali destinate al latino. Ovviamente trovai quale testo adottato una delle solite grammatiche tutte uguali. Sconfortato dall'idea di dover tornare a rosaròse decisi di continuare con il libro di Oerberg distribuendo fotocopie agli alunni (sono amico dell'autore italiano del libro, per cui non mi son posto problemi di diritti d'autore), e anche con questa classe (ora è una V ginnasio) sto ottenendo risultati lusinghieri, benché si avverta il peso del minor numero di ore.
    Poiché il prossimo anno avrò di nuovo una IV linguistica (di un passaggio alla cattedra di latino e greco per il momento neppure a parlarne, ché sono tutte saldamente in mano alle inamovibili cariatidi che già imperavano quando io ero studente), ho portato in collegio l'adozione. E' stata accolta, ma con molte astensioni e diversi voti contrari.
    Quel che però conta sono i risultati. Questa settimana ho fatto leggere agli alunni cinque indovinelli esametrici di Simfosio e li han compresi senza difficoltà, e soprattutto senza ricorrere al micidiale vocabolario.

  10. #10
    Iscritto L'avatar di Tergestinus
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    Citazione Originariamente Scritto da Cristiano Visualizza Messaggio
    In totale sono 4 libri?
    Il primo corso ne ha due: Familia Romana e Latine disco; il secondo ne ha tre: Roma aeterna e altri due volumi sottili comprendenti le spiegazioni grammaticali e gli esercizi supplementari.

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