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Discussione: Decet Romanum Pontificem

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    Decet Romanum Pontificem

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    “Decet Romanum Ponteficem”
    di Sua Santità Leone X
    .Per il potere conferitogli da Dio, compete per nomina e divina disposizione al Romano Pontefice gestire le pene spirituali e temporali come ogni caso solidalmente merita. Lo scopo di ciò è la repressione dei malvagi disegni di uomini fuorviati, che sono stati così affascinati dal loro degradato impulso verso fini malvagi da dimenticare il timore del Signore, da mettere da parte con disprezzo i canonici decreti e gli apostolici comandamenti, e di osare formulare nuovi e falsi dogmi e di introdurre il male dello scisma nella Santa Chiesa di Dio – o di supportare, aiutare e aderire a tali scismatici, che fanno un commercio del loro stracciare la tunica del nostro Redentore e l’unità della corretta fede. Quindi si addice al Pontefice, per timore che la nave di Pietro sembri navigare senza pilota o rematore, prendere severe misure contro tali uomini e i loro seguaci, e attraverso il moltiplicare misure punitive e attraverso altri opportuni rimedi fare in modo che questi stessi uomini prepotenti, dedicati come sono a fini malvagi, insieme ai loro aderenti, non debbano ingannare la moltitudine dei semplici con le loro menzogne ed i loro meccanismi ingannevoli, né trascinarli insieme a condividere il loro errore e la loro propria rovina, contaminandoli con ciò che equivale ad una contagiosa malattia. Si addice anche al Pontefice, dopo aver condannato gli scismatici, per evitare la loro ancora maggiore perdizione e confusione – pubblicamente,mostrare e dichiarare apertamente a tutti i fedeli cristiani come temibili sono le censure e le punizioni a cui la colpa può portare, acciocché attraverso una tale dichiarazione pubblica loro si possano rivolgere, in contrizione e rimorso, alla loro vera essenza, facendo un’ abiura incondizionata delle conversazioni proibite, ristabilendo comunione e obbedienza a quanto detto nella precedente missiva, in questo modo essi possono sfuggire ai castighi divini, ed a qualsiasi grado di partecipazione alle rispettive loro condanne.II
    Siamo stati informati che dopo che questa Nostra precedente missiva Era stata esposta in pubblico e dal momento che l’intervallo o gli intervalli temporali di risposta prescrittivi sono trascorsi – e con la presente notifichiamo solennemente a tutti i
    cristiani fedeli che questi intervalli erano e sono trascorsi – molti di coloro che avevano seguito gli erroridi Martino Lutero hanno preso atto della nostra missiva e dei suoi avvertimenti e ingiunzioni; lo Spirito di un sano consiglio li ha portati di nuovo in loro stessi, hanno confessato i loro errori e abiurato l’eresia come da Nostra istanza e, tornando alla vera fede Cattolica, hanno ottenuto la benedizione di assoluzione che quegli stessi messaggi erano stati autorizzati a concedere, e in diversi stati e località della detta Germania, i libri e gli scritti del suddetto Martino furono pubblicamente bruciati, come avevamo ingiunto.
    Tuttavialo stesso Martino, e ci dà grave dolore e turbamento il dire questo,lui lo schiavo di una mente depravata, ha disprezzato di revocare e rinnegare i suoi errori nell’intervallo prescritto e di inviarci anche una sola parola di revoca come da Noi paternamente richiesto, o di venire da Noi lui stesso, anzi , come una pietra d’inciampo, non ha temuto di scrivere e predicare cose peggiori di prima, contro di Noi e questa Santa Sede e la fede cattolica, e di guidare gli altri a fare lo stesso.
    Ora vienesolennemente dichiarato eretico, e cosìanche gli altri, qualunque sia la loro autorità e rango, che non hanno curato nulla della propria salvezza, ma pubblicamente e davanti gli occhi di tutti gli uominidiventano seguaci della perniciosa ed eretica setta di Martino, e coloro che hanno dato a lui apertamente e pubblicamente il loro aiuto, consiglio e favore, incoraggiandolo in mezzo a loro nella sua disobbedienza e ostinazione, o ostacolando la pubblicazione della nostra suddetta missiva: questi uomini sono incorsi nelle pene stabilite in tale missiva, e devono essere trattati legittimamente comeeretici ed evitati da tutti fedeli cristiani, come dice l’Apostolo.
    III
    Il nostro proposito è che tali uomini debbano legittimamente essere classificati alla stessa stregua di Martino e degli altri infausti eretici e scomunicati, e che proprio qualora si siano schierati con la stessa caparbietà nel peccare del suddetto Martino, loro parimenti condivideranno le sue punizioni ed il suo stesso nome, portando con loro ovunque il titolo di “luterani” e lepunizioniche esso comporta. Le nostre istruzioni precedenti erano così chiare e così efficacemente notificate e se ci si attiene così strettamente ai nostri presenti decreti e dichiarazioni, che non mancherà, avviso, prova o citazione. I Nostri decreti che seguono vengono rivolti contro Martino e gli altri che lo seguono nella caparbietà verso il suo scopo depravato ed esecrabile, come anche contro coloro che lo difendono e lo proteggono con una guardia del corpo militare, e coloro che non temono di sostenerlo con le proprie risorse o in qualsiasi altro modo, e coloro che hanno la presunzione di offrire e fornire aiuto, consiglio e favore verso di lui. Tutti i loro nomi, cognomi e grado – per quanto elevata e folgorante possa essere la loro dignità – vogliamo che siano considerati come inclusi in questi decreti con lo stesso effetto come se vi fossero elencati singolarmente e potrebbero esservi così elencati nella pubblicazione dei decreti, che deve essere favorita con un’energia pari all’altezza della forza suoi articoli.
    Su tutti costoro noi decretiamo, dichiariamo, definiamo le sentenze di scomunica, di anatema, della nostra perpetua condanna e interdetto, di privazione della dignità, degli onori e delle proprietà sopra di essi e sopra i loro discendenti, e di inidoneità dichiarata per i beni stessi; della confisca dei loro beni e del delitto di lesa maestà: queste e le altre sentenze, censure e pene che vengono inflitte dal diritto canonico per gli eretici e che sono indicate nella nostra predetta missiva, decretiamo essere cadute su tutti questi uomini a loro dannazione.
    IV
    Noi aggiungiamo alla nostra presente dichiarazione, con la Nostra Autorità Apostolica, che gli stati, territori, campi, città e luoghi in cui questi uomini hanno temporaneamente vissuto o che gli è capitato di visitare, insieme con i loro beni – città che hanno cattedrali e sedi metropolitane,
    monasteri e altre case religiose e luoghi sacri, privilegiati o non privilegiati – ognuno e tutti sono posti sotto il nostro interdetto ecclesiastico, mentre questo interdetto dura, nessuna pretesa di Indulgenza Apostolica (tranne nei casi consentiti dalla legge, e anche lì, per così dire, a porte chiuse e escluse quelle sotto la scomunica e interdetto), può essere invocata per consentire la celebrazione della messa e degli altri uffici divini. Noi prescriviamo e ingiungiamo che gli uomini in questione siano dappertutto da essere denunciati pubblicamente come scomunicati, infausti, condannati, interdetti, privi di beni e incapaci di possederli. Essi devono essere rigorosamente evitati da tutti i cristiani fedeli.
    V
    Vorremmo far conoscere a tutti il piccolo commercio malevolo che Martino e i suoi seguaci e gli altri ribelli hanno creato su Dio e la Sua Chiesa con la loro temerarietà ostinata e senza vergogna. Vogliamo proteggere il gregge da un animale infetto, per timore che la sua infezione si diffonda a quelle pecore sane. Quindi poniamo l’ingiunzione seguente ad ogni e ciascun Patriarca, arcivescovo, vescovo, ai prelati della cattedrale patriarcale, metropolitana, e alle chiese collegiate, e ai religiosi di ogni ordine, anche mendicante – privilegiato o non privilegiato – ovunque esso si trovi di stanza : che con la forza della fede e del loro voto di obbedienza e sotto pena della sentenza di scomunica, essi, se richiesto per l’esecuzione di questi presenti decreti, annuncino pubblicamente e facciano in modo che siano annunciati da altri nelle loro chiese, che lo stesso Martino e il suo seguito sono scomunicati, dannati, condannati, eretici, induriti, interdetti, privati di beni e incapaci di possederne, e così elencati nell’esecuzione di questi decretali. Tre giorni verranno concessi: noi pronunciamo un avvertimento canonico e concediamo un giorno di preavviso sul primo (avvertimento n.d.r.), un altro sul secondo, ma sul terzo decretiamo un’esecuzione perentoria e definitiva del nostro ordine. Questo avrà luogo di Domenica o in un giorno di festa, quando una grande moltitudine si riunisce per il culto. Il vessillo della croce deve essere sollevato, suonino le campane, le candele restino accese e dopo un certo tempo si spengano, si gettino a terra e si calpestino sotto i piedi, e delle pietre devono essere gettate via tre volte, e si facciano le altre cerimonie che sono solite essere osservate in tali casi. I cristiani fedeli, tutti, devono essere rigorosamente ingiunti di rifuggire quegli uomini.
    Vorremmo ancora un’occasione in più per contrastare il suddetto Martino e gli altri eretici che abbiamo menzionato, e i loro seguaci e partigiani: da adesso, sulla forza della loro fede e del loro voto di obbedienza noi ingiungiamo ad ogni e ciascun Patriarca , arcivescovo e tutti gli altri prelati, che proprio in quanto sono stati incaricati con l’autorità di San Girolamo a dissipare scismi, così ora nella crisi attuale, come il loro ufficio li obbliga, devono ergere un muro di difesa per il loro popolo cristiano. Essi non devono tacere come cani muti che non possono abbaiare, ma incessantemente devono gridare e alzare la voce della predicazione e fare che sia predicata la parola di Dio e la verità della fede Cattolica contro gli articoli condannati ed eretici suddetti.
    VI
    Ad ogni rettore di chiese parrocchiali, ai rettori di tutti gli Ordini, anche mendicanti, privilegiati o non privilegiati, noi ingiungiamo negli stessi termini – sulla forza della loro fede e del loro voto di obbedienza – che sono designati dal Signore ad essere come le nubi, le quali cospargono piogge spirituali sul popolo di Dio – che non abbiano paura a dare la più ampia pubblicità alla condanna contenuta negli articoli suddetti, in quanto il loro ufficio li obbliga. È scritto che l’amore perfetto scaccia via la paura. Lasciate che ognuno di voi si assuma l’onere di tale dovere meritorio con devozione completa, mostratevi quindi puntigliosi nella sua esecuzione, così zelanti e ansiosi in parole e opere, che dai vostri lavori, con il favore della grazia divina, venga l’auspicata raccolta , e che attraverso la vostra devozione non solo guadagniate quella corona di gloria che è la ricompensa dovuta a tutti coloro che promuovono la difesa della fede, ma anche otteniate da noi e la Santa Sede l’elogio sconfinato che la vostra diligenza si merita.
    VII
    Tuttavia, poiché sarebbe difficile consegnare la presente missiva, con le sue dichiarazioni e i suoi annunci, a Martino in persona e agli altri dichiarati scomunicati , a causa della forza della loro fazione, il nostro desiderio è che l’affissione pubblica della presente missiva sulle porte di due cattedrali – o entrambe metropolitane o una cattedrale e una metropolitana fra le chiese di Germania – da parte di un messo dei nostri in quei luoghi, abbia una tale efficacia vincolante che Martino e gli altri che abbiamo nominato, devono essere mostrati condannati in ogni punto in modo deciso, come se la missiva fosse stata portata personalmente a loro conoscenza e presentata a loro.
    VIII
    Sarebbe anche difficile trasmettere questa missiva in ogni singolo posto dove la sua pubblicazione potrebbe essere necessaria. Di qui il nostro desiderio e decreto autorevole è che le copie di esso,sigillate da qualche prelato ecclesiastico o da uno dei nostri messaggeri di cui sopra, e controfirmato dalla mano di qualche pubblico notaio, dovrebbe recare ovunque la stessa autorità come la proposizione e l’ esibizione dello stesso originale .
    IX
    Nessun ostacolo è concesso ai nostri desideri nelle costituzioni Apostoliche e nei decreti o in nulla nella nostra suddetta missiva precedente che noi non vogliamo ostacolare, o da qualunque altro pronunciamento contrario.
    X
    Nessuno può,infrangere questa,o alcuna nostra decisione,scritto,dichiarazione, precetto, ingiunzione, assegnazione, volontà, decreto o avventatamente contravvenirli. Se qualcuno osa tentare una cosa del genere, sappia che incorrerà nella collera di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo. Noi abbiamo detto.
    Dato a San Pietro, Roma, il 3 Gennaio dell’ anno del Signore 1521 anno VIII del Nostro Pontificato.

  3. #3
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    Grazie

    Grazie mille...
    Dove potrei trovare il testo della bolla in latino???
    Grazie

  4. #4
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    Ecco qui il testo latino:
    Leo Episcopus Servus Servorum Dei, ad perpetuam rei memoriam

    Decet Romanum Pontificem ex tradita sibi divinitus potestate poenarum spiritualium et temporalium, pro meritorum diversitate, dispensatorem constitutum, ad reprimendum nefarios conatus perversorum, quos noxiae voluntatis adeo depravata captivat intentio, ut, Dei timore postposito canonicis sanctionibus mandatisque apostolicis neglectis atque contemptis, nova et falsa dogmata excogitare ac in Ecclesia Dei nefarium schisma inducere aut schismaticis ipsis inconsutilem Redemptoris nostri tunicam orthodoxaeque fidei unitatem scindere satagentibus favorem praebere, assistere, adhaerereque non verentur, ne Petri navicula sine gubernatore et remige navigare videatur, contra tales eorumque sequaces acrius insurgere et exaggeratione poenarum et alias opportuno remedio ita providere, ne iidem contemptores in reprobum sensum dati, illisque adhaerentes falsis commentis ac subdolis eorum malitiis simplicem turbam decipiant, ac in eumdem errorem et ruinam secum trahant, ac veluti morbo contagioso contaminent; et ad maiorem ipsorum damnatorum confusionem, omnibus christifidelibus publice ostendere ac palam declarare quam formidabilium censurarum et poenarum illi rei existant, ad hoc, ut ipsi sic declarati et publicati, confusi tandem et compuncti ad cor suum redire, et ab eorumdem excommunicatorum et anathematizatorum prohibita conversatione et participatione ac etiam obendientia se penitus subtrahant, ut divinam ultionem evadant, illorumque damnationis participes minime fiant.

    I Sane alias, eum quidam falsi fidei cultores, mundi gloriam quaerentes ac humani generis, hoste instigante, quam plures et varios errores, iamdiu per Concilia et predecessorum nostrorum constitutiones damnatos, utpotem haeresim etiam Graecorum et Bohemorum, ut vidimus et legimus, continenetes etc.*

    II Cum autem, sicut accepimus, licet post literarum affixionem et publicationem, post elapsum termini seu terminorum huiusmodi in literis per nos praefixi seu praefixorum (quos quidem terminos elapsos fuisse et esse omnibus christilidelibus per praesentes significamus ei fidem facimus), nonnulli ex eis, qui eiusdem Martini errores secuti fuerant, ipsarum literarum ac monitionum et mandatorum nostrorum notitiam habentes, spiritu sanioris consilii ad cor reversi, errores suos confitentes et haeresim in manibus nostris abiurantes, et ad veram fidem catholicam se convertentes, absolutionis beneficium, iuxta facultatem eisdem Nunciis desuper concessam, obtinuerint, et in nonnullis civitatibus, et locis dictae Alemaniae, libri et scripturae dicti Martini iuxta mandata nostra, publice cremati fuerint, tamen ipse Martinus (quod non sine gravi animi molestia et mentis nostrae perturbatione referimus) in reprobum sensum datus, non solum errores suos infra praemissum terminum revocare, et de revocatione huiusmodi nos certiores facere, seu ad nos venire contempsit; verum tamquam petra scandali peiora prioribus contra nos et hanc sanctam Sedem et fidem Catholicam scribere et praedicare, et alios ad hoc inducere non est veritus: propter quod, sicut ipse iam haereticus est declaratus, ita et alii etiam non parvae aucoritatis et dignitatis, propriae suae salutis immemores, ipsius Martini pestiferam haereticorum sectam publice et notorie sequentes, eique palam et publice auxilium, consilium, et favorem subministrantes, ipsumque Martinum in suis inobedientia et contumacia confoventes, et alii publicationem dictarum literarum impedientes, poenas in dictis nostris literis contentas damnabiliter incurrerunt, et haeretici merito sunt habendi, atque ab omnibus Christifidelibus evitandi, dicente Apostolo: “Haereticum hominem, post unam, et secundam correctionem devita, sciens quia subversus est, qui eiusmodi est, et delinquit, cum sit proprio iudicio condemnatus”.

    III Ut igitur cum Martino et aliis haereticis excommunicatis, et anathematizatis, et maledictis merito copulentur, et sicut in delinquendo dicti Martini pertinaciam sequuntur, ita poenarum et nominis participes fiant, secumque Lutherani et debitas portent poenas, cum praemissa adeo manifesta, et notoria sunt effecta, et permanentes, ita ut nulla probatione aut monitione vel citatione indigeant, prout sic fore decernimus et declaramus. Martinum et alios, qui eumdem Martinum in suo pravo et damnato proposito obstinatum sequuntur, ac etiam eos, qui eum etiam praesidio militari defendunt, custodiunt, et propriis facultatibus, vel alias quomodolibet sustentare non verentur, ac auxilium, consilium, vel favorem, quovis modo praestare et subministrare praesumpserunt, et praesumunt, quorum omnium nomina, et cognomina et qualitates, etsi quavis celsa vel grandi praefulgeant dignitate, praesentibus haberi volumus pro expressi, ac si nominatim exprimerentur, ac in illorum publicatione vigore praesentium facienda nominatim exprimi possent, decernimus excommunicationis, et etiam anathematis, necnon maledictionis aeternae, et interdicti, ac in eos, et eorum descendentes dignitatum, honorum, et honorum privationis et inhabilitationis ad illa, necnon bonorum confiscationis, et criminis laesae maiestatis et alias sententias, censuras, et poenas, etiam in haereticos a canonibus inflictas in dictis literis contentas, damnabiliter incidisse.

    IV Civitates quoque, terras, castra, oppida, et loca, in quibus tunc pro tempore fuerint, et ad quae eos declinare contigerit, ac quae in illis sunt, ac alias etiam cathedrales et metropolitanas, monasteria, et alia religiosa et pia loca, etiam exempta, et non exempta, quocumque Ecclesiastico interdicto supposita esse, ita ut illo durante, illis, praetextu cuiusvis indulti Apostolici, praeterquam in casibus a iure permissis, et in illis, non alias quam ianuis clausis, ac excommunicatis, et interdictis exclusis, nequeant Missae, et alia divina Officia celebrari, Apostolica auctoritate, tenore praesentium declaramus, illosque pro excommunicatis, et anathematizatis, maledictis, interdictis, privatis, et inhabilibus, ubicumque locorum denunciari, et publicari, ac ab omnibus Christifidelibus actius evitari praecipimus et mandamus.

    V Et ut in omnibus tantum in Dei et Ecclesiae suae vilipendium Martini et sequacium et aliorum inobedientium obstinatae temeritatis audacia innotescat, ne morbida pecus gregem inficiat, parsque sincera ad infectionem trahatur, universis et singulis Patriarchis, Archiepiscopis, Episcopis, patriarchalium, metropolitannarum, cathedralium, et collegiatarum ecclesiarum praelatis, capitulis, et personis ecclesiasticis, et quorumvis Ordinum etiam Medicantium religiosis exemptis, et non exemptis ubilibet constitutis, in virtute sanctae obedientiae, et sub excommunicationis latae sententiae poenis, mandamus, quatenus ipsi et quilibet eorum, si postquam vigore praesentium requisiti fuerint , infra tres dies, quorum unum pro primo, et alium pro secundo, et reliquum pro tertio, et peremptorio termino, ac canonica monitione praemissa assignamus, eosdem Martinum, et alios excommunicatos, anathematizatos, maledictos et haereticos declaratos, aggravatos, interdictos, privatos, inhabiles, et in praesentium executione nominatos in eorum Ecclesiis, Dominicis, et aliis festivis diebus (dum maior inibi populi multitudo convenerit ad divina) cum Crucis vexillo, pulsatis campanis et accensis candelis, ac demum extinctis et in terram proiectis et conculcatis, cum trina lapidum proiectione, aliisque caeremoniis in similibus observari solitis, publice nuncient, et faciant, et mandent ab aliis nunciari, et ab omnibus Christifidelibus arctius evitari. Ad maiorem insuper praefati Martini, aliorumque haereticorum supradictorum adhaerentium et sequacium, et fautorum confusionem, in virtute sanctae obedientiae, mandamus omnibus et singulis Patriarchis, Archiepiscopis, Episcopis, et aliarum ecclesiarum praelatis, ut sicut ipsi, ad sedandum schismata, auctore Hieronymo, constituti fuerunt; ita nunc, urgente necessitate, prout eorum incumbit Officio, constituant se murum pro populo Christiano, non tacendo tamquam canes muti non valentes latrare, sed incessanter clamando, et exaltando vocem et praedicando, et praedicari faciendo verbum Dei, ac veritatem fidei Catholicae, contra damnatos articulos, et haereticos supradictos.

    VI Necnon omnibus, et singulis parochialium ecclesiarum rectoribus, ac religiosis quorumcumque Ordinum, etiam Mendicantium, exemptis et non exemptis, ut praemittitur, similiter in virtute sanctae obedientiae mandamus, ut sicut ipsi nubes a Domino constituti sunt, ita spiritualem imbrem in populo Dei seminare, et contra supradictos articulos, ut praefertur, damnatos, sicut etiam eorum incumbit Officio, publice publicare non vereantur. Scriptum est enim, quod perfecta charitas foras mittit timorem. Vos igitur, et vestrum singuli onus tam meritorii negocii devota mente suscipientes, vos in illius executione sic solicitos, ac verbo, et opere studiosos, atque diligentes exhibeatis, quod ex vestris laboribus, divina nobis favente gratia, sperati fructus adveniant, ac per solicitudinem nostram, quae causas pias agentibus pro retributione debetur, palmam gloriae, non solum consequi mereamini, verum etiam apud nos et Sedem praedictam non immerito valeatis, de exacta diligentia vestra uberius commendari.

    VII Verum, quia difficile foret praesentes declarationis, et publicationis literas ad praesentiam, et personam propriam Martini, et aliorum declaratorum, et excommunicatorum huiusmodi personaliter deducere, propter eis faventium potentiam, volumus, ut affixio, et publicatio praesentium literarum in valvis duarum cathedralium seu metropolitanis, aut unius cathedralis metropolitanae in dicta Alemania consistentium Ecclesiarum, per unum ex Nunciis nostris ibidem existentibus facta, ita eos liget et arctet, Martinumque et alios declaratos, damnatos huiusmodi, demonstret in omnibus, et per omnia, ac si eis , et eorum cuilibet personaliter intimatae, et praesentatae fuissent.

    VIII Et quia etiam difficile foret praesentes literas ad singula quaeque loca deferri, in quibus earum publicatio necessaria foret, volumus, et praefata auctoritate decernimus, quod earum transumptis, sigillo alicuius praelati ecclesiastici, seu ex Nunciis nostris praedicttis munitis, et manu alicuius publici Notarii subscriptis ubique stetur, prout praesentibus originalibus literis staretur, si essent exhibitae vel ostensae.

    IX Non obstantibus constitutionibus, et ordinationibus Apostolicis, ac omnibus illis, quae in prioribus literis nostris praedictis voluimus non obstare, caeterisque contrariis quibuscumque.

    X Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam nostrae constitutionis, declarationis, praecepti, mandati, assignationis, voluntatis, et decreti, infringere, vel ei ausu temerario contraire. Si quis autem hoc attentare praesumpserit, indignationem Omnipotentis Dei, ac beatorum Petri et Pauli Apostolorum eius, se noverit incursurum.

    Datum Romae apud Sanctum Petrum, Anno Incarnationis Dominicae millesimo quingentesimo vigesimo primo, tertio nonas Ianuarii, Pontificatus nostri anno octavo.

    * segue un lungo riassunto della bolla Exsurge Domine
    Per quanto riguarda la traduzione italiana: quella postata sopra è in realtà una traduzione di una traduzione inglese (http://www.papalencyclicals.net/Leo10/l10decet.htm).
    Tempo fa per curiosità avevo iniziato a tradurre la bolla direttamente dal testo latino, ma a causa di impegni vari ho realizzato una bozza di traduzione solo della prima metà del testo.

    Per quanto riguarda invece la bolla Exsurge Domine, il testo latino con traduzione italiana è disponibile in questo libro: M. Lutero, Opere Scelte. La libertà del cristiano (1520). Lettera a Leone X, Vol. 13, a c. di P. Ricca, Torino 2005. Per il solo testo latino: http://www.efg-hohenstaufenstr.de/do...ge_domine.html

    Noto comunque che ultimamente c'è un certo interesse per questa bolla: http://circololiturgicopio7.blogspot...-laspetti.html http://www.scuolaecclesiamater.org/2017/11/affissa-la-bolla-di-scomunica.html
    Ultima modifica di Bessarione; 25-11-2017 alle 23:27
    Francisco Summo Pontifici et Universali Patri: pax, vita et salus perpetua!

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    Citazione Originariamente Scritto da UbiDeusIbiPax Visualizza Messaggio
    Hai dato un'occhiata qui http://www.cattoliciromani.com/39-lo...=1#post1698426 ? Se c'è avresti anche il testo in tedesco
    Citazione Originariamente Scritto da UbiDeusIbiPax Visualizza Messaggio
    Anche in questo caso il Dezinger, edizione EDB, ti permette di evitarti l'impegno.
    L'unica copia del Dezinger che ho potuto consultare è la 40° edizione italiana (edita da EDB nel 2005), essa però contiene unicamente i 41 errori di Lutero elencati nella bolla Esxurge Domine e la relativa censura, tralasciando tutto il resto. Nessua traccia della bolla Decet Romanum Pontificem. Non so se le edizioni successive contengano i testi integrali delle due bolle (però il numero delle pagine della 40° edizione italiana più o meno corrisponde a quello delle ultime edizioni pubblicate in Germania ed Italia e si consideri che in queste ultime sicuramente sono stati aggiunti i documenti del Pontificato di Papa Benedetto).
    Francisco Summo Pontifici et Universali Patri: pax, vita et salus perpetua!

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