Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Inni della «Liturgia Horarum» - 1. Proprium de Tempore & Psalterium

  1. #21
    CierRino L'avatar di anacleto
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    Tibi, Redémptor ómnium,

    Sabato Santo, alle Lodi mattutine
    Autore: anonimo del V-VI secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Tibi, Redémptor ómnium,
    hymnum defléntes cánimus;
    ignósce nobis, Dómine,
    ignósce confiténtibus.

    Qui vires hostis véteris
    per crucem mortis cónteris,
    qua nos vexíllum fídei,
    fronte signáti, férimus,

    Illum a nobis iúgiter
    repéllere dignáveris,
    ne possit umquam lædere
    redémptos tuo sánguine.

    Qui propter nos ad ínferos
    descéndere dignátus es,
    ut mortis debitóribus
    vitæ donáres múnera,

    Tu es qui certo témpore
    datúrus finem sæculo,
    iustus cunctórum mérita
    remunerátor státues.

    Te ergo, Christe, quæsumus,
    ut nostra cures vúlnera,
    qui es cum Patre et Spíritu
    laudándus in perpétuum. Amen.
    _____________

    1. A te, redentore di tutti, cantiamo in lacrime un inno; perdonaci, Signore, perdona [noi], che ci riconosciamo peccatori.
    2. [Tu] che distruggi le forze dell’antico nemico, attraverso la morte di croce, che noi portiamo come insegna della fede, dopo esserne stati segnati in fronte,
    3. dégnati di allontanare subito quello [il nemico] da noi, affinché non possa più nuocere ai redenti dal tuo sangue.
    4. [Tu] che ti degnasti, per noi, di scendere agli inferi, onde elargire i doni della vita ai debitori della morte,
    5. sei tu che darai una fine al mondo, al tempo stabilito, [e], giusto remuneratore, riconoscerai i meriti di tutti.
    6. [Noi], dunque, ti preghiamo, o Cristo, di curare le nostre ferite, tu che sei da lodare in eterno con il Padre e lo Spirito Santo. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 16-10-2009 alle 08:53

  2. #22
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    Auctor salútis únice

    Sabato Santo, ai Vespri
    Autore: anonimo del X secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Auctor salútis únice,
    mundi redémptor ínclite,
    rex, Christe, nobis ánnue
    crucis fecúndæ glóriam.

    Tu morte mortem díruens
    vitámque vita lárgiens,
    mortis minístrum súbdolum
    devíceras diábolum.

    Piis amóris ártibus
    somno sepúlcri tráditus,
    sedes reclúdis ínferi
    patrésque dicis líberos.

    Nunc in Paréntis déxtera
    sacráta fulgens víctima,
    audi, precámur, vívido
    tuo redémptos sánguine,

    Quo te diébus ómnibus
    puris sequéntes móribus,
    advérsus omnes ímpetus
    crucis ferámus lábarum.

    Patri, tibi, Paráclito
    sit æqua, Iesu, glória,
    qui nos crucis victória
    concédis usque pérfrui. Amen.
    _____________

    1. O unico autore della salvezza, illustre redentore del mondo, Cristo re, concedici la gloria della croce feconda.
    2. Tu, abbattendo la morte con la morte e donando la vita con la vita, vincesti il diavolo, servo astuto della morte.
    3. Consegnato al sonno del sepolcro, con perizia amorevolmente devota, dischiudi le dimore degli inferi e dichiari liberi i padri.
    4. O santa vittima, che ora splendi alla destra del Padre, ascolta, te ne preghiamo, coloro che hai redento con il tuo sangue vivificante,
    5. affinché, seguendo te ogni giorno con una pura condotta, portiamo il vessillo della croce contro ogni istinto [a compiere il male].
    6. Al Padre, a te e al Paraclito, sia uguale gloria, o Gesù, che ci concedi di godere per sempre della vittoria della croce. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 16-10-2009 alle 08:56

  3. #23
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    Ad cenam Agni próvidi

    Tempo di Pasqua sino all'Ascensione esclusa, ai Vespri
    Autore: anonimo del VI secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Ad cenam Agni próvidi,
    stolis salútis cándidi,
    post tránsitum maris Rubri
    Christo canámus príncipi.

    Cuius corpus sanctíssimum
    in ara crucis tórridum,
    sed et cruórem róseum
    gustándo, Deo vívimus.

    Protécti paschæ véspero
    a devastánte ángelo,
    de Pharaónis áspero
    sumus erépti império.

    Iam pascha nostrum Christus est,
    agnus occísus ínnocens;
    sinceritátis ázyma
    qui carnem suam óbtulit.

    O vera, digna hóstia,
    per quam frangúntur tártara,
    captíva plebs redímitur,
    reddúntur vitæ præmia!

    Consúrgit Christus túmulo,
    victor redit de bárathro,
    tyránnum trudens vínculo
    et paradísum réserans.

    Esto perénne méntibus
    paschále, Iesu, gáudium
    et nos renátos grátiæ
    tuis triúmphis ággrega.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui morte victa prænites,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. Alla cena del provvido Agnello, con le bianche vesti di salvezza, dopo il passaggio del Mar Rosso cantiamo a Cristo principe.
    2. Gustando il suo corpo santissimo, arso sull’altare della croce, e, insieme, il roseo sangue, [noi] viviamo di Dio.
    3. Protetti, in [questo] vespro di Pasqua, dall’angelo devastatore, siamo stati liberati dal duro dominio del Faraone.
    4. Adesso la nostra Pasqua è Cristo, innocente agnello immolato; lui ha offerto la sua carne in pane azzimo di sincerità.
    6. O vittima davvero adeguata, per la quale si spezza l’inferno, è liberato il popolo prigioniero, e sono restituiti i vantaggi della vita!
    7. Cristo sorge dal sepolcro, torna vincitore dall’abisso, trascinando in catene il despota
    e aprendo il paradiso.
    8. Sia sempre nelle [nostre] menti la gioia pasquale, Gesù, e unisci ai tuoi trionfi noi, rinati per grazia.
    9. Sia gloria a te, Gesù, che, vinta la morte, risplendi con il Padre e lo Spirito di vita, nei secoli eterni. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 06-10-2009 alle 13:37

  4. #24
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    O rex ætérne, Dómine

    Tempo di Pasqua sino all'Ascensione esclusa, ad libitum ai Vespri, nelle ferie dopo l'Ottava di Pasqua
    Autore: anonimo del V-VI secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    O rex ætérne, Dómine,
    semper cum Patre Fílius,
    iuxta tuam imáginem
    Adam plasmásti hóminem.

    Quem diábolus decéperat
    hostis humáni géneris,
    eius et formam córporis
    sumpsísti tu de Vírgine,

    Ut nos Deo coniúngeres
    per carnis contubérnium,
    datúrus in baptísmate,
    Redémptor, indulgéntiam.

    Tu crucem propter hóminem
    suscípere dignátus es;
    dedísti tuum sánguinem
    nostræ salútis prétium.

    Tu surrexísti, glóriam
    a Patre sumens débitam;
    per te et nos resúrgere
    devóta mente crédimus.

    Esto perénne méntibus
    paschále, Iesu, gáudium
    et nos renátos grátiæ
    tuis triúmphis ággrega.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui morte victa prænites,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. O Signore, re eterno, Figlio sempre con il Padre, [tu] plasmasti l’uomo, Adamo, a tua immagine.
    2. Tu hai assunto dalla Vergine anche la forma del corpo di colui che il diavolo, nemico del genere umano, aveva ingannato,
    3. per congiungerci a Dio, attraverso la condivisione della [nostra] carne, con l’intenzione di concederci il perdono nel battesimo, o Redentore.
    4. Tu, per l’uomo, ti sei degnato di prendere su di te una croce; hai dato il tuo sangue in riscatto della nostra salvezza.
    5. Tu sei risorto, assumendo la gloria del Padre che ti spetta; noi crediamo con animo devoto che, grazie a te, anche noi risorgeremo.
    6. Sia sempre nelle [nostre] menti la gioia pasquale, Gesù, e unisci ai tuoi trionfi noi, rinati per grazia.
    7. Sia gloria a te, Gesù, che, vinta la morte, risplendi con il Padre e lo Spirito di vita, nei secoli eterni. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 06-10-2009 alle 10:05

  5. #25
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    Iesu, redémptor sæculi

    Tempo di Pasqua, a Compieta
    Autore: anonimo del X secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Iesu, redémptor sæculi,
    Verbum Patris altíssimi,
    lux lucis invisíbilis,
    custos tuórum pérvigil:

    Tu fabricátor ómnium
    discrétor atque témporum,
    fessa labóre córpora
    noctis quiéte récrea.

    Qui frangis ima tártara,
    tu nos ab hoste líbera,
    ne váleat sedúcere
    tuo redémptos sánguine,

    Ut, dum graváti córpore
    brevi manémus témpore,
    sic caro nostra dórmiat
    ut mens sopórem nésciat.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui morte victa prænites,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. Gesù, redentore del mondo, Verbo del Padre altissimo, luce di luce invisibile, vigile custode dei tuoi:
    2. Tu, che tutto crei, e discerni i tempi, ristora col riposo della notte i corpi spossati dalla fatica.
    3. Tu, che spezzi gli abissi dell’inferno, liberaci dal nemico, affinché non sia in grado di sedurre coloro che hai redenti con il tuo sangue,
    4. e affinché, mentre, stanchi nel corpo, ci fermiamo per un breve tempo, la nostra carne dorma, in modo tale che l’anima non conosca torpore.
    5. Sia gloria a te, Gesù, che, vinta la morte, risplendi con il Padre e lo Spirito di vita, nei secoli eterni. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 06-10-2009 alle 10:06

  6. #26
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    Hic est dies verus Dei

    Tempo di Pasqua sino all'Ascensione esclusa, all'Ufficio delle Letture
    Autore: Sant'Ambrogio
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Hic est dies verus Dei,
    sancto serénus lúmine,
    quo díluit sanguis sacer
    probrósa mundi crímina.

    Fidem refúndit pérditis
    cæcósque visu illúminat;
    quem non gravi solvit metu
    latrónis absolútio?

    Opus stupent et ángeli,
    pœnam vidéntes córporis
    Christóque adhæréntem reum
    vitam beátam cárpere.

    Mystérium mirábile,
    ut ábluat mundi luem,
    peccáta tollat ómnium
    carnis vitia mundans caro,

    Quid hoc potest sublímius,
    ut culpa quærat grátiam,
    metúmque solvat cáritas
    reddátque mors vitam novam?

    Esto perénne méntibus
    paschále, Iesu, gáudium
    et nos renátos grátiæ
    tuis triúmphis ággrega.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui morte victa prænites,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. Questo è il vero giorno di Dio, rasserenato da una santa luce, nel quale il sangue sacro ha sciolto i vergognosi peccati del mondo.
    2. Restituisce la fede agli smarriti e ridona la vista ai ciechi; chi non è sciolto dalla tremenda paura grazie all’assoluzione del [buon] ladrone?
    3. Anche gli angeli restano stupiti per questo fatto, al vedere le sofferenze del corpo e il peccatore fedele a Cristo prender la vita beata.
    4. Mistero mirabile, che lavi il male del mondo, cancelli i peccati di tutti, purificando la carne dai vizii della carne,
    5. Che cosa potrebbe essere più sublime?: la colpa ottiene la grazia, l’amore scioglie la paura, la morte produce una vita nuova.
    6. Sia sempre nelle [nostre] menti la gioia pasquale, Gesù, e unisci ai tuoi trionfi noi, rinati per grazia.
    7. Sia gloria a te, Gesù, che, vinta la morte, risplendi con il Padre e lo Spirito di vita, nei secoli eterni. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 18-10-2009 alle 21:42

  7. #27
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    Lætáre, cælum, désuper

    Tempo di Pasqua sino all'Ascensione esclusa, ad libitum all'Ufficio delle Letture, nelle ferie dopo l'Ottava di Pasqua
    Autore: anonimo del X secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Lætáre, cælum, désuper,
    appláude, tellus ac mare:
    Christus resúrgens post crucem
    vitam dedit mortálibus.

    Iam tempus accéptum redit,
    dies salútis cérnitur,
    quo mundus Agni sánguine
    refúlsit a calígine.

    Mors illa, mortis pássio,
    est críminis remíssio;
    illæsa virtus pérmanet,
    victus dedit victóriam.

    Nostræ fuit gustus spei
    hic, ut fidéles créderent
    se posse post resúrgere,
    vitam beátam súmere.

    Nunc ergo pascha cándidum
    causa bonórum tálium
    colámus omnes strénue
    tanto repléti múnere.

    Esto perénne méntibus
    paschále, Iesu, gáudium
    et nos renátos grátiæ
    tuis triúmphis ággrega.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui morte victa prænites,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. Rallégrati, o cielo, dall’alto, applaudite, terra e mare: Cristo, risorgendo dopo la [morte in] croce, ha dato la vita ai mortali.
    2. Ritorna un tempo gradito, spunta il giorno della salvezza, in cui il mondo torna a risplendere, dopo le tenebre, grazie al sangue dell’Agnello.
    3. Quella morte, passione della morte, è remissione del peccato; la virtù resta indenne, lo sconfitto ha riconosciuto la vittoria.
    4. Ciò fu un assaggio della nostra speranza, che i fedeli[, cioè,] credano di raggiungere, dopo esser risorti, la vita beata.
    5. Ora, dunque, celebriamo tutti con zelo la Pasqua radiosa, a causa di simili beni, riempiti di un così grande dono.
    6. Sia sempre nelle [nostre] menti la gioia pasquale, Gesù, e unisci ai tuoi trionfi noi, rinati per grazia.
    7. Sia gloria a te, Gesù, che, vinta la morte, risplendi con il Padre e lo Spirito di vita, nei secoli eterni. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 16-10-2009 alle 21:28

  8. #28
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    Auróra lucis rútilat

    Tempo di Pasqua sino all'Ascensione esclusa, alle Lodi Mattutine
    Autore: anonimo del V secolo
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Auróra lucis rútilat,
    cælum resúltat láudibus,
    mundus exsúltans iúbilat,
    gemens inférnus úlulat,

    Cum rex ille fortíssimus,
    mortis confráctis víribus,
    pede concúlcans tártara
    solvit caténa míseros.

    Ille, quem clausum lápide
    miles custódit ácriter,
    triúmphans pompa nóbili
    victor surgit de fúnere.

    Inférni iam gemítibus
    solútis et dolóribus,
    quia surréxit Dóminus
    respléndens clamat ángelus.

    Esto perénne méntibus
    paschále, Iesu, gáudium
    et nos renátos grátiæ
    tuis triúmphis ággrega.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui morte victa prænites,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. L’aurora di luce rosseggia, il cielo risuona di lodi, il mondo, esultando, leva grida di gioia, l’inferno, gemendo, leva grida di dolore,
    2. mentre quel re fortissimo, spezzate le forze della morte, calpestando con il piede l’inferno libera dalle catene i sofferenti.
    3. Proprio colui che, chiuso dalla pietra sepolcrale, un soldato sorveglia con rigore, trionfando con nobile fasto, sorge vincitore dal sepolcro.
    4. Ora sono finiti i dolori e le sofferenze dell’inferno -- «È risorto il Signore» -- annunzia l’angelo, sfolgorante di luce.
    5. Sia sempre nelle [nostre] menti la gioia pasquale, Gesù, e unisci ai tuoi trionfi noi, rinati per grazia.
    6. Sia gloria a te, Gesù, che, vinta la morte, risplendi con il Padre e lo Spirito di vita, nei secoli eterni. Amen.
    Ultima modifica di anacleto; 06-10-2009 alle 10:09

  9. #29
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    Chorus novæ Ierúsalem

    Tempo di Pasqua sino all'Ascensione esclusa, ad libitum alle Lodi Mattutine, nelle ferie dopo l'Ottava di Pasqua
    Autore: Fulberto di Chartres
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Chorus novæ Ierúsalem
    hymni novam dulcédinem
    promat, colens cum sóbriis
    paschále festum gáudiis,


    Quo Christus invíctus leo,
    dracóne surgens óbruto,
    dum voce viva pérsonat,
    a morte functos éxcitat.


    Quam devorárat ímprobus,
    prædam refúndit tártarus;
    captivitáte líbera
    Iesum sequúntur ágmina.


    Triúmphat ille spléndide
    et dignus amplitúdine,
    soli políque pátriam
    unam facit rem públicam.


    Ipsum canéndo súpplices
    Regem precémur mílites,
    ut in suo claríssimo
    nos órdinet palátio.


    Esto perénne méntibus
    paschále, Iesu, gáudium
    et nos renátos grátiæ
    tuis triúmphis ággrega.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui morte victa prænites,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. Il coro della nuova Gerusalemme manifesti la nuova [=straordinaria] dolcezza dell’inno, celebrando, con sobri festeggiamenti la festa di Pasqua,
    2. in cui Cristo, leone invitto, risorgendo, dopo aver schiacciato il serpente, mentre acclama a voce viva, risveglia i defunti da morte.
    3. L’inferno restituisce il bottino, che, maligno, aveva ingoiato; liberate dalla prigionia, moltitudini seguono Cristo.
    4. Egli splendidamente trionfa e degno per grandezza, crea un unico stato come patria della terra e del cielo.
    5. Cantando a Lui supplici, come soldati preghiamo il re di schierarci nel suo luminoso palazzo.

    6. Sia sempre nelle [nostre] menti la gioia pasquale, Gesù, e unisci ai tuoi trionfi noi, rinati per grazia.
    7. Sia gloria a te, Gesù, che, vinta la morte, risplendi con il Padre e lo Spirito di vita, nei secoli eterni. Amen.

  10. #30
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    Iam surgit hora tértia

    Tempo di Pasqua, all'Ora Terza
    Autore: Sant'Ambrogio
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Iam surgit hora tértia,
    qua Christus ascéndit crucem;
    nil ínsolens mens cógitet,
    inténdat afféctum precis.

    Qui corde Christum súscipit,
    innóxium sensum gerit
    votísque præstat sédulis
    Sanctum meréri Spíritum.

    Hæc hora, quæ finem dedit
    diri vetérno críminis;
    hinc iam beáta témpora
    cœpére Christi grátia.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui morte victa prænites,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    _____________

    1. Già sorge l’ora terza, in cui Cristo sale in croce; la mente superba non pensi a nulla, si disponga alla preghiera.
    2. Chi accoglie Cristo nel cuore, porta [in sé] un’onesta disposizione d’animo e si adopera con assidue preci a meritare lo Spirito Santo.
    3. Questa è l’ora, che diede fine all’immondizia dell’atroce peccato; già da qui iniziano i tempi beati, per grazia di Cristo.
    4. Sia gloria a te, Gesù, che, vinta la morte, risplendi con il Padre e lo Spirito di vita, nei secoli eterni. Amen.

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