Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Inni della «Liturgia Horarum» - 2. Proprium de Sanctis & Communia

  1. #151
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    Nóbiles Christi fámulas disérta

    Comune delle Sante donne - Per più Sante, Alle Lodi mattutine
    Autore: ...................
    Metro: strofe saffica. ˉ˘ˉx|ˉ˘˘ˉ|˘ˉx (3 volte); ˉ˘˘|ˉˉ (1 volta)

    Nóbiles Christi fámulas disérta
    voce cantémus, decus æmulátam
    féminæ fortis, sacra cui profúdit
    página laudes.


    Non eas mundus láqueis revíncit,
    iussa quæ Patris súbeunt voléntes,
    ut bonum Christi sátagant ubíque
    spárgere odórem.


    Edomant corpus, precibúsque mentem
    nútriunt sanctis; peritúra temnunt
    lucra, ut inquírant sibi permanéntis
    præmia vitæ.


    Sit Deo soli decus et potéstas,
    laus in excélsis honor ac perénnis,
    qui suis totum móderans gubérnat
    légibus orbem. Amen.
    _____________

    1. Con parole eloquenti inneggiamo alle nobili Serve di Cristo che hanno emulato la gloria della donna forte, cui la Sacra Scrittura indirizzò lodi.
    2.Il mondo non le avvince con seduzioni, esse che volentieri si sottomettono ai comandi del Padre celeste, per essere molto impegnate a spargere ovunque il buon odore di Cristo.
    3. Domano il corpo, nutrono la mente di sante preghiere, disprezzano i guadagni passeggeri, per cercare (di meritarsi) i premi della vita eterna.
    4. Sia gloria e potere, lode ed onore perenne nell’alto dei cieli a Dio solo, che tutto regolando governa con le sue leggi il mondo. Amen.

  2. #152
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    Læti coléntes fámulum

    Comune dei Santi religiosi - Ai Primi ed ai Secondi Vespri e All'Ufficio delle Letture
    Autore: ......................
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Læti coléntes fámulum
    qui te perfécte cóluit,
    tibi gratánter, Dómine,
    amóris hymnum prómimus.


    Christi fidélis ássecla,
    ultro relíquit gáudia
    cuncta quæ mundus éxhibet
    fugáces atque cópias.


    Tibi se vovit súbditum
    humilitáte obœdiens,
    Christi, carnis mundítie,
    sponsi æmulátor vírginum.


    Tibi placére géstiit
    tibíque adhæsit únice,
    mentem, verba vel ópera
    amóris fovens ígnibus.


    His caritátis vínculis
    in terris tibi déditus,
    liber ad astra iúgiter
    triumphatúrus pródiit.


    Eius exémplis éxcitos
    da gradi nos alácriter,
    ut te cum Nato et Spíritu
    laudémus hymnis cælicis. Amen.

    _____________

    1. Venerando lieti (questo) Servo che ti ha onorato in modo perfetto, a te grati, o Signore, innalziamo l’inno dell’amore.
    2.
    Fedele seguace di Cristo ha lasciato spontaneamente tutte le gioie e fugaci ricchezze che il mondo offre.
    3.
    A te si votò sottomesso, obbediente ed umile, emulando nella castità Cristo, Sposo delle vergini.
    4.
    Bramò ardentemente di piacere a Te, e aderì unicamente a Te, alimentando col fuoco dell’amore mente, parole e opere.
    5.
    Consacrato a Te in terra con il vincolo dell’amore, libero avanzò trionfatore verso i beni eterni.
    6.
    Concedi a noi, spronati dai suoi esempi, di progredire alacremente, per lodarti con il Figlio e lo Spirito Santo con inni celesti. Amen.

    (La traduzione è stata curata dalle Benedettine dell'Adorazione perpetua del Monastero SS. Annunziata di Alatri.)

  3. #153
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    O redemptóris píetas colénda

    Comune dei Santi religiosi - Alle Lodi mattutine
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    Metro: strofe saffica. ˉ˘ˉx|ˉ˘˘ˉ|˘ˉx (3 volte); ˉ˘˘|ˉˉ (1 volta)

    O redemptóris píetas colénda,
    quæ Patri exóptans hómines dicári,
    Spíritus miro varióque ducis
    péctora nutu!


    Quos tua lympha facis esse natos
    ex Deo vero, nova vis in illis
    grátiam crebro dare caritátis
    gérmina, Christe.


    Tu vocas: currunt álacres vocáti,
    ábdicant cunctis, duce te voléntes,
    calle regáli crucis, usque solum
    quærere Patrem.


    Cælitus fervens ita sanctus iste
    víribus totis tibi amánter hæsit,
    atque virtútum cúpiit tenére
    cúlmina læta.


    Laus Patri summo, tibi, Christe princeps,
    Flámini Sancto párilis resúltet,
    parva qui danti, bona corde magno
    céntupla fertis. Amen.
    _____________

    1. O adorabile amore del Redentore, che, desiderando che gli uomini fossero consacrati al Padre, guidi i cuori con le ispirazioni
    mirabili e varie dello Spirito!
    2. A quelli che con la tua acqua fai figli del Dio vero, vuoi dare spesso la grazia, nuovi germogli di amore, o Cristo.
    3. Tu chiami: i chiamati corrono alacri, lasciano ogni cosa, desiderando, sotto la tua guida, per il sentiero regale della croce, cercare continuamente soltanto il Padre.
    4. Questo Santo, così ardente per dono del cielo, con tutte le forze dimorò pieno di amore in Te, e desiderò vivamente di giungere alle gioiose vette della virtù.
    5. Risuoni la lode al sommo Padre, a Te, Principe Cristo, e ugualmente allo Spirito Santo, che donate con cuore magnanimo il centuplo a colui che dà piccole cose. Amen.

    (La traduzione è stata curata dalle Benedettine dell'Adorazione perpetua del Monastero SS. Annunziata di Alatri.)

  4. #154
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    Qui vivis ante sæcula

    Ufficio dei Defunti - All'Ufficio delle Letture
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    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Qui vivis ante sæcula
    vitæque fons es únicus,
    nos, Deus, morti obnóxios
    culpæque reos áspice.


    Peccánti, Pater, hómini
    pœnam sanxísti intéritum,
    ut, pulvis datus púlveri,
    se súbderet piáculum.


    Vitále sed spiráculum
    quod indidísti próvidus,
    æternitátis pérmanet
    germen immarcescíbile.


    Hæc spes, hoc est solácium:
    revirescémus, Dómine,
    primúsque resurgéntium
    ad te nos Christus rápiet.

    ____________________
    (Pro uno defuncto)
    Hoc vitæ regno pérfrui
    defúnctum præsta fámulum,
    quem Christi fides ímbuit,
    quem almus unxit Spíritus.

    (Pro una defuncta)
    Hoc vitæ regno pérfrui
    defúnctam præsta fámulam,
    quam Christi fides ímbuit,
    quam almus unxit Spíritus.

    (Pro plurimis defunctis)
    Hoc vitæ regno pérfrui
    da fratres in te mórtuos,
    quos Christi fides ímbuit,
    quos almus unxit Spíritus.
    ____________________


    Hoc regnum nobis própera
    e terris cum cessérimus,
    ut concinámus ómnium
    te finem, te princípium. Amen.

    _____________

    1. O Dio, che esisti prima dei secoli, e sei origine unica della vita, volgi lo sguardo su di noi, soggetti alla morte ed alla colpa.
    2.
    All’uomo peccatore, o Padre, decretasti la pena della morte, affinché, polvere tornato in polvere, espiasse la colpa.
    3.
    Ma il vitale spiracolo, che Tu provvido gli mettesti dentro, rimane come germe immarcescibile di eternità.
    4.
    Questa è la speranza, questa la consolazione: risorgeremo, o Signore; e Cristo, primo dei risorti, a Te ci condurrà.
    5.
    (per un defunto) Concedi di godere in questo regno di vita al tuo servo defunto, che la fede di Cristo istruì e il dolce Spirito fortificò.
    5.
    (per una defunta) Concedi di godere in questo regno di vita alla tua serva defunta, che la fede di Cristo istruì
    e il dolce Spirito fortificò.
    5.
    (per più defunti) Concedi di godere in questo regno di vita ai fratelli morti nel tuo amore, che la parola di Cristo istruì e il dolce Spirito fortificò.
    6.
    Quando lasceremo la terra, affrettati a donarci questo regno, affinché inneggiamo a Te, principio e fine di tutte le cose. Amen.

    (La traduzione è stata curata dalle Benedettine dell'Adorazione perpetua del Monastero SS. Annunziata di Alatri.)

  5. #155
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    Spes, Christe, nostræ véniæ

    Ufficio dei defunti - Alle Lodi mattutine
    Autore: ......................
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Spes, Christe, nostræ véniæ,
    tu vita, resurréctio;
    ad te sunt corda et óculi
    cum mortis dolor íngruit.


    Tu quoque mortis tædia
    passus dirósque stímulos,
    Patri, inclináto cápite,
    mitis dedísti spíritum.


    Vere nostros excípiens
    languóres, pastor míserens,
    tecum donásti cómpati
    Patrísque in sinu cómmori.


    Apértis pendens brácchiis,
    in cor transfíxum pértrahis
    quos moritúros ággravat
    morbus vel mæror ánxius.


    Qui portis fractis ínferi
    victor pandísti cælicas,
    nos nunc doléntes érige,
    post óbitum vivífica.


    Sed et qui frater córpore / Sed et quæ soror córpore / Sed et qui fratres córpore
    nunc dormit pacis réquie, / nunc somno pacis dórmiunt,
    iam te beánte vígilet / iam te beánte vígilent
    tibíque laudes réferat. Amen. / tibíque laudes réferant. Amen

    _____________

    1. O Cristo, speranza del nostro perdono, Tu vita, Tu resurrezione; a Te sono rivolti i cuori e lo sguardo, allorché ci assale il timore della morte.
    2.
    Anche Tu fosti colto dalle angosce e dai crudeli tormenti della morte, (quando), reclinato il capo, mite consegnasti lo spirito al Padre.
    3.
    O Pastore pieno di compassione, accettando le nostre miserie, ci hai concesso di soffrire con Te, e di morire tra le braccia del Padre celeste.
    4.
    Pendendo dalla croce a braccia aperte, attiri al Cuore trafitto i moribondi, che la malattia e le angosce ansiose opprimono.
    5.
    Tu che, dopo aver infranto le porte dell’inferno, vincitore hai aperto quelle del cielo, ora rinfranca noi che soffriamo, e dopo la morte donaci la vita eterna.
    6.
    Il fratello (la sorella, i fratelli), che nel corpo ora dorme (dormono) il sonno della morte, viva (vivano) già nella tua beatitudine e ti renda (rendano) lodi. Amen.

    (La traduzione è stata curata dalle Benedettine dell'Adorazione perpetua del Monastero SS. Annunziata di Alatri.)

  6. #156
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    Qui lacrimátus Lázarum

    Ufficio dei defunti - All'Ora Media (strofe 1, 4, 5), all'Ora Sesta (strofe 2, 4, 5), all'Ora Nona (strofe 3, 4, 5)
    Autore: ......................
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    1. Qui lacrimátus Lázarum
    geménsque cum soróribus,
    ipsum fecísti præpotens
    illárum reddi stúdiis:


    2. Qui petivísti sóntibus
    benígnus indulgéntiam,
    ac verba miserántia
    dixísti pœnæ sócio:


    3. Qui, móriens, discípulo
    matrem donásti Vírginem,
    tuórum quæ fidélium
    agóni adésset último:


    4. Da nobis, Christe Dómine,
    tuo redémptis sánguine,
    duræ mortis tristítiam
    in vitæ verti gáudium.


    5. Tuúmque voca fámulum, / Tuámque voca fámulam, / Tuósque voca fámulos,
    ex hoc proféctum sæculo, / ex hoc proféctam sæculo, / ex hoc proféctos sæculo,
    ut ubi mors iam déerit
    te vitæ canat príncipem. Amen. / te vitæ canant príncipem. Amen.

    _____________

    1. Tu che versasti lacrime per la morte di Lazzaro e soffristi con le sorelle, con la tua onnipotenza lo restituisti al loro amore:
    2.
    Tu che benigno implorasti il perdono per i colpevoli, e dicesti parole piene di misericordia al compagno di supplizio:
    3.
    Tu che morendo donasti al discepolo la Vergine come Madre, affinché aiutasse i tuoi fedeli nell’ultimo combattimento:
    4.
    concedi, o Cristo Signore, a noi redenti dal tuo Sangue, che la tristezza della morte sia cambiata nel gaudio della vita eterna.
    5.
    Chiama il tuo servo (serva,servi), che è partito da questo mondo, affinché, laddove ormai la morte non è più, inneggi a Te, Principe della vita. Amen.

    (La traduzione è stata curata dalle Benedettine dell'Adorazione perpetua del Monastero SS. Annunziata di Alatri.)
    Ultima modifica di Ambrosiano; 01-03-2015 alle 15:15

  7. #157
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    Imménsæ rex poténtiæ

    Ufficio dei defunti - Ai Vespri
    Autore: ......................
    Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

    Imménsæ rex poténtiæ,
    Christe, tu Patris glóriam
    nostrúmque decus móliens,
    mortis fregísti iácula.


    Infírma nostra súbiens
    magnúmque petens prœlium,
    mortem qua serpens vícerat,
    victor calcásti móriens.


    Surgens fortis e túmulo,
    pascháli nos mystério
    peccáto rursus mórtuos
    ad vitam semper ínnovas.


    Vitam largíre grátiæ,
    ut, sponsus cum redíeris,
    ornáta nos cum lámpade
    iam promptos cælo invénias.


    In lucem nos et réquiem
    serénus iudex áccipe,
    quos fides sanctæ Tríadi
    devínxit atque cáritas.


    Tuúmque voca fámulum, / Tuámque voca fámulam, / Fratres et omnes ádvoca,
    qui nunc exútus córpore / quæ nunc exúta córpore / qui nunc exúti córpore
    in regna Patris ínhiat, / in regna Patris ínhiant,
    ut te colláudet pérpetim. Amen. / ut te colláudent pérpetim. Amen.

    _____________

    1. O Cristo, Re d’immensa potenza, Tu hai spezzato i dardi della morte intendendo dare gloria al Padre e onore a noi.
    2.
    Sottomettendoti alle nostre infermità e giungendo al grande combattimento, morendo calpestasti vittorioso la morte, con la quale il serpente aveva vinto.
    3.
    Risorgendo valoroso dalla tomba, sempre rinnovi alla vita, in virtù del mistero pasquale, noi morti nuovamente per il peccato.
    4.
    Elargiscici la vita della grazia, affinché, quando come Sposo tornerai, trovi noi già pronti per il cielo con la lampada accesa.
    5.
    Accogli nella luce e nel riposo, o sereno Giudice, quelli che la fede e l’amore ha sottomesso alla Trinità.
    6.
    Chiama a Te la tua serva (servo, tutti i fratelli), che ora, deposto il corpo, brama ardentemente il regno del Padre,
    affinché ti lodi in eterno. Amen.

    (La traduzione è stata curata dalle Benedettine dell'Adorazione perpetua del Monastero SS. Annunziata di Alatri.)

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