Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Inni liturgici - Traduzione ritmica, cantabile

  1. #1
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    Inni liturgici - Traduzione ritmica, cantabile

    Durante lo scorso anno ho ricevuto numerose richieste per fornire, se fossero state disponibili, le traduzioni ritmiche di alcuni inni liturgici: le traduzioni cioè cantabili con le melodie tradizionali o con altre melodie conosciute dai fedeli che si adattano a quel metro.

    Gli inni, come noto, sono parte essenziale della Liturgia delle Ore, ma possono essere anche molto opportunamente cantati durante le Messe, ad esempio come canto di Ingresso o durante l'Offertorio o la Comunione, al posto dei canti insipidi e bruttini che talvolta si sentono nelle celebrazioni.
    Nel rito ambrosiano si cantano anche nella Liturgia solenne della Messa vigiliare.


    In questa sezione del Forum sono presenti due discussioni con la traduzione letterale degli Inni della Liturgia delle Ore.
    Manca però una traduzione cantabile, che naturalmente non potrà esserci per tutti, ma è frequentemente disponibile almeno per i più importanti.
    Ho pensato quindi di aprire questa discussione per mettere a disposizione di tutti le traduzioni ritmiche disponibili.

    La mia speranza sarebbe che l'uso degli Inni in traduzione possa permettere, liberando il fedele/cantore dal dover confrontarsi con la lingua latina, una ri-acquisizione delle melodie originali o di quelle popolari ora spesso dimenticate, per poi magari, quando si è più rinfrancati, spingere anche all'uso degli originali latini.

    Sollecito tutti coloro che hanno a disposizione qualche testo a contribuire all'arricchimento di questa discussione; da parte mia ho a disposizione parecchi testi di Inni usati nel rito ambrosiano (che però niente vieta, come dicevo sopra, siano usati anche da coloro che sono di rito romano come canti della Messa).

    Perchè rimanga ordinata, manterrò la discussione "chiusa", e pertanto invito chi vorrà far inserire il testo di un Inno a spedirmelo con un messaggio privato e penserò io, dopo le opportune verifiche del testo, a fare l'aggiornamento.

    Ambrosiano

    NB: Dove non espressamente indicato, le traduzioni letterali sono quelle fatte dall'utente anacleto e pubblicate nel sub-forum "Thesaurus Liturgiae".
    ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
    Indice

    Solennità, Feste e Tempi forti dell'Anno liturgico



    Liturgia delle Ore

    Ultima modifica di Ambrosiano; 26-05-2016 alle 21:52 Motivo: Aggiunto all'indice l'Ave maris Stella

  2. #2
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    Conditor alme siderum

    E' l'inno dei Vespri del tempo di Avvento.

    Testo latino

    Cónditor alme síderum,
    ætérna lux credéntium,
    Christe, redémptor ómnium,
    exáudi preces súpplicum.

    Qui cóndolens intéritu
    mortis períre sæculum,
    salvásti mundum lánguidum,
    donans reis remédium.

    Vergénte mundi véspere,
    uti sponsus de thálamo,
    egréssus honestíssima
    Vírginis matris cláusula.

    Cuius forti poténtiæ
    genu curvántur ómnia;
    cæléstia, terréstria
    nutu faténtur súbdita.

    Te, Sancte, fide quæsumus,
    ventúre iudex sæculi,
    consérva nos in témpore
    hostis a telo pérfidi.

    Sit, Christe, rex piíssime,
    tibi Patríque glória
    cum Spíritu Paráclito,
    in sempitérna sæcula.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Degli astri eterno artefice,
    tu luce sei dei popoli,
    Cristo, che salvi gli uomini
    ascolta chi ti supplica.

    Mosso a pietà grandissima
    per la sua sorte misera,
    da morte hai reso libera
    l’umanità colpevole.

    Volgendo il mondo al vespero
    tu per amor degli uomini
    dal grembo della Vergine
    sei nato per redimerli.

    A te, o Signore unico,
    si piega ogni essere;
    la terra e il cielo adorano,
    la tua potenza cantano!

    Verrai un giorno Giudice,
    noi ti invochiamo unanimi
    nel tempo tu preservaci
    dal male che ci insidia,

    O Cristo, re piissimo,
    a te e al Padre gloria,
    insieme al santo Spirito,
    per gli infiniti secoli.
    Amen.
    Traduzione letterale

    Benigno Creatore degli astri,
    eterna Luce dei credenti,
    Cristo, redentore di tutti,
    esaudisci le preghiere di chi ti supplica.

    Tu compatendo il mondo
    che andava in rovina nella morte,
    salvasti l'umanità ammalata,
    donando una cura ai peccatori.

    Mentre scendeva la sera del mondo,
    come uno sposo uscito dal letto nuziale,
    (nascesti) dal castissimo
    grembo della Vergine Madre.

    Alla tua forte potenza
    tutte le creature piegano il ginocchio;
    quelle del cielo, quelle della terra
    si mostrano sottomesse alla tua volontà.

    Te, o Santo, con fede preghiamo,
    tu, che verrai come giudice del mondo:
    conservaci nel tempo
    dalla lancia del perfido nemico.

    O Cristo, re piissimo,
    a te e al Padre sia gloria
    con lo Spirito Paraclito
    per i secoli eterni.
    Amen
    Traduzione della LdO ambrosiana

    Tu che la notte trapunti di stelle
    e di luce celeste orni le menti,
    Signore che tutti vuoi salvi,
    ascolta chi ti implora!

    L’acerba sorte dell’uomo
    ha toccato il tuo cuore:
    sul mondo sfinito rinasce
    il fiore della speranza.

    Al vespro volge la storia del mondo;
    tu, disposando l’umana natura
    nell’inviolato grembo di una vergine,
    sei venuto a salvarci.

    Compassionevole, tu sei Signore,
    ogni cosa a te piega il ginocchio:
    il cielo e la terra adoranti
    confessano il tuo dominio.

    E quando scenderà l’ultima sera,
    santo e supremo Giudice, verrai:
    oh! non lasciare in quell’ora al Maligno
    chi si è affidato a te!

    A te cantiamo gloria,
    o Cristo, Re pietoso,
    con il Padre e lo Spirito
    nella distesa dei secoli.
    Amen.

    In questo video si può ascoltare la melodia tradizionale dell'Inno, alternata a falso bordone.


    Naturalmente l'Inno può essere cantato anche con altre melodie che si adattano al suo metro.
    L'utente Cornetto, mi ha segnalato che esso si adatta benissimo alla melodia dell'inno tedesco "O Heiland, reiss die Himmel auf" piu' comunemente noto in Italia col testo (improprio) de "Il giorno ormai scompare" (CD 433).
    Il corale "O Heiland, reiss die Himmel auf" invece è sostanzialmente una rielaborazione poetica del "Rorate coeli", tipico canto di Avvento.
    E' una melodia bellissima, semplice e coinvolgente, che visto l'origine, meglio si addice quindi al periodo di Avvento e potrebbe essere un'occasione buona per offrire a questa melodia un valido testo.
    In questo video potete ascoltare l'Inno originale tedesco preceduto da un breve delizioso preludio.
    http://www.youtube.com/watch?v=zQaU_bJBK80
    Ultima modifica di Ambrosiano; 06-12-2016 alle 23:39

  3. #3
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    Mysterium Ecclesiae

    Questo Inno può essere usato in tutte le Solennità e Feste della Madonna (ma per l'Assunzione si usi "Subacta cedunt tartara" e per l'Addolorata lo "Stabat mater").

    Testo latino

    Mysterium Ecclesiae!
    Hymnum Christo referimus,
    quem genuit Puerpera,
    Verbum Patris in Filio.

    Sola in sexu foemina
    electa es in saeculo,
    quae meruisti Dominum
    sanctum portare in utero.

    Vates antiqui temporis
    praedixerat quod factum est,
    quia Virgo conciperet,
    et pareret Emmanuel.

    Mysterium hoc magnum est,
    Mariae quod concessum est,
    ut Deum, per quem omnia,
    ex se videret progredi.

    Vere gratia plena es,
    et gloriosa permanes;
    quia ex te natus est Christus,
    per quem facta sunt omnia.

    Pastores, qui audierant
    cantari Deo gloriam,
    cucurrerunt in Bethlehem
    natum Videre Dominum.

    Sic Magi ab ortu solis,
    per sideris indicium,
    portantes typum gentium,
    primi obtulerunt munera.

    Rogemus ergo, populi,
    Dei matrem et virginem,
    ut ipsa nobis impetret
    pacem et indulgentiam.

    lesu, tibi sit gloria,
    qui natus es de Virgine,
    cum Patre et almo Spiritu,
    in sempiterna saecula. Amen
    Traduzione ritmica

    Mistero incomprensibile!
    Alziamo a Cristo un cantico
    perchè, Verbo unigenito,
    a noi si è fatto simile.

    Maria, tu sol degnissima
    fin dagli antichi secoli
    fosti prescelta ad essere
    la madre dell'Altissimo.

    Quel che i profeti dissero
    in te s'avvera, o Vergine;
    dal grembo tuo purissimo
    or nasce il Re dei secoli.

    Quale mistero splendido
    contempla in sé la Vergine;
    questo suo mite Figlio
    è Dio che tutto domina.

    Madonna gloriosissima
    ripiena sei di grazia
    il Creator degli esseri
    da te ha voluto nascere.

    Sopra la grotta gli angeli
    gloria al Signor cantavano
    ed i pastori accorsero
    a contemplarlo in estasi.

    Ed anche i Magi accorrono
    dietro la stella, e giungono,
    primi fra tutti i popoli,
    ad adorarlo supplici.

    Preghiamo dunque, o popoli,
    di Dio la madre vergine,
    perché faccia risplendere
    nel mondo la concordia.

    A te, Gesù, sia gloria,
    nato da Maria Vergine,
    col Padre e con lo Spirito
    oggi e per tutti i secoli. Amen
    Traduzione letterale

    Cantando il mistero della Chiesa,
    leviamo un inno a Cristo,
    che la puerpera generò,
    Verbo del Padre nel Figlio.

    Unica fra le donne,
    fosti eletta nel mondo
    e meritasti di portare
    nel santo grembo il Signore.

    Il profeta del tempo antico
    aveva predetto ciò che avvenne:
    che una Vergine avrebbe concepito
    e partorito l'Emmanuele.

    È un grande mistero questo,
    che fu concesso a Maria
    di veder nascere da lei
    il Dio, creatore di tutte le cose.

    Sei davvero piena di grazia
    e resti per sempre gloriosa,
    perché da te nacque Cristo,
    per cui mezzo tutto è stato fatto.

    I pastori, che udirono,
    cantarono gloria a Dio,
    corsero a Betlemme
    per vedere il Signore che era nato.

    Così i Magi dall'Oriente,
    seguendo il segnale della stella,
    in nome di tutte le genti,
    per primi offrirono doni.

    E dunque, o popoli, preghiamo
    la Vergine Madre di Dio
    affinché lei stessa impetri
    per noi pace e indulgenza.

    Gesù, che sei nato dalla Vergine,
    a te sia gloria,
    col Padre e il sommo Spirito
    nei secoli eterni. Amen

    (La traduzione letterale è di Luca Canali, dal libro: "Ambrogio, INNI, Armando Dadò editore").

    In questo video si può ascoltare la melodia tradizionale.
    (E' anche la melodia del "O salutaris hostia")


    (Traduzione ritmica da: Antifonale Ambrosiano)

    Naturalmente anche quest'Inno si può cantare con altre melodie.
    Ad esempio in altra discussione ho postato questo esempio di melodia popolare:
    http://www.youtube.com/watch?v=MKCX2PHPt3g
    Ultima modifica di Ambrosiano; 20-07-2014 alle 22:26

  4. #4
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    Verbum salútis ómnium

    E' l'Inno dei Vespri di Avvento dal 17 dicembre a Natale.

    Testo latino

    Verbum salútis ómnium,
    Patris ab ore pródiens,
    Virgo beáta, súscipe
    casto, María, víscere.

    Te nunc illústrat cælitus
    umbra fecúndi Spíritus,
    gestes ut Christum Dóminum,
    æquálem Patri Fílium.

    Hæc est sacráti iánua
    templi seráta iúgiter,
    soli suprémo Príncipi
    pandens beáta límina.

    Olim promíssus vátibus,
    natus ante lucíferum,
    quem Gábriel annúntiat,
    terris descéndit Dóminus.

    Læténtur simul ángeli,
    omnes exsúltent pópuli:
    excélsus venit húmilis
    salváre quod períerat.

    Sit, Christe, rex piíssime,
    tibi Patríque glória
    cum Spíritu Paráclito,
    in sempitérna sæcula
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Accogli, santa Vergine,
    nelle tue pure viscere
    il Verbo, che l'Altissimo
    cantò davanti i secoli.

    Dall'alto il Santo Spirito
    dell'ombra sua t'illumina.
    Al Padre l'Unigenito
    in grembo uguale germini.

    Porta del santuario
    hai spalancato i cardini
    al mite, eterno Principe.
    La luce hai fatto irrompere.

    Lui, che i profeti attesero,
    che Gabriele annunzia,
    dell'alba avanti il vortice,
    scende alle nostre tenebre.

    Di gioia grande esultano
    angeli insieme e popoli.
    Un bimbo immenso ed umile
    viene a salvare i poveri.

    Cristo, a te re piissimo,
    col Padre eterna gloria,
    uniti nel Paraclito
    nei secoli dei secoli.
    Amen.
    Traduzione letterale

    O Vergine beata, Maria,
    accogli nel tuo casto grembo
    la Parola della salvezza per tutti,
    generata dalle labbra del Padre.

    Te, ora, rischiara
    dal cielo l’ombra dello Spirito fecondo,
    porterai come Cristo Signore
    un Figlio eguale al Padre.

    Questa porta del tempio consacrato
    fu aperta immediatamente,
    spalancando le beate entrate
    all’unico Principe supremo.

    Colui che era stato promesso un tempo ai vati,
    nato prima dell’aurora
    e che Gabriele annunzia,
    discende Signore sulla terra.

    Insieme si allietino gli angeli
    ed esultino tutti i popoli,
    l’eccelso viene, umile,
    a salvare ciò che era perduto.

    Sia, o Cristo, re piissimo,
    a te e al Padre gloria
    con lo Spirito Paraclito
    per i secoli eterni.
    Amen.

    Fonte:
    Cantuale Antonianum, ripreso da: http://www.mpasceri.it/sito/preghier...tis_omnium.asp


    La melodia originale è la stessa dell'altro Inno di Avvento. Si può utilizzare anche quella del Corale "O Heiland, reiss die Himmel auf".
    Entrambe le trovate nel post dell'Inno di Avvento "Conditor alme siderum".
    Ultima modifica di Ambrosiano; 14-04-2014 alle 22:46

  5. #5
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    Intende, qui regis Israel

    Inno del rito ambrosiano per il tempo di Natale fino all'Epifania.

    Testo latino

    Intende, qui regis Israel,
    super Cherubim qui sedes,
    appare Ephrem coram, excita
    potentiam tuam et veni.


    Veni, redemptor gentium,
    ostende partum Virginis;
    miretur omne saeculum:
    talis decet partus Deum.

    Non ex virili semine,
    sed mystico spiramine
    Verbum Dei factum est Caro,
    fructusque ventris floruit.

    Alvus tumescit Virginis,
    claustrum pudoris permanet,
    vexilla virtutum micant,
    versatur in templo Deus.

    Procedat e thalamo suo,
    pudoris aula regia,
    geminae gigas substantiae
    alacris ut currat viam.

    Egressus eius a Patre,
    regressus eius ad Patrem,
    excursus usque ad inferos,
    recursus ad sedem Dei.

    Aequalis aeterno Patri,
    carnis tropaeo cingere,
    infirma nostri corporis
    virtute firmans perpeti.

    Praesepe iam fulget tuum
    lumenque nox spirat novum,
    quod nulla nox interpolet
    fideque iugi luceat.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui natus es de Vírgine,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna saécula.
    Amen.
    Traduzione ritmica (I)

    O tu pastore d’Israel,
    che i cherubini domini,
    ai popoli rivelati,
    vieni, o Potente, e salvaci.

    Vieni, e rivela agli uomini
    che nato sei da vergine.
    Stupore della storia:
    di Dio è questa opera!

    Il soffio dello Spirito
    feconda il grembo vergine:
    s’incarna l’Unigenito:
    il Verbo dell’Altissimo.

    Maria è tempio splendido
    dimora casta e nobile,
    le sue virtù rifulgono
    al nostro Re si addicono.

    Come i profeti dissero,
    la via percorra alacre
    il Forte che è venuto a noi
    in due nature unico.

    Nel Padre è la sua origine
    ritorna al Padre provvido,
    disceso fino agli inferi
    Signore siede in gloria.

    Vivente dall’eternità,
    la nostra carne accogli Tu,
    le infermità degli uomini
    guarisci sempre con amor.

    Risplende il tuo presepio,
    la nostra notte illumini
    la fede indefettibile
    lontana da ogni tenebra.

    A te, Gesù, sia gloria
    che nato sei da Vergine
    col Padre e il santo Spirito
    negli infiniti secoli.
    Amen.
    Traduzione ritmica (II)






    O Redentor dei popoli
    e frutto della Vergine!
    I tempi tutti esultano:
    divina è la tua nascita!

    Dell’uomo non per opera
    ma per virtù di Spirito
    il Verbo venne agli uomini
    nel grembo della Vergine.

    E madre or’è la Vergine
    col corpo intatto ed integro;
    le sue virtù risplendono:
    è Dio colui che vi abita.

    Proceda dal suo talamo,
    dimora casta e nobile:
    è pronto l’Unigenito
    la sua vicenda a vivere.






    Al Padre non dissimile,
    di corpo umano cingiti;
    rinfranca i corpi deboli
    con le virtù invincibili.

    La grotta è tutta fulgida,
    la notte ecco s’illumina,
    né più ci sono tenebre:
    la fede è luce agli umili.

    Sia resa gloria altissima
    al Figlio della Vergine,
    col Padre e con lo Spirito
    nei secoli dei secoli!
    Amen
    Traduzione letterale

    O tu che sei pastore d’Israele
    e regni sopra i Cherubini,
    rivelati al tuo popolo,
    Onnipotente, e vieni.

    Vieni, o redentore delle genti,
    facci vedere il parto di una vergine;
    stupisca ogni tempo:
    un simile parto si addice a Dio!

    Non da seme di uomo,
    ma da un mistico soffio
    il Verbo di Dio si fa carne
    e fiorisce come frutto di un ventre.

    La pancia della Vergine cresce,
    ma la barriera della pudicizia rimane,
    i vessilli delle virtù splendono,
    Dio giace in un tempio.

    Proceda dal suo talamo,
    palazzo regale della pudicizia,
    come gigante dalla duplice sostanza
    che percorre veloce la via.

    Tu sei venuto dal Padre
    e al Padre fai ritorno:
    disceso fino agli inferi,
    sali alla gloria di Dio.

    Eguale all’eterno Padre,
    cingiti del trofeo della carne,
    rafforzando le debolezze del nostro corpo
    con la [tua] forza eterna.

    Già risplende la tua mangiatoia,
    e la notte emette una luce straordinaria,
    che nessuna notte rinnoverà
    e che brillerà di fede eterna.

    A te, Gesù, sia gloria
    che nato sei da Vergine
    col Padre e il santo Spirito
    negli infiniti secoli
    Amen.

    La traduzione ritmica (II) è di tale P. Bricchi ed è riportata in un'edizione del repertorio delle chiese lombarde: "I canti della fede"

    Questa è la melodia originale:
    https://www.youtube.com/watch?v=amkzPGSf-y4
    Ultima modifica di Ambrosiano; 23-01-2016 alle 17:39 Motivo: Aggiunta Traduzione ritmica (II)

  6. #6
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    O lux beáta cælitum

    Inno dei Vespri della festa della Santa Famiglia di Nazaret.

    Testo Latino

    O lux beáta cælitum
    et summa spes mortálium,
    Iesu, cui doméstica
    arrísit orto cáritas;

    María, dives grátia,
    o sola quæ casto potes
    fovére Iesum péctore,
    cum lacte donans óscula

    Tuque ex vetústis pátribus
    delécte custos Vírginis,
    dulci patris quem nómine
    divína Proles ínvocat:

    De stirpe Iesse nóbili
    nati in salútem géntium,
    audíte nos, qui súpplices
    vestras ad aras sistimus.

    Dum sol redux ad vesperum
    rebus nitorem detrahit,
    nos hic manentes intimo
    ex corde vota fundimus.

    Qua vestra sedes flóruit
    virtútis omnis grátia,
    hanc detur in domésticis
    reférre posse móribus.

    Iesu, tuis obœdiens
    qui factus es paréntibus,
    cum Patre summo ac Spíritu
    semper tibi sit glória.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Luce del cielo splendida
    speranza al mondo unica,
    in una casa semplice
    Gesù dimori povero.

    Ricolma sei di grazia
    Maria, e a te è possibile
    baciare e al seno stringere
    Gesù che hai fatto nascere.

    Giuseppe, giusto e umile
    custode della Vergine,
    il Figlio dell’Altissimo
    te chiama padre e venera.

    O stirpe santa e nobile
    salvezza per i popoli,
    a voi i cuori innalzano
    preghiere e inni unanimi.

    È giunto ormai il vespero
    e scendono le tenebre;
    noi rimaniamo vigili
    ed eleviamo suppliche.

    Virtù eccelse e grazia
    la vostra casa colmano:
    nei nostri giorni splendano
    ancora si rinnovino!

    A te Gesù sia gloria
    nell’obbedienza docile,
    col Padre e il santo Spirito
    per gli infiniti secoli.
    Amen.
    Traduzione letterale

    Luce beata dal cielo
    e massima speranza dei mortali,
    Gesù, cui, al nascere,
    arrise l'amore familiare;

    Maria, ricca di grazia,
    [tu] che, sola, potesti nutrire Gesù
    al casto petto donandogli baci,
    insieme con il latte;

    e tu, dagli antichi padri
    scelto custode della Vergine,
    [tu] che il Figlio Divino chiama
    con il dolce nome di padre:

    nati dalla nobile stirpe di Jesse
    per la salvezza delle genti,
    ascoltate noi che supplici
    ci mettiamo davanti al vostro altare.

    Mentre il sole volge al vespero
    sottraendo il nitore alle cose,
    noi rimanendo qui in intimità [con voi]
    sciogliamo preghiere dal cuore.

    Avvenga che questa vostra dimora,
    che rifulge per la grazia di ogni virtù,
    possa esser d’esempio
    nei costumi familiari.

    Gesù, che ti sei fatto obbediente
    ai tuoi genitori,
    sia sempre gloria a te
    con l'Altissimo Padre e lo Spirito.
    Amen.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 13-01-2017 alle 22:00

  7. #7
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    Illuminans Altissime

    E' l'Inno di S. Ambrogio per le Epifanie del Signore.

    Testo latino

    Illuminans, Altissime,
    poli nitentis sidera,
    pax, vita, lumen, Veritas,
    Iesu, fave precantibus.

    Seu stella parfum Virginis
    caelo micans signaverit,
    et hoc adoratum die
    praesepe rnagos duxerit.

    Seu mystico baptismate
    fluenta Iordanis retro
    conversa quondam tertio
    praesente sacraris die.

    Vel hydriis plenis aqua
    vini saporem infuderis,
    hausit minister conscius
    quod ipse non impleverat.

    Aquas colorari videns
    inebriare flumina,
    transire mutatas stupet
    undas in usus alteros.

    Sic quinque millibus virum
    dum quinque panes dividunt,
    edentíum sub dentibus
    in ore crescebat Cibus.

    Multiplicabatur magis
    dispendio panis suo;
    quis haec videns mirabitur
    iuges meatus fontium?

    Inter manus frangentium,
    panis rigatur profluus:
    intacta, quae non fregerant,
    fragmenta subrepunt viris.

    Iesu, tibi sit gloria,
    qui apparuisti gentibus,
    cum Patre et almo Spiritu
    in sempiterna saecula.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Signor che i cieli illumini
    con astri fulgentissimi;
    Gesù, tu nostro gaudio,
    ascolta chi ti supplica.

    La nuova stella indica
    che nasci dalla Vergine:
    i Magi allora vengono
    ed umili ti adorano.

    Col mistico battesimo
    nel santo fiume biblico
    fai sacre l'onde limpide
    come i profeti scrissero.

    In ampie grandi anfore
    c'è solo acqua purissima:
    ma il servo consapevole
    ne versa vino amabile.

    Stupisce il fatto insolito
    che l'acque in vin si mutino:
    colore e gusto cambiano
    per mezzo del miracolo.

    Poi mentre si dividono
    i cinque pani miseri,
    quel cibo tu fai crescere
    per la gran folla d'uomini.

    Il pane si moltiplica
    perenni l 'acque scorrono:
    son grandi tuoi miracoli
    che noi vediamo attoniti.

    Quei nuovi pani sfamano
    l'intera moltitudine;
    e molti poi ne avanzano
    che intatti si raccolgono.

    A te, Gesù, sia gloria,
    che sei apparso ai popoli,
    col Padre e il Santo Spirito
    negli infiniti secoli.
    Amen.
    Traduzione letterale

    O Gesù che altissimo illumini
    i globi dei risplendenti astri,
    pace, vita, luce, verità,
    ascolta benigno chi t'invoca;

    sia che con la fulgente stella
    del cielo tu abbia indicato il luogo
    del parto della Vergine e abbia oggi
    guidato i Magi ad adorarti;

    sia che nel giorno odierno consacri
    con mistico battesimo le fluenti acque
    del Giordano un tempo rivolte
    all'indietro per ben tre volte;

    oppure tu abbia infuso nelle idrie
    ricolme d'acqua il sapore del vino;
    ne bevve il servo consapevole
    che era stato lui a riempirle.

    Vedendo che l'acqua si coloriva
    e che i suoi sorsi suscitavano ebbrezza,
    si meraviglia che mutati elementi
    passino ad altri usi.

    Così mentre dividono cinque pani
    fra cinque migliaia di persone,
    nella bocca sotto i denti di quanti
    mangiavano, il cibo cresceva.

    ll cibo si moltiplicava
    più di quanto veniva consumato:
    chi, assistendo a questo prodigio, potrà
    stupirsi del perenne sgorgare delle fonti.

    Il pane passa a profusione
    fra le mani di coloro che lo spezzano
    e i frammenti non ancora spezzati
    scivolano intatti fra le dita degli uomini

    A te, Gesù, che sei apparso alle genti,
    sia gloria,
    con il Padre e il santo Spirito
    nei secoli eterni.
    Amenl

    (La traduzione letterale è di Luca Canali, dal libro: "Ambrogio, INNI, Armando Dadò editore").

    In questo video si può ascoltare la melodia tradizionale.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 27-12-2015 alle 23:02

  8. #8
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    Ex more docti mystico

    E' l'inno per il tempo di Quaresima.

    Testo latino

    Ex more docti mystico
    servemus hoc ieiunium,
    deno dierum circulo
    ducto quater notissimo.

    Lex et prophetae primitus
    hoc praetulerunt; postmodum
    Christus sacravit, omnium
    rex atque factor temporum.

    Utamur ergo parcius
    verbis, cibis et potibus,
    somno, iocis; et arctius
    perstemus in custodia.

    Vitemus autem pessima,
    quae subruunt mentes vagas,
    nullumque demus callido
    hosti locum tyrannidis.

    Dicamus omnes cernui,
    clamemus atque singuli,
    ploremus ante Iudicem,
    flectamus iram vindicem.

    Nostris malis offendimus
    tuam, Deus, clementiam;
    effunde nobis desuper,
    remissor indulgentiam.

    Memento quod sumus tui,
    licet caduci, plasmatis:
    ne des honorem nominis
    tui, precamur, alteri.

    Laxa malum quod fecimus,
    auge bonum quod poscimus;
    placere quo tandem tibi
    possimus hic et perpetim.

    Praesta, beata Trinitas,
    concede, simplex Unitas,
    ut fructuosa sint tuis
    ieiuniorum munera.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Fedeli all'uso mistico
    e a penitenza docili,
    digiuno qui si pratichi
    nel tempo di quaresima.

    La legge antica l'obbliga,
    lo fecero i profeti;
    anche Gesù lo pratica,
    Lui Re di tutti i secoli.

    Per questo assai più sobrio
    si svolga il nostro vivere,
    e poi cerchiam più vigili
    dei sensi la custodia.

    Scampiamo dal pericolo
    di tante cose inutili,
    sicchè il demonio perfido
    non possa sottometterci.

    Or tutti a Dio chinandoci
    preghiamo supplichevoli:
    piangiam davanti al Giudice,
    chiediam perdono umili.

    Le nostre colpe offesero
    un volto tanto amabile:
    Tu, Redentor benevolo,
    largo perdon concedici.

    Sebbene tanto deboli
    noi siamo tuoi, ricordati:
    ad altri Tu non cedere
    del nome tuo la gloria.

    Il male fatto assolvici,
    il bene chiesto aumentaci,
    perchè possiamo subito
    e sempre darti gloria.

    Signore, Trino ed Unico,
    concedi clementissimo,
    a chi digiuna fervido
    copiosi frutti all'anima.
    Amen.
    Traduzione letterale

    Istruiti da un uso mistico,
    osserviamo l’astinenza,
    per il consueto periodo
    di quattro volte dieci giorni.

    La legge e i profeti
    dapprima la promossero [l’astinenza];
    in seguito, la consacrò Cristo,
    re e creatore di tutti i tempi.

    Usiamo, dunque, con più moderazione
    di parole, cibi, bevande, sonno, scherzi
    e, con impegno più serrato,
    perseveriamo nel[l’auto]controllo.

    Evitiamo, inoltre, le cose pessime,
    che turbano le anime incostanti,
    e non diamo alcuno spazio
    di tirannide all’astuto nemico.

    Tutti prostrati, preghiamo
    e ciascuno singolarmente invochiamo,
    supplichiamo al cospetto del Giudice,
    plachiamo l’ira vendicatrice.

    Con i nostri mali abbiamo offeso,
    o Dio, la tua clemenza;
    effondi su di noi la tua indulgenza,
    tu che perdoni.

    Ricorda che, benché fragili,
    siamo opera delle tue mani;
    ti preghiamo: non dare ad altri
    l’onore del tuo nome.

    Perdona il male che abbiamo fatto,
    accresci il bene che imploriamo,
    per potere finalmente piacere
    a te ora e per sempre.

    Fa’, o Trinità beata,
    concedi, o semplice Unità,
    che siano abbondanti, per [noi che siamo] tuoi,
    i frutti di questa sobrietà.
    Amen.

    In questo video si può ascoltare la melodia tradizionale alternata a falso bordone.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 14-04-2014 alle 22:44

  9. #9
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    Stabat Mater

    E' l'inno che si canta durante la Via Crucis. Da usarsi anche per la Madonna addolorata.

    Testo latino

    Stabat Mater dolorosa,
    iuxta crucem lacrimosa,
    dum pendebat Filius.

    Cuius animam gementem,
    contrístatam et dolentem,
    pertransivit gladius.

    O quam tristis et afflicta
    fuit illa benedicta
    Mater Unigeniti!

    Quae moerebat et dolebat
    Pia Mater, dum videbat
    Nati poenas incliti.

    Quis est homo qui non fleret,
    Matrem Chisti si videret
    in tanto supplicio?

    Quis non posset contristari,
    Christi Matrem contemplari
    dolentem cum Filio?

    Pro peccatis suae gentis
    vidit Iesum in tormentis
    et flagellis subditum.

    Vidit suum dulcem Natum,
    moriendo desolatum,
    dum emísit spiritum.

    Eia, Mater, fons amoris,
    me sentire vim doloris
    fac, ut tecum lugeam.

    Fac ut ardeat cor meum
    in amando Christum Deum,
    ut sibi complaceam.

    Sancta Mater, istud agas,
    crucifixi fige plagas
    cordi meo valide.

    Tui nati vulnerati,
    tam dignati pro me pati,
    poenas mecum divide.

    Fac me tecum pie flere,
    crucifixo condolere,
    donec ego vixero.

    Iuxta Crucem tecum stare,
    et me tibi socíare
    in planctu desidero.

    Virgo Virginum praeclara,
    mihi iam non sis amara,
    fac me tecum plangere.

    Fac ut portem Christi mortem,
    Passionis fac consortem
    et plagas recolere.

    Fac me plagis vulnerari,
    fac me Cruce inebriari,
    ob amorem Filii.

    Inflammatus et accensus
    per te, Virgo, sim defensus,
    in die iudicii.

    Christe, cum sit hinc exire,
    da per Matrem me venire
    ad palmam victoriae.

    Quando corpus morietur,
    fac ut animae donetur
    paradisi gloria.
    Amen.
    Traduzione ritmica I

    Stavi, o Madre dolorosa,
    alla Croce, lacrimosa
    con il Figlio vittima.

    Una spada a te gemente,
    tenerissima e dolente,
    trapassava l'anima.

    Quanto triste, quanto afflitta
    eri, o Madre derelitta,
    presso l'Unigenito.

    Ti accoravi, ti affliggevi,
    pia Madre, che vedevi
    il tuo Figlio martire.

    Chi alle lacrime non cede,
    Madre santa, se ti vede
    in supplizio gemere?

    Chi non soffre a contemplare
    Te con Cristo spasimare
    nello strazio unanime?

    Per le colpe delle genti
    Tu vedevi nei tormenti
    il Figliuol percuotere.

    Tu vedevi il dolce Nato,
    moribondo, desolato,
    esalar lo spirito.

    Madre, fonte dell'amore
    fa' ch'io senta il tuo dolore,
    ed insieme lacrimi.

    Fa che avvampi il cuore mio
    nell'amare Cristo Dio
    sì che a Lui mi assimili.

    Santa Madre del Signore,
    fortemente dentro il cuore
    le sue piaghe infiggimi.

    Con il Figlio tuo ferito,
    che per me tanto ha patito,
    dividiam gli spasimi.

    Fin che vita ne rimanga,
    con te, Madre, fa' ch'io pianga
    di Gesù il patibolo.

    Alla Croce insieme stare,
    nel tuo pianto me associare,
    Madre mia desidero.

    Sei la Vergine più chiara:
    non voler mostrarti amara;
    fammi insieme piangere.

    Di Gesù dammi la morte,
    dammi in Croce la sua sorte,
    dammi le sue stigmate.

    Dona a me la piaga atroce,
    ebbro fammi della Croce,
    nel suo Sangue immergimi.

    Per non ardere nel fuoco,
    Madre Vergine t'invoco:
    nel giudizio assitimi.

    Quando, o Cristo, vien la morte,
    per tua Madre fammi forte
    il gran premio a vincere.

    Quando il corpo vien diviso,
    il glorioso paradiso
    per Lei dona all'anima.
    Amen.
    Traduzione ritmica II

    Chiusa in un dolore atroce
    eri là sotto la croce,
    dolce Madre di Gesù.

    Il tuo cuore desolato
    fu in quell'ora trapassato
    dallo strazio più crudel.

    Quanto triste, quanto affranta
    ti sentivi, o Madre santa
    del divino Salvator.

    Con che spasimo piangevi,
    mentre trepida vedevi
    il tuo Figlio nel dolor.

    Se ti fossi stato accanto
    forse che non avrei pianto,
    o Madonna, anch'io con te?

    Dopo averti contemplata
    col tuo Figlio addolorata,
    quanta pena sento in cuor!

    Santa Vergine, hai contato
    tutti i colpi del peccato
    nelle piaghe di Gesù.

    E vedesti il tuo Figliuolo
    così afflitto, così solo,
    dare l'ultimo respir.

    Dolce Madre dell 'amore,
    fa' che il grande tuo dolore
    io lo senta pure in me.

    Fa che il tuo materno affetto
    per il Figlio benedetto
    mi commuova e infiammi il cuor.

    Le ferite che il peccato
    sul suo corpo ha provocato,
    siano impresse, o Madre, in me.

    Del Figliuolo tuo trafitto
    per scontare ogni delitto
    condivido ogni dolor.

    Di dolori quale abisso!
    Presso, o Madre, al Crocifisso
    voglio piangere con te.

    Con amor filiale, voglio
    fare mio il tuo cordoglio:
    rimanendo accanto a te.

    O Madonna, o Gesù buono,
    vi chiediamo il grande dono
    dell 'eterna gloria in ciel.
    Amen.
    Traduzione letterale

    La madre stava addolorata,
    lacrimante presso la croce,
    da cui pendeva il Figlio.

    Una spada attraversò
    la sua anima gemente,
    contristata e addolorata.

    Oh, quanto triste ed afflitta
    fu la benedetta madre
    dell’Unigenito!

    Di quanto si affliggeva e si doleva
    la madre devota, al vedere
    le pene del nobile Figlio.

    Qual è quell’uomo che non piangerebbe,
    se vedesse la madre di Cristo
    in una simile tortura?

    Chi potrebbe non rattristarsi
    al contemplare la madre devota,
    che patisce con il Figlio?

    Vide Gesù sottoposto
    a torture e frustate,
    per i peccati del suo popolo.

    Vide il suo dolce Figlio
    morire abbandonato da tutti,
    quando emise lo spirito.

    Orsù, o madre, sorgente d’amore,
    fa’ che io senta la violenza del dolore,
    onde con te pianga.

    Fa’ che il mio cuore
    arda d’amore per Cristo Dio,
    onde io sia gradito a lui.

    Santa madre, opera questo:
    imprimi saldamente al mio cuore
    le ferite del Crocifisso.

    Dividi con me le pene
    del tuo Figlio ferito,
    che si è degnato di soffrire per me.

    Fa’ che io pianga veramente con te,
    che [io] soffra con il Crocifisso,
    finché io avrò vita.

    Desidero stare con te
    presso la croce
    e associarmi a te nel pianto.

    Quando il corpo morirà,
    fa’ che sia donata all’anima
    la gloria del paradiso.
    Amen.

    La Traduzione ritmica I, relativa all'intera composizione, è riportata nei "Canti della Fede - Edizione per le Diocesi lombarde".
    La Traduzione ritmica II, relativa alle strofe in uso per la Via Crucis, è riportata nell'Antifonale Ambrosiano.

    La melodia è così conosciuta che penso non occorra fornire esempi.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 23-01-2016 alle 19:42

  10. #10
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    Audi, benigne Conditor

    Altro inno per la Quaresima.

    Testo latino

    Audi, benígne Cónditor,
    nostras preces cum flétibus,
    sacráta in abstinéntia
    fusas quadragenária.

    Scrutátor alme córdium,
    infírma tu scis vírium;
    ad te revérsis éxhibe
    remissiónis grátiam.

    Multum quidem peccávimus,
    sed parce confiténtibus,
    tuíque laude nóminis
    confer medélam lánguidis.

    Sic corpus extra cónteri
    dona per abstinéntiam,
    ieiúnet ut mens sóbria
    a labe prorsus críminum.

    Præsta, beáta Trínitas,
    concéde, simplex Unitas,
    ut fructuósa sint tuis
    hæc parcitátis múnera. Amen.
    Traduzione ritmica

    Accogli o Dio benevolo
    le preghiere e le lacrime
    che a Te intense si levano
    nel tempo di quaresima.

    Di noi conosci gli animi,
    comprendi che siam deboli,
    ma a chi si pente e supplica
    il tuo perdon concedigli.

    Molti di noi peccarono,
    ma il tuo amore è benevolo
    largo perdono accordaci
    tu Dio nostro amatissimo.

    Il corpo si mortifichi,
    digiuno qui si pratichi
    sicchè l'anima sobria
    possa alla Pasqua giungere.

    Signore Trino ed Unico
    concedi clementissimo
    a chi digiuna fervido
    copiosi frutti all'anima. Amen
    Traduzione letterale

    Ascolta, o benigno Creatore,
    le nostre preghiere, con i pianti,
    effuse in questa sacra astinenza
    di quaranta giorni.

    Tu, che scruti i cuori con benevolenza,
    conosci la debolezza delle nostre forze;
    concedi la grazia del perdono
    a noi che ritorniamo a te.

    Abbiamo peccato davvero molto,
    ma abbi pietà di noi che riconosciamo [le nostre colpe],
    e dài agli ammalati la cura,
    a lode del tuo nome.

    Così, concedi che, attraverso l’astinenza,
    il corpo si mortifichi esteriormente,
    così come l’anima sobria si astenga totalmente
    dalla macchia dei peccati.

    Fa’, o Trinità beata,
    concedi, o semplice Unità,
    che siano abbondanti, per [noi che siamo] tuoi,
    i frutti di questa sobrietà. Amen.

    Qui si può ascoltare la melodia originale dell'Inno:
    Ultima modifica di Ambrosiano; 20-02-2015 alle 00:47

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