Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Inni liturgici - Traduzione ritmica, cantabile

  1. #11
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    Magnum salutis gaudium

    Inno da cantare durante la processione con le Palme.

    Testo latino

    Magnum salutis gaudium!
    laetetur omne saeculum
    Iesus redemptor gentium
    Sanavit orbem languidum.

    Sex ante Paschae ferias
    advenit in Bethaniam:
    ubi pie post triduum
    resuscitavit Lazarum.

    Nardi Maria pistici
    sumpsit libram mox optimi
    unxit beatos Domini
    pedes, rigando lacrimis.

    Post haec iugalis asinae
    Iesus, supernus arbiter,
    pullo sedebat, inclitam
    pergebat Ierosolimam.

    O quam stupenda pietas!
    Mira Dei clementia!
    Sessor aselli fieri
    dignatur auctor saeculi.

    Olim propheta praescius
    praedixit almo Spiritu:
    exsulta, dicens, filia
    Sion, satis et iubila.

    Rex, ecce, tuus humilis,
    noli timere, veniet.
    Pullum iugalis residens,
    tibi benignus, patiens.

    Ramos virentes sumpserat
    palma recisos tenera,
    turba processit obviam
    regi perenni plurima.

    Coetus sequens, et praevius,
    santoque plenus Spiritu
    clamabat: In altissimis
    hosanna David Filio.

    Quidam solutis strophiis
    viam tegebant vestibus,
    pluresque flore candido
    iter parabant Domino.

    Ad cuius omnis civitas,
    commota ingressum tremuit,
    hebraea proles aurea,
    laudes ferebat debitas.

    Nos ergo tanto iudici
    curramus omnes obviam,
    palmas gerentes gloriae,
    mente canamus sobria.

    Honor, decus, imperium
    sit Trinitati unicae,
    Patri, Nato, Paraclito
    per infinita saecula.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Gran giorno, immenso gaudio!
    le genti si rallegrino:
    Gesù ha redento i popoli
    ha risanato gli uomini.

    La Pasqua era già prossima
    quando arrivò a Betania:
    e fece la risorgere
    il morto amico Lazzaro.

    Versò Maria di balsamo
    un vaso preziosissimo
    e gli unse i piedi tenera,
    di lacrime bagnandoli.

    Un asinello docile
    sorregge il potentissimo,
    colui che il mondo domina
    Gerusalemme visita.

    Clemenza senza limiti!
    Divino amor mirabile!
    Il creatore umile
    tra noi cavalca un asino.

    I tuoi profeti videro
    ed ispirati dissero:
    di Sion figlia giubila
    con gioia incontenibile.

    A te verrà dolcissimo
    il sommo re pacifico.
    O non temere, accoglilo,
    è mite e clementissimo.

    Le turbe pronte accorrono
    e attorno gli si stringono,
    tagliando via dagli alberi
    i rami ancora teneri.

    E quanti lo accompagnano,
    sospinti dallo Spirito:
    Osanna, insieme gridano,
    a te Figlio di Davide.

    La via alcuni coprono
    con vesti che distendono;
    molti con fiori candidi
    il suo cammino adornano.

    Gerusalemme s'agita,
    commosso ognuno palpita,
    fanciulli scelti cantano
    il doveroso ossequio.

    Noi pure a tanto giudice
    incontro andiamo fervidi,
    ulivi e palme s'alzino
    e i cuori a lui si prostrino.

    Al Padre gloria e al Figlio
    morto e risorto splendido
    insieme con lo Spirito
    negli infiniti secoli.
    Amen.
    Traduzione letterale

    Gran giorno di salvezza!
    si rallegri il mondo intero,
    Gesù, il redentore dei popoli,
    ha guarito il mondo sofferente.

    Sei giorni prima di Pasqua
    giunse a Betania:
    dove, mosso dall'affetto per l'amico,
    fece risorgere Lazzaro, morto già da tre giorni.

    Più tardi Maria prese
    una libbra di nardo genuino
    ed unse i beati piedi del Signore
    bagnandoli di lacrime.

    Dopo ciò Gesù,
    il giudice supremo,
    cavalcando un asinello
    attraversò la gloriosa Gerusalemme.

    O quanto paterno è l'amore di Dio!
    Ammira la sua benevolenza!
    Il Creatore del mondo
    si degna di cavalcare un asinello.

    Già un tempo i profeti,
    ispirati dal vivificante Spirito, predissero:
    esulta grandemente e gioisci
    figlia di Sion.

    Ecco, non temere verrà a te,
    cavalcando un asinello,
    il tuo umile, benigno
    e paziente Re.

    La folla, stringendo alcuni
    teneri rami di palma appena recisi,
    si fece incontro
    all'eterno Re.

    La moltitudine che lo circondava
    ripiena di Spirito Santo
    acclamava dicendo: Osanna
    al Figlio di Davide.

    Alcuni, slegate le cinture,
    coprivano la via con le vesti,
    altri adornavano con candidi fiori
    il tragitto del Signore.

    Tutta la città si agita,
    turbata da un tale incedere,
    e raffinati fanciulli ebrei
    gli rivolgevano dovute espressioni di lode.

    Anche noi andiamo incontro
    ad un così gran Giudice,
    portando palme di gloria,
    cantando con atteggiamento misurato.

    Onore, gloria, maestà,
    sia alla unica Trinità,
    al Padre, al Figlio, al Paraclito,
    negli infiniti secoli.
    Amen.

    La melodia originale è questa:


    Ma si può cantare con molte altre melodie, ad esempio questa:
    Ultima modifica di Ambrosiano; 03-12-2014 alle 22:13 Motivo: Aggiunte due strofe mancanti.

  2. #12
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    Hymnum canamus supplices

    Inno ambrosiano dei Vespri del Giovedì Santo (all'interno dei quali si celebra la Messa in Cena Domini).

    Testo latino

    Hymnum canámus súpplices
    laudes Deo cum cántico,
    nostrum genus qui nóxium
    suo redimi sánguine.

    Caligo noctem dúxerat
    noctem cruenta crímine,
    cum venit ad cenam ferus
    Christi sacrátam próditor.

    Iesus futúra núnciat
    Apóstolis cenántibus:
    morti Magístrum pérfidus
    convíva tradet caélicum.

    Iudas pudóri immemor
    Christi genis dat ósculum;
    pium sed Agnus innocens
    negáre nescit ósculum.

    Tunc villis argénti nitor
    lucem pepéndit saéculi;
    mercátor ille péssimus
    solem tenébris véndidit.

    Praeses Pilátus inscium
    Iesum fatétur críminis,
    undáque palmas ábluens
    plebis furóri trádidit.

    At turba saevi pérdita
    vitam latrónis praéferens,
    damnat supérnum Iúdicem
    crucique Regem déstinat.

    Vinclis Barábbas sólvitur,
    quem culpa morti addixerat;
    et Vita mundi caéditur,
    per quam resúrgunt mórtui.

    Patri simúlque Filio,
    Tibique, Sancte Spiritus,
    sicut fuit, sic iúgiter
    saeclum per omne glória. Amen.
    Traduzione ritmica

    Sciogliamo a Cristo un cantico,
    che venne per redimere
    col sangue suo purissimo
    l’umanità colpevole.

    Segue la notte al vespero,
    notte di sangue gravida:
    ecco alla cena mistica
    il traditore giungere.

    Cenando con gli Apostoli
    Gesù il segreto annuncia:
    uno di voi discepoli
    ha di tradirmi in animo.

    D’ogni pudor dimentico
    Giuda dà un bacio perfido
    e il mite Agnello degnasi
    il bacio a Giuda rendere.

    Vile bagliore argenteo
    vinse il fulgor dei secoli;
    Giuda, mercante pessimo,
    vende il sole alle tenebre.

    Pilato vuol prosciogliere
    Gesù che giusto giudica,
    ma poi le mani lavasi
    e lo consegna al popolo.

    Grida la turba immemore,
    ed il ladrone scelgono;
    condanna il sommo Giudice
    e il Re fa crocifiggere.

    Così Barabba slegano
    e l’omicida è libero;
    la Vita, stolti, uccidono
    che i morti fa risorgere.

    Onore, lode e gloria
    al Padre, all’Unigenito,
    e a te, divino Spirito,
    negli infiniti secoli. Amen.
    Traduzione ritmica ridotta

    Sciogliamo a Cristo un cantico,
    che venne per redimere
    nel sangue suo purissimo
    l’umanità colpevole.

    Segue la notte al vespero,
    notte di sangue gravida:
    Gesù sopporta il perfido
    bacio che morte provoca.

    Vile bagliore argenteo
    vinse il fulgor dei secoli;
    Giuda, mercante pessimo,
    vende il sole alle tenebre.

    Grida la turba immemore,
    Gesù vuol crocifiggere:
    la Vita, stolti, uccidono
    che i morti fa risorgere.

    Onore, lode e gloria
    al Padre, all’Unigenito,
    e a te, divino Spirito,
    negli infiniti secoli. Amen.

    Qui, dal minuto 4:00, potete sentire la melodia tradizionale alternata con melodia polifonica della Cappella musicale.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 25-03-2015 alle 13:56

  3. #13
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    Pange lingua

    Tipico Inno Eucaristico.
    Il Giovedì Santo si canta durante la processione all'Altare della reposizione.

    Testo latino

    Pange, lingua, gloriósi
    córporis mystérium,
    sanguinisque pretiósi,
    quem in mundi pretium
    fructus ventris generosi,
    rex effúdit géntium.

    Nobis datus, nobis natus
    ex intácta Virgine,
    et in mundo conversátus,
    sparso verbi sémine,
    sui moras incolátus
    miro clausit órdine.

    In suprémae nocte cenae,
    recúmbens cum frátribus,
    observáta lege plene
    cibis in legálibus,
    cibum turbae duodénae
    se dat suis mánibus.

    Verbum caro, panem verum,
    Verbo carnem éfficit,
    fitque sanguis Christi merum;
    et si sensus déficit,
    ad firmándum cor sincérum
    sola fides súfficit.

    Tantum ergo Sacraméntum
    venerémur cérnui;
    et antíquum documéntum
    novo cedat ritui:
    praestet fides suppleméntum
    sénsuum deféctui.

    Genitóri, Genitóque
    laus et iubilátio;
    salus, honor, virus quoque
    sit et benedictio;
    Procedénti ab utróque
    compar sit laudátio. Amen.
    Traduzione ritmica I

    Il mistero dell’altare
    canti lieto l’animo;
    il suo corpo e il suo sangue
    Cristo ci comunica;
    pegno certo di salvezza
    offre a tutti gli uomini.

    È mandato a noi dal Padre,
    nasce dalla Vergine;
    nella terra che l’attende
    il vangelo predica;
    con noi vive, con noi soffre:
    ama senza limiti.

    Dai fratelli si congeda
    col banchetto mistico ;
    e nel rito della Pasqua,
    che devoto celebra,
    egli dona come cibo
    tutto se medesimo.

    Rende il pane carne viva,
    benedice il calice;
    muta il vino in sangue vero;
    ogni attesa supera.
    Ed è Cristo che l’afferma:
    noi dobbiamo credergli.

    La divina eucaristia
    adoriamo supplici;
    Cristo fonda un’era nuova
    che non ha più termine;
    e la fede ci rivela
    che tra noi egli abita.

    Lode al Padre, onore al Figlio,
    ch’egli sempre genera;
    sommo gaudio, eterno osanna,
    esultante cantico;
    gloria all’infinito Amore,
    il divino Spirito. Amen.
    Traduzione ritmica II

    Il mistero dell’amore
    ogni lingua celebri;
    canti il corpo glorioso
    ed il sangue inclito
    per noi sparso dal Signore
    re di tutti i popoli.

    A noi dato, per noi nato
    da intatta Vergine;
    la parola ci ha lasciato
    che salvezza germina
    e la vita sua concluse
    con stupendo ordine.

    Nella notte della Cena
    Cristo nostra vittima,
    celebrando la sua Pasqua
    in fraterna agape,
    dà sè stesso come cibo
    per nutrire i dodici.

    Ecco il pane farsi carne
    nel banchetto mistico;
    si trasforma il vino in sangue
    nel mistero altissimo;
    non i sensi, ma la fede
    dà certezza all'anima.

    Questo grande sacramento
    veneriamo supplici:
    è il supremo compimento
    degli antichi simboli;
    viva fede ci sorregga
    quando i sensi tacciono.

    All'eterno sommo Dio,
    Padre, Figlio e Spirito,
    gloria, onore, lode piena,
    innalziamo unanimi;
    il mistero dell'Amore,
    adoriamo umili. Amen.
    Traduzione letterale

    Canta, o lingua, il mistero
    del glorioso corpo
    e del prezioso sangue
    che il Re delle genti,
    frutto di un nobile ventre,
    sparse in riscatto del mondo.

    Dato a noi, nato per noi
    da una casta Vergine,
    e dopo aver dimorato nel mondo,
    sparso il seme della parola,
    chiuse il tempo del suo esilio [terreno]
    con [questo] meraviglioso gesto.

    Nella notte dell’ultima Cena,
    a tavola con i discepoli,
    dopo aver osservato pienamente la Legge
    con i cibi prescritti,
    dà con le sue mani se stesso
    in cibo al gruppo dei Dodici.

    La Parola [fatta] carne cambia con la parola
    il vero pane in carne
    e il vino puro diventa sangue di Cristo
    e, se la ragione non ci arriva,
    per rassicurare un cuore sincero
    basta la sola fede.

    Adoriamo, quindi, a capo chino
    un così grande Sacramento
    e l’antico patto
    ceda al nuovo rito;
    la fede supplisca
    al difetto della ragione.

    Al Padre e al Figlio
    lode e giubilo,
    salute, onore
    e anche potenza sia e benedizione;
    e a Colui che procede da Entrambi (lo Spirito Santo)
    sia uguale lode. Amen.

    Entrambe le traduzioni ritmiche sono riportate in "Canti della Fede - Edizione per le diocesi lombarde"


    Le melodie per cantare quest'inno sono innumerevoli e conosciutissime.
    Qui, dal minuto 0:50, se ne può ascoltare una, alternata ad una melodia polifonica della Cappella musicale.

    Ultima modifica di Ambrosiano; 23-01-2016 alle 19:01

  4. #14
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    Vexilla Regis prodeunt

    E' il tipico Inno in onore della Santa Croce.

    Testo latino

    Vexilla Regis pródeunt;
    fulget Crucis mystérium,
    quo carne carnis Cónditor
    suspénsus est patibulo.

    Confixa clavis viscera,
    tendens manus, vestígia;
    redemptiónis grátia
    hic immolóta est hóstia.

    Quo vulnerátus insuper
    mucróne dirae lánceae;
    ut nos laváret crimine,
    manávit unda et sánguine.

    Impléta sunt quae cóncinit
    David fidéli cármine,
    dicéndo natiónibus:
    «Regnávit a ligno Deus».

    Arbor decóra et fúlgida
    ornàta Regis púrpura,
    elécta digno stipite
    tam sancta membra tángere.

    Beáta, cuius bráchiis
    prétium pepéndit saéculi!
    Statéra facta est córporis,
    praedam tulitque Tártari.

    Fundis aróma córtice,
    vincis sapóre néctarem
    iucúnda fructu fértili
    plaudis triúmpho nóbili.

    Salve ara, salve victima,
    de passiónis glória,
    qua Vita mortem pértulit
    et morte vitam réddidit.

    O Crux ave, spes única
    hoc passiónis témpore;
    auge piis iustitiam
    reisque dona véniam.

    Te summa, Deus, Trinitas,
    colláudet omnis spiritus;
    quos per crucis mystérium
    salvas, rege per saécula. Amen
    Traduzione ritmica I

    Del Re il vessillo sfolgora,
    la Croce appare in gloria,
    ove il Creator degli uomini
    è appeso a un patibolo.

    I chiodi lo trafiggono,
    Gesù sospeso sanguina:
    s’immola qui la vittima
    che il mondo vuol redimere.

    Spietata poi lancia
    trapassa il cuore esanime;
    l’acqua e il sangue sgorgano
    che i nostri errori lavano.

    Veraci ora si adempiono
    le profezie di Davide:
    dal legno del patibolo
    regna il Signor dei secoli.

    Albero degno e fulgido,
    che il Re col sangue imporpora;
    il solo eletto a reggere
    le membra sue santissime.

    Beata croce, simile
    a mistica bilancia!
    Tu porti, appesa vittima,
    che ci salvò dagli inferi.

    Spandi profumi nobili
    più dolce sei del nettare,
    lieta di frutti floridi,
    del Re il trionfo celebri.

    Salve altare e vittima!
    Nella passione splendida
    ormai la morte sgomini,
    vita è donata agli uomini.

    Croce, speranza unica,
    la Chiesa oggi ti celebra:
    ai buoni aggiungi grazie,
    ai rei cancella i crimini.

    O Trinità, ti adorino
    i tuoi redenti unanimi:
    la Croce ebbe a redimerli,
    con la tua Croce salvali. Amen
    Traduzione ritmica II

    Del Re il vessillo mistico,
    la Croce avanza fulgida,
    da cui pendè l'Altissimo:
    il Verbo in carne fragile.

    -
    -
    -
    -

    La lancia inesorabile
    trapassa il cuore esanime;
    il sangue e l’acqua sgorgano
    che i nostri errori lavano.

    Veraci ora si adempiono
    le profezie di Davide:
    dal legno del patibolo
    regnò il Signor dei secoli.

    Oh quanto è degno l'albero,
    che il sangue del Re imporpora;
    il solo eletto a reggere
    le membra sue purissime.

    Le sue braccia sostennero,
    beate, il Re dei secoli:
    sospeso in cima al Golgota
    la preda toglie agli inferi.

    -
    -
    -
    -

    O Croce, salve, o simbolo
    e altare della Vittima
    che in te alla morte offrendosi
    la vita rese agli uomini.

    O Croce, ti sei l'unica,
    speranza di chi tribola:
    aggiungi grazie ai supplici,
    ai rei cancella i crimini.

    O Trinità, ti adorino
    i tuoi redenti unanimi:
    la Croce ebbe a redimerli,
    con la tua Croce salvali. Amen
    Traduzione letterale

    I vessilli del re avanzano,
    rifulge il mistero della croce,
    sul quale patibolo è appeso
    il creatore della carne, fattosi carne.

    Confitti con i chiodi le membra,
    tendendo le mani, e i piedi,
    per la [nostra] redenzione
    qui è stata immolata la vittima;

    e su questo [patibolo],
    ferito dalla punta crudele di una lancia,
    [egli] effuse acqua e sangue,
    per lavarci dal peccato.

    Si compì quel che cantò
    Davide con veridica profezia,
    quando disse ai popoli:
    "Dio regnò dal legno [della croce]".

    Albero splendente di nobiltà,
    adornato dalla porpora del re,
    scelto come tronco
    degno di toccare un corpo così santo!

    Beato [albero]! Dai cui bracci
    pendette il riscatto del mondo;
    mistica bilancia che portò il corpo [di Cristo]
    e il bottino [strappato] all’inferno.

    La tua corteccia effonde aromi,
    superi per profumo il nettare,
    lieta per il ricco frutto,
    lodi l'illustre trionfo.

    Salve, altare, glorioso per la Passione,
    salve, vittima, attraverso la quale
    la Vita ha subito la morte
    e che, con la morte, ha ridato la vita!

    Ti salutiamo, o croce, unica speranza!
    In questo tempo di passione,
    accresci la grazia ai devoti
    e cancella le colpe ai peccatori.

    O Trinità, sorgente di salvezza,
    ti lodi ogni spirito;
    e sostieni in eterno coloro
    che salvi per il mistero della croce. Amen.
    La Traduzione ritmica I (con alcune modifiche) è riportata dall'Antifonale Ambrosiano.
    La Traduzione ritmica II è riportata nei Canti della Fede, edizione per le diocesi lombarde.


    La melodia è famosissima; la si può ascoltare qui dal minuto 4:20.



    Altra melodia in tono popolare:

    Ultima modifica di Ambrosiano; 23-01-2016 alle 17:07

  5. #15
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    Hic est dies verus Dei

    Inno di Pasqua di S. Ambrogio.

    Testo latino

    Hic est dies verus Dei,
    sancto serénus lúmine,
    quo díluit sanguis sacer
    probrósa mundi crímina.

    Fidem refúndens pérditis,
    coecósque visu illúminans,
    quem non gravi solvit metu
    latrónis absolútio?

    Qui praémium mutans cruce
    Iesum brevi quaesit fide,
    iustúsque praévio gradu
    pervénit in regnum Dei.

    Opus stupent et ángeli,
    poenam vidéntes córporis
    Christóque adhaeréntem reum
    vitam beátam cárpere.

    Mystérium mirábile!
    ut ábluat mundi luem,
    peccáta tollat ómnium
    carnis vitia mundans caro.

    Quid hoc potest sublímius,
    ut culpa quaerat grátiam?
    Metúmque solvat cáritas,
    reddátque mors vitam novam?

    Hamum sibi mors dévoret,
    suísque se nodis liget:
    moriátur vita ómnium,
    resúrgat vita ómnium.

    Cum mors per omnes tránseat,
    omnes resúrgant mórtui:
    consúmpta mors ictu suo
    perísse se solam gemat.

    Gloría tibi, Dómine,
    qui surrexisti a mórtuis,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna saécula. Amen
    Traduzione ritmica

    Giorno di Dio mirabile,
    di luce santa fulgido:
    col sangue Cristo elimina
    le colpe degli uomini.

    Doni fiducia ai miseri,
    gli occhi dei ciechi illumini:
    il ladro assolto subito
    infonde a noi coraggio.

    A Cristo rivolgendosi
    la croce cambia in premio
    e salvo, precedendoci,
    nel regno eterno penetra.

    Stupiti pure gli Angeli
    il condannato vedono
    che a Cristo aggrappandosi
    insieme a Lui può vivere.

    Mistero incomparabile!
    La sua Carne purifica
    la nostra carne debole,
    le colpe perdonandoci.

    L’ora è sublime e unica:
    la colpa ottiene grazia,
    l’amore scioglie l’ansia,
    la morte vita genera.

    Nei lacci suoi malefici
    la morte va a soccombere:
    se tutti un giorno muoiono
    a vita poi rinascono!

    Distrutta dal suo pungolo,
    sconfitta, resti a gemere:
    lei passa, ma non domina
    i morti che risorgono.

    Al Padre gloria e al Figlio,
    morto e risorto splendido,
    insieme con lo Spirito
    negli infìniti secoli. Amen
    Traduzione letterale

    Questo è il vero giorno di Dio
    sereno di santa luce,
    nel quale il santo sangue deterse
    vergognose colpe del mondo,

    ridonando la fede ai peccatori
    restituendo il lume della vista agli accecati.
    Chi non libera dal grave timore
    l'assoluzione del ladrone?

    Egli, scambiando il giusto premio con la croce
    conquistò Gesù con un breve atto di fede,
    e divenuto così giusto precedette
    gli altri e giunse nel regno di Dio.

    Anche gli angeli si stupiscono dell'evento,
    vedendo la pena del corpo,
    e il peccatore che stringendosi a Cristo
    coglieva una vita di beatitudine.

    Mistero mirabile, tale da detergere
    la peste del mondo e far sì che la Carne
    cancelli i peccati di tutti
    purificando i vizi della carne.

    Cosa c'è di più sublime di questo,
    che la colpa cerchi la grazia,
    che l'amore dissolva il timore,
    che la morte restituisca una nuova vita?

    La morte divori il proprio amo
    e si leghi con i suoi stessi nodi:
    muoia la vita di tutti,
    risorga la vita di tutti.

    Mentre la morte trafigge tutti,
    tutti risorgano i morti;
    e annientata dal suo stesso assalto,
    lamenti di essere annientata lei sola.

    Gloria a te, Signore,
    che risorgesti dai morti,
    con il Padre ed il sommo Spirito
    nei secoli eterni. Amen

    (La traduzione letterale è di Luca Canali, dal libro: "Ambrogio, INNI, Armando Dadò editore").

    La melodia originale è quella che verrà poi adottata anche dal Veni Creator.

    Ultima modifica di Ambrosiano; 14-04-2014 alle 21:42

  6. #16
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    Veni Creator Spiritus

    Inno di Pentecoste e per invocare lo Spirito Santo.

    Testo latino

    Veni, creátor Spíritus,
    mentes tuórum vísita,
    imple supérna grátia,
    quæ tu creásti, péctora.

    Qui díceris Paráclitus,
    donum Dei altíssimi,
    fons vivus, ignis, cáritas
    et spiritális únctio.

    Tu septifórmis múnere,
    dexteræ Dei tu dígitus,
    tu rite promíssum Patris
    sermóne ditans gúttura.

    Accénde lumen sénsibus,
    infúnde amórem córdibus,
    infírma nostri córporis,
    virtúte firmans pérpeti.

    Hostem repéllas lóngius
    pacémque dones prótinus;
    ductóre sic te prævio
    vitémus omne nóxium.

    Per te sciámus da Patrem
    noscámus atque Fílium,
    te utriúsque Spíritum
    credámus omni témpore. Amen.
    Traduzione ritmica

    Discendi, Santo Spirito,
    le nostre menti illumina;
    del ciel la grazia accordaci
    tu, Creator degli uomini.

    Chiamato sei Paraclito
    e dono dell'Altissimo
    sorgente limpidissima,
    d'amore fiamma vivida.

    I sette doni mandaci,
    onnipotente spirito;
    le nostre labbra trepide
    in te sapienza attingano.

    I nostri sensi illumina,
    fervor nei cuori infondici;
    rinvigorisci l'anima
    nei nostri corpi deboli.

    Dal male tu ci libera,
    serena pace affrettaci;
    con te vogliamo vincere
    ogni mortal pericolo.

    Il Padre tu rivelaci
    e il Figlio, l'Unigenito;
    per sempre tutti credano
    in te, divino Spirito. Amen.
    Traduzione letterale

    Vieni, o Spirito Creatore,
    visita le anime dei tuoi,
    riempi di celeste grazia
    i cuori che hai creato.

    Tu sei chiamato Paraclito [=Avvocato],
    dono di Dio Altissimo,
    sorgente viva, fuoco,
    amore e unzione spirituale.

    Tu [sei] settiforme nel dono,
    tu dito della destra di Dio,
    tu, benevolmente promesso del Padre,
    arricchisci le [nostre] lingue con il [tuo] eloquio.

    Accendi la luce all’intelletto,
    infondi l’amore nei cuori,
    rafforzando la debolezza del nostro corpo
    con una forza perenne.

    Respingi lontano il nemico
    e dona sempre la pace; così,
    con te come guida che ci precede,
    fa’ che evitiamo ogni peccato [male].

    Concedi che per te conosciamo il Padre
    e riconosciamo anche il Figlio
    e crediamo in ogni tempo in te,
    Spirito di entrambi. Amen.

    La melodia dell'Inno è meravigliosa ed arcinota (ed è un riutilizzo della melodia dell'Inno "His est dies verus Dei" di S. Ambrogio).

    Si può comunque cantare con altre melodie: ad esempio qui è cantato con la melodia del corale "O Heiland, reiss die Himmel auf":
    Ultima modifica di Ambrosiano; 21-05-2018 alle 16:56

  7. #17
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    Iam Christus astra ascenderat

    Inno di Pentecoste.

    Testo latino

    Iam Christus astra ascénderat,
    regréssus unde vénerat,
    promísso Patris múnere
    Sanctum datúrus Spíritum.

    Sollémnis surgébat dies,
    quo mýstico septémplici
    orbis volútus sépties
    signat beáta témpora.

    Cum lucis hora tértia
    repénte mundus íntonat:
    Apóstolis orántibus,
    Deum venísse núntians.

    De Patris ergo lúmine
    decórus ignis almus est,
    qui fida Christi péctora
    calóre Verbi cómpleat.

    Impléta gaudent víscera
    affláta sancto lúmine:
    voces divérsae cónsonant,
    fantur Dei magnália.

    Ex omni gente cógitur
    Græcus, Latínus, Bárbarus:
    cunctísque admirántibus,
    linguis loquúntur ómnium.

    Iudaéa tunc incrédula,
    vesána torvo spíritu,
    madére musto sóbrios
    alúmnos Christi cóncrepat.

    Sed, signis et virtútibus,
    occúrrit et docet Petrus,
    falsa profári pérfidos,
    Ioéle teste, cómprobans.

    Deo Patri sit glória
    et Filio, qui a mórtuis
    surréxit, ac Paráclito
    in saéculorum saécula. Amen
    Traduzione ritmica

    Cristo era asceso fulgido
    lassù nei cieli altissimi
    per dare il santo Spirito
    dono del Padre agli uomini.

    Sorto era il giorno splendido.
    Ecco si compie il numero
    dei giorni arcano e mistico:
    sigillo è posto a un’epoca.

    All’ora terza odono
    un tuono subitaneo:
    gli Apostoli, che pregano,
    Dio venire sentono.

    Dal Padre, luce splendida,
    fuoco d’amor benefico:
    il cuore dei discepoli
    riempie e scalda vivido.

    Di gioia i cuori vibrano
    al soffio dello Spirito:
    con lingue nuove parlano
    di grandi meraviglie.

    Da ogni gente vengono,
    latini, greci e barbari:
    nel lor linguaggio ascoltano
    e tutti insieme ammirano.

    Giudei che allora increduli
    dei folli li ritengono
    agli ispirati apostoli
    d’ebbrezza accuse muovono.

    Con segni e con miracoli
    a tutti Pietro annuncia
    che falso è quel che affermano:
    scritto era quel che ammirano.

    Al Padre gloria e al Figlio
    morto e risorto splendido
    insieme al santo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.
    Traduzione letterale

    Cristo era ormai asceso al cielo,
    tornato da dove era venuto,
    per dare lo Spirito Santo,
    come dono promesso dal Padre.

    Il giorno solenne sorgeva,
    nel quale la terra, dopo aver completato
    sette volte il mistico ciclo di sette giorni,
    annuncia i tempi beati.

    Quando alla terza ora del giorno
    improvvisamente il mondo è scosso da un tuono:
    annunziando agli Apostoli in preghiera
    che Dio era venuto.

    E' lo splendido e vitale fuoco
    che proviene dalla luce del Padre,
    e che riempie col fervore della Parola
    i cuori di coloro che credono in Cristo.

    Ricolmi del soffio dello Spirito
    gioiscono i cuori:
    con lingue diverse proclamano
    le meraviglie di Dio.

    Si radunano genti provenienti da ogni nazione,
    latini, greci e barbari:
    (i Discepoli) parlano nelle lingue di tutti
    a tutti coloro meravigliati.

    Allora i Giudei increduli,
    resi furiosi dalla loro truce tracotanza,
    accusano i sobri fedeli di Cristo
    di essere ubriachi di vino nuovo.

    Ma con miracoli e segni,
    Pietro controbatte e mostra
    che quei perfidi parlano falsamente
    portando la testimonianza del profeta Gioele.

    Sia Gloria a Dio Padre
    e al Figlio che è risorto
    dai morti, e al Paraclito
    nei secoli dei secoli. Amen

    La melodia è la stessa del Veni Creator.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 03-06-2014 alle 20:40

  8. #18
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    O lux, beata Trinitas

    Inno per i Vespri del Tempo ordinario/Tempo dopo Pentecoste.

    Testo latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas. Amen
    Traduzione ritmica (1)

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen
    Traduzione ritmica (2)

    O Trinità beata,
    luce, sapienza, amore,
    vesti del tuo splendore
    il giorno che declina.

    Te lodiano al mattino,
    Te al vespro imploriamo,
    Te canteremo unanimi
    nel giorno che non muore.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen
    Traduzione letterale

    O luce, beata Trinità,
    e Unità sin dal principio,
    ormai il sole si ritira infuocato:
    infondi luce ai cuori.

    Te al mattino con un canto di lode,
    te supplichiamo la sera;
    te la nostra gloria supplice
    canti per tutti i secoli.

    Preghiamo Cristo e il Padre
    e lo Spirito di Cristo e del Padre;
    sostieni chi ti supplica, o Trinità,
    unica potenza in ogni luogo. Amen

    La traduzione ritmica (2) è stata presa da questo video:
    https://www.youtube.com/watch?v=tdYtvbjot0Q

    Dato che è mancante della Dossologia finale, ho lasciato quella della traduzione ritmica (1).
    Ultima modifica di Ambrosiano; 25-04-2017 alle 17:00 Motivo: Aggiunta traduzione ritmica (2)

  9. #19
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    Dedicazione della Chiesa


    Inno dei Vespri nella ricorrenza anniversaria della Dedicazione del Tempio.
    Vengono proposte due traduzioni ritmiche, scegliere quella che si preferisce.

    Testo latino

    Chríste, cunctorum dominator alme,
    mente supremi generate Patris,
    supplicum voces pariterque carmen,
    cerne benignus.

    Cerne quod templi, Deus, ad decorem
    plebs tua supplex resonet per aedem,
    annuo cuius redeunt colenda
    tempore festa.

    Haec domus surgit tibi dedicata
    rite, ubi sumit populus sacratum
    corpus ex aris, bibit et beati
    sanguinís haustum.

    Hic sacrosancti latices nocentum
    diluunt culpas perimuntque noxas
    chrismate invicto genus et creatur
    christicolarum.

    Hic salus aegris, medicina fessis,
    lumen et caecis datur; hic reatu,
    Chríste, nos solvis: timor atque maeror
    pellitur omnis.

    Daemonis saevi perit hic rapina;
    pervicax monstrum pavet et, retentos
    deserens artus, fugit in remotas
    ocyus auras.

    Hic locus regis vocitatur aula
    nempe caelestis, rutilansque caeli
    porta, quae vitae patriam petentes
    accipit omnes.

    Turbo quem nullus quatit, aut vagantes
    diruunt venti, penetrantque nimbi;
    hanc domum tetris piceus tenebris
    tartarus horret.

    Ergo te votis petimus: sereno
    annuas vultu, famulos gubernes,
    qui tui summo celebrant amore
    gaudia templi.

    Nulla nos vitae cruciet procella;
    sint dies laeti placidaeque noctes;
    nullus ex nobis, pereunte mundo,
    sentiat ignem.

    Haec dies, in quo tibi consecratum
    conspicis templum, tribuat perenne
    gaudium nobis, vigeatque longo
    temporis usu.

    Laus poli, summum resonet Parentem
    laus Patris Natum, pariterque Sanctum
    Spiritum dulci moduletur hymno
    omne per aevum.
    Amen.
    Traduzione ritmica I

    Cristo Signore, re dell’universo,
    Tu generato dall’eterno Padre,
    supplici voci di preghiera e canto
    odi benigno.

    Vedi che a lode del tuo tempio, o Dio,
    supplice un canto la tua gente eleva,
    quando ritorna, al cader dell’anno,
    la grande festa.

    Questa è la casa a te dedicata
    con sacro rito, in cui all’altare
    del sacro Corpo, del beato Sangue
    noi ci nutriamo.

    L’acqua del fonte lava qui le colpe
    e rende innocuo ciò che porta a morte.
    Progenie invitta di cristiani nasce
    col sacro Crisma.

    Qui c’è salute per ogni malato,
    luce e forza per chi è cieco o stanco.
    Qui tu ci assolvi, Cristo, dal peccato,
    rendi la gioia.

    Qui il demonio non ci può rapire:
    trema il mostro alla tua Presenza
    e ritraendo ogni sua lusinga
    fugge lontano.

    Del Re celeste questa è la casa,
    porta fulgente che introduce al cielo,
    che sempre accoglie chi la Patria cerca
    d’eterna vita.

    Niente la scuote, turbine o tempesta,
    non la distrugge vento penetrante.
    Questa tua casa è in orrore al tetro
    Re dell’inferno.

    Noi ti preghiamo: con sereno volto
    mostra l’assenso, guida i tuoi fedeli
    che con amore celebrano in festa
    il tuo tempio.

    Nulla ci attristi; questa sia la vita:
    lieti i giorni, placide le notti.
    Di noi nessuno, al perir del mondo,
    soffra il fuoco.

    Questo bel giorno, in cui tu, o Dio,
    guardi al tempio a te consacrato,
    al nostro cuore rechi gioia eterna,
    gaudio perenne.

    Gloria universa a te salga, o Padre,
    gloria al Figlio, da Lui generato,
    Spirito santo, dolce un inno accogli,
    ora e per sempre. Amen.
    Traduzione ritmica II

    Cristo Signore che su tutti regni,
    tu che sei il nato dell'eterno Padre,
    benignamente chi pregando canta,
    guarda ed ascolta.

    Guarda qui ora al tuo tempio santo,
    qui la tua gente supplicando prega
    devotamente celebrando in festa
    come ogni anno.

    Ecco la casa ritualmente sacra:
    Cristo è Signore il suo Corpo porge;
    devotamente dalla mensa il Sangue
    beve la gente.

    L'acqua zampilla e il peccato lava
    dalle sue colpe liberando il cuore.
    Cristo, col Crisma, dei credenti forma
    un solo corpo.

    Qui la salute l'ammalato trova,
    vede il cieco e tu da colpe assolvi,
    Cristo pietoso: la paura togli
    veracemente.

    Qui la rapina infernal perisce,
    fugge via il diavol pervicace e fiero
    remotamente; trema e ritrae
    i suoi artigli.

    Questo tuo luogo giustamente è detto
    aula del Re e rilucente porta,
    sempre accogli chi si volge al cielo
    patria perenne.

    Niente lo scuote, né uragan né vento
    anche se entra rovinoso e forte.
    Questo tuo tempio è in orrore al tetro
    re della notte.

    Or ti preghiamo: guardaci pietoso!
    Questi devoti servi tu governa!
    Con grande amore corrono qui lieti
    al tuo tempio.

    Niente ci crucci nella nostra vita;
    lieto sia il dì e sia la notte in pace;
    il fuoco orrendo al perir del mondo
    non ci sorprenda.

    Or che tu vedi che il tempio è sacro,
    questo dì porti dentro il nostro cuore,
    senz'alterarsi, permanendo a lungo,
    gioia perenne.

    Gloria risuoni all'eterno Padre,
    gloria al Figlio, ugualmente al Santo
    Spirito, oggi e per sempre l'inno
    dolce si levi.
    Amen.
    Traduzione letterale

    O Cristo, Signore di tutti e datore di vita,
    generato dalla mente dell'altissimo Padre,
    guarda benevolo le voci e la preghiera
    di coloro che ti supplicano umilmente.

    Guarda, o Dio, come il tuo popolo supplichevole
    faccia risuonare nel tempio il suo canto
    per onorare la Chiesa, nella ricorrenza annuale
    in cui ne celebriamo la festa.

    Questa casa sorge a te debitamente dedicata,
    in essa il popolo prende
    dall'altare il Corpo consacrato
    e si abbevera al beato Sangue.

    Qui le sante acque sciolgono le colpe di coloro
    che hanno errato e ne annullano le pene;
    con l'unzione viene generata
    la stirpe invincibile dei cristiani.

    Qui viene data la salute agli infermi,
    l'aiuto ai deboli e la vista ai ciechi:
    qui, o Cristo, ci liberi dalla colpa;
    ogni paura e tristezza è cacciata via.

    Qui è annullata la presa feroce del demonio:
    il mostro caparbio ha paura,
    e abbandonando le membra che teneva imprigionate,
    veloce fugge nelle profondità dell'abisso.

    Questo è il luogo realmente chiamato
    corte del Re celeste, porta splendente del cielo,
    che accoglie tutti coloro
    che cercano la patria della vita.

    Nessun turbine lo scuote, né l'abbatte
    il vortice dei venti, né vi penetrano le tempeste;
    ha orrore di questa casa il Tartaro
    oscuro di profonde tenebre.

    Perciò ti chiediamo che tu dica sì
    alle nostre suppliche con volto sereno;
    custodisci i tuoi servi che con grande amore
    celebrano le gioie del tempio.

    Nessuna tempesta turbi la nostra vita:
    siano i giorni lieti e calme le notti,
    nessuno di noi provi il fuoco,
    quando il mondo perisce.

    Questo giorno in cui guardi il Tempio
    a te consacrato ci elargisca gioia perenne
    e rimanga solido per il nostro uso
    in un lungo spazio di tempo.

    Risuoni la lode al Padre supremo del Cielo
    e si moduli con dolce canto
    la lode al Nato dal Padre
    e ugualmente allo Spirito Santo per tutti i secoli.
    Amen.

    Alcune strofe possono essere usate anche come canto per la processione di ingresso della Messa della solennità.

    La melodia originale, molto bella, è questa:


    Può tranquillamente anche essere usata la conosciutissima melodia di "Tu fonte viva".

  10. #20
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    Splendor Paternae gloriae


    Inno di S. Ambrogio che può essere usato per le Lodi mattutine.
    Può essere usato anche come canto di ingresso per qualsiasi Messa del mattino.

    Testo latino

    Splendor paternae gloriae
    de luce lucem proferens,
    lux lucis et fons luminis,
    diem dies illuminans,

    Verusque sol, illabere,
    micans nitore perpeti,
    iubarque sancti Spiritus
    infunde nostris sensibus.

    Votis vocemus et Patrem,
    Patrem perennis gloriae,
    Patrem potentis gratiae,
    culpam releget lubricam.

    Informet actus strenuos,
    dentern retundat invidi,
    casus secundet asperos,
    donet gerendi gratiam.

    Mentem gubernet et regat
    casto, fideli corpore;
    fides calore ferveat,
    fraudis venena nesciat.

    Christusque nobis sit cibus,
    potusque noster sit fides;
    laeti bibamus sobriam
    ebrietatem Spiritus.

    Laetus dies hic transeat;
    pudor sit ut diluculum,
    fides velut meridies,
    crepusculum mens nesciat.

    Aurora cursus provehit;
    aurora totus prodeat,
    in Patre totus Filius
    et totus in Verbo Pater.

    Deo Patri sit gloria
    eiusque soli Filio,
    cum Spiritu Paraclito,
    in sempiterna saecula.
    Amen
    Traduzione ritmica

    Verbo, splendente immagine
    della gloria del Padre
    luce da luce, fulgido
    giorno che i giorni illumini.

    Sul mondo oscuro irràdiati,
    o sole indefettibile,
    sugli animi riverbera
    il fuoco dello Spirito.

    Al Padre, Dio di gloria,
    ancor salga la supplica;
    possente la sua grazia
    lungi le colpe releghi.

    Ispiri azioni eroiche,
    freni l'ardir di satana,
    gli avversi casi agevoli,
    d'agir doni la grazia.

    Docili e casti guidaci,
    sui nostri sensi domina,
    rendi la fede fervida
    e da doppiezza libera.

    Sia cibo Cristo all'anima,
    nostra bevanda il credere;
    lieti gustiam la sobria
    ebbrezza dello Spirito.

    Serene l'ore scorrano:
    la mente un'alba limpida,
    la fede sia un meriggio,
    ignori il cuor le tenebre.

    O Cristo, aurora, svèlati,
    tu che dal Padre sfolgori:
    vive nel Padre il Figlio,
    nel Verbo il Padre inabita.

    Al Padre e all'Unigenito
    si canti eterna gloria
    e al Paracleto Spirito,
    nei secoli dei secoli.
    Amen
    Traduzione letterale

    Splendore della gloria del Padre,
    che rechi la luce dalla luce,
    luce della luce e sorgente di luce,
    giorno che dà luce al giorno,

    E sole vero, penetra
    balenando col tuo eterno splendore,
    e infondi un raggio dello Spirito Santo
    nelle nostre menti.

    Con preghiere invochiamo anche il Padre,
    Padre di gloria perenne,
    Padre di grazia potente,
    che allontani l’ingannevole colpa.

    [Ci] formi ad atti valenti,
    smussi il dente dell’invidioso,
    [ci] sia favorevole nelle situazioni avverse,
    [ci] doni la grazia di agire.

    Governi e regga l’anima,
    in un corpo casto e fedele;
    sia ardente la fede di zelo,
    non conosca il veleno dell’inganno.

    Cristo sia per noi cibo,
    la fede sia la nostra bevanda;
    lieti beviamo la sobria
    ebbrezza dello Spirito.

    Lieto trascorra il giorno;
    il pudore sia come aurora,
    la fede come meriggio,
    e l’anima non conosca crepuscolo.

    Cristo-Aurora di corsa si avanza;
    Cristo-Aurora si mostri interamente,
    il Figlio interamente nel Padre,
    il Padre interamente nel Figlio.

    Sia gloria a Dio Padre
    ed al suo Figlio unigenito,
    con lo Spirito Paraclito,
    nei secoli eterni.
    Amen

    Qui si può sentire la bellissima melodia originale:
    Ultima modifica di Ambrosiano; 11-07-2014 alle 22:22

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