Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Inni liturgici - Traduzione ritmica, cantabile

  1. #21
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    Iam surgit hora tertia



    Inno di S. Ambrogio che può essere usato per l'Ora media (terza).
    Può essere usato anche come canto di ingresso per qualsiasi Messa del mattino.

    Testo latino

    lam surgit hora tertia,
    qua Christus ascendit crucem
    nil insolens mens cogitet,
    intendat affectum precis.

    Qui corde Christum suscipit
    innoxiurn sensum gerit
    votisque perstat sedulis
    sanctum mereri Spiritum.

    Haec hora quae finem dedit
    diri veterno criminis,
    mortisque regnum diruit
    culpamque ab aevo sustulit.

    Hinc iam beata tempora
    coepere Christi gratia;
    fidei replevit veritas
    totum per orbem Ecclesias.

    Celso triumphi vertice
    Matri loquebatur suae:
    “En filius, Mater, tuus”;
    “Apostole, en Mater tua”.

    Praetenta nuptae foedera
    alto docens mysterio,
    ne Virginis partus sacer
    Matris pudorem laederet.

    Cui fidem in caelestibus
    lesus dedit miraculis
    nec credidit plebs impia:
    qui credidit salvus erit.

    Nos credimus natum Deum
    partumque Virginis sacrae,
    peccata qui mundi tulit
    ad dexteram sedens Patris.

    Deo Patri sit gloria
    eiusque soli Filio,
    cum Spiritu Paraclito,
    in sernpiterna saecula.
    Amen
    Traduzione ritmica

    Già l'ora terza inizia
    e Cristo soffre in croce:
    la mente resti umile,
    il cuor devoto supplichi.

    Se Cristo in cuore ospiti
    la mente serbi limpida
    e stai con preci assidue
    a meritar lo Spirito.

    Quest'ora ci risveglia
    dal sonno del gran crimine;
    la colpa è tolta agli uomini,
    la morte più non domina.

    D'allora sono i secoli
    redenti dalla grazia;
    la fede ovunque genera
    credenti innumerevoli.

    Dall'alto del patibolo
    Gesù sostien la Vergine:
    «O Madre, ecco tuo Figlio;
    ecco tua Madre, apostolo».

    Ora i misteri svelano
    del parto della Vergine
    le nozze sue protessero
    di madre il pudor nobile.

    Per convertire gli uomini
    Gesù compì miracoli:
    non crede l'empio popolo
    ma il credente salvasi.

    È Cristo il divin Figlio
    e della santa Vergine,
    è redentor degli uomini
    e in ciel col Padre domina.

    Al Padre eterna gloria
    e al Figlio suo Unigenito
    insieme al santo Spirito
    nei secoli dei secoli.
    Amen
    Traduzione letterale

    Sorge ormai l'ora terza
    nella quale Cristo salì sulla croce:
    nulla di altezzoso pensi la mente,
    ma si concentri nella commozione d'una preghiera.

    Chi accoglie Cristo nel suo cuore
    conserva casti i suoi sensi
    e con lo zelo della preghiera
    continua a meritare lo Spirito Santo.

    Questa è l'ora che pose fine
    al letargo del truce peccato
    e dissolse il regno della morte
    e cancellò la colpa del mondo.

    Da quest'ora per grazia di Cristo
    cominciarono tempi gioiosi,
    la verità della fede ha colmato
    le chiese del mondo intero.

    Dall'alto vertice del suo trionfo
    così parlava a sua Madre:
    «Ecco, Madre, tuo figlio,
    apostolo, ecco tua Madre»,

    insegnando che i patti delle nozze
    erano avvolti da un profondo mistero,
    affinché il sacro parto della Vergine
    non offendesse il pudore della Madre.

    Cristo ha reso questo parto
    oggetto di fede con miracoli celesti:
    ma l'empia plebe non credette:
    chi invece ha creduto otterrà la salvezza.

    Noi crediamo nella nascita di Dio
    e nel Figlio nato dalla santa Vergine
    che si è accollato i peccati del mondo
    e siede alla destra del Padre.

    Sia gloria a Dio Padre
    e al suo Figlio Unigenito,
    Con lo Spirito Paraclito
    nei secoli eterni.
    Amen
    (La traduzione letterale è di Luca Canali, dal libro: "Ambrogio, INNI, Armando Dadò editore").

    Qui si può ascoltare la melodia originale (dal minuto 1.20):

  2. #22
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    Deus creator omnium

    Inno di S. Ambrogio da usarsi nella celebrazione dei Primi e Secondi Vespri ed anche come canto di ingresso in qualsiasi Messa vespertina.

    Testo latino

    Deus, creator omnium
    polique rector, vestiens
    diem decoro lumine,
    noctem soporis gratia,

    Artus solutos ut quies
    reddat laboris usui
    mentesque fessas allevet
    luctusque solvat anxios,

    Grates peracto iam die
    et noctls exortu preces,
    voti reos ut adiuves,
    hymnum canentes solvimus

    Te cordis ima concinant,
    te vox sonora concrepet,
    te diligat castus amor,
    te mens adoret sobria;

    Ut, cum profunda clauserit
    diem caligo noctium,
    fides tenebras nesciat
    et nox fide reluceat.

    Dormire mentem ne sinas,
    dormire culpa noverit;
    castos fides refrigerans
    somni vaporem temperet.

    Exuta sensu lubrico
    te cordis alta somnient,
    nec hostis invidi dolo
    pavor quietos suscitet.

    Christum rogemus et Patrem,
    Christi Patrisque Spiritum;
    unum potens per omnia,
    fove precantes, Trinitas. Amen
    Traduzione ritmica

    Dell'universo artefice
    che il giorno di bellissima
    luce rivesti e il placido
    sonno alla notte prodighi,

    Tu nel sopor ritempraci
    le stanche membra all'opera,
    i cuori oppressi allevia
    e d'ogni affanno libera.

    Ora che è giunto il vespero
    e calano le tenebre
    dei tuoi favori memori
    a te sciogliamo un cantico.

    Te il cuore nostro celebri,
    alte le voci cantino;
    te cerchi il casto anelito,
    la mente adori sobria.

    E quando l'ombre scendono
    la lunga notte a cingere,
    pura la fede sfolgori
    a vincere le tenebre.

    Dorma la colpa, vigili
    senza torpori l'anima;
    la fede fresca e limpida
    i sogni ardenti temperi.

    I cuori lieti e liberi
    nel sonno in te riposino
    e del demonio gli incubi
    la pace non insidino.

    Preghiamo il Padre e il Figlio,
    preghiamo il santo Spirito;
    o Trinità dolcissima,
    tu veglia chi ti supplica.
    Amen
    Traduzione letterale

    Dio, creatore di tutte le cose
    e reggitore del cielo,
    che rivesti il giorno di bella luce
    e la notte di salutare sonno,

    affinché il riposo restituisca,
    al lavoro quotidiano, membra rilassate,
    sollevi le menti stanche
    e dissolva le luttuose angosce.

    Trascorso ormai il giorno,
    e al principio della notte,
    [a te] rivolgiamo grate preghiere,
    cantando un inno, affinché [Tu] ci sostenga.

    Te canti in nostro cuore nel suo intimo,
    te faccia echeggiare la voce sonora,
    te prediliga il casto amore,
    te adori la mente sobria,

    affinché, quando le profonde tenebre notturne
    avranno spento [la luce del] giorno,
    la fede non conosca oscurità
    e la notte risplenda di fede.

    Non lasciare che la mente si addormenti,
    il peccato, al contrario, impari a dormire;
    la fede ristoratrice renda equilibrato
    nei puri il calore del sonno.

    Spogliati da ogni impudicizia
    te sogni la profondità del cuore,
    nè per inganno del maligno nemico
    il timore ci risvegli dal quieto riposo.

    Invochiamo Cristo e il Padre,
    e lo Spirito di Cristo e del Padre;
    Trinità, unica potenza in ogni luogo,
    favorisci propizia noi che ti preghiamo.
    Amen.
    (La traduzione letterale della sesta e settima strofa è di Luca Canali, dal libro: "Ambrogio, INNI, Armando Dadò editore").

    In questo video si può sentire la melodia originale:

  3. #23
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    Subacta cedunt tartara

    Inno per la novena e per la festa dell'Assunzione di Maria (15 agosto).

    Testo latino

    Subácta cedunt tártara,
    crucis triúmphus émicat:
    o Virgo consors praélii,
    succede consors glóriae.

    Audi: beátis aéthera
    tibi resultant cánticis;
    festíva caeli régia,
    ducénte Cristo, en óbvia.

    Assúmpta ave caeléstium
    sublimis inter órdines;
    innixa lesu débitum,
    regina, scande sólium.

    Agóne functam, strénuo
    plaudens corónat Trínitas:
    o quanta confert Trinitas
    Sponsae, Parénti, Filiae!

    Iam passiónis aémula
    ab ortu ab aram Gólgothae,
    Agno salútis asside
    redemptiónis árbitra.

    Et terra et astra et inferi
    te veneréntur súbditi;
    sub te caténas vindice
    calcátus anguis mórdeat.

    O Virgo, in aula glóriae
    soli secúnda Númini,
    dum vultus astra, récreat,
    ne desit orbi déxtera.

    Extréma nati orácula,
    mater, adímple; et créditos
    ex ore Verbi filios
    regnis patérnis ássere.

    Iesu, tibi, cui própior
    dilécta regnat Génetrix,
    cum Patre et almo Spíritu
    sit sempitérna glória.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Sconfitti ormai son gli inferi,
    la Croce brilla fulgida:
    tu Vergine dolcissima
    or entri nella gloria.

    Ascolta! I ciel di cantici,
    per te, ora risuonano:
    lassù son tutti in giubilo,
    è Cristo che ti accoglie.

    Assunta in alto splendida
    tra gli angeli e gli arcangeli:
    poggiata a Cristo innalzati,
    sul tuo trono, o Maria.

    Finita è la battaglia,
    la Trinità ti premia
    con grande onor chiamandoti
    sua Sposa, Madre e Figlia.

    Già nel dolore emula,
    da Betlem fino al Golgota,
    ora con Cristo tenera,
    la redenzione arbitri.

    La terra, gli astri e gli inferi
    devoti a te si pieghino:
    col piede schiacci il diavolo
    e imponi il tuo dominio.

    O Vergin nella gloria
    seconda a Dio ti collochi,
    e mentre gli astri illumini
    la man ci stendi amabile.

    La volontà del Figlio
    adempi, o Madre, provvida,
    e i figli che si affidano
    al regno suo conducili.

    A te vicina, o Figlio,
    la Madre regna amabile.
    Col Padre e il Santo Spirito
    eterna sia la gloria.
    Amen.
    Traduzione letterale

    L'inferno, ormai domato è sottomesso,
    il trionfo della Croce risplende:
    o Vergine, compagna (di Cristo) nella lotta contro il male,
    ora gli sei accanto nella gloria.

    Ascolta: i cieli risuonano esultanti
    per i cantici che i beati ti rivolgono;
    entri accompagnata da Cristo
    nella felice dimora di Dio.

    Assunta, sei posta più in alto
    delle creature celesti;
    o regina, poggiata a Cristo,
    ti innalzi sul tuo trono.

    Dopo aver combattuto strenuamente la dura battaglia
    ora la Trinità ti rende omaggio incoronandoti:
    e ti conferisce il grande onore
    di essere Sposa, Madre e Figlia.

    Tu fosti fedele discepola di Cristo
    dalla sua nascita fino alla morte,
    ora siedi accanto all'Agnello redentore
    affiancandolo nell'opera di redenzione.

    Sia la terra, che i cieli, che gli inferi
    ti venerano e ti sono sottomessi:
    il serpente giaccia calpestato e incatenato
    sotto te, nostra vendicatrice.

    O Vergine, nella gloria del cielo
    sei seconda solo a Dio,
    mentre illumini di nuova luce le stelle,
    non manchi di stendere verso la terra la tua mano.

    Adempi, o madre,
    le volontà del Figlio;
    fai giungere al regno del padre
    coloro che sono figli devoti del Verbo.

    A te, Gesù, che hai glorificato
    nel modo più adeguato la tua diletta Madre,
    con il Padre ed il Santo Spirito,
    sia gloria nei secoli eterni.
    Amen


    Si può usare, ad esempio, la melodia dell' O Salutaris hostia.

    NB: Per le altre feste della Madonna si usi "Mysterium Ecclesiae" e per la Madonna addolorata si usi lo "Stabat Mater".
    Ultima modifica di Ambrosiano; 10-03-2015 alle 18:18

  4. #24
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    Te lucis ante terminum

    E' l'inno da usarsi a Compieta.

    Testo latino

    Te lucis ante terminum
    Rerum Creator poscimus,
    Ut solita clementia,
    Sis praesul ad custodiam.

    Procul recedant somnia,
    Et noctium phantasmata;
    Hostemque nostrum comprime,
    Ne polluantur corpora.

    Praesta, Pater piissime,
    Per Iesum Christum Dominum,
    Qui tecum in perpetuum
    Regnat cum Sancto Spiritu.
    Amen
    Traduzione ritmica

    Del giorno giunti al termine
    o Re del mondo ascoltaci:
    la tua pietà dolcissima
    il nostro sonno vigili.

    Reprìmi tosto i dèmoni,
    i tristi sogni dissipa,
    dal male che ci affascina
    il corpo stanco libera.

    Gesù per noi ti supplica,
    ascoltaci o Piissimo,
    che regni in tutti i secoli
    con Lui e il Santo Spirito.
    Amen
    Traduzine letterale

    Te, innanzi che il dì si spenga
    preghiamo o Creatore delle cose,
    perchè con l'usata clemenza
    presieda alla nostra custodia.

    Stiano lontani i funesti sogni
    ed i notturni spettri:
    conculca l'avversario nostro,
    affinchè non siano macchiati i nostri corpi.

    Ascoltaci, o Padre piissimo,
    per Cristo Gesù Signore,
    che con te perpetuamente
    regna col Santo Spirito.
    Amen

    Traduzione letterale dal "Messale ambrosiano festivo" tradotto a cura della rivista "Ambrosius". V Edizione, 1945.

  5. #25
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    Custos, preces mortalium

    Inno della liturgia ambrosiana per la festa dei Santi Angeli Custodi (2 ottobre).

    Testo latino

    Custos, preces mortalium
    audi canoras, angele,
    quos magnus orbis Conditor
    tuae dedit custodiae.

    Nos saevientis igneo
    draconis ore libera,
    nostrum genus qui noxiae
    fructu fefellit arboris.

    Si quando tentet devium
    decepta pianta tramitem,
    humana caeli dirige
    ad semitam vestigia.

    Momenta nostri singula
    defende, tutor spiritus,
    et deserentem corpora
    astris repone patriis.

    Gloria tibi, Domine,
    gloria Unigenito,
    una cum sancto Spiritu
    in sempiterna saecula.
    Amen
    Traduzione ritmica

    Ascolta canti e suppliche
    custode santo angelo.
    Il Creatore degli uomini
    ci affida a te in custodia.

    Dal fuoco e dalla furia,
    del diavolo ci liberi:
    lui sempre il frutto indica
    per ingannare gli uomini.

    Se mai con passo ambiguo
    ci svia con malizia;
    se false vie ci tentano
    benigno al cielo guidaci.

    O angelo, difendici
    nei nostri casi singoli,
    e chi la vita lascia,
    lassù nel ciel riportalo.

    A te, Signor, sia gloria
    e lode all'Unigenito
    insieme al santo Spirito
    negli infiniti secoli.
    Amen.

    Traduzione ritmica da: Antifonale Ambrosiano

  6. #26
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    Deo fruentes fulgidae

    Inno della liturgia ambrosiana per la festa di Tutti i Santi.

    Testo latino

    Deo fruentes fulgidae,
    salvete, cives patriae,
    regni micantis aulici,
    portus beantis incolae.

    Solis nitore perpetis
    regina gaudet siderum;
    urbis volantes muniunt
    caelestis arcem milites.

    Vallatur urbs iaspide:
    fundant lapilli moenia,
    illic prophetis assident
    legis duces apostoli.

    Hic candidatus martyrum
    trophea fert exercitus,
    qui dimicantes plurimo
    vicere mortem sanguine.

    Hic infulati praesules,
    et literarum lumina;
    illic sacerdotes sacra
    agni fruuntur victima.

    Ieiunia eremus convenis
    apponit aeternas dapes;
    hic virgines castissima
    sponso maritant lilia.

    Et vos avete, caelites,
    quos nostra tellus aetheri
    donavit, astris civium
    beata mittens agmina.

    O turba magna, respice
    pulchrae Sionis exules;
    fac nos serentes lacrymis
    referre messem gaudii.

    Gloria tibi, Domine,
    gloria Unigenito,
    una cum sancto Spiritu,
    in sempiterna saecula.
    Amen
    Traduzione ritmica I

    A voi divino gaudio
    o cittadini splendidi!
    Raggiunto il porto fulgido
    nel cielo siete stabili.

    Città al sole simile,
    vi regna grande giubilo,
    difesa dagli angeli,
    fortezza e nostra patria.

    Fondata è sulla roccia
    con diaspro e pietre nobili
    profeti, santi, apostoli
    fino a lassù ci guidano.

    Il glorioso esercito
    trionfa e sono i martiri:
    lottando nel martirio
    l'amara morte vinsero.

    Dottori, santi e vescovi,
    pastori saggi e intrepidi,
    gioiosi lì contemplano
    Gesù il figlio di Dio.

    Digiuno ed il silenzio
    a gioia eterna portano:
    lo Sposo poi le vergini
    di casti gigli cingono.

    Onore, o beatissimi.
    Vi dona al cielo splendido
    la nostra terra umile
    in schiere senza numero.

    O turba immensa guardaci:
    nel pianto siamo ed esuli.
    Chi or piangendo semina
    con gioia possa mietere.

    A te, Signor, sia gloria
    e lode all'Unigenito
    insieme al santo Spirito
    negli infiniti secoli.
    Amen
    Traduzione ritmica II

    A voi divino gaudio
    o Santi, in cielo splendidi!
    Lì dimorate, stabili
    nella dimora fulgida.

    Nostra mèta ed anelito,
    dimora al sole simile;
    vi regna grande giubilo,
    difesa essa è dagli angeli.

    Fondata è sulla roccia
    con diaspro e pietre nobili,
    profeti, santi, apostoli
    fino a lassù ci guidano.

    L'esercito dei martiri
    colà trionfa in gloria:
    lottando nel martirio
    l'amara morte vinsero.

    Dottori, santi e vescovi,
    pastori saggi e intrepidi,
    gioiosi lì contemplano
    di Dio il Divin Figlio.

    Digiuno e solitudine
    a gioia eterna portano:
    lo Sposo poi le vergini
    di casti gigli cingono.

    Onore, o beatissimi.
    In schiere senza numero
    vi dona al cielo splendido
    la nostra terra umile.

    O turba immensa guardaci:
    siamo nel pianto ed esuli.
    Chi or piangendo semina
    con gioia possa mietere.

    A te, Signor, sia gloria
    e lode all'Unigenito
    insieme al santo Spirito
    negli infiniti secoli.
    Amen

    La Traduzione ritmica I è quella riportata nell' "Antifonale Ambrosiano" e in "Canti Ambrosiani Semplici".
    Poichè alcuni passaggi non mi convincevano molto, mi sono permesso di modificarla leggermente creando la Traduzione ritmica II .

    La melodia originale si può ascoltare qui:
    https://www.youtube.com/watch?v=u6FfGoB51SQ

  7. #27
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    Adoro Te devote

    Inno da cantare durante l'Adorazione e/o la Processione Eucaristica.

    Testo latino

    Adoro te devote, latens Deitas,
    Quae sub his figuris, vere latitas:
    Tibi se cor meum totum subjicit,
    Quia, te contemplans, totum deficit.

    Visus, tactus, gustus, in te fallitur,
    Sed auditu solo tuto creditur:
    Credo quidquid dixit Dei Filius;
    Nil hoc verbo veritatis verius.

    In cruce latebat sola Deitas,
    At hic latet simul et humanitas:
    Ambo tamen credens atque confitens,
    Peto quod petívit latro poenitens.

    Plagas, sicut Thomas, non intueor,
    Deum tamen meum te confiteor.
    Fac me tibi semper magis credere,
    In te spem habere, te diligere.

    O memoriale mortis Domini!
    Panis vivus, vitam præstans homini!
    Præsta meæ menti de te vívere,
    Et te illi semper dulce sapere.

    Pie Pelicane, Jesu Domine,
    Me immundum munda tuo sanguine:
    Cujus una stilla salvum facere
    Totum mundum quit ab omni scelere.

    Iesu, quem velatum nunc aspicio,
    Oro fiat illud, quod tam sitio:
    Ut, te revelata cernens facie,
    Visu sim beatus tuae gloriae.
    Amen
    Traduzione ritmica

    Dio, che Ti celi sotto questi vel,
    trepido T'adoro e m'affido a Te;
    tutto a Te, Signore, s'abbandona il cuor,
    tutto esulta e freme, quando guarda Te.

    Nulla al tatto, al gusto, nulla all 'occhio appar;
    ma la Tua parola io risento in cuor;
    credo quanto disse il Divin Figliol,
    Tu, ne sono certo, sei la verità.

    Hai nascosto in croce la divinità;
    qui tu mi nascondi pur l'umanità;
    ma io credo e spero come il buon ladron:
    quello ch'egli chiese chiedo anch'io a Te.

    Vide Te Tommaso e credette allor;
    senza ch'io Ti veda credo a Te, Signor;
    fa che la mia fede cresca sempre più:
    fammi in Te sperare, arder sol per Te.

    O Memoriale della Tua Passion,
    Pane vivo e vero che dà vita all'uom,
    fa che possa viver sempre accanto a Te
    e possa gustare il tuo dolce Amor.

    Sangue prezioso del Signor Gesù,
    lava le mie colpe ed i miei error:
    una sola goccia può ridimere
    da ogni peccato tutti gli uomini.

    O Gesù, che vedo sotto questi vel,
    d'una sete grande spasima il mio cuor;
    il Tuo volto santo possa contemplar
    nella piena luce della gloria in ciel.
    Amen
    Traduzione letterale

    Ti adoro con devozione, o Dio nascosto,
    che davvero ti celi sotto questi segni:
    il mio cuore si abbandona tutto a te
    perché contemplandoti tutto viene meno.

    La vista, il tatto, il gusto in te si ingannano
    ma solo con l’ascolto si crede con certezza.
    Credo tutto ciò che ha detto il Figlio di Dio
    nulla è più vero di questa parola di verità.

    Nella Croce si nascondeva la sola divinità
    ma qui si nasconde anche l’umanità.
    Tuttavia credendo e confessando entrambe
    chiedo ciò che chiese il ladrone pentito.

    Come Tommaso non guardo le ferite,
    tuttavia, mio Dio, ti confesso.
    Fa che io creda sempre più a te,
    che io speri in te, che ami te.

    O Memoriale della Morte del Signore,
    pane vivo che dà vita all’uomo,
    concedi alla mia anima di vivere di te
    e di avere sempre il dolce gusto di te.

    Come amorevole Pellicano, Gesù Signore,
    purifica me immondo con il tuo sangue
    una goccia del quale è capace di salvare
    tutto il mondo da ogni male.

    Gesù che ora contemplo velato,
    prego perché avvenga ciò che tanto desidero
    affinché contemplandoti con il volto svelato
    io sia beato alla vista della tua gloria.
    Amen

    Traduzione ritmica da: Antifonale Ambrosiano

    La melodia originale, molto semplice e bella, si può ascoltare ad esempio qui:
    https://www.youtube.com/watch?v=LYCmVXYPKr8
    Ultima modifica di Ambrosiano; 17-02-2015 alle 20:55

  8. #28
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    Iste conféssor Dómini sacrátus


    Famoso inno dell'VIII secolo, composto in origine per il santo vescovo Martino di Tours, ma utilizzabile anche per altri Santi Pastori che non possiedono un inno proprio.

    Testo latino

    Iste conféssor Dómini sacrátus,
    festa plebs cuius célebrat per órbem,
    hódie lætus méruit secréta
    scándere cæli.

    Qui pius, prudens, húmilis, pudícus,
    sóbrius, castus fuit et quiétus,
    vita dum præsens vegetávit eius
    córporis artus.

    Ad sacrum cuius túmulum frequénter
    membra languéntum modo sanitáti,
    quólibet morbo fúerint graváti,
    restituúntur.

    Unde nunc noster chorus in honórem
    ipsíus, hymnum canit hunc libénter,
    ut piis eius méritis iuvémur
    omne per ævum.

    Sit salus illi, decus atque virtus,
    qui supra cæli résidens cacúmen,
    totíus mundi máchinam gubérnat
    trinus et unus.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Questo gran santo che tutte le genti
    sparse nel mondo lodano festanti,
    oggi beato nei cieli fulgenti
    entrò, tra i santi.

    Umil, pudìco, giusto fu e prudente,
    sobrio e mite, di vita illibata,
    mentre al suo corpo l'anima innocente
    visse legata.

    Alla sua tomba santa con frequenza,
    da vari morbi gravi tormentati,
    sono guariti per la sua potenza
    molti malati.

    Il nostro coro volentieri canta
    in suo onore con un inno ardente,
    perché ci aiuti con la prece santa
    continuamente.

    Sia lode e gloria, sia vittoria e onore
    all'Uno e Trino che, da sede eterna
    su tutto il mondo, con immenso amore
    regna e governa.
    Amen.
    Traduzione letterale

    Questo consacrato confessore del Signore,
    del quale il popolo celebra la festa in tutto il mondo,
    oggi ha meritato di salire
    sino ai luoghi appartati del cielo.

    Egli fu pio, prudente, umile, pudico,
    sobrio, casto e quieto,
    mentre una [condotta di] vita risoluta
    animava le membra del suo corpo.

    Presso la sua santa tomba
    vengono in gran numero rese alla salute
    le membra degli ammalati,
    da qualsiasi morbo fossero oppressi.

    Da qualunque luogo ora di buon grado
    il nostro coro canta questo inno in suo onore,
    affinché ci gioviamo in ogni tempo
    dei suoi devoti meriti.

    Sia salute, onore e potenza
    a Colui, che, risiedendo sopra il culmine del cielo,
    regge la macchina di tutto il mondo
    Trino ed Unico
    Amen.


    Il testo della traduzione ritmica, di p. Zaccaria Carlucci, è stato preso dal Cantuale Antoniano; vedi:
    http://www.cantualeantonianum.com/20...no-latino.html .

    Il Cantuale indica anche due melodie, molto popolari, per il canto dell'Inno.

  9. #29
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    Dies Irae

    La famosissima sequenza non fa più parte della litugia funebre, ma può lodevolmente essere ancora cantata come canto di ingresso o canto finale di celebrazioni esequiali.

    La traduzione ritmica che viene proposta è stata desunta da qui.
    Suggerisco di leggere l'articolo che fornisce informazioni sull'origine della traduzione e che dà anche l'indirizzo di altri articoli che spiegano le ragioni dell'eliminazione della sequenza dalla liturgia funebre e perchè essa "sia stata riproposta come Inno per la liturgia delle Ore, in un particolare momento dell’anno liturgico che sottolinea il secondo avvento, glorioso e definitivo, del Signore Gesù e il conseguente giudizio finale. In tale contesto, il Dies Irae pare assai adatto e utile".

    Testo latino

    Dies iræ, dies illa
    solvet sæclum in favílla,
    teste David cum Sibýlla.

    Quantus tremor est futúrus,
    quando iudex est ventúrus
    cuncta stricte discussúrus!

    Tuba mirum spargens sonum
    per sepúlcra regiónum,
    coget omnes ante thronum.

    Mors stupébit et natúra,
    cum resúrget creatúra
    iudicánti responsúra.

    Liber scriptus proferétur,
    in quo totum continétur
    unde mundus iudicétur.

    Iudex ergo cum sedébit,
    quicquid latet apparébit;
    nil inúltum remanébit.

    Quid sum miser tunc dictúrus,
    quem patrónum rogatúrus,
    cum vix iustus sit secúrus?

    Rex treméndæ maiestátis,
    qui salvándos salvas gratis,
    salva me, fons pietátis.

    Recordáre, Iesu pie,
    quod sum causa tuæ viæ,
    ne me perdas illa die.

    Quærens me sedísti lassus,
    redemísti crucem passus;
    tantus labor non sit cassus.

    Iuste iudex ultiónis,
    donum fac remissiónis
    ante diem ratiónis.

    Ingemísco tamquam reus,
    culpa rubet vultus meus;
    supplicánti parce, Deus.

    Qui Mariam absolvísti
    et latrónem exaudísti,
    mihi quoque spem dedísti.

    Preces meæ non sunt dignæ,
    sed tu, bonus, fac benígne
    ne perénni cremer igne.

    Inter oves locum præsta
    et ab hædis me sequéstra,
    státuens in parte dextra.

    Confutátis maledíctis,
    flammis ácribus addíctis,
    voca me cum benedíctis.

    Oro supplex et acclínis,
    cor contrítum quasi cinis,
    gere curam mei finis.

    Lacrimósa dies illa,
    qua resúrget ex favílla
    iudicándus homo reus:
    huic ergo parce, Deus.

    Pie Iesu, Domine,
    done eis requiem.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Giorno d’ira a suon di squilla:
    l’universo andrà in favilla:
    scrivon Davide e Sibilla.

    Qual tremore vi sarà:
    quando il Giudice verrà,
    tutto al fin giudicherà.

    Spanderan le trombe i suoni
    sui sepolcri e le nazioni:
    tutti aduneranno al trono.

    Stupiran Natura e Morte
    al veder le genti morte
    al giudizio in piè risorte.

    Dal gran libro spalancato,
    dove tutto è registrato,
    tutto il mondo è giudicato.

    Quando il Giudice verrà,
    quanto è ascoso apparirà:
    nulla impune resterà.

    Miserello, che dirò?
    Qual patrono invocherò?
    Solo il giusto invidierò.

    Re tremendo di maestà,
    che gli eletti salverà,
    salva me per tua bontà.

    Oh ricorda, Gesù buono,
    che per me ti festi uomo,
    non negarmi il tuo perdono.

    Stanco sei per me seduto,
    croce e morte hai sostenuto,
    tanto vuol non sia perduto.

    Giusto Giudice d’ulzione,
    fammi don di remissione
    anzi il dì della ragione.

    Verso lacrime qual rio,
    colpa arrossa il volto mio:
    salva il supplice, mio Dio.

    Maddalena tu assolvesti,
    al Ladrone ascolto desti:
    anche a me speranza testi,

    Per mie preci non son degno,
    ma Tu, buono, dammi pegno
    che non bruci in tetro regno.

    Per gli agnelli un loco appresta,
    e dai capri mi sequestra;
    stabiliscimi alla destra.

    Condannati i maledetti,
    nelle fiamme li hai costretti,
    chiama me coi benedetti.

    Prego supplice e prostrato,
    cuor contrito ed umiliato:
    abbi cura del mio stato.

    Lacrimevol dì sarà,
    e dal fuoco sorgerà
    al giudizio l’uomo rio.
    Or me dunque salva, o Dio.

    O Gesù, Signor pietoso,
    da’ l’eterno a lor riposo.
    Amen.
    Traduzione letterale

    Giorno d'ira quel giorno,
    il mondo diverrà cenere,
    [come] testimone è Davide con la Sibilla.

    Quanto spavento ci sarà,
    quando verrà il Giudice
    a discutere ogni cosa con rigore.

    La tromba che diffonde un meraviglioso squillo
    attraverso tutte le tombe [lett. le tombe dei paesi]
    raccoglie tutti dinanzi al trono.

    Si stupirà la Morte così anche la Natura
    quando ogni uomo risorgerà
    per presentarsi in giudizio dinanzi al Giudice.

    Verrà presentato il libro
    nel quale è contenuta ogni cosa
    donde il mondo verrà giudicato.

    Quando dunque il Giudice si assiderà [in trono]
    ogni cosa che è celata sarà svelata [lett. sarà evidente];
    nulla rimarrà impunito.

    In quel momento che dirò -- [me] misero --,
    quale difensore inviterò [in mia difesa],
    quando a stento è salvo il giusto?

    O re di terribile maestà,
    che per tuo dono salvi coloro che vanno salvati,
    salva me, fonte d'amore.

    O amorevole Gesù, ricorda
    che sono la ragione della tua via [dolorosa],
    fa' che in quel giorno non mi perda.

    Stanco ti sei seduto per cercarmi,
    mi hai salvato patendo la croce;
    che una tale sofferenza non sia vana.

    O Giudice giusto nel punire,
    fammi dono del perdono,
    prima del giorno del giudizio.

    Tremo, come un imputato,
    la colpa rende il mio viso rosso;
    o Dio, perdona chi ti supplica.

    Tu che hai perdonato Maria Maddalena
    e hai esaudito il (buon) ladrone,
    hai dato speranza anche a me.

    Le mie preghiere non sono degne,
    ma tu, buono, concedi benevolmente
    che io non bruci nel fuoco eterno.

    Assicurami un posto fra le pecore,
    e separami dai capri,
    ponendomi nella parte destra.

    Condannati i maledetti,
    destinati alle aspre fiamme,
    chiama me con i benedetti.

    Ti prego supplice e prostrato,
    [il mio] cuore è contrito, quasi cenere,
    prenditi cura della mia fine.

    [Sarà giorno] di pianto quel giorno,
    nel quale risorgerà dalla cenere
    il peccatore per essere giudicato.
    Perdonalo, dunque, o Dio.

    O pietoso Signore Gesù,
    dona a loro la pace.
    Amen
    Ultima modifica di Ambrosiano; 20-01-2016 alle 23:46

  10. #30
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    En clara vox redarguit

    E' l'Inno tradizionale della Novena di Natale.

    Testo latino

    En clara vox redarguit
    Oscura quaeque personans:
    procul fugentur somnia.
    Ab alto Jesus promicat.

    En Agnus ad non mittitur
    laxare gratis debitum:
    omnes simul cum lacrimis
    praecemur indulgentiam.

    Beatus auctor seculi
    Servile corpus induit,
    ut carne carnem liberans,
    ne perderet quos condidit.

    Castae parentis viscera
    coelestis intrat gratia,
    venter puellae bajulat
    secreta quae non noverat.

    Domus pudici pectoris
    templum repente fit Dei,
    intacta nesciens virum,
    concepit alvo Filium.

    Deo Patri sit gloria,
    eiusque soli Filio,
    cum Spiritu Paraclito
    in saeculorum saecula.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    L'eco di un grido nitido
    gli occulti mal rimprovera
    siano fugati gli incubi
    Gesù dall'alto sfolgora.

    Ecco l'Agnel discendere
    a condonare il debito
    unanimi con lacrime
    orsù chiediamo grazia.

    L'almo autor del secolo
    assunse corpo e anima
    per far la carne libera
    e gl'uomini non perdere.

    Nel sen di Madre vergine
    scende celeste grazia
    accoglie il grembo candido
    mistero incomprensibile.

    Divien la santa Vergine
    tempio di Dio l'Altissimo
    il Figlio porta integra
    senza conoscer uomini.

    Al Padre Dio sia gloria
    al Figlio unigenito
    insieme al Paraclito
    nei secoli dei secoli.
    Amen.

    Questo video fa ascoltare la semplice melodia su cui si può cantare


    Naturalmente si può usare la melodia dell'Inno di Avvento. Si può utilizzare anche quella del Corale "O Heiland, reiss die Himmel auf".
    Entrambe le trovate nel post dell'Inno di Avvento "Conditor alme siderum".

    Fonte:
    Cantuale Antonianum: Melodie dell'Avvento 1: Conditor alme siderum http://www.cantualeantonianum.com/20...#ixzz3tMgkiyrq

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