Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Inni liturgici - Traduzione ritmica, cantabile

  1. #31
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    Christe, Redemptor omnium

    Inno per il Tempo di Natale del rito romano sino alla Solennità dell'Epifania esclusa, ai Vespri.

    Testo latino

    Christe, Redémptor ómnium,
    ex Patre, Patris Unice,
    solus ante princípium
    natus ineffabíliter,

    Tu lumen, tu splendor Patris,
    tu spes perénnis ómnium,
    inténde quas fundunt preces
    tui per orbem sérvuli.

    Salútis auctor, récole
    quod nostri quondam córporis,
    ex illibáta Vírgine
    nascéndo, formam súmpseris.

    Hic præsens testátur dies,
    currens per anni círculum,
    quod solus a sede Patris
    mundi salus advéneris;

    Hunc cælum, terra, hunc mare,
    hunc omne quod in eis est,
    auctórem advéntus tui
    laudat exsúltans cántico.

    Nos quoque, qui sancto tuo
    redémpti sumus sánguine,
    ob diem natális tui
    hymnum novum concínimus.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui natus es de Vírgine,
    cum Patre et almo Spíritu,
    in sempitérna sæcula.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    O Redentore amabile,
    che il Padre sommo genera
    uguale nella gloria,
    prima degli astri fulgidi.

    Splendor del Padre vivido,
    speranza intramontabile,
    ascolta chi ti supplica
    da tutto l'orbe, fervido.

    Ricorda che da Vergine
    nascesti un giorno povero,
    e ti velasti umile,
    d'umana carne fragile.

    Il mondo tutto celebra,
    in ricorrente giubilo,
    il Verbo dell'Altissimo
    che nasce per redimerci.

    La terra e gli astri lucidi
    un inno nuovo cantano:
    dal giorno tuo salvifico
    novella vita attingono.

    E noi, che l'onda vivida
    del sangue tuo purifica,
    nel tuo Natale splendido,
    d'amor leviamo un cantico.

    A te, Gesù, sia gloria,
    che nato sei da Vergine;
    col Padre e con lo Spirito
    per gl'infiniti secoli.
    Amen
    Traduzione letterale

    O Cristo, Redentore di tutti,
    unico nato dal Padre prima del principio,
    in modo inspiegabile,
    Unigenito del Padre,

    Tu lume, tu splendore del Padre,
    tu speranza perenne di tutti,
    ascolta le preghiere che i tuoi servi
    effondono su tutta la terra.

    Artefice della salvezza,
    considera che un tempo
    assumesti la forma del nostro corpo,
    nascendo da una vergine inviolata.

    Questo giorno presente attesta,
    ricorrendo una volta ogni anno,
    che [tu] solo venisti come salvezza
    del mondo dalla dimora del Padre;

    Il cielo, la terra, il mare
    e tutto ciò che è in essi lodano,
    esultando nel canto,
    questo artefice della tua venuta [il Padre].

    Anche noi, che siamo stati redenti
    dal tuo santo sangue, insieme
    cantiamo un nuovo inno,
    per il giorno della tua nascita.

    A te sia gloria, Gesù,
    che nascesti dalla Vergine,
    con il Padre e lo Spirito che dà vita,
    per i secoli eterni.
    Amen.


    La Traduzione ritmica è quella riportata nel volume "I Canti della Fede", Edizione Carrara per le diocesi lombarde.

    La melodia originale si può ascoltare qui:
    https://www.youtube.com/watch?v=cvLNiRBT_oY
    Ultima modifica di Ambrosiano; 23-01-2016 alle 17:39

  2. #32
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    Pange, lingua, gloriósi prœlium certáminis

    Inno usato nella Settimana Santa. Qui lo si riporta nella sua completezza, ma nelle celebrazioni liturgiche viene suddiviso in più parti:

    • all'Ufficio delle Letture vengono cantate le strofe: 1, 2, 3, 4, 6, 11
    • alle Lodi vengono cantate le strofe: 7, 8, 9, 10, 11
    • può essere cantato anche in forma responsoriale usando come ritornello alternativamente i primi 4 versi e gli ultimi due versi della strofa 8


    La strofa N. 5 è riportata per completezza, ma è scomparsa dalle ultime edizioni a stampa di questo inno.

    Testo latino

    1- Pange, lingua, gloriósi
    prœlium certáminis,
    et super crucis tropæo
    dic triúmphum nóbilem,
    quáliter redémptor orbis
    immolátus vícerit.

    2- De paréntis protoplásti
    fraude factor cóndolens,
    quando pomi noxiális
    morte morsu córruit,
    ipse lignum tunc notávit,
    damna ligni ut sólveret.

    3- Hoc opus nostræ salútis
    ordo depopóscerat,
    multifórmis perditóris
    arte ut artem fálleret,
    et medélam ferret inde,
    hostis unde læserat.

    4- Quando venit ergo sacri
    plenitúdo témporis,
    missus est ab arce Patris
    Natus, orbis cónditor,
    atque ventre virgináli
    carne factus pródiit.

    5- Vagit infans inter arcta
    conditus praesepia:
    membra pannis involuta
    Virgo Mater alligat:
    et manus pedesque et crura
    stricta cingit fascia.

    6- Lustra sex qui iam perácta
    tempus implens córporis,
    se volénte, natus ad hoc,
    passióni déditus,
    agnus in crucis levátur
    immolándus stípite.

    7- En acétum, fel, arúndo,
    sputa, clavi, láncea;
    mite corpus perforátur,
    sanguis, unda prófluit;
    terra, pontus, astra,
    mundus quo lavántur flúmine!

    8- Crux fidélis, inter omnes
    arbor una nóbilis!
    Nulla talem silva profert
    flore, fronde, gérmine.
    Dulce lignum, dulci clavo
    dulce pondus sústinens!

    9- Flecte ramos, arbor alta,
    tensa laxa víscera,
    et rigor lentéscat ille
    quem dedit natívitas,
    ut supérni membra regis
    miti tendas stípite.

    10- Sola digna tu fuísti
    ferre sæcli prétium,
    atque portum præparáre
    nauta mundo náufrago,
    quem sacer cruor perúnxit
    fusus Agni córpore.

    11- Æqua Patri Filióque,
    ínclito Paráclito,
    sempitérna sit beátæ
    Trinitáti glória,
    cuius alma nos redémit
    atque servat grátia.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    1- Canta o cuore il sacrificio
    di Gesù sul Golgota:
    egli ottiene sulla Croce
    un trionfo splendido;
    l'immolato Redentore
    vittorioso domina.

    2- Colse Adamo il frutto amaro
    dalla pianta perfida;
    e la pena della morte
    quella colpa merita;
    ora sul divino legno
    Cristo sconta il debito.

    3- Fu la mente del Creatore
    a pensar quest'opera:
    del nemico le arti stesse
    contro lui ritorcere;
    là dov'egli inferse i colpi
    il rimedio porgere.

    4- Quando giunse il tempo sacro
    di salvare gli uomini,
    fu mandato a noi dal Padre
    proprio l'Unigenito,
    che da un grembo verginale
    volle in terra nascere.

    5- Piange il bimbo nel presepio,
    luogo oscuro e povero;
    è ravvolto in pochi panni
    dalla Madre vergine:
    mani e piedi del Signore
    or le fascie avvolgono.

    6- Cristo vive per trent'anni
    una vita semplice;
    poi va incontro alla Passione
    per sua scelta libera,
    e l'agnello che s'immola
    sale sul patibolo.

    7- Ecco: fiele, aceto, canna,
    spine, chiodi, spasimi.
    Or la lancia fora il cuore:
    acqua e sangue scorrono;
    con quell'onda l'universo
    tutto si purifica.

    8- O fedele santa Croce,
    tronco nobilissimo!
    Mai produsse alcuna selva
    una pianta simile.
    Dolce legno che coi chiodi
    reggi il corpo amabile!

    9- Piega i rami, o santa Croce,
    non tenerli rigidi.
    Si rallenti quel rigore
    dato dall'origine:
    le regali membra porta
    con amor benevolo.

    10- Fosti degna d'innalzare
    la divina Vittima;
    ed il porto più sicuro
    offri al mondo naufrago:
    tu del sangue dell'Agnello
    ti presenti rorida.

    11- Gloria al Padre, gloria al Figlio
    col divino Spirito;
    al Dio vivo in tre persone
    lode senza termine:
    ci redime con amore
    dato senza limiti.
    Amen
    Traduzione letterale

    1- Canta, o lingua, la lotta
    del combattimento glorioso
    e racconta del nobile trionfo
    sul trofeo della croce,
    di come il redentore del mondo,
    immolato, abbia vinto.

    2- Addolorato per il peccato
    del progenitore, sua creatura,
    quando cadde nella rovina della morte,
    mangiando il frutto proibito,
    allora il creatore stesso destinò un legno,
    per porre rimedio ai danni venuti dal legno.

    3- Il piano della nostra salvezza
    aveva richiesto questo passaggio,
    per vanificare con astuzia,
    l’astuzia del multiforme corruttore [Satana]
    e per portare un rimedio
    proprio di là da dove il nemico aveva colpito.

    4- Quando, dunque, venne
    la pienezza del sacro tempo,
    fu inviato, dalla rocca del Padre,
    il Figlio creatore del mondo,
    che, fattosi carne,
    fu partorito da un ventre verginale.

    5- Piange il bimbo deposto
    nella piccola mangiatoia;
    la vergine Madre fascia
    le sue membra avvolgendole in panni:
    le fascie cingono strettamente
    le mani, i piedi e le gambe.

    6- E questi, trascorsi ormai sei lustri,
    percorrendo sino alla fine
    il tempo della [sua] vita umana,
    consegnandosi spontaneamente alla passione,
    è sollevato sulla croce
    come un agnello da immolare su un ceppo.

    7- Ecco aceto, fiele, canna,
    sputi, chiodi, lancia;
    il corpo mansueto è perforato
    e ne scaturiscono sangue ed acqua;
    la cui corrente lava la terra,
    il mare, le stelle, il mondo!

    8- Croce fedele, nobile albero,
    unico tra tutti!
    Nessun bosco ne offre uno simile
    per fiore, fogliame, germoglio.
    Dolce legno, dolce palo,
    che porti un dolce peso!

    9- Piega i rami, alto albero,
    rilascia le [tue] fibre distese
    e si pieghi quella rigidità,
    che avesti dalla nascita,
    per concedere alle membra
    del re celeste un tronco tenero.

    10- Tu sola fosti degna
    di portare il riscatto della stirpe [umana]
    e di preparare un porto all'umanità,
    [ridotta come un] navigante naufrago,
    Croce che il sangue sacro,
    effuso dal corpo dell’Agnello, ha unto.

    11- Al Padre e al Figlio
    e all’illustre Paraclito,
    sia un’eguale e sempiterna gloria,
    alla beata Trinità,
    la cui grazia vivificante
    ci ha redento e ci preserva.
    Amen.


    La Traduzione ritmica è quella riportata nel volume "I Canti della Fede", Edizione Carrara per le diocesi lombarde.

    Si può cantare sulla melodia che si ascolta qui al minuto 3.50:
    https://www.youtube.com/watch?v=17yuPvnCF40
    Ultima modifica di Ambrosiano; 23-01-2016 alle 17:38

  3. #33
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    Lauda, Sion, Salvatorem

    Questa è una versione abbreviata della celebre sequenza per il Corpus Domini; può essere proficuamente usato nella festa di Cristo Re.

    Testo latino

    Lauda, Sion, Salvatorem,
    lauda ducem et pastorem,
    in hymnis et canticis.

    Rit.
    Sit laus plena, sit sonora,
    sit jucunda, sit decora
    mentis jubilatio.
    Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat! (bis)

    Ecce panis angelorum
    factus cibus viatorum:
    non mittendus canibus.

    Rit.

    Bone pastor, panis vere,
    tu nos bona fac videre,
    in terra viventium.

    Rit.
    Traduzione ritmica

    Loda, o Chiesa, il Salvatore
    la tua guida, il tuo pastore,
    con inni e con cantici.

    Rit.
    Lode piena, risuonante,
    gioia nobile e festante
    sgorghi dallo spirito.
    Cristo vince, Cristo regna, Cristo domina! (bis)

    Ecco il vivo pan del cielo
    in cui Cristo sotto un velo
    a noi si comunica.

    Rit.

    Buon pastore, pane vero,
    del tuo corpo col mistero,
    al premio tu guidaci.

    Rit.
    Traduzione letterale

    Sion, loda il Salvatore
    la tua guida, il tuo pastore,
    con inni e cantici.

    Rit.
    Lode piena e risonante,
    gioia nobile e serena
    sgorghi dallo spirito.
    Cristo vince, Cristo regna, Cristo domina

    Ecco il pane degli angeli,
    pane dei pellegrini,
    non va gettato ai cani.

    Rit.

    Buon Pastore, vero pane,
    portaci ai beni eterni
    nella terra dei vivi.

    Rit.



    La Traduzione ritmica è quella riportata nel volume "I Canti della Fede", Edizione Carrara per le diocesi lombarde.

    Si canta sulla melodia di F. Caudana:
    https://www.youtube.com/watch?v=1wgCTvi5j6U

  4. #34
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    Ave maris Stella

    Nel rito romano questo Inno può essere usato in tutte le Solennità e Feste della Madonna (ma per l'Addolorata si usi lo "Stabat mater").

    Testo latino

    Ave, maris stella,
    Dei mater alma,
    atque semper virgo,
    felix cæli porta.

    Sumens illud «Ave»
    Gabriélis ore,
    funda nos in pace,
    mutans Evæ nomen.

    Solve vincla reis,
    profer lumen cæcis,
    mala nostra pelle,
    bona cuncta posce.

    Monstra te esse matrem,
    sumat per te precem
    qui pro nobis natus
    tulit esse tuus.

    Virgo singuláris,
    inter omnes mitis,
    nos culpis solútos
    mites fac et castos.

    Vitam præsta puram,
    iter para tutum,
    ut vidéntes Iesum
    semper collætémur.

    Sit laus Deo Patri,
    summo Christo decus,
    Spirítui Sancto
    honor, tribus unus.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    Ave, chiara stella,
    sopra il mare bella;
    Madre a Dio beata,
    tutta immacolata.

    L'angelo soave
    ti saluta: ave!
    Eva dà la morte,
    tu ci dai la pace.

    Sciogli le catene
    del peccato infame;
    allontana il male,
    colmaci di bene.

    Mostra che sei Madre:
    oda il nostro pianto
    chi per noi dal cielo
    scese nel tuo seno.

    Donna singolare,
    ti vogliamo amare;
    rendi mite il cuore,
    casto nell'amore.

    Dona vita pura,
    nel cammin sicura;
    di Gesù il sorriso
    svela in paradiso.

    All'eterno Dio,
    Padre, Figlio e Amore,
    innalziam la lode
    degna con Maria.
    Amen
    Traduzione letterale

    Ave, stella del mare,
    alma Madre di Dio,
    Madre sempre Vergine,
    prospera porta del cielo.

    Accogliendo l’ave
    dalla bocca di Gabriele,
    rendici saldi nella pace,
    e cambia la sorte di Eva.

    Spezza i legami ai rei,
    porta la luce ai ciechi,
    allontana i nostri mali,
    chiedi (per noi) ogni bene.

    Mostra di essere Madre,
    accolga per Te le preghiere
    Colui che nato per noi
    volle essere tuo.

    O Vergine singolare,
    la più mite di tutte,
    fa’ mansueti e puri noi
    sciolti dai vincoli del peccato.

    Donaci una vita pura,
    prepara un cammino sicuro,
    affinché, vedendo Gesù,
    possiamo esser sempre lieti.

    Sia lode a Dio Padre,
    sia onore all’eccelso Cristo,
    (sia) onore allo Spirito Santo,
    un medesimo (onore) ai Tre.
    Amen.

    (La traduzione ritmica è quella riportata da "I Canti della Fede - Edizione per le diocesi lombarde")
    (La traduzione letterale è stata curata dalle Benedettine dell'Adorazione perpetua del Monastero SS. Annunziata di Alatri).

    In questo video si può ascoltare la melodia originale gregoriana.
    https://www.youtube.com/watch?v=NOipola4doE

    Naturalmente anche quest'Inno si può cantare con altre melodie.
    Ad esempio in altra discussione ho postato questo esempio di melodia popolare:
    https://youtu.be/lJzhmwEpdXw

  5. #35
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    Victimae paschali laudes

    Sequenza del rito romano per la Solennità di Pasqua.

    Testo originale Versione ritmica Versione CEI
    Victimæ paschali laudes
    immolent Christiani.
    Vittima di Pasqua, accogli
    l'inno dei cristiani.
    Alla vittima pasquale, s'innalzi
    oggi il sacrificio di lode.
    Agnus redemit oves:
    Christus innocens Patri
    reconciliavit peccatores.
    L'Agnello salva il gregge:
    Cristo puro al Signore
    ha riconciliato il peccatore.
    L'Agnello ha redento il suo gregge,
    l'Innocente ha riconciliato
    noi peccatori col Padre.
    Mors et Vita duello
    conflixere mirando:
    Dux Vitæ mortuus,
    regnat vivus.
    La morte con la vita,
    in tremendo duello:
    il re della vita
    morendo regna.
    Morte e vita si sono affrontate
    in un prodigioso duello.
    Il Signore della vita era morto;
    ma ora, vivo, trionfa.
    Dic nobis, Maria,
    quid vidisti in via?
    Vuoi dirci, Maria,
    che vedesti per via?
    «Raccontaci, Maria,
    che hai visto sulla via?»
    Sepulcrum Christi viventis,
    et gloriam vidi resurgentis.
    La tomba di Cristo vivo,
    la gloria vidi del Risorto.
    «La tomba del Cristo vivente,
    la gloria del Cristo risorto,
    Angelicos testes,
    sudarium et vestes.
    Testimoni celesti
    il sudario e le vesti.
    e gli angeli suoi testimoni,
    il sudario e le vesti.
    Surrexit Christus spes mea:
    præcedet suos in Galilaeam.
    Risorto è Cristo, mia gioia;
    precede i suoi in Galilea.
    Cristo, mia speranza, è risorto:
    precede i suoi in Galilea».
    Scimus Christum surrexisse
    a mortuis vere:
    Tu nobis, victor Rex,
    miserere.
    Or siamo certi che Cristo
    risorto è da morte.
    E tu, re vincitor,
    perdona a noi.
    Sì, ne siamo certi:
    Cristo è davvero risorto.
    Tu, Re vittorioso,
    abbi pietà di noi.

    Traduzione ritmica tratta da I Canti della Fede (Edizioni Carrara per le diocesi lombarde, 1972).

    Questa è la melodia gregoriana:
    https://www.youtube.com/watch?v=JebnCOkMf8M

  6. #36
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    Veni Sancte Spiritus

    Sequenza del rito romano per la Solennità di Pentecoste.

    Testo originale Versione ritmica Versione CEI
    Veni, Sancte Spíritus,
    et emítte cǽlitus
    lucis tuæ rádium.
    Vieni, Santo Spirito,
    e dal cielo inondaci,
    con la luce vivida.
    Vieni, Santo Spirito,
    manda a noi dal cielo
    un raggio della tua luce.
    Veni, pater páuperum,
    veni, dator múnerum,
    veni, lumen córdium.
    Padre sei dei poveri
    donator benefico,
    luce degli spiriti.
    Vieni, padre dei poveri,
    vieni, datore dei doni,
    vieni, luce dei cuori.
    Consolátor óptime,
    dulcis hospes ánimæ,
    dulce refrigérium.
    Consolante balsamo,
    ospite dell’anima,
    dolce refrigerio.
    Consolatore perfetto,
    ospite dolce dell'anima,
    dolcissimo sollievo.
    In labóre réquies,
    in æstu tempéries,
    in fletu solácium.
    La fatica attenua,
    la calura mitiga,
    il dolore allevia.
    Nella fatica, riposo,
    nella calura, riparo,
    nel pianto, conforto.
    O lux beatíssima,
    reple cordis íntima
    tuórum fidélium.
    Luce beatissima,
    nelle menti penetra
    del tuo santo popolo.
    O luce beatissima,
    invadi nell'intimo
    il cuore dei tuoi fedeli.
    Sine tuo númine,
    nihil est in hómine
    nihil est innóxium.
    Senza la tua opera
    nulla c’è nell’intimo,
    nulla d’incolpevole.
    Senza la tua forza,
    nulla è nell'uomo,
    nulla senza colpa.
    Lava quod est sórdidum,
    riga quod est áridum,
    sana quod est sáucium.
    Lava ciò che è sordido,
    bagna ciò che è arido,
    sana ciò che sanguina.
    Lava ciò che è sordido,
    bagna ciò che è arido,
    sana ciò che sanguina.
    Flecte quod est rígidum,
    fove quod est frígidum,
    rege quod est dévium.
    Piega ciò che è rigido,
    scalda ciò che è gelido,
    se deviamo guidaci.
    Piega ciò che è rigido,
    scalda ciò che è gelido,
    drizza ciò ch'è sviato.
    Da tuis fidélibus,
    in te confidéntibus,
    sacrum septenárium.
    Sui fedeli supplici
    che in te confidano,
    i tuoi doni scendano.
    Dona ai tuoi fedeli
    che solo in te confidano
    i tuoi santi doni.
    Da virtútis méritum,
    da salútis éxitum,
    da perénne gáudium.
    Dà col bene il merito,
    dà salvezza all’anima,
    dà l’eterno gaudio.
    Dona virtù e premio,
    dona morte santa,
    dona gioia eterna.

    Traduzione ritmica presa da "I Canti della Fede - Edizione per le Diocesi lombarde).

    La melodia gregoriana si può ascoltare qui:
    https://www.youtube.com/watch?v=Z6hqAfsHURo
    Ultima modifica di Ambrosiano; 01-02-2016 alle 22:41

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