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Discussione: Esercizi spirituali di inizio Quaresima per il Papa e la Curia Romana

  1. #21
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    Wojtyla e la santità nella Quaresima della Curia romana
    Da domani fino a sabato prossimo gli esercizi spirituali per Benedetto XVI e i suoi collaboratori
    Il tema: Giovanni Paolo II e la teologia dei santi


    DA ROMA GIANNI CARDINALE

    « La luce di Cristo nel cuore della Chiesa. Giovanni Paolo II e la teologia dei santi». È questo il tema dei tradizionali esercizi spirituali di Quaresima con il Papa e la Curia Romana che iniziano domani sera in Vaticano e che quest’anno vengono tenuti dal carmelitano scalzo padre Francois-Marie Léthel, francese, prelato segretario della Pontificia Accademia di teologia. L’appuntamento è per le 18 di domani nella Cappella «Redemptoris Mater» del Palazzo Apostolico, con la celebrazione dei Vespri, la meditazione introduttiva, l’adorazione e la benedizione eucaristica.

    Ogni giornata poi sarà scandita dalla celebrazione delle Lodi, dell’Ora Terza e dei Vespri, cui si aggiungeranno tre meditazioni del predicatore, e si concluderà con l’adorazione e la benedizione Eucaristica. L’ultima giornata, sabato 19 marzo, che coincide con la solennità liturgica di san Giuseppe, verranno celebrate le Lodi seguite dalla meditazione conclusiva. Come sempre durante la prossima settimana quindi risulteranno sospese tutte le udienze pontificie, compresa quella generale del mercoledì.

    Come ha spiegato lo stesso padre Léthel il tema scelto si trova ad essere una ideale preparazione alla beatificazione di papa Wojtyla fissata per la prossima domenica 1° maggio. Un pontefice, Giovanni Paolo II, che «è stato inseparabilmente un pastore, un missionario, un mistico, un pensatore e un poeta». Un Pontefice «formato alla scuola dei santi», considerati «non solo come esempi di perfezione cristiana, ma come i migliori teologi, cioè conoscitori di Dio, anche se non avevano studiato la teologia accademica». E che ha come successore Benedetto XVI , il quale «non ha smesso di sviluppare questa teologia dei santi in modo continuo nelle sue catechesi al Popolo di Dio, ma anche proponendola ai teologi e ai sacerdoti ». E saranno quindi proprio i santi, con una particolare attenzione alle donne sante, i protagonisti delle meditazioni che verranno sviluppate durante la settimana.

    Lunedì padre Léthel parlerà de «La grande scienza dei santi (san Luigi Maria de Monfort) in Cielo come in Terra»; del Totus Tuus cristocentrico e mariano di Karol Wojtyla, come filo conduttore di tutta la sua vita; de «Lo splendore della carità, della fede e della speranza vissute da Giovanni Paolo II con Maria Santissima». Martedì de «La dottrina di san Luigi Maria de Monfort»; di santa Teresa di Lisieux «come esperta della scientia amoris »; del cristocentrismo di Teresa. Mercoledì padre Léthel, da buon carmelitano, approfondirà ulteriormente la figura di santa Teresina e parlerà di sant’Anselmo d’Aosta, «Dottore della scientia fidei ». Giovedì sarà la volta di San Tommaso d’Aquino, «Dottore della scientia fidei come theologia Lucis»; di santa Caterina da Siena, «nel suo impegno per la riforma della Chiesa, profondamente ferita dal peccato delle sue membra» e di santa Giovanna d’Arco «nella sua passione e morte per colpa di sacerdoti e teologi». Venerdì verrà ricordato il grande scrittore cristiano Charles Péguy autore di una vera e propria «teologia poetica della comunione dei santi e della speranza»; nonché le figure di due laiche, una sulla via degli altari, Concepción Cabrera de Armida, mistica e madre di famiglia dichiarata venerabile da Giovanni Paolo II nel 1999, l’altra già arrivata: Chiara Luce Badano, morta a 18 anni nel 1990, prima beata del Movimento dei Focolari. Sabato l’ultima meditazione, dedicata a san Giuseppe «Sposo di Maria e patrono della Chiesa», nella luce di santa Teresa d’Avila, Dottore della Chiesa, e del venerabile Giuseppe Quadrio, sacerdote e teologo salesiano, la cui figura venne evocata anche lo scorso anno nel corso degli esercizi predicati dal confratello don Enrico dal Covolo, oggi vescovo. Di solito poi, alla fine degli esercizi, è previsto che il Papa rivolga un breve saluto di ringraziamento al predicatore.


    fonte: Avvenire, 12/03/2011
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    (San Giovanni Paolo II, Omelia per l'inizio del Pontificato, 22 ottobre 1978)

  2. #22
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    Léthel, un carmelitano scalzo teologo francese di 63 anni


    Il padre carmelitano Francois-Marie Léthel (nella foto), che predicherà gli esercizi spirituali al Papa e alla Curia romana da domani al 19 marzo, è professore di dogmatica e spiritualità alla Pontificia Facoltà teologica Teresianum. Consultore della Congregazione delle cause dei santi, dal 2008 è prelato segretario della Pontificia Accademia di teologia. Nato a Parigi 63 anni fa, è dottore in teologia, laureato in filosofia e autore di numerosi libri, tra cui un’opera sui santi «Connaître l’Amour du Christ qui surpasse toute connaisance - La théologie des saints» (Venasque, 1989, ed. du Carmel). Léthel non è il primo carmelitano scalzo a predicare. Nel 1975 Paolo VI chiamò l’allora arcivescovo di Bari Anastasio Alberto Ballestrero, che era stato superiore generale dell’ordine e che successivamente fu cardinale arcivescovo di Torino. (G.C.)


    fonte: Avvenire, 12/03/2011
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  3. #23
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    INIZIO DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI IN VATICANO ALLA PRESENZA DEL SANTO PADRE , 13.03.2011

    Alle ore 18 di oggi, I Domenica di Quaresima, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano iniziano gli Esercizi Spirituali, ai quali partecipa il Santo Padre Benedetto XVI.

    Le meditazioni sul tema: La luce di Cristo nel cuore della Chiesa - Giovanni Paolo II e la teologia dei Santi, saranno dettate da Padre François-Marie Léthel, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, Professore alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum e Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia.

    Gli Esercizi, che si concluderanno sabato mattina 19 marzo, avranno il seguente svolgimento:

    Domenica 13 febbraio, alle ore 18: Esposizione Eucaristica, Celebrazione dei Vespri, Meditazione introduttiva, Adorazione e Benedizione Eucaristica.

    Nei giorni successivi, alle ore 9.00: Celebrazione delle Lodi. Meditazione. Alle ore 10.15: Celebrazione dell’Ora Terza, Meditazione. Alle ore 17: Meditazione. Alle ore 17.45: Celebrazione dei Vespri, Adorazione e Benedizione Eucaristica.

    Sabato 19 marzo, alle ore 9: Celebrazione delle Lodi e Meditazione conclusiva.

    Nella settimana degli Esercizi Spirituali sono sospese tutte le udienze, compresa l’Udienza Generale di mercoledì 16 marzo.

    [00376-01.01]

    [B0151-XX.02]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  4. #24
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    Seconda giornata di esercizi spirituali quaresimali in Vaticano. L'intervista al predicatore, padre Léthel

    Benedetto XVI e la Curia Romana sono impegnati oggi nella seconda giornata di esercizi spirituali della Quaresima. Una giornata caratterizzata da temi mariani, ma non solo, in rapporto a Giovanni Paolo II. Il titolo della prima delle tre riflessioni proposte dal predicatore – il carmelitano scalzo padre François-Marie Léthel – recita così “La grande scienza dei santi” (S. Luigi Maria de Monfort) in Cielo come in Terra: Scientia beata, scientia fidei, scientia amoris (dalla Fides et Ratio alla Novo Millennio Ineunte). La seconda meditazione riguarderà il Totus Tuus cristocentrico e mariano di Karol Wojtyła, come filo conduttore di tutta la sua vita (Gv 19, 25-27 e Lettera ai Religiosi e alle Religiose delle Famiglie Monfortane dell’8 dicembre 2003), mentre La terza meditazione tratterà dello splendore della carità, della fede e della speranza vissute da Giovanni Paolo II con Maria Santissima. Durante la settimana di esercizi spirituali, che termineranno sabato prossimo, sono sospese tutte le udienze del Papa, compresa l'udienza generale del mercoledì. Amedeo Lomonaco ha chiesto a padre Léthel con quale spirito si sia preparato per questi esercizi spirituali:

    R. - Mi sono immerso nella preghiera, ho detto di sì. Il grande avvenimento era la Beatificazione di Giovanni Paolo II, e dunque dovevo impostare questo corso di esercizi come una preparazione spirituale alla Beatificazione di Giovanni Paolo II. Per me, dunque, questa è una missione, una cosa che viene da Dio. Mi sento molto piccolo dinanzi a questo, ma mi affido al Signore ed anche alla Madonna.

    D. – Perché ha scelto come tema degli esercizi “La luce di Cristo nel cuore della Chiesa, Giovanni Paolo II e la teologia dei Santi”?

    R. - Da tanti anni studio i Santi. Questo tema della santità è da sempre stato al centro di tutta la mia ricerca teologica. I Santi sono i grandi testimoni della santità della Chiesa e dunque, attraverso la loro testimonianza, la loro riflessione, la loro esperienza, risplende la luce di Cristo. Giovanni Paolo II è il Papa della santità e la sua Beatificazione è il riconoscimento ufficiale della sua santità. E’ il Papa che ha proclamato più Santi e Beati. E’ il Pontefice che ha presentato i Santi non solo come esempi di perfezione cristiana, ma anche come teologi nel senso più alto, come conoscitori di Dio. Li ha presentati come portatori, nel mondo di oggi, di questa luce di Cristo.

    D. - Come si svilupperanno le sue meditazioni?

    R. - Già la Tipografia vaticana ha preparato, per i partecipanti, un libretto molto bello ed ha messo sulla copertina un dipinto del Beato Angelico, che rappresenta il girotondo dei Santi. I Santi del cielo si danno la mano l’un l’altro. Per me quest’immagine è l’icona di questi esercizi. Si parte quindi da Giovanni Paolo II: è lui che, nella grazia della sua Beatificazione, guida questo girotondo e dà immediatamente la mano ai due Santi più legati a lui. Innanzitutto a San Luigi Maria Grignion di Montfort, che ha ispirato il suo “Totus Tuus”. Subito dopo dà la mano a Santa Teresa di Lisieux, che Giovanni Paolo II aveva proclamato “Dottore”, esperta della scienza dell’amore. Santa Teresa di Lisieux dà la mano ai due grandi Dottori della scienza della fede, che sono Anselmo e Tommaso, che Giovanni Paolo II citava nella “Fides et Ratio”. Ho voluto anche integrare con due Sante della fine del Medioevo: Santa Caterina da Siena e Santa Giovanna d’Arco che hanno vissuto un momento molto drammatico per il mondo e per la Chiesa. C’erano allora tanti problemi, tante ferite. Ci saranno poi due laiche: la venerabile Concita Armida de Cabrera, una grande mistica, e la Beata Chiara Luce Badano, morta nel 1990, che è anche la prima Beata del Movimento dei Focolari. Finiremo con la Festa di San Giuseppe, il 19 marzo. L’ultima meditazione è proprio dedicata a San Giuseppe, il patrono del Battesimo del Papa. Il girotondo si concluderà con lui.

    D. - Quanto è importante questa sua esperienza per la comunità dei Carmelitani scalzi?

    R. - Questa scelta del Papa di certo mi ha toccato personalmente, ma è stata anche motivo di grande gioia per i miei confratelli. E’ dunque una cosa che viviamo in comunità. Tutto l’Ordine del Carmelo, le Carmelitane, pregano per il Papa ma anche per il predicatore carmelitano. E’ una cosa che coinvolge veramente tutta la famiglia carmelitana.

    D. - Coinvolge tutta la famiglia carmelitana e coinvolge tutta la comunità di fedeli. Cosa augura ai fedeli per questa Quaresima 2011?

    R. - Auguro di prendere una più viva coscienza della loro vocazione alla santità. Troppe volte i fedeli pensano che i Santi siano un po’ come gli extraterrestri, cioè persone senza difetti, mentre invece non è così. I Santi erano persone come noi, con i loro limiti, le proprie ferite, avevano commesso anche loro dei peccati, ma ad un certo punto hanno deciso di seguire Gesù fino in fondo. Questo è ciò che auguro a tutto il popolo di Dio, per prepararsi anche a questo grande avvenimento che sarà davvero un qualcosa di grande per tutti: la Beatificazione di Giovanni Paolo II. Ci si deve preparare prendendo più coscienza della vocazione personale alla santità e facendo dei passi avanti nella preghiera, nella vita cristiana, nella carità verso gli altri. (vv)


    fonte: Radio Vaticana
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  5. #25
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    CONCLUSIONE DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI DELLA CURIA ROMANA , 19.03.2011

    Alle ore 9 di oggi, Solennità di San Giuseppe, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano, con il canto delle Lodi e la Meditazione finale, si sono conclusi gli Esercizi Spirituali alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI.
    Le meditazioni sono state dettate quest’anno da Padre François-Marie Léthel, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia e Professore alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum, ed hanno avuto per tema: La luce di Cristo nel cuore della Chiesa - Giovanni Paolo II e la teologia dei Santi.
    A conclusione degli Esercizi, il Papa ha rivolto ai presenti alcune parole.
    Subito dopo, nella Sala Clementina, i membri della Curia Romana hanno presentato al Santo Padre Benedetto XVI gli auguri per il Suo onomastico. L’indirizzo di omaggio è stato rivolto al Papa dal Card. Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio. Il Santo Padre ha concluso l’incontro con la Sua Benedizione.
    Pubblichiamo di seguito le parole che il Papa ha rivolto ai presenti a conclusione degli Esercizi Spirituali nella Cappella Redemptoris Mater:

    PAROLE DEL SANTO PADRE

    Cari Fratelli,
    caro Padre Léthel,

    alla fine di questo cammino di riflessione, di meditazione, di preghiera in compagnia dei Santi amici di Papa Giovanni Paolo II, vorrei dire di tutto cuore: Grazie a Lei, Padre Léthel, per la Sua guida sicura, per la ricchezza spirituale che ci ha donato. I Santi: Lei ce li ha mostrati come "stelle" nel firmamento della Storia e, con il Suo entusiasmo e la Sua gioia, Lei ci ha inserito nel girotondo di questi Santi e ci ha mostrato che proprio i Santi "piccoli" sono i Santi "grandi". Ci ha mostrato che la scientia fidei e la scientia amoris vanno insieme e si completano, che la ragione grande e il grande amore vanno insieme, anzi che il grande amore vede più della ragione sola.

    La Provvidenza ha voluto che questi Esercizi si concludano con la festa di San Giuseppe, mio Patrono personale e Patrono della Santa Chiesa: un umile santo, un umile lavoratore. che è stato reso degno di essere Custode del Redentore.

    San Matteo caratterizza san Giuseppe con una parola: "Era un giusto", "dikaios", da "dike", e nella visione dell’Antico Testamento, come la troviamo per esempio nel Salmo 1, "giusto" è l’uomo che è immerso nella Parola di Dio, che vive nella Parola di Dio, che vive la Legge non come "giogo", ma come "gioia", vive – potremmo dire – la Legge come "Vangelo". San Giuseppe era giusto, era immerso nella Parola di Dio, scritta, trasmessa nella saggezza del suo popolo, e proprio in questo modo era preparato e chiamato a conoscere il Verbo Incarnato - il Verbo venuto tra noi come uomo -, e predestinato a custodire, a proteggere questo Verbo Incarnato; questa rimane la sua missione per sempre: custodire la Santa Chiesa e il Nostro Signore.

    Ci affidiamo in questo momento alla sua custodia, preghiamo perché ci aiuti nel nostro umile servizio. Andiamo avanti con coraggio sotto questa protezione. Siamo grati per gli umili Santi, preghiamo il Signore affinché renda anche noi umili nel nostro servizio e così santi nella compagnia dei Santi.

    Ancora una volta grazie a Lei, P. Léthel, per la Sua ispirazione. Grazie!

    [00892-01.01] [Testo originale: Italiano]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  6. #26
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    LETTERA DEL SANTO PADRE AL REV.DO P. FRANÇOIS-MARIE LETHEL, O.C.D., PREDICATORE DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI , 19.03.2011

    Pubblichiamo di seguito il testo della Lettera che il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato al Rev.do P. P. François-Marie Léthel, O.C.D., Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia, al termine degli Esercizi Spirituali da lui predicati questa settimana in Vaticano per il Papa e la Curia Romana:

    LETTERA DEL SANTO PADRE

    Reverendo Padre
    FRANÇOIS-MARIE LETHEL, O.C.D.
    Prelato Segretario della Pontificia Accademia di Teologia


    Di vero cuore desidero esprimerLe la mia viva gratitudine per il prezioso servizio che Ella ha offerto a me ed ai miei collaboratori della Curia Romana predicando, nei giorni scorsi, gli Esercizi Spirituali. Anche grazie all’impegno da Lei posto in tale circostanza, siamo potuti entrare nel Tempo quaresimale così come la madre Chiesa, seguendo la divina Parola, ci richiede: facendoci più attenti alla voce del Signore.

    Motivo di speciale riconoscenza è l’itinerario che Lei, Reverendo Padre, ci ha fatto percorrere attraverso le meditazioni: un cammino spirituale ispirato dalla testimonianza del Venerabile mio predecessore Giovanni Paolo II, la cui prossima beatificazione ha suggerito il tema della santità, da approfondire mediante l’incontro con le figure vive di alcuni Santi e Sante, come stelle luminose ruotanti intorno al Sole che è Cristo, Luce del mondo. Con questa impostazione, Lei si è accordato molto bene al programma di catechesi da me svolto in questi anni durante le Udienze generali, con il proposito di far meglio conoscere e amare la Chiesa così come essa si mostra nella vita, nelle opere e negli insegnamenti dei Santi: a partire dagli Apostoli e attraverso la lunga schiera dei Padri e degli altri scrittori antichi, dei teologi e dei mistici dell’età medievale, con particolare attenzione ad un nutrito gruppo di donne, fino a riprendere la serie dei Dottori della Chiesa, che sto per completare. Questa linea di riflessione e di contemplazione sul mistero di Cristo riflesso, per così dire, nell’esistenza dei suoi più fedeli imitatori costituisce un elemento fondamentale che ho ereditato dal Papa Giovanni Paolo II e che ho portato avanti con piena convinzione e con grande gioia.

    So bene, caro Fratello, che il mio ringraziamento Lei lo intende come rivolto anche all’Ordine Carmelitano di cui fa parte. Apprezzo e condivido tale sentimento e lo estendo alla più vasta dimensione ecclesiale, poiché questo corso di Esercizi ci ha fatto sentire più che mai la Chiesa quale comunione dei santi. Alla Chiesa, animata dall’azione dello Spirito Santo, e alla sua Madre, la Beata Vergine Maria, vada la nostra riconoscenza. La Madonna e san Giuseppe, Sposo e Patrono della Chiesa universale, che oggi celebriamo e al quale Lei ha dedicato la meditazione di questa mattina, Le ottengano l’abbondanza dei doni celesti, in pegno dei quali Le imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica, che volentieri estendo a quanti Le sono cari.

    Dal Vaticano, 19 marzo 2011

    BENEDICTUS PP XVI

    [00394-01.01] [Testo originale: Italiano]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  7. #27
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    Stando a Vatican Insider, sarà il Card. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa, a predicare gli esercizi spirituali al Papa e alla Curia Romana.

    http://vaticaninsider.lastampa.it/ho...vatican-12451/
    Mens impletur gratia

  8. #28
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    INIZIO DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI IN VATICANO ALLA PRESENZA DEL SANTO PADRE , 26.02.2012

    Alle ore 18 di oggi, I Domenica di Quaresima, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano iniziano gli Esercizi Spirituali, ai quali partecipa il Santo Padre Benedetto XVI.

    Le meditazioni sul tema: La comunione del cristiano con Dio - «E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo» (1Gv 1,3), saranno dettate dal Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

    Gli Esercizi, che si concluderanno sabato mattina 3 marzo, avranno il seguente svolgimento:

    Domenica 26 febbraio, alle ore 18: Esposizione Eucaristica, Celebrazione dei Vespri, Meditazione introduttiva, Adorazione e Benedizione Eucaristica.

    Nei giorni successivi, alle ore 9.00: Celebrazione delle Lodi. Meditazione. Alle ore 10.15: Celebrazione dell’Ora Terza, Meditazione. Alle ore 17: Meditazione. Alle ore 17.45: Celebrazione dei Vespri, Adorazione e Benedizione Eucaristica.

    Sabato 3 marzo, alle ore 9: Celebrazione delle Lodi e Meditazione conclusiva.

    Nella settimana degli Esercizi Spirituali sono sospese tutte le udienze, compresa l’Udienza Generale di mercoledì 29 febbraio.

    [00275-01.01]

    [B0121-XX.01]


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  9. #29
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    Esercizi spirituali in Vaticano. Il cardinale Pasinya: riflettiamo sul valore della comunione nella Chiesa

    La comunione con Dio, da cui la Chiesa ottiene “misericordia” e una “guida amorevole”: su queste due piste si è articolata questa mattina la doppia meditazione degli esercizi spirituali quaresimali, che Benedetto XVI e la Curia Romana stanno vivendo da domenica scorsa. A predicare gli esercizi quest’anno è il cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa, che ha scelto come testo-guida la prima Lettera di San Giovanni. Il porporato spiega il perché al microfono di Alessandro De Carolis:

    R. – Ho visto che San Giovanni riserva molta attenzione alla comunione nella Chiesa, sia alla comunione dei fedeli con gli Apostoli, che dei fedeli con Dio e degli Apostoli con Dio. Mi sono detto: è un tema interessante che vale sempre, perché all’interno di questo tema si parla di tutti i problemi che la Chiesa primitiva ha incontrato e che noi oggi possiamo incontrare. Mi riferisco alla rottura della comunione nella Chiesa: la rottura della comunione per mancanza di fede, la rottura della comunione per mancanza di carità, la rottura della fede perché non si segue l’insegnamento degli Apostoli. E vedendo come Giovanni tratta il tema già in partenza, in maniera così solenne – “ciò che abbiamo visto, ciò che abbiamo udito noi ve l’annunciamo perché siate in comunione con noi” – questo modo di presentare le cose mostra quale importanza Giovanni riconosca a questo aspetto. E infatti, all’inizio della Chiesa c’erano persone che non credevano in Gesù, come anche oggi ci sono persone che non credono in Gesù: non credono che Gesù sia il Messia, non credono che Gesù si sia incarnato. Vediamo che Giovanni incomincia a contattare coloro che non credono che Gesù sia venuto e dice: “Erano tra di noi, ma sono usciti”. Anche adesso abbiamo di quelle comunità che erano con noi e che sono uscite: tutte quelle piccole comunità che da noi si chiamano “chiese del risveglio”, oppure i fondamentalisti, ecc... tutta questa realtà è toccata dal testo di San Giovanni. Il quale, alla fine, incomincia a parlare della fede in Gesù Cristo, della comunione con Dio e, nel frattempo, indica i criteri per essere in comunione con Dio. Quindi, oggi stesso abbiamo interesse a rivedere queste cose.

    D. – In che modo le parole della Lettera di San Giovanni si intrecciano con i temi della Quaresima?

    R. – La Quaresima è, praticamente, un andare nel deserto con Gesù per essere più vicino a Dio. Dove il Signore ha vinto il demonio, anche noi dobbiamo vincere. Dove Israele, nel deserto, è stato vinto dal demonio, noi pure dobbiamo evitare di essere vinti dal demonio. Quindi, questa è la ragion d’essere della Quaresima: il fatto che ci aiuta a vivere più intensamente la comunione con Dio. La comunione con Dio, allora, è nel cuore della Quaresima, quando nel testo della Lettera si dice: “Voi avete vinto grazie all’unzione dello Spirito, grazie alla Parola di Dio che voi avete ricevuto nel battesimo”.

    D. – Nel Messaggio per la Quaresima di quest’anno, Benedetto XVI punta molto sull’aspetto della carità concreta. Come sono risuonate in lei le sue parole?

    R. – L’appello del Papa, da noi, è profondamente reale: quando si è in Africa e si vede quella povertà, quella miseria, si vedono quelle guerre, tutto il caos che c’è, non si può non pensare a questo. Per questo abbiamo senz’altro accolto il Messaggio del Papa: perché aderiva alla nostra realtà. (gf)


    fonte: Radio Vaticana
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    CONCLUSIONE DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI DELLA CURIA ROMANA , 03.03.2012

    Alle ore 9 di oggi, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano, con il canto delle Lodi e la Meditazione finale, si sono conclusi gli Esercizi Spirituali alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI.
    Le meditazioni sono state dettate quest’anno dal Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), ed hanno avuto per tema: La comunione del cristiano con Dio - «E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo» (1Gv 1,3).
    Pubblichiamo di seguito le parole che il Papa ha rivolto ai presenti a conclusione degli Esercizi Spirituali nella Cappella Redemptoris Mater:

    PAROLE DEL SANTO PADRE

    Eminenza,
    cari fratelli,

    alla fine di questi giorni di preghiera e di ascolto, conviene dire: grazie. A nome di tutti noi, dico grazie a Lei, Eminenza, per la guida che ci ha donato in questi Esercizi. Lei ci ha guidato - come dire - nel grande giardino della Prima Lettera di San Giovanni e così in tutta la Scrittura, con grande competenza esegetica e con esperienza spirituale e pastorale. Ha guidato sempre con lo sguardo verso Dio e, proprio con questo sguardo verso Dio, abbiamo imparato l'amore, la fede che crea comunione. E Lei ha condito queste sue meditazioni con belle storie, prevalentemente prese dalla sua cara terra africana, che ci hanno dato gioia e aiutato.

    Io sono rimasto particolarmente colpito da quella storia in cui Lei parlava di un amico che, essendo in coma, aveva l'impressione di stare in un tunnel oscuro, ma alla fine vedeva un po’ di luce e soprattutto sentiva una bella musica. Mi sembra che questa possa essere una parabola della nostra vita: spesso ci troviamo in un tunnel oscuro in piena notte, ma, per la fede, alla fine vediamo luce e sentiamo una bella musica, percepiamo la bellezza di Dio, del cielo e della terra, di Dio creatore e della creatura; e così, è vero, spe sumus salvati (cfr Rm 8,24).

    E Lei, Eminenza, ci ha confermati nella fede, nella speranza e nella carità.

    Grazie.

    [00289-01.01] [Testo originale: Italiano]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

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