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Discussione: Esercizi spirituali di inizio Quaresima per il Papa e la Curia Romana

  1. #51
    Cronista di CR L'avatar di coram Deo
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    non come è tradizione nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico.
    Messa quotidiana a S. Marta, esercizi spirituali ad Albano Laziale... le toglieranno, ogni tanto, le ragnatele dalla cappella Redentoris Mater?
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  2. #52
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Citazione Originariamente Scritto da Cavariese Visualizza Messaggio
    Era già successo prima che ci fossero esserci spirituali in altra sede rispetto al Vaticano?
    Per quanto ne so, l'unico precedente di esercizi spirituali del Papa al di fuori del Palazzo Apostolico fu il ritiro di una settimana del Beato Giovanni XXIII in preparazione alla celebrazione del Concilio Vaticano II. In quel caso però il ritiro riguardò solo il Pontefice (non la Curia) ed ebbe luogo sempre nel territorio SCV, precisamente presso la Torre di S. Giovanni nei Giardini Vaticani
    Gaudeámus omnes in Dómino,
    diem festum celebrántes sub honóre Sanctórum ómnium,
    de quorum sollemnitáte gaudent Angeli,
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  3. #53
    Veterano di CR L'avatar di Gabinus
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    Riflettendoci, però, verrebbe da dire che allora, il posto più adatto poteva essere il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, ormai andato "in pensione"
    Pascolo degli eletti è la presenza del volto di Dio (S. Gregorio)

  4. #54
    Fedelissimo di CR L'avatar di Cavariese
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    Citazione Originariamente Scritto da Gabinus Visualizza Messaggio
    Riflettendoci, però, verrebbe da dire che allora, il posto più adatto poteva essere il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, ormai andato "in pensione"
    Sì a no. Probabilmente si è voluto allontanarsi anche materialmente dai luoghi "soliti" associati in passato al papa.
    in risposta a Phantom non solo i gesuiti si ritirano altrove per gli esercizi, mi pare sia pratica diffusa.

  5. #55
    Veterano di CR L'avatar di Nathaniel
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    Esercizi spirituali nei boschi, fuori da Roma
    di Matteo Matzuzzi
    18-10-2013

    Gli esercizi spirituali per la Curia romana, come da tradizione in programma la prima settimana di Quaresima, nel 2014 si terranno per la prima volta lontano dalle stanze del Palazzo apostolico. Il Papa porta tutti fuori le mura di Roma per cinque giorni. Non era mai accaduto, almeno fin dal 1964, anno in cui Paolo VI instaurò la prassi di riservare qualche giorno alla preghiera e alla meditazione in prossimità della Pasqua. Francesco, invece, ha per tempo deciso di cambiare. La motivazione è semplice, e a darla è il vicedirettore della Sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini dopo che nella mattinata di oggi si erano diffuse indiscrezioni sulla novità a suo modo storica: «I gesuiti pensano che gli esercizi spirituali vadano tenuti in un luogo diverso da quello ove si risiede. E il Papa, che è gesuita, ha deciso di fare così». Alla Curia, dunque, viene applicato uno degli elementi cardine della Compagnia: la meditazione in un luogo appartato, isolato, diverso dall'ambiente comune in cui si abita normalmente. La meta scelta è la Casa Divin Maestro, ad Ariccia. Fondata dal beato Giacomo Alberione, la casa della Famiglia Paolina (a disposizione ci sono 124 stanze) è situata in mezzo ai boschi che scendono verso il lago Albano, non distante dalla villa pontificia di Castel Gandolfo. Si tratta di un ambiente "raccolto" che offre "condizioni ottimali per la preghiera, la riflessione e la meditazione", spiega il sito internet della Casa, corredato da numerose foto esplicative.

    Il Papa si è mosso con largo anticipo, dal momento che la comunicazione ai capidicastero sullo spostamento è stata già spedita e firmata l'11 ottobre scorso dall'ormai ex segretario di stato, il cardinale Tarcisio Bertone. «A nome del Santo Padre – si legge nel testo – si sollecita la conferma della presenza entro il 30 novembre». In attesa che monsignor Pietro Parolin entri effettivamente in servizio (si trova ricoverato in un ospedale del Veneto per un piccolo intervento chirurgico) tra qualche settimana, a sovrintendere la pratica ci penserà il Sostituto della Segreteria di stato, monsignor Becciu. I partecipanti (è prevedibile che per la "prima volta" di Bergoglio le adesioni saranno assai numerose) si ritroveranno così a trascorrere insieme cinque giorni (dal 9 al 14 marzo) lontano dai clamori romani e dalle rispettive scrivanie.

    Ma non è l'unica novità, perché a tenere le meditazioni non sarà un cardinale, bensì un semplice parroco romano. La scelta di Francesco è ricaduta su monsignor Angelo De Donatis, parroco di San Marco al Campidoglio, chiesa nel pieno centro di Roma. Cinquantanove anni, De Donatis è stato in passato direttore spirituale del Pontificio seminario maggiore di Roma. Ora, da responsabile di una parrocchia che conta appena sessanta famiglie "e novanta anime", ha trasformato San Marco in un piccolo centro spirituale per «pregare costantemente e quotidianamente per la città», diceva qualche mese fa a un giornale locale. Il martedì pomeriggio organizza approfondimenti biblici, il primo venerdì di ogni mese la Scuola di vita per i giovani. E poi catechesi, lectio divina per i sacerdoti, corsi di preparazione per i matrimoni. Inoltre, sono attive ben tre comunità neocatecumenali. Tutti elementi che non potevano passare inosservati davanti a Papa Francesco. L'impegno di monsignor De Donatis coincide perfettamente con il modello di sacerdozio attento e attivo che Bergoglio va spiegando da mesi, fin dall'omelia pronunciata durante la Messa del Crisma, pochi giorni prima della scorsa Pasqua.

    Ancora una volta, dunque, il Pontefice argentino rompe gli schemi. Dimostra che le consuetudini possono essere cambiate e, se necessario, anche stravolte. L'ultimo cardinale a predicare gli esercizi spirituali era stato Gianfranco Ravasi, nei giorni immediatamente successivi alla storica rinuncia di Benedetto XVI, lo scorso febbraio. Negli anni precedenti, si erano alternati arcivescovi emeriti (il cardinale Giacomo Biffi nel 2007, ad esempio) a prelati in carica: nel 2012 l'onore toccò al cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, biblista e arcivescovo di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, apprezzato sia da Joseph Ratzinger che dal suo successore, che l'ha voluto nella consulta degli otto porporati incaricati di riformare la curia.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-...-roma-7533.htm

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da AM89 Visualizza Messaggio
    Ancora una volta, dunque, il Pontefice argentino rompe gli schemi. Dimostra che le consuetudini possono essere cambiate e, se necessario, anche stravolte.
    In questo caso, mi pare, non è che sia chissà quale rivoluzione: è un semplice cambio logistico!
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  7. #57
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    PAPA FRANCESCO: DAL 9 AL 14 MARZO GLI ESERCIZI SPIRITUALI AD ARICCIA

    Papa Francesco sarà il primo Papa a non fare gli esercizi spirituali di Quaresima in Vaticano: a confermare la notizia già annunciata con il calendario degli impegni di marzo e aprile è il programma dettagliato della settimana, che comincerà il 9 marzo e terminerà il 14. Alle ore 16 di domenica 9 marzo - informa la Prefettura della Casa Pontificia - il Papa prenderà il pullman insieme ai vescovi e ai cardinali, dal piazzale Petriano di fronte all’Aula Paolo VI. Alle 16.45 è previsto l’arrivo e la sistemazione presso la Casa Divin Maestro; alle 18 i vespri, la meditazione introduttiva e l’adorazione eucaristica, seguite alle 19.30 dalla cena. Tutte le meditazioni della settimana di esercizi in preparazione alla Pasqua saranno tenute da monsignor Angelo De Donatis, parroco di san Marco Evangelista al Campidoglio.

    Molto intensa la giornata-tipo degli esercizi, a cui sono stati invitati i capi dicastero della Curia Romana con i loro vice: si comincia alle 7.30 con la concelebrazione eucaristica, seguita dalla colazione alle 8.30 e dalla meditazione alle 9.30. Il pranzo è alle 12.30, mentre la meditazione pomeridiana è fisata alle 16. Alle 18 i vespri e l’adorazione eucaristica e alle 19.30 la cena. Unica “variazione” allo schema-tipo delle giornate che i prelati passeranno ai Castelli Romani, la giornata di venerdì 14: alle 7.30 la concelebrazione eucaristia, alle 8.30 la colazione seguita alle 9.30 dalla meditazione. Alle 10.30, è prevista la partenza e il rientro in Vaticano, sempre a bordo del pullman.

    “Chi fa questi esercizi ricava tanto più frutto quanto più si distacca da anici, conoscenti e da ogni preoccupazione materiale”. È quanto si legge nella ventesima annotazione agli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, il cui schema seguiranno ad Ariccia il Papa, i vescovi e i cardinali di Curia. Nel testo il fondatore dei gesuiti scende nel dettagli delle motivazioni e dei consigli pratici: “Per esempio - suggerisce - può cambiare la casa in cui dimora e trasferirsi in un’altra casa o in un’altra camera, per abitarvi con il maggior raccoglimento possibile; così gli sarà facile partecipare ogni giorno alla messa e ai vespri, senza timore di esser disturbato dai conoscenti”. Da questo “isolamento”, per S. Ignazio, derivano “fra molti altri” tre vantaggi principali: “Primo: chi si distacca da molti amici e conoscenti, e anche da molte occupazioni non bene ordinate, per servire e lodare Dio nostro Signore, acquista un grande merito davanti alla divina Maestà”.

    Secondo: “Chi sta così appartato, non avendo la mente distratta da molte cose, ma ponendo tutta l’attenzione in una sola, cioè nel servire il Creatore e nel giovare alla propria anima, può impegnare più liberamente le sue facoltà naturali per cerare con diligenza quello che tanto desidera”. Terzo: “quanto più un’anima si trova sola e appartata, tanto più diventa capace di di avvicinarsi e di unirsi al suo Creatore e Signore; e quanto più gli si unisce, tanto più si dispone a ricevere grazie e doni dalla somma e divina bontà”. Nel materiale messo a disposizione dalla Prefettura della Casa Pontificia, figurano anche le indicazioni di Paolo VI sugli esercizi. Che insieme alla penitenza “ci ricordano continuamente questo dovere e questo bisogno di riforma: di rinvigorire cioè in noi la grazia di Dio, di vigilare sulla nostra fragilità, di deplorare le nostre mancanze, di riconfermare i nostri propositi, di riparare cioè ogni anno, ogni giorno, ogni ora la nostra inguaribile caducità, e di rimettere le nostre anime in condizioni sempre nuove”.


    fonte: SIR
    Ultima modifica di Vox Populi; 10-03-2014 alle 18:03
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  8. #58
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  9. #59
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    Al minuto 0:15 dice che raggiunge la residenza dei paolini. Ma in Ariccia non ci sono i gesuiti?
    Lo chiedo perché distando solo 30 km da casa mia sono famosi qui gli esercizi spirituali dei gesuiti di Ariccia, e anche ieri al TG avevano detto che andava dai gesuiti.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Phantom Visualizza Messaggio
    Al minuto 0:15 dice che raggiunge la residenza dei paolini. Ma in Ariccia non ci sono i gesuiti?
    Lo chiedo perché distando solo 30 km da casa mia sono famosi qui gli esercizi spirituali dei gesuiti di Ariccia
    La Casa Divin Maestro, dove si stanno svolgendo gli Esercizi per il Papa e la Curia Romana, è dei Paolini (è stata voluta e inaugurata dal Beato Giacomo Alberione).
    Quella dei Gesuiti è la Casa Sacro Cuore

    e anche ieri al TG avevano detto che andava dai gesuiti.
    Ah beh, non è la prima castroneria che dicono e probabilmente non sarà neppure l'ultima (ieri da qualche parte ho letto che il Papa andava "in gita ad Ariccia"...)
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