Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: La Segreteria di Stato: informazioni, notizie e documenti

  1. #451
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    Telegramma di cordoglio per le vittime del tragico incidente stradale, avvenuto nei pressi di Lima (Perú), 04.01.2018


    Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime del tragico incidente stradale, avvenuto martedì scorso, a Pasamayo, nei pressi di Lima (Perú), inviato a nome del Santo Padre Francesco dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin:

    Telegramma

    EL SANTO PADRE, VIVAMENTE APENADO AL CONOCER LA DOLOROSA NOTICIA DEL ACCIDENTE DE TRÁFICO OCURRIDO EN PASAMAYO, QUE HA OCASIONADO NUMEROSOS VÍCTIMAS, OFRECE SUFRAGIOS POR EL ETERNO DESCANSO DE LOS FALLECIDOS.

    RUEGO A VUESTRA EXCELENCIA QUE TRANSMITA EL SENTIDO PÉSAME DE SU SANTIDAD, JUNTO CON EXPRESIONES DE CONSUELO A LOS FAMILIARES QUE LLORAN TAN SENSIBLE PÉRDIDA, ASÍ COMO SU CERCANÍA ESPIRITUAL A LOS HERIDOS, MIENTRAS PIDE AL SEÑOR QUE DERRAME SOBRE TODOS ELLOS LOS DONES DE LA SERENIDAD ESPIRITUAL Y DE LA ESPERANZA CRISTIANA, EN PRENDA DE LO CUAL LES IMPARTE DE CORAZÓN LA BENDICIÓN APOSTÓLICA.

    CARDENAL PIETRO PAROLIN
    SECRETARIO DE ESTADO DE SU SANTIDAD

    [00018-ES.01] [Texto original: Español]

    [B0006-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  2. #452
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    Nota informativa sui rapporti diplomatici della Santa Sede, 08.01.2018

    Sono 183 gli Stati che attualmente intrattengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede; il 4 maggio 2017 si sono allacciate relazioni diplomatiche con la Repubblica dell’Unione di Myanmar, a livello di Nunziatura Apostolica e di Ambasciata. Ai summenzionati Stati vanno aggiunti l’Unione Europea e il Sovrano Militare Ordine di Malta.

    Le Cancellerie di Ambasciata con sede a Roma, incluse quelle dell’Unione Europea e del Sovrano Militare Ordine di Malta, sono 89, essendosi aggiunta nel corso dell’anno l’Ambasciata del Sudafrica. Hanno sede a Roma anche gli Uffici della Lega degli Stati Arabi, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

    Nel corso del 2017 si sono firmati i seguenti Accordi: il 3 febbraio, l’Accordo quadro tra la Santa Sede e la Repubblica del Congo sulle relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato; e il 22 agosto, l’Accordo tra la Segreteria di Stato e il Governo della Federazione Russa sui viaggi senza visto dei titolari di passaporti diplomatici. Inoltre, il 22 maggio 2017 la Santa Sede ha aderito alla Dichiarazione sulle immunità giurisdizionali dei beni culturali appartenenti ad uno Stato, un’iniziativa del Comitato dei consiglieri giuridici sul diritto internazionale pubblico (CAHDI) del Consiglio d’Europa a sostegno del riconoscimento della natura consuetudinaria delle disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sulle immunità giurisdizionali degli Stati e dei loro beni, del 2 dicembre 2004, relative alla protezione dei beni appartenenti al patrimonio storico o artistico di uno Stato in prestito temporaneo ad un altro Stato. Infine, il 20 settembre 2017, la Santa Sede, anche a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano, ha firmato il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato il 7 luglio 2017 al termine della Conferenza delle Nazioni Unite finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante per proibire le armi nucleari; contestualmente, è stato consegnato il relativo strumento di ratifica.

    [00034-IT.01] [Testo originale: Italiano]
    [B0014-XX.01]


    Fonte: SSSS

  3. #453
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    Il Cordoglio del Santo Padre Francesco per l'incidente ferroviario avvenuto in Pioltello (Milano), 25.01.2018


    Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per l'incidente ferroviario avvenuto oggi a Pioltello (Milano), inviato a nome del Santo Padre Francesco dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, all'arcivescovo Metropolita di Milano, S.E. Mons. Mario Delpini:

    Telegramma:

    PROFONDAMENTE RATTRISTATO PER IL GRAVE INCIDENTE FERROVIARIO AVVENUTO IN PIOLTELLO, IL SANTO PADRE FRANCESCO ESPRIME LA SUA SENTITA PARTECIPAZIONE AL DOLORE DI QUANTI SONO STATI COLPITI DAL DRAMMATICO EVENTO E, MENTRE ASSICURA FERVIDE PREGHIERE DI SUFFRAGIO PER COLORO CHE SONO TRAGICAMENTE SCOMPARSI, FORMULA VIVI AUSPICI DI PRONTA GUARIGIONE PER I PASSEGGERI RIMASTI FERITI ED INVIA DI CUORE LA BENEDIZIONE APOSTOLICA.

    CARDINALE PIETRO PAROLIN SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA’

    [00141-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0070-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  4. #454
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    Il cordoglio del Santo Padre per le vittime dell’incendio nell’Ospedale Sejong a Miryang, nella Corea del Sud, 27.01.2018


    Riportiamo di seguito il Messaggio di cordoglio per le vittime dell’incendio divampato ieri mattina nell’Ospedale Sejong a Miryang, nella Corea del Sud, inviato a nome del Santo Padre Francesco dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin:

    Telegramma:

    Deeply saddened to learn of the loss of life and of injuries caused by the outbreak of the fire in Sejong Hospital, Miryang, His Holiness Pope Francis expresses heartfelt solidarity with all those affected by this tragedy. He prays especially for the repose of the deceased and for the healing of those injured. The Holy Father offers encouragement to the civil authorities and emergency personnel as they assist the victims of this disaster, and upon all he willingly invokes the divine blessings of strength and consolation.

    Cardinal Pietro Parolin
    Secretary of State

    [00152-EN.01] [Original text: English]

    [B0075-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  5. #455
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    Lettera del Cardinale Segretario di Stato al Presidente di turno dell’Assemblea dell’Unione Africana in occasione del 30° Summit dell’Unione Africana, 29.01.2018


    Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha inviato al Presidente della Repubblica di Guinea Alpha Condé, Presidente di turno dell’Assemblea dell’Unione Africana, in occasione del 30° Summit dell’Unione Africana che ha luogo ad Addis Abeba dal 27 al 29 gennaio 2018:

    Lettera del Cardinale Segretario di Stato

    To His Excellency Alpha Condé

    Chairperson of the Assembly of the African Union


    Your Excellency,

    His Holiness Pope Francis extends warm greetings to you and to the Representatives from various countries who have gathered in Addis Ababa to attend the High Level Event organized by the African Union with the support of the Food and Agricultural Organization of the United Nations (FAO). He wishes to assure all of you of his prayerful support as you discuss the advances made in implementing the Malabo Declaration on Accelerated Agricultural Growth and Transformation for Shared Prosperity and Improved Livelihoods.

    As ways are sought to eradicate hunger in the African Continent, we are aware that the “Commitment to Ending Hunger by 2025” is determined, among other things, by climate change and its effects on agricultural activities, as well as by the increase of conflicts destabilizing large areas of the Continent. We must ask ourselves, however, what role a lack of solidarity plays in this tragic situation, in which millions of lives are at stake.

    The increasingly difficult situation in Africa requires a renewed focus and cooperation on behalf of those peoples who, for various reasons, cannot satisfy their basic human needs. The dignity of every human person rightly demands that barriers to the attainment of these needs be overcome through the determination of all people, in particular with respect to the principles of distributive justice, to allocate resources through suitable strategies and projects. This includes full support for the measures taken by the African Union in close cooperation with the FAO. The hungry can no longer wait, nor should they settle for inadequate action.

    Pope Francis encourages a return to the spirit of the Malabo Declaration, which inspired a vigorous call for renewed action to free African peoples from the menace of hunger through agricultural activity and food production in every country, and through efficient cooperation among all African Governments and intergovernmental organizations. This objective requires the involvement of states and international institutions from other continents to ensure global solidarity and responsibility.

    A shared and tangible implementation of the Declaration is needed in order to guarantee that your efforts are not disregarded by particular interests or seen as an undesired consequence of unjust policies or mechanisms which impede a just access to the fruits of the earth. As His Holiness stressed during his recent visit to the FAO: “There is a need for broad and sincere dialogue at all levels, so that the best solutions can emerge and a new relationship among the various actors on the international scene can mature, characterized by mutual responsibility, solidarity and communion” (Address on the occasion of World Food Day, 16 October 2017).

    Pope Francis asks Almighty God to bless the work of all those who promote development and who join their efforts to eradicate famine and poverty in Africa, and he prays that every man, woman and child will truly benefit from the abundant resources of creation.

    Your Excellency, I hope that this meeting will prove most fruitful, and I extend my own cordial best wishes for the occasion.

    Card. Pietro Parolin

    Secretary of State

    [00165-EN.01] [Original text: English]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  6. #456
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    Il cordoglio del Santo Padre per le vittime del terremoto avvenuto a Taiwan, 07.02.2018


    Riportiamo di seguito il messaggio di cordoglio per le vittime del terremoto che ha colpito ieri la città portuale di Hwalien (Taiwan) inviato a nome dal Santo Padre Francesco dal Segretario di Stato Cardinale Pietro Parolin a S.E. Mons. Philip Huang Chao-ming, Vescovo di Hwalien:

    Telegramma


    The Most Reverend Philip Huang Chao-ming
    Bishop of Hwalien

    His Holiness Pope Francis wishes to express his solidarity with all those affected by the earthquakes in Taiwan these past days, and he offers the assurance of his prayers for those who have lost their lives and for those who have been injured. As he encourages the civil authorities and emergency personnel engaged in rescue efforts, His Holiness willingly invokes upon all the Taiwanese people the divine blessings of strength and peace.

    Cardinal Pietro Parolin
    Secretary of State

    [00220-EN.01] [Original text: English]

    [B0109-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  7. #457
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    Il cordoglio del Santo Padre per le vittime della sparatoria in un liceo a Parkland, in Florida, 15.02.2018


    Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime della strage avvenuta ieri in Florida, nel liceo Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, a nord di Miami, inviato a nome del Santo Padre dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, all’Arcivescovo di Miami, S.E. Mons. Thomas Gerard Wenski:

    Telegramma

    The Most Reverend Thomas Gerard Wenski
    Archbishop of Miami

    His Holiness Pope Francis was deeply saddened to learn of the tragic shooting that took place at Marjory Stoneman Douglas High School in Parkland. Assuring all those affected by this devastating attack of his spiritual closeness, he prays that Almighty God may grant eternal rest to the dead and healing and consolation to the wounded and those who grieve. With the hope that such senseless acts of violence may cease, Pope Francis invokes upon all of you the divine blessings of peace and strength.

    Cardinal Pietro Parolin
    Secretary of State

    [00263-EN.01] [Original text: English]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  8. #458
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    Telegramma di cordoglio per le vittime del tragico incidente stradale avvenuto nei pressi di Arequipa (Perú), 23.02.2018


    Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime del tragico incidente stradale avvenuto mercoledì scorso nei pressi di Arequipa (Perú), inviato a nome del Santo Padre Francesco dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, a S.E. Mons. Javier del Río Alba, Arcivescovo di Arequipa:

    Telegramma

    MONS. JAVIER DEL RÍO ALBA
    ARZOBISPO DE AREQUIPA

    EL SANTO PADRE TRAS CONOCER LA LAMENTABLE NOTICIA DE UN NUEVO ACCIDENTE DE TRÁFICO, OCURRIDO EN LAS CERCANÍAS DE LA CIUDAD DE AREQUIPA, DESEA HACER LLEGAR A VUESTRA EXCELENCIA Y A TODOS LOS HIJOS DE ESE AMADO PUEBLO, SU CERCANÍA Y AFECTO EN ESTOS DUROS MOMENTOS DE DOLOR.

    ASÍ MISMO, SU SANTIDAD ELEVA SUS ORACIONES AL SEÑOR Y ENCOMIENDA MUY ESPECIALMENTE A SU MISERICORDIA EL ETERNO DESCANSO DE TODAS LAS VÍCTIMAS, ASÍ COMO A LOS HERIDOS Y A SUS FAMILIAS. EL PAPA FRANCISCO, INVOCANDO LA MATERNAL INTERCESIÓN DE LA SANTA MADRE DE DIOS, LES IMPARTE DE CORAZÓN LA BENDICIÓN APOSTÓLICA, COMO SIGNO DE ESPERANZA CRISTIANA EN EL SEÑOR RESUCITADO.

    CARDENAL PIETRO PAROLIN
    SECRETARIO DE ESTADO DE SU SANTIDAD

    [00297-ES.01] [Texto original: Español]

    [B0147-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  9. #459
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    Intervento del Cardinale Segretario di Stato all’Assemblea Plenaria della Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni, 06.03.2018


    Pubblichiamo di seguito l’intervento che l’Em.mo Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha pronunciato questa mattina ai lavori di apertura dell’Assemblea Plenaria della Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni che ha luogo a Roma dal 6 all’8 marzo:

    Intervento del Cardinale Segretario di Stato

    Eccellenze, Signore e Signori, cari amici,

    sono lieto di questa opportunità che mi date per rivolgervi un saluto ed offrirvi alcune considerazioni in un momento importante nel quale la Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni è chiamata a dare alla Chiesa e al mondo, oltre che a sé stessa, risposte adeguate a nuove domande e ad interrogarsi sulle forme oggi più adatte per portare avanti il suo impegno nelle situazioni che riguardano le migrazioni.

    Tutti qui sappiamo che l’ICMC è nata a seguito degli sconvolgimenti causati dalla II guerra mondiale, per volontà del Papa Pio XII, che l’aveva voluta per far fronte al massiccio spostamento di rifugiati, come organismo cattolico internazionale di informazione, di coordinamento e di rappresentanza per le migrazioni.

    Sin dai suoi inizi, gli Episcopati delle nazioni più implicate nel fenomeno delle migrazioni furono coinvolti, tramite rappresentanti, nell’elaborazione del suo statuto, poi formalmente approvato dal Santo Padre con Lettera del 12 aprile 1951 a firma del Sostituto della Segreteria di Stato, Mons. Giovanni Battista Montini. La Commissione aveva lo scopo principale di promuovere l’applicazione dei principi cristiani in tema di migrazioni e di politiche riguardanti le popolazioni e di far adottare tali principi dalle organizzazioni internazionali, governative e non-governative, in modo particolare in favore della protezione dei diritti della famiglia.

    Nei lunghi anni della sua attività in quanto organizzazione cattolica di ambito internazionale, l’ICMC, fedele alle finalità per cui è stata istituita, si è distinta per la sua azione concreta e per la competenza professionale del suo personale, intessendo rapporti con diversi organismi e istituzioni di diverso grado. Ne è prova la stima che l’ICMC si è guadagnata da parte della comunità internazionale, collaborando, in coerenza con la sua identità cattolica, con agenzie internazionali ed altre istituzioni governative e non governative a vario livello e in Paesi diversi. A questo riguardo, sottolineo in particolare la capacità, via via acquisita dall’ICMC, di mettere in dialogo tra loro soggetti diversi: i governi e la società civile, le istituzioni umanitarie e quelle preposte alla sicurezza, le organizzazioni cattoliche e quelle appartenenti ad altre denominazioni cristiane o che non s’identificano con un’appartenenza religiosa, ma intendono operare per il bene dei migranti. Per anni, poi, l’ICMC ha coordinato, per incarico dei diversi Governi ospitanti, l’intero processo di partecipazione, a livello mondiale, delle organizzazioni della società civile agli incontri del Forum Globale su Migrazioni e Sviluppo, organizzando, con successo, i Civil Society Days.

    Possiamo anche ricordare che l’ICMC ha pubblicato ricerche e guide sulle migrazioni con importanti istituzioni internazionali (UE e Consiglio d’Europa, OIM, UNHCR) e della “società civile”.

    È un’esperienza concreta ed esperta di dialogo che, mi auguro, possa continuare ed estendersi, per creare e sostenere quella rete di solidarietà, l’unica che può rispondere alle grandi urgenze attuali e, insieme, garantire l’attuazione delle intese di cui si sente grande necessità a livello internazionale.

    Per quanto riguarda la sua materia e le sue finalità, l’ICMC lavora ora in stretto contatto con la Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale: un lavoro che, sebbene avviato solo da poco più di un anno, ha già dato buoni frutti ed ha messo a disposizione della Sezione tutto il bagaglio di studio e di esperienza acquisito dall’ICMC.

    Nello stesso modo, più volte per la sua attività presso gli organismi internazionali, l’ICMC agisce in stretto contatto con la Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato e con le Missioni Permanenti della Santa Sede. In particolare, specialmente nell’ultimo biennio e nell’anno corrente, siete anche impegnati ad offrire, in collaborazione con le Missioni Permanenti a New York e a Ginevra, il vostro apprezzato contributo per la preparazione Global Compact su una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare, e del Global Compact sui Rifugiati.

    Ci auguriamo davvero che questi due documenti, dei quali sono in corso, rispettivamente i negoziati e le consultazioni, possano realmente rispondere alle necessità di una migliore protezione e di tutela dei diritti umani di queste persone, di fronte alle reticenze, ai ripensamenti ed alle titubanze di vari Stati, portando ad una reale ed equa collaborazione e condivisione a livello internazionale delle responsabilità e degli oneri legati all’accoglienza.

    In questi giorni avrete occasione di rivedere il cammino percorso e vi interrogherete su come l'ICMC potrà continuare l'opera per cui è stata fondata, un’opera che abbiamo visto già onorata da un impegno ricco di frutti, che ora chiede di aprirvi ai nuovi orizzonti del servizio ai migranti e ai rifugiati. Questi, come Papa Francesco ci ricorda sempre, non sono numeri: sono persone, donne, uomini, bambini, che hanno un volto, che spesso soffrono e sono scartati. Un volto umano nel quale noi ravvisiamo quello di Cristo, che vogliamo servire specialmente in quelli che sono più piccoli e in necessità.

    Una delle finalità per cui è nata l’ICMC è il sostegno alle famiglie migranti, che spesso emigrano alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa, soprattutto per i figli. Tuttavia, molte di queste arrivano nei Paesi d’approdo dopo aver sperimentato nel viaggio violenze ed abusi, e si confrontano poi con nuove esperienze di miseria e con difficoltà prima impensate. La vicinanza della comunità cristiana e l’aiuto concreto e specializzato di organizzazioni come la vostra possono aiutare a mantenere insieme queste famiglie evitando che i figli trovino in reti alternative la risposta alle loro frustrazioni.

    Di contro, benché nei Paesi di provenienza dei migranti il progresso sia legato anche al loro apporto economico a livello sociale e familiare, in questi, tuttavia, c’è una dimensione che la Chiesa non può trascurare. È quella dei familiari rimasti in patria, spesso con figli da mantenere, quando uno dei coniugi, o anche entrambi, emigrano, lasciando a casa, ad occuparsene, l’altro, o i nonni anziani, in povertà per i quali non sempre arrivano o sono sufficienti le rimesse. E talvolta il coniuge non torna in patria. Questo è un aspetto delicato della migrazione, purtroppo diffuso, che chiede maggiore attenzione e accompagnamento.

    Un altro “fronte” che si presenta all’ICMC a livello globale è quello del rifiuto dell’accoglienza. Nonostante le nazioni, specialmente quelle più progredite dal punto di vista economico, debbano innegabilmente molto del loro sviluppo ai migranti, e benché siano divulgate le loro esperienze – talvolta terribili –che causano la loro migrazione o che essi incontrano nel viaggio, la migrazione è vista oggi solo come emergenza, o pericolo, pur essendo ormai divenuto un elemento caratteristico delle nostre società.

    Papa Francesco ci ricorda che “è necessario un cambio di atteggiamento verso i migranti e rifugiati da parte di tutti; il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione – che, alla fine, corrisponde proprio alla ‘cultura dello scarto ’ – ad un atteggiamento che abbia alla base la ‘cultura dell’incontro’, l’unica capace di costruire un mondo più giusto e fraterno, un mondo migliore” (Messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, 2014).

    Uno degli impegni difficili che si prospettano più urgenti e richiesti oggi proprio quello di lavorare perché avvenga questo cambio di atteggiamento, abbandonando la cultura dominante “dello scarto” e del rifiuto. Un lavoro d’informazione e di sensibilizzazione nel quale la vostra Commissione può aiutare la Chiesa cattolica a dissipare tanti pregiudizi e paure infondate che riguardano l’accoglienza degli stranieri e - senza nasconderci l’impegno che l’accoglienza richiede sotto molti aspetti - diffondere una percezione equilibrata e positiva della migrazione.

    È un lavoro importante, tra l’altro, per la preparazione del Patto Globale sulla migrazione anche nel periodo tra la conclusione dei negoziati intergovernativi e la Conferenza di Marrakech (10-11 dicembre 2018) che dovrà adottarlo: un periodo delicato che occorre accompagnare perché, senza esitazioni, gli Stati membri dell’ONU possano condividerne l’appello con consapevolezza e determinazione.

    Agli atteggiamenti di chiusura vediamo, però, contrapporsi positivamente quelli di molti giovani che ritengono la migrazione come una dimensione normale della nostra società, resa interdipendente dai collegamenti veloci, dalle comunicazioni, dalla necessità di rapporti su scala mondiale. Sono dimensioni nelle quali possiamo davvero vedere dei “segni dei tempi” che spingono alla solidarietà su una scala globale.

    Dalle vostre variegate esperienze “sul campo” nasce poi un altro speciale contributo, discreto e competente, per creare vie alternative e sicure di migrazione, specialmente ove queste sono forzate da eventi violenti o da disastri. Vi incoraggio a proseguire questo lavoro che, basato sulla vostra competenza, capacità di dialogo e discrezione, costituisce una delle migliori pratiche per salvare vite, evitando i viaggi pericolosi e il ricorso ai trafficanti; per tenere unite le famiglie; per proteggere i minori in necessità; per creare tra i Paesi legami di fiducia reciproca in questo ambito, scongiurando allarmi sociali che hanno anche ripercussioni politiche.

    Sono consapevole che quanto ho ora sottolineato riguarda solo alcuni orizzonti, benché pressanti, del vostro lavoro.

    Ormai la migrazione è nell’agenda di ogni incontro che ho con Autorità di governo che vengono in Vaticano, o che vado a visitare. Da loro raccolgo di frequente l’apprezzamento ed anche la riconoscenza per il contributo che la Chiesa cattolica, anche tramite le organizzazioni che si ispirano ai suoi principi, offre nei loro Paesi, per consentire, come ci invita Papa Francesco, di “accogliere, proteggere, promuovere, integrare” con senso di responsabilità e di umanità questi fratelli e sorelle migranti e rifugiati.

    In continuità con la sua origine, l’ICMC è ora chiamata a rinnovarsi. Questo avviene, logicamente, quando si cambiano i quadri direttivi. Infatti, in questa Assemblea, saranno cambiati i membri del Comitato Direttivo e verrà scelta una persona per il compito – che, ricordiamolo, è anche un servizio - di Presidente. Inoltre, “fortificati in uno spirito di solidarietà profetica”, vi interrogherete anche sulla necessità di un nuovo slancio di impegno in favore dei migranti, non solo nei progetti esterni, ma anche all’interno. In questa dimensione di comunione anche al vostro interno, siete chiamati a rafforzare le strutture e la coesione di quanti lavorano per l’ICMC circa principi, orientamenti e finalità, alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, affinché il vostro lavoro non rimanga soltanto in un ambito strettamente umanitario, ma attraverso questo, le persone aiutate percepiscano l’influsso di “testimonianza” che solo un vissuto personale di fede potrà offrire.

    È un’unità e comunione che desideriamo possano coinvolgere in questo servizio ecclesiale tutti i membri della Commissione e quanti sono impegnati nella realizzazione delle sue finalità. Auspico, al riguardo, che i miei fratelli Vescovi possano sempre più apprezzare il servizio che offre l’ICMC promuoverla ed aiutarla a crescere secondo la sua fisionomia di istituzione “di Chiesa” e “per la Chiesa”.

    Nell’assicurare uno speciale ricordo nella preghiera per voi, per il vostro lavoro e perché la Commissione Internazionale Cattolica per le Migrazioni possa continuare e sempre più manifestarsi come segno concreto di fratellanza nel mondo e nella Chiesa, mi piace ricordare quanto Papa Francesco ha detto alla conclusione degli esercizi spirituali, il 23 febbraio scorso: “la Chiesa non è una gabbia per lo Spirito Santo, (…) lo Spirito vola anche fuori e lavora fuori. (…) lavora nei non credenti, nei “pagani”, nelle persone di altre confessioni religiose: è universale, è lo Spirito di Dio, che è per tutti.” A tutti portiamo, allora, attraverso il nostro amore concreto, questo annuncio libero dell’amore di Dio che accoglie, protegge, sa valorizzare e fa sentire parte della Sua famiglia. Dio, che sa ricompensare ogni sforzo, ogni gesto di buona volontà, ci aiuti ad aprirci senza paure e ritrosie ai nuovi appelli dello Spirito, per il bene dei fratelli. Vi auguro, quindi, un buono e fruttuoso lavoro!

    [00358-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    (...)


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  10. #460
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    Il cordoglio del Santo Padre per le vittime del terremoto avvenuto in Papua Nuova Guinea, 07.03.2018


    Riportiamo di seguito il telegramma di cordoglio per le vittime del terremoto che ha colpito la scorsa settimana la regione degli altipiani in Papua Nuova Guinea inviato a nome dal Santo Padre Francesco dal Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin:

    Telegramma

    It was with great sadness that His Holiness Pope Francis learned of the tragic loss of life following the recent earthquake in Papua New Guinea. Commending the souls of the deceased to the mercy of Almighty God, he sends his heartfelt condolences to their families, and he assures all those affected by this disaster of his closeness in prayer. Upon all those who mourn at this difficult time, and upon the emergency personnel involved in the important relief efforts, Pope Francis willingly invokes the divine blessings of strength and consolation.

    Cardinal Pietro Parolin
    Secretary of State

    [00368-EN.01] [Original text: English]

    [B0173-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

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    Ultimo Messaggio: 16-09-2006, 21:05

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