Si è aperto sabato pomeriggio, con una solenne celebrazione presieduta da S.E. mons. Giovanni Giudici nella chiesa dei Ss.Gervasio e Protasio, sede della prima cattedrale e della prima comunità cristiana pavese, il Sinodo dei Giovani. Esso si concluderà il 9 dicembre, solennità di San Siro, protovescovo e patrono della città e della diocesi.


SINODO DEI GIOVANI, UNA LUCE PER LA DIOCESI
"Nuove idee per i giovani da chi lavora con loro e per loro"
Una grande “prima volta” per la diocesi di Pavia, ma probabilmente anche a livello nazionale dove si contano sulle dita di una mano esperimenti di questo tipo. L’ambito della pastorale giovanile, con il responsabile don Andrea Migliavacca e il vice don Davide Diegoli, ha quindi avuto il coraggio di osare proponendo qualcosa di nuovo per scuotere la diocesi sulla questione giovanile, la cui emergenza era stata più volte sottolineata proprio dal Vescovo mons. Giovanni Giudici.
Il pastore della diocesi l’aveva indicata come una delle urgenze prioritarie per la diocesi addirittura nel suo colloquio con il Santo Padre, in occasione della sua visita a Pavia. Proprio le sue parole, anzi, risuonarono forti in diocesi e divennero la forza motrice per tutto questo lavoro preparatorio pronto ora a confluire nell’assemblea sinodale. Quel che è importante sottolineare è che in prima istanza il Sinodo non coinvolge i giovani, ma coloro che a vario titolo si occupano dei giovani. L’assemblea sarà composta da membri di diritto e membri di elezioni, che verranno integrati poi da altri membri scelti direttamente dal Vescovo. In totale si arriverà ad un centinaio di componenti che, divisi in gruppi di lavoro a seconda delle varie aree tematiche, procederanno a convogliare il ventaglio di idee emerse in proposte concrete che sabato 15 novembre saranno discusse e quindi votate. In mezzo ai pomeriggi dei gruppi di lavoro è stata inserita una giornata, sabato 25 ottobre, aperta a tutti i giovani che potranno offrire il loro contributo in termine di idee e proposte. Martedì 9 dicembre, nel giorno della memoria liturgica di San Siro, sarà il Vescovo a concludere ufficialmente il Sinodo dei giovani promulgando gli atti finali. Una chiusura che automaticamente sarà dunque l’inizio di un cammino nel quale si dovrà dare attuazione a quanto messo “nero su bianco”. Ed è questa sempre la fase più complessa di ogni evento di tale portata. A due settimane dal via ufficiale abbiamo in proposito interpellato l’incaricato della pastorale giovanile diocesana, don Andrea Migliavacca.

- La prima domanda è scontata: perché avete deciso di dare vita a un Sinodo dei Giovani e con che obiettivi?
“Il Sinodo nasce da un’idea del nostro Vescovo che si è reso conto di una situazione in diocesi in cui veniva richiesta particolare attenzione all’ambito giovanile. Inoltre anche il XX Sinodo diocesano aveva evidenziato la necessità di collocare la questione giovanile tra le priorità. Da tutto questo è nata la volontà di chiedere alla commissione di pastorale giovanile un’opera di sensibilizzazione della comunità diocesana ed ecco allora l’idea del Sinodo. L’assemblea sinodale ha lo scopo di raccogliere coloro che desiderano riflettere sui giovani e pensare insieme ad un cammino orientato a loro. Solo dopo la conclusione del Sinodo partiranno le iniziative concrete rivolte ai giovani”.

- Siamo ormai alla vigilia dell'inizio ufficiale del Sinodo dei Giovani. Quali sono le premesse maturate nel corso dei vostri incontri preparatori?
“Innanzitutto la prima preoccupazione è stata quella di costituire l’assemblea sinodale, quindi di scegliere persone che avessero attinenza con l’impegno a favore dei giovani. Abbiamo puntato su gente che già lavora con e per i giovani, con rappresentanze di sacerdoti, religiosi, religiose e laici. Entro la fine di settembre giungeremo alla definizione ufficiale dell’assemblea. In secondo luogo la riflessione si è spostata sul cammino sinodale, pertanto sull’individuazione di alcune tematiche particolari legate al mondo giovanile, sulle quali riflettere con grande attenzione. Infine ci sembrava importante collocare questo discorso sinodale nel più ampio cammino della diocesi, quindi verso la missione. Proprio per questo il Sinodo inizierà a San Gervasio e Protasio, dove si trovava la Chiesa prima di Pavia e dove è partito il XX Sinodo diocesano, e si concluderà nel giorno della festa di San Siro. Collegamenti voluti proprio per sottolineare come non si parli solo dell’attenzione di alcuni verso i giovani ma di tutta la diocesi”.

- Quale sarà il meccanismo del Sinodo e quali le aree tematiche dei gruppi di lavoro?
“Il primo incontro celebrativo, con l’assemblea di inizio dei lavori, è in programma l’11 ottobre. Poi ci saranno due sabati pomeriggio dedicati ai gruppi di lavoro e un ultimo sabato per raccogliere i frutti di tale lavoro, per valutarli, commentarli e quindi giungere alle votazioni. Il sabato 25 ottobre, dedicato ai giovani, li vedrà lavorare sugli schemi del Sinodo per poi vivere insieme un momento di fraternità con la cena prima della preghiera con il Vescovo. Quanto alle aree tematiche verranno rese note ufficialmente solo l’11 ottobre, per la prima riunione dell’Assemblea, ma posso anticipare che riguarderanno il tema Oratorio e che si cercherà di mettere a fuoco il discorso della formazione e il ruolo degli educatori”.

- La fatica grossa di iniziative di tal genere di solito è far sì che non restino qualcosa di isolato nel cammino della diocesi. Come pensate di trasformare il Sinodo in un contributo concreto alla vita diocesana?
“Una prima sottolineatura riguarda lo stile del Sinodo, che vuole porsi come occasione di ascolto e condivisione reciproca. Uno stile che vorremmo proseguire anche dopo, nel pensare alle iniziative per i giovani. Quindi innanzitutto ci piacerebbe studiare per il futuro forme di incontro che consentano di rivivere lo stile sinodale del confronto. In secondo luogo ci aspettiamo che il Sinodo individui e indichi delle iniziative concrete per i giovani. La speranza che il Sinodo dei giovani non resti un fatto isolato si lega a filo doppio anche a ciò che l’Assemblea stessa ci chiederà”.

- E come pensate anche che possa incidere positivamente sui giovani pavesi?
“Io penso che probabilmente all’inizio non ci sarà una ricaduta diretta sui giovani proprio perchè l’assemblea sinodale coinvolge gli educatori. Quindi una prima ricaduta dovrebbe essere più che altro su chi si occupa dei giovani, eventualmente favorendo una maggior presenza e una migliore formazione nelle nostre comunità. E’ chiaro che, di conseguenza, dovrebbe poi esserci una ricaduta anche sui giovani stessi, anche perchè la volontà è quella di far partire delle iniziative di maggior coinvolgimento dei giovani. Un’altra grossa aspettativa che abbiamo da questo Sinodo è l’aiuto per trovare nuove forme di incontro con chi non fa parte dei nostri ambienti, quindi i giovani della piazza, della strada, chi non frequenta gli ambiti ecclesiali e oratoriani, in modo tale da trovare forme di approccio anche con loro”.

fonte: sito della diocesi di Pavia:
http://www.webdiocesi.chiesacattolic...?idDiocesi=146