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Discussione: La Chiesa e i mezzi di comunicazione sociale (radio, tv, giornali, internet...)

  1. #21
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    CEEM: CARD. BOZANIC, “IN INTERNET SI STA COSTRUENDO IL MODELLO DELL’UOMO DI DOMANI”
    Su Internet “si sta costruendo il modello antropologico dell’uomo di domani”. Lo ha detto questo pomeriggio il card. Josip Bozanić, arcivescovo di Zagabria e vicepresidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, aprendo in Vaticano i lavori dell’Assemblea plenaria della Ceem (Commissione episcopale europea per i media del Ccee) su “La cultura di Internet e la comunicazione della Chiesa” (fino al 15 novembre). “Internet – ha proseguito il card. Bozanić - è cultura, produce cultura” e “sta modificando anche il nostro modo di pensare e comunicare”; è “innanzitutto un mondo, che qualcuno ha voluto addirittura definire il settimo continente”. Richiamando l’attenzione per la rete dimostrata a più riprese dal Papa e dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il vicepresidente Ccee ha affermato: “Il crescente peso che sta assumendo Internet nella vita delle persone” ci impone “di annunciare il Vangelo anche in questo altro mondo”. Secondo l’arcivescovo, “per i giovani della web generation che è cresciuta su Internet, questo luogo virtuale” sta diventando “lo spazio principale dove avviene la loro formazione umana, morale e conoscitiva. E’ in Internet che è possibile capire e si costruisce il nuovo modo di percepire la relazione interpersonale, la cultura, il rapporto con il trascendente, con la conoscenza e lo stesso Tempo”.
    “Non si tratta qui di sapere se Internet sia una cosa buona o cattiva. Come qualsiasi strumento posto nella mano dell’uomo – ha precisato il card. Bozanić -, Internet diventa ciò che l’uomo stesso decide che diventi!”. “Nella sua storia millenaria la Chiesa ha sempre saputo cogliere la bontà degli strumenti di comunicazione sociale” e “in non pochi casi ne è stata anche una grande promotrice”. Oggi essa “ha di fronte a sé una nuova sfida: quella di essere presente sulla rete con il suo messaggio di amore. Ma la Chiesa può inoltre” essere “promotrice di un ethos condiviso”, può “indicare i criteri etici e morali, universalmente validi, riconoscibili nei valori umani e cristiani, tanto a coloro che usano Internet per svariati motivi (svago, ricerche, informazione…) quanto a chi se ne occupa professionalmente”. Secondo il card. Bozanić “essere su Internet non è un’opportunità ma una necessità per la Chiesa, “perché essa non rimanga a margine dello sviluppo tecnologico; perché senza questa presenza non riuscirebbe a dialogare con migliaia di giovani”; perché “oggi la comunicazione passa in grande parte da questa nuova tecnologia. Motivi buoni ma non sufficienti: in realtà, conclude l’arcivescovo, “la Chiesa ha bisogno di Internet perché ha una Buona Novella da comunicare” e perché su Internet “si sta costruendo il modello antropologico dell’uomo di domani”.

    fonte: Agenzia Sir

  2. #22
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    CEEM: MONS. DI FALCO LÉANDRI, INTERNET È “FORMIDABILE ECO DELLA VITA DEL MONDO”
    “I tre avvenimenti che lo scorso inverno hanno creato scompiglio nella vita della nostra Chiesa”, per usare la definizione dei media: “l'affaire Williamson, l'affaire della scomunica di Recife e l'affaire del preservativo”, hanno rivelato “la forza e la debolezza della comunicazione della Chiesa nel contesto della trionfante cultura di Internet”. Ha esordito così, questo pomeriggio in Vaticano, mons. Jean-Michel di Falco Léandri, vescovo di Cap e d’Embrun, e presidente della Commissione episcopale europea per i media (Ceem), introducendo i lavori dell’Assemblea plenaria della commissione del Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa (Ccee) su “La cultura di Internet e la comunicazione della Chiesa” (fino al 15 novembre). “Non illudiamoci e non facciamo gli struzzi – è l’esortazione di mons. di Falco -. Internet si trasforma, trasforma la nostra società e non può che trasformare la Chiesa e il nostro modo di essere e operare”. “Viviamo in un mondo pluralista - afferma ancora il presidente Ceem - nel quale grazie a Internet molti possono avere accesso a tutto e proporre il proprio punto di vista su tutto. La Chiesa non può non tenerne conto”; per questo “non può comunicare come se non esistessero altre concezioni e interpretazioni del mondo”. Nel proclamare la Parola essa deve anche “porsi all'ascolto della vita del mondo di cui Internet è una formidabile eco".
    Secondo il presidente Ceem, nel messaggio per la 44ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (23 maggio 2010) “Il prete e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola”, il Papa “sottolinea l'urgenza di un'evangelizzazione attraverso il mondo digitale e del mondo digitale”. Occorre pertanto che i sacerdoti “si circondino di laici competenti per la creazione e la gestione dei siti cattolici”: una presenza in grado di mostrare “che non si può ridurre la Chiesa alla sua gerarchia e al Papa” come, sottolinea mons. di Falco Léandri, “spesso fanno i media”. All'Assemblea verranno rappresentate realtà come Facebook, YouTube, Wikipedia e Google, utilizzate soprattutto dai giovani, la cosiddetta web generation. Per mons. di Falco Lèandri “non sono i giovani a non andare più verso la Chiesa; è la Chiesa ad essere lontana”. Di qui l’importanza di “promuovere una presenza cristiana sul web fatta di operatori in grado di padroneggiare le tecniche della comunicazione, ma anche di offrire spazi per la ricerca, l'incontro e la preghiera". Il sito ideale per il presidente Ceem è infatti “aperto al dibattito ma intransigente sui principi fondamentali”, ed in grado di “risvegliare le coscienze proponendo la verità di Cristo in modo fermo ma al tempo stesso amichevole”. "La nostra evangelizzazione in rete – conclude - deve essere come la croce: orizzontale per estensione e verticale per profondità e qualità”.

    fonte: Agenzia Sir

  3. #23
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    Monsignor Tighe all'incontro della Ceem

    Cattolici su Internet da competenti
    C'è da spiegare Cristo

    Roma, 13. "Ogni contatto della Chiesa con Internet, come con qualsiasi altro strumento di comunicazione di ultima generazione, deve essere teologicamente informato. Non siamo lì a vendere un messaggio qualunque ma ad annunciare, spiegare, approfondire la Parola di Cristo, che può ancora toccare i cuori di tutti e che ci invita continuamente a un cammino comune di fede e di servizio". Lo ha detto monsignor Paul Tighe, segretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, intervenuto questa mattina alla riunione della Commissione episcopale europea per i media (Ceem) che si sta svolgendo in Vaticano. Monsignor Tighe ha sottolineato l'importanza per qualsiasi persona anche di Chiesa di capire a fondo le capacità, ma anche i potenziali rischi delle nuove tecnologie prima di affidare ad esse il proprio messaggio.
    "La sfida per noi uomini di Chiesa - ha spiegato il segretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali - è di pensare come possiamo essere presenti in questo mondo in maniera utile e intelligente. Non è solo un problema tecnologico. Occorre trovare una strategia, il linguaggio giusto per esprimere i contenuti del nostro ministero, della nostra missione, un linguaggio che non sia solo testuale ma anche visuale, che attragga il visitatore anche con le immagini". Tighe ha detto che la sfida più grande da vincere, oggi, è quella al relativismo, atteggiamento di pensiero che rischia di trovare sul web ampio sviluppo: "Per vincere la sfida è fondamentale dare informazioni vere, corrette, inconfutabili, fornire risposte concrete alle domande più urgenti. Anche nel mondo dell'interattività - ha ribadito - il relativismo si batte con la certezza, con la verità".
    L'assemblea plenaria della Ceem, che ha come tema "La cultura di Internet e la comunicazione della Chiesa", aveva questa mattina in programma una tavola rotonda dal titolo "Chi fa la comunicazione oggi? Tra social network, social agent, social news e social encyclopaedia". Sono intervenuti Christian Hernandez Gallardo, di Facebook, Christophe Muller, direttore delle società di YouTube in sud ed est Europa, Medio Oriente e Africa, Delphine Ménard, di Wikimedia France, ed Evan Prodromou, di Status.net-identica.ca. Hanno spiegato la filosofia, la metodologia, il funzionamento degli strumenti che fanno capo alle loro imprese, strumenti che si rivolgono universalmente a tutti. E tutti, indistintamente, sono gli utenti. In particolare Hernandez Gallardo ha sottolineato come, negli ultimi tempi, molte parrocchie e alcune diocesi abbiano cominciato ad essere presenti su Facebook e come alcuni utenti inseriscano tra le immagini dei loro "amici" anche le foto di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. (giovanni zavatta)



    (©L'Osservatore Romano - 14 novembre 2009)
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  4. #24
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    Wikipedia, la Chiesa e la verità

    Intervista a Delphine Ménard, tesoriere di Wikimedia Francia


    di Jesús Colina


    CITTÀ DEL VATICANO, giovedì, 26 novembre 2009 (ZENIT.org).- Lo straordinario successo che ha riscosso Wikipedia, l’enciclopedia su Internet alimentata dai contributi dei singoli utenti, interpella anche la Chiesa, istituzione che da duemila anni presenta una Verità oggettiva.

    Su questo tema, Delphine Ménard, tesoriere di Wikimedia Francia, la filiale francese della fondazione che gestisce Wikipedia, ha partecipato alla riunione della Commissione per i Media, del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), che si è svolta presso l’Aula Vecchia del Sinodo, in Vaticano, dal 12 al 15 novembre.

    ZENIT ha intervistato questa esperta di comunicazione per comprendere meglio quale sia la visione che Wikipedia ha della Chiesa cattolica e della ricerca della verità, propria dello spirito umano.

    Come è andata, per lei, la riunione in Vaticano?

    Delphine Ménard: La Chiesa svolge un ruolo molto importante nella storia e nella società, e Wikipedia cerca di parlare di storia e di società, in un contesto enciclopedico. Mi sembra che l’interesse mostrato dalla Chiesa per Internet sia estremamente positivo. È importante per ciascuno di noi stare al passo dei tempi, quando i canali di informazione e le pratiche di collaborazione cambiano con l’arrivo di nuove tecnologie e nuove comunità.

    L’incontro in Vaticano mi è sembrato altamente illuminante sulle sfide che la Chiesa deve affrontare in questo contesto. Le questioni che sono state poste erano sempre di alto livello e, cosa ancora più importante, ho potuto incontrare persone estremamente interessanti e scambiare con loro opinioni costruttive sul significato del vivere nel mondo odierno ed essere “in missione”.

    Ha chiesto ai vescovi di diventare editori di Wikipedia?

    Delphine Ménard: Abbiamo chiesto alle persone presenti se avessero già contribuito alle voci di Wikipedia e solo il 10% si è pronunciato. Penso che, sebbene la comunità di Wikipedia accoglie sempre con piacere nuovi collaboratori, non cerchiamo di fare pressione perché contribuiscano qualora non vogliano.

    Personalmente penso che sarebbe un bene che i vescovi dessero il loro apporto a Wikipedia, soprattutto perché sono tutte persone estremamente colte ed esperte di diversi campi. In ogni caso, al pari di tutti gli altri editori, anche loro sarebbero chiamati ad attenersi alla regola del punto di vista neutro, che è la cosa più difficile per tutti i collaboratori, indipendentemente dalle proprie credenze.

    Perché ha deciso di lavorare a questo progetto?

    Delphine Ménard: Ho scoperto Wikipedia per caso e ho iniziato a collaborare con la versione francese circa cinque anni fa semplicemente per divertimento. Questa attività mi ha preso al punto tale che passavo tutto il tempo libero a dare il mio apporto di contenuti a Wikipedia. Poi ho aiutato ad organizzare Wikimania, la conferenza internazionale di Wikimedia, a Francoforte, in Germania. Da allora sono entrata nell’organizzazione.

    Sono membro dell’associazione non profit Wikimedia Francia sin dalla sua origine. Ho lavorato per tre anni – di cui la metà del tempo come volontaria – per la Wikimedia Foundation, l’organizzazione statunitense che gestisce il sito, in qualità di coordinatrice dei capitoli (le filiali dei diversi Paesi). Wikipedia è il quinto sito più visitato al mondo e il suo mantenimento è assicurato da centomila volontari sparsi nel mondo. Solo quaranta persone vengono stipendiate in tutto il mondo per aiutare i volontari con il supporto amministrativo, tecnico, di raccolta fondi e di gestione dei diversi programmi.

    Il motivo per cui dopo cinque anni continuo ad esserne coinvolta è perché penso che la missione di Wikimedia sia estremamente importante. In un mondo sommerso da informazioni, un mondo che vive di modelli gestionali a corto raggio, l’idea di contribuire per mettere a disposizione di tutti una risorsa gratuita permanente per l’educazione è affascinante e molto ambiziosa. Penso che sia una missione essenziale per le generazioni future.

    La Chiesa cattolica annuncia una Verità. In Wikipedia voi cercate di dare spazio a diverse verità, punti di vista... Vi è una contraddizione in questo?

    Delphine Ménard: Sì, credo che sia una contraddizione fondamentale, ma che sia necessario conviverci. Wikipedia non cerca di presentare una verità, né verità diverse, quanto piuttosto i fatti, nel modo più solido possibile, perché ciascuno possa formarsi un’opinione propria, con l’obiettivo di assicurare una presentazione neutra.

    Credo che sia qualcosa di cui tutti dobbiamo tenere conto e immagino, come mi ha detto un appassionato di Wikipedia vicino alla Chiesa, che presentare il Vangelo in questo contesto sia una sfida per la Chiesa, così come lo è per Wikipedia assicurare che i lettori dispongano di informazioni sui fatti, su cui fondare la propria riflessione.


    © Innovative Media, Inc.

    fonte: http://www.zenit.org/article-20496?l=italian
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  5. #25
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    Chiesacattolica.it si rinnova

    Si terrà a Roma alle ore 12.00 del 3 dicembre 2009 presso la Sala Marconi di Radio Vaticana (Piazza Pia, 3) la Conferenza Stampa di presentazione del nuovo sito internet ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana. Sono previsti gli interventi di S.E. Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI; di Mons. Domenico Pompili, Sottosegretario e Portavoce della CEI; del Dott. Giovanni Silvestri, Responsabile del Servizio Informatico della CEI.

    fonte: Conferenza Episcopale Italiana, Ufficio per le Comunicazioni sociali
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  6. #26
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    03/12/2009 15.37.28
    La Cei inaugura il nuovo sito internet



    Sarà on line martedì prossimo il nuovo sito internet della Conferenza Episcopale Italiana, presentato oggi nella Sala Marconi della nostra emittente. Si tratta di un restyiling per rispondere al meglio alle esigenze delle diocesi e delle parrocchie ma anche per imprimere uno slancio alla “conversione culturale” che viene richiesta alla Chiesa. Attualmente sono 400mila i visitatori mensili e oltre 2milioni e mezzo le pagine cliccate. Benedetta Capelli:


    Semplicità di accesso, facilità di reperire informazioni e attenzione particolare alle 226 diocesi e 26mila parrocchie presenti in Italia. Sono i punti di forza sui quali poggia il nuovo sito della Cei, ritoccato per rilanciare il nesso profondo tra Chiesa e comunicazione. Un concetto espresso da mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei:

    “Comunicare è nel Dna, nel costitutivo stesso della Chiesa. Se la Chiesa non comunica e non annuncia, non esiste nemmeno. Per la Chiesa esistere significa comunicare, annunciare”.

    Una missione che si esprime e corre sulla rete. Ancora mons. Mariano Crociata:

    “Comunicare con immediatezza e usabilità. Le informazioni che riguardano la Cei e in particolare le attività e le iniziative”.

    Tra le novità di chiesa cattolica.it la pagina personale del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, del segretario mons. Crociata e la visualizzazione dei prodotti di Tv 2000 e Radio Inblu, ma anche di Avvenire e Sir. Un passo sempre più indirizzato a informare, costruire ed operare, ma attenzione a non confondere realtà e virtualità, in particolare sul fenomeno delle confessioni on line. Mons. Mariano Crociata:

    “Qui c’è tutto l’ambito del rapporto tra virtuale e reale e diretto che andrebbe chiarito. Per noi il fondamento è l’Incarnazione del Verbo e il carattere di segno concreto che hanno tutti i Sacramenti”.

    Una sfida nuova per la Chiesa sempre più attenta alla “generazione digitale” come l’ha definita Benedetto XVI.

    fonte: Radio Vaticana
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  7. #27
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    Bagnasco: i media rispettino la persona
    Il presidente della Cei all’Ucsi: serve un linguaggio serio e sereno Pompili: ci siano sempre meno brontoloni e più informatori


    DA ROMA GIANNI CARDINALE

    « Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone». Sono parole del Messaggio di Benedetto XVI per la 42ª giornata mondiale delle comunicazioni sociali che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha voluto citare nel saluto che ha inviato al Congresso dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) nel cinquantesimo di Fondazione. Il saluto del porporato, letto dal presidente dell’Ucsi Andrea Melodia all’inizio del Congresso (sul tema «Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione. 50 anni di Ucsi») che si è celebrato nella Sala Aldo Moro della Camera dei deputati, continuando nella citazione pontificia ribadisce la necessità, in ambito mediatico, di «un’'info-etica' così come esiste la bioetica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita». «Il nostro Paese – ha aggiunto poi Bagnasco – di fronte alle grandi questioni che lo interrogano ha bisogno di un linguaggio serio e sereno, di cultura del rispetto, di passione per il bene comune». «Anche a voi – ha poi detto rivolgendosi ai delegati Ucsi –, ricordando le vostre radici intellettuali e religiose, viene affidata una grande responsabilità».
    Il presidente Melodia in apertura dei lavori ha letto anche un telegramma inviato dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, insieme ai messaggi inviati anche da Gianfranco Fini, Gianni Letta e Rocco Buttiglione. La relazione introduttiva è stata tenuta dal storico Alberto Monticone. E durante la manifestazione è stato proiettato un documentario sui cinquant’anni del giornalismo italiano contenente una «pregnante» intervista del cardinale Roberto Tucci, che, da semplice gesuita, fu vice-presidente dell’Ucsi dal 1961 al 1982. Il filmato conteneva anche una vecchia intervista al padre Pasquale Borgomeo, l’assistente ecclesiastico nazionale scomparso nello scorso luglio. Mentre in sala erano presenti anche l’assistente ecclesiastico dell’Ucsi del Lazio, il salesiano don Giuseppe Costa, direttore della Libreria editrice vaticana, e padre Francesco Occhetta, scrittore della Civiltà Cattolica.
    La manifestazione era stata preceduta dalla Messa celebrata nella Basilica di san Lorenzo in Lucina da monsignor Domenico Pompili, sottosegretario e direttore dell’Ufficio comunicazioni della Cei. Nell’omelia monsignor Pompili, prendendo spunto dalle letture del giorno, ha detto: «Dobbiamo riconoscere che talvolta anche nel mondo dell’informazione abbondano le analisi preoccupate ma non si riesce a far emergere, oltre la diagnosi, una possibile svolta. Manca lo sguardo che vada oltre la cronaca per lo più triste dei nostri giorni». A questo proposito Pompili ha richiamato l’invito di Benedetto XVI proposto agli uomini della cultura di oggi, di «guardare oltre le cose penultime e mettersi in ricerca di quelle ultime, vere». «Questo atteggiamento – ha concluso il sottosegretario Cei – che per il Papa sintetizza oggi il 'quaerere Deum' ridefinisce anche la missione dell’Ucsi affinché nel mondo dell’informazione ci siano sempre meno brontoloni e sempre più informatori».

    fonte: Avvenire, 05/12/09
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  8. #28
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    «L’Italia ha bisogno di una cultura del rispetto»

    Pubblichiamo il saluto inviato ieri dal cardinale Angelo Bagnasco al Congresso Ucsi nel cinquantesimo di fondazione.

    In occasione del vostro congresso per celebrare cinquant’anni di un giornalismo da sempre attento alla dignità e ai diritti della persona umana, mi è particolarmente gradito rivolgervi un saluto e un augurio che vorrei collocare all’interno di due vostre scelte prioritarie: la prima scelta sull’etica professionale, la seconda scelta sulla formazione delle nuove generazioni.
    Per il primo, al quale vi state dedicando da anni con convinzione giungendo alla redazione di un «Manifesto per un’etica dell’informazione», vorrei riprendere un passo dal messaggio di Benedetto XVI per la 42ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: «Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone. Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un’'info-etica' così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita».
    Per il secondo punto, relativo alla formazione delle nuove generazioni, vorrei esprimere la mia gratitudine e il mio incoraggiamento perché esso ben si inserisce nel percorso che la Chiesa italiana ha iniziato proprio a riguardo della questione educativa. Anche nella realtà dei media si avverte l’importanza e l’urgenza di «padri e maestri» che con la loro testimonianza professionale, umana e cristiana, sappiano indicare ai giovani la strada del servizio alla verità in alternativa a quella del protagonismo.
    In questo contesto si inserisce anche il vostro impegno per la tutela del lavoro giornalistico da ogni punto di vista. C’è infine un altro aspetto a cui vorrei accennare.
    Il nostro Paese di fronte alle grandi questioni che lo interrogano ha bisogno di un linguaggio serio e sereno, di cultura del rispetto, di passione per il bene comune.
    Anche a voi, ricordando le vostre radici intellettuali e religiose, viene affidata una grande responsabilità. La celebrazione dei cinquanta anni dell’Ucsi sarà certamente un’occasione per riflettere sul piano professionale di fronte ai grandi cambiamenti sociali e culturali e agli straordinari progressi tecnologici ma sarà anche una grande occasione per consolidare quella fedeltà alla Verità che in cinquanta anni vi ha accompagnato.

    cardinale Angelo Bagnasco arcivescovo di Genova presidente della Cei

    fonte: Avvenire, 05/12/09
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  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    "Questo canale offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre Benedetto XVI e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.
    E' aggiornato quotidianamente.
    Le immagini sono prodotte dal Centro Televisivo Vaticano (CTV), i testi sono redatti dalla Radio Vaticana (RV) e dal CTV.
    Le videonews offrono una presentazione delle posizioni più autorevoli della Chiesa cattolica sulle principali questioni del mondo d'oggi.
    I link permettono l'accesso ai testi completi ed ufficiali dei documenti citati."


    Che bello!!!!
    Grazie!

  10. #30
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    AVVISO DI CONFERENZA STAMPA, 19.01.2010

    Si informano i giornalisti accreditati che sabato 23 gennaio 2010, alle ore 11.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si terrà una conferenza stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 44a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (16 maggio 2010) sul tema: "Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola".

    Interverranno:

    S.E. Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali;

    Rev.mo Mons. Paul Tighe, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

    (Il Messaggio è da considerarsi sotto embargo fino alle ore 12 di sabato 23 gennaio 2010. Il testo del Messaggio - in lingua italiana, inglese, francese spagnola e tedesca - sarà a disposizione dei giornalisti accreditati a partire dalle ore 9 di sabato 23 gennaio 2010).

    * * *

    Si informano inoltre i giornalisti che sabato 23 gennaio 2010, alle ore 9.30, nella Chiesa di S. Maria in Traspontina, S.E. Mons. Claudio M. Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, presiederà la Celebrazione della Santa Messa in occasione della festività di S. Francesco di Sales (24 gennaio), patrono dei giornalisti, e della presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 44a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, dal tema: "Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola".

    Tutti i giornalisti sono invitati a partecipare alla Celebrazione.

    [00070-01.01]

    [B0038-XX.01]

    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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