Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 26 di 27 PrimaPrima ... 1624252627 UltimaUltima
Risultati da 251 a 260 di 264

Discussione: Ordine Francescano: storia dell'Ordine, spiritualità, notizie dalle varie Famiglie

  1. #251
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    52,215
    Ringraziato
    3454
    Lettera del Santo Padre al Custode di Terra Santa in occasione degli 800 anni della presenza francescana
    (17 ottobre 2017).

  2. #252
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    52,215
    Ringraziato
    3454
    Papa Francesco: nomina il card. Vallini legato pontificio per le Basiliche di Assisi

    Papa Francesco ha nominato legato pontificio per le Basiliche di san Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi il card. Agostino Vallini, vicario generale emerito di Sua Santità per la diocesi di Roma. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana. In una nota della sala stampa del Sacro Convento di Assisi le prime parole del card. Vallini dopo la nomina: “Come faremmo senza san Francesco? Sono un appassionato del santo di Assisi”. “Come vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma – aggiunge – ogni giorno avevo davanti a me l’immagine di san Francesco a Roma. Non solo nel mio ministero pastorale la sua figura mi ha accompagnato, ma anche quando nel 1948, a 8 anni, andai per la prima volta in pellegrinaggio ad Assisi con mia mamma”. “Questo primo ricordo del card. Vallini – commenta padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi – fa emergere l’affetto degli italiani verso la figura del santo di Assisi. E dimostra che una Chiesa con al centro Francesco diventa sempre più una Chiesa che ascolta e vive il Vangelo, che è attenta agli ultimi, che è attenta all’Uomo. E oggi la prima missione della Chiesa è l’uomo”.

    ---

    Assisi: il card. Vallini nuovo legato pontificio delle Basiliche papali. L’augurio dei custodi padre Gambetti e padre Renda

    “Viviamo questo momento di gioia con le parole di san Francesco: ‘obbedienza e riverenza al Signor Papa Innocenzo e ai suoi successori’”. Con queste parole le famiglie francescane dei frati minori conventuali della Basilica di san Francesco di Assisi e dei frati minori della Basilica della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli, attraverso i loro custodi padre Mauro Gambetti e padre Giuseppe Renda, si rallegrano per la nomina del card. Agostino Vallini come nuovo legato pontificio delle Basiliche papali. “Nel ringraziare Papa Francesco per la premura e la scelta del neo legato pontificio – si legge in una nota diffusa dalla sala stampa del Sacro Convento di Assisi – affidano alla preghiera e all’intercessione di san Francesco il ministero pastorale che gli è stato assegnato”.


    fonte: SIR [1 - 2]
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
    Et venit in omnem regionem circa Iordanem praedicans baptismum paenitentiae.
    (Luc. 3,2-3)

  3. #253
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    52,215
    Ringraziato
    3454
    Udienza ai Membri delle Famiglie Francescane del Primo Ordine e del Terz’Ordine Regolare, 23.11.2017


    Alle ore 11.40 di questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri delle Famiglie Francescane del Primo Ordine e del Terz’Ordine Regolare.

    Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti all’incontro:

    Discorso del Santo Padre

    Cari fratelli,

    il “Signor Papa”, come lo chiamava san Francesco, vi accoglie con gioia e in voi accoglie i fratelli francescani che vivono e lavorano in tutto il mondo. Grazie per quello che siete e per quello che fate, specialmente a favore dei più poveri e svantaggiati.

    «Tutti allo stesso modo siano chiamati minori», si legge nella Regola non bollata.1 Con questa espressione san Francesco non parla di qualcosa di facoltativo per i suoi fratelli, ma manifesta un elemento costitutivo della vostra vita e missione.

    In effetti, nella vostra forma di vita, l’aggettivo “minore” qualifica il sostantivo “fratello”, dando al vincolo della fraternità una qualità propria e caratteristica: non è la stessa cosa dire “fratello” e dire “fratello minore”. Per questo, parlando di fraternità bisogna tenere ben presente questa caratteristica tipica francescana della relazione fraterna, che esige da voi una relazione di “fratelli minori”.

    Da dove è venuta a Francesco l’ispirazione di porre la minorità come elemento essenziale della vostra fraternità?2

    Essendo Cristo e il Vangelo l’opzione fondamentale della sua vita, con tutta sicurezza possiamo dire che la minorità, pur non mancando di motivazioni ascetiche e sociali, nasce dalla contemplazione dell’incarnazione del Figlio di Dio e la riassume nell’immagine del farsi piccolo, come un seme. E’ la stessa logica del “farsi povero da ricco che era” (cfr 2 Cor 8,9). La logica della “spogliazione”, che Francesco attuò alla lettera quando «si spogliò, fino alla nudità, di tutti i beni terreni, per donarsi interamente a Dio e ai fratelli».3

    La vita di Francesco è stata segnata dall’incontro con Dio povero, presente in mezzo a noi in Gesù di Nazareth: una presenza umile e nascosta che il Poverello adora e contempla nell’Incarnazione, nella Croce e nell’Eucaristia. D’altra parte, sappiamo che una delle immagini evangeliche che più impressionò Francesco è quella della lavanda dei piedi ai discepoli nell’Ultima Cena.4

    La minorità francescana si presenta per voi come luogo di incontro e di comunione con Dio; come luogo di incontro e di comunione con i fratelli e con tutti gli uomini e le donne; infine, come luogo di incontro e di comunione con il creato.

    La minorità è luogo di incontro con Dio

    La minorità caratterizza in modo speciale la vostra relazione con Dio. Per san Francesco l’uomo non ha nulla di suo se non il proprio peccato, e vale quanto vale davanti a Dio e nulla più. Per questo la vostra relazione con Lui dev’essere quella di un bambino: umile e confidente e, come quella del pubblicano del Vangelo, consapevole del suo peccato. E attenzione all’orgoglio spirituale, all’orgoglio farisaico: è la peggiore delle mondanità.

    Una caratteristica della vostra spiritualità è quella di essere una spiritualità di restituzione a Dio. Tutto il bene che c’è in noi o che noi possiamo fare è dono di Colui che per san Francesco era il Bene, «tutto il bene, il sommo bene»5 e tutto va restituito all’ «altissimo, onnipotente e buon Signore».6 Lo facciamo attraverso la lode, lo facciamo quando viviamo secondo la logica evangelica del dono, che ci porta a uscire da noi stessi per incontrare gli altri e accoglierli nella nostra vita.

    La minorità è luogo di incontro con i fratelli e con tutti gli uomini e le donne

    La minorità si vive prima di tutto nella relazione con i fratelli che il Signore ci ha donato.7 Come? Evitando qualsiasi comportamento di superiorità. Questo vuol dire sradicare i giudizi facili sugli altri e il parlare male dei fratelli alle loro spalle – è nelle “Ammonizioni” questo! - ;8 rigettare la tentazione di usare l’autorità per sottomettere gli altri; evitare di “far pagare” i favori che facciamo agli altri mentre quelli degli altri a noi li consideriamo dovuti; allontanare da noi l’ira e il turbamento per il peccato del fratello.9

    Si vive la minorità come espressione della povertà che avete professato,10 quando si coltiva uno spirito di non appropriazione nelle relazioni; quando si valorizza il positivo che c’è nell’altro, come dono che viene dal Signore; quando, specialmente i Ministri, esercitano il servizio dell’autorità con misericordia, come esprime magnificamente la Lettera a un Ministro,11 la migliore spiegazione che ci offre Francesco di ciò che significa essere minore rispetto ai fratelli che gli sono stati affidati. Senza misericordia non c’è né fraternità né minorità.

    La necessità di esprimere la vostra fraternità in Cristo fa sì che le vostre relazioni interpersonali seguano il dinamismo della carità, per cui, mentre la giustizia vi porterà a riconoscere i diritti di ciascuno, la carità trascende questi diritti e vi chiama alla comunione fraterna; perché non sono i diritti che voi amate, ma i fratelli, che dovete accogliere con rispetto, comprensione e misericordia. I fratelli sono l’importante, non le strutture.

    La minorità va anche vissuta in relazione a tutti gli uomini e le donne con cui vi incontrate nel vostro andare per il mondo, evitando con la massima cura ogni atteggiamento di superiorità che vi possa allontanare dagli altri. San Francesco esprime chiaramente questa istanza nei due capitoli della Regola non bollata dove mette in rapporto la scelta di non appropriarsi di nulla (vivere sine proprio) con l’accoglienza benevola di ogni persona fino alla condivisione della vita con i più disprezzati, con quelli che sono considerati veramente i minori dalla società: «Si guardino i frati, ovunque saranno […], di non appropriarsi di alcun luogo e di non contenderlo ad alcuno. E chiunque verrà da loro, amico o avversario, ladro o brigante, sia ricevuto con bontà».12 E anche: «E devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi, e tra i mendicanti lungo la strada».13

    Le parole di Francesco spingono a chiedersi come fraternità: Dove stiamo? Con chi stiamo? Con chi siamo in relazione? Chi sono i nostri preferiti? E, dato che la minorità interpella non solo la fraternità ma ciascuno dei suoi componenti, è opportuno che ognuno faccia l’esame di coscienza sul proprio stile di vita; sulle spese, sul vestire, su quello che considera necessario; sulla propria dedizione agli altri, sul fuggire dallo spirito di curare troppo se stessi, anche la propria fraternità.

    E, per favore, quando fate qualche attività per i “più piccoli”, gli esclusi e gli ultimi, non fatelo mai da un piedistallo di superiorità. Pensate piuttosto che tutto quello che fate per loro è un modo di restituire ciò che gratuitamente avete ricevuto. Come ammonisce Francesco nella Lettera a tutto l’Ordine: «Nulla di voi trattenete per voi».14 Fate uno spazio accogliente e disponibile perché entrino nella vostra vita tutti i minori del vostro tempo: gli emarginati, uomini e donne che vivono per le nostre strade, nei parchi o nelle stazioni; le migliaia di disoccupati, giovani e adulti; tanti malati che non hanno accesso a cure adeguate; tanti anziani abbandonati; le donne maltrattate; i migranti che cercano una vita degna; tutti quelli che vivono nelle periferie esistenziali, privati di dignità e anche della luce del Vangelo.

    Aprite i vostri cuori e abbracciate i lebbrosi del nostro tempo, e, dopo aver preso coscienza della misericordia che il Signore vi ha usato,15 usate con essi misericordia, come la usò il vostro padre san Francesco;16 e, come lui, imparate a essere «infermo con gli infermi, afflitto con gli afflitti».17 Tutto questo, lungi dall’essere un sentimento vago, indica una relazione tra persone così profonda che, trasformando il vostro cuore, vi porterà a condividere la loro stessa sorte.

    La minorità luogo di incontro con il creato

    Per il Santo di Assisi, il creato era «come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza».18 La creazione è «come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia».19

    Oggi – lo sappiamo - questa sorella e madre si ribella perché si sente maltrattata. Davanti al deteriorarsi globale dell’ambiente, vi chiedo che come figli del Poverello entriate in dialogo con tutto il creato, prestandogli la vostra voce per lodare il Creatore, e, come faceva san Francesco, abbiate per esso una particolare cura, superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale. Collaborate con varie iniziative alla cura della casa comune, ricordando sempre la stretta relazione che c’è tra i poveri e la fragilità del pianeta, tra economia, sviluppo, cura del creato e opzione per i poveri.20

    Cari fratelli, vi rinnovo la richiesta di san Francesco: E siano minori. Dio custodisca e faccia crescere la vostra minorità.

    Su tutti voi invoco la benedizione del Signore. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

    Grazie!

    ________________________________________ _________

    1 6,3: FF 23.

    2 Cfr 1Cel 38: FF 386.

    3 Lettera al Vescovo di Assisi per l’inaugurazione del Santuario della Spogliazione, 16 aprile 2017).

    4 Cfr Regola non bollata 6,4: FF 23; Ammonizioni 4,2: FF 152.

    5 Lodi al Dio Altissimo, 3: FF 261.

    6 Cantico di Frate Sole, 1: FF 263.

    7 Cfr Testamento, 14: FF 116.

    8 Cfr Ammonizioni, 25: FF 174.

    9 Cfr ibid., 11: FF 160.

    10 Cfr Regola bollata, 1,1: FF 75; Ammonizioni, 11: FF 160.

    11 Cfr FF 234-237.

    12 7,13-14: FF 26.

    13 9,2: FF 30.

    14 2,29: FF 221.

    15 Cfr 1Cel 26: FF 363.

    16 Cfr Testamento: FF 110-131.

    17 Leggenda dei tre compagni, 59: FF 1470.

    18 Lett. enc. Laudato si’, 12.

    19 Ibid., 1.

    20 Cfr ibid., 15-16.

    [01774-IT.02] [Testo originale: Italiano]

    [B0819-XX.02]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  4. #254
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
    Data Registrazione
    Nov 2010
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    2,118
    Ringraziato
    156

    Post

    Padre Isaia, verso la beatificazione
    "Le sue virtù saranno universalmente riconosciute”

    “La Congregazione delle Cause dei Santi, con decreto a firma del cardinale prefetto Angelo Amato e dell'arcivescovo Marcello Bartolucci, ha riconosciuto la validità giuridica dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù, la fama di santità e dei segni del Servo di Dio Padre Isaia Columbro da Foglianise. Inchiesta che si era aperta il 13 luglio 2014 ed era stata ultimata il 21 maggio 2016. Insieme a Padre Pio da Pietrelcina al quale Papa Francesco renderà omaggio il prossimo 17 marzo, Padre Isaia Columbro da Foglianise va ad arricchire quella testimonianza di spiritualità di cui è ricca la nostra terra sannita e la regione Campania". Lo ha annunciato il Consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Agricoltura della Campania, Erasmo Mortaruolo che commenta: “Il Sannio accoglie con grande gioia la notizia. Sono convinto - prosegue Mortaruolo - che Papa Francesco, ispirato agli ideali del Santo di Assisi che è l'uomo che ama e custodisce il creato, darà un impulso tutto speciale affinché si possano raggiungere con celerità i traguardi della beatificazione e della santità che sono una speranza tra i fedeli e quanti, come me, hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Costanti erano infatti le sue visite nella mia comunità di Torrecuso alla quale era molto legato incontrando fedeli, visitando i malati e aiutando famiglie in difficoltà. La sua vita e le sue opere sono un monito di grande attualità che sollecita le Istituzioni, i fedeli, l'intera società all'accoglienza, all'integrazione, alla generosità. Questo annuncio è per me, per il Sannio ma anche per la Regione Campania motivo di grande emozione e speranza certi che le sue doti umane, il suo spessore spirituale e la sua profonda semplicità saranno universalmente riconosciute. Virtù che hanno fatto di lui un frate esemplare amato da tutti, una figura luminosa da proporre come testimonianza di vita dedita al prossimo e ai valori veri che sono propri di chi ha vissuto una vita autentica segnata dalla presenza viva, sofferta, operosa, sincera nel segno dell'apostolato. È stato infatti definito a furore popolare come il frate dell'accoglienza. E fu proprio San Pio da Pietrelcina a indirizzarlo su questa strada nel 1953. Non è un caso, dunque, che in questo anno speciale, per volere di Papa Francesco, protagonisti siano proprio i due religiosi: San Pio da Pietrelcina nel centenario dell'apparizione delle stimmate e il Servo di Dio Fra Isaia Columbro da Foglianise a 110 anni dalla nascita. Due figure dalla forte carica spirituale tanto radicate nel cuore della nostra gente accomunate già in vita dalla fama di santità”.



    fonte

  5. Il seguente utente ringrazia westmalle per questo messaggio:

    Fidei Depositum (22-01-2018)

  6. #255
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
    Data Registrazione
    Nov 2010
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    2,118
    Ringraziato
    156

    Post

    Il francescanesimo del futuro annunciato da Radio Vaticana

    (di P. Paolo M. Siano) Lo scorso 10 aprile i Ministri Generali di 3 delle 4 grandi antiche Famiglie Francescane hanno rilasciato un’intervista a Radio Vaticana rivelando che nei loro Ordini è in azione un movimento (guidato dalle rispettive gerarchie) che punta:

    1°) a permettere a frati laici (professi di voti, non sacerdoti né diaconi) di accedere a uffici di “superiorato” (es.: Guardiano, Ministro provinciale, Ministro generale), il che viene ritenuto addirittura «una grazia» per i Francescani;

    2°) a realizzare l’«unificazione» dei 4 Grandi Ordini (solo di quelli?), OFM, OFMConv., OFMCap, TOR. Sarebbe interessante sapere se questo progetto sia condiviso dalla maggioranza dei rispettivi Ordini (e in che misura), o se ci sia magari qualche perplessità di natura giuridica, storica, spirituale, amministrativa, economica. Nei limiti dello spazio concessomi offro qualche considerazione.

    Inizio dal 1° punto. Per capire meglio, guardiamo alla storia.
    Nel 1241 con il generalato di frate Aimone da Faversham comincia la vera e propria clericalizzazione dell’Ordine minoritico: l’Ordine e la Santa Sede vogliono che le cariche di superiore siano affidate solo a chierici, ossia a frati ordinati in sacris.
    Si cercava così di evitare alcuni abusi addebitati al generale Frate Elia, accusato tra l’altro di aver scelto come superiori i frati laici in quanto illetterati e perciò più manipolabili e usati come “controllori” dei frati sacerdoti a lui avversi.
    Nel movimento francescano dell’Osservanza, nel ‘400, solo per pochi anni è consentito a frati laici l’accesso ad alcune cariche di superiorato.
    I Cappuccini, nati nel ‘500, riprendono l’uso di consentire il superiorato anche a frati laici. Nonostante il can. IV della sess. 22a del Concilio di Trento (17-09-1562), i Cappuccini ottengono nel 1566 la dispensa (pro-laici) da Papa Pio V, ma dal 1605 comincia anche per loro la clericalizzazione.
    Ancora nel 1646, il cappuccino P. Paulino da Bouvvais difende l’accesso dei frati laici alle cariche dell’Ordine. Tra i Frati Minori Osservanti Riformati (almeno nel XVII sec.) i frati laici possono essere superiori di “ritiri” (ad es., il B. Bonaventura da Barcellona, 1620-1684). In ogni caso, negli Ordini francescani le cariche “maggiori” rimangono riservate, fino ad oggi, a frati chierici. Come la Chiesa, anche gli Ordini Francescani (Ordini e riforme) da secoli sono guidati da coloro che in virtù del Sacramento dell’Ordine sono resi conformi a Cristo Servo e Pastore.

    A questo punto chiediamoci: perché, oggi, c’è così tanta insistenza nel volere i frati laici come superiori? Si dirà: per recuperare lo spirito delle origini! Ce ne rallegriamo. Ma a ben guardare, questa risposta suona strana e alquanto contraddittoria, dato che in epoca contemporanea proprio tra gli Ordini “storici” si è abbandonata la povertà comunitaria, lo stile austero, l’abbondante orazione, l’apostolato apologetico che hanno sempre caratterizzato origini & riforme francescane!

    Perché allora non recuperare prima queste cose più importanti? A questo punto temo che la vera risposta alla nostra domanda, sia da ricercarsi nel ritorno dello “spirito” di Paul Sabatier (1858-1928) piuttosto che nello “spirito” delle origini francescane. Sabatier fu pastore calvinista “sui generis”, uno degli agenti del modernismo europeo di fine Ottocento e inizi Novecento, e filo-massone. Fece scalpore con il suo libro Saint François d’Assise (1893/1894) in cui presentava un (san) Francesco a sua immagine e somiglianza. Il libro finì all’Indice dei Libri Proibiti, mentre poteri e ambienti mondani lo osannavano e lo premiavano.

    Sabatier inventa un (san) Francesco che sogna di creare una Fraternità laicale ma viene costretto, controvoglia, dalla Curia Romana a fondare un Ordine religioso clericale e ad accettare il diaconato. Secondo Sabatier, gli agiografi san Bonaventura e beato Tommaso da Celano avrebbero deformato e “soprannaturalizzato” la figura del Santo secondo i progetti della Curia Romana. All’inizio il mondo francescano reagisce compatto contro le tesi di Sabatier, anche se qualche critica antibonaventuriana viene condivisa da qualche frate tra i Minori e i Cappuccini.

    Dopo il Concilio Vaticano II, lo spirito di Sabatier ricompare più potente e baldanzoso proprio all’interno delle Famiglie Francescane, assieme alle nuove teologie dell’immanenza… Interessanti al riguardo le memorie del beato Gabriele Allegra OFM (1907-1976), il quale criticava la corrente de-clericalizzante e sabatieriana del suo Ordine. Interessanti anche gli studi di padre Giuseppe Buffon OFM sul neosabatierianesimo penetrato nell’OFM. Ai nostri giorni, Sabatier è stato definito da studiosi laici, suoi ammiratori, «padre della moderna storiografia francescana».

    Pregiudizi sabatieriani, o neosabatieriani, sono condivisi anche da prestigiosi studiosi dell’Ordine minoritico (es.: Esser, De Beer, Matura) secondo i quali da ben 7 secoli e mezzo l’Ordine è incatenato dal clericalismo, dal monasticismo e dal giuridismo! Inoltre, secondo padre Andrea Boni OFM, San Francesco non fu diacono e con i suoi primi compagni non ricevette tonsura clericale quando nel 1209 Papa Innocenzo III diede approvazione orale alla loro Proto-Regola. Ecco servita la tesi del Francesco laico e dell’Ordine laicale! E così Sabatier è superato dai suoi discepoli.

    In realtà lo studio critico e spassionato delle fonti attesta che san Francesco fu diacono e che la tesi della tonsura laicale non regge o perlomeno non gode di maggior probabilità della tesi tradizionale (tonsura clericale). Pertanto è certo che con l’approvazione di Papa Innocenzo III e il conferimento di quelle tonsure (clericali), l’Ordine dei Minori nacque clericale. I primi 12 Frati Minori, incluso san Francesco, furono aggregati al clero romano (a quel tempo si distinguevano chierici di ordini maggiori e di ordini minori). È vero che nei primi decenni dell’Ordine, anche laici divennero superiori, ma poi, la saggezza della Chiesa e l’esperienza (es., il caso di frate Elia) fecero riservare a frati chierici le cariche maggiori di superiorato. Che dire? Se proprio si arriverà alla novità laicale, ci si augura che i futuri superiori laici siano preparati dal punto di vista dottrinale e spirituale oltre che giuridico e amministrativo.

    Passo al 2° punto con alcune domande. L’unificazione di OFM, OFMConv., OFMCap., TOR, è davvero una mèta luminosa e divina di progresso nello Spirito Santo (l’Ispiratore di riforme & nuove fondazioni nella Vita Consacrata), oppure è una strategia umana dinanzi al calo numerico dei membri e ai relativi problemi amministrativi ed economici?

    Che sarebbe accaduto alle Famiglie Francescane se in questi ultimi 50 anni, avessero dato più accoglienza, sostegno e protezione a quei moti interni di riforma un pò’ “tradizionali” (più preghiera, austerità, recupero intellettuale e pratico della teologia e della pietà francescana, inclusa la mariologia, impegno apologetico, ecc.) che invece, accusati a torto di essere pre- o anti-conciliari, sono stati scoraggiati, o ridotti, o soffocati, o, nel migliore dei casi, costretti a continuare in autonomia giuridica, additati persino come non-francescani?
    Si stia attenti a non “paralizzare” i doni dello Spirito sotto il pretesto di conformismo spacciato come unità o addirittura obbedienza”… Tanto prima o poi, san Francesco sa farsi sentire… Eccome! Ringraziamo la perspicacia di un Pontefice come Giovanni Paolo II, il quale, tra l’altro, fece nascere noi Francescani dell’Immacolata salvandoci dall’essere “abortiti””… Speriamo che il nostro Santo ci salvi anche dall’ “eutanasia””… (P. Paolo M. Siano)

    fonte

  7. Il seguente utente ringrazia westmalle per questo messaggio:

    Carolum (08-02-2018)

  8. #256
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
    Data Registrazione
    Dec 2006
    Località
    Latina
    Età
    35
    Messaggi
    43,419
    Ringraziato
    3106

    Premi

    Citazione Originariamente Scritto da westmalle Visualizza Messaggio
    Che dire? Se proprio si arriverà alla novità laicale, ci si augura che i futuri superiori laici siano preparati dal punto di vista dottrinale e spirituale oltre che giuridico e amministrativo.
    Però c'è da dire che oggi non c'è l'ignoranza dei secoli passati e anche un francescano non chierico ha fatto un minimo di studi; quindi non è questo il problema.
    Il problema semmai potrebbe essere un "cortocircuito" di ruoli, nel quale si vedrebbe un laico al di sopra di un ordinato.

    Citazione Originariamente Scritto da westmalle Visualizza Messaggio
    Passo al 2° punto con alcune domande. L’unificazione di OFM, OFMConv., OFMCap., TOR, è davvero una mèta luminosa e divina di progresso nello Spirito Santo (l’Ispiratore di riforme & nuove fondazioni nella Vita Consacrata), oppure è una strategia umana dinanzi al calo numerico dei membri e ai relativi problemi amministrativi ed economici?
    E anche se fosse che ci importa? Ben venga questa unificazione e speriamo si faccia presto.
    Anche perché sono divisioni oggi insignificanti e tirate avanti dall'orgoglio. Anche negli agostiniani c'è la stessa situazione e infatti nel 2012 lasciarono una parrocchia di Latina per motivi "numerici". Se i tre rami agostiniani fossero stati uniti, gli agostiniani sarebbero stati ancora qui.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  9. Il seguente utente ringrazia Phantom per questo messaggio:

    Marco123 (08-02-2018)

  10. #257
    Vecchia guardia di CR
    Data Registrazione
    Apr 2012
    Località
    Italia
    Messaggi
    2,707
    Ringraziato
    142
    Credo che la gestione del potere impedirà per decenni qualsiasi serio tentativo di riunificazione.

  11. #258
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
    Data Registrazione
    Nov 2010
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    2,118
    Ringraziato
    156
    Citazione Originariamente Scritto da Phantom Visualizza Messaggio
    E anche se fosse che ci importa? Ben venga questa unificazione e speriamo si faccia presto.
    Anche perché sono divisioni oggi insignificanti e tirate avanti dall'orgoglio. Anche negli agostiniani c'è la stessa situazione e infatti nel 2012 lasciarono una parrocchia di Latina per motivi "numerici". Se i tre rami agostiniani fossero stati uniti, gli agostiniani sarebbero stati ancora qui.
    Su questo ti do ragione, effettivamente non possiamo fare un processo alle intenzioni dei superiori dei 3+1 rami dell'ordine Francescano; però è pur vero quello che si dice nel seguito dell'articolo: se il problema è il calo numerico, la soluzione sarebbe comunque il non dilavare il carsima, come invece è accaduto, promuovendo, nei fatti, la formazioni di nuove comunità religiose in cerca di una vita più austera e più "francescana".

  12. #259
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
    Data Registrazione
    Dec 2006
    Località
    Latina
    Età
    35
    Messaggi
    43,419
    Ringraziato
    3106

    Premi

    Citazione Originariamente Scritto da Marco123 Visualizza Messaggio
    Credo che la gestione del potere impedirà per decenni qualsiasi serio tentativo di riunificazione.
    Se il Vaticano ordina la fusione, c'è poco da obiettare.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  13. #260
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    52,215
    Ringraziato
    3454
    Papa ai Conventuali in Burkina Faso: privilegiare sempre i poveri
    Messaggio di Papa Francesco in occasione del Convegno al Collegio internazionale Seraphicum di Roma sull'opera del Centro medico di Sabou in Burkina Faso dei Frati Minori Conventuali

    Roberto Piermarini - Città del Vaticano

    In occasione del convegno che si apre il 10 ottobre prossimo, il Papa ha inviato un messaggio in cui incoraggia i Frati Minori Conventuali a “continuare la generosa opera di diffusione del vangelo ed il costante sostegno alla chiesa in Burkina Faso, privilegiando sempre i poveri ed operando nelle periferie geografiche ed esistenziali con il prezioso impegno di evangelizzazione e di promozione umana”. Papa Francesco, mentre chiede di perseverare nella preghiera a sostegno del suo ministero petrino, affida alla Vergine Maria, regina delle missioni e a San Massimiliano Kolbe, la fecondità del servizio missionario dell’Ordine ed invia di cuore ai religiosi, ai relatori e a tutti i partecipanti al Convegno, la benedizione apostolica. Tra i partecipanti ci sarà anche Nicolas Meda, Ministro della Salute del Burkina Faso, che interverrà nel corso del convegno.

    Il Centro San Massimiliano Kolbe di Sabou
    In Burkina Faso, il Centro medico San Massimiliano Kolbe che si trova nel Comune rurale di Sabou, opera dal 2003 ed offre assistenza sanitaria gratuita ad oltre 110mila abitanti del posto. Emergenza Sorrisi opera a fianco dei Frati Francescani per fronteggiare l’emergenza sanitaria in un territorio caratterizzato da notevoli problematiche fornendo competenze e formando i medici locali. Il Centro medico offre una serie di servizi che vanno dal pronto soccorso a un reparto di medicina generale con 25 posti letto per adulti e 30 per bambini, un reparto maternità con 12 posti letto e un centro di recupero nutrizionale per i bambini malnutriti. Attualmente sono in fase di costruzione un’area destinata alla radiologia e un centro chirurgico. Soltanto nello scorso anno 2.456 bambini hanno usufruito del servizio di assistenza nutrizionale, mentre sono stati 8.287 gli adulti e 3.725 i bambini che hanno beneficiato di una visita.


    fonte: Vatican News
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
    Et venit in omnem regionem circa Iordanem praedicans baptismum paenitentiae.
    (Luc. 3,2-3)

Discussioni Simili

  1. Frati minori rinnovati
    Di Fabriz nel forum Principale
    Risposte: 108
    Ultimo Messaggio: 04-08-2017, 11:31
  2. Frati Minori Vs Frati Minori Cappuccini
    Di man nel forum Principale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 06-09-2008, 10:38
  3. cosa ne pensate dei frati minori??
    Di ite missa est nel forum Principale
    Risposte: 41
    Ultimo Messaggio: 26-08-2008, 16:06
  4. Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 10-05-2008, 13:35

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •