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Discussione: Compagnia di Gesù (Gesuiti). Storia, informazioni, notizie.

  1. #1
    Cronista di CR L'avatar di Mattia AMDG
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    Compagnia di Gesù (Gesuiti). Storia, informazioni, notizie.

    LA COMPAGNIA DI GESU'
    Notizie, informazioni, discussioni sui gesuiti.






    Mi fa molto piacere poter dare inizio ad una discussione sulla Compagnia di Gesù, un ordine a cui devo molto per la mia formazione scolastica (ho studiato dalla I elementare al V liceo scientifico in una scuola gestita da Gesuiti) e che ho imparato a conoscere nel tempo come persone dotate di una straordinaria ricchezza spirituale unita ad una umiltà che però non sconfina mai in una prostrazione reverenziale.

    Vorrei ricordare innanzitutto gli inizi dell'ordine nel lontano 1534 anno in cui San Ignazio di Loyola insieme a sei studenti (San Francesco Saverio, Alfonso Sameron, Diego Lainez, Nicola Bobadilla, Beato Piero Favre e Simon Rodrigues ) dell'università di Parigi fondarono nella chiesa di San Pierre a Montmartre (Parigi) la "Società di Gesù" .

    Sono trascorsi ormai molti secoli da quei lontani giorni, ma l'ordine è tutt'ora esistente (nonostante la soppressione del 1773 voluta dal Papa Clemente XIV e la ricostituzione del 1814 voluta da Papa Pio VII) il maggior problema che oggi sta vivendo l'ordine (come d'altronde altri ordini religiosi) è la crisi delle vocazioni che nel tempo hanno portato i Gesuiti ad avere una età media molto elevata e negli ultimi 40 anni una diminuizione del numero (credo siano ormai poco più di 18.00) rispetto agli anni '60 in cui raggiungevano la quota di 36.000.

    Tanto è stato fatto dalla fondazione dell'ordine, ricorderei le missioni in Cina, Giappone, India, Americhe ecc., nel campo dell' educazione scuole, università; ed ancora nel campo dell'informazione ricorderei soprattutto "La Civiltà Cattolica" uno dei più antichi periodici Italiani.

    Ma al primo posto vorrei ricordare il dono enorme che San Ignazio di Loyola ha lasciato a tutti i Cattolici, ovvero gli "Esercizi Spirituali" che rappresentano uno strumento spirituale eccezzionale.

    Ci sarebbe tanto da dire, e credo che molto possiamo dire confrontandoci proprio qui sul forum...

  2. #2
    Cronista di CR L'avatar di Mattia AMDG
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    Presentazione dal sito www.gesuiti.it

    LA COMPAGNIA DI GESU' SI PRESENTA


    La Compagnia di Gesù, ordine cattolico di chierici regolari mendicanti, fu fondata nel 1540 da S. Ignazio di Loyola, un nobile cavaliere basco, che giunse a trovare Dio in ogni cosa.
    Oggi contiamo oltre 20.000 membri e serviamo la Chiesa in 112 nazioni e cinque continenti.


    Crediamo che non vi sia servizio alla fede senza:
    • promozione della giustizia
    • ingresso nelle culture
    • apertura ad altre esperienze religiose.
    Non vi è promozione della giustizia senza:
    • comunicazione della fede
    • trasformazione delle culture
    • collaborazione con altre tradizioni.
    Non vi è inculturazione senza:
    • comunicazione della fede ad altri
    • dialogo con altre tradizioni
    • impegno per la giustizia.
    Non vi è dialogo religioso senza:
    • condivisione della fede con altri
    • valorizzazione delle culture
    • sollecitudine per la giustizia.
    Il principale bisogno che cogliamo nella Chiesa e nel mondo è quello proposto con semplicità nel Salmo 37: "Abita la terra e vivi con fede". Si tratta per noi, che ci consideriamo credenti, di leggere gli eventi tragici e gioiosi dell'evangelo, con un discernimento non solo etico ma autenticamente cristiano.
    E' questo un passo avanti nella conversione, impossibile senza il fondamento della fede, della speranza, della carità.
    Proporsi e proporre la povertà evangelica, sequela del Signore povero sulla via di Gerusalemme, è follia per un mondo in progressiva globalizzazione. Così parimenti credere che la salvezza venga da Dio la cui infinita potenza entra nella storia con l'estrema debolezza sembra un assurdo in un mondo dominato dalla forza alla quale ci si rivolge con culto idolatrico. La preoccupazione del potere, del successo e della spettacolarizzazione ha intaccato lo spirito evangelico a diversi livelli della vita ecclesiale.
    Occorre tornare a credere e ad agire conformemente al discernimento di Giovanni: "Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede" (1 Giov. 5,4).



    Aiutiamo, quindi, la Chiesa a ritrovare una maggiore aderenza all'evangelo, in ordine al proprio impegno nel mondo, accogliendo l'esortazione di Paolo: "Vi esorto, dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostro corpi come sacrificio vivente santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto" (Rom. 12, 1-2).
    Come aiutare la Chiesa popolo di Dio con i suoi pastori? Si può pensare a due percorsi che in modo molto grezzo chiamiamo "dall'alto" e "dal basso".
    Ai "piccoli" è dato comprendere il Figlio e il Padre (Mt. 11, 25-27; Lc. 10, 21-22). Cercare quindi con loro l'essenza del messaggio evangelico, non presumendo di avere solo da insegnare, educare e formare. Lo spirito di Dio trova nei piccoli la disponibilità a cercare e trovare vie nuove nella vita sociale, dove i grandi tendono per lo più alla conservazione. Un esempio che riguarda in particolare alcuni di noi: il mondo universitario un tempo era formato da giovani che, finiti gli studi, si avviavano a lavori socialmente qualificati; oggi ci sono tantissimi piccoli con scarse prospettive di lavoro e gravi conseguenze.
    Il secondo percorso è quello di aiutare la Chiesa "dall'alto", nella convinzione che il Signore ha scelto gli apostoli e ha stabilito un primo fra di loro. L'evangelo svela chiaramente come la tentazione del potere, quale dominio su gli altri, aggredisca sopratutto quelli che cercano e gestiscono ogni genere di potere, anche all'interno della Chiesa minacciata in questo di mondanizzazione. Ben sapendo quanto sia difficile e umanamente impossibile governare secondo lo spirito del Signore, cerchiamo di aiutare e di confortare quanti hanno maggiori responsabilità verso una piena conversione all'evangelo.
    Aiutare la Chiesa - e noi stessi in essa - è una meravigliosa vocazione per tutti i cristiani e certamente per tutti gli appartenenti alla Compagnia di Gesù.
    Prima di pensare ai modi innumerevoli in cui questo servizio si può realizzare, è bene verificarne lo spirito.
    Nel confronto con i piccoli è essenziale riconoscersi più piccoli di loro, come il Signore che "semet ispsum exinanivit formam servi accipiens".
    Nel confronto con i grandi, che possono grazie a Dio essere molto piccoli in senso evangelico, è importante unire una piena parresia con una carità senza limiti. Oggi purtroppo la critica spesso è poco rispettosa e molto reticente.
    Cerchiamo, insomma, di vincere il male con il bene, offrendo esempi di vita spirituale, di impegno pastorale e sociale nella sequela del Signore, secondo la radicalità evangelica.

  3. #3
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Kirishitan
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    Dei gesuiti mi hanno sempre colpito moltissimo due cose, su cui magari possiamo dilungarci un po' in questo thread: gli Esercizi Spirituali, un vero tesoro ascetico, e lo zelo missionario verso l'Oriente, che ha prodotto numerose e meravigliose conversioni a Cristo.

  4. #4
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    A proposito del Beato Pietro Favre

    Pietro Favre: cambiare la storia senza far rumore
    L’umiltà, atteggiamento che fonda l’agire dei discepoli di Gesù, non è svalutazione di sé, ma ritorno ad una visione più reale della propria persona. L’umile si riconosce limitato, ovvero ricco di alcune qualità e non di tutte! Se accolgo con semplicità i miei limiti, allora sono più disposto ad accettare l’aiuto o il perdono degli altri. Analogamente se sono consapevole delle mie risorse, allora le uso con gioia per fare del bene agli altri. Perciò l’umiltà è la condizione di possibilità dell’amore fraterno. Possiamo ritrovare questa virtù nel Beato Pietro Favre, uno dei primi dieci gesuiti. Di lui abbiamo già detto qualcosa nel primo dei nostri articoli sulle origini dei Gesuiti.

    Pietro nacque non lontano da Saint Jean de Sixt (Alta Savoia, Francia), tra il lago d’Annecy e il Monte Bianco, nel 1506. Da bambino era pastore. La sua vivace intelligenza fu notata dal parroco che convinse la famiglia a farlo studiare. Era particolarmente portato per il greco. A Parigi, dove completò i suoi studi, il suo professore di filosofia faceva riferimento a lui per la traduzione dei passi dubbi di Aristotele. Pur studiando teologia, si giudicava indegno di diventar prete. Fu l’incontro con Ignazio a cambiare questo atteggiamento. Imparò a guardare di più alla fiducia che Dio ha per ogni uomo e all’aiuto che non fa mai mancare, piuttosto che alle proprie fragilità. Da quel momento in poi, pur conservando la sua timidezza, seppe cambiare la vita di tanti. Tra i primi dieci gesuiti, cofondatori della Compagnia di Gesù, tre (Jay, Broet e Codure) si unirono al gruppo grazie all’amicizia e all’ammirazione per Pietro. Nel gruppo probabilmente egli rappresentava il collante, per la sua capacità di accoglienza e di parlare in modo semplice e profondo. Ignazio l’avrebbe voluto al suo posto come superiore generale.

    Al contrario di altri tra i primi compagni, di Pietro non possiamo celebrare nessuna grande impresa. Dopo la nascita della Compagnia di Gesù in Roma, fu mandato a Parma. Un cardinale, nipote del papa, aveva innescato conflitti tra la popolazione. Pietro avrebbe dovuto rimettere le cose a posto. Dalle lettere che scrisse ad Ignazio sappiamo che lavorò molto ed efficacemente per cambiare i cuori delle persone. Tuttavia gli rimase il grande rammarico di non essere riuscito concretamente ad alleviare le difficoltà dei poveri colpiti da una grave carestia. In seguito, gli venne chiesto dal papa stesso di impegnarsi nel confronto teologico con le nascenti chiese protestanti, in Germania. Pietro vi andò, ma di fatto non prese parte attiva alle dispute tra i teologi cattolici e protestanti. Si rese conto, infatti, che la popolazione non passava al luteranesimo per questioni dottrinali, ma per lo scandalo dato da molti uomini di Chiesa. In seguito fu inviato in Spagna e Portogallo per curare la nascita e lo sviluppo della Compagnia di Gesù in queste zone. In Portogallo un altro dei primi gesuiti (Simon Rodriguez) era diventato padre spirituale nella corte reale e tutore degli eredi al trono. Alla vita di corte, però, Pietro preferì la più umile formazione dei novizi, che fino a quel momento era stata trascurata. Rientrato in Italia perché scelto dal papa come teologo per il Concilio di Trento, muore a Roma, stanco per il lungo viaggiare per le mutabili missioni a lui assegnate.

    Quello del Beato Pietro Favre sembra un percorso di vita senza frutti, ma in realtà ha lasciato un segno profondo per la storia di mezza Europa. Ovunque era passato, si aveva di lui un ottimo ricordo e solo a malincuore la gente si era separata da lui. Tutti si erano sentiti accolti da lui con benevolenza e senza pregiudizi. Attraverso colloqui spirituali e confessioni aveva accompagnato molti a riscoprire l’amicizia con Gesù. Nella sua preghiera amava intrattenersi a colloquio con lo Spirito Santo: forse per questo era così capace di cogliere Dio al lavoro nelle coscienze e sapeva accompagnarle a prenderne una più piena e grata consapevolezza. Alcuni scelsero di farsi gesuiti dopo averlo conosciuto, come i Santi Pietro Canisio, Francesco Borgia e Alfonso Rodriguez.

    dal sito: www.gesuitieamici.wordpress.com

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da laerziade Visualizza Messaggio
    A me dei gesuiti piace il loro approfondire in chiave religiosa le scienze pagane: filosofia, antropologia, biologia, insomma Teilhard de Chardin è il condensato del vero gesuita, vi consiglio quel capolavoro dello spirito che è la "Messa sul Mondo".... forse ultimamente si sono fatti troppo prendere dall'aspetto "sociale" della fede perdendo un po' l'aspetto culturale e mistico... però anche nei Gesuiti l'aria sta cambiando
    Concordo con quanto da te affermato, soprattutto sul cambiamento di rotta avuto negli ultimi decenni, che ha un pò snaturato la missione e la storia dei Gesuiti, e non a tutti loro ha fatto piacere questo nuovo corso, ma come dici tu forse le cose stanno cambiando e questo nuovo Padre Generale (Adolfo Nicolas) potrebbe dare inizio ad una svolta, speriamo nel rispetto della loro natura spirituale. Le stesse scuole fondate a partire dagli inizi della fondazione dei Gesuiti, per molti secoli hanno dato tanto, e tanti grandi nomi illustri delle scienze, filosofia, letteratura, politica ed addirittura spettacolo si sono formati in tali scuole; purtroppo nell'ultimo decennio alcune scuole sono state chiuse e non è solo frutto della crisi delle scuole private .....

    Poi ti ringrazio per aver citato padre Teilhard de Chardin, speravo venisse fuori il suo nome, c'è una infinità da dire sul suo pensiero, talmente vasto ed innovativo che purtroppo è stato mal compreso agli inizi dalla stessa Chiesa, tanto che fu vietata la pubblicazione e la dentenzione dei suoi libri. Ma come sempre prima o poi la genialità fu riconosciuta anche nel suo caso ed è stato completamente riabilitato ed oggi si possono godere i frutti del suo pensiero, con libri che arrivano ad essere ancora oggi troppo moderni (figuriamoci quando li ha scritti !) come "Il Fenomeno Umano" (1938-1940).

  6. #6
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    Io ho sempre ammirato i Gesuiti come grandi difensori della Fede dai suoi nemici e dalle eresie. Sono le "guardie del corpo" della Chiesa! (come i francescani e i domenicani)
    Viva il Papa!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da DomenicoSavio Visualizza Messaggio
    Io ho sempre ammirato i Gesuiti come grandi difensori della Fede dai suoi nemici e dalle eresie. Sono le "guardie del corpo" della Chiesa! (come i francescani e i domenicani)
    Bè all'inizio è stato il compito principale, svolto nel concilio di Trento, e la stessa disciplina ideata da Ignazio di Loyola (Che comunque era stato pur sempre un soldato) li rendeva utili alla chiesa sui fronti "più caldi" da evangelizzare e sicuramente la Cina (ricordando la Missione di Matteo Ricci) ed il sud America furono due fronti, insieme alle indie che videro molti caduti nelle file dei Gesuiti. Quindi più che "guardie del corpo" direi "incursori" (mi scuso se il parallelo non è estremamente corretto, ma non conosco bene le discipline militari).

  8. #8
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    tratto da http://www.esercizi-ignaziani.it/

    Citazione Originariamente Scritto da Kirishitan Visualizza Messaggio
    Dei gesuiti mi hanno sempre colpito moltissimo due cose, su cui magari possiamo dilungarci un po' in questo thread: gli Esercizi Spirituali, un vero tesoro ascetico, e lo zelo missionario verso l'Oriente, che ha prodotto numerose e meravigliose conversioni a Cristo.
    Sono daccordo con te e per coloro che approdando a questo forum volessero approfondire propongo il presente sito specifico http://www.esercizi-ignaziani.it/
    Cosa sono...


    L’espressione “Esercizi spirituali” indica sia il titolo del libretto scritto da S. Ignazio di Loyola, sia l’esperienza che viene proposta. Il termine “ignaziani” specifica che si tratta di un metodo particolare, nato dall’esperienza di Ignazio e dei primi compagni, approvato e raccomandato più volte dai sommi Pontefici. L’autore del libretto ha ricevuto il dono-carisma di tradurre il proprio cammino spirituale personale in un percorso oggettivo e organico di approfondimento e assimilazione della vita nello Spirito di Dio.
    Questo itinerario viene proposto a chi desidera maturare una conoscenza più profonda del Signore in vista di scelte evangeliche nella Chiesa. Si tratta perciò di un metodo teorico-pratico per “esercitarsi” concretamente.

    *** *** ***

    Gli Esercizi Spirituali e l'Autobiografia di S. Ignazio


    Secondo il pensiero di Ignazio, il libretto degli Esercizi non è un testo da leggere, ma un’esperienza da vivere con l’aiuto di qualcuno che faccia da guida nel cammino.
    L'Autobiografia invece è il racconto dell’esperienza spirituale di Ignazio, fin dai primi passi della conversione: una lettura fruttuosa, consigliabile per cominciare a capire che cosa avviene in un cammino spirituale e per prepararsi meglio all’esperienza degli esercizi spirituali ignaziani. Riteniamo perciò utile mettere a disposizione in questo sito il testo dell’Autobiografia.

  9. #9
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    Scusa la domanda frivola, Mattia, ma la foto (molto bella) nel tuo avatar mi aveva incuriosito già quando la vidi sul sito degli esercizi ignaziani. L'abito, che sembra ampio rispetto alla talare gesuita, ha un'apertura a falde accostate a "v", cme fosse un chimono. Non mi risulta somigliante alla talare gesuita a meno che, slacciato, il collo non possa fare quell'effetto. Tu che dici?

  10. #10
    Cronista di CR L'avatar di Phantom
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    Citazione Originariamente Scritto da Kirishitan Visualizza Messaggio
    Scusa la domanda frivola, Mattia, ma la foto (molto bella) nel tuo avatar mi aveva incuriosito già quando la vidi sul sito degli esercizi ignaziani. L'abito, che sembra ampio rispetto alla talare gesuita, ha un'apertura a falde accostate a "v", cme fosse un chimono. Non mi risulta somigliante alla talare gesuita a meno che, slacciato, il collo non possa fare quell'effetto. Tu che dici?
    Penso sia per il fatto che Sant'Ignazio invitava ai misionari a vestirsi come le personedel luogo, quindi da Shaolin, Africani, Giapponesi ecc.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

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