Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: La situazione dei Cristiani in Terra Santa

  1. #21
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    "Nazaret patrimonio dell’umanità?” Primo colloquio internazionale dedicato alla città israeliana"

    Si è svolto presso l'hotel Al-‘Ayn di Nazareth il primo colloquio internazionale dedicato a questa città israeliana, sul tema “Nazareth: archeologia, storia e patrimonio culturale”. Per il Sindaco, Ramiz Jaraisy, come riferisce una nota del Patriarcato Latino di Gerusalemme, questo incontro è stato il primo passo verso la dichiarazione di Nazareth come patrimonio mondiale dell'Unesco. L'iniziativa è stata organizzata dall'Associazione Maria di Nazareth, con il sostegno della Commissione israeliana per l'Unesco, del Centro Culturale francese di Nazareth e del Centro Culturale italiano di Haifa. Tra le altre autorità, hanno partecipato alla sessione l'ambasciatore di Francia in Israele, Christophe Bigot e il vicario patriarcale per Israele, mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo. In alcune dichiarazioni all’Agenzia Zenit, Omar Massalah, musulmano, segretario del Mediterranean Peace Forum e autore della proposta ha spiegato che dichiararare Nazareth patrimonio dell’umanità, “sarebbe il modo migliore di proteggere la città e di evitare che la trasformazione e la modernizzazione pongano fine all'anima di questo centro cittadino”. Dal canto suo, ha espresso la propria intenzione di parlare con i Paesi arabi “per sostenere la richiesta, perché non si tratta di un'iniziativa con una connotazione politica, ma di una questione culturale e di culto”. L'obiettivo condiviso è dunque promuovere una cultura della pace e del dialogo, soprattutto tra i credenti, e più concretamente tra cattolici e musulmani, che hanno molti valori comuni, come la venerazione per la Vergine Maria. “L'idea di questo colloquio internazionale - ha aggiunto Massalah - è nata dalla constatazione che Nazareth è per tutto il mondo un luogo conosciuto e di grande contenuto simbolico, ma il suo immenso patrimonio continua ad essere come un tesoro nascosto”. Inoltre secondo quanto ha affermato da mons. Marcuzzo vicario patriarcale per Israele nel suo intervento di apertura, la ricchezza e la varietà delle dimensioni biblica, spirituale, culturale e storica della città sono state esplorate solo da una parte molto ridotta dei suoi abitanti, dei ricercatori e dei pellegrini. “Nazareth, con la sua archeologia preistorica e le sue costruzioni europee moderne, la prima chiesa giudeo-cristiana e le Crociate fino al periodo ottomano, - ha detto il presule - rappresenta per la Chiesa la fonte e l'origine, il luogo dell'Incarnazione”. (C.S.)

    http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=445312

    Che Dio lo voglia! Ma anche senza riconoscimento ufficiale Nazareth è patrimonio dell'umanità, perchè il Figlio si è fatto uomo per salvare tutta l'umanità!

    Detto questo, la discussione va spostata in altro Forum.

  2. #22
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    OMELIA DEL PATRIARCA LATINO DI GERUSALEMME NELLA MESSA DI NATALE

    ROMA, sabato, 25 dicembre 2010 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito l'omelia pronunciata da dal Patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, nella Messa della notte di Natale celebrata a Betlemme.


    * * *

    Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace” (Is 9,5)

    Cari fratelli e sorelle, Buon Natale!
    Auguro a tutti voi il benvenuto, e indirizzo un particolare saluto al Presidente Mahmoud Abbas, al Signor Primo Ministro, Salam Fayad, e alla Sua delegazione: grazie per la vostra presenza fra di noi.

    Il Natale è una festa per tutti gli abitanti della Terra Santa, e per tutti gli operatori di pace.

    Saluto i pellegrini che sono insieme a noi in questa Notte Santa, tutti i fedeli di Palestina, Giordania e Israele, e anche tutti coloro che ci seguono attraverso i vari mezzi di comunicazione.

    Cari fratelli e sorelle,
    A lungo, per secoli, per millenni i nostri antenati nella fede pregarono incessantemente “Stillate, cieli, dall'alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia. Io, il Signore, ho creato tutto questo”. (Is 45,8)

    Tutta la creazione gemeva e soffriva, attendendo la salvezza annunciata. Quando venne la pienezza del tempo, nacque il Salvatore promesso nella grotta di Betlemme. È allora che gli angeli annunciarono la Buona novella ai semplici pastori che badavano al gregge, non lontano da qui: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama ... oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore” (Lc 2, 10-14).

    Si tratta davvero di una buona novella, perché abbiamo bisogno, anche noi oggi, di essere salvati da molti mali. Abbiamo bisogno di essere guariti dalle nostre ferite spirituali, che sono motivo di sofferenza per noi e per chi ci è vicino.

    Il Bambino di Betlemme, nato in una grotta, ci insegna l’umiltà, la semplicità, l’innocenza, che spesso dimentichiamo in un mondo segnato dalla violenza e dal desiderio di potere. Con la sua nascita e con tutta la sua vita Gesù ci ricorda: “Colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo” (Mt 20,26) e “Chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato” (Mt 23,12)

    Questo Bambino Divino è nato in una famiglia unita, che aveva fatto esperienza di amore. Anche oggi la famiglia è essenziale per la vita e lo sviluppo positivo della persona umana: l’uomo nasce e cresce nella culla di amore di una famiglia, che è anche la prima cellula della società. Se la famiglia è sana, l’intera società ne trae un grande beneficio. Se invece non lo è, le fratture tra i membri della famiglia, la disunità o la mancanza di stima verso questa istituzione si ripercuotono negativamente su tutto il corpo sociale. Ogni famiglia è invitata da Gesù a seguire l’esempio della Santa Famiglia di Nazaret.

    Natale ci mette di fronte al valore unico della vita umana, dono di Dio. Ogni bambino, nato o non nato, fin dal primo momento del concepimento, ha una dignità unica e merita il più grande rispetto, perché creato a immagine del Bambino Divino. Come è doloroso constatare che nel mondo vengono compiuti ogni anno milioni di aborti, causati dall’egoismo, dalla durezza di cuore, dall’ignoranza, da una impreparazione di molti ad accogliere la vita. E come è doloroso pensare che tutto ciò non fa che moltiplicare le ferite e le sofferenze, anche in chi compie tali azioni.

    Ci rattrista anche pensare alle difficili condizioni di vita di quasi l'80% dei bambini nel mondo. Pensiamo in particolare ai bambini dei nostri paesi del Medio Oriente, che si trovano al di sotto della soglia di povertà. Molti di loro vivono e crescono in condizioni precarie nei campi profughi, spesso segnati da drammi e situazioni familiari difficili, privati dell’affetto dei loro genitori e dei loro parenti.

    In un mondo dilaniato dalla violenza e dal fondamentalismo, che legittima le peggiori azioni, anche le uccisioni nelle chiese, il Bambino di Betlemme ci ricorda che il primo comandamento è l'Amore. Egli desidera insegnarci il perdono e la riconciliazione, anche nei confronti dei nostri nemici. “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti” (Mt 5,43-45).

    Gesù ci indica anche un cammino di unità, all’interno delle nostre famiglie, dei nostri quartieri, dei nostri popoli. Si rivolge anche ai capi e ai responsabili delle nazioni, che hanno in mano il destino e il futuro dei nostri popoli. Questa esigenza di unità, da Lui profondamente desiderata, ci viene ricordata dall’Apostolo Paolo: “Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione” (Ef 4,1-4).

    Cari fratelli e sorelle,
    Vorrei fare un accenno anche al Sinodo per il Medio Oriente, tenutosi a Roma lo scorso ottobre.

    I Padri sinodali hanno scritto in quell’occasione un Messaggio al Popolo di Dio, le cui raccomandazioni desideriamo gradualmente mettere in pratica. Esse riguardano la comunione, la carità fraterna, la collaborazione, l’apertura agli altri, il dialogo, la cittadinanza. Il dialogo è una disposizione del cuore, indispensabile a tutti i livelli: in primo luogo tra le varie Chiese cattoliche del Medio Oriente. Esso passa attraverso una collaborazione tra i diversi Patriarcati, ma anche a livello interconfessionale e interreligioso. Il dialogo è un imperativo, è la risposta al moderno ateismo e al fondamentalismo che minacciano il popolo di Dio, come è avvenuto di recente in Iraq, dove la comunità cristiana è stata colpita in modo terribile e tragico. Tali violenze sono unanimamente condannate sia dai cristiani sia dai musulmani.

    Il Messaggio del Sinodo ci invita ad intensificare il dialogo con i fratelli ebrei e con i fratelli musulmani. Dobbiamo unirci sui numerosi valori che già abbiamo in comune: la preghiera, la pietà, il digiuno, l’elemosina, i valori etici.

    Desideriamo che in questo Natale Gerusalemme possa diventare non solo la capitale di due stati, ma un modello di armonia e coesistenza tra le tre grandi religioni monoteiste.

    Possa il suono delle campane delle nostre Chiese in questa Notte Santa coprire il rumore di tante armi che si ode in questo lacerato Medio Oriente, richiamando gli uomini ad una mentalità di pace, unica degna dell’uomo ed apportatrice di felicità.

    Preghiamo insieme per la pace: sia pace su Israele, sia pace sulla Palestina, sia pace tra i nostri popoli, e in tutto il Medio Oriente, perché i nostri figli possano vivere e crescere in un ambiente sereno.

    Cari fratelli e sorelle, cari pellegrini, cari amici, la pace del Bambino Divino sia con tutti voi. Non lasciateci soli in queste situazioni difficili. Pregate per noi e noi faremo lo stesso per voi. Buon Natale!

    + Fouad Twal, Patriarca latino

    © Innovative Media, Inc.

    fonte: http://www.zenit.org/article-25073?l=italian
    «Ioannes est nomen eius»
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  3. #23
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    Patriarca di Gerusalemme: temiamo gli estremisti musulmani e israeliani
    Mons. Fouad Twal è preoccupato per gli attacchi contro chiese e fedeli cristiani da parte dei radicali islamici, e per l’ebraicizzazione crescente della città, che vuole “escludere le altre fedi”. Vandalizzato lo storico cimitero musulmano di Mamilla, a Gerusalemme ovest.

    Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Il patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, ha pronunciato ieri un discorso per salutare i vescovi dell’Europa e del Nord America durante il loro pellegrinaggio annuale in Terrasanta. E ha parlato della preoccupazione dei cristiani per la crescita di due forme di estremismo religioso: quello islamico e quello della destra israeliana. Il patriarca Twal ha ricordato il Sinodo per il Medio Oriente, svoltosi nell'ottobre scorso in Vaticano. Nelle conclusioni del Sinodo era scritto: “L’attenzione del mondo intero dovrebbe focalizzarsi sulla tragica situazione di alcune comunità nel Medio Oriente, che soffrono ogni genere di prove talvolta fino al grado del martirio”.
    Il patriarca dei Latini ha detto che “esperienze dolorose ci hanno portato a scrivere queste parole. Che si sono rivelate però profetiche, quando pensiamo agli eventi di Baghdad e dell’Egitto”. Ed ha aggiunto: “Confesso che la nostra gente ha perso fiducia nei discorsi e nelle visite di personalità di primo piano sia politiche che religiose. Ha bisogno di vedere passi concreti sul terreno, per una maggiore pace e dignità. Siamo ancora molto preoccupati per due estremismi: quello musulmano con i suoi attacchi contro le nostre chiese e i nostri fedeli, e quello della destra israeliana, che invade sempre di più Gerusalemme, cercando di trasformarla in una città solo ebraico-giudaica, escludendo le altre fedi”.
    Intanto, le tensioni interreligiose a Gerusalemme sono sempre molto forti. La fondazione “Al-Aqsa” denuncia la vandalizzazione di 20 tombe musulmane nello storico cimitero di Mamilla, a Gerusalemme ovest, avvenuta nella notte del 10 gennaio. La fondazione attribuisce il gesto a estremisti ebraici. Il cimitero di Mamilla è molto antico; alcuni lo fanno risalire fino al settimo secolo dell’era cristiana, e affermano che alcuni compagni del profeta Maometto vi furono sepolti, insieme a migliaia di sufi, studiosi e notabili delle famiglie di Gerusalemme.

    http://www.asianews.it/notizie-it/Patriarca-di-Gerusalemme:-temiamo-gli-estremisti-musulmani-e-israeliani-20480.html

  4. #24
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    Giornata di Intercessione in Terra Santa, l'auspicio del Papa: maturino "concreti progetti di pace". Il commento di padre Pizzaballa


    Il Papa all’Angelus ha ricordato la “Terza Giornata Internazionale di intercessione per la pace in Terra Santa” che ricorre oggi, e si è unito spiritualmente al Patriarca Latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa nell’invitare tutti a "pregare il Signore affinché faccia convergere le menti e i cuori a concreti progetti di pace". “Guardare quella parte del mondo nella prospettiva di Dio significa riconoscere in essa la 'culla' di un disegno universale di salvezza", spiegava Benedetto XVI nell’omelia per la solenne inaugurazione per l’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente. "Un mistero di comunione - affermava - che si attua nella libertà e chiede agli uomini una risposta”. Dal Pontefice, un richiamo alla responsabilità del singolo che sceglie di rispondere alla chiamata di Dio e di dare il suo contributo alla pace. Claudia Di Lorenzi ne ha parlato con padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa:

    R. – Quel messaggio dice a noi del Medio Oriente, ma un po’ a tutti, della responsabilità individuale, perché in genere si tende a scaricare sempre sui politici, sui religiosi. La prima cosa da fare, innanzitutto, è la preghiera, perché se dobbiamo – come dice il Papa – guardare quella terra dall’alto, con lo sguardo di Dio, dobbiamo innanzitutto nella preghiera capire, cercare di leggere con i suoi occhi. Libertà significa anche essere capaci di non lasciarsi dominare dalle passioni. Tutti vediamo come in Medio Oriente, in Terra Santa, a Gerusalemme, le passioni possano accecare. Invece, per avere questa libertà abbiamo bisogno di una certa distanza dalle cose, per poterle vedere meglio. L’altro elemento è cercare innanzitutto di capire e giudicare meno, lasciare sempre spazio alla possibilità di cambiare.

    D. - “I cristiani continueranno a dare il loro contributo – ha aggiunto il Papa – soprattutto con lo spirito delle Beatitudini evangeliche, che anima la pratica del perdono e della riconciliazione”. Il Papa traccia così il percorso che può condurre alla pace…

    R. - Questa è la via cristiana, che sicuramente non tutti vogliono comprendere, che non tutti accettano, ma non c’è un’altra via. Allora, il contributo che noi cristiani possiamo portare è proprio questo: quello della capacità di perdonare e di accogliere ciò che sembra fragile o non capace di cambiamento.

    D. - Ma la Pace in Medio Oriente passa necessariamente anche attraverso il rispetto della libertà religiosa e la cessazione di ogni violenza…

    R. - La libertà religiosa, l’accesso ai luoghi di culto, ai luoghi santi, la libertà di espressione religiosa sono il punto concreto per verificare le libertà in Medio Oriente.

    D. - L’evento si svolge in concomitanza con la “quinta Preghiera Straordinaria di tutte le Chiese per la Riconciliazione, l’Unità e la Pace, cominciando da Gerusalemme”, a sua volta coincidente con la “Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani” che si celebra a Gerusalemme. In questa prospettiva, l’unità delle Chiese cristiane quale alimento può dare al processo di pace in quest’area del mondo?

    R. - Potrebbe essere sicuramente un grande contributo, perché è notorio come le divisioni tra cristiani, che in Medio Oriente diventano tangibili, siano un ostacolo. Tuttavia, il Medio Oriente è anche luogo dove, nonostante tutto, i cristiani si incontrano e pregano insieme. Tutte le confessioni cristiane vivono insieme da secoli e hanno lì le loro radici. Il cuore della vita cristiana batte a Gerusalemme e se il cuore funziona bene e opera in armonia tutto il corpo ne risente.

    D. - La Giornata di Intercessione per la Pace in Terra Santa, ha detto il nunzio apostolico in Israele, mons. Antonio Franco, vuole essere “anche sostegno e accompagnamento allo sforzo umano dei politici e dei diplomatici che tentano vie di soluzione”. L’invito ad agire responsabilmente per la pace è rivolto, dunque, anche ai capi di stato e di governo di tutto il mondo…

    R. - La loro responsabilità è enorme. La politica è il soggetto principale che può portare la pace. I religiosi, l’opinione pubblica, la preghiera sono un elemento determinante nella vita delle coscienze, ma che, poi, deve essere concretizzato, incarnato e questo è un compito che spetta ai politici.

    D. - Il mondo assiste con apprensione alle rivolte che stanno scoppiando in tutto il Nordafrica e il Medio Oriente. Come guarda ai rivolgimenti in atto?

    R. - Innanzitutto, con grande sorpresa, mista ad attesa e preoccupazione: attesa per quello che potrà accadere, perché sono cambiamenti che tutti avvertiamo epocali. Nessuno di noi avrebbe immaginato cose di questo genere, fino a pochi mesi fa. Questo significa che ci sono delle spinte, soprattutto nel mondo arabo, che adesso hanno trovato espressione esterna visibile. Questo è sicuramente un segno positivo, ma anche preoccupante perché non sappiamo come finirà tutto questo. Ci auguriamo con il minor spargimento di violenza e di sangue possibile, e ci auguriamo che il rispetto delle minoranze religiose venga conservato.(ap)


    fonte: Radio Vaticana
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    (Luc. 1,63)

  5. #25
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    APPELLO PER LA COLLETTA A SOSTEGNO DEI CRISTIANI IN TERRA SANTA , 21.03.2011

    LETTERA DEL PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LE CHIESE ORIENTALI


    Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, l’Em.mo Card. Leonardo Sandri, ha inviato ai Pastori della Chiesa Universale affinché sostengano la Terra Santa:

    Testo in lingua italiana

    Eccellenza Reverendissima,

    Ricordare la Colletta del Venerdì Santo significa richiamare un impegno che risale all’epoca apostolica. Lo attesta San Paolo, scrivendo ai cristiani della Galazia: ci pregarono di ricordarci dei poveri: ed è ciò che ho preso molto a cuore (2,10). E lo ribadisce ai fratelli di Corinto (1Cor. 16; 2Cor. 8-9) e a quelli di Roma: è parso bene, infatti, di fare una colletta per i poveri che si trovano fra i santi in Gerusalemme (15, 25-26).

    La Terra Santa attende la fraternità della Chiesa universale e desidera ricambiarla nella condivisione dell’esperienza di grazia e di dolore che segna il suo cammino. Vuole riconoscere, prima di tutto, la grazia del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente e quella della Visita Papale a Cipro. Tali eventi hanno accresciuto l’interesse del mondo e il ritorno di tanti pellegrini sulle orme storiche del Signore Gesù. Ma è sensibile anche al dolore per l’acuirsi delle violenze verso i cristiani nelle regioni orientali, le cui conseguenze si avvertono fortemente in Terra Santa. I cristiani d’Oriente esperimentano l’attualità del martirio e soffrono per l’instabilità o l’assenza della pace. Il segnale più preoccupante rimane il loro esodo inarrestabile. Qualche segno positivo in talune situazioni non è sufficiente, infatti, ad invertire la dolorosa tendenza dell’emigrazione cristiana, che impoverisce l’intera area delle forze più vitali costituite dalle giovani generazioni.

    Tocca perciò a noi di unirci al Santo Padre per incoraggiare i cristiani di Gerusalemme, Israele e Palestina, di Giordania e dei Paesi orientali circostanti, con le sue stesse parole: Non bisogna mai rassegnarsi alla mancanza della pace. La pace è possibile. La pace è urgente. La pace è la condizione indispensabile per una vita degna della persona umana e della società. La pace è anche il miglior rimedio per evitare l’emigrazione dal Medio Oriente (Benedetto XVI nell’omelia conclusiva del Sinodo per il Medio Oriente).

    Il presente appello alla Colletta si inscrive nella causa della pace, di cui i fratelli e le sorelle di Terra Santa desiderano essere efficaci strumenti nelle mani del Signore a bene di tutto l’Oriente.

    Esso giunge all’inizio dell’itinerario quaresimale verso la Pasqua e potrà trovare il suo apice nel Venerdì Santo, oppure in occasioni considerate più favorevoli in ciascun contesto locale. Ma la Colletta rimane, ovunque, la via ordinaria e indispensabile per promuovere la vita dei cristiani in quella amata Terra.

    La Congregazione per le Chiese Orientali si fa portavoce delle necessità pastorali, educative, assistenziali e caritative delle loro Chiese. Grazie alla universale solidarietà, esse rimarranno inserite nelle sofferenze e nelle speranze dei rispettivi popoli, crescendo nella collaborazione ecumenica ed interreligiosa. Renderanno gloria a Dio e difenderanno i diritti e i doveri dei singoli e delle comunità a cominciare dall’esercizio personale e pubblico della libertà religiosa. Si porranno al fianco dei poveri, senza distinzione alcuna, contribuendo alla promozione sociale del Medio Oriente. Soprattutto, vivranno le beatitudini evangeliche nel perdono e nella riconciliazione.

    Papa Benedetto ci invita, però, ad andare al di là del gesto pur encomiabile dell’aiuto concreto. Il rapporto deve farsi più intenso per giungere ad una "vera spiritualità ancorata alla Terra di Gesù": Quanto più vediamo l’universalità e l’unicità della persona di Cristo, tanto più guardiamo con gratitudine a quella Terra in cui Gesù è nato, ha vissuto ed ha donato se stesso per tutti noi. Le pietre sulle quali ha camminato il nostro Redentore rimangono per noi cariche di memoria e continuano a «gridare» la Buona Novella...i cristiani che vivono nella Terra di Gesù testimoniando la fede nel Risorto…sono chiamati a servire non solo come un faro di fede per la Chiesa universale, ma anche come lievito di armonia, saggezza ed equilibrio nella vita di una società che tradizionalmente è stata e continua ad essere pluralistica, multietnica e multireligiosa (Esortazione post-sinodale Verbum Domini, 89).

    Ringrazio a nome del Santo Padre i pastori e i fedeli della Chiesa intera nella fiducia che essi confermeranno la loro generosità. E’ il grazie sincero condiviso dalla Chiesa latina raccolta nella Diocesi Patriarcale di Gerusalemme e nella Custodia Francescana, come pure dalle Chiese Melchita, Maronita, Sira, Armena, Caldea, che insieme compongono la Chiesa cattolica di Terra Santa.

    Col più fraterno augurio in Cristo Gesù.

    Leonardo Card. Sandri
    Prefetto

    Cyril Vasil’, S.I.
    Arcivescovo Segretario

    [00400-01.01] [Testo originale: Italiano]

    (...)

    RAPPORTO DELLA CUSTODIA DI TERRA SANTA SU PROGETTI E OPERE REALIZZATI CON LA COLLETTA 2010

    Testo in lingua italiana

    CUSTODIA DI TERRA SANTA
    Ordine dei Frati Minori
    Rapporto sommario 2009/2010


    La Custodia di Terra Santa, prosegue incessantemente il suo cammino nella conservazione e tutela dei luoghi santi nella Terra di Gesù, per mantenere viva la liturgia nei luoghi di culto, per assistere i Pellegrini, intensificare le opere apostoliche, per sostenere le comunità dei cristiani, ha prestato negli 2009/2010 una particolare attenzione alla programmazione ed all’esecuzione dei seguenti progetti e opere:

    I. LUOGHI SANTI – PELLEGRINI

    1. Ain Karem - Santuario di San Giovanni Battista.


    Il Santuario commemora la nascita di Giovanni Battista

    Progetto di costruzione del muro di cinta, per un totale complessivo di 340 metri, per circoscrivere il perimetro dell’area di propriet della Custodia.

    2. Betania - Santuario di Betania

    Il Santuario costruito vicino alla Tomba di Lazzaro

    Progetto articolato in due fasi: il restauro del Santuario e la costruzione di un nuovo garage.

    3. Betlemme – Chiesa Parrocchiale di Santa Caterina

    La chiesa di Santa Caterina, adiacente alla grotta della Natività

    Conclusione dei lavori sul sistema di illuminazione all’interno della Chiesa di Santa Caterina.

    Prosecuzione delle opere di restauro degli ambienti della Casa Nova, Pilgrim House, dato il crescente flusso di pellegrini.

    4. Gerusalemme

    - Convento San Salvatore


    Sede della Custodia di Terra Santa e Seminario.

    Progetto di risanamento dello Studio Teologico, restauro di alcune parti del Convento.

    - Santuario Dominus Flevit

    Fase conclusiva del progetto di ristrutturazione del Convento del Dominus Flevit, del Santuario e dei giardini e degli spazi riservati all’accoglienza dei pellegrini.

    - Santuario della Flagellazione

    Studio Biblico Francescano


    Progetto di ristrutturazione della Sala dei Crociati, presso il santuario della Flagellazione.

    Ampliamento della Biblioteca dello Studio Biblico Francescano. Nel progetto stata inclusa l’installazione di un ascensore per facilitare l’accesso alle persone disabili.

    5. Magdala – Chiesa di Maria Maddalena

    Continuazione dei lavori di conservazione dell’area archeologica di Magdala, dove sono stati ritrovati importanti resti. E’ stato necessario rimuovere le pavimentazioni di mosaico, che dovranno essere protette adeguatamente dagli agenti atmosferici. E’ in fase di allestimento un percorso di visita, all’interno del sito, per permettere ai pellegrini di approfondire la vita quotidiana della citt al tempo di Ges .

    6. Giaffa – Chiesa di S. Antonio

    Fase conclusiva del restauro dell’intero complesso conventuale e degli ambienti della parrocchia latina.

    7. Monte Tabor – Santuario della Trasfigurazione

    La Trasfigurazione di Gesù

    Preparazione del progetto di restauro del santuario della Trasfigurazione presso il Monte Tabor.

    8. Nain – Santuario di Nain

    Gesù risuscita il figlio di una vedova

    Preparazione del progetto di restauro del Santuario che ricorda il miracolo della resurrezione del figlio della vedova, recentemente recuperato al pieno possesso della Custodia.

    Demolizione delle case disposte a ridosso della chiesa per l’avvio della costruzione di un nuovo convento che ospiter una comunit di suore.

    9. Tabga – Santuario del Primato di Pietro

    Progetto di costruzione di nuovi servizi igienici presso il Santuario del Primato di Pietro, e altri lavori di restauro.

    10. Monte Nebo (Giordania) – Santuario Memoriale di Mosè

    Memoriale di Mosè

    Seconda fase dei lavori di rifacimento e conservazione dei mosaici del Santuario Memoriale del Profeta Mos .

    Seconda fase della costruzione della nuova Basilica Memoriale.

    11. Getsemani

    Conclusione del progetto di rifacimento nella valle di Cedron per l’accoglienza di Sua Santit Benedetto XVI, nel maggio 2009.

    II. LUOGHI SANTI - COMUNITÀ LOCALE

    1. Opere in favore dei giovani


    Borse di studio. Finanziamento di 360 borse di studio universitarie per la durata di quattro anni, distribuite nelle diverse universit : Betlemme, Ebraica a Gerusalemme e Haifa, Bir Zeit, Amman e altre.

    Imprese artigiane. Progetto di Sostegno a 10 piccole imprese artigiane con l’acquisto di pezzi di ricambio, apparecchiature per la produzione, ausili per la messa in sicurezza delle attività.

    2. Attività per le famiglie

    Betlemme


    Continuazione del sostegno al Consultorio familiare parrocchiale che supporta a livello assistenziale i bisogni principali che emergono nelle famiglie.

    Casa Francescana del Fanciullo. Continuazione del progetto rivolto ad oltre 20 ragazzi dall’et tra i 6 e i 12 anni provenienti dalla famiglie povere e con diversi tipi di difficolt . I ragazzi, oltre all’accoglienza e all’assistenza nello studio, sono seguiti da un educatore, un assistente sociale e uno psicologo.

    Assistenza medica. Continuazione del progetto di assistenza medica che tende a garantire alle famiglie, che versano in gravi difficolt economiche, una copertura parziale o completa delle spese mediche.

    Abitazioni. Progetto di restauro delle case appartenenti alle famiglie pi bisognose. Il restauro viene effettuato da operai disoccupati. Oltre all’aiuto alle famiglie assicuriamo periodicamente decine di posti di lavoro.

    3. Comunità parrocchiali

    Gerusalemme


    Conclusione del rifacimento della chiesa di San Giacomo in Beit Hanina, continuazione dei lavori per la costruzione delle aree dedicate alle attivit sportive nel centro parrocchiale di Beit Hanina: campo di calcio, campi di basket e piscina.

    Nazareth

    Proseguimento della realizzazione dei campi di calcio e di spazi ricreativi per i bambini nel centro parrocchiale di Nazareth.

    Cana

    Pianificazione del progetto di edificazione di un centro parrocchiale e della scuola, ancora inesistenti ma lungamente richiesti dalla comunit locale.

    Gerico

    Costruzione della sala parrocchiale adiacente al Santuario del Buon Pastore.

    4. Scuole

    Ramle


    Ampliamento e restauro degli spazi della scuola esistente.

    Betlemme

    Preparazione e sviluppo del progetto di costruzione di uno spazio adibito a teatro presso la scuola Saint Joseph-Terra Sancta Girls School.

    Gerico

    Seconda fase della costruzione di una nuova scuola, con ambienti pi grandi per accogliere le numerose richieste di iscrizione.

    Giordania

    Progetto di realizzazione di un centro sportivo presso la Terra Santa School di Amman.

    5. Costruzione di appartamenti per i poveri e per le giovani coppie

    Betfage. Fase conclusiva del progetto di costruzione del nuovo complesso residenziale S. Francis di Betfage. Sono stati consegnati 69 appartamenti alle famiglie cristiane di Gerusalemme.

    Gerusalemme. Ristrutturazione di circa 70 abitazioni nella citt vecchia di Gerusalemme.

    Betlemme. Proseguimento delle opere di manutenzione e risanamento delle case per i poveri di propriet della Custodia.

    Giaffa. The Franciscan Neighborhood. Prosegue il progetto di costruzione di 124 appartamenti destinati alle famiglie cristiane della parrocchia.

    Nazareth. Housing Project in Nazareth. Progetto per la realizzazione di un complesso residenziale dove, oltre alla Cappella e ad alcuni locali per uso sociale, si prevede la costruzione di 80 appartamenti da destinare alle giovani famiglie.

    6. Altre opere culturali

    Ogni anno la Custodia di Terra Santa sostiene economicamente la Facolt di Scienze Bibliche e di Archeologia dello Studio Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. A circa 30 studenti provenienti da diverse diocesi vengono offerte borse di studio per tutta la durata degli studi.

    Franciscan Media Center. Nuova forma di comunicazione, attraverso un aggiornato sito web e con l’ausilio di network televisivi, che ha lo scopo di diffondere in tempo reale fatti ed eventi legati ai santi luoghi e alla comunit locale.

    Magnificat. In pochi anni di attivit il Magnificat diventata una scuola di musica, in grado di preparare diversi studenti provenienti da culture diverse. Il Magnificat promuove attivit di ricerca e manifestazioni culturali a livello locale e internazionale.

    Oltre alle opere realizzate e progettate per la Terra Santa bisogna aggiungere gli interventi eseguiti in Siria e Libano:

    Conclusione dei lavori di restauro della chiesa parrocchiale del convento di S. Francesco ad Aleppo.

    Conclusione dei lavori di restauro nel Convento di Tripoli.

    [00401-01.01] [Testo originale: Italiano]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  6. #26
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    Comunicato congiunto del Rabbinato Capo d’Israele e Santa Sede

    La Commissione bilaterale delle delegazioni del Rabbinato Capo d’Israele e della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’ebraismo si è riunita in questi giorni a Gerusalemme per confrontarsi sul tema delle sfide che la società secolarizzata pone ai leader religiosi. In un comunicato congiunto, le due delegazioni – guidate dal Rabbino Capo, Shear Yashuv Cohen e dal cardinale Jorge Maria Mejìa - sottolineano l’importanza di una testimonianza comune per contrastare l’ideologia nichilista e per offrire speranza e una guida morale ai nostri tempi. Nel comunicato, l’organismo esprime inoltre l’auspicio che siano risolte presto le questioni oggetto di negoziato tra Santa Sede e Stato d’Israele e che vengano prontamente ratificati gli accordi a beneficio di entrambe le comunità.


    fonte: Radio Vaticana
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  7. #27
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    L’11 giugno a Gerusalemme la preghiera delle chiese di Terra Santa per la pace


    Tornerà l’11 giugno prossimo il consueto appuntamento con la preghiera delle chiese per la riconciliazione, l’unità e la pace dei cristiani in Terra Santa, giunta quest’anno alla sesta edizione. Questa preghiera comunitaria, che avrà luogo presso la chiesa del Patriarcato latino di Gerusalemme e sarà presieduta dal patriarca Fouad Twal, si svolgerà in coincidenza con la Veglia della Pentecoste, che quest’anno tutti i cristiani celebrano nella stessa data. L’agenzia Sir ricorda che tale iniziativa prese il via nel 2005 per iniziativa di un gruppo di monaci e laici nel corso di una veglia di preghiera notturna al Santo Sepolcro a Gerusalemme. Infine, in programma quest’anno anche un Vespro solenne che sarà recitato in latino, arabo ed ebraico alla Vigilia della Pentecoste. (R.B.)


    fonte: Radio Vaticana
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  8. #28
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    COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE: UDIENZA AL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PALESTINESE , 03.06.2011

    TESTO IN LINGUA ITALIANA


    Stamani il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto S.E. il Sig. Mahmoud Abbas, Presidente dell’Autorità Palestinese, il quale successivamente si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da S.E. Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

    Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati sulla travagliata situazione della Terra Santa. In particolare, si è sottolineata l’urgenza di trovare una soluzione giusta e duratura al conflitto israelo-palestinese, per assicurare il rispetto dei diritti di tutti e, quindi, il compimento delle legittime aspirazioni del Popolo palestinese ad uno Stato indipendente. Si è quindi ribadito che lo Stato d’Israele e quello Palestinese debbono presto vivere sicuri, in pace con i loro vicini e dentro confini internazionalmente riconosciuti. In tale quadro, con il sostegno della comunità internazionale ed uno spirito di cooperazione e di apertura alla riconciliazione, la Terra Santa potrà conoscere la pace.

    Nell’incontro non è mancato il riferimento alla situazione delle comunità cristiane nei Territori Palestinesi e, più in generale, in Medio Oriente, e si è rilevato il contributo insostituibile che esse offrono alla costruzione della società.

    Infine, si è auspicato che i lavori delle Delegazioni della Santa Sede e dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina procedano fruttuosamente nell’elaborazione di un Accordo Globale tra le Parti.

    [00852-01.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0341-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  9. #29
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    JOINT COMMUNIQUE OF THE BILATERAL PERMANENT WORKING COMMISSION BETWEEN THE HOLY SEE AND THE STATE OF ISRAEL , 15.06.2011

    (...)

    TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

    La Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele si è riunita oggi, 14 giugno 2011, in sessione Plenaria, nel Palazzo Apostolico Vaticano per continuare i negoziati in base all’Articolo 10 §2 del "Fundamental Agreement" riguardante materie economiche e fiscali.
    L’incontro è stato presieduto da Mons. Ettore BALESTRERO, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati, e dal Sig. Danny AYALON, M.K, Vice-Ministro degli Affari Esteri.
    I negoziati si sono svolti in una atmosfera aperta, amichevole e costruttiva, registrando progressi molto significativi.
    Le Parti hanno concordato i passi futuri verso la conclusione dell’Accordo. La prossima riunione Plenaria si terrà il 1° dicembre 2011 presso il Ministero degli Affari Esteri d’Israele.

    La Delegazione della Santa Sede era composta da:

    Monsignor Ettore BALESTRERO, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati; Capo della Delegazione;
    S.E. Mons. Antonio FRANCO, Nunzio Apostolico in Israele;
    S.E. Mons. Giacinto-Boulos MARCUZZO, Vicario del Patriarcato Latino per Israele;
    Mons. Maurizio MALVESTITI, Sotto-Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali;
    Mons. Alberto ORTEGA MARTIN, Officiale della Segreteria di Stato;
    Sig. Henry AMOROSO, Consigliere Giuridico;
    P. Elias DAW, Presidente del Tribunale della Chiesa Greco-melkita in Israele;
    P. Pietro FELET, SCJ, Segretario AOCTS;
    P. Giovanni CAPUTA, SDB, Segretario della Delegazione della Santa Sede.

    La Delegazione di Israele era composta da:

    Sig. Danny AYALON, M.K., Vice Ministro degli Affari Esteri; Capo della Delegazione;
    Mr. Shmuel BEN-SHMUEL, Capo dell’Ufficio per gli Affari Ebrei e Interreligiosi nel mondo, MAE;
    Sig. Mordechay LEWY, Ambasciatore di Israele presso la Santa Sede;
    Sig. Ehud KEINAN, Consigliere Giuridico del MAE;
    Sig. Moshe GOLAN, Ufficio del Procuratore di Stato del Ministero della Giustizia;
    Sig. Itai APTER, Consigliere del Ministero della Giustizia;
    Sig.ra Michal GUR-ARYEH, Vice-Direttore del Dipartimento degli Affari Giuridici del MAE;
    Sig. Bahij MANSOUR, Direttore del Dipartimento per gli Affari Religiosi del MAE;
    Sig. Oded BROOK, Capo del Dipartimento per gli Affari Internazionali del Ministero delle Finanze;
    Sig. David SHARAN, Capo dello Staff del Ministero delle Finanze;
    Sig. Ashley PERRY, Consigliere del Vice-Ministro degli Affari Esteri;
    Sig. Klarina SHPITZ, Capo dello Staff dell’Ufficio del Vice-Ministro degli Affari Esteri;
    Sig. Chen Ivri APTER, Consigliere Capo dell’Ufficio del Vice-Ministro degli Affari Esteri.

    [00949-01.01] [Testo originale: Inglese]

    [B0372-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  10. #30
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    Santa Sede-Israele: prove di intesa
    Un lungo cammino caratterizzato dalla svolta del 1993


    PAOLO ZANINI
    ROMA


    La situazione dei cristiani nel Medio Oriente non accenna a migliorare, suscitando allarme nelle gerarchie cattoliche. Negli ultimi giorni ben due patriarchi orientali, quello greco-cattolico Gregorio III e quello maronita Bechara Rahi, hanno espresso preoccupazione per la situazione siriana. Il timore è che al crollo del regime di Assad possa far seguito un deterioramento delle relazioni interconfessionali nel paese, seguito da un nuovo esodo della popolazione cristiana. Il recente caso dell’Iraq e l’attuale situazione in Egitto non inducono, infatti, a un particolare ottimismo riguardo ai cambiamenti di regime. Nello stesso Libano, d’altra parte, la formazione di un nuovo governo in cui è molto forte Hezbollah, sia pure appoggiato dal principale partito maronita, la Corrente patriottica libera del generale Aoun, non sembra priva di insidie per la stabilità del paese. In questo quadro non entusiasmante un importante passo avanti è stato invece raggiunto nella lunga e complessa trattativa con il governo israeliano, riguardante le proprietà ecclesiastiche presenti all’interno dei confini dello Stato ebraico. Il 14 giugno, infatti, la riunione della Commissione bilaterale permanente, istituita con l’accordo fondamentale del 1993 con il quale la Santa Sede e Israele stabilivano formali relazioni diplomatiche, ha avviato la soluzione di alcune delle complesse questioni fiscali, economiche e giuridiche da 18 anni sul tappeto.

    In particolare un accordo sembra essere stato trovato, anche se rimane ancora da ratificare, per il regime fiscale delle proprietà ecclesiastiche, da sempre uno dei punti del contendere tra la Chiesa, che ne rivendicava una completa esenzione sulla base di ciò che avveniva nel periodo ottomano e negli anni mandatari, e Israele che contesta il principio di un’esenzione generalizzata. Il nuovo accordo, così, fa riferimento a un regime differenziato, basato su tre differenti livelli. Un’esenzione completa per gli edifici esclusivamente adibiti al culto, come chiese e conventi. Una tassazione calmierata al 33 per cento per quelle istituzioni religiose che forniscono al pubblico servizi particolari e calmierati, come per esempio i numerosi ostelli per i pellegrini. Un regime fiscale pieno, invece, per tute le realtà che operano normalmente sul mercato e che, di fatto, si comportano come vere e proprie attività economiche. Non tutti i punti in questione sono, però, stati risolti. Ancora insoluta rimane l’annosa questione della proprietà del Cenacolo, rivendicata dalla Chiesa attraverso la Custodia francescana sulla base di antichissimi diritti di proprietà risalenti al periodo angioino. Piuttosto che rispetto a Israele i problemi sono però con le altre confessioni cristiane che contestano il diritto esclusivo dei cattolici sul santuario e con i musulmani che, nel corso dei secoli, lo trasformarono in una moschea.

    Al di là di questi aspetti riguardanti la proprietà e fruizione del santuario, piuttosto complicati da un punto di vista giuridico, l’accordo raggiunto sembra dimostrare come da ambedue le parti vi sia la volontà di normalizzare le relazioni e di dare sostanza agli accordi del 1993, che chiusero un lungo periodo di freddezza tra il Vaticano e lo Stato ebraico. Nella presente situazione, infatti, Israele ha la necessità di uscire dal crescente isolamento internazionale cui sembra condannato. La Santa Sede, da parte sua, di fronte al crescente esodo dei cristiani dal Medio Oriente ha tutto l’interesse a rafforzare la propria posizione in uno dei pochi paesi della regione in cui, a fronte di un limitatissimo numero di cristiani e di cattolici, la libertà religiosa non appare minacciata.


    fonte: Vatican Insider
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